Di bordello in bordello -Vol. 5

di
genere
feticismo

L'altro giorno sono andato a puttane di appartamento. Tanto per cambiare... ahahahah!


Ho aperto la bakeca on line e ho beccato l'annuncio di una thailandese di nome Jenny.
Ho telefonato e mi ha risposto una che aveva la voce da ragazzina e parlava un italiano comprensibile.

Mi sono fatto indicare l'indirizzo. Ci sono andato a piedi perché riceveva a 300 metri da casa.

Quando sono arrivato lì, ho richiamato per avvisarla. Ho sentito il clack del cancello che si apriva.
L'appartamento era al piano terra di una viuzza del Centro Storico.
Dietro il cancello c'era un portone. Era socchiuso.
Ho aperto e sono entrato. Il locale era in penombra. Dietro la porta c'era la prostituta che mi aspettava. Doveva essere Jenny. Mora, capelli lunghi e ondulati. Scalza era alta non più di 1,60. Portava una sottoveste scura e corta. Era sulla trentina e, più che thai, mi è sembrata una filippina.
Le ho baciato la mano. Mi ha indicato di salire al piano di sopra.

L'alloggio, al piano terra, consisteva di una stanza: a sinistra c'era un piano cottura e a destra, appoggiato al muro, un divano-letto.
La scala era in fondo, sulla destra.

Sono salito. Adiacente alla scala, sulla sinistra, c'era un letto a una piazza e mezza e, sull'altro lato, a un metro di distanza dalla branda, c'era la parete e una porta che dava sul bagno.
La filippina si è tolta il vestitino dalla testa. Non portava le mutandine né il reggiseno. Aveva le tette rifatte e un po' di cellulite fra le cosce. Nel complesso era più che accettabile.
Ho tolto la maglietta e sono rimasto in pantaloni. Mi sono inginocchiato e le ho chiesto di farsi leccare la figa in piedi. Lei si è piegata leggermente sulle ginocchia, ha chinato la testa verso di me e, con l'indice e il medio, ha allargato la vulva. Ci ho infilato prima il naso e poi la lingua. Ho giocato un po' e dopo ho spalancato la bocca per risucchiare con un boccone le grandi labbra e le secrezioni.
Dopo le ho fatto cenno di sdraiarsi sul letto eppoi le ho alzato le gambe ed afferrato i piedi, che non erano affusolati.
Mi sono piegato e ho di nuovo leccato la figa sbavandola, poi mi sono rialzato. Lei ha preso un preservativo da sotto il cuscino, ha aperto la confezione e me lo ha passato. L'ho infilato sul cazzo e glielo ho messo dentro. Ho cominciato a sbatterla e a leccarle i piedi. Per un po' ho schiacciato il naso sulle piante. Sentivo un odore di parmigiano.

"Tu no venire?", mi ha chiesto dopo 4/5 minuti.
"Tu prendere in bocca mio cazzo senza condom. No condom", le ho detto io.

Allora si è spostata di lato e mi ha fatto calare i jeans. Mi sono disteso con il bacino ai piedi del letto. Lei si è messa di fronte in ginocchio, ha tirato via il profilattico e lo ha preso in bocca. Ficcava la punta della lingua nel meato urinario. Io provavo una sensazione di bruciore e piacere.
Dopo lei ha cominciato a succhiarmelo. Le ho sborrato in gola mentre le spingevo la testa verso di me tenendola per la nuca.
La tizia poi si è levata, ha preso un fazzolettino e ha scatarrato lo sperma mentre io mi pulivo con una salviettina.
È entrata in bagno e si è posizionata sul bidet.
Io nel frattempo mi sono vestito e, senza salutarla, sono sceso giù. Sono andato all'ingresso, ho aperto il portone, il cancello e me ne sono andato. Lasciandoglieli aperti.
scritto il
2026-05-25
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