Il badante del nonno

di
genere
confessioni

Mio nonno ormai era vecchio quando si ammalò. I figli facevano a turno per poterlo accudire. Capitò che mio suocero prese l'influenza ed, Enzo stava in trasferta . Per non creare malcontento andai come badante per il nonno
Passammo l'intera giornata a parlare , ogni tanto domandavo se il pannolone era bagnato. Lo dovetti cambiare ,che cazzo che aveva. Il nonno era stato sempre riservato , era tutto dun pezzo, educazione spartana . Aveva vergogna si copriva con le mani,io invece ero curiosa gliele toglievo. Nella concitazione si induri il cazzo di nonno,mi incantati a guardarlo. Non era dritto era leggermente curvo , noioso con vene gonfie . Era bello , possente spruzzata virilità. Lo avrei baciato, anzi che dico ciucciato , gli avrei tirato fuori anche
l'anima . « Ferma chr fai sono il nonno di tuo marito» Avevo il
cazzo in bocca non potevo rispondere , non lo feci continuai. Lui sulle prime si dibatteva, poi si calmò e, comincio a gustare tanto che quando mi fermai un attimo, per riprendere fiato, con la mano mi schiacciò la testa sul cazzo. Non voleva manco che lo lasciassi quando volli cavalcarlo. Che chiavata che mi feci il nonno non poteva muoversi tanto allora feci tutto io. Mi alzavo e calvo su quel cazzo , salivo e scendevo sembrava stessi in un luna Park dove le macchine volanti si alzavano e poi scendevano. Lo sentii tutto nella fessa,non ptevo crederci ,un uomo sotto i settanta anni mi stava facendo godere più di un ventenne . Ne fece molta quando venne , nofei in tempo a prenderla in bocca , schizzo un po dappertutto, occhi capelli,a terra in faccia e anche sul loro di un orecchio. Raccolsi quel che potevo e lo bevi. Il giorno dopo passo il medico trovo il cuore di nonno super accelerato. « ha avuto qualche emozione ieri o stanotte?» chiese . La figlia diceva «veramente non so lo domandi a lei » indicando me. Io facevo finta,di non aver capito correvo con lo sguardo dietro una farfalla. Mi fu fatta la domanda di rito« cosa è successo,ieri o stanotte?» Non risposi subito ma mi girai intorno, incontrai gli occhi interrogativi di mia,cognata prima poi,del dottore . Capii allora che era giunto il momento mi parlare.« ebbene ci aveva il cazzo,duro voi lo avreste lasciato così un povero vecchio? Io no ho pensato bene di farlo divertire un po». I due si,guardarono in faccia poi il medico con calma mi disse che ero stata avventata ci sarebbe potuto rimanere secco. Si tenne una riunione di famiglia decisero,di mettere una badante al nonno. Già,c'era pure la persona adatta che si sarebbe occupata di lui. Una donna sulla quarantina , per l'esattezza aveva quarantatre anni ,era una bella,donna , purtroppo vedova e non aveva ricevuto la gioia di essere,madre.chissamperhe una brava donna come lei era stata privata dei figli prima e poi del marito. Avevamo in comune lo stesso ,mese di nascita ma con qualche anno di differenza.
Al mattino passavo sempre dalla casa di nonno , avevo le chiavi non bussano mai. Un , mattino mentre entravo sentii un gran trambusto vidi la badante che fuggita dalla stanza di nonno il quale diceva « Vieni solo un bacetto dai sopra quel ciuffetto nero.» la povera donna piangeva , aveva la maglia strappata, un seno gli usciva da fuori. Si riparo dietro di me , piangeva a dirotto. Diedi uno strillo al nonno il quale si quetò, poi pensai a lei . Sembrava un pulcino tremava tutta , allora la strinsi tra le braccia , e cominciai a carezzarla . Non avevo intenzioni sessualità, ma quando,quel seno caldo mi sfioro la mano, non capii più nulla doveva essere mia. Mentre la accarezzavo la testa, avvicinai la mia bocca alla sua, lei rimase immobile con la bocca stretta,allora cacciai la lingua e cercai di perforare quella barriera,
mentre una mano le massaggiava la fessa . La sua resistenza non durò a lungo,apri la bocca e apri le cosce. La lingua si uni alla sua in una danza speciale .a mano gli perderò la fessa,con due dita poi tre ed infine quattro. Lei godeva da matti. Il nonno apri gli pacchi, ci guardò e disse « mignotte», poi si riaddormentò.incurantimci mettemmo a,sessantanove ci leccammo tutto poi venimmo ed ognuna beve i succhi dall'altra. Il,giorno stesso convocati una nuova riunione in cui si stabilisce che ci vorrebbe un badante maschio. Ricordo c'era un mio amico d'infanzia che aveva studiato,come oss , e sapevo che stava a spasso già da alcuni giorni prima. Il mattino successivo venne puntuale da
Nonno il quale protestava voleva la donna. Lo calmai dicendo che ci,sarei stata io sempre,presemte.
Di fatti andavo e venivo da casa,di nonno abitiamo vicini , lo stesso isolato. Un mattino entro in casa senza bussare, avevo le chiavi, trovo il badante che canticchia sotto la doccia,sentendo l'acqua che scorreva mi affaccio e lo vedo lì statuario, con un caźzo di rispetto. Mi spoglio immediatamente e senza pensarci mi butto sotto la doccia. Ivan, questo era il suo nome rimase un po sorpreso,ma poi si riprese non appena senti la mia lingua sul suo cazzo , raccoglievo sapori ed acqua misti. In effetti il sapore di cazzo era assai mitigato dal docciaschiuma dall'acqua , ma un tantino si riusciva a percepire. Lui diceva « Signora tu sposata, io qui lavorare non volere perdere impiego» Lo zittii mettendogli le mie dita, appena estratte,dalla fessa, in bocca per fargli sentire quanto ero buona. Fu allora,che perse,ogni inibizione, mi girò in piedi , petto contro la doccia e mani inalato appoggiate alla parete. Mi chiavo in piedi, da dietro, mi perforare la fessa facilitato dall'acqua e dai miei umori che già scendevano copiosa verso il pavimento della doccia.lo sentivo dentro e mi compiacevo ,avevo trovato proprio un bel cazzo,e mentre pensavo ciò il mio corpo si contrasse, con alcuni spasmi venni una prima volta. Non fini li, lui eccitato sempre di più , mi chiavava la fessa e mi trastullava i capezzoli. Poi una mano scese e, due di ta mi stringerò il clitoride cominciando poi a giocarci costantemente. Questo tris di situazioni , il cazzo in fessa e tra le mani capezzolo e clitoride mi portarono ad un nuovo e più forte orgasmo. Ma il meglio era ancora da divenire. Senza scomparsiiu di tanto al mio secondo orgasmo ,Ivan cacciò il cazzo dalla fessa,bagnatissimo dai miei umori e melo ficco direttamente nel culo. Agevolato,perché ricoperto della mia cremina bianca ,entro subito e quasi indolore. Era la prima volt che il mio ano venisse violato in quel modo. Di solito sento sempre dolore seguito poi dal piacere, ma questa volta sentivo solo un piacere folle. Forse la folle ero io che stavo li a chiavare con uno sconosciuto di cui non sapevo nulla , ed inoltre no avevo nessuna protezione. Non sapevo se aveva qualche malattia, e ne tampoco me ne importava volevo solo che mi chiamasse e lo stava facendo alla grande . Ogni botta che dava nel culo mi sembrava di spaccarmi in due,dio come mi piaceva, e poi mi sgrillettata il clitoride e pastrugnava le zizze. Alla fine venne,lo infilo ancora più dentro per farmi arrivare l sua sborra alle viscere . Restò dentro fintanto non divenne moscio ed uscì fuori da solo . Fu allora,che vidi mio nonno sul cessò che stava seduto a masturbarsi. Poverino mi fece pena, mi inginocchiai dinanzi a lui e, con la bocca ,dolcemente, lo guidai a sborrare . Gliela ingoiai tutta ,non ne persi neanche un a goccia. Da quel giorno andavo a casa di nonno molto più volentieri . Non seppi mai come sapeva la sborra di Ivan, ma in compenso di quella del nonno ne feci indigestione. Che bel periodo quello, chiavavo con Ivan il giorno ,per poi succhiare il cazzo a nonno ,ed alla sera mi facevo chiavare da Enzo mio ,che ignaro ci metteva amore e passione.



scritto il
2026-04-10
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