Una gita fuori porta
di
Messalina
genere
confessioni
Enzo mi svegliò all'alba «Svegliati dai dobbiamo prepararci, fra poco passano a prenderci, andiamo in montagna» « uffa lasciami dormire sono stanca ho dormito poco» dissi. L'aveva capito, puzzavo ancora di sborra. Mi tirò giù dal letto mi trascino in bagno ,mi butto sotto la doccia e, apri l'acqua . Il getto freddo mi fece risvegliare ,miscelai l'acqua e cominciai a lavarmi.«Muoviti stanno venendo.» Ma dove cazzo,dovevamo andare a quell'ora di mattino?
Arrivarono che non avevo fatto ancora colazione, mi misero fretta dissero ci saremmo fermati per strada.
Partimmo dunque, destinazione lago Laceno,una amena località in provincia di,bagnoli irpino. Uno specchio di,acqua situato a 1050 , 1100 metri d'altezza ,dove si pratica sci invernale,e trekking estivo. Con aree adibite a picnic e degustazioni di specialità locali.
In auto eravamo ,Enzo e Ciro davanti e io e Lia, moglie di Ciro, dietro. La figlia andò in macchina con la nonna.
La prima mezz'ora si cammino veloci , poi a noi donne venne da far pipi , quindi ci fermiamo ad un autogrill. Andammo in bagno insieme io e Lia, facemmo la pipi. La vidi che indugiava con lo sguardo della mia fessa e quando gli chiesi il perché disse che non aveva ma i visto una fessa colorata. Andammo al bar, facemmo colazione e andammo via.
Durante il viaggio comimscio la salita , c'erano curve e tornanti, ogni volta a mi lasciavo andare addosso a Lia e cominciai a toccarla. Sulle prime tento di,scannarsi, chiudeva le gambe, mi spostava la mano. Poi piano pianol e difese calderone finché non gliela toccai. Silascio andare, mentre la sditalinavo,si contorce e comincio a mugolare . La baciai per tappargIi la bocca ma, fu inutile , mi morse la lingua e grido tutto il suo piacere . Ciro commento con Enzo « cazzo la Lady tutta dunque pezzo se sgretolata sotto i colpi di una ragazzina » L a cosa non mi piacque tanto ed Enzo se ne accorse vedendo la mia espressione dal retrovisore. Rise, già sapeva che me l'avrebbe pagata. Arrivammo, ai fianchi del lago vi erano aree picnic ed una seggiovia che saliva su per i monti fino a quasi 2000 metri. Mio suocero aveva alcuni amici che stavano lì dalla sera prima erano tartufata e fungaroli. Stavano con i cani, mi rammarica perché non portai il mio , ma dall'auto di mio suocero scese lui, il mio piccolo freddi. Avevo paura non volevo lasciarlo non era mai stato libero per distese ampie il viaggio era stato lungo ed allora lò portai nei boschi a fare i bisogni.
Gli amici di mio suocero avevano all'incirca cinquant'anni ,chi calvo, chi panciuto, chi con la barba lunga. Si addentrarono nei boschi prima di me , andavano per tartufi ,si portarono anche i cani. Freddi mascarpone,di mano peninseguirlo inciampai , caddi dinanzi al barbuto mi si,alzo la gonna , mi trovai a culo all'aria. Rimase bloccato guardava,il culo comme un disperato, poi disse « mamma che bel culo, tutto da accarezzare». Ebbi pietà lo guardava con troppo,desiderio , gli presi la mano e me la portai nel solco . Sembrava smarrito allora ancheggiando feci arrivare il buchetto alle sue dita . Con la mia mano poi me ne spezzoni due dentro. Il calore del buchetto sembro risvegliarlo e comincio a lavorarci . Quando mi toccano il culo vado in estasi ,non capisco più nulla l'eccitazione mi sale a mille , comincio a sgrillettarmi, ansimo, gemo, i mieimgridolini si sentono a distanza richiamano gli altri due. I loro cani giocano col mio cane, io gioco con loro succhio uccelli, maneggio cazzi me li serafino sulla fessa ,sulla faccia in mezzo al seno. Mi sentivo una principessa erede al trono con tanti scettro da possedere. Poi mi vidi come una regina , ero mla regina del cazzo,i miei tre buchi erano pieni. Bocca, fessa,culoassaporarono quei tre cazzi a rotazione. Poi vennero tuttetre insieme io ero,già venuta cinque volte. Mi lasciarono li piena di sborra mentre loro continuano o acercar tartufi e funghi. Mi ripulii alla meglio intanto,freddi stava vicino a me , insieme tornammo al nostro tavolo. Mio suocero disse chiese perché ero così sporca , gli dissi che ero scivolata, ed avevo scamazzato tre funghi. Enzo mi guardava di sottecchi e sorrideva. Ciro mi chiamo «Anna vieni, c'è come lavarti . Una cabina con una doccia con acqua calda, e c'era persino shampoo, e doccia schiuma .
Avevo portato un pantaloncini sgambato e un toppino di ri.cambio li indossai senza intimo sotto. Il pantaloncino era strettissimo mi di,vedeva la,forma della,fessa, avevo puntato tutti gli occhi su di me. I maschietti mi giromzolavano intorno,facevano a gara per strusciarsi sul mio corpo.
[ ] Mentre mangiavamo Enzo si occupo della brace, Lia degli affettati ed io dei vini . Mia suocera dirigeva , mentre mio suocero con gli amici giocava a carte. Giorgio guardava i piccoli,li faceva giocare Ciro si occupava della legna. Misi il vino in tavola,chiesi ad Enzo se avesse bisogno di una mano, rispose di no ma serviva altra legna. Andai dalla parte opposto a Ciro , raccoglievo tutto duntratto un voce «no ragazzina queli non so buoni, son verdi fanno solo fumo». Lo ringraziai poi gli dissi che non ero una ragazzina ma ero sposata. Rise ,poi disse che se volevo me li indicava lui quelli da raccogliere lo ringraziai ed accettai. Vidi che mi guardava con occhio mezzo allupato ,allora quando raccoglievo un rametto, mi abbassavo in modo porcello. Gli mettevo quasi il culo in faccia , lo vedevo sempre più impacciato ,,entre io ero sempre più eccitata. Già sognavo come sarebbe stata una chiavat con un sessantacinquennne. Fino ad allora non avevo mai chiavato con un uomo,di quella età, pensavo questo mi muore se me lo chiavo. Non c'è la feci però a resistere sentivo i suoi occhi che mi penetravano il buchetto , l'eccitazione sali alle stelle, mi inginocchoiai e gli cacciai il cazzo , era moscio civolle un po per indurire . Quando fu duro mi feci inculare, fu felice, non gli,sembrava vero. Dave dei colpi da maestro , erano forti , poi lo tirava fuori piano e di nuovo un volpo poderoso, nel frattempo una mano mo sgrillettata un'altra giocava con i capezzoli. Non ,mi aspettavo che un uomo maturo fosse così duro. Mi spacco il culo e poi ci venne dentro . Raccolsi la legna e la portai a Enzo con la sborra che usciva dal culo. Ci sedemmo a tavola cominciammo a mangiare, il,vino scorreva a,fiumi quando mio suocero mi mise la mano in mezzo alle gambe. Non sapevo che fare se gli toglievo la mano rischiavo di fare un putiferio se la tenevo chissà che avrebbe pensato mio suocero. Però quella mano lavorava bene , mi faceva stare bene. Poi mi alzai feci segno di seguirmi, andammo in bagnò mi chiavo in piedi vicino al lavandino. Aveva un cazzo asinino doveva essere un dono di famiglia . Mi chiavo bene vicino al lavandino, mi sborro nella fessa in piedi poi,tornò a tavola a mangiare e bere vino. Io mi sedetti sull'altalena,mi,dondolavo dolcemente. Loscppiettare del fuoco, il dondolio dell'altalena, ed un po di stanchezza mi fecero addormentare. Mi svegliai quan dovevamo andare a casa mi riaddormenti in auto un sonno profondo poi mi svegliai per salire in casa ci mettemmo a letto non avevo più sonno . Chiavai con Enzo finalmente una chiavata come si deve mi mise il cazzomdappertutto mi fece venire per ben tre volte poi venne lui , mi ingoiai tutto .ci addormentemmo la gita era finita
Arrivarono che non avevo fatto ancora colazione, mi misero fretta dissero ci saremmo fermati per strada.
Partimmo dunque, destinazione lago Laceno,una amena località in provincia di,bagnoli irpino. Uno specchio di,acqua situato a 1050 , 1100 metri d'altezza ,dove si pratica sci invernale,e trekking estivo. Con aree adibite a picnic e degustazioni di specialità locali.
In auto eravamo ,Enzo e Ciro davanti e io e Lia, moglie di Ciro, dietro. La figlia andò in macchina con la nonna.
La prima mezz'ora si cammino veloci , poi a noi donne venne da far pipi , quindi ci fermiamo ad un autogrill. Andammo in bagno insieme io e Lia, facemmo la pipi. La vidi che indugiava con lo sguardo della mia fessa e quando gli chiesi il perché disse che non aveva ma i visto una fessa colorata. Andammo al bar, facemmo colazione e andammo via.
Durante il viaggio comimscio la salita , c'erano curve e tornanti, ogni volta a mi lasciavo andare addosso a Lia e cominciai a toccarla. Sulle prime tento di,scannarsi, chiudeva le gambe, mi spostava la mano. Poi piano pianol e difese calderone finché non gliela toccai. Silascio andare, mentre la sditalinavo,si contorce e comincio a mugolare . La baciai per tappargIi la bocca ma, fu inutile , mi morse la lingua e grido tutto il suo piacere . Ciro commento con Enzo « cazzo la Lady tutta dunque pezzo se sgretolata sotto i colpi di una ragazzina » L a cosa non mi piacque tanto ed Enzo se ne accorse vedendo la mia espressione dal retrovisore. Rise, già sapeva che me l'avrebbe pagata. Arrivammo, ai fianchi del lago vi erano aree picnic ed una seggiovia che saliva su per i monti fino a quasi 2000 metri. Mio suocero aveva alcuni amici che stavano lì dalla sera prima erano tartufata e fungaroli. Stavano con i cani, mi rammarica perché non portai il mio , ma dall'auto di mio suocero scese lui, il mio piccolo freddi. Avevo paura non volevo lasciarlo non era mai stato libero per distese ampie il viaggio era stato lungo ed allora lò portai nei boschi a fare i bisogni.
Gli amici di mio suocero avevano all'incirca cinquant'anni ,chi calvo, chi panciuto, chi con la barba lunga. Si addentrarono nei boschi prima di me , andavano per tartufi ,si portarono anche i cani. Freddi mascarpone,di mano peninseguirlo inciampai , caddi dinanzi al barbuto mi si,alzo la gonna , mi trovai a culo all'aria. Rimase bloccato guardava,il culo comme un disperato, poi disse « mamma che bel culo, tutto da accarezzare». Ebbi pietà lo guardava con troppo,desiderio , gli presi la mano e me la portai nel solco . Sembrava smarrito allora ancheggiando feci arrivare il buchetto alle sue dita . Con la mia mano poi me ne spezzoni due dentro. Il calore del buchetto sembro risvegliarlo e comincio a lavorarci . Quando mi toccano il culo vado in estasi ,non capisco più nulla l'eccitazione mi sale a mille , comincio a sgrillettarmi, ansimo, gemo, i mieimgridolini si sentono a distanza richiamano gli altri due. I loro cani giocano col mio cane, io gioco con loro succhio uccelli, maneggio cazzi me li serafino sulla fessa ,sulla faccia in mezzo al seno. Mi sentivo una principessa erede al trono con tanti scettro da possedere. Poi mi vidi come una regina , ero mla regina del cazzo,i miei tre buchi erano pieni. Bocca, fessa,culoassaporarono quei tre cazzi a rotazione. Poi vennero tuttetre insieme io ero,già venuta cinque volte. Mi lasciarono li piena di sborra mentre loro continuano o acercar tartufi e funghi. Mi ripulii alla meglio intanto,freddi stava vicino a me , insieme tornammo al nostro tavolo. Mio suocero disse chiese perché ero così sporca , gli dissi che ero scivolata, ed avevo scamazzato tre funghi. Enzo mi guardava di sottecchi e sorrideva. Ciro mi chiamo «Anna vieni, c'è come lavarti . Una cabina con una doccia con acqua calda, e c'era persino shampoo, e doccia schiuma .
Avevo portato un pantaloncini sgambato e un toppino di ri.cambio li indossai senza intimo sotto. Il pantaloncino era strettissimo mi di,vedeva la,forma della,fessa, avevo puntato tutti gli occhi su di me. I maschietti mi giromzolavano intorno,facevano a gara per strusciarsi sul mio corpo.
[ ] Mentre mangiavamo Enzo si occupo della brace, Lia degli affettati ed io dei vini . Mia suocera dirigeva , mentre mio suocero con gli amici giocava a carte. Giorgio guardava i piccoli,li faceva giocare Ciro si occupava della legna. Misi il vino in tavola,chiesi ad Enzo se avesse bisogno di una mano, rispose di no ma serviva altra legna. Andai dalla parte opposto a Ciro , raccoglievo tutto duntratto un voce «no ragazzina queli non so buoni, son verdi fanno solo fumo». Lo ringraziai poi gli dissi che non ero una ragazzina ma ero sposata. Rise ,poi disse che se volevo me li indicava lui quelli da raccogliere lo ringraziai ed accettai. Vidi che mi guardava con occhio mezzo allupato ,allora quando raccoglievo un rametto, mi abbassavo in modo porcello. Gli mettevo quasi il culo in faccia , lo vedevo sempre più impacciato ,,entre io ero sempre più eccitata. Già sognavo come sarebbe stata una chiavat con un sessantacinquennne. Fino ad allora non avevo mai chiavato con un uomo,di quella età, pensavo questo mi muore se me lo chiavo. Non c'è la feci però a resistere sentivo i suoi occhi che mi penetravano il buchetto , l'eccitazione sali alle stelle, mi inginocchoiai e gli cacciai il cazzo , era moscio civolle un po per indurire . Quando fu duro mi feci inculare, fu felice, non gli,sembrava vero. Dave dei colpi da maestro , erano forti , poi lo tirava fuori piano e di nuovo un volpo poderoso, nel frattempo una mano mo sgrillettata un'altra giocava con i capezzoli. Non ,mi aspettavo che un uomo maturo fosse così duro. Mi spacco il culo e poi ci venne dentro . Raccolsi la legna e la portai a Enzo con la sborra che usciva dal culo. Ci sedemmo a tavola cominciammo a mangiare, il,vino scorreva a,fiumi quando mio suocero mi mise la mano in mezzo alle gambe. Non sapevo che fare se gli toglievo la mano rischiavo di fare un putiferio se la tenevo chissà che avrebbe pensato mio suocero. Però quella mano lavorava bene , mi faceva stare bene. Poi mi alzai feci segno di seguirmi, andammo in bagnò mi chiavo in piedi vicino al lavandino. Aveva un cazzo asinino doveva essere un dono di famiglia . Mi chiavo bene vicino al lavandino, mi sborro nella fessa in piedi poi,tornò a tavola a mangiare e bere vino. Io mi sedetti sull'altalena,mi,dondolavo dolcemente. Loscppiettare del fuoco, il dondolio dell'altalena, ed un po di stanchezza mi fecero addormentare. Mi svegliai quan dovevamo andare a casa mi riaddormenti in auto un sonno profondo poi mi svegliai per salire in casa ci mettemmo a letto non avevo più sonno . Chiavai con Enzo finalmente una chiavata come si deve mi mise il cazzomdappertutto mi fece venire per ben tre volte poi venne lui , mi ingoiai tutto .ci addormentemmo la gita era finita
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