Casus belli

di
genere
comici

CASUS BELLI
Era stato allevato con cura. Fin da giovane “Ricciolo d'Oro”, biondo e per così dire femmineo, dall'adolescenza in su ugualmente fiorito anche sul pube, con le sue belle carni lisce e chiare, salvaguardate dal sole e dagli stupri (abbastanza frequenti in quei tempi), fatto correre a perdifiato nei boschi di giorno, per svilupparne il corpo e soprattutto i glutei, e di notte debitamente custodito e protetto dai pericoli del mondo, per preservarlo intatto, insegnatogli poi non tanto a leggere e scrivere, che non gli sarebbe servito, ma solo a spandere canti melodiosi e a praticare l'arte del massaggio e dell'adescamento erotico, pervenne alla maggior età nel massimo del fulgore, finché come tutti gli altri educandi prima e dopo di lui, giunto il periodo della Gran Festa quando tanta gente conveniva da ogni dove, fu bellamente mostrato sulla pubblica piazza, adorno solo di una corta tunichetta e con sul capo una ghirlanda di fiori di campo, per essere battuto all'asta e fruttare il dovuto. Se ne invaghirono in diversi e ad alzaposta venne vinto da uno straniero di passaggio, che subito lo imbarcò sulla propria carrozza. Di lui non si seppe più niente. Si sussurrava che fosse stato condotto in un castello d'oriente, dove molti anni dopo dei guerrieri, ospiti per puro caso di un certo emiro, durante la cena che era stata loro imbandita, lo riconobbero al volo mentre danzava e cantava seminudo, facendo il lezioso con gli invitati. Al termine della sua esibizione, il padrone di casa con uno schiocco di dita lo comandò al suo tavolo per riceverne conforto. Finito il basso servizio lo destino al sollazzo di alcuni dignitari in pronta e poi a quello degli ospiti che avessero in mira di trarne uguale piacere. Molti ne approfittarono e dopo una buona ora di rumorose succhiate sottobanco e di gemiti e smorfie da parte degli astanti che venivano esauditi, egli si distese prono su un giaciglio che stava in centro alla sala, a disposizione di chiunque lo volesse fare virilmente suo. Fatto oggetto di alquante sconce monte in bellavista, nel clima di crescente e ormai poco governabile baldoria che così tanti uomini ebbri e sbracati si stavano concedendo, venne infine tratto in salvo dal guardiano, che lo condusse a scaldare in privato il letto del Capo Delegazione. Questi nottetempo ne fu tanto conquistato che concepì l'idea di rapirlo per impadronirsene. Avvenne così che scoppio, fra Asia ed Europa, la “Guerra di Troio”.
scritto il
2026-04-10
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