Vent’Anni di Amicizia, Una Sera di Desiderio
di
fexalox
genere
saffico
Era una di quelle sere di maggio in cui l’aria profuma di gelsomino e il tempo sembra dilatarsi. Claudia, Barbara e Sonia si erano ritrovate come sempre a casa di Claudia. Vent’anni di amicizia le legavano: estati al mare, crisi matrimoniali superate, compleanni, confidenze notturne al telefono. Si conoscevano nei pregi e nei difetti, nei corpi cambiati dal tempo e nelle risate che restavano identiche.
Claudia indossava solo una maglietta bianca oversize e i pantaloni grigi della tuta. Niente reggiseno. Il suo seno abbondante tendeva il tessuto, creando un’ombra profonda tra i due seni. Barbara e Sonia erano sedute ai suoi lati sul grande divano angolare.
Fu Barbara a rompere il ghiaccio, con voce un po’ incerta ma calda.
«Cla… possiamo chiederti una cosa un po’ fuori dal normale? Senza che si crei imbarazzo dopo?»
Claudia sorrise, curiosa. «Ormai dovreste sapere che con me potete dire tutto.»
Sonia si avvicinò leggermente. «È da un po’ che ci pensiamo… Vorremmo toccarti il seno. Solo toccarlo. Sappiamo che è grosso e bellissimo, e… cazzo, siamo tra noi. Niente di strano, solo curiosità e voglia di te.»
Per qualche secondo calò il silenzio. Claudia le guardò entrambe, una dopo l’altra. Vide il desiderio genuino, la leggera paura di aver esagerato, l’affetto di sempre.
«Va bene» disse infine, la voce bassa. «Potete toccarmi. Ma fatelo come volete. Sono curiosa anch’io di capire cosa provate.»
Le due amiche si scambiarono uno sguardo complice, quasi incredulo. Si avvicinarono. All’inizio le mani furono leggere, rispettose: palmi aperti che accarezzavano il cotone, soppesando, stringendo piano. Claudia sospirò e chiuse gli occhi. Poi Barbara infilò le dita sotto la maglietta.
«Posso?»
«Sì.»
Le mani scivolarono sulla pelle nuda. Due paia di mani diverse – una più decisa, l’altra più curiosa – che esploravano lo stesso seno pesante, caldo, morbido. I capezzoli si inturgidirono subito. Sonia si chinò e ne prese uno in bocca, succhiando piano. Barbara guardò la scena e sentì un’ondata di eccitazione nel vedere l’amica che si perdeva nel corpo di Claudia. Si sporse e baciò Sonia sulla bocca, proprio sopra il seno di Claudia. Un bacio lungo, umido, mentre entrambe continuavano a toccarla.
Claudia aprì gli occhi e le vide baciarsi. Quel triangolo – lei al centro, loro due che si desideravano attraverso il suo corpo – le provocò un brivido profondo.
«Cazzo… è bellissimo vedervi così» mormorò.
Le mani scesero. Prima sui fianchi, poi dentro i pantaloni della tuta. Le accarezzarono il culo, lo strinsero, lo aprirono. Sonia infilò due dita tra le grandi labbra di Claudia e la trovò fradicia.
«Sei bagnatissima…» sussurrò.
«Perché mi state facendo impazzire» rispose Claudia, la voce già rotta. «Non fermatevi.»
Barbara e Sonia si guardarono di nuovo. C’era una tacita intesa: volevano farla godere, ma senza escluderla dal gioco. Barbara si mise dietro Claudia, le baciò il collo e le strizzò forte i seni da dietro, mentre Sonia si inginocchiò davanti e la penetrò lentamente con due dita. Claudia gemeva, il corpo che si inarcava. Ogni tanto Barbara e Sonia si cercavano con la bocca sopra di lei, baciandosi con passione, facendo partecipare Claudia con sguardi e parole.
«Guardala» disse Barbara a Sonia. «Guarda quanto le piace.»
Sonia sorrise, le dita che entravano e uscivano più veloci. «Sei bellissima quando godi, Cla.»
A un certo punto Claudia, con voce imperiosa ma dolce: «Adesso basta divano. Camera da letto. Tutte e tre.»
Si spogliarono completamente. Tre corpi maturi, diversi ma bellissimi nella loro intimità ventennale. Sul letto grande la gerarchia divenne fluida, in continuo movimento.
Claudia fu distesa al centro. Barbara le aprì le gambe e cominciò a leccarla con lentezza sapiente, lingua larga sul clitoride. Sonia si mise a cavalcioni sul viso di Claudia, offrendole il suo sesso. Mentre Claudia la divorava con passione, Sonia e Barbara si sporsero l’una verso l’altra e si baciarono profondamente, seni che si toccavano, mani che si accarezzavano. Un triangolo perfetto: Claudia che dava piacere a Sonia, Barbara che dava piacere a Claudia, e Sonia e Barbara che si baciavano e si toccavano sopra di lei.
Cambiarono più volte posizione. A un certo punto Barbara e Claudia si trovarono una di fronte all’altra, gambe intrecciate, mentre Sonia le guardava toccandosi. Usarono il primo dildo: Barbara lo spinse dentro Claudia con movimenti lenti e profondi, guardandola negli occhi. Sonia si mise dietro Barbara e la toccava da dietro, baciandole la schiena.
«Voglio vedervi insieme» disse Claudia, la voce carica di eccitazione.
Sonia prese il doppio dildo. Lei e Claudia si posizionarono una di fronte all’altra, ginocchia piegate, e lo infilarono contemporaneamente dentro di sé. Cominciarono a muoversi ritmicamente, il giocattolo che le univa, i seni grandi di Claudia che ondeggiavano a ogni spinta. Barbara le guardava affascinata, una mano tra le proprie gambe, l’altra che accarezzava ora un seno di Claudia, ora uno di Sonia. Ogni tanto si chinava a baciarle, a morderle piano il collo, a sussurrare parole sporche e affettuose.
«Siete bellissime… mi fate impazzire tutte e due.»
Il piacere cresceva a ondate. Claudia venne per prima, forte, mentre Sonia la cavalcava con il doppio dildo e Barbara le succhiava un capezzolo. Poi fu il turno di Sonia, che si lasciò andare sulla bocca di Claudia mentre Barbara la penetrava con le dita. Barbara venne per ultima, sdraiata tra loro due, con la testa di Claudia tra le cosce e le dita di Sonia dentro di lei.
Dopo l’orgasmo rimasero intrecciate, sudate, ansimanti. Mani che continuavano ad accarezzarsi piano, quasi per rassicurarsi.
Barbara fu la prima a parlare, la voce morbida: «Tutto bene? Non è cambiato niente, vero?»
Claudia rise piano e le baciò la fronte. «È cambiato tutto… in meglio. Avevo paura anch’io che potesse rovinare la nostra amicizia. Invece mi sento più vicina a voi di quanto non sia mai stata.»
Sonia si strinse contro di loro. «È strano… ma bellissimo. Non è solo sesso. È come se avessimo aperto una porta che era già socchiusa da anni.»
Si guardarono tutte e tre, complici, tenere, ancora eccitate. Il triangolo era nato: fluido, affettuoso, senza gerarchie fisse. Chi era al centro un momento prima, diventava spettatrice o amante dell’altra poco dopo. L’amicizia non era stata sostituita dal desiderio, ma ampliata. Conteneva tutto: confidenza, tenerezza, perversione, amore.
Claudia le attirò entrambe più vicine, una per lato, e sussurrò:
«Restate a dormire. Domattina ricominciamo da capo.»
Claudia indossava solo una maglietta bianca oversize e i pantaloni grigi della tuta. Niente reggiseno. Il suo seno abbondante tendeva il tessuto, creando un’ombra profonda tra i due seni. Barbara e Sonia erano sedute ai suoi lati sul grande divano angolare.
Fu Barbara a rompere il ghiaccio, con voce un po’ incerta ma calda.
«Cla… possiamo chiederti una cosa un po’ fuori dal normale? Senza che si crei imbarazzo dopo?»
Claudia sorrise, curiosa. «Ormai dovreste sapere che con me potete dire tutto.»
Sonia si avvicinò leggermente. «È da un po’ che ci pensiamo… Vorremmo toccarti il seno. Solo toccarlo. Sappiamo che è grosso e bellissimo, e… cazzo, siamo tra noi. Niente di strano, solo curiosità e voglia di te.»
Per qualche secondo calò il silenzio. Claudia le guardò entrambe, una dopo l’altra. Vide il desiderio genuino, la leggera paura di aver esagerato, l’affetto di sempre.
«Va bene» disse infine, la voce bassa. «Potete toccarmi. Ma fatelo come volete. Sono curiosa anch’io di capire cosa provate.»
Le due amiche si scambiarono uno sguardo complice, quasi incredulo. Si avvicinarono. All’inizio le mani furono leggere, rispettose: palmi aperti che accarezzavano il cotone, soppesando, stringendo piano. Claudia sospirò e chiuse gli occhi. Poi Barbara infilò le dita sotto la maglietta.
«Posso?»
«Sì.»
Le mani scivolarono sulla pelle nuda. Due paia di mani diverse – una più decisa, l’altra più curiosa – che esploravano lo stesso seno pesante, caldo, morbido. I capezzoli si inturgidirono subito. Sonia si chinò e ne prese uno in bocca, succhiando piano. Barbara guardò la scena e sentì un’ondata di eccitazione nel vedere l’amica che si perdeva nel corpo di Claudia. Si sporse e baciò Sonia sulla bocca, proprio sopra il seno di Claudia. Un bacio lungo, umido, mentre entrambe continuavano a toccarla.
Claudia aprì gli occhi e le vide baciarsi. Quel triangolo – lei al centro, loro due che si desideravano attraverso il suo corpo – le provocò un brivido profondo.
«Cazzo… è bellissimo vedervi così» mormorò.
Le mani scesero. Prima sui fianchi, poi dentro i pantaloni della tuta. Le accarezzarono il culo, lo strinsero, lo aprirono. Sonia infilò due dita tra le grandi labbra di Claudia e la trovò fradicia.
«Sei bagnatissima…» sussurrò.
«Perché mi state facendo impazzire» rispose Claudia, la voce già rotta. «Non fermatevi.»
Barbara e Sonia si guardarono di nuovo. C’era una tacita intesa: volevano farla godere, ma senza escluderla dal gioco. Barbara si mise dietro Claudia, le baciò il collo e le strizzò forte i seni da dietro, mentre Sonia si inginocchiò davanti e la penetrò lentamente con due dita. Claudia gemeva, il corpo che si inarcava. Ogni tanto Barbara e Sonia si cercavano con la bocca sopra di lei, baciandosi con passione, facendo partecipare Claudia con sguardi e parole.
«Guardala» disse Barbara a Sonia. «Guarda quanto le piace.»
Sonia sorrise, le dita che entravano e uscivano più veloci. «Sei bellissima quando godi, Cla.»
A un certo punto Claudia, con voce imperiosa ma dolce: «Adesso basta divano. Camera da letto. Tutte e tre.»
Si spogliarono completamente. Tre corpi maturi, diversi ma bellissimi nella loro intimità ventennale. Sul letto grande la gerarchia divenne fluida, in continuo movimento.
Claudia fu distesa al centro. Barbara le aprì le gambe e cominciò a leccarla con lentezza sapiente, lingua larga sul clitoride. Sonia si mise a cavalcioni sul viso di Claudia, offrendole il suo sesso. Mentre Claudia la divorava con passione, Sonia e Barbara si sporsero l’una verso l’altra e si baciarono profondamente, seni che si toccavano, mani che si accarezzavano. Un triangolo perfetto: Claudia che dava piacere a Sonia, Barbara che dava piacere a Claudia, e Sonia e Barbara che si baciavano e si toccavano sopra di lei.
Cambiarono più volte posizione. A un certo punto Barbara e Claudia si trovarono una di fronte all’altra, gambe intrecciate, mentre Sonia le guardava toccandosi. Usarono il primo dildo: Barbara lo spinse dentro Claudia con movimenti lenti e profondi, guardandola negli occhi. Sonia si mise dietro Barbara e la toccava da dietro, baciandole la schiena.
«Voglio vedervi insieme» disse Claudia, la voce carica di eccitazione.
Sonia prese il doppio dildo. Lei e Claudia si posizionarono una di fronte all’altra, ginocchia piegate, e lo infilarono contemporaneamente dentro di sé. Cominciarono a muoversi ritmicamente, il giocattolo che le univa, i seni grandi di Claudia che ondeggiavano a ogni spinta. Barbara le guardava affascinata, una mano tra le proprie gambe, l’altra che accarezzava ora un seno di Claudia, ora uno di Sonia. Ogni tanto si chinava a baciarle, a morderle piano il collo, a sussurrare parole sporche e affettuose.
«Siete bellissime… mi fate impazzire tutte e due.»
Il piacere cresceva a ondate. Claudia venne per prima, forte, mentre Sonia la cavalcava con il doppio dildo e Barbara le succhiava un capezzolo. Poi fu il turno di Sonia, che si lasciò andare sulla bocca di Claudia mentre Barbara la penetrava con le dita. Barbara venne per ultima, sdraiata tra loro due, con la testa di Claudia tra le cosce e le dita di Sonia dentro di lei.
Dopo l’orgasmo rimasero intrecciate, sudate, ansimanti. Mani che continuavano ad accarezzarsi piano, quasi per rassicurarsi.
Barbara fu la prima a parlare, la voce morbida: «Tutto bene? Non è cambiato niente, vero?»
Claudia rise piano e le baciò la fronte. «È cambiato tutto… in meglio. Avevo paura anch’io che potesse rovinare la nostra amicizia. Invece mi sento più vicina a voi di quanto non sia mai stata.»
Sonia si strinse contro di loro. «È strano… ma bellissimo. Non è solo sesso. È come se avessimo aperto una porta che era già socchiusa da anni.»
Si guardarono tutte e tre, complici, tenere, ancora eccitate. Il triangolo era nato: fluido, affettuoso, senza gerarchie fisse. Chi era al centro un momento prima, diventava spettatrice o amante dell’altra poco dopo. L’amicizia non era stata sostituita dal desiderio, ma ampliata. Conteneva tutto: confidenza, tenerezza, perversione, amore.
Claudia le attirò entrambe più vicine, una per lato, e sussurrò:
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