Il portone verde -parte 3- finale

di
genere
tradimenti

Passarono alcuni giorni e ricevetti la chiamata di Vanessa che mi diceva che il giorno dopo sarebbe andato mio marito. Ci mettemmo d’accordo che sarei andata da lei prima.
Mi presentai a casa sua mezz’ora prima che arrivasse mio marito. Decidemmo di fare in modo che mio marito iniziasse a scoparla e poi sarei saltata fuori io per beccarlo sul momento. Mi nascosi in un’altra stanza della casa e aspettai.
Sentii delle voci che si stavano avvicinando a me e che poi si allontanavano, entrando nella stanza di fianco a quella dove ero io. Vanessa chiese a mio marito se era sposato e, quando lui disse di sì, lei le chiese come mai non andava a casa da sua moglie ma passasse da lei. La risposta di mio marito mi prese alla sprovvista perché disse che io non avevo il cazzo e che gli piaceva scopare una donna con il cazzo e farsi venire addosso mentre lui le veniva nel culo. Ci fu un attimo di silenzio e poi la voce di Vanessa che disse a mio marito di iniziare a spogliarsi, che lei sarebbe arrivata subito.
La vidi entrare nella stanza dove io stavo aspettando e si avvicinò a me e mi disse di prendere dall’armadio la cintura con il foro davanti e di scegliere il cazzo di gomma che più mi aggradava, di indossarlo e che quando lei avesse pronunciato la frase “grosso come un palo”, di raggiungerli nella stanza. Passarono diversi minuti e, nel frattempo, io mi ero spogliata e mi ero messa la cintura.
Aspettavo solo che lei dicesse la frase e, quando la sentii, mi avviai verso l’altra stanza dove c’erano loro. Vidi davanti a me, seduta con lo sguardo rivolto verso la porta, Vanessa e sotto mio marito che la impalava con il suo cazzo.
Vanessa mi fece cenno di stare ferma dove ero e, con un paio di dita ben umidificate dalla sua saliva, le avvicinò al buco di mio marito e le fece scivolare dentro. Mio marito era sorpreso ma non si lamentò; disse solo che gli piaceva quando lo faceva. Fu allora che mi fece cenno di avanzare in silenzio e di salire sul letto. Mio marito non si accorse di nulla e lei sottovoce mi disse di mettere il cazzo finto dentro al culo di mio marito e di muovermi. Lì capii che, di tanto in tanto, mio marito si faceva anche scopare da lei. Feci come mi aveva detto Vanessa e lo infilai tutto dentro. Mio marito disse che era ora che gli mettesse il dildo nel culo e che gli piaceva. Iniziai a muovermi dolcemente dentro il suo culo con il ritmo dato dalle mani di Vanessa, poi lei mi disse a bassa voce di iniziare a muovermi il più velocemente possibile e così feci.
Dopo circa quindici o venti minuti, mio marito disse che stava per venire e fu allora che Vanessa si tolse da sopra e lui venne su di me mentre io lo guardavo e lo continuavo a inculare. Quando ebbe finito di venire, aprì gli occhi e mi vide.
«Amanda, cosa ci fai tu qui? Come è possibile? E cosa stai facendo?» disse mio marito balbettando mentre io non mi fermavo, ma anzi aumentavo la velocità.
«Faccio quello che ti piace. Ti scopavo il culo mentre tu scopavi Vanessa.» Nel frattempo, il suo cazzo era tornato duro e lo presi in mano e lo segai mentre continuavo a martellargli il culo con più forza. Ci mise poco a schizzare ancora, ma questa volta il getto era rivolto verso di lui che si sporcò tutto.
Tirai fuori il cazzo di gomma dal suo culo e glielo misi davanti alla bocca e gli dissi di pulirlo, che poi gli avrei raccontato tutto. Lui lo fece perché sapeva che altrimenti non avrebbe saputo nulla e, dopo averlo pulito per bene, mi feci pulire anche la sua sborra dal mio petto.
Mi sedetti sul bordo del letto con Vanessa di fianco a me e iniziai a raccontargli quello che era successo qualche giorno prima. Poi gli raccontai del giorno che lo seguii dal lavoro e che ero entrata in casa di Vanessa dopo di lui per affrontare la sua amante e che non mi sarei mai aspettata di vedere quello che mi si parò davanti. Gli raccontai anche del pompino con ingoio che feci nel bagno a Vanessa e lui non mi credette. Fu allora che gli feci vedere la foto.
Si mise le mani nei capelli e mi chiese, anzi supplicò, di non lasciarlo e di non chiedere il divorzio. Fu lì che mi venne una strana idea in testa.
«Io non chiederò il divorzio e non ti lascerò, ma a due condizioni. Uno: ora mi vedrai essere presa e scopata da Vanessa e, quando lei verrà, tu dovrai pulirmi la figa dalla sua sborra. Due: quando faremo sesso io e te, tu ti farai inculare da me come e quando voglio e poi mi pulirai dalla tua stessa sborra, come hai appena fatto. Avrei anche una terza richiesta, ma qua sarà Vanessa che dovrà decidere se accettare o meno.»
«Sentiamo pure, cara, che cosa hai da chiedermi.»
«Vorrei che tu venissi ad abitare con noi e che la smetta con il tuo lavoro. Tanto, mio marito riusciva bene a mantenerci entrambi con il suo stipendio e penso possa continuare a farlo. Inoltre, avresti sempre a disposizione due bocche, una figa e due culi da scopare e un cazzo che ti scopi. Che cosa ne pensi?»
Vidi lo sguardo di Vanessa vagare in giro per quella che sembrò un’eternità, poi mi prese e mi fece sdraiare sul letto di fianco a mio marito. Prese il suo cazzo in mano che era rimasto duro e lo avvicinò alla mia figa e mi penetrò.
«Suggelliamo il nostro accordo con una bella scopata tra noi due, Amanda. Usi protezioni con tuo marito prima che ti riempia con la mia sborra?»
«Non ti preoccupare. Anche se dovessi restare incinta, il bastardo cornuto qua da parte si prenderebbe cura del bambino, o lo lascio.» Mio marito di fianco a noi disse che gli andava bene tutto, purché non lo lasciassi.
Vanessa iniziò ad andare avanti e indietro dentro la mia figa. Più andava avanti a scoparmi e più mi bagnavo. Da parte a me mio marito ci guardava e il cazzo gli ritornò duro. Lo prese in mano e iniziò a segarsi, quando me ne accorsi gli dissi di fermarsi perché non se lo meritiva.
Vanessa continuò a scoparmi per una buona mezz'ora.
«Sto per riempirti la figa con la mia sborra, preparati Amanda.»
«Si vai riempi questa figa calda che ti desidera. Riempila che poi lui me la ripulisce con la sua lingua.»
Fu così mi venne dentro con diversi schizzi caldi che sentivo colpire la mia cervice. Poi mi girai verso Mario e gli dissi di leccarmi via tutta la sborra dalla figa. Si mise di impegno e mi ripulì per bene e mentre lo faceva Vanessa indossò un preservativo e lo inculò con un colpo secco.
Lui si contorse per un momento e poi iniziò a piacergli, nel frattempo a me arrivò un orgasmo che mi fece schizzare sulla sua faccia e poi la stessa cosa fece Vanessa nel suo culo. La cosa gli piacque a tal punto che sborrò sul letto. Vanessa con fare giocoso lo insultò e gli disse di leccare via la sua stessa sborra dalle lenzuola. Lui lo fece e io mi misi a ridere per la situazione.
Da allora sono passati 5 anni e io continuo a farmi scopare da Vanessa. A mio marito gli abbiamo messo la gabbietta e lo facciamo scopare con noi una volta al mese, e solo se si comporta bene. Nel mentre, io ho dato alla luce due bei bimbi, un maschio e una femminuccia, che sono figli biologici di Vanessa. Ora usiamo il culo di mio marito come e quando vogliamo. Ogni tanto, Vanessa riceve qualche cliente facoltoso a casa nostra e ci facciamo trombare entrambe con Mario che ci guarda e ci facciamo pagare bene.
Ora vi lascio che mio marito ha il culo pieno di sborra e dobbiamo tapparlo per continuare a riempirlo più tardi, per quando arriverà il prossimo cliente che ha avuto una richiesta particolare. Ma quella sarà un’altra storia.

Se volete altre mie storie scrivetemi nei commenti... aspetto i messaggi e i vostri voti.
scritto il
2026-05-11
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