L'erotismo è imperfetto.
di
EmmePi
genere
interviste
Chissà se esiste un modello di erotismo assoluto, non lo so, per me ha più a che fare con la soggettività di ognuno, erotica può essere anche una buona carbonara, una melodia, un'opera a teatro e così via, certo è un erotismo differente, ma appunto chi lo stabilisce, di certo non io.
Erotico, è quel neo posizionato appena a sinistra del labbro superiore di Antonella, ogni volta che la guardavo il mio sguardo era lì che lo cercava quel particolare e da quello l’immaginazione e la fantasia, dopo mille giri spesso diversi, mi portavano sempre allo stesso punto, o se preferite alla stessa conclusione, che non dico ma ve la lascio immaginare, per chi legge ovviamente.
E cosa dire della R moscia di Giulia, l’avrei ascoltata per ore e giorni, le avrei fatto ripetere all’infinito la parola erotico mentre immaginavo di prenderla da dietro guardandoci nello specchio dell’entrata, lo so che questo è poco erotico, ma quella R moscia detta da lei farebbe perdonare la qualunque, a proposito Giulia non esiste ma lo specchio si.
Poi ricordo Maria, la sua voglia stampata nella natica destra, la cercavo come si cerca del cibo quando si ha troppa fame, era una bellissima conquista riuscire ad arrivare a guardarla, invece mi dovevo accontentare di ammirarla quando eravamo al mare ed erano le mani di Sergio che sfioravano quella voglia, a me restava solo un altro di tipo di voglia che sfogavo nel lavandino del bagno, Giulia e Sergio alla fine si sono sposati, hanno avuto tre figli, poi si sono lasciati, ma io l’ho saputo solo molti anni dopo, noi c’eravamo persi di vista tanti anni prima.
Erotico era lo strabismo di Venere di Lucia, quante volte mi sono perso in quella sua impercettibile imperfezione ma che mi faceva volare con la fantasia, mi perdevo in viaggi infiniti in quei suoi occhi verde chiaro, mannaggia alla mia timidezza, più audace di me è stato Stefano, un nostro vicino di casa trasferito da poco, dire che l’ho odiato è poco, o forse odiavo la mia timidezza, ora restano solo briciole di ricordi e di imperfezioni come quelle di Lucia non ne vedo più tanti in giro.
Simona guardarla montare sulla sua bicicletta indossando una gonna ampia che le cadeva sopra al ginocchio era un orgasmo per la mente, a Simona piacciono molto le gonne, a me piaceva molto guardare la sua pedalata di quando si alzava leggermente dal sellino, e lei lo sapeva, cazzo se lo sapeva, così un giorno aveva deciso di non indossare le mutandine, cosa avrei dato per essere quel fottuto sellino.
A Simona nonostante gli anni piace ancora montare in bicicletta indossando le sue gonne larghe, comode, anche se ora le cadono poco più giù del ginocchio, a me invece piace fantastica che Tinto Brass nella pedalata di Anna Ammirati, Lola, si sia ispirato a Simona, ma probabilmente adesso chiedo troppo.
Estate, caldo, mare o piscina, molte ragazze indossavano il bikini, qualcuna più audace lo sceglievano di colore bianco e ogni volta che andavano a fare il bagno regalavano momenti di erotismo che erano l’anticamera di poderose erezioni guardando la trasparenza di tessuti primitivi e mode non ancora consolidate, insomma qua si parla di pelo, e per degli adolescenti in slip e con il testosterone a mille era l’anticamera dell’imbarazzo dove tutti ci siamo passati, e cosa dire sulla vista di quel po’ di pelo che usciva dal bordo del costume, cosa che oggi quasi farebbe ribrezzo, ehhh cosa darei…
Ma anche il freddo sa essere erotico, ricordo Claudia con la sua camicia dietro al bancone del bar, nonostante il reggiseno i suoi capezzoli erano due piccoli chiodi che spuntavano dal tessuto candido, molto meno candidi erano i miei pensieri, adoravo il suo imbarazzo stampato sulle sue guance, mentre la mia timidezza era diventata stronzaggine tanto essere riuscito ad andare oltre al solo sguardo, ma questa è un’altra storia, o un’altra fantasia, chi lo sa.
Insomma potrei dire e lo penso, che l’erotismo è quasi sempre l’imperfezione nei dettagli che ci rendono tutti a nostro modo erotici, il difficile, forse, è riuscire a tradurre questo in parole, frasi, immagini che riescano a stimolare la mente, che poi a pensar bene è l'input per stimolare tutto il resto.
E niente cari i miei, ora vado a fare la spesa che c’è una nuova cassiera che….
https://www.youtube.com/watch?v=TvnYmWpD_T8&list=RDTvnYmWpD_T8&start_radio=1
Erotico, è quel neo posizionato appena a sinistra del labbro superiore di Antonella, ogni volta che la guardavo il mio sguardo era lì che lo cercava quel particolare e da quello l’immaginazione e la fantasia, dopo mille giri spesso diversi, mi portavano sempre allo stesso punto, o se preferite alla stessa conclusione, che non dico ma ve la lascio immaginare, per chi legge ovviamente.
E cosa dire della R moscia di Giulia, l’avrei ascoltata per ore e giorni, le avrei fatto ripetere all’infinito la parola erotico mentre immaginavo di prenderla da dietro guardandoci nello specchio dell’entrata, lo so che questo è poco erotico, ma quella R moscia detta da lei farebbe perdonare la qualunque, a proposito Giulia non esiste ma lo specchio si.
Poi ricordo Maria, la sua voglia stampata nella natica destra, la cercavo come si cerca del cibo quando si ha troppa fame, era una bellissima conquista riuscire ad arrivare a guardarla, invece mi dovevo accontentare di ammirarla quando eravamo al mare ed erano le mani di Sergio che sfioravano quella voglia, a me restava solo un altro di tipo di voglia che sfogavo nel lavandino del bagno, Giulia e Sergio alla fine si sono sposati, hanno avuto tre figli, poi si sono lasciati, ma io l’ho saputo solo molti anni dopo, noi c’eravamo persi di vista tanti anni prima.
Erotico era lo strabismo di Venere di Lucia, quante volte mi sono perso in quella sua impercettibile imperfezione ma che mi faceva volare con la fantasia, mi perdevo in viaggi infiniti in quei suoi occhi verde chiaro, mannaggia alla mia timidezza, più audace di me è stato Stefano, un nostro vicino di casa trasferito da poco, dire che l’ho odiato è poco, o forse odiavo la mia timidezza, ora restano solo briciole di ricordi e di imperfezioni come quelle di Lucia non ne vedo più tanti in giro.
Simona guardarla montare sulla sua bicicletta indossando una gonna ampia che le cadeva sopra al ginocchio era un orgasmo per la mente, a Simona piacciono molto le gonne, a me piaceva molto guardare la sua pedalata di quando si alzava leggermente dal sellino, e lei lo sapeva, cazzo se lo sapeva, così un giorno aveva deciso di non indossare le mutandine, cosa avrei dato per essere quel fottuto sellino.
A Simona nonostante gli anni piace ancora montare in bicicletta indossando le sue gonne larghe, comode, anche se ora le cadono poco più giù del ginocchio, a me invece piace fantastica che Tinto Brass nella pedalata di Anna Ammirati, Lola, si sia ispirato a Simona, ma probabilmente adesso chiedo troppo.
Estate, caldo, mare o piscina, molte ragazze indossavano il bikini, qualcuna più audace lo sceglievano di colore bianco e ogni volta che andavano a fare il bagno regalavano momenti di erotismo che erano l’anticamera di poderose erezioni guardando la trasparenza di tessuti primitivi e mode non ancora consolidate, insomma qua si parla di pelo, e per degli adolescenti in slip e con il testosterone a mille era l’anticamera dell’imbarazzo dove tutti ci siamo passati, e cosa dire sulla vista di quel po’ di pelo che usciva dal bordo del costume, cosa che oggi quasi farebbe ribrezzo, ehhh cosa darei…
Ma anche il freddo sa essere erotico, ricordo Claudia con la sua camicia dietro al bancone del bar, nonostante il reggiseno i suoi capezzoli erano due piccoli chiodi che spuntavano dal tessuto candido, molto meno candidi erano i miei pensieri, adoravo il suo imbarazzo stampato sulle sue guance, mentre la mia timidezza era diventata stronzaggine tanto essere riuscito ad andare oltre al solo sguardo, ma questa è un’altra storia, o un’altra fantasia, chi lo sa.
Insomma potrei dire e lo penso, che l’erotismo è quasi sempre l’imperfezione nei dettagli che ci rendono tutti a nostro modo erotici, il difficile, forse, è riuscire a tradurre questo in parole, frasi, immagini che riescano a stimolare la mente, che poi a pensar bene è l'input per stimolare tutto il resto.
E niente cari i miei, ora vado a fare la spesa che c’è una nuova cassiera che….
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