Un ricordo lontano
di
EmmePi
genere
confessioni
Sei un ricordo che affido al vento
in questa giornata di marzo col sole alto
un brivido attraversa il mio cervello
scende lungo questo corpo ormai così cambiato.
Il tempo ha scolpito la mia pelle
tra le rughe mille sorrisi di volti smarriti chissà dove.
Nomi dimenticati tra le lenzuola della vita
sesso consumato nella rabbia di una delusione.
Hai cambiato il corso del mio destino
da cacciatore a preda il passo è breve.
Tutto iniziò in quel locale, tra luci soffuse e alcol a fiumi
il tuo anello al dito non mi ha fermato
i tuoi ricci neri e la pelle mulatta,
erano una sfida e una conquista.
Volevo cavalcare il tuo sorriso,
bramavo di avere solo il tuo corpo.
E per un po’ così è stato,
il primo bacio rubato scambiandoci il numero di telefono,
inginocchiata con la tua gonna di jeans
mi facevi il primo pompino,
nel divano di casa la prima scopata.
Si, ricordo tutto come fosse ieri,
la tua vergogna per il seno sgonfio,
la cellulite nelle tue cosce,
le pieghe della pelle del tuo ventre,
imperfezioni che ti rendevano donna e vera,
dettagli di una vita vissuta e consumata,
e anche il mio corpo non era da meno.
Mi supplicavi di spegnere la luce
ti vergognavi di essere guardata,
ti scopavo ad occhi aperti.
Il tuo respiro diventava un dolce ansimare,
poi profondi gemiti di piacere,
Bastava solo ascoltare
il tuo corpo che mi parlava,
e mi guidava verso quel tuo primo orgasmo,
esploso in una notte di Aprile.
Doveva finire così, come un capriccio di primavera,
ancora non sapevo quanto mi sarebbe costata
quella nostra prima scopata.
Ne seguirono molte altre,
in auto, al mare, sotto casa,
e ogni volta che tornavi alla tua vita,
mi rubavi di nascosto un pezzo del mio cuore,
me ne hai lasciato giusto qualche grammo
per sopravvivere in quel presente.
Più credevo di essere in paradiso
e più bruciavo dentro a quell’inferno.
Nessun rimorso, nessun rimpianto, rifarei tutto quanto,
forse cambierei solo il finale
ma a pensarci bene neppure quello,
oggi sono quello che ho vissuto,
ogni ruga un sospiro,
ogni sospiro una emozione,
ogni emozione un ricordo che affido al vento
in questa giornata di marzo col sole alto.
in questa giornata di marzo col sole alto
un brivido attraversa il mio cervello
scende lungo questo corpo ormai così cambiato.
Il tempo ha scolpito la mia pelle
tra le rughe mille sorrisi di volti smarriti chissà dove.
Nomi dimenticati tra le lenzuola della vita
sesso consumato nella rabbia di una delusione.
Hai cambiato il corso del mio destino
da cacciatore a preda il passo è breve.
Tutto iniziò in quel locale, tra luci soffuse e alcol a fiumi
il tuo anello al dito non mi ha fermato
i tuoi ricci neri e la pelle mulatta,
erano una sfida e una conquista.
Volevo cavalcare il tuo sorriso,
bramavo di avere solo il tuo corpo.
E per un po’ così è stato,
il primo bacio rubato scambiandoci il numero di telefono,
inginocchiata con la tua gonna di jeans
mi facevi il primo pompino,
nel divano di casa la prima scopata.
Si, ricordo tutto come fosse ieri,
la tua vergogna per il seno sgonfio,
la cellulite nelle tue cosce,
le pieghe della pelle del tuo ventre,
imperfezioni che ti rendevano donna e vera,
dettagli di una vita vissuta e consumata,
e anche il mio corpo non era da meno.
Mi supplicavi di spegnere la luce
ti vergognavi di essere guardata,
ti scopavo ad occhi aperti.
Il tuo respiro diventava un dolce ansimare,
poi profondi gemiti di piacere,
Bastava solo ascoltare
il tuo corpo che mi parlava,
e mi guidava verso quel tuo primo orgasmo,
esploso in una notte di Aprile.
Doveva finire così, come un capriccio di primavera,
ancora non sapevo quanto mi sarebbe costata
quella nostra prima scopata.
Ne seguirono molte altre,
in auto, al mare, sotto casa,
e ogni volta che tornavi alla tua vita,
mi rubavi di nascosto un pezzo del mio cuore,
me ne hai lasciato giusto qualche grammo
per sopravvivere in quel presente.
Più credevo di essere in paradiso
e più bruciavo dentro a quell’inferno.
Nessun rimorso, nessun rimpianto, rifarei tutto quanto,
forse cambierei solo il finale
ma a pensarci bene neppure quello,
oggi sono quello che ho vissuto,
ogni ruga un sospiro,
ogni sospiro una emozione,
ogni emozione un ricordo che affido al vento
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