Innocente follia...

di
genere
poesie

Non ho nome né corpo definito, ma sono forma modellata secondo la tua volontà o desiderio, o voglia, fai tu.

Cammino, anzi no, mi levo leggera e fluttuo dentro di te, più precisamente dentro la tua mente, che ora occupo totalmente, non ne puoi fare a meno di me, so che desiderio e curiosità crescono ogni giorno di più, ormai ti conosco, a me basta poco per capire una persona, figuriamoci poi un maschio di mezza età come sei tu.

Lo so, ora pensi che sono presuntuosa, forse hai ragione, o forse no, ma intanto sei ancora qua che mi osservi timidamente e da lontano, sei incerto sul cosa fare, lo so, è la tua coscienza che governa il tuo fare, la medesima che blocca la volontà di agire, dai, dimmi che mi sto sbagliando e io sparisco per sempre, volo via lontano e, stanne certo, dopo di te ne troverei subito un altro, o magari mentre sono dentro di te già sono dentro a qualcun altro, ti rode il culo vero, lo so, ti ho detto che ti conosco.

Alla fine siete così prevedibili voi maschietti, no, non dico scontati, non sono così cattiva, ma prevedibili si, concedimi questo vezzo, e dimmi, cosa faresti per avermi tua, magari anche solo per un ora, non dico una notte, cosa daresti per entrare tu dentro la mia mente, magari per capire se la tua è solo fantasia, o se c’è qualcosa di vero e reale per cui possa valere la pena, ti dico con forza che non lo saprai mai, neppure come mi chiamo, chi sono, cosa faccio. Di me, se mai sarà, potrai avere solo una cosa, che poi è quella che desideri così ardentemente, si, solo quella, mentre io di te so che non avrei niente che non ho già, o che potrei ottenere anche solo schioccando le dita.

Un cazzo? Ma tu pensi che io voglia solo quello, e da te poi, ora chi sarebbe il presuntuoso, ma guardami, lo vedi questo seno, anzi la dico meglio, questo seno sul quale fantastichi di poter fare tuo, lo so che lo sogni ogni giorno da quando l’hai visto, sorrido, vedi che sei prevedibile, ma dimmi qualcosa che non so, una cosa che non penseresti mai di volermi dire.

No, non provarci neppure, non scadere nel patetico magari dicendo ti amo, tu non sei in grado di amare neppure te stesso, ti vendersi per una scopata, lo sappiamo entrambi, io invece una scopata la concederei, ma non a te, non ancora almeno, intanto continuo ad osservarti, svolazzando dentro la tua mente, dai, cacciami se ne sei capace, basterebbe poco in fin dei conti, vanitosa e orgogliosa come sono, e poi io sono unica, basta che capisco che le stesse attenzioni le riserve anche ad altre e puff, sparire dal tuo destino che , ad ora, corre su quel filo sospeso tra fantasia e realtà, un mare ancora distante ma che può diventare oceano, e tu attento a non affogare perché ti potrei anche salvare, o innamorarmi di te perdutamente, o giocare con le tue debolezze, ma oggi no, oggi ti lascio ancora bruciare nel tuo Paradiso e io, io continuo nella mia innocente follia.
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scritto il
2026-04-30
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