Ricominciamo

di
genere
confessioni

Mi piace guardarti mentre dormi, sedermi sulla piccola poltrona di fronte al letto, mettermi comodo e sorseggiare il primo caffè del mattino, con la persiana ancora abbassata, avvolto dalla penombra discreta della nostra stanza dove filtrano i pochi raggi di un sole ancora assonnato dopo una notte passata a danzare, e tu che continui a dormire, chissà cosa sogni o perché nel tuo viso fa bella mostra di se un sorriso, sì lo vedo, sì lo sento.

La voglia di andare a fumare una sigaretta, di continuare a sorseggiare questo caffè ormai tiepido, di sfilare quel lenzuolo che ti copre parzialmente, di prendere il primo sole nella nostra spiaggia, di pensare a non pensare, e ti respiro immobile, in silenzio, quasi trattengo il fiato per fermare questo tempo, sospeso, leggero, scopiamo?

E mi rivedo, e ti rivedo, poche ore prima, una vita fa, la mia schiena appoggiata allo schienale del letto, la tua sul mio petto, braccia che avvolgono, mani che esplorano, nudi, ancora una volta sospesi, come i pensieri, il desiderio, questa giornata che deve ancora iniziare, o il sole, quanto ti piace il sole vero tesoro?

E il desiderio, vogliamo parlare del desiderio, della voglia, di vederti godere, di sentirti ansimare e gemere, delle mie dita che giocano col tuo seno, del tuo corpo che inizia ad agitarsi, a muoversi prima lentamente nel nostro tempo che è attesa, ma mi senti nei tuoi sogni, io ladro di emozioni e tu, si tu, che hai rubato ciò che resta di un cuore.

Ed entro e spingo e chiodo ad uncino, e sfilo, e rientro, e poi sfioro e insisto, e cresce, tutto cresce, e ti spingi contro al petto, e alzi il bacino, e allarghi le gambe, e mi guardi senza che ti possa vedere, sono bagnato, intanto quei raggi aumentano, entrano anche loro, ho sete di te, ancora, adesso, ma quando ti svegli.

Che meravigliosa sensazione accarezzare i tuoi capezzoli, la tua testa s’inclina, di quel poco ma tanto basta per avere il lobo del tuo orecchio vicino alle labbra, soffio sulla tua pelle, passo la lingua sul tuo collo, scivola ovunque la voglia di te, e stringo, forte, fino a farti dire basta, basta ma continua, ti prego, continua.

E giù, e dentro, e sei umida, accarezzo il tuo pelo curato, sfioro la rugiada del tuo piacere che sento crescere, e lo porto tra le mie labbra, lo assaporo, ci faccio l’amore, meravigliosa seduzione dei miei pensieri, e lui cresce e si fa sentire, altri gemiti, altri respiri profondi, continuo a cibarmi dei tuoi pensieri, e tu che prendi per mano questa fantasia, ancora e ancora, senza sapere dove porta, siamo notti senza destino che aspettano una luce che tarda ad arrivare.

Forte, ancora più forte, spingi, fermati, continua, un po’ più dentro, fermati ora, ti amo, continua, così vengo, sono tua, eccolo, un’onda che travolge il tempo, resta sospesa sei mai sapere esattamente dove, per quanto, le gambe allungate, le punte dei piedi tese, i muscoli contratti, esplosione che deflagra nel cervello, mi fai sentire ancora uomo, maschio, fragile e forte.

Intanto ti svegli, lentamente, fuori ha iniziato a piovere, caffè, sigaretta, no ricominciamo!
di
scritto il
2026-04-19
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