Ancora Firenze
di
Messalina
genere
confessioni
Era un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la sEra un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la stanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
tanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
Era un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la sEra un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la stanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
tanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
Era un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
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Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la sEra un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la stanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
tanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
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Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
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Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la stanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
tanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
Era un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la sEra un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la stanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
tanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
Era un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la sEra un percorso semplice la sala delle statue circa 45 minuti,poi il corridoio vanariano,o forse varaniano, non mi viene mai ed infine il giardino dei dipinti. Se fatto bene è un percorso che dura quasi tre ore,ma ci sono guide che tendono a saltare opere giudicate minori , forse perché realizzate da artisti semisconosciuti.
Già dalla sala delle statue, cominciai a sognare, vedevo i falli scolpiti ,volevo attraversare il cordoncino per andare vicino,guardarli meglio ,sebbene da lontano cominciavo a inumidirmi. Feci di tutto per non bagnarmi, ma il pensiero mi riportava li. Falli grandi e piccolini, seni di donne di ogni misura e poi vagine e culi, c'era di tutto in quella
sala. Mi crogiolavo fra quei monumenti , sognavo di far drizzare quei falli,di mordere tutte le vagine. Ogni tanto la guida mi richiamava. «Signorina lei sta sempre indietro ». Mi rimettevo al passo poi mi sganciavo nuovamente .
Il corridoio vasariano collegava molte sale , c'era quella del botticelli dove si raffigurata la "venere" e la " primavaera ".
La sala dedicata a Leonardo comprendeva "e1 l'annunciazione" e "l'adorazione dei magi". Poi Raffaello conta " madonna del cardellino "e Michelangelo col "tondo di doni". Poi era presente Carsavaggio Tiziano Giotto. Con Giotto non potevano mancare Ciamabue e Duccio.
Mi perdevo tra quei ritratti favolosi mi sentivo euforica nonostante la guida mi richiamava sempre . Ad ogni operaulo mi incantato, spesso un ragazzo mi tamponata da dietro, io lo lasciavo fare quasi come se non lo sentissi. Poi di fronte al tondo di doni,rimanemmo indietro. Ne approfitto di quel momento mi alzo la gonna e me lo mise in culo. Mmmmche bello vedere il battista e la sacra famiglia raffigurati nel tondo mentre lo prendevo in culo. Sborro subito peccato, mi piaceva un sacco. Ci riaffiancammo nella sala del botticelli c'era la nascita della venere e la primavera, due capolavori uno di fronte all'altro. La sborra comincio a fuoriuscire, mi rigava le gambe, ma a me non fregava niente mi godevo quei capolavori e qualche palpatina. Dal corridoio passammo ai giardini, opere minori, altrettanto belle. Poi il giro termino con un taxi mi recai in albergo da lontano si sentiva ancora Piero Pelu cantare. Chiusi la finestra, mi misi le cuffie nella Hi Fi misi musica classica , la nona di Beethoven. A quel ritmo leggevo paura di volare. Ritornai da capo leggevo il primo capitolo "la scopata senza cerniera". Un po la musica, un po la lettura ,una tisana rilassante e mi addormentai su quel divanetto ancora vestita e con le scarpe ai piedi.
Fui svegpiata da un casino in stanza mio cugino e quel tale che mi aveva chiavata nel pomeriggio erano semi ubriachi.
«Hei bambola lo rifacciamo?» mi disse appena mi vide non risposi lui riprese« dai ora gli Uffizi stanno chiusi, guarda mi butto altro vino addosso vieni a pulirmi.» non so che mi successe so solo che ripresi a strofinare quella patta. La vedevo ingrossare e mi mordevo le labbra. Non c'è la feci più glielo tirai fuori e glielo succhiai.« Brutta troia adesso basta» disse mio cugino« la stai dando a tutti la voglio anch'io », così dicendo lo cacciò fuori, lasciai l'amico e presi il suo.
Cominciai ad alternare quei due cazzi in bocca. Poi cercaieva di prenderli tutteddue ma non ci riuscii arrivai solo alla ,metà poi mi chiamarono chi nella fessa chi nel culo,si cambiarono spesso di posto . Mi fecero uscire nuda sul terrazzo, mi chiavarono con qualche spettatore . Sebbene fosse notte faceva caldo la gente non dormiva.
Cavalchi i cazzi per tutta la notte quasi, mio cugino si rivelò un amante formidabile. L'amico? Non fu d'accordo meno genero, ansimare,mugola e godevo. Squirtai tre volte ed altre volte venni solamente. Loro sborrarono una volta per ogni buco, poi stremati ci addormentammo. Erano verso le dieci e trenta l'uomo di colore stava riordinando la stanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
tanza, io nuda gli chiesi che ora fossero mi rispose che gli dispiaceva avermi svegliato ora andava via.«Ma dove vai cin quel coso così, vieni che ti svuoto» Poverino a vedermi si era eccitato glielo svuota ne fu contento assai. In verità anch'io un po di sborra appena sveglia è quello che ci vuole. Mi ricarica e mi addormentai. La sera tardi tardi cimettemmo in viaggio.
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