La sarta
di
Messalina
genere
confessioni
Avere per la prima volta un cazzo in culo di ventitré centimetri e pure bello largo non mi fece dormire quella notte. È vero i cazzi dei miei cugini che mi avevano inculata per le prime volte superavano venti centimetri però come larghezza erano normali. A dir la verità mi faceva pure male , però più ci pensavo e piu mi eccitavo, chissà se lo avrei più ripreso . Mi venne una strana voglia di prenderlo nella fessa,da umida divento bagnata e poi cominciò a gocciolare. Mi venne spontaneo portarmi la mano a farmi un ditale. Dopo l'orgasmo.me la carezzavo tipo coccole sapete,si come si carezza una cagnolina ,mi piaceva sentire quel morbido.pelo bagnato solleticare la mano sensazione di calma piatta, relax. Non so se scausalmente oppure no la mano scivolo verso l'ano, fu come una scossa elettrica ,un dolore esagerato,era indolenzito dal cazzo ricevuto la sera prima. Me lo toccai più volte scoprendo con sorpresa una vena masochista, un lato di me che ancora non conoscevo. Giocando al tocca e fuggi venni una seconda volta senza sgrillettamenti ne altre manipolazioni ma solo per il piacere che provavo con il dolore. Mi addormentai giocando ormai col culo e la fessa . Mi svegliò un messaggio il mattino presto « sul tardi pomeriggio vieni al laboratorio devo parlarti». Era la sarta , chissà cosa voleva. Mi prese una frenesia , non so se era paura oppure curiosità. Intanto si avvicinava l'ora , sbrigai in fretta le faccende casalinghe e mi preparai all'incontro. Non so perché volevo essere bella , fu la prima volta che mi truccai lo feci in modo goffo,lo scoprii dopo. Misi una minigonna che copriva appena linguine , una camicetta semitrasparente un perizoma bianco che somigliava più ad un filo interdentale che a una mutandina ed un reggiseno trasparente quel trucco così accentuato mi dava un aria da puttana mentre io credevo di essere elegante nella mia ingenuità. Arrivai con largo anticipo non c'era ne lei ne l'assistente in compenso c'era il marito. «Cazzo hai combinato sembri una puttana togliti quel trucco almeno» capii allora perchè per strada tanti mi guardavano. Andai in bagno a toglierlo e senza farlo apposta mi sedetti sul vater a fare la pipi dimenticando la porta aperta forse perchè a casa mia non la chiudevo mai. Già a casa andavo in bagno con la porta aperta tanto ero sola in casa al più poteva esserci il mio gemello quando tornava da scuola , ma di lui non mi vergognavo neanche se me la toccava. Quando uscii dal bagno il marito della sarta stava sul divano leggendo un giornale , mi invito a sedermi a fianco, lo feci senza sapere perché, avrei potuto fare altro invece no mi sedetti, lui mi prese la mano se la porto sul cazzo da sopra i pantaloni, mi disse« Vuoi?», risposi di no pero la mia mano strusciava sul quei pantaloni allora lui apri la patta e cacciò il cazzo. Io come un automa glielo presi in mano e cominciai a segarlo, lui mise la mano dietro il.mio capo senza forzare mi guido finché la mia bocca non sfioro il cazzo. Non avevo piu la mano che mi guidava spalancai la bocca e affondai sul cazzo non entrava tutto troppo lungo , mi veniva il vomito pian piano però mi abituavo e poco alla volta entrò tutto wow entrò in profondità nella gola mi disse «cosi piccola e già così troia» mi sentii orgogliosa in quel momento di cosa poi? Bho! Me lo cacciai da bocca dopo averlo ciucciato un po ,aprii le chiappe con le mani e dissi «prendimi in culo» era ancora indolenzito dal giorno prima mi fece ancora più male. Come godevo sentirei dolore mi rendeva felice . Mi trapano il culo con ardore e forza ed alla fine mi sborrò in bocca. Ancora una volta ci ricompomemmo in tempo dopo due minuti arrivò lei. Ci sedemmo, per modo di dire,nel salottino disse « avrei pensato a farti lavorare con me,ho visto la tua capacità, pur non avendo mai toccata stoffa e macchina se stata molto brava ,sei portata ». Gli spiegai la situazione a casa e lei disse che potevo andare qualche ora la sera anche solo tre volte a settimana cosi avevo anche del tempo libero per uscire ,mi disse « ti prego accetta» e cosi dicendo non so se di proposito o scausalmente la sua mano fini sulla mia fessa. Ancora infoiata da prima cominciai a balbettare, non riuscivo a comporre le parole « ops scusami cara» e tolse la mano portandola pperòsul mio viso . Io piegai il capo gli misi la guancia im mano e muovevo la testa praticamente mi accarezzavo io. Un attimo e le due bocche si avvicinarono , si sfiorarono cominciammo nel mordicchiarci le labbra a vicenda e poi non si capi più niente bocca orecchie collo zizze fessa culo gambe piedi tutto il corpo fu coinvolto morsetti leccate baci la facevano da padrone ma anche carezze e pizzicotti davano piacere. E nel bel mezzo di questa prestazione ecco si presenta di nuovo quel cazzone. Mi fa troppo male non resistono un tentativo di nuova inculata allora con un cenno gli dà l'ok. Me lo appoggia sulla fessa,per un attimo tremo di paura ma quando comincia ad entrare mi dimeno come un'ossessa ancheggio per aiutare la penetrazione e quando fu dentro mi sentii aprire, quasi un nuovo sverginamento.« hai l'onore di essere la prima a ricevere il cazzo nella fessa da mio marito, finora lo metteva solo a me» mmmmmm godevo le pareti della mia vagina stringevano bene ,io lo sentivo come le sfregava, godevo e mi fermai anche nel leccare lei,un attimo e poi ripresi alacremente .« Se vieni a lavorare lo dividiamo»disse, non risposi ero troppo impegnata a godere. Nella mia testa campane a festa gioia dentro il cuore e umori tra le gambe,ecco come ero combinata. Persi il conto per quante volte venni mentre lui mi venne nella fessa. Ne fece un sacco, lei mi lecco un po raccolse un po' di sborra con la lingua e lo porto alla mia bocca ripeté ancora per altre sei volte poi smise io mi rilassai e caddi in un sonno profondo . Mi svegliai in mezzo a loro sarei diventata il loro giocattolo?
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