Dominato da mia moglie. La storia di Karen e Mike Ventiseiesimo episodio
di
Davide Sebastiani
genere
dominazione
Karen si era pertanto impossessata della stanza che prima era adibita a mio ufficio, e ne aveva fatto la sua palestra personale.
Quel sabato mattina ero dedito come al solito alle faccende domestiche, mentre Karen si stava allenando. Mi piaceva guardarla ma, chissà perché, lo facevo di nascosto, come se mi vergognassi e mi sentissi un guardone. E quando la vedevo sollevare quei pesi che io riuscivo a malapena a spostare trascinandoli, cosa che mi aveva definitivamente fatto comprendere la differenza abissale tra me e lei, io mi eccitavo. Anche in questo caso, l’eccitazione era sia fisica che psicologica. Come un guardone osservava una donna di nascosto, così io mi mettevo a guardare le sbalorditive dimostrazioni di mia moglie. Mi affrettai quindi a pulire la casa e poi mi diressi verso la palestra che avevamo creato al posto del mio ufficio. Era piccola ma c’era veramente di tutto, e avevo anche compreso il motivo per cui Karen amava allenarsi lì da sola piuttosto che farlo in palestra. Ciò che faceva era stupefacente, ed era normale che una come lei, bella come poche e forte come nessun’altra, attirasse l’attenzione e la curiosità di tutti i presenti lasciandoli a bocca aperta. Immaginavo che le altre donne la invidiassero e gli uomini… Beh, come facevano a non desiderare una ragazza del genere? Mi aveva però colpito il fatto che aveva sostenuto che quegli sguardi le davano fastidio, cosa che cozzava un po’ con la nuova Karen che sembrava essere diventata anche piuttosto esibizionista. Di sicuro, lo era diventata nel suo look, e alcuni giorni prima avevo chiesto spiegazioni al mio amico psicologo.
“Vedi, Mike,” mi disse quando gli raccontai della sua intenzione di installare una palestra in casa al posto del mio ufficio, e delle motivazioni che mi aveva dato “Karen è diventata senz’altro consapevole dei propri mezzi, e non credo che rinunci a farsi notare. Secondo me, ciò che ti ha raccontato non corrisponde alla realtà.”
Rimasi basito. “Karen non è bugiarda. Non mi racconterebbe mai una cosa non vera.” Ero addirittura risentito con Andrea. La mia meravigliosa padrona non aveva difetti e, di sicuro, non raccontava menzogne. Non lo aveva mai fatto in vita sua, e con me non ne aveva bisogno. Lei poteva fare ciò che voleva. Quel mio sfogo però testimoniava come io vedessi ormai mia moglie come una donna perfetta.
Andrea se ne accorse e gli vidi abbozzare un sorriso, ma poi preferì continuare. “Ma io non sto dicendo che si tratta di bugia. Lei ha fatto una scelta inconscia. Tra il farsi notare da perfetti estranei e farsi ammirare da suo marito ha scelto la seconda ipotesi.”
“E per quale motivo?”
Il mio amico psicologo scoppiò a ridere. “Non ci arrivi? Lei sa che tu la vedrai allenarsi, e poi farai un paragone tra lei e te.”
“Ma lei non sa che vado a guardare i suoi allenamenti.”
“Può darsi. Ma è quasi certa che prima o poi lo farai, e che poi farai paragoni tra la sua potenza e la tua. Beh, definire potenza ciò che puoi fare tu è un eufemismo.”
“Sempre gentile tu, ma stavolta sei in errore. Io non sarò eccezionale da un punto di vista fisico, ma è lei a essere di un altro pianeta. E non solo nei miei confronti ma in quelli di qualunque altro uomo. E quindi?”
Mi fece un sorriso sornione. “E quindi te la farai ancor più sotto di quanto te la facevi prima. Non è così?”
Annuii. “In effetti, dopo aver scoperto che lei solleva pesi che quasi non riesco a spostare, ho ancora più timore di lei.”
“Solo timore?” mi chiese
“Beh, direi consapevolezza della sua superiorità e, di conseguenza… accettazione della sua dominazione.” ammisi
“Perfetto! Vedi che se ci ragioni ci arrivi da solo? E’ proprio quello che Karen vuole per trasformarti definitivamente in ciò che lei desidera.”
“Capisco. E perché allora quella bugia? Non aveva nessuno scopo di raccontarmi di quel senso di fastidio che prova in palestra.”
“Ti ripeto che non si è trattata di una bugia voluta ma, probabilmente, è stata una scelta istintiva. Lei voleva farsi vedere da te mentre si allenava, per installare ancor più quelle sensazioni in te. Timore, accettazione della sua dominazione e consapevolezza della sua superiorità. In più, come ti ha dettolei stessa, negli ultimi allenamenti ci sono stati troppi occhi che si sono soffermati a guardarla. D’altronde, una ragazza così bella e così capace non è cosa da poter ammirare tutti i momenti. E’ diventata molto esibizionista. Le piace vestirsi in modo sexy, le piace farsi ammirare e, probabilmente, le piace anche essere osservata quando si allena, sapendo che la maggior parte degli uomini non riuscirebbe a fare ciò che lei è in grado di fare ma, come in tutte le cose, c’è un livello di sopportazione che deve essere stato superato. E quegli sguardi devono aver superato il suo livello di sopportabilità, e da piacere è diventato fastidio. Un po’ come accade per la bellezza estetica. Una bella donna ha voglia di farsi notare, ma se poi quegli sguardi iniziano ad essere troppo invadenti e troppo insistenti, il piacere diventa fastidio.”
“Credo di aver capito”, gli dissi interrompendolo.
“Tra l’altro, lo scopo di Karen in palestra era raggiunto. Lei sa che tutti sanno e questo le basta. Allestendo una palestra in casa non cambia l’ammirazione incondizionata dei frequentatori assidui della sua palestra, ma cambia radicalmente la tua percezione nei suoi confronti. Adesso tu sai che tua moglie potrebbe far qualsiasi cosa con te. E, per quanto riguarda il suo esibizionismo, hai detto che lei continua ad allenarsi nelle arti marziali in palestra. Giusto?
”Esatto.”
“E immagino sia la più brava di tutti.”
Alzai le spalle. “Presumo di sì.”
“E questo basta a soddisfare i suoi bisogni esibizionistici in quell’ambito. La sua bravura probabilmente incute timore e rispetto, e lei si nutre di questo.”
“Pertanto, secondo te ha preso due piccioni con una fava. Continua a suscitare ammirazione in palestra e, nello stesso tempo, mi fa capire definitivamente la differenza tra me e lei.”
“Proprio così. E ogni volta che la vedrai allenarsi farai un paragone tra te e lei e, naturalmente, ti renderai conto della differenza esistente tra voi due.”
“Me ne ero accorto anche prima”, obiettai.
“Ma adesso ne hai avuto la conferma definitiva, e sei stato il primo ad ammetterlo.”
“Sì, penso di aver compreso perfettamente.”
“C’è anche un’altra motivazione, secondo me. Togliendoti il tuo studio, Karen ti ha tolto anche quei momenti in cui ti isolavi per ascoltare la musica o per stare al computer.”
“Sì, ma non mi tolto la possibilità di ascoltare musica o di stare al computer. Karen ha detto che posso continuare a fare ciò che facevo prima. Basta che lo faccia in altre stanze.”
“Non è la stessa cosa, Mike. Il tuo studio era il tuo rifugio. Quando eri lì dentro non pensavi a lei e alla sua dominazione. Ti isolavi completamente pensando solo a te stesso. Karen invece vuole che tutti i tuoi pensieri siano indirizzati a lei. Se ascolti la musica nel salone o nella vostra camera da letto, ti verrà istintivo non abbandonarti completamente. Potresti vedere qualcosa di sporco, che so, uno specchio, un mobile, e ti verrà immediatamente da pensare alla dominazione di tua moglie, senza staccare la spina come facevi nel tuo studio. Mike, la tua vita le appartiene.”
Annuii facendo un sorriso. “Lo so ed è vero. Quando stavo nel mio studio tutto il resto non esisteva, mentre adesso… Sì, è come hai detto te, non stacco mai la spina del tutto.”
“E hai riflettuto sul motivo per cui ancora ti concede di fare certe cose e non te le ha tolte del tutto?”
“Forse perché non le interessa quello che faccio durante la sua assenza.”
Andrea scosse la testa vistosamente. “Errore, mio caro. Karen controlla tutto, anche quando è assente. Lei non ti toglie tutto in primis perché non vuole che tu sia una specie di burattino. Karen sa che non ha senso ridurti a uno schiavo totale anche in quel senso, togliendoti musica, libri, film eccetera. E sa anche che tu le sarai riconoscente per queste concessioni, e ti verrà spontaneo pensare più a quello che ti ha dato piuttosto che a quello che ti ha tolto. Di conseguenza, dentro di te le sarai grato per quelle concessioni, e aumenterà la tua devozione nei suoi confronti.”
Allargai le braccia. “E’ vero! Io le sono grato di non avermi tolto del tutto l’ascolto della musica, la possibilità di stare sul computer o di leggermi un libro. Come ha fatto ad arrivarci da sola?”
“Devo ripetermi. Karen è una ragazza eccezionale. Non posso sapere se il suo comportamento è istintivo o ci ha riflettuto, o addirittura se ha accettato qualche consiglio. Non mi sorprenderebbe che lei abbia qualche contatto con un’altra mistress o addirittura con una mia collega.”
“Pensi che possa andare da uno psicologo?”
“Perché no? Anche se sarei propenso più a immaginare una psicologa che un mio collega uomo. Ma, se ci è andata, non lo ha fatto come terapia. Nessun collega potrebbe dare consigli di questo genere. Forse ha conosciuto una psicologa in palestra o sul lavoro e gli ha chiesto consiglio come amica e non come paziente. Oppure ha contattato un’altra dominatrice. Quel che è certo è il fatto che sta dimostrando di sapere perfettamente ciò che vuole e lo sta ottenendo.”
“E cosa vuole?”
“Che tu diventi l’uomo perfetto per le sue esigenze. Ancora non lo sei ma, di questo passo, ci arriverai speditamente.”
“Pensi che io ancora non sia quello che lei vuole?”
“Ci scommetterei la mia reputazione. Non so cosa ancora lei possa volere, ma ti manca ancora qualche step.”
“E io?”
“E tu sarai felice. Più felice di quanto tu lo sia ora. Tu forse non te ne rendi conto, ma la tua felicità si vede a occhio nudo. Sembri camminare su una nuvola anche se, ovviamente, sei preoccupato. Malgrado al momento lei lo abbia escluso, temi ancora che possa andare con un altro, temi che tu possa non soddisfarla completamente, sia da un punto di vista sessuale che nella vita quotidiana. Ma la felicità di essere il suo schiavo è maggiore delle preoccupazioni.”
Aggrottai la fronte. “Ma cosa manca? Mi sembra di far tutto ciò che mi ordina, le obbedisco, tremo di paura dinanzi a lei, la servo. Che altro devo fare per essere quello che lei vuole?”
“E chi lo sa? Sono uno psicologo e non un indovino. Ma è evidente che manca ancora qualcosa, un tassello che lei ritiene importante. Ma vuole anche che ci arrivi da solo, senza importelo. Lei è stata chiara, come al solito. Il suo percorso è praticamente terminato. Forse ci sarà qualche altra pratica, ma niente che possa compromettere il vostro rapporto che ormai si è consolidato. Tu invece, almeno a suo parere, non sei ancora lo schiavo perfetto. Credo che comunque sia solo questione di tempo e la tua trasformazione sarà completa.”
“E dopo? Quando questa benedetta trasformazione sarà completata cosa accadrà? Smetterà di picchiarmi?”
“Non ti illudere. Non credo proprio che arriverà mai quel momento. Le percosse rimarranno perché le servono per incuterti paura. Ma guardiamo al presente. Come dicevo prima, qualche altro cambiamento ci sarà. Anzi, non credo che si possa chiamare cambiamento bensì aumento della dominazione. Deve andare per gradi, e non può farti tutto e subito. Il BDSM è vasto e non credo che abbia smesso qui. Lei ha detto che ci sono pratiche che non sono nelle sue corde, ma che ce ne sono altre che invece la intrigano.”
“Ad esempio? Frustarmi?”
“Può darsi, anche se non credo che sia l’uso della frusta ciò che la eccita, considerando che non ha bisogno di una frusta per farti male ma le bastano le sue dolci manine. Piuttosto immagino qualcosa di più umiliante.”
“Ad esempio?
“Ad esempio costringerti a bere la sua urina.”
“Vuoi dire che…”
“Mike, è una pratica tra le più comuni nel mondo della dominazione e sottomissione. E se fosse questa, ti conviene aprire la bocca e bere perché altrimenti te la farà ingoiare a forza di botte-”
Bere l’urina di Karen? Perché non ero spaventato? Perché addirittura pensavo che avrei dovuto essere onorato nel farlo?
“Grazie del consiglio. So che rifiutare un suo ordine equivale a prendersi una buona dose di botte e accetterei in silenzio. E comunque, sarebbe qualcosa di mia moglie, della donna che amo più della mia vita.”
“Beh, quindi direi che la situazione si sia cristallizzata, non credi?”
Annuii. “La cosa che più mi preoccupa, malgrado l’ammissione di Karen che mi ama e che non ha intenzione di andare con altri, rimane il fatto che lei possa farlo in futuro. Io… Io so di non essere un figo della madonna, e qualcuno più attraente di me lo trova solo schioccando le dita, bella com’è”
Vidi Andrea scuotere la testa. “Vuoi la mia opinione? Non sei più a rischio di corna di quanto ci possa essere un qualunque uomo sposato con una donna molto bella. Da quello che ho capito di Karen, lei non ti tradirebbe mai nel modo classico, nel modo che hanno le altre donne, di nascosto e con una miriade di sotterfugi. Il pericolo c’era prima della sua ammissione, quando avrebbe potuto andare a letto con un altro solo per rimarcare la sua dominazione nei tuoi confronti. Ha escluso questa possibilità perché… Beh perché tu in qualche modo soddisfi tutte le sue esigenze e non sente il bisogno di scopare con un altro. Fermo restando che è un essere umano, anche se tu la vedi come una dea. E un essere umano potrebbe avere delle infatuazioni.”
“Io ero pronto ad accettare anche le corna pur di rimanere con lei. Anzi, di rimanere il suo schiavo. Però la cosa mi fa star male.”
Vidi il mio amico alzare le spalle. “Vedi, Mike, Karen adesso è in una situazione particolare. Come tutte le donne, sa di poter trovare una scopata anche solo indicando il primo uomo che passa. Come donna molto bella sa anche di poter pretendere uomini di una certa avvenenza ma… Vedi, la sua dominazione ha innescato una serie di situazioni molto particolari. Se, prima che lei ti dicesse che non se la sente di andare con un altro, la cosa era possibile e forse anche piuttosto probabile, adesso le cose sono cambiate. Prima ti ho detto che Karen ha le stesse probabilità di tradirti di quanto ne abbia qualunque altra donna molto attraente ma, riflettendoci meglio, sono propenso a pensare che forse i rischi sono addirittura inferiori.”
Lo guardai sgranando gli occhi. “Tu dici? E perché?”
“Per un paio di motivi. Non soffre di mancanza di attenzioni che è una delle cause principali dei tradimenti da parte delle donne, e soprattutto… Vedi, Mike, lei non può più tornare indietro ed essere di nuovo la ragazza che era prima. Lei ha scoperto che le piace dominare. Ha bisogno di uno schiavo che le obbedisca e che tremi di paura dinanzi a lei e tu sei l’ideale. Ma un altro uomo? Come si comporterebbe Karen con un eventuale altro uomo? Dubito che lo possa prendere a schiaffoni e imporgli ciò che impone a te, e soprattutto dubito che lei possa innamorarsi di un uomo cosiddetto alfa. C’è lei ad essere alfa e, dall’idea che mi sono fatto su di lei, non credo che potrebbe accettare un rapporto alla pari. Poi, tutto può succedere, e se trova uno che le fa girare la testa, le corna te le mette. Ma questo può capitare in ogni coppia. Però, se ho inquadrato Karen, difficilmente potrà essere soddisfatta di un uomo bello e di successo. Quindi amico mio, vivi tranquillo per quanto puoi. E, soprattutto, fai attenzione perché, come abbiamo detto prima, ancora non sei perfetto per lei. E questo è l’unico problema che vedo tra voi due.”
Sospirai di sollievo. Andrea era un ottimo professionista e, fino a quel momento, era riuscito a vedere il rapporto tra me e Karen meglio di quanto ci fossi riuscito io che pure lo vivevo. E se lui sosteneva che i rischi di un possibile tradimento fossero molto diminuiti, ci credevo ciecamente.
“Quindi, non mi lascerebbe per un altro?” chiesi molto più sereno.
“Attenzione, Mike, non ho detto questo. Ho sostenuto che, secondo me, non ti lascerebbe per un uomo col quale instaurare una relazione normale. Parliamoci chiaro, Mike, a volte basta un niente, un bicchiere di troppo, e certi freni inibitori scompaiono, e lei, come qualunque altra donna nel mondo, potrebbe accettare una corte discreta e intelligente per poi finire a letto. Quindi, un’avventura può essere messa in preventivo così come per ogni essere umano. Ma, ripeto, non ce la vedo perdere la testa per un altro con le sue caratteristiche psicologiche, con quella voglia che ha di primeggiare all’interno di un rapporto. Inoltre, non possiamo escludere che lei possa conoscere un altro schiavo. O forse due, forse tre. Una come lei, potrebbe avere un harem di schiavi semplicemente mettendo un annuncio. E il problema è che il suo modo di dominare è molto sessuale. Non è di quelle dominatrici con la puzza sotto il naso che si schifano a toccare un uomo, e quindi un altro schiavo potrebbe diventare uno schiavo amante. Sta a te cercare di fare in modo che lei non lo faccia.”
Sospirai ma poi accennai a un sorriso. “Se la mia padrona dovesse decidere di avere altri schiavi, io accetterei, purché mi dia l’opportunità di rimanere accanto a lei. Lei può fare tutto, qualunque cosa, e io posso solo esserle grato di farmi rimanere con lei ma, nello stesso tempo, farò ogni cosa possibile per rimanere l’unico schiavo della sua vita.”
Andrea fece la faccia stupita. “Non me l’aspettavo, Mike. Stai sulla buona strada. Anzi, sei in dirittura d’arrivo.”
Sì, ne ero convinto anche io. Se mia moglie avesse preteso di farmi bere la sua urina, lo avrei dovuto fare e farmela piacere senza tante storie, come era accaduto con il dildo. E chissà che, come col dildo, ci avrei trovato un piacere inaspettato. E se avesse voluto un altro schiavo… Era la mia padrona e poteva fare ogni cosa. Per me era importante solo restare al suo fianco per il resto della mia vita. Ma avrei lottato per rimanere l’unico. E questo era diventato il mio obiettivo primario. Ma, per realizzarlo, dovevo prima superare l’ultimo ostacolo, un ostacolo che al momento mi era sconosciuto.
Quel sabato mattina ero dedito come al solito alle faccende domestiche, mentre Karen si stava allenando. Mi piaceva guardarla ma, chissà perché, lo facevo di nascosto, come se mi vergognassi e mi sentissi un guardone. E quando la vedevo sollevare quei pesi che io riuscivo a malapena a spostare trascinandoli, cosa che mi aveva definitivamente fatto comprendere la differenza abissale tra me e lei, io mi eccitavo. Anche in questo caso, l’eccitazione era sia fisica che psicologica. Come un guardone osservava una donna di nascosto, così io mi mettevo a guardare le sbalorditive dimostrazioni di mia moglie. Mi affrettai quindi a pulire la casa e poi mi diressi verso la palestra che avevamo creato al posto del mio ufficio. Era piccola ma c’era veramente di tutto, e avevo anche compreso il motivo per cui Karen amava allenarsi lì da sola piuttosto che farlo in palestra. Ciò che faceva era stupefacente, ed era normale che una come lei, bella come poche e forte come nessun’altra, attirasse l’attenzione e la curiosità di tutti i presenti lasciandoli a bocca aperta. Immaginavo che le altre donne la invidiassero e gli uomini… Beh, come facevano a non desiderare una ragazza del genere? Mi aveva però colpito il fatto che aveva sostenuto che quegli sguardi le davano fastidio, cosa che cozzava un po’ con la nuova Karen che sembrava essere diventata anche piuttosto esibizionista. Di sicuro, lo era diventata nel suo look, e alcuni giorni prima avevo chiesto spiegazioni al mio amico psicologo.
“Vedi, Mike,” mi disse quando gli raccontai della sua intenzione di installare una palestra in casa al posto del mio ufficio, e delle motivazioni che mi aveva dato “Karen è diventata senz’altro consapevole dei propri mezzi, e non credo che rinunci a farsi notare. Secondo me, ciò che ti ha raccontato non corrisponde alla realtà.”
Rimasi basito. “Karen non è bugiarda. Non mi racconterebbe mai una cosa non vera.” Ero addirittura risentito con Andrea. La mia meravigliosa padrona non aveva difetti e, di sicuro, non raccontava menzogne. Non lo aveva mai fatto in vita sua, e con me non ne aveva bisogno. Lei poteva fare ciò che voleva. Quel mio sfogo però testimoniava come io vedessi ormai mia moglie come una donna perfetta.
Andrea se ne accorse e gli vidi abbozzare un sorriso, ma poi preferì continuare. “Ma io non sto dicendo che si tratta di bugia. Lei ha fatto una scelta inconscia. Tra il farsi notare da perfetti estranei e farsi ammirare da suo marito ha scelto la seconda ipotesi.”
“E per quale motivo?”
Il mio amico psicologo scoppiò a ridere. “Non ci arrivi? Lei sa che tu la vedrai allenarsi, e poi farai un paragone tra lei e te.”
“Ma lei non sa che vado a guardare i suoi allenamenti.”
“Può darsi. Ma è quasi certa che prima o poi lo farai, e che poi farai paragoni tra la sua potenza e la tua. Beh, definire potenza ciò che puoi fare tu è un eufemismo.”
“Sempre gentile tu, ma stavolta sei in errore. Io non sarò eccezionale da un punto di vista fisico, ma è lei a essere di un altro pianeta. E non solo nei miei confronti ma in quelli di qualunque altro uomo. E quindi?”
Mi fece un sorriso sornione. “E quindi te la farai ancor più sotto di quanto te la facevi prima. Non è così?”
Annuii. “In effetti, dopo aver scoperto che lei solleva pesi che quasi non riesco a spostare, ho ancora più timore di lei.”
“Solo timore?” mi chiese
“Beh, direi consapevolezza della sua superiorità e, di conseguenza… accettazione della sua dominazione.” ammisi
“Perfetto! Vedi che se ci ragioni ci arrivi da solo? E’ proprio quello che Karen vuole per trasformarti definitivamente in ciò che lei desidera.”
“Capisco. E perché allora quella bugia? Non aveva nessuno scopo di raccontarmi di quel senso di fastidio che prova in palestra.”
“Ti ripeto che non si è trattata di una bugia voluta ma, probabilmente, è stata una scelta istintiva. Lei voleva farsi vedere da te mentre si allenava, per installare ancor più quelle sensazioni in te. Timore, accettazione della sua dominazione e consapevolezza della sua superiorità. In più, come ti ha dettolei stessa, negli ultimi allenamenti ci sono stati troppi occhi che si sono soffermati a guardarla. D’altronde, una ragazza così bella e così capace non è cosa da poter ammirare tutti i momenti. E’ diventata molto esibizionista. Le piace vestirsi in modo sexy, le piace farsi ammirare e, probabilmente, le piace anche essere osservata quando si allena, sapendo che la maggior parte degli uomini non riuscirebbe a fare ciò che lei è in grado di fare ma, come in tutte le cose, c’è un livello di sopportazione che deve essere stato superato. E quegli sguardi devono aver superato il suo livello di sopportabilità, e da piacere è diventato fastidio. Un po’ come accade per la bellezza estetica. Una bella donna ha voglia di farsi notare, ma se poi quegli sguardi iniziano ad essere troppo invadenti e troppo insistenti, il piacere diventa fastidio.”
“Credo di aver capito”, gli dissi interrompendolo.
“Tra l’altro, lo scopo di Karen in palestra era raggiunto. Lei sa che tutti sanno e questo le basta. Allestendo una palestra in casa non cambia l’ammirazione incondizionata dei frequentatori assidui della sua palestra, ma cambia radicalmente la tua percezione nei suoi confronti. Adesso tu sai che tua moglie potrebbe far qualsiasi cosa con te. E, per quanto riguarda il suo esibizionismo, hai detto che lei continua ad allenarsi nelle arti marziali in palestra. Giusto?
”Esatto.”
“E immagino sia la più brava di tutti.”
Alzai le spalle. “Presumo di sì.”
“E questo basta a soddisfare i suoi bisogni esibizionistici in quell’ambito. La sua bravura probabilmente incute timore e rispetto, e lei si nutre di questo.”
“Pertanto, secondo te ha preso due piccioni con una fava. Continua a suscitare ammirazione in palestra e, nello stesso tempo, mi fa capire definitivamente la differenza tra me e lei.”
“Proprio così. E ogni volta che la vedrai allenarsi farai un paragone tra te e lei e, naturalmente, ti renderai conto della differenza esistente tra voi due.”
“Me ne ero accorto anche prima”, obiettai.
“Ma adesso ne hai avuto la conferma definitiva, e sei stato il primo ad ammetterlo.”
“Sì, penso di aver compreso perfettamente.”
“C’è anche un’altra motivazione, secondo me. Togliendoti il tuo studio, Karen ti ha tolto anche quei momenti in cui ti isolavi per ascoltare la musica o per stare al computer.”
“Sì, ma non mi tolto la possibilità di ascoltare musica o di stare al computer. Karen ha detto che posso continuare a fare ciò che facevo prima. Basta che lo faccia in altre stanze.”
“Non è la stessa cosa, Mike. Il tuo studio era il tuo rifugio. Quando eri lì dentro non pensavi a lei e alla sua dominazione. Ti isolavi completamente pensando solo a te stesso. Karen invece vuole che tutti i tuoi pensieri siano indirizzati a lei. Se ascolti la musica nel salone o nella vostra camera da letto, ti verrà istintivo non abbandonarti completamente. Potresti vedere qualcosa di sporco, che so, uno specchio, un mobile, e ti verrà immediatamente da pensare alla dominazione di tua moglie, senza staccare la spina come facevi nel tuo studio. Mike, la tua vita le appartiene.”
Annuii facendo un sorriso. “Lo so ed è vero. Quando stavo nel mio studio tutto il resto non esisteva, mentre adesso… Sì, è come hai detto te, non stacco mai la spina del tutto.”
“E hai riflettuto sul motivo per cui ancora ti concede di fare certe cose e non te le ha tolte del tutto?”
“Forse perché non le interessa quello che faccio durante la sua assenza.”
Andrea scosse la testa vistosamente. “Errore, mio caro. Karen controlla tutto, anche quando è assente. Lei non ti toglie tutto in primis perché non vuole che tu sia una specie di burattino. Karen sa che non ha senso ridurti a uno schiavo totale anche in quel senso, togliendoti musica, libri, film eccetera. E sa anche che tu le sarai riconoscente per queste concessioni, e ti verrà spontaneo pensare più a quello che ti ha dato piuttosto che a quello che ti ha tolto. Di conseguenza, dentro di te le sarai grato per quelle concessioni, e aumenterà la tua devozione nei suoi confronti.”
Allargai le braccia. “E’ vero! Io le sono grato di non avermi tolto del tutto l’ascolto della musica, la possibilità di stare sul computer o di leggermi un libro. Come ha fatto ad arrivarci da sola?”
“Devo ripetermi. Karen è una ragazza eccezionale. Non posso sapere se il suo comportamento è istintivo o ci ha riflettuto, o addirittura se ha accettato qualche consiglio. Non mi sorprenderebbe che lei abbia qualche contatto con un’altra mistress o addirittura con una mia collega.”
“Pensi che possa andare da uno psicologo?”
“Perché no? Anche se sarei propenso più a immaginare una psicologa che un mio collega uomo. Ma, se ci è andata, non lo ha fatto come terapia. Nessun collega potrebbe dare consigli di questo genere. Forse ha conosciuto una psicologa in palestra o sul lavoro e gli ha chiesto consiglio come amica e non come paziente. Oppure ha contattato un’altra dominatrice. Quel che è certo è il fatto che sta dimostrando di sapere perfettamente ciò che vuole e lo sta ottenendo.”
“E cosa vuole?”
“Che tu diventi l’uomo perfetto per le sue esigenze. Ancora non lo sei ma, di questo passo, ci arriverai speditamente.”
“Pensi che io ancora non sia quello che lei vuole?”
“Ci scommetterei la mia reputazione. Non so cosa ancora lei possa volere, ma ti manca ancora qualche step.”
“E io?”
“E tu sarai felice. Più felice di quanto tu lo sia ora. Tu forse non te ne rendi conto, ma la tua felicità si vede a occhio nudo. Sembri camminare su una nuvola anche se, ovviamente, sei preoccupato. Malgrado al momento lei lo abbia escluso, temi ancora che possa andare con un altro, temi che tu possa non soddisfarla completamente, sia da un punto di vista sessuale che nella vita quotidiana. Ma la felicità di essere il suo schiavo è maggiore delle preoccupazioni.”
Aggrottai la fronte. “Ma cosa manca? Mi sembra di far tutto ciò che mi ordina, le obbedisco, tremo di paura dinanzi a lei, la servo. Che altro devo fare per essere quello che lei vuole?”
“E chi lo sa? Sono uno psicologo e non un indovino. Ma è evidente che manca ancora qualcosa, un tassello che lei ritiene importante. Ma vuole anche che ci arrivi da solo, senza importelo. Lei è stata chiara, come al solito. Il suo percorso è praticamente terminato. Forse ci sarà qualche altra pratica, ma niente che possa compromettere il vostro rapporto che ormai si è consolidato. Tu invece, almeno a suo parere, non sei ancora lo schiavo perfetto. Credo che comunque sia solo questione di tempo e la tua trasformazione sarà completa.”
“E dopo? Quando questa benedetta trasformazione sarà completata cosa accadrà? Smetterà di picchiarmi?”
“Non ti illudere. Non credo proprio che arriverà mai quel momento. Le percosse rimarranno perché le servono per incuterti paura. Ma guardiamo al presente. Come dicevo prima, qualche altro cambiamento ci sarà. Anzi, non credo che si possa chiamare cambiamento bensì aumento della dominazione. Deve andare per gradi, e non può farti tutto e subito. Il BDSM è vasto e non credo che abbia smesso qui. Lei ha detto che ci sono pratiche che non sono nelle sue corde, ma che ce ne sono altre che invece la intrigano.”
“Ad esempio? Frustarmi?”
“Può darsi, anche se non credo che sia l’uso della frusta ciò che la eccita, considerando che non ha bisogno di una frusta per farti male ma le bastano le sue dolci manine. Piuttosto immagino qualcosa di più umiliante.”
“Ad esempio?
“Ad esempio costringerti a bere la sua urina.”
“Vuoi dire che…”
“Mike, è una pratica tra le più comuni nel mondo della dominazione e sottomissione. E se fosse questa, ti conviene aprire la bocca e bere perché altrimenti te la farà ingoiare a forza di botte-”
Bere l’urina di Karen? Perché non ero spaventato? Perché addirittura pensavo che avrei dovuto essere onorato nel farlo?
“Grazie del consiglio. So che rifiutare un suo ordine equivale a prendersi una buona dose di botte e accetterei in silenzio. E comunque, sarebbe qualcosa di mia moglie, della donna che amo più della mia vita.”
“Beh, quindi direi che la situazione si sia cristallizzata, non credi?”
Annuii. “La cosa che più mi preoccupa, malgrado l’ammissione di Karen che mi ama e che non ha intenzione di andare con altri, rimane il fatto che lei possa farlo in futuro. Io… Io so di non essere un figo della madonna, e qualcuno più attraente di me lo trova solo schioccando le dita, bella com’è”
Vidi Andrea scuotere la testa. “Vuoi la mia opinione? Non sei più a rischio di corna di quanto ci possa essere un qualunque uomo sposato con una donna molto bella. Da quello che ho capito di Karen, lei non ti tradirebbe mai nel modo classico, nel modo che hanno le altre donne, di nascosto e con una miriade di sotterfugi. Il pericolo c’era prima della sua ammissione, quando avrebbe potuto andare a letto con un altro solo per rimarcare la sua dominazione nei tuoi confronti. Ha escluso questa possibilità perché… Beh perché tu in qualche modo soddisfi tutte le sue esigenze e non sente il bisogno di scopare con un altro. Fermo restando che è un essere umano, anche se tu la vedi come una dea. E un essere umano potrebbe avere delle infatuazioni.”
“Io ero pronto ad accettare anche le corna pur di rimanere con lei. Anzi, di rimanere il suo schiavo. Però la cosa mi fa star male.”
Vidi il mio amico alzare le spalle. “Vedi, Mike, Karen adesso è in una situazione particolare. Come tutte le donne, sa di poter trovare una scopata anche solo indicando il primo uomo che passa. Come donna molto bella sa anche di poter pretendere uomini di una certa avvenenza ma… Vedi, la sua dominazione ha innescato una serie di situazioni molto particolari. Se, prima che lei ti dicesse che non se la sente di andare con un altro, la cosa era possibile e forse anche piuttosto probabile, adesso le cose sono cambiate. Prima ti ho detto che Karen ha le stesse probabilità di tradirti di quanto ne abbia qualunque altra donna molto attraente ma, riflettendoci meglio, sono propenso a pensare che forse i rischi sono addirittura inferiori.”
Lo guardai sgranando gli occhi. “Tu dici? E perché?”
“Per un paio di motivi. Non soffre di mancanza di attenzioni che è una delle cause principali dei tradimenti da parte delle donne, e soprattutto… Vedi, Mike, lei non può più tornare indietro ed essere di nuovo la ragazza che era prima. Lei ha scoperto che le piace dominare. Ha bisogno di uno schiavo che le obbedisca e che tremi di paura dinanzi a lei e tu sei l’ideale. Ma un altro uomo? Come si comporterebbe Karen con un eventuale altro uomo? Dubito che lo possa prendere a schiaffoni e imporgli ciò che impone a te, e soprattutto dubito che lei possa innamorarsi di un uomo cosiddetto alfa. C’è lei ad essere alfa e, dall’idea che mi sono fatto su di lei, non credo che potrebbe accettare un rapporto alla pari. Poi, tutto può succedere, e se trova uno che le fa girare la testa, le corna te le mette. Ma questo può capitare in ogni coppia. Però, se ho inquadrato Karen, difficilmente potrà essere soddisfatta di un uomo bello e di successo. Quindi amico mio, vivi tranquillo per quanto puoi. E, soprattutto, fai attenzione perché, come abbiamo detto prima, ancora non sei perfetto per lei. E questo è l’unico problema che vedo tra voi due.”
Sospirai di sollievo. Andrea era un ottimo professionista e, fino a quel momento, era riuscito a vedere il rapporto tra me e Karen meglio di quanto ci fossi riuscito io che pure lo vivevo. E se lui sosteneva che i rischi di un possibile tradimento fossero molto diminuiti, ci credevo ciecamente.
“Quindi, non mi lascerebbe per un altro?” chiesi molto più sereno.
“Attenzione, Mike, non ho detto questo. Ho sostenuto che, secondo me, non ti lascerebbe per un uomo col quale instaurare una relazione normale. Parliamoci chiaro, Mike, a volte basta un niente, un bicchiere di troppo, e certi freni inibitori scompaiono, e lei, come qualunque altra donna nel mondo, potrebbe accettare una corte discreta e intelligente per poi finire a letto. Quindi, un’avventura può essere messa in preventivo così come per ogni essere umano. Ma, ripeto, non ce la vedo perdere la testa per un altro con le sue caratteristiche psicologiche, con quella voglia che ha di primeggiare all’interno di un rapporto. Inoltre, non possiamo escludere che lei possa conoscere un altro schiavo. O forse due, forse tre. Una come lei, potrebbe avere un harem di schiavi semplicemente mettendo un annuncio. E il problema è che il suo modo di dominare è molto sessuale. Non è di quelle dominatrici con la puzza sotto il naso che si schifano a toccare un uomo, e quindi un altro schiavo potrebbe diventare uno schiavo amante. Sta a te cercare di fare in modo che lei non lo faccia.”
Sospirai ma poi accennai a un sorriso. “Se la mia padrona dovesse decidere di avere altri schiavi, io accetterei, purché mi dia l’opportunità di rimanere accanto a lei. Lei può fare tutto, qualunque cosa, e io posso solo esserle grato di farmi rimanere con lei ma, nello stesso tempo, farò ogni cosa possibile per rimanere l’unico schiavo della sua vita.”
Andrea fece la faccia stupita. “Non me l’aspettavo, Mike. Stai sulla buona strada. Anzi, sei in dirittura d’arrivo.”
Sì, ne ero convinto anche io. Se mia moglie avesse preteso di farmi bere la sua urina, lo avrei dovuto fare e farmela piacere senza tante storie, come era accaduto con il dildo. E chissà che, come col dildo, ci avrei trovato un piacere inaspettato. E se avesse voluto un altro schiavo… Era la mia padrona e poteva fare ogni cosa. Per me era importante solo restare al suo fianco per il resto della mia vita. Ma avrei lottato per rimanere l’unico. E questo era diventato il mio obiettivo primario. Ma, per realizzarlo, dovevo prima superare l’ultimo ostacolo, un ostacolo che al momento mi era sconosciuto.
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