Srpresina
di
IL MICROBO
genere
gay
SORPRESINA
Di Lui avevo visto in chat soltanto il pube (che razza di armamentario mi mostrava per incantarmi) e gli avevo mandato tanto di culetto (proprio bello sai). Ci siamo dati appuntamento a casa sua per la sera stessa. Suono, mi apre il collega d’ufficio di mio padre. Sulle prime restiamo di merda tutti e due. Poi lui si fa coraggio (La frittata è fatta): Dai entra, non stare qui impalato sul pianerottolo.
-Tuo papy non sa niente di queste libertà che mi prendo.
-Per fortuna mia e tua.
-Possiamo star bene insieme e non ci saranno conseguenze. Ti pare che vado a dirglielo?
Rincuorato da queste dichiarazioni, che mi parvero più che sincere, siccome mi attizzava molto e io a lui, abbiamo optato per una bella doccia in compagnia, tanto per stare in relax. Acqua caldissima, cazzi spianati (il suo quanto il mio). Gliel’ho preso in mano di gusto.
-Dai andiamo di là che te lo faccio assaggiare.
Non mi pareva vero. Mi ha girato e messo in piega, poi è successo quel che doveva succedere. Un vero stallone. Deciso ma anche misurato che ad ogni tuffo mi faceva star bene, sempre più bene, sempre meglio, impalato a sforzo sulla sua mazza da orbi.
-Sto venendo cucciolo.
Mi è venuto dentro e siamo arrivati all’orgasmo.
-Cosa ti è sembrato?
-Troppo bello.
-Li conosci gli altri dell’ufficio?
-Molto bene sì.
-Sono tutti come me.
-Davvero?
-Anche meglio.
-Pensi a qualcosa di strano?
-A farteli conoscere dritti in comitiva su di te.
-Sapranno mantenere il segreto?
-È nel loro interesse, non ti pare?
-Certo.
La sera dopo li ho trovati a fare squadra (tre energumeni da sballo), mi hanno inculato a turno portandomi in giro per l’universo della massima goduria anale.
Le sere successive sempre più disinvolti, niente miserie, prima pompe (che so fare benissimo) e poi subito dietro.
-Non hai preso niente dal tuo papy.
-Molto poco di sicuro.
-È un omofobo di prima riga.
A casa mi fa le prediche: Allora te la sei trovata la ragazza?
(faccia di bronzo): Ce ne sono un paio che forse ci stanno.
-Fattele.
-Papy non sono mica forte come te, che tradisci mamma un giorno sì e l’altro pure.
-Dacci dentro figliolo. Loro ci cercano e ci stanno sempre addosso, basta che gli diamo cazzo. Fai onore ai tuoi istinti. Rendimi fiero di te.
-Faccio quello che posso.
-Trombane più che puoi.
Difficile spiegargli, quasi impossibile, che il trombato duro sarei io. Non posso dargli questa delusione, che lo ferirebbe a morte. I suoi colleghi intanto mi ripetono spesso: Come te è difficile trovarne di eguale, sempre in presa di uccelli che ti destiniamo in gruppo e ti pasturano. Li adoro e non posso più farne a meno.
Di Lui avevo visto in chat soltanto il pube (che razza di armamentario mi mostrava per incantarmi) e gli avevo mandato tanto di culetto (proprio bello sai). Ci siamo dati appuntamento a casa sua per la sera stessa. Suono, mi apre il collega d’ufficio di mio padre. Sulle prime restiamo di merda tutti e due. Poi lui si fa coraggio (La frittata è fatta): Dai entra, non stare qui impalato sul pianerottolo.
-Tuo papy non sa niente di queste libertà che mi prendo.
-Per fortuna mia e tua.
-Possiamo star bene insieme e non ci saranno conseguenze. Ti pare che vado a dirglielo?
Rincuorato da queste dichiarazioni, che mi parvero più che sincere, siccome mi attizzava molto e io a lui, abbiamo optato per una bella doccia in compagnia, tanto per stare in relax. Acqua caldissima, cazzi spianati (il suo quanto il mio). Gliel’ho preso in mano di gusto.
-Dai andiamo di là che te lo faccio assaggiare.
Non mi pareva vero. Mi ha girato e messo in piega, poi è successo quel che doveva succedere. Un vero stallone. Deciso ma anche misurato che ad ogni tuffo mi faceva star bene, sempre più bene, sempre meglio, impalato a sforzo sulla sua mazza da orbi.
-Sto venendo cucciolo.
Mi è venuto dentro e siamo arrivati all’orgasmo.
-Cosa ti è sembrato?
-Troppo bello.
-Li conosci gli altri dell’ufficio?
-Molto bene sì.
-Sono tutti come me.
-Davvero?
-Anche meglio.
-Pensi a qualcosa di strano?
-A farteli conoscere dritti in comitiva su di te.
-Sapranno mantenere il segreto?
-È nel loro interesse, non ti pare?
-Certo.
La sera dopo li ho trovati a fare squadra (tre energumeni da sballo), mi hanno inculato a turno portandomi in giro per l’universo della massima goduria anale.
Le sere successive sempre più disinvolti, niente miserie, prima pompe (che so fare benissimo) e poi subito dietro.
-Non hai preso niente dal tuo papy.
-Molto poco di sicuro.
-È un omofobo di prima riga.
A casa mi fa le prediche: Allora te la sei trovata la ragazza?
(faccia di bronzo): Ce ne sono un paio che forse ci stanno.
-Fattele.
-Papy non sono mica forte come te, che tradisci mamma un giorno sì e l’altro pure.
-Dacci dentro figliolo. Loro ci cercano e ci stanno sempre addosso, basta che gli diamo cazzo. Fai onore ai tuoi istinti. Rendimi fiero di te.
-Faccio quello che posso.
-Trombane più che puoi.
Difficile spiegargli, quasi impossibile, che il trombato duro sarei io. Non posso dargli questa delusione, che lo ferirebbe a morte. I suoi colleghi intanto mi ripetono spesso: Come te è difficile trovarne di eguale, sempre in presa di uccelli che ti destiniamo in gruppo e ti pasturano. Li adoro e non posso più farne a meno.
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