Il mucchio selvaggio
di
Vecchiobambino
genere
orge
Abbiamo già incontrato Nadia, prosperosa sensuale donna cinquantenne che porta benissimo i suoi anni, e che è il tecnico responsabile di una importante ditta che svolge la sua attività su numerose branchie, dall'edilizia alla cantieristica industriale, dall'informatica alla manutenzione stradale e così via. Insomma è una ditta di primo piano e Nadia è un po' la responsabile a capo di tutte le attività, che naturalmente dirige e coordina servendosi di collaboratori alle sue dipendenze.
L'ultimo lavoro che la direzione le aveva affidato era reperire una palazzina per una concessionaria di automobili tedesca molto conosciuta, che prevedesse ampi saloni per l'esposizione delle auto, lo spazio per una officina ai massimi livelli tecnologici, un piano rialzato che servisse per gli uffici del personale amministrativo con tanto di sala riunioni, uffici per i venditori e attorno alla palazzina lo spazio per l'ampio parcheggio necessario per le auto in vendita, quelle del personale e dei clienti. Naturalmente tutto ciò non poteva essere nel centro cittadino,ma andava ricercato un luogo nella zona industriale un po' in periferia.
Nadia aveva subito pensato a un luogo dove sorge una vecchia palazzina ormai in disuso che conteneva gli uffici di una fornace che produceva mattoni per l'edilizia, situata ovviamente accanto alla palazzina e tutta l'area sembrava essere sufficiente per la nuova destinazione del luogo, ma occorreva sincerarsene per cui organizzò un sopralluogo per il giorno seguente. Lei era già impegnata a seguire un altro lavoro, ma era la responsabile di tutti questi tipi di lavori per cui scelse una sua sottoposta per andare a fare gli accertamenti del caso e la scelta cadde su Martina, che in quel momento fortunatamente era libera e si mise d'accordo con lei per recarsi nel luogo prescelto il giorno dopo. Se fosse andato bene, si potevano subito cominciare i lavori e bisognava stabilire il tempo necessario della durata per cominciare a fare preventivi per il cliente che li aveva ingaggiati.
Per i lavori come sempre era lei la responsabile, ma era Martina che avrebbe seguito tutto l'iter e lei sarebbe intervenuta solo in caso di bisogno di decisioni a livello più alto, che era il comportamento che teneva sempre con tutte le squadre. Un tecnico di sua fiducia seguiva tutto il lavoro e poi riferiva a lei giornalmente se tutto procedeva senza intoppi secondo il programma.
Per Martina si presentava una grande possibilità....era il suo primo incarico di una certa importanza e poteva portarle un avanzamento di carriera in ditta. Era particolarmente felice di lavorare con Nadia, perchè la ammirava tantissimo e non osava confessare a sé stessa che le piaceva anche fisicamente. Le piacevano i maschi, ma anche le donne per cui si era convinta di essere bisex e le forme strepitose di Nadia la facevano sognare. In ufficio la guardava e la immaginava nuda e a sua disposizione e specialmente d'estate quando gli abiti coprivano appena il corpo, aveva guardato avidamente le forme e le trasparenze di Nadia, i capezzoli che puntavano le camicette sottili di quello che era il suo capo e si era trovata spesso a gocciolare nelle mutandine e a doversi recare subito in bagno per masturbarsi selvaggiamente sulla tazza del water, immaginando di leccarle le forme e succhiare la sua fica calda e profumata. Così non le pareva vero di dover avere a che fare così tanto con lei per tutta la durata dei lavori ed era felice.
Martina al momento era single anche se aveva avuto per un certo periodo una relazione con un uomo che poi era finita per banali motivi e aveva frequentato anche una donna con cui non era però mai nato niente anche se con lei faceva sesso sfrenato. Martina era già sui 35 anni e non aveva un corpo travolgente con le forme di Nadia, però si difendeva bene e non era assolutamente brutta, anzi aveva un personale di tutto rispetto anche se non di forme esuberanti come il suo capo. Nadia aveva capelli nerissimi e Martina biondi, forse una quinta di seno e Martina una terza....come culo erano straordinariamente invitanti tutte e due e insomma tutto si sarebbe pensato di loro tranne che fossero tecnici in grado di dirigere squadre di operai e impiegati alle loro dipendenze.
Il giorno dopo si diressero insieme al luogo designato nella zone industriale e appena arrivate videro che la zona era tutta transennata con numerosi cartelli di divieto di accesso, per evitare che la gente entrasse a suo piacimento anche perchè non erano ancora stati smantellati i forni in cui venivano cotti i mattoni e poteva essere pericoloso. La fornace a loro interessava poco perchè andava tutto raso al suolo per fare i parcheggi e l'officina, mentre bisognava controllare lo stato della palazzina che sembrava a prima vista fatiscente. Una rete metallica alta qualche metro sbarrava l'accesso in tutta la zona, ma ovviamente col tempo qualcuno la aveva tagliata con tronchesi o altro magari per accamparsi dentro, anche se esisteva una porta metallica nella rete chiusa con un lucchetto della quale ovviamente avevano avuto la chiave. Nadia entrò seguita da Martina e si diresse alla scala interna della palazzina per salire al primo piano e controllare le stanze che già nella fornace servivano da ufficio. Il tutto era cadente, sciupato con pezzi di muri che erano crollati e si accorsero subito che c'era poco da salvare o ristrutturare e la palazzina andava ricostruita di sana pianta.
Martina seguiva Nadia su per le scale e non poteva fare a meno di ammirare il culo che aveva davanti che oscillava od ogni gradino e pareva volersi liberare dei jeans stretti che lo contenevano e quel movimento flessuoso delle natiche mentre salivano, la eccitava ad ogni passo e sentiva già di bagnarsi lentamente, mentre cercava di non pensarci e concentrarsi sullo scopo della loro visita.
Al primo piano si misero ad esaminare tutti i locali che incontravano...le porte erano sfondate, tavoli e armadi vecchi negli uffici erano semidistrutti e i servizi igienici erano in condizioni pietose, segno che c'erano state numerose incursioni di gente che vi aveva soggiornato alla meglio spaccando però tutto. Entrarono nella sala più grande e videro alcuni materassi sudici stesi per terra e capirono subito che quel luogo abbandonato era il rifugio di migranti o altri sbandati che cercavano un luogo al coperto dove stare.
Stavano notando tutto ciò quando sentirono parlare in una lingua sconosciuta e all'improvviso si trovarono davanti un gruppo di maschi che sembravano arabi che rimasero allibiti trovandosi davanti a queste due donne. Nadia per prima prese la situazione in mano e chiese se qualcuno parlava italiano. Uno solo disse “io capisco ma non parlare bene italiano. Noi marocchini lavorare qui in zona industriale. Due lavorare da McDonald, due in officina poco lontano e io fare pulizie in supermercato...che volere voi da noi?”
Nadia comprese che doveva spacciare per emigrate anche loro due e disse che venivano dall'Albania e che facevano saltuariamente le cameriere in una trattoria della zona e siccome oggi avevano qualche ora libera avevano fatto un giro per vedere se c'era modo di divertirsi un po'. Fece capire che insomma se avessero trovato anche un po' di sesso nell'intervallo del lavoro, lo avrebbero gradito. Ovviamente il loro interlocutore non si pose problemi e fece un grosso sorriso all'idea e lo spiegò agli altri nella loro lingua e dai larghi sorrisi che fecero gli altri quattro, lei capì che si erano tranquillizzati, che nessuno veniva a farli sloggiare e che c'era la possibilità di divertirsi un po'. Martina era terrorizzata e diceva a Nadia che voleva scappare via e Nadia le rispose di non fare cazzate, perchè se vedevano che loro due avevano paura le avrebbero scopate lo stesso e magari picchiate per farsi accontentare. Meglio assecondarli, spomparli e poi vedere di svignarsela.
All'unico che parlava un po' italiano chiesero dove potevano mettere le poche cose che avevano addosso e lui indicò delle scaffalature dove potevano tranquillamente posare le loro cose. Fecero così e si spogliarono rapidamente nascondendo sotto i pantaloni e le magliette le agende dove avrebbero appuntato la situazione dell'edificio, penne e cartine dell'edificio e i telefoni con le foto che avevano già scattate dei luoghi dove sorgeva l'ex fornace. Si volsero integralmente nude e videro che tra grandi sorrisi i cinque si stavano spogliando a loro volta e avevano già i cazzi duri pregustando quello che li aspettava, anche perchè era da tempo immemorabile che non facevano sesso se non un po' di autoerotismo e magari qualche incontro fugace con un altro maschio....ma due donne belle così era una sorpresa inaspettata e non si fecero certo tante domande su quelle due donne in cerca di sesso proprio in quella palazzina.
Nadia e Martina erano in verità due porche colossali, specialmente Nadia che come sappiamo era abituata a premiare in “natura” le squadre di operai che dipendevano da lei, un po' perchè i premi lasciavano un po' il tempo che trovavano, mentre quelli in natura con la possibilità di sfogare qualsiasi istinto anche il più depravato con una donna formosa e vogliosa come lei erano molto apprezzate dalle maestranze. Martina era altrettanto sessualmente esuberante, ma non le era mai capitata una situazione simile, in cui se avesse fatto resistenza sarebbe comunque stata stuprata, per cui tanto voleva farlo traendone il maggior godimento possibile, ma era molto spaventata dalla situazione. L'unica precauzione che prendeva quando andava in luoghi dove poteva capitarle di fare sesso non programmato, era di prendere delle pillole anticoncezionali per prevenzione e prudentemente l'aveva presa anche in mattinata non sapendo cosa l'aspettava recandosi in luoghi abbandonati e da tempo recintati e questa volta ci aveva visto giusto.
I cinque marocchini avevano radunato i materassi che formavano un enorme letto a cinque piazze, si erano già presi il cazzo in mano e cominciavano ad agitarlo frementi davanti alle due donne completamente nude e Nadia suggerì a Martina di farsi avanti. Si inginocchiarono ai piedi dei maschi e davanti alle loro bocche cominciarono ad agitarsi i cinque cazzi non certo profumatissimi e abbastanza scuri come la pelle dei loro proprietari. A nessuna delle due dava fastidio l'odore forte di quelle cappelle e anzi le eccitava e Nadia che ne aveva tre davanti prese quello di centro in bocca e gli altri due nelle mani. Martina era su di giri e si avventò con la bocca spalancata su quello che aveva davanti continuando a menare l'altro con una mano mentre con l'altra mano libera accarezzava il corpo di Nadia, il seno,il culo le cosce e non so se si eccitava di più con i maschi o con Nadia che adorava da tempo. Si bagnò come la peggior maiala e si sentì la fica gocciolare dall'eccitazione,non riuscendo a capire se era eccitata più dai cazzi o dalle forme di Nadia, che sembrava indifferente alla cosa, come rientrasse nella normalità.
Nessuna delle due insistette perchè se avessero continuato ancora un po' quelli sarebbero venuti subito e allora Nadia pensò di cambiare posizione e mettersi a 4 zampe. Subito quello a cui lo aveva preso in bocca si sdraiò supino davanti a lei allargando le gambe e mettendosi in posizione col cazzo ancora a livello della sua bocca perchè lei continuasse il pompino, mentre un altro si inginocchiò dietro di lei per introdurle il cazzo nella fica. Anche Martina cambiò posizione e si sdraiò supina con la testa sotto Nadia in modo da avere il viso a pochi centimetri dalla sua fica che vedeva penetrata da quel cazzo che così era a pochissimi centimetri dal suo viso. Ovviamente un terzo maschio si mise sopra di lei e le sollevò le gambe mettendosele sulle spalle perchè lui mirava ad incularla, cosa proibita ma molto gettonata al suo paese per evitare gravidanze. Così avevamo un uomo sdraiato supino, Nadia su di lei in ginocchio che lo pompava, un altro in ginocchio dietro a lei intento a scoparla che le infilava il cazzo nella vagina dentro e fuori rapidamente mentre aveva sotto il ventre il viso di Martina che colpiva inavvertitamente con le sue palle mentre andava dentro e fuori. Martina non se ne curava...per lei l'estasi consisteva nel riuscire a leccare il clitoride di Nadia che era appuntito come un piccolo cazzo, mentre il cazzo vero andava dentro e fuori bagnato completamente dal nettare appiccicoso di Nadia che gocciolava in bocca a Martina che se ne beava, mentre a sua volta sentiva un altro cazzo che le sfondava il culo, ma era tutta libidine estrema....ad ogni colpo che le veniva dato, sembrava che quel pene le entrasse sempre più dentro e la squarciasse, ma lei non sentiva nulla, sentiva solo il sapore delizioso della fica di Nadia e leccava leccava avidamente mentre l'altro cazzo andava dentro e fuori a pochi centimetri dal suo viso e lo prese anche in bocca e sentì contemporaneamente il sapore del sugo di Nadia di cui era intriso e del cazzo stesso. Ebbe un intenso orgasmo e tremò tutta e così facendo inconsciamente strinse l'ano e il pene che le ravanava il culo all'improvviso sborrò e si scaricò tutto dentro di lei favorito dalla stretta che aveva esercitato. In quel momento anche il cazzo nella fica di Nadia sborrò pur continuando il suo via vai dentro di lei e quando terminò l'eiaculazione venne estratto fuori e lei ammirò il sesso enormemente dilatato di Nadia che cominciò a riversare sborra fuori e a farla cadere tutta nella bocca di Martina che beata leccava e rileccava tutto e anche il marocchino che aveva eiaculato dentro Nadia pensò bene di metterlo ancora gocciolante nella bocca che aveva sotto di sé e Martina nuovamente senti il sapore delle sua sborra insieme a quello di Nadia......era stata travolta da numerosi orgasmi procurati sia dall'altra femmina che sembrava molto abituata a tutto ciò, sia dalla postazione che le aveva concesso un panorama eccezionale. Nadia era ancora intenta e pompare quello davanti a lei che finalmente le scaricò in bocca sperma in quantità industriale, che però lei bevve con noncuranza. Martina sentì che la sborra nel culo cominciava a scivolarle fuori, ma intervenne una lingua provvidenziale (non sapeva se di quello che la aveva appena inculata o quella di un altro) che la ripulì del tutto. Le girava la testa, ma solo ora ricominciava a connettere.
Ad un tratto mentre era ancora sotto l'effetto dell'orgasmo potente che la aveva travolta, le si avvicinò Nadia che le sussurrò piano di fare un piccolo intervallo altrimenti quei selvaggi le avrebbero sfondate senza perdersi in delicatezze. Consigliò di fare un po' di spettacolo lesbicando tra loro così per un po' le avrebbero lasciate in pace e si sarebbero divertiti. Si avvicinava l'ora di recarsi al lavoro per cui distraendoli per un po' poi sarebbeo dovuti andare via.
“Non posso dire che mi dispiaccia fare sesso con più persone – disse Nadia- perchè ci sono abituata, ma non so se piace anche te”. Martina rispose che era stata con molti maschi e anche con donne, ma le era successo solo una volta di andare con due persone insieme e qui in tutto erano in sette.
“Allora tutto bene” ribattè Nadia, “diamo spettacolo noi due così li facciamo eccitare di nuovo, intanto passa un po' di tempo e vedrai che torneranno alla carica, ma poi dovranno andare a lavorare”.
Appena dette queste parole, Nadia le si avvicinò e la baciò in bocca con passione, infilandole la lingua più che poteva. Martina ricambiò perchè si accorgeva di essere sempre più infatuata da Nadia, si abbracciarono strette, con le bocche dischiuse e le lingue che si avviluppavano tra loro. Tutte e due avevano la bocca ancora piena di sborra, ma continuavano a baciarsi follemente, eccitate come non mai. Martina era felice di stringere Nadia, di baciare quei seni enormi che tanto la attraevano da sempre, di carezzare quelle natiche generose che voleva leccare e altrettanto forte era l'attrazione inaspettata che provava Nadia nei suoi riguardi. Si stringevano, si baciavano intrecciando le lingue, si leccavano, si succhiavano i capezzoli e poi si misero una sull'altra nella posizione del 69 e continuarono a leccarsi la fica facendo quasi sparire il viso alternativamente una nelle fica dell'altra. Gocciolava la sborra residua che avevano ancora nel corpo, ma non se ne curavano e se capitava in bocca la ingoiavano.
I 5 maschi le guardavano arrapati e i cazzi cominciarono ad indurirsi nuovamente mentre le mani li stringevano, li scappellavano e poi andavano avanti e indietro non potendo fare a meno di accelerare la masturbazione.
Le due donne si misero nella posizione della forbice fica contro fica e cominciarono a strofinarsi le labbra una contro quelle dell'altra. I due clitoridi appuntiti sembrava che facessero un duello con le spade e loro due muovevano il bacino come per infilarsi i due piccoli cazzi che avevano tra le gambe. Cominciarono ad eccitarsi più del previsto e Nadia si strofinava sempre più rapidamente e si accorgeva di desiderare inaspettatamente quel corpo della sua dipendente e la stessa cosa provava Martina, che aveva sempre sognato di stringere quei seni enormi della sua “capa” e ora se la trovava a portata di mano tutta per lei...le carezzava le natiche generose, le cosce, tutto il corpo mentre acceleravano tutte due l'azione di strofinarsi le fiche e sentivano arrivare l'orgasmo che le prese all'improvviso...tremarono, urlarono, mentre godevano e l'orgasmo le travolgeva, ma non si fermavano..erano come impazzite e scatenate e i maschi le guardavano meravigliati e affascinati da quello spettacolo. Accelerarono l'atto di scoparsi l'una con l'altra e arrivò per tutte e due un orgasmo successivo, violento, intenso, che le fece accasciare una sull'altra distrutte e col cuore che batteva forte. Mentre sussultavano ancora e l'onda si placava rimasero stese una sopra l'altra baciandosi dovunque, sui seni, sul ventre, sulla fica, sulla bocca e anche sulle natiche generose di entrambe tra gli sguardi stupiti degli uomini che non erano abituati ad assistere al sesso tra donne. Loro due come se fossero sole si guardarono e con uno sguardo di intesa si dissero di completare l'opera con quei marocchini per toglierseli di torno e si sorrisero.
Intanto i maschi erano un pò stupiti da quello che avevano visto, perchè non erano abituati ad assistere allo spettacolo di due donne che godevano insieme. Al loro paese i maschi erano liberi di fare tutto quello che volevano purchè rispettassero gli orari delle preghiere, tenessero le loro donne a casa che dovevano essere sempre a loro disposizione, ma non erano libere di procurarsi piacere come a loro pareva, per cui Nadia e Martina ai loro occhi erano solo puttane e come tali andavano trattate. Però erano in una terra straniera e difficilmente le donne italiane andavano con loro volontariamente e il poco sesso che facevano dovevano prenderselo con la forza. Per tutto ciò erano molto stupiti di avere qui nel loro rifugio abusivo due donne così disponibili, ma che avevano detto di essere albanesi quindi immigrate a loro volta, per cui si sentivano più tranquilli di poterle usare a loro piacimento.
Ma ora si avvicinava il momento in cui tutti dovevano recarsi al lavoro per cui decisero di approfittare di un altro giro di quel sesso senza limiti che le due donne sembravano voler apprezzare. Evidentemente Allah li voleva premiare per il loro comportamento che non aveva mai dato adito a problemi e loro gli erano riconoscenti per cui si impegnarono a dire preghiere doppie rivolte al cielo per scusarsi di non rispettare gli orari dedicati al culto, ma prima di andare a lavorare volevano dare un'altra ripassata a quelle troie....avrebbero pregato il doppio più tardi.
Nadia si era già ripresa ed era pronta ad un altro assalto da parte dei cinque assatanati e anche Martina si era calmata e aspettava in disparte seduta su uno dei materassi, affascinata da quello che vedeva. I cinque maschi dalla carnagione piuttosto scura completamente nudi erano tutti radunati attorno a Nadia e si menavano il cazzo avvicinandolo al suo viso, mentre lei era inginocchiata su un materasso e si apprestava a soddisfarli tutti. Prese il primo in mano e lo avvicinò alla bocca e prese ad ingoiarlo lentamente mentre ne afferrava altri due con le mani. Prese a menarli scappellandoli ogni volta mentre continuava ad aprire la bocca per fare entrare sempre si più quello che la stava scopando in gola, fino a che Martina vide meravigliata che lo aveva infilato tutto e con la lingua fuori dalla bocca leccava le palle a quel cazzo che si vedeva che la colpiva in gola.....come facesse a non vomitare Martina non lo capiva.. Come se non bastasse gli ultimi due si stavano segando sulla sua faccia e la cosa era troppo sconvolgente per Martina e lei tentò di avvicinarsi nella mischia, ma cercare di farsi strada in mezzo a sei persone era un po' difficile.
Con grande eccitazione vide che quello piantato profondamente dentro la gola di Nadia cominciò a pulsare più volte....le stava scaricando sborra in gola in quantità industriale e vide Nadia dibattersi un po', lasciare i cazzi che aveva in mano e cercare di allontanare un po' l'uomo piantato nella sua bocca perchè quasi non riusciva a respirare, mentre gli altri due incuranti delle sue difficoltà continuavano a segarsi sul suo viso. Martina spostò gli altri due in piedi e raggiunse Nadia mentre era riuscita a far uscire il pene dalla bocca e riversava sborra copiosa dalle labbra da tanto che aveva la bocca piena. Nel frattempo gli altri due avevano smesso di segarsi sul suo viso e stavano eiaculando sui suoi capelli, sulla sua faccia, sugli occhi e lei era un mascherone di sborra colante ed appiccicosa. Martina li spostò tutti a forza e la abbracciò come per proteggerla e cercò di pulirle la faccia dalla sborra che le colava e improvvisamente la baciò. I cinque maschi si sorpresero un po' vedendo le due donne inginocchiate sul materasso che si baciavano, ma loro non se ne curarono e Martina nel bacio raccolse anche parte dello sperma che Nadia aveva ancora in bocca e intrecciò la lingua con la sua sentendo che le due lingue erano molto scivolose con tutto quel denso fluido che mescolavano baciandosi e che ìnghiottivano perse nell'estasi del loro contatto carnale.
Nadia senza accorgersene era finita sdraiata supina con Martina inginocchiata a gambe larghe sul suo corpo mentre cercava di ripulirla con la lingua. Erano rimasti due maschi a bocca asciutta che guardavano avidamente Martina nuda in quella posizione e subito uno dei due le si inginocchiò a sua volta dietro e col cazzo cercò la sua fica. Eccitata come era, Martina aveva la fica sbrodolante sugo e senza sforzo il marocchino le infilò il cazzo fino in fondo cominciando poi ad agitarsi col bacino avanti e indietro dando colpi anche violenti alla donna che aveva sotto e che spostava addirittura da tanto che i suoi affondi erano irruenti. Ci vollero solo pochissimi minuti per farlo godere e venne quasi ululando scaricando fiotti copiosi di sperma bollente dentro la fica di Martina che quasi non si mosse tutta intenta come era a ripulire Nadia con la lingua.
I quattro che erano già venuti a malincuore si apprestarono a indossare gli abiti da lavoro perchè era già tardi, ma il quinto non rinunciò a scaricarsi a sua volta e si apprestò a montare Martina che era sempre a quattro zampe. Nadia faticosamente si era alzata e si era inginocchiata a fianco di Martina, ma dalla parte opposta così da guardare in viso l'ultimo marocchino che doveva ancora venire. Lo guardò in viso e mise le mani sulle natiche di Martina e le allargò, poi prese con le dita della sborra che aveva sui capelli e in faccia e infilò le dita nel culo di Martina lubrificandolo a dovere e allargandolo ancora di più l'ano e fece cenno al marocchino di infilare il cazzo lì. Anche se la sua ormai amica aveva preso un anticoncezionale, non valeva la pena di rischiare ed era meglio usare il lato B. Il marocchino non si fece pregare e cominciò ad infilare il cazzo dentro al culo di Martina che sobbalzò leggermente, ma poi i suoi lamenti si trasformarono in godimento. Quel cazzo era un martello pneumatico che andava dentro e fuori dal quel culo come una macchina senza rallentamenti e ogni tanto Nadia lo prendeva in mano quando usciva e se lo metteva in bocca succhiandolo tutto e gustando il sapore del culo di Martina e poi lo rimetteva dentro non senza aver prima sputato nell'ano. In breve Martina si apprestò a godere a cominciò a lamentarsi e mordersi le labbra sentendo l'orgasmo che stava arrivando, fino a che esplose insieme al marocchino che la incula......il clistere di sborra bollente fu improvviso e violento e anche l'orgasmo la fece urlare....non si tenne e pisciò sul materasso sempre essendo a quattro zampe mentre l'ano le si stringeva e allargava e le contrazioni facevano scaricare ancora più sborra al marocchino che la stava inculando e che ancora non lo estraeva. Era sul punto di farlo quando anche lui pisciò e Martina sentì il clistere bollente di piscio che le riempiva il retto. Spinse coi muscoli per allargare lo sfintere e riuscì a fare uscire quel cazzo, ma contemporaneamente uscì anche un getto di piscio che colpì sul petto il marocchino stesso. Nadia ammirò la scena divertita, non senza rinunciare a succhiare il cazzo dell'uomo che sapeva di sborra, di culo di Martina e anche di piscio. L'uomo colto alla sprovvista si alzò di botto e sparì nel cesso per ripulirsi e vestirsi ed andare al lavoro.
Nadia ricambiò il favore che le aveva fatto Martina e cercò di pulirla alla meglio, leccandole fica e buco del culo e non disdegnando quello che eventualmente le capitava in bocca e che inghiottiva avidamente.
Si baciarono ancora una volta in bocca e stettero ancora un sdraiate un po' stanche ma soddisfatte. I cinque maschi erano già in tenuta di lavoro e pronti per uscire e l'unico che masticava un po' di italiano disse loro : “Se voi volere potere fermare qui anche a dormire. Aspettare che noi torna. Ciao”.
Tutte e due risposero un ciao e Nadia lo assicurò che le avrebbero trovate lì quando sarebbero tornati. Nadia disse a Martina “Dai diamoci una ripulita che col cazzo ci facciamo ritrovare qui da loro quando tornano. Ma sono stata bene...era un po' che non scopavo così tanto con tutto questo movimento. A te è piaciuto?” e Martina annuì perchè non aveva quasi la forza di parlare.
Cercarono poi il bagno ma si trattava di una latrina con una lavandino e dei secchi d'acqua. D'altronde era da tempo che quella costruzione era abbandonata e non funzionava più nulla.
Ripulite come potevano, si diressero al luogo dove avevano lasciato la macchina e Nadia chiese a Martina come andava. “A me è piaciuto tutto- disse Nadia - ... era da tanto che non facevo una seduta di sesso soddisfacente come questa, sopratutto con una compagna come te.....molto eccitante dividere questa cosa con un'altra donna. Mi dispiace un po' per quei poveracci....fra pochi giorni arriveranno le ruspe che butteranno giù tutto e magari non sapranno dove andare, ma così funzionano le cose”.
Martina annuì contenta anche lei di aver realizzato il suo sogno di fare sesso con Nadia. Era certa che sarebbe capitato di nuovo e non vedeva l'ora che succedesse, perchè lei adorava Nadia, mentre era sicura che per Nadia non fosse la stessa cosa, ma non le importava.....era contenta di avere avuto a disposizione quel corpo che la turbava e da tempo desiderava accarezzare e assaggiare, ma certamente avrebbero avuto occasione di tornare quando i lavori per la concessionaria di auto fossero iniziati, magari per spronare qualche squadra composta in parte da immigrati......e allora avrebbero avuto occasione di ripetere l'esperienza divina di quella giornata. Chissà.....
L'ultimo lavoro che la direzione le aveva affidato era reperire una palazzina per una concessionaria di automobili tedesca molto conosciuta, che prevedesse ampi saloni per l'esposizione delle auto, lo spazio per una officina ai massimi livelli tecnologici, un piano rialzato che servisse per gli uffici del personale amministrativo con tanto di sala riunioni, uffici per i venditori e attorno alla palazzina lo spazio per l'ampio parcheggio necessario per le auto in vendita, quelle del personale e dei clienti. Naturalmente tutto ciò non poteva essere nel centro cittadino,ma andava ricercato un luogo nella zona industriale un po' in periferia.
Nadia aveva subito pensato a un luogo dove sorge una vecchia palazzina ormai in disuso che conteneva gli uffici di una fornace che produceva mattoni per l'edilizia, situata ovviamente accanto alla palazzina e tutta l'area sembrava essere sufficiente per la nuova destinazione del luogo, ma occorreva sincerarsene per cui organizzò un sopralluogo per il giorno seguente. Lei era già impegnata a seguire un altro lavoro, ma era la responsabile di tutti questi tipi di lavori per cui scelse una sua sottoposta per andare a fare gli accertamenti del caso e la scelta cadde su Martina, che in quel momento fortunatamente era libera e si mise d'accordo con lei per recarsi nel luogo prescelto il giorno dopo. Se fosse andato bene, si potevano subito cominciare i lavori e bisognava stabilire il tempo necessario della durata per cominciare a fare preventivi per il cliente che li aveva ingaggiati.
Per i lavori come sempre era lei la responsabile, ma era Martina che avrebbe seguito tutto l'iter e lei sarebbe intervenuta solo in caso di bisogno di decisioni a livello più alto, che era il comportamento che teneva sempre con tutte le squadre. Un tecnico di sua fiducia seguiva tutto il lavoro e poi riferiva a lei giornalmente se tutto procedeva senza intoppi secondo il programma.
Per Martina si presentava una grande possibilità....era il suo primo incarico di una certa importanza e poteva portarle un avanzamento di carriera in ditta. Era particolarmente felice di lavorare con Nadia, perchè la ammirava tantissimo e non osava confessare a sé stessa che le piaceva anche fisicamente. Le piacevano i maschi, ma anche le donne per cui si era convinta di essere bisex e le forme strepitose di Nadia la facevano sognare. In ufficio la guardava e la immaginava nuda e a sua disposizione e specialmente d'estate quando gli abiti coprivano appena il corpo, aveva guardato avidamente le forme e le trasparenze di Nadia, i capezzoli che puntavano le camicette sottili di quello che era il suo capo e si era trovata spesso a gocciolare nelle mutandine e a doversi recare subito in bagno per masturbarsi selvaggiamente sulla tazza del water, immaginando di leccarle le forme e succhiare la sua fica calda e profumata. Così non le pareva vero di dover avere a che fare così tanto con lei per tutta la durata dei lavori ed era felice.
Martina al momento era single anche se aveva avuto per un certo periodo una relazione con un uomo che poi era finita per banali motivi e aveva frequentato anche una donna con cui non era però mai nato niente anche se con lei faceva sesso sfrenato. Martina era già sui 35 anni e non aveva un corpo travolgente con le forme di Nadia, però si difendeva bene e non era assolutamente brutta, anzi aveva un personale di tutto rispetto anche se non di forme esuberanti come il suo capo. Nadia aveva capelli nerissimi e Martina biondi, forse una quinta di seno e Martina una terza....come culo erano straordinariamente invitanti tutte e due e insomma tutto si sarebbe pensato di loro tranne che fossero tecnici in grado di dirigere squadre di operai e impiegati alle loro dipendenze.
Il giorno dopo si diressero insieme al luogo designato nella zone industriale e appena arrivate videro che la zona era tutta transennata con numerosi cartelli di divieto di accesso, per evitare che la gente entrasse a suo piacimento anche perchè non erano ancora stati smantellati i forni in cui venivano cotti i mattoni e poteva essere pericoloso. La fornace a loro interessava poco perchè andava tutto raso al suolo per fare i parcheggi e l'officina, mentre bisognava controllare lo stato della palazzina che sembrava a prima vista fatiscente. Una rete metallica alta qualche metro sbarrava l'accesso in tutta la zona, ma ovviamente col tempo qualcuno la aveva tagliata con tronchesi o altro magari per accamparsi dentro, anche se esisteva una porta metallica nella rete chiusa con un lucchetto della quale ovviamente avevano avuto la chiave. Nadia entrò seguita da Martina e si diresse alla scala interna della palazzina per salire al primo piano e controllare le stanze che già nella fornace servivano da ufficio. Il tutto era cadente, sciupato con pezzi di muri che erano crollati e si accorsero subito che c'era poco da salvare o ristrutturare e la palazzina andava ricostruita di sana pianta.
Martina seguiva Nadia su per le scale e non poteva fare a meno di ammirare il culo che aveva davanti che oscillava od ogni gradino e pareva volersi liberare dei jeans stretti che lo contenevano e quel movimento flessuoso delle natiche mentre salivano, la eccitava ad ogni passo e sentiva già di bagnarsi lentamente, mentre cercava di non pensarci e concentrarsi sullo scopo della loro visita.
Al primo piano si misero ad esaminare tutti i locali che incontravano...le porte erano sfondate, tavoli e armadi vecchi negli uffici erano semidistrutti e i servizi igienici erano in condizioni pietose, segno che c'erano state numerose incursioni di gente che vi aveva soggiornato alla meglio spaccando però tutto. Entrarono nella sala più grande e videro alcuni materassi sudici stesi per terra e capirono subito che quel luogo abbandonato era il rifugio di migranti o altri sbandati che cercavano un luogo al coperto dove stare.
Stavano notando tutto ciò quando sentirono parlare in una lingua sconosciuta e all'improvviso si trovarono davanti un gruppo di maschi che sembravano arabi che rimasero allibiti trovandosi davanti a queste due donne. Nadia per prima prese la situazione in mano e chiese se qualcuno parlava italiano. Uno solo disse “io capisco ma non parlare bene italiano. Noi marocchini lavorare qui in zona industriale. Due lavorare da McDonald, due in officina poco lontano e io fare pulizie in supermercato...che volere voi da noi?”
Nadia comprese che doveva spacciare per emigrate anche loro due e disse che venivano dall'Albania e che facevano saltuariamente le cameriere in una trattoria della zona e siccome oggi avevano qualche ora libera avevano fatto un giro per vedere se c'era modo di divertirsi un po'. Fece capire che insomma se avessero trovato anche un po' di sesso nell'intervallo del lavoro, lo avrebbero gradito. Ovviamente il loro interlocutore non si pose problemi e fece un grosso sorriso all'idea e lo spiegò agli altri nella loro lingua e dai larghi sorrisi che fecero gli altri quattro, lei capì che si erano tranquillizzati, che nessuno veniva a farli sloggiare e che c'era la possibilità di divertirsi un po'. Martina era terrorizzata e diceva a Nadia che voleva scappare via e Nadia le rispose di non fare cazzate, perchè se vedevano che loro due avevano paura le avrebbero scopate lo stesso e magari picchiate per farsi accontentare. Meglio assecondarli, spomparli e poi vedere di svignarsela.
All'unico che parlava un po' italiano chiesero dove potevano mettere le poche cose che avevano addosso e lui indicò delle scaffalature dove potevano tranquillamente posare le loro cose. Fecero così e si spogliarono rapidamente nascondendo sotto i pantaloni e le magliette le agende dove avrebbero appuntato la situazione dell'edificio, penne e cartine dell'edificio e i telefoni con le foto che avevano già scattate dei luoghi dove sorgeva l'ex fornace. Si volsero integralmente nude e videro che tra grandi sorrisi i cinque si stavano spogliando a loro volta e avevano già i cazzi duri pregustando quello che li aspettava, anche perchè era da tempo immemorabile che non facevano sesso se non un po' di autoerotismo e magari qualche incontro fugace con un altro maschio....ma due donne belle così era una sorpresa inaspettata e non si fecero certo tante domande su quelle due donne in cerca di sesso proprio in quella palazzina.
Nadia e Martina erano in verità due porche colossali, specialmente Nadia che come sappiamo era abituata a premiare in “natura” le squadre di operai che dipendevano da lei, un po' perchè i premi lasciavano un po' il tempo che trovavano, mentre quelli in natura con la possibilità di sfogare qualsiasi istinto anche il più depravato con una donna formosa e vogliosa come lei erano molto apprezzate dalle maestranze. Martina era altrettanto sessualmente esuberante, ma non le era mai capitata una situazione simile, in cui se avesse fatto resistenza sarebbe comunque stata stuprata, per cui tanto voleva farlo traendone il maggior godimento possibile, ma era molto spaventata dalla situazione. L'unica precauzione che prendeva quando andava in luoghi dove poteva capitarle di fare sesso non programmato, era di prendere delle pillole anticoncezionali per prevenzione e prudentemente l'aveva presa anche in mattinata non sapendo cosa l'aspettava recandosi in luoghi abbandonati e da tempo recintati e questa volta ci aveva visto giusto.
I cinque marocchini avevano radunato i materassi che formavano un enorme letto a cinque piazze, si erano già presi il cazzo in mano e cominciavano ad agitarlo frementi davanti alle due donne completamente nude e Nadia suggerì a Martina di farsi avanti. Si inginocchiarono ai piedi dei maschi e davanti alle loro bocche cominciarono ad agitarsi i cinque cazzi non certo profumatissimi e abbastanza scuri come la pelle dei loro proprietari. A nessuna delle due dava fastidio l'odore forte di quelle cappelle e anzi le eccitava e Nadia che ne aveva tre davanti prese quello di centro in bocca e gli altri due nelle mani. Martina era su di giri e si avventò con la bocca spalancata su quello che aveva davanti continuando a menare l'altro con una mano mentre con l'altra mano libera accarezzava il corpo di Nadia, il seno,il culo le cosce e non so se si eccitava di più con i maschi o con Nadia che adorava da tempo. Si bagnò come la peggior maiala e si sentì la fica gocciolare dall'eccitazione,non riuscendo a capire se era eccitata più dai cazzi o dalle forme di Nadia, che sembrava indifferente alla cosa, come rientrasse nella normalità.
Nessuna delle due insistette perchè se avessero continuato ancora un po' quelli sarebbero venuti subito e allora Nadia pensò di cambiare posizione e mettersi a 4 zampe. Subito quello a cui lo aveva preso in bocca si sdraiò supino davanti a lei allargando le gambe e mettendosi in posizione col cazzo ancora a livello della sua bocca perchè lei continuasse il pompino, mentre un altro si inginocchiò dietro di lei per introdurle il cazzo nella fica. Anche Martina cambiò posizione e si sdraiò supina con la testa sotto Nadia in modo da avere il viso a pochi centimetri dalla sua fica che vedeva penetrata da quel cazzo che così era a pochissimi centimetri dal suo viso. Ovviamente un terzo maschio si mise sopra di lei e le sollevò le gambe mettendosele sulle spalle perchè lui mirava ad incularla, cosa proibita ma molto gettonata al suo paese per evitare gravidanze. Così avevamo un uomo sdraiato supino, Nadia su di lei in ginocchio che lo pompava, un altro in ginocchio dietro a lei intento a scoparla che le infilava il cazzo nella vagina dentro e fuori rapidamente mentre aveva sotto il ventre il viso di Martina che colpiva inavvertitamente con le sue palle mentre andava dentro e fuori. Martina non se ne curava...per lei l'estasi consisteva nel riuscire a leccare il clitoride di Nadia che era appuntito come un piccolo cazzo, mentre il cazzo vero andava dentro e fuori bagnato completamente dal nettare appiccicoso di Nadia che gocciolava in bocca a Martina che se ne beava, mentre a sua volta sentiva un altro cazzo che le sfondava il culo, ma era tutta libidine estrema....ad ogni colpo che le veniva dato, sembrava che quel pene le entrasse sempre più dentro e la squarciasse, ma lei non sentiva nulla, sentiva solo il sapore delizioso della fica di Nadia e leccava leccava avidamente mentre l'altro cazzo andava dentro e fuori a pochi centimetri dal suo viso e lo prese anche in bocca e sentì contemporaneamente il sapore del sugo di Nadia di cui era intriso e del cazzo stesso. Ebbe un intenso orgasmo e tremò tutta e così facendo inconsciamente strinse l'ano e il pene che le ravanava il culo all'improvviso sborrò e si scaricò tutto dentro di lei favorito dalla stretta che aveva esercitato. In quel momento anche il cazzo nella fica di Nadia sborrò pur continuando il suo via vai dentro di lei e quando terminò l'eiaculazione venne estratto fuori e lei ammirò il sesso enormemente dilatato di Nadia che cominciò a riversare sborra fuori e a farla cadere tutta nella bocca di Martina che beata leccava e rileccava tutto e anche il marocchino che aveva eiaculato dentro Nadia pensò bene di metterlo ancora gocciolante nella bocca che aveva sotto di sé e Martina nuovamente senti il sapore delle sua sborra insieme a quello di Nadia......era stata travolta da numerosi orgasmi procurati sia dall'altra femmina che sembrava molto abituata a tutto ciò, sia dalla postazione che le aveva concesso un panorama eccezionale. Nadia era ancora intenta e pompare quello davanti a lei che finalmente le scaricò in bocca sperma in quantità industriale, che però lei bevve con noncuranza. Martina sentì che la sborra nel culo cominciava a scivolarle fuori, ma intervenne una lingua provvidenziale (non sapeva se di quello che la aveva appena inculata o quella di un altro) che la ripulì del tutto. Le girava la testa, ma solo ora ricominciava a connettere.
Ad un tratto mentre era ancora sotto l'effetto dell'orgasmo potente che la aveva travolta, le si avvicinò Nadia che le sussurrò piano di fare un piccolo intervallo altrimenti quei selvaggi le avrebbero sfondate senza perdersi in delicatezze. Consigliò di fare un po' di spettacolo lesbicando tra loro così per un po' le avrebbero lasciate in pace e si sarebbero divertiti. Si avvicinava l'ora di recarsi al lavoro per cui distraendoli per un po' poi sarebbeo dovuti andare via.
“Non posso dire che mi dispiaccia fare sesso con più persone – disse Nadia- perchè ci sono abituata, ma non so se piace anche te”. Martina rispose che era stata con molti maschi e anche con donne, ma le era successo solo una volta di andare con due persone insieme e qui in tutto erano in sette.
“Allora tutto bene” ribattè Nadia, “diamo spettacolo noi due così li facciamo eccitare di nuovo, intanto passa un po' di tempo e vedrai che torneranno alla carica, ma poi dovranno andare a lavorare”.
Appena dette queste parole, Nadia le si avvicinò e la baciò in bocca con passione, infilandole la lingua più che poteva. Martina ricambiò perchè si accorgeva di essere sempre più infatuata da Nadia, si abbracciarono strette, con le bocche dischiuse e le lingue che si avviluppavano tra loro. Tutte e due avevano la bocca ancora piena di sborra, ma continuavano a baciarsi follemente, eccitate come non mai. Martina era felice di stringere Nadia, di baciare quei seni enormi che tanto la attraevano da sempre, di carezzare quelle natiche generose che voleva leccare e altrettanto forte era l'attrazione inaspettata che provava Nadia nei suoi riguardi. Si stringevano, si baciavano intrecciando le lingue, si leccavano, si succhiavano i capezzoli e poi si misero una sull'altra nella posizione del 69 e continuarono a leccarsi la fica facendo quasi sparire il viso alternativamente una nelle fica dell'altra. Gocciolava la sborra residua che avevano ancora nel corpo, ma non se ne curavano e se capitava in bocca la ingoiavano.
I 5 maschi le guardavano arrapati e i cazzi cominciarono ad indurirsi nuovamente mentre le mani li stringevano, li scappellavano e poi andavano avanti e indietro non potendo fare a meno di accelerare la masturbazione.
Le due donne si misero nella posizione della forbice fica contro fica e cominciarono a strofinarsi le labbra una contro quelle dell'altra. I due clitoridi appuntiti sembrava che facessero un duello con le spade e loro due muovevano il bacino come per infilarsi i due piccoli cazzi che avevano tra le gambe. Cominciarono ad eccitarsi più del previsto e Nadia si strofinava sempre più rapidamente e si accorgeva di desiderare inaspettatamente quel corpo della sua dipendente e la stessa cosa provava Martina, che aveva sempre sognato di stringere quei seni enormi della sua “capa” e ora se la trovava a portata di mano tutta per lei...le carezzava le natiche generose, le cosce, tutto il corpo mentre acceleravano tutte due l'azione di strofinarsi le fiche e sentivano arrivare l'orgasmo che le prese all'improvviso...tremarono, urlarono, mentre godevano e l'orgasmo le travolgeva, ma non si fermavano..erano come impazzite e scatenate e i maschi le guardavano meravigliati e affascinati da quello spettacolo. Accelerarono l'atto di scoparsi l'una con l'altra e arrivò per tutte e due un orgasmo successivo, violento, intenso, che le fece accasciare una sull'altra distrutte e col cuore che batteva forte. Mentre sussultavano ancora e l'onda si placava rimasero stese una sopra l'altra baciandosi dovunque, sui seni, sul ventre, sulla fica, sulla bocca e anche sulle natiche generose di entrambe tra gli sguardi stupiti degli uomini che non erano abituati ad assistere al sesso tra donne. Loro due come se fossero sole si guardarono e con uno sguardo di intesa si dissero di completare l'opera con quei marocchini per toglierseli di torno e si sorrisero.
Intanto i maschi erano un pò stupiti da quello che avevano visto, perchè non erano abituati ad assistere allo spettacolo di due donne che godevano insieme. Al loro paese i maschi erano liberi di fare tutto quello che volevano purchè rispettassero gli orari delle preghiere, tenessero le loro donne a casa che dovevano essere sempre a loro disposizione, ma non erano libere di procurarsi piacere come a loro pareva, per cui Nadia e Martina ai loro occhi erano solo puttane e come tali andavano trattate. Però erano in una terra straniera e difficilmente le donne italiane andavano con loro volontariamente e il poco sesso che facevano dovevano prenderselo con la forza. Per tutto ciò erano molto stupiti di avere qui nel loro rifugio abusivo due donne così disponibili, ma che avevano detto di essere albanesi quindi immigrate a loro volta, per cui si sentivano più tranquilli di poterle usare a loro piacimento.
Ma ora si avvicinava il momento in cui tutti dovevano recarsi al lavoro per cui decisero di approfittare di un altro giro di quel sesso senza limiti che le due donne sembravano voler apprezzare. Evidentemente Allah li voleva premiare per il loro comportamento che non aveva mai dato adito a problemi e loro gli erano riconoscenti per cui si impegnarono a dire preghiere doppie rivolte al cielo per scusarsi di non rispettare gli orari dedicati al culto, ma prima di andare a lavorare volevano dare un'altra ripassata a quelle troie....avrebbero pregato il doppio più tardi.
Nadia si era già ripresa ed era pronta ad un altro assalto da parte dei cinque assatanati e anche Martina si era calmata e aspettava in disparte seduta su uno dei materassi, affascinata da quello che vedeva. I cinque maschi dalla carnagione piuttosto scura completamente nudi erano tutti radunati attorno a Nadia e si menavano il cazzo avvicinandolo al suo viso, mentre lei era inginocchiata su un materasso e si apprestava a soddisfarli tutti. Prese il primo in mano e lo avvicinò alla bocca e prese ad ingoiarlo lentamente mentre ne afferrava altri due con le mani. Prese a menarli scappellandoli ogni volta mentre continuava ad aprire la bocca per fare entrare sempre si più quello che la stava scopando in gola, fino a che Martina vide meravigliata che lo aveva infilato tutto e con la lingua fuori dalla bocca leccava le palle a quel cazzo che si vedeva che la colpiva in gola.....come facesse a non vomitare Martina non lo capiva.. Come se non bastasse gli ultimi due si stavano segando sulla sua faccia e la cosa era troppo sconvolgente per Martina e lei tentò di avvicinarsi nella mischia, ma cercare di farsi strada in mezzo a sei persone era un po' difficile.
Con grande eccitazione vide che quello piantato profondamente dentro la gola di Nadia cominciò a pulsare più volte....le stava scaricando sborra in gola in quantità industriale e vide Nadia dibattersi un po', lasciare i cazzi che aveva in mano e cercare di allontanare un po' l'uomo piantato nella sua bocca perchè quasi non riusciva a respirare, mentre gli altri due incuranti delle sue difficoltà continuavano a segarsi sul suo viso. Martina spostò gli altri due in piedi e raggiunse Nadia mentre era riuscita a far uscire il pene dalla bocca e riversava sborra copiosa dalle labbra da tanto che aveva la bocca piena. Nel frattempo gli altri due avevano smesso di segarsi sul suo viso e stavano eiaculando sui suoi capelli, sulla sua faccia, sugli occhi e lei era un mascherone di sborra colante ed appiccicosa. Martina li spostò tutti a forza e la abbracciò come per proteggerla e cercò di pulirle la faccia dalla sborra che le colava e improvvisamente la baciò. I cinque maschi si sorpresero un po' vedendo le due donne inginocchiate sul materasso che si baciavano, ma loro non se ne curarono e Martina nel bacio raccolse anche parte dello sperma che Nadia aveva ancora in bocca e intrecciò la lingua con la sua sentendo che le due lingue erano molto scivolose con tutto quel denso fluido che mescolavano baciandosi e che ìnghiottivano perse nell'estasi del loro contatto carnale.
Nadia senza accorgersene era finita sdraiata supina con Martina inginocchiata a gambe larghe sul suo corpo mentre cercava di ripulirla con la lingua. Erano rimasti due maschi a bocca asciutta che guardavano avidamente Martina nuda in quella posizione e subito uno dei due le si inginocchiò a sua volta dietro e col cazzo cercò la sua fica. Eccitata come era, Martina aveva la fica sbrodolante sugo e senza sforzo il marocchino le infilò il cazzo fino in fondo cominciando poi ad agitarsi col bacino avanti e indietro dando colpi anche violenti alla donna che aveva sotto e che spostava addirittura da tanto che i suoi affondi erano irruenti. Ci vollero solo pochissimi minuti per farlo godere e venne quasi ululando scaricando fiotti copiosi di sperma bollente dentro la fica di Martina che quasi non si mosse tutta intenta come era a ripulire Nadia con la lingua.
I quattro che erano già venuti a malincuore si apprestarono a indossare gli abiti da lavoro perchè era già tardi, ma il quinto non rinunciò a scaricarsi a sua volta e si apprestò a montare Martina che era sempre a quattro zampe. Nadia faticosamente si era alzata e si era inginocchiata a fianco di Martina, ma dalla parte opposta così da guardare in viso l'ultimo marocchino che doveva ancora venire. Lo guardò in viso e mise le mani sulle natiche di Martina e le allargò, poi prese con le dita della sborra che aveva sui capelli e in faccia e infilò le dita nel culo di Martina lubrificandolo a dovere e allargandolo ancora di più l'ano e fece cenno al marocchino di infilare il cazzo lì. Anche se la sua ormai amica aveva preso un anticoncezionale, non valeva la pena di rischiare ed era meglio usare il lato B. Il marocchino non si fece pregare e cominciò ad infilare il cazzo dentro al culo di Martina che sobbalzò leggermente, ma poi i suoi lamenti si trasformarono in godimento. Quel cazzo era un martello pneumatico che andava dentro e fuori dal quel culo come una macchina senza rallentamenti e ogni tanto Nadia lo prendeva in mano quando usciva e se lo metteva in bocca succhiandolo tutto e gustando il sapore del culo di Martina e poi lo rimetteva dentro non senza aver prima sputato nell'ano. In breve Martina si apprestò a godere a cominciò a lamentarsi e mordersi le labbra sentendo l'orgasmo che stava arrivando, fino a che esplose insieme al marocchino che la incula......il clistere di sborra bollente fu improvviso e violento e anche l'orgasmo la fece urlare....non si tenne e pisciò sul materasso sempre essendo a quattro zampe mentre l'ano le si stringeva e allargava e le contrazioni facevano scaricare ancora più sborra al marocchino che la stava inculando e che ancora non lo estraeva. Era sul punto di farlo quando anche lui pisciò e Martina sentì il clistere bollente di piscio che le riempiva il retto. Spinse coi muscoli per allargare lo sfintere e riuscì a fare uscire quel cazzo, ma contemporaneamente uscì anche un getto di piscio che colpì sul petto il marocchino stesso. Nadia ammirò la scena divertita, non senza rinunciare a succhiare il cazzo dell'uomo che sapeva di sborra, di culo di Martina e anche di piscio. L'uomo colto alla sprovvista si alzò di botto e sparì nel cesso per ripulirsi e vestirsi ed andare al lavoro.
Nadia ricambiò il favore che le aveva fatto Martina e cercò di pulirla alla meglio, leccandole fica e buco del culo e non disdegnando quello che eventualmente le capitava in bocca e che inghiottiva avidamente.
Si baciarono ancora una volta in bocca e stettero ancora un sdraiate un po' stanche ma soddisfatte. I cinque maschi erano già in tenuta di lavoro e pronti per uscire e l'unico che masticava un po' di italiano disse loro : “Se voi volere potere fermare qui anche a dormire. Aspettare che noi torna. Ciao”.
Tutte e due risposero un ciao e Nadia lo assicurò che le avrebbero trovate lì quando sarebbero tornati. Nadia disse a Martina “Dai diamoci una ripulita che col cazzo ci facciamo ritrovare qui da loro quando tornano. Ma sono stata bene...era un po' che non scopavo così tanto con tutto questo movimento. A te è piaciuto?” e Martina annuì perchè non aveva quasi la forza di parlare.
Cercarono poi il bagno ma si trattava di una latrina con una lavandino e dei secchi d'acqua. D'altronde era da tempo che quella costruzione era abbandonata e non funzionava più nulla.
Ripulite come potevano, si diressero al luogo dove avevano lasciato la macchina e Nadia chiese a Martina come andava. “A me è piaciuto tutto- disse Nadia - ... era da tanto che non facevo una seduta di sesso soddisfacente come questa, sopratutto con una compagna come te.....molto eccitante dividere questa cosa con un'altra donna. Mi dispiace un po' per quei poveracci....fra pochi giorni arriveranno le ruspe che butteranno giù tutto e magari non sapranno dove andare, ma così funzionano le cose”.
Martina annuì contenta anche lei di aver realizzato il suo sogno di fare sesso con Nadia. Era certa che sarebbe capitato di nuovo e non vedeva l'ora che succedesse, perchè lei adorava Nadia, mentre era sicura che per Nadia non fosse la stessa cosa, ma non le importava.....era contenta di avere avuto a disposizione quel corpo che la turbava e da tempo desiderava accarezzare e assaggiare, ma certamente avrebbero avuto occasione di tornare quando i lavori per la concessionaria di auto fossero iniziati, magari per spronare qualche squadra composta in parte da immigrati......e allora avrebbero avuto occasione di ripetere l'esperienza divina di quella giornata. Chissà.....
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