Ilenia regina delle troie
di
ex cornuto
genere
corna
Avevo promesso a Lucio, il seppione da spiaggia, che a settembre le avrei portato Ilenia, e decisi di portarla proprio nel weekend che cadeva vicino al suo compleanno. Così lo chiamai: "Ciao... Sì che mi ricordo di voi... Impossibile dimenticare quella gran fica di tua moglie... Come? Il weekend del 12? Va bene, ma avevo già organizzato un' altra cosetta... Ma non c'è problema... Più si è meglio è, hahahaha... Sì, ci saranno altre due troie con loro cornuti... Dai, dopo ti mando un wathsapp con le regoline... Da rispettare, mi raccomando... Ah... Portate qualche amico, tanto so che tua moglie ne avrà diversi... Che siano validi, intesi? Ciao... Sì ciao cornuto!"
Poco dopo mi arrivò il wathsapp: "Regole: 1. dotarsi tutti di mascherine per nascondere il viso, perché ci sarà un operatore che farà riprese video e foto. 2. Gli amici che porterete dovranno essere validi, altrimenti verranno scartati. 3. I cornuti dovranno necessariamente avere il cazzo in gabbia, altrimenti staranno fuori. 4. Se la troia non sopporta troppa sborra rinunci fin da ora. 5. Le troie saranno ospiti gratuitamente, mentre i cornuti pagheranno le camere per sé e per i chiavatori che porteranno.
Una di queste regole non rispettata decreterà l'esclusione. 6. Tutti dovranno avere un certificato per le principali malattie a trasmissione sessuale, chi ne sarà sprovvisto sarà escluso. Lucio."
Quando rincasai raccontai a Ile della telefonata, e le feci leggere il messaggio di Lucio. "Devo ammettere che quel torello ha spirito di iniziativa... Una vera orgia, amore! Chissà come saranno le altre? Sono davvero curiosa..." Disse lanciandomi uno sguardo arrapato... "Chi chiameresti, dei nostri amici?"
"Non so, tesoro, decidi tu... Ma almeno Diego e Andrea vale la pena di portarli, penso..."
"Oh, sì... Ne vale proprio il pene... Amore mio! Hahahaha..." Risi forte anche io, ma pensavo che un terzo non avrebbe guastato... "Hai ragione come sempre caro... Io porterei John, un bel pisello nero non deve mancare!" Disse leccandosi le labbra.
"Vada per John! Domani li chiamo."
"Ma non ti costerà troppo, amore?"
"Per vederti felice non baderò mai a spese..." E la baciai appassionatamente.
I tre non solo si dichiararono disponibili, ma furono entusiasti! D'altronde un weekend gratis di scopate con orgia con più donne a quale bull non farebbe gola?
Il giorno arrivò, e partimmo tutti insieme. L'hotel che ci avrebbe ospitato era di un amico del nostro Lucio, e si chiamava Dante.
Quando facemmo il check-in, Dante ci accolse così: "Sì sì, Lucio mi ha detto tutto, e poi ci sarò anch'io domani... Dunque... Una matrimoniale per il cornuto e signora... Complimenti signora... È una gran bella fica!... E una tripla per i tre giovanotti... Bei tipi... Immagino che siate ottimi chiavatori... Ah, dimenticavo... Più tardi passerà Lucio a fare visita alla signora..."
Se il buongiorno si vedeva dal mattino... Ile ricambiò il complimento con un sorriso malizioso, i tre amici, invece, risero proprio di gusto.
Prendemmo le camere, poi andammo tutti a rilassarci nella SPA, dove c'era altra gente: una coppia tedesca (lei era una figa veramente giunonica: biondissima, tette enormi bombate, un bellissimo culo, fisico curatissimo e tatuaggi sparsi), un paio di ragazzi anche loro tedeschi, e un'altra giovane coppia (lei mora, capelli lunghi, fisico guizzante da atleta e uno sguardo deciso e volitivo).
Immaginavo che fossero gli altri partecipanti, ma non potevo esserne sicuro...
A cena, le due coppie erano sedute vicino a noi. I due tedeschi erano con i loro amici, ed ebbi la certezza che sarebbero stati della partita perché i due amici della coppia evidentemente facevano battute e ridevano con la cavallona, e ogni tanto le mettevano le mani addosso o le baciavano le mani... La stessa cosa che stavano facendo Diego, Andrea e John con Ile: parlavano delle scopate fatte in quei mesi, e lei rideva con loro quando qualcuno ricordava aneddoti particolari... La coppia giovane era poco distante, parlavano poco, e, soprattutto, parlava solo lei, con voce secca, tagliente, e lui, un tipo davvero mingherlino e insignificante, abbassava spesso lo sguardo.
Dopo cena andammo in camera, tempo un quarto d'ora e sentimmo bussare... Era Lucio, ormai meno abbronzato ma sempre sorridente... "Carissima!" Disse entrando senza nemmeno calcolarmi. "Come stai? Sei davvero in forma!" E strinse Ile tra le braccia cacciandole tutta la lingua in bocca e palpandole il culo...
Ile rispose al bacio con trasporto, e lo lasciò toccare senza fiatare.
"E tu come stai, marpione?" Rispose dopo un po' toccandogli il cazzo sopra i pantaloni... "Sempre pronto, vedo..." Terminò lei stessa.
"Allora ragazzi, datemi i vostri certificati, che domani si fa sul serio..." Io li avevo già raccolti e preparati, inclusi quelli dei ragazzi.
"Bene," disse Lucio, "Ora dammi un piccolo promemoria, Ilenia..."
Lei si abbassò, gli slacciò i pantaloni e gli tirò fuori il cazzone, già durissimo, e cominciò a spompinarlo di gusto. Era sempre un piacere vedere Ile lavorare con la bocca, ma quando si trattava di un bel cazzo come quello io andavo in visibilio... Lei lo guardava negli occhi, e lui la guardava con la stessa intensità... "Brava... Oh, sì... Così... Che bocca da favola..." E lei si impegnava sempre di più... "Oooh.. dai che ti sborro... Cosiiii... Aaaah..." E le riempì la bocca. Ile ingoiò tutto, e ripulì per bene tutto il cazzo con la lingua.
"Vedo che non hai perso il tocco, tesoro..." Disse lui, e si ricoprì in fretta. "Ora vado dagli altri. Domani si comincia alle 11. Useremo una delle sale conferenze di sotto, che è già stata preparata. A domani, bellissima..." E uscì.
Io richiusi la porta e poi andai a baciare Ile... Non avevo dimenticato il sapore della sborra di Lucio, e volevo riassaggiarla... "Per quanto cazzo possa prendere, amore, il mio uomo preferito sei tu..." Mi sussurrò Ile dopo quel bacio.
Il mattino dopo Ile si preparò. Fece un'abbondante lavanda anale, poi si truccò, scegliendo colori forti. Non mise nulla addosso, tranne una leggera catenina d'oro che le cingeva la vita e delle scarpe nere con il tacco altissimo, come era stato richiesto, e si infilò l'accappatoio fornito dall'hotel. Poi mi ingabbiò l'uccellino, che faticava ad entrare nella gabbietta, ma ce la facemmo. Alla fine mettemmo le maschere. Prendemmo l'ascensore e scendemmo alla sala indicata. Davanti alla porta della sala c'era già la coppia tedesca, con la donna che aveva raccolto i lunghi capelli biondi in una coda, e indossava anche lei delle scarpe con il tacco altissimo. Non parlò nessuno, ma tutti ci girammo quando si aprì di nuovo l'ascensore: la ragazza bruna dal fisico atletico era già completamente nuda, senza accappatoio, non portava scarpe ma altissimi stivali in pelle lucida. Il compagno era nudo, tenuto al guinzaglio, e camminava a quattro zampe. Invece della maschera aveva una specie di museruola da cane, che gli copriva quasi tutto il volto. Quando si fermarono di fianco a noi lei gli ordinò: "A cuccia, cane!" E lui si accucciò con un guaito.
La nuova arrivata bussò alla porta. Lucio (nonostante la maschera era riconoscibile dai tatuaggi) aprì la porta... "Prego, signore, entrate pure! Posate i cornuti dove volete!" E fece cenno di entrare.
Nella sala le luci erano soffuse, ma non bassissime. In fondo c'era una fila di divanetti, dove erano già seduti, completamente nudi, circa una trentina di uomini. Al centro della sala c'era un enorme alto materasso, simile a quelli che si vedono sulle pedane di atletica, dove si effettua il salto in alto. Su un lungo tavolo c'erano lubrificanti di tutti i tipi, bottiglie d'acqua e bicchieri, e una grossa pila di asciugamani. Sulla destra invece, completamente vestiti e dotati di tutta l'attrezzatura necessaria, c'erano un fotografo e un operatore video.
Il nostro pigmalione disse: "Le signore salgano sul materasso... E che lo spettacolo abbia inizio!"
Ile mi lasciò lì dov'ero, e lo stesso fecero la valchiria teutonica e la mora dagli atteggiamenti sadici. Salirono sul materasso, e partì una musica suadente, orientaleggiante, e le tre donne cominciarono a danzare con movenze sinuose...
Ma la danza non durò a lungo... La moretta fisicata si avvicinò a Ile, e cominciò a baciarla in bocca con decisione, stringendole forte i capezzoli. La valchiria si avvicinò alla mora, e le prese i seni da dietro, massaggiandoli. Poi anche lei avvicinò la bocca alle altre e cominciò un eccitantissimo bacio a tre, con le lingue che si incrociavano e le mani che frugavano dappertutto. Il cazzo già mi scoppiava nella gabbia, e mi dava un senso di impotenza bestiale. Anche il tedesco era nella mia situazione, mentre il mingherlino sembrava impassibile... O forse era totalmente impotente.
Le tre donne si sdraiarono, e cominciarono un triangolo lesbico da fare paura: ciascuna era immersa nella fica dell'altra, e già si sentivano mugolii di piacere.
I maschi, in fondo alla sala, cominciarono a masturbarsi. La maggior parte di loro aveva un gran bel cazzo. Riconobbi John e Diego, anche se di neri ce n'erano altri due. Poi vidi anche Andrea. Tutti gli altri erano perfetti sconosciuti.
Già da un po' le tre regine della festa si sollazzavano da sole. Da in fondo alla sala Lucio si avvicinò alle tre, poi, rivolto agli uomini, disse: "Signori... È giunto il momento. Conoscete le regole... Sborra a volontààààa!" Terminò gridando.
Gli uomini si mossero come un solo corpo, e si avvicinarono al materassone tutti con il cazzo duro in mano. Quando arrivarono lì, le tre regine cominciarono, in ordine sparso, a masturbare e succhiare tutti i cazzi che capitavano a portata di bocca e di mano, cercando di non trascurare nessuno.
Ile, forse per spirito di competizione, li succhiava a ripetizione, con forza. Guardavo la sua bella bocca riempita da un cazzo, poi un'altro, poi la vidi addirittura metterne in bocca due insieme... La tedesca non era da meno e si lasciava scopare in gola a ripetizione. La moretta fisicata sembrava invasata, e stringeva i cazzi che le capitavano a portata come se li dovesse staccare... A volte succhiava le palle del maschio di turno come per mangiarle. Gli uomini però non erano silenziosi, e tra un grugnito e l' altro si sentivano frasi come: "Succhia puttana!" "Prendi anche le palle, così!" Tutto in gola, dai!" "Siii, come sei troia..." "Tieni, vacca!" "Dai che dopo ti inculo!" E tante altri ameni complimenti, che però eccitavano come non mai le tre principesse.
Quando i primi maschi cominciarono a salire sul materasso, Lucio, che intanto aveva il cazzo nella bocca della morettina, parlò ancora: "Fermi tutti! Che le troie facciano salire i loro cornuti! Ora li useremo come sgabelli per le loro troie!"
Ile venne verso di me, e mi accompagnò per mano. Lo stesso fece la tedesca. La moretta invece prese il suo cane per il guinzaglio, e lo condusse carponi fino al materasso, poi si stese su di lui. Ile si stese su di me, e la valchiria si distese sul suo compagno. Fui grato del fatto che Ile fosse così in forma e magra... Lei non aveva ancora fatto in tempo a stendersi che arrivò il primo: era uno dei ragazzi di colore, ma non John, e, da sotto, vidi che aveva un bel randello. La penetrò lentamente, e sentivo ogni movimento di spinta, così come sentivo ogni gemito di Ile. Poi il ritmo accelerò, e dovetti fare più forza sulle braccia. Era bellissimo sentire tutto in quella posizione! Il nero lasciò il posto ad un altro, e un altro ancora, mentre altri tre o quattro davano a Ile i loro cazzi da succhiare... Vedevo solo i loro piedi, ma vedevo benissimo tutti quelli che a turno la scopavano, e spesso i loro coglioni mi sbattevano sulla fronte... Ogni volta che Ile godeva per me era una gioia, e sopportavo il peso a cuor leggero. Ogni tanto un rivolo dei suoi succhi mi scendeva sulla nuca... Gli operatori che filmavano e fotografavano ogni tanto si avvicinavano per riprendere la monta, o lei che succhiava... Cosa avrei dato per quei filmati! Ogni tanto cercavo di guardare le altre due, ma vedevo a malapena la valchiria, e anche lei era presa nella girandola di cazzi. I gemiti e i grugniti ormai sovrastavano il volume della musica, e il cazzo mi scoppiava nella gabbia...
"Ora i cornuti si stendano!" Gridò Lucio.
Le donne scesero dalle nostre groppe, e noi tre ci stendemmo... Così vedevo ogni maschio che si avvicendava, e questa volta mi ritrovai spesso i coglioni di qualcuno in bocca... A un certo punto uno di loro si avvicinò con il lubrificante in mano, si spalmò attentamente il grosso cazzo, spalmò il culo di Ile che era sopra la mia bocca e la penetrò. Quando cominciò a scoparla credevo di svenire... Era come vivere un sogno! I coglioni del maschio mi sbattevano sulla bocca, su tutta la faccia... E sentivo Ile incitarlo: "Siiiii, cosiii, sfondami il culo!" E lui la scopò forte, spostando entrambi. Poi arrivò un altro tipo: si mise sopra e penetrò nella fica... Ile gridò: "Siiiii... Scopatemi in due, scopatemi tutta!" Poi la sentii mugolare, ed ero sicuro che ne stesse succhiando un altro... Nonostante la gabbia sborrai... Non ce la facevo più... Era come se godessi insieme a lei!
La moretta, alla mia sinistra, stava prendendo anche lei due cazzi insieme, e la sentii dire: "Sbattetegli il cazzo in faccia a questo cane!" Riferendosi al compagno. La valchiria, sulla destra, si faceva solo inculare, ma da due cazzi insieme!
A un certo punto, inevitabilmente, cominciarono a scorrere fiumi di sborra. In quel momento c'erano proprio Diego e John a scopare Ile: John le venne nel culo, e Diego, lo avevo riconosciuto dall'enorme cazzo, subito dopo le sborrò nella fica... "Prendine anche tu, amore..." Mi disse Ile interrompendo il pompino che stava facendo. Io tirai fuori la lingua e ne assaporai molta...
Anche le altre due ne stavano raccogliendo a fiumi... Ad un tratto vidi la moretta che andava verso la tavola, e prese una grande coppa di vetro, che non avevo notato prima. Tornò verso il materasso e ordinò al suo cane: "Raccogli più sperma che puoi, capito?" E gli sferrò un ceffone. Lui obbedì, e cominciò quel lavoro ingrato...
"Ora i cornuti, tranne il cane, vadano fuori dalle palle!" Gridò Lucio, accolto da un generale mormorio di approvazione.
Io e il tedesco scendemmo a malincuore dal materasso, allontanandoci di qualche metro.
Intanto l'orgia proseguiva, e ogni tanto le principesse venivano schizzate dai numerosi cazzi che via via le circondavano... Ile ne prese parecchia, e dappertutto, ma faceva a malapena in tempo a gustarsela, perché il cane arrivava subito a raccoglierla. Ogni tanto mi guardava e mi sorrideva felice... Credo non avesse mai provato tanti orgasmi in vita sua, e la festa era ancora lontana dalla sua fine...
A un certo punto volle anche strafare... Si sedette con il culo su due ragazzi che avevano avvicinato i loro cazzi, e altri due le entrarono da sopra nella fica, mentre altri due le davano i loro cazzoni da succhiare... Che scena memorabile! E non finì lì perché tutti e sei alla fine le vennero sul viso. Ma il cane era in agguato, e raccolse anche quasi tutta quella sborra. La coppa che portava, per quanto grande, era già piena per metà di sperma di varie consistenze... Mi chiedevo a quale scopo facesse quella raccolta...
Le altre principesse comunque non erano da meno di Ile... Anche loro ormai erano zuppe di sborra, ma anche loro non sembravano sazie. Riconobbi Andrea mentre inculava con forza la moretta sadica, sbattendola come una cagna e dandole pesanti pacche sul culo, che ormai era violaceo.
L'orgia continuò per un tempo che non riuscivo a calcolare... Ogni tanto i maschi si riposavano, bevendo acqua e facendo commenti. Ile era considerata la più affascinante, sia per il suo fisico, sia per come si prodigava per farli godere, e notai che anche gli operatori indugiavano spesso a riprenderla o fotografarla. I suoi occhi, dietro la maschera, erano ancora più magnetici, e quei maschi facevano la fila per godere dei suoi sguardi arrapanti. La sua voce, resa anche un po' roca dal continuo gemere, era come un richiamo di sirena, e fui piacevolmente sorpreso quando vidi che la maggior parte dei maschi cercava lei, il suo corpo, il suo calore, i suoi pertugi ormai tutti oscenamente aperti, spalancati, instancabili nell' accogliere tutti i loro cazzi, tutto il loro seme...
Ormai pochi maschi resistevano. Erano passate forse ore, e quasi tutti si erano puliti con gli asciugamani e si erano seduti sulle poltroncine. Uno di quelli rimasti era sicuramente Diego, che stava scopando da dietro la tedesca, e poi Andrea, alle prese con la moretta sadica. Persino Lucio era ko, e solo altri due stavano sopra Ile, e poco dopo le scaricarono in volto le ultime gocce di sperma. Il cane della moretta aveva quasi riempito la coppa, che oscillando rischiava di sgocciolare il contenuto biancastro e ormai denso.
Lucio si fece avanti e proclamò: "Ora, signore e signori, ci sarà l'ultima prova. Cane, posa la coppa al centro del materasso!" Il cane ubbidì, e si allontanò dalla coppa, andando ad accucciarsi vicino alla sua padrona. Lucio si rivolse alle tre regine della festa: "Ora darò una cannuccia a ciascuna. La principessa che terminerà la coppa, sarà proclamata regina della festa, e riceverà un prezioso premio!"
Quindi andò verso la tavolata di servizio, prese da un bicchiere la tre cannucce, e andò a porgerle alle tre donne ormai lucide di sudore e sperma.
Io e il tedesco eravamo allibiti, il cane probabilmente sapeva già tutto, e si strofinava sulla sua padrona. Il pensiero che Ile potesse bere tutto quello sperma mi spaventava e affascinava al tempo stesso. Era una prova impossibile...
Le tre si avvicinarono alla coppa, tenendo in mano le cannucce. La tedesca si avvicinò per prima, immerse la cannuccia e cominciò a succhiare. Succhiava e deglutiva, succhiava e deglutiva... Poi qualcosa si inceppò, ed ebbe un conato di vomito. Allora si allontanò, guardando il compagno come a cercare comprensione.
Fu la volta della moretta sadica: immerse la cannuccia e cominciò a bere con golosità. E ingoiava, ingoiava, ingoiava... Si fermava qualche secondo e poi riprendeva...
Lucio intonò una specie di coro da stadio: "Tutta giù! Tutta giù! Tutta giù!" E quasi tutti ripetevano ora ritmicamente: Giù... Giù... Giù... Giù...
Ma, quando la coppa era ormai a metà, anche lei si fermò, e un rivolo di sborra cominciò a colarle dalla bocca... Anche lei ebbe dei conati di vomito e si fermò imprecando contro il suo povero cane...
Ile mi guardò seria, guardò tutti con aria di sfida... Sapevo cosa era capace di fare quando entrava in competizione, e sapevo quanto le piacesse la sborra... Tutti i maschi intanto si erano avvicinati e la osservavano seri, come seria era lei.
Ile posò la cannuccia, e, inginocchiandosi, prese la coppa tra le mani. Guardandomi fisso negli occhi la accostò alle labbra, poi cominciò a bere. Non con la cannuccia, non a piccoli sorsi, ma bevve come se bevesse acqua, deglutendo ogni sorso con calma, profondità, e... piacere, sì... Stava provando piacere, e voleva essere lei a vincere...
Giù... Giù... Giù... Giù... Partì il coro, che seguiva ogni movimento che lei faceva deglutendo tutto quel seme...
Ancora pochi istanti, e la coppa sarebbe stata vuota... Ile la sollevò al massimo, e le ultime gocce le colarono sulla lingua...
Nel silenzio generale lei, con un dito, ripulì anche l'interno della coppa, e se lo mise in bocca, succhiandolo con una espressione di piacere che era al di là di ogni ostentazione: era reale... Io la guardai con orgoglio, e le mandai un bacio silenzioso, che lei, con le labbra gonfie e ancora lucide di sperma, mi rimandò dolcemente...
La sala proruppe in un applauso, un'acclamazione... In sette o otto la sollevarono esultante...
"Abbiamo la Regina della festa! La troia più grande, più bella, e più golosa di sborra!" Gridò Lucio applaudendo, seguito da tutti i presenti... Tranne le due principesse, che la guardavano invidiose... La moretta prese a calci il suo cane, mentre la tedesca imprecava non so cosa contro il suo compagno...
Ile venne verso di me, orgogliosa, e mi sussurrò: "Tua moglie è la Regina delle troie... Hai visto amore mio?" E mi baciò con passione. "Tu sei la mia regina... Li hai stesi tutti, letteralmente..."
"Regina, principesse, chiavatori e cornuti! È giunta l'ora della premiazione! Alla Regina va: tutte le foto e i video della serata gratuitamente! Inoltre un soggiorno di due settimane in questo Hotel, e, terzo, due settimane di pranzi gratis nel mio ristorante!" Proclamò Lucio. "I cornuti delle altre partecipanti saranno invece tenuti a pagare i materiali video e fotografici 3000 euro per ciascuno, se li vorranno! La serata si conclude qui! Onore alla Regina! E... Felicitazioni al cornuto!" Concluse Lucio.
"Hai sentito cane? Preparati a pagare, imbecille!" Disse la moretta al cagnolino.
La valchiria disse, credo, qualcosa di simile al compagno, che si mise quasi a piagnucolare...
Io asciugai Ile, poi le misi l'accappatoio e tornammo in camera. Facemmo entrambi una lunga doccia, poi ci sdraiammo nudi sul letto. Ormai era sera, ed eravamo stanchissimi. Ile si accoccolò sul mio petto, e le accarezzavo i capelli... "Cosa ne pensi di oggi, amore? Credi che abbia esagerato?"
"Oh sì... Oggi è stato tutto esagerato... Ma tu sei stata incredibile... Lo sei sempre, ma oggi eri insuperabile. Sei stata davvero la Regina dell'orgia. La maggior parte dei maschi cercava te, voleva te. Ti amo..."
"Ho trangugiato tutto quello sperma per te, amore mio... Mi dispiace che tu sia rimasto in gabbia... Vuoi che...?"
"Sì, ti prego..."
Lei scese a cercare il mio sesso. Lo prese dolcemente tra le labbra e lo succhiò con avidità. Durai meno di due minuti, e lei bevve di nuovo tutto...
"Sai," mi disse dopo avermi baciato, "lo sperma che mi piace di più è sempre il tuo... Ha un sapore che saprei riconoscere tra milioni. È il più dolce che abbia mai provato..."
Restammo così abbracciati, e dormimmo un sonno senza sogni.
Il mattino dopo scendemmo nella Hall a fare colazione. I nostri tre amici erano già lì e ci unimmo a loro. "Ieri sei stata fantastica!" Disse Andrea. "Meravigliosa!" Disse Diego. "Nessuna è come te..." Disse John quasi sottovoce. Chiacchierammo poi del più e del meno, senza più riferimenti al giorno precedente. Poi salimmo a prendere i bagagli e salimmo in macchina... "Caro, ti dispiace se mi siedo dietro con loro?" Fece Ile.
"Ma non c'è posto... Aaaah... Ho capito..."
"Il viaggio durerà due ore e non vorrei che i ragazzi si annoiassero..." Disse lei maliziosamente.
Già prima di prendere l'autostrada i nostri amici si erano praticamente buttati su di lei, baciandola e accarezzandola dappertutto. Appena presa l'autostrada sistemai lo specchietto in modo da vedere l'abitacolo... Ile si era messa tra le loro gambe e li stava succhiando a turno. Salì poi su John, che era in mezzo, e cominciò a cavalcarlo. Potevo guardare solo quando il traffico lo permetteva, ovviamente... Poi vidi Andrea mettersi dietro di lei, entrandole nel culo. Ile gemeva forte, ma smise quando, in posizione davvero acrobatica, Diego le mise il cazzone in bocca. Mia moglie era proprio insaziabile...
Le sborrarono in tutti e tre i buchi nel giro di poco tempo, e Ile si spostò sul sedile del passeggero, rivestendosi. I tre, dietro, si ricomposero e presero a sonnecchiare.
Tornammo a casa stanchissimi, e per un po' di giorni rimanemmo tranquilli.
Dopo due settimane arrivò un plico. All'interno c'erano due CD, uno era di foto, e l'altro conteneva il video di quell' incredibile orgia. Inutile dire che li guardiamo spesso, e che li conservo come delle sacre reliquie.
Un giorno decidemmo di organizzare una visione... Ma questa è un'altra storia...
Poco dopo mi arrivò il wathsapp: "Regole: 1. dotarsi tutti di mascherine per nascondere il viso, perché ci sarà un operatore che farà riprese video e foto. 2. Gli amici che porterete dovranno essere validi, altrimenti verranno scartati. 3. I cornuti dovranno necessariamente avere il cazzo in gabbia, altrimenti staranno fuori. 4. Se la troia non sopporta troppa sborra rinunci fin da ora. 5. Le troie saranno ospiti gratuitamente, mentre i cornuti pagheranno le camere per sé e per i chiavatori che porteranno.
Una di queste regole non rispettata decreterà l'esclusione. 6. Tutti dovranno avere un certificato per le principali malattie a trasmissione sessuale, chi ne sarà sprovvisto sarà escluso. Lucio."
Quando rincasai raccontai a Ile della telefonata, e le feci leggere il messaggio di Lucio. "Devo ammettere che quel torello ha spirito di iniziativa... Una vera orgia, amore! Chissà come saranno le altre? Sono davvero curiosa..." Disse lanciandomi uno sguardo arrapato... "Chi chiameresti, dei nostri amici?"
"Non so, tesoro, decidi tu... Ma almeno Diego e Andrea vale la pena di portarli, penso..."
"Oh, sì... Ne vale proprio il pene... Amore mio! Hahahaha..." Risi forte anche io, ma pensavo che un terzo non avrebbe guastato... "Hai ragione come sempre caro... Io porterei John, un bel pisello nero non deve mancare!" Disse leccandosi le labbra.
"Vada per John! Domani li chiamo."
"Ma non ti costerà troppo, amore?"
"Per vederti felice non baderò mai a spese..." E la baciai appassionatamente.
I tre non solo si dichiararono disponibili, ma furono entusiasti! D'altronde un weekend gratis di scopate con orgia con più donne a quale bull non farebbe gola?
Il giorno arrivò, e partimmo tutti insieme. L'hotel che ci avrebbe ospitato era di un amico del nostro Lucio, e si chiamava Dante.
Quando facemmo il check-in, Dante ci accolse così: "Sì sì, Lucio mi ha detto tutto, e poi ci sarò anch'io domani... Dunque... Una matrimoniale per il cornuto e signora... Complimenti signora... È una gran bella fica!... E una tripla per i tre giovanotti... Bei tipi... Immagino che siate ottimi chiavatori... Ah, dimenticavo... Più tardi passerà Lucio a fare visita alla signora..."
Se il buongiorno si vedeva dal mattino... Ile ricambiò il complimento con un sorriso malizioso, i tre amici, invece, risero proprio di gusto.
Prendemmo le camere, poi andammo tutti a rilassarci nella SPA, dove c'era altra gente: una coppia tedesca (lei era una figa veramente giunonica: biondissima, tette enormi bombate, un bellissimo culo, fisico curatissimo e tatuaggi sparsi), un paio di ragazzi anche loro tedeschi, e un'altra giovane coppia (lei mora, capelli lunghi, fisico guizzante da atleta e uno sguardo deciso e volitivo).
Immaginavo che fossero gli altri partecipanti, ma non potevo esserne sicuro...
A cena, le due coppie erano sedute vicino a noi. I due tedeschi erano con i loro amici, ed ebbi la certezza che sarebbero stati della partita perché i due amici della coppia evidentemente facevano battute e ridevano con la cavallona, e ogni tanto le mettevano le mani addosso o le baciavano le mani... La stessa cosa che stavano facendo Diego, Andrea e John con Ile: parlavano delle scopate fatte in quei mesi, e lei rideva con loro quando qualcuno ricordava aneddoti particolari... La coppia giovane era poco distante, parlavano poco, e, soprattutto, parlava solo lei, con voce secca, tagliente, e lui, un tipo davvero mingherlino e insignificante, abbassava spesso lo sguardo.
Dopo cena andammo in camera, tempo un quarto d'ora e sentimmo bussare... Era Lucio, ormai meno abbronzato ma sempre sorridente... "Carissima!" Disse entrando senza nemmeno calcolarmi. "Come stai? Sei davvero in forma!" E strinse Ile tra le braccia cacciandole tutta la lingua in bocca e palpandole il culo...
Ile rispose al bacio con trasporto, e lo lasciò toccare senza fiatare.
"E tu come stai, marpione?" Rispose dopo un po' toccandogli il cazzo sopra i pantaloni... "Sempre pronto, vedo..." Terminò lei stessa.
"Allora ragazzi, datemi i vostri certificati, che domani si fa sul serio..." Io li avevo già raccolti e preparati, inclusi quelli dei ragazzi.
"Bene," disse Lucio, "Ora dammi un piccolo promemoria, Ilenia..."
Lei si abbassò, gli slacciò i pantaloni e gli tirò fuori il cazzone, già durissimo, e cominciò a spompinarlo di gusto. Era sempre un piacere vedere Ile lavorare con la bocca, ma quando si trattava di un bel cazzo come quello io andavo in visibilio... Lei lo guardava negli occhi, e lui la guardava con la stessa intensità... "Brava... Oh, sì... Così... Che bocca da favola..." E lei si impegnava sempre di più... "Oooh.. dai che ti sborro... Cosiiii... Aaaah..." E le riempì la bocca. Ile ingoiò tutto, e ripulì per bene tutto il cazzo con la lingua.
"Vedo che non hai perso il tocco, tesoro..." Disse lui, e si ricoprì in fretta. "Ora vado dagli altri. Domani si comincia alle 11. Useremo una delle sale conferenze di sotto, che è già stata preparata. A domani, bellissima..." E uscì.
Io richiusi la porta e poi andai a baciare Ile... Non avevo dimenticato il sapore della sborra di Lucio, e volevo riassaggiarla... "Per quanto cazzo possa prendere, amore, il mio uomo preferito sei tu..." Mi sussurrò Ile dopo quel bacio.
Il mattino dopo Ile si preparò. Fece un'abbondante lavanda anale, poi si truccò, scegliendo colori forti. Non mise nulla addosso, tranne una leggera catenina d'oro che le cingeva la vita e delle scarpe nere con il tacco altissimo, come era stato richiesto, e si infilò l'accappatoio fornito dall'hotel. Poi mi ingabbiò l'uccellino, che faticava ad entrare nella gabbietta, ma ce la facemmo. Alla fine mettemmo le maschere. Prendemmo l'ascensore e scendemmo alla sala indicata. Davanti alla porta della sala c'era già la coppia tedesca, con la donna che aveva raccolto i lunghi capelli biondi in una coda, e indossava anche lei delle scarpe con il tacco altissimo. Non parlò nessuno, ma tutti ci girammo quando si aprì di nuovo l'ascensore: la ragazza bruna dal fisico atletico era già completamente nuda, senza accappatoio, non portava scarpe ma altissimi stivali in pelle lucida. Il compagno era nudo, tenuto al guinzaglio, e camminava a quattro zampe. Invece della maschera aveva una specie di museruola da cane, che gli copriva quasi tutto il volto. Quando si fermarono di fianco a noi lei gli ordinò: "A cuccia, cane!" E lui si accucciò con un guaito.
La nuova arrivata bussò alla porta. Lucio (nonostante la maschera era riconoscibile dai tatuaggi) aprì la porta... "Prego, signore, entrate pure! Posate i cornuti dove volete!" E fece cenno di entrare.
Nella sala le luci erano soffuse, ma non bassissime. In fondo c'era una fila di divanetti, dove erano già seduti, completamente nudi, circa una trentina di uomini. Al centro della sala c'era un enorme alto materasso, simile a quelli che si vedono sulle pedane di atletica, dove si effettua il salto in alto. Su un lungo tavolo c'erano lubrificanti di tutti i tipi, bottiglie d'acqua e bicchieri, e una grossa pila di asciugamani. Sulla destra invece, completamente vestiti e dotati di tutta l'attrezzatura necessaria, c'erano un fotografo e un operatore video.
Il nostro pigmalione disse: "Le signore salgano sul materasso... E che lo spettacolo abbia inizio!"
Ile mi lasciò lì dov'ero, e lo stesso fecero la valchiria teutonica e la mora dagli atteggiamenti sadici. Salirono sul materasso, e partì una musica suadente, orientaleggiante, e le tre donne cominciarono a danzare con movenze sinuose...
Ma la danza non durò a lungo... La moretta fisicata si avvicinò a Ile, e cominciò a baciarla in bocca con decisione, stringendole forte i capezzoli. La valchiria si avvicinò alla mora, e le prese i seni da dietro, massaggiandoli. Poi anche lei avvicinò la bocca alle altre e cominciò un eccitantissimo bacio a tre, con le lingue che si incrociavano e le mani che frugavano dappertutto. Il cazzo già mi scoppiava nella gabbia, e mi dava un senso di impotenza bestiale. Anche il tedesco era nella mia situazione, mentre il mingherlino sembrava impassibile... O forse era totalmente impotente.
Le tre donne si sdraiarono, e cominciarono un triangolo lesbico da fare paura: ciascuna era immersa nella fica dell'altra, e già si sentivano mugolii di piacere.
I maschi, in fondo alla sala, cominciarono a masturbarsi. La maggior parte di loro aveva un gran bel cazzo. Riconobbi John e Diego, anche se di neri ce n'erano altri due. Poi vidi anche Andrea. Tutti gli altri erano perfetti sconosciuti.
Già da un po' le tre regine della festa si sollazzavano da sole. Da in fondo alla sala Lucio si avvicinò alle tre, poi, rivolto agli uomini, disse: "Signori... È giunto il momento. Conoscete le regole... Sborra a volontààààa!" Terminò gridando.
Gli uomini si mossero come un solo corpo, e si avvicinarono al materassone tutti con il cazzo duro in mano. Quando arrivarono lì, le tre regine cominciarono, in ordine sparso, a masturbare e succhiare tutti i cazzi che capitavano a portata di bocca e di mano, cercando di non trascurare nessuno.
Ile, forse per spirito di competizione, li succhiava a ripetizione, con forza. Guardavo la sua bella bocca riempita da un cazzo, poi un'altro, poi la vidi addirittura metterne in bocca due insieme... La tedesca non era da meno e si lasciava scopare in gola a ripetizione. La moretta fisicata sembrava invasata, e stringeva i cazzi che le capitavano a portata come se li dovesse staccare... A volte succhiava le palle del maschio di turno come per mangiarle. Gli uomini però non erano silenziosi, e tra un grugnito e l' altro si sentivano frasi come: "Succhia puttana!" "Prendi anche le palle, così!" Tutto in gola, dai!" "Siii, come sei troia..." "Tieni, vacca!" "Dai che dopo ti inculo!" E tante altri ameni complimenti, che però eccitavano come non mai le tre principesse.
Quando i primi maschi cominciarono a salire sul materasso, Lucio, che intanto aveva il cazzo nella bocca della morettina, parlò ancora: "Fermi tutti! Che le troie facciano salire i loro cornuti! Ora li useremo come sgabelli per le loro troie!"
Ile venne verso di me, e mi accompagnò per mano. Lo stesso fece la tedesca. La moretta invece prese il suo cane per il guinzaglio, e lo condusse carponi fino al materasso, poi si stese su di lui. Ile si stese su di me, e la valchiria si distese sul suo compagno. Fui grato del fatto che Ile fosse così in forma e magra... Lei non aveva ancora fatto in tempo a stendersi che arrivò il primo: era uno dei ragazzi di colore, ma non John, e, da sotto, vidi che aveva un bel randello. La penetrò lentamente, e sentivo ogni movimento di spinta, così come sentivo ogni gemito di Ile. Poi il ritmo accelerò, e dovetti fare più forza sulle braccia. Era bellissimo sentire tutto in quella posizione! Il nero lasciò il posto ad un altro, e un altro ancora, mentre altri tre o quattro davano a Ile i loro cazzi da succhiare... Vedevo solo i loro piedi, ma vedevo benissimo tutti quelli che a turno la scopavano, e spesso i loro coglioni mi sbattevano sulla fronte... Ogni volta che Ile godeva per me era una gioia, e sopportavo il peso a cuor leggero. Ogni tanto un rivolo dei suoi succhi mi scendeva sulla nuca... Gli operatori che filmavano e fotografavano ogni tanto si avvicinavano per riprendere la monta, o lei che succhiava... Cosa avrei dato per quei filmati! Ogni tanto cercavo di guardare le altre due, ma vedevo a malapena la valchiria, e anche lei era presa nella girandola di cazzi. I gemiti e i grugniti ormai sovrastavano il volume della musica, e il cazzo mi scoppiava nella gabbia...
"Ora i cornuti si stendano!" Gridò Lucio.
Le donne scesero dalle nostre groppe, e noi tre ci stendemmo... Così vedevo ogni maschio che si avvicendava, e questa volta mi ritrovai spesso i coglioni di qualcuno in bocca... A un certo punto uno di loro si avvicinò con il lubrificante in mano, si spalmò attentamente il grosso cazzo, spalmò il culo di Ile che era sopra la mia bocca e la penetrò. Quando cominciò a scoparla credevo di svenire... Era come vivere un sogno! I coglioni del maschio mi sbattevano sulla bocca, su tutta la faccia... E sentivo Ile incitarlo: "Siiiii, cosiii, sfondami il culo!" E lui la scopò forte, spostando entrambi. Poi arrivò un altro tipo: si mise sopra e penetrò nella fica... Ile gridò: "Siiiii... Scopatemi in due, scopatemi tutta!" Poi la sentii mugolare, ed ero sicuro che ne stesse succhiando un altro... Nonostante la gabbia sborrai... Non ce la facevo più... Era come se godessi insieme a lei!
La moretta, alla mia sinistra, stava prendendo anche lei due cazzi insieme, e la sentii dire: "Sbattetegli il cazzo in faccia a questo cane!" Riferendosi al compagno. La valchiria, sulla destra, si faceva solo inculare, ma da due cazzi insieme!
A un certo punto, inevitabilmente, cominciarono a scorrere fiumi di sborra. In quel momento c'erano proprio Diego e John a scopare Ile: John le venne nel culo, e Diego, lo avevo riconosciuto dall'enorme cazzo, subito dopo le sborrò nella fica... "Prendine anche tu, amore..." Mi disse Ile interrompendo il pompino che stava facendo. Io tirai fuori la lingua e ne assaporai molta...
Anche le altre due ne stavano raccogliendo a fiumi... Ad un tratto vidi la moretta che andava verso la tavola, e prese una grande coppa di vetro, che non avevo notato prima. Tornò verso il materasso e ordinò al suo cane: "Raccogli più sperma che puoi, capito?" E gli sferrò un ceffone. Lui obbedì, e cominciò quel lavoro ingrato...
"Ora i cornuti, tranne il cane, vadano fuori dalle palle!" Gridò Lucio, accolto da un generale mormorio di approvazione.
Io e il tedesco scendemmo a malincuore dal materasso, allontanandoci di qualche metro.
Intanto l'orgia proseguiva, e ogni tanto le principesse venivano schizzate dai numerosi cazzi che via via le circondavano... Ile ne prese parecchia, e dappertutto, ma faceva a malapena in tempo a gustarsela, perché il cane arrivava subito a raccoglierla. Ogni tanto mi guardava e mi sorrideva felice... Credo non avesse mai provato tanti orgasmi in vita sua, e la festa era ancora lontana dalla sua fine...
A un certo punto volle anche strafare... Si sedette con il culo su due ragazzi che avevano avvicinato i loro cazzi, e altri due le entrarono da sopra nella fica, mentre altri due le davano i loro cazzoni da succhiare... Che scena memorabile! E non finì lì perché tutti e sei alla fine le vennero sul viso. Ma il cane era in agguato, e raccolse anche quasi tutta quella sborra. La coppa che portava, per quanto grande, era già piena per metà di sperma di varie consistenze... Mi chiedevo a quale scopo facesse quella raccolta...
Le altre principesse comunque non erano da meno di Ile... Anche loro ormai erano zuppe di sborra, ma anche loro non sembravano sazie. Riconobbi Andrea mentre inculava con forza la moretta sadica, sbattendola come una cagna e dandole pesanti pacche sul culo, che ormai era violaceo.
L'orgia continuò per un tempo che non riuscivo a calcolare... Ogni tanto i maschi si riposavano, bevendo acqua e facendo commenti. Ile era considerata la più affascinante, sia per il suo fisico, sia per come si prodigava per farli godere, e notai che anche gli operatori indugiavano spesso a riprenderla o fotografarla. I suoi occhi, dietro la maschera, erano ancora più magnetici, e quei maschi facevano la fila per godere dei suoi sguardi arrapanti. La sua voce, resa anche un po' roca dal continuo gemere, era come un richiamo di sirena, e fui piacevolmente sorpreso quando vidi che la maggior parte dei maschi cercava lei, il suo corpo, il suo calore, i suoi pertugi ormai tutti oscenamente aperti, spalancati, instancabili nell' accogliere tutti i loro cazzi, tutto il loro seme...
Ormai pochi maschi resistevano. Erano passate forse ore, e quasi tutti si erano puliti con gli asciugamani e si erano seduti sulle poltroncine. Uno di quelli rimasti era sicuramente Diego, che stava scopando da dietro la tedesca, e poi Andrea, alle prese con la moretta sadica. Persino Lucio era ko, e solo altri due stavano sopra Ile, e poco dopo le scaricarono in volto le ultime gocce di sperma. Il cane della moretta aveva quasi riempito la coppa, che oscillando rischiava di sgocciolare il contenuto biancastro e ormai denso.
Lucio si fece avanti e proclamò: "Ora, signore e signori, ci sarà l'ultima prova. Cane, posa la coppa al centro del materasso!" Il cane ubbidì, e si allontanò dalla coppa, andando ad accucciarsi vicino alla sua padrona. Lucio si rivolse alle tre regine della festa: "Ora darò una cannuccia a ciascuna. La principessa che terminerà la coppa, sarà proclamata regina della festa, e riceverà un prezioso premio!"
Quindi andò verso la tavolata di servizio, prese da un bicchiere la tre cannucce, e andò a porgerle alle tre donne ormai lucide di sudore e sperma.
Io e il tedesco eravamo allibiti, il cane probabilmente sapeva già tutto, e si strofinava sulla sua padrona. Il pensiero che Ile potesse bere tutto quello sperma mi spaventava e affascinava al tempo stesso. Era una prova impossibile...
Le tre si avvicinarono alla coppa, tenendo in mano le cannucce. La tedesca si avvicinò per prima, immerse la cannuccia e cominciò a succhiare. Succhiava e deglutiva, succhiava e deglutiva... Poi qualcosa si inceppò, ed ebbe un conato di vomito. Allora si allontanò, guardando il compagno come a cercare comprensione.
Fu la volta della moretta sadica: immerse la cannuccia e cominciò a bere con golosità. E ingoiava, ingoiava, ingoiava... Si fermava qualche secondo e poi riprendeva...
Lucio intonò una specie di coro da stadio: "Tutta giù! Tutta giù! Tutta giù!" E quasi tutti ripetevano ora ritmicamente: Giù... Giù... Giù... Giù...
Ma, quando la coppa era ormai a metà, anche lei si fermò, e un rivolo di sborra cominciò a colarle dalla bocca... Anche lei ebbe dei conati di vomito e si fermò imprecando contro il suo povero cane...
Ile mi guardò seria, guardò tutti con aria di sfida... Sapevo cosa era capace di fare quando entrava in competizione, e sapevo quanto le piacesse la sborra... Tutti i maschi intanto si erano avvicinati e la osservavano seri, come seria era lei.
Ile posò la cannuccia, e, inginocchiandosi, prese la coppa tra le mani. Guardandomi fisso negli occhi la accostò alle labbra, poi cominciò a bere. Non con la cannuccia, non a piccoli sorsi, ma bevve come se bevesse acqua, deglutendo ogni sorso con calma, profondità, e... piacere, sì... Stava provando piacere, e voleva essere lei a vincere...
Giù... Giù... Giù... Giù... Partì il coro, che seguiva ogni movimento che lei faceva deglutendo tutto quel seme...
Ancora pochi istanti, e la coppa sarebbe stata vuota... Ile la sollevò al massimo, e le ultime gocce le colarono sulla lingua...
Nel silenzio generale lei, con un dito, ripulì anche l'interno della coppa, e se lo mise in bocca, succhiandolo con una espressione di piacere che era al di là di ogni ostentazione: era reale... Io la guardai con orgoglio, e le mandai un bacio silenzioso, che lei, con le labbra gonfie e ancora lucide di sperma, mi rimandò dolcemente...
La sala proruppe in un applauso, un'acclamazione... In sette o otto la sollevarono esultante...
"Abbiamo la Regina della festa! La troia più grande, più bella, e più golosa di sborra!" Gridò Lucio applaudendo, seguito da tutti i presenti... Tranne le due principesse, che la guardavano invidiose... La moretta prese a calci il suo cane, mentre la tedesca imprecava non so cosa contro il suo compagno...
Ile venne verso di me, orgogliosa, e mi sussurrò: "Tua moglie è la Regina delle troie... Hai visto amore mio?" E mi baciò con passione. "Tu sei la mia regina... Li hai stesi tutti, letteralmente..."
"Regina, principesse, chiavatori e cornuti! È giunta l'ora della premiazione! Alla Regina va: tutte le foto e i video della serata gratuitamente! Inoltre un soggiorno di due settimane in questo Hotel, e, terzo, due settimane di pranzi gratis nel mio ristorante!" Proclamò Lucio. "I cornuti delle altre partecipanti saranno invece tenuti a pagare i materiali video e fotografici 3000 euro per ciascuno, se li vorranno! La serata si conclude qui! Onore alla Regina! E... Felicitazioni al cornuto!" Concluse Lucio.
"Hai sentito cane? Preparati a pagare, imbecille!" Disse la moretta al cagnolino.
La valchiria disse, credo, qualcosa di simile al compagno, che si mise quasi a piagnucolare...
Io asciugai Ile, poi le misi l'accappatoio e tornammo in camera. Facemmo entrambi una lunga doccia, poi ci sdraiammo nudi sul letto. Ormai era sera, ed eravamo stanchissimi. Ile si accoccolò sul mio petto, e le accarezzavo i capelli... "Cosa ne pensi di oggi, amore? Credi che abbia esagerato?"
"Oh sì... Oggi è stato tutto esagerato... Ma tu sei stata incredibile... Lo sei sempre, ma oggi eri insuperabile. Sei stata davvero la Regina dell'orgia. La maggior parte dei maschi cercava te, voleva te. Ti amo..."
"Ho trangugiato tutto quello sperma per te, amore mio... Mi dispiace che tu sia rimasto in gabbia... Vuoi che...?"
"Sì, ti prego..."
Lei scese a cercare il mio sesso. Lo prese dolcemente tra le labbra e lo succhiò con avidità. Durai meno di due minuti, e lei bevve di nuovo tutto...
"Sai," mi disse dopo avermi baciato, "lo sperma che mi piace di più è sempre il tuo... Ha un sapore che saprei riconoscere tra milioni. È il più dolce che abbia mai provato..."
Restammo così abbracciati, e dormimmo un sonno senza sogni.
Il mattino dopo scendemmo nella Hall a fare colazione. I nostri tre amici erano già lì e ci unimmo a loro. "Ieri sei stata fantastica!" Disse Andrea. "Meravigliosa!" Disse Diego. "Nessuna è come te..." Disse John quasi sottovoce. Chiacchierammo poi del più e del meno, senza più riferimenti al giorno precedente. Poi salimmo a prendere i bagagli e salimmo in macchina... "Caro, ti dispiace se mi siedo dietro con loro?" Fece Ile.
"Ma non c'è posto... Aaaah... Ho capito..."
"Il viaggio durerà due ore e non vorrei che i ragazzi si annoiassero..." Disse lei maliziosamente.
Già prima di prendere l'autostrada i nostri amici si erano praticamente buttati su di lei, baciandola e accarezzandola dappertutto. Appena presa l'autostrada sistemai lo specchietto in modo da vedere l'abitacolo... Ile si era messa tra le loro gambe e li stava succhiando a turno. Salì poi su John, che era in mezzo, e cominciò a cavalcarlo. Potevo guardare solo quando il traffico lo permetteva, ovviamente... Poi vidi Andrea mettersi dietro di lei, entrandole nel culo. Ile gemeva forte, ma smise quando, in posizione davvero acrobatica, Diego le mise il cazzone in bocca. Mia moglie era proprio insaziabile...
Le sborrarono in tutti e tre i buchi nel giro di poco tempo, e Ile si spostò sul sedile del passeggero, rivestendosi. I tre, dietro, si ricomposero e presero a sonnecchiare.
Tornammo a casa stanchissimi, e per un po' di giorni rimanemmo tranquilli.
Dopo due settimane arrivò un plico. All'interno c'erano due CD, uno era di foto, e l'altro conteneva il video di quell' incredibile orgia. Inutile dire che li guardiamo spesso, e che li conservo come delle sacre reliquie.
Un giorno decidemmo di organizzare una visione... Ma questa è un'altra storia...
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