Ilenia e Massimo, il pasticcere
di
ex cornuto
genere
corna
Rimaneva dunque da incontrare Massimo, il pasticcere. La domenica mattina andammo a fare colazione nella sua pasticceria: inutile dire che fu gentilissimo, soprattutto con Ile, ma con noi c'era nostro figlio Enrico, e ciascuno restò al suo posto... Tranne quando andai a pagare: "Ciao Massimo, io e mia moglie vorremmo ordinare una bella torta con panna... Verremo a ritirarla domani mattina..."
"Ma domani mattina sarò chiuso..."
"Appunto... La torta sarà mia moglie, ma la panna dovrai metterla tu..."
"Ho sempre molta panna già pronta..." Rispose guardando Ile come si guarda un pasticcino prelibato.
"A che ora possiamo venire?"
"Alle dieci sarò qui, ma bussate sul retro... Ok?"
"Ok, a domani!" Conclusi.
Il mattino dopo alle 10 bussai alla porta sul retro. Ile aveva indossato un completo da sexy cameriera, coprendosi con un lungo spolverino.
Massimo venne ad aprire. Era un pezzo di Marcantonio di quasi un metro e novanta, con una pancia prominente, barba scura ben curata e, come avevamo appurato durante la proiezione, un gran bel randello tra le gambe. Ora, però, era vestito professionalmente da pasticcere, con il classico cappello e un lungo grembiule, sotto il quale, però, indossava una maglietta bianca e sotto... Sotto niente, solo il grembiule...
"Prego... Entrate!" Si affrettò a dire.
Entrammo, e lui ci fece strada verso il laboratorio. In un angolo c'era un attaccapanni, e Ile appese lì il suo spolverino, rimanendo con il suo completo: minigonna praticamente inesistente, calze nere con reggicalze neri, tanga di pizzo, camicetta bianca senza maniche scollatissima e senza reggiseno sotto. Senza dire nulla Massimo si avvicinò e le mise le sue enormi mani sul culo, e la baciò arrapato. Lei rispose al bacio con trasporto, e gli mise le mani attorno alle spalle. La situazione si fece subito rovente, perché, non indossando nulla sotto, il grembiule di Massimo si sollevò sul davanti, e la protuberanza toccava sullo stomaco di Ile...
"Wow... Non perdi tempo tu, eh?" Disse lei.
"Perché aspettare... Sei qui per farti riempire, no? Io sono esperto in farciture di ogni tipo..." Disse buttando via cappello e grembiule. Poi, senza dire nulla, si sedette sul banco da lavoro in acciaio, mostrando tutta la sua erezione.
Ile lo prese subito tra tutte e due le mani, guardandolo come ipnotizzata... Era davvero un gran bel cazzo. Sarà stato venti centimetri ma era largo e ricoperto di vene pulsanti, incurvato verso l'alto... Evidentemente Massimo si era accorto del mio sguardo di ammirazione: "Vuoi assaggiarlo anche tu? Vieni, dai..." Mi avvicinai incantato, e misi le mani sopra quelle di Ile, che mi sorrise... "Dai amore... Lecchiamolo insieme..." E le nostre bocche si incontrarono proprio sull'enorme cappella, iniziando un bacio carico di libidine... "Bravi... Ce n'è per tutti e due..." Quelle parole ci fecero eccitare ancora di più, e cominciammo un pompino a due indimenticabile. Mentre uno leccava l'asta e i coglioni, l'altra lo pompava sulla punta, poi ci davamo il cambio baciandoci col la cappella in mezzo... Massimo esprimeva il suo gradimento accarezzando entrambi e sospirando di piacere. Fu bellissimo, ma il bello doveva ancora arrivare... Massimo scese dal banco da lavoro, e prese una sac a poche che aveva preparato dal frigorifero. La posò sul cazzo e lo ricoprì con la panna. "Adesso lo potete gustare meglio..." Io e Ile facevamo praticamente a gara a chi ne mangiava di più. Era dolcissima, e il sapore si mescolava perfettamente con il salato degli umori del cazzo di Massimo. Dopo un po' disse: "Appoggiatevi al banco..." Poi mi spalmò il culo di panna, si spalmò la cappella e l'appoggiò sul mio buco... "Senti come scivola con la panna..." E me lo spinse dentro. Intanto Ile si era messa sotto di me e mi succhiava... Godevo da impazzire. Provavo anche dolore, ma era nulla rispetto al piacere... Massimo mi inculò per qualche minuto, poi disse: "Ora la signora..."
Questa volta spalmai io il culo di Ile con la panna, e ne misi anche sull'uccellone di Massimo, che la penetrò senza sforzo e cominciò ad incularla forte. Ora mi misi io sotto a leccarla, e il suo sapore misto alla panna era fantastico...
"Adesso il cornuto assaggerà una prelibatezza..." Uscì dal culo di ilenia e prese un piattino... Finì con una sega veloce e ci sborrò sopra, poi aggiunse un po' di panna e con il dito ne prese un po'... "Assaggia..." E mi porse il dito. Lo succhiai e... Era buonissimo... "Vieni, bella, pulisci il piatto..." E lo diede a Ile, che cominciò a ripulirlo con la lingua... Quando finì si leccò le labbra con soddisfazione, e venne a baciarmi... Che gusto...
"Bene, finora abbiamo giocato, ora si fa sul serio..." Massimo aveva il cazzo ancora durissimo, prese Ile con forza e la sbattè sul banco, le aprì le gambe e la chiavò così per almeno mezz'ora... Ora accelerava, ora rallentava... Io mi misi dall' altra parte e tenevo le mani a mia moglie, che guardandomi godeva come una forsennata...
"Panna speciale in arrivo... Giù, abbassati..." Avvisò Massimo.
Ile si inginocchiò a prendere di nuovo quel grosso cazzo in bocca... "Bevi questa panna, dai!" Lei spalancò le labbra e tirò fuori la lingua, rimanendo ferma. Massimo le appoggiò la cappella sulla lingua e sborrò diversi fiotti copiosi... Vidi Ile aspettare le ultime gocce, per poi assaporare quella panna speciale tenendola tutta in bocca e rigirandola con la lingua, fino all'ingoio finale...
"Ti è piaciuta, vero? Di solito mi dicono che è molto dolce..."
"Complimenti allo chef! È proprio vero... Dolcissima..." Disse Ile leccandosi ancora le labbra e schioccando la lingua mentre mi guardava...
"La farcitura non è completa, però... Vienite qui, succhiatemelo insieme, come prima..."
Quell'uomo era davvero instancabile, perché dopo appena due minuti era tornato durissimo... Io e Ile ci mettemmo ai lati, usando le bocche vicine come una fica, e Massimo ci teneva le teste ferme mentre passava il cazzo in mezzo alle nostre bocche, guidando il ritmo di quella strana scopata... Noi passavamo le nostre lingue su quel l'asta magnifica... "Chi vuole la farcitura completa? La troia o il cornuto? Ha ha..." Ile mi guardò negli occhi, facendomi capire che ne voleva ancora... E così prese tutto il cazzo in bocca proprio mentre cominciava a pompare fiotti di sperma... Questa volta non riuscì a tenerla tutta e dei rivoli le colarono sul seno, e io mi gettai a leccarli subito... Era veramente dolce... Poi, alla fine, ci baciammo ancora.
"Devo capire chi di voi due è più troia... Ha ha..." Disse Massimo.
"Tutti e due, ovviamente..." Rispose Ile guardandomi intensamente.
"Ma domani mattina sarò chiuso..."
"Appunto... La torta sarà mia moglie, ma la panna dovrai metterla tu..."
"Ho sempre molta panna già pronta..." Rispose guardando Ile come si guarda un pasticcino prelibato.
"A che ora possiamo venire?"
"Alle dieci sarò qui, ma bussate sul retro... Ok?"
"Ok, a domani!" Conclusi.
Il mattino dopo alle 10 bussai alla porta sul retro. Ile aveva indossato un completo da sexy cameriera, coprendosi con un lungo spolverino.
Massimo venne ad aprire. Era un pezzo di Marcantonio di quasi un metro e novanta, con una pancia prominente, barba scura ben curata e, come avevamo appurato durante la proiezione, un gran bel randello tra le gambe. Ora, però, era vestito professionalmente da pasticcere, con il classico cappello e un lungo grembiule, sotto il quale, però, indossava una maglietta bianca e sotto... Sotto niente, solo il grembiule...
"Prego... Entrate!" Si affrettò a dire.
Entrammo, e lui ci fece strada verso il laboratorio. In un angolo c'era un attaccapanni, e Ile appese lì il suo spolverino, rimanendo con il suo completo: minigonna praticamente inesistente, calze nere con reggicalze neri, tanga di pizzo, camicetta bianca senza maniche scollatissima e senza reggiseno sotto. Senza dire nulla Massimo si avvicinò e le mise le sue enormi mani sul culo, e la baciò arrapato. Lei rispose al bacio con trasporto, e gli mise le mani attorno alle spalle. La situazione si fece subito rovente, perché, non indossando nulla sotto, il grembiule di Massimo si sollevò sul davanti, e la protuberanza toccava sullo stomaco di Ile...
"Wow... Non perdi tempo tu, eh?" Disse lei.
"Perché aspettare... Sei qui per farti riempire, no? Io sono esperto in farciture di ogni tipo..." Disse buttando via cappello e grembiule. Poi, senza dire nulla, si sedette sul banco da lavoro in acciaio, mostrando tutta la sua erezione.
Ile lo prese subito tra tutte e due le mani, guardandolo come ipnotizzata... Era davvero un gran bel cazzo. Sarà stato venti centimetri ma era largo e ricoperto di vene pulsanti, incurvato verso l'alto... Evidentemente Massimo si era accorto del mio sguardo di ammirazione: "Vuoi assaggiarlo anche tu? Vieni, dai..." Mi avvicinai incantato, e misi le mani sopra quelle di Ile, che mi sorrise... "Dai amore... Lecchiamolo insieme..." E le nostre bocche si incontrarono proprio sull'enorme cappella, iniziando un bacio carico di libidine... "Bravi... Ce n'è per tutti e due..." Quelle parole ci fecero eccitare ancora di più, e cominciammo un pompino a due indimenticabile. Mentre uno leccava l'asta e i coglioni, l'altra lo pompava sulla punta, poi ci davamo il cambio baciandoci col la cappella in mezzo... Massimo esprimeva il suo gradimento accarezzando entrambi e sospirando di piacere. Fu bellissimo, ma il bello doveva ancora arrivare... Massimo scese dal banco da lavoro, e prese una sac a poche che aveva preparato dal frigorifero. La posò sul cazzo e lo ricoprì con la panna. "Adesso lo potete gustare meglio..." Io e Ile facevamo praticamente a gara a chi ne mangiava di più. Era dolcissima, e il sapore si mescolava perfettamente con il salato degli umori del cazzo di Massimo. Dopo un po' disse: "Appoggiatevi al banco..." Poi mi spalmò il culo di panna, si spalmò la cappella e l'appoggiò sul mio buco... "Senti come scivola con la panna..." E me lo spinse dentro. Intanto Ile si era messa sotto di me e mi succhiava... Godevo da impazzire. Provavo anche dolore, ma era nulla rispetto al piacere... Massimo mi inculò per qualche minuto, poi disse: "Ora la signora..."
Questa volta spalmai io il culo di Ile con la panna, e ne misi anche sull'uccellone di Massimo, che la penetrò senza sforzo e cominciò ad incularla forte. Ora mi misi io sotto a leccarla, e il suo sapore misto alla panna era fantastico...
"Adesso il cornuto assaggerà una prelibatezza..." Uscì dal culo di ilenia e prese un piattino... Finì con una sega veloce e ci sborrò sopra, poi aggiunse un po' di panna e con il dito ne prese un po'... "Assaggia..." E mi porse il dito. Lo succhiai e... Era buonissimo... "Vieni, bella, pulisci il piatto..." E lo diede a Ile, che cominciò a ripulirlo con la lingua... Quando finì si leccò le labbra con soddisfazione, e venne a baciarmi... Che gusto...
"Bene, finora abbiamo giocato, ora si fa sul serio..." Massimo aveva il cazzo ancora durissimo, prese Ile con forza e la sbattè sul banco, le aprì le gambe e la chiavò così per almeno mezz'ora... Ora accelerava, ora rallentava... Io mi misi dall' altra parte e tenevo le mani a mia moglie, che guardandomi godeva come una forsennata...
"Panna speciale in arrivo... Giù, abbassati..." Avvisò Massimo.
Ile si inginocchiò a prendere di nuovo quel grosso cazzo in bocca... "Bevi questa panna, dai!" Lei spalancò le labbra e tirò fuori la lingua, rimanendo ferma. Massimo le appoggiò la cappella sulla lingua e sborrò diversi fiotti copiosi... Vidi Ile aspettare le ultime gocce, per poi assaporare quella panna speciale tenendola tutta in bocca e rigirandola con la lingua, fino all'ingoio finale...
"Ti è piaciuta, vero? Di solito mi dicono che è molto dolce..."
"Complimenti allo chef! È proprio vero... Dolcissima..." Disse Ile leccandosi ancora le labbra e schioccando la lingua mentre mi guardava...
"La farcitura non è completa, però... Vienite qui, succhiatemelo insieme, come prima..."
Quell'uomo era davvero instancabile, perché dopo appena due minuti era tornato durissimo... Io e Ile ci mettemmo ai lati, usando le bocche vicine come una fica, e Massimo ci teneva le teste ferme mentre passava il cazzo in mezzo alle nostre bocche, guidando il ritmo di quella strana scopata... Noi passavamo le nostre lingue su quel l'asta magnifica... "Chi vuole la farcitura completa? La troia o il cornuto? Ha ha..." Ile mi guardò negli occhi, facendomi capire che ne voleva ancora... E così prese tutto il cazzo in bocca proprio mentre cominciava a pompare fiotti di sperma... Questa volta non riuscì a tenerla tutta e dei rivoli le colarono sul seno, e io mi gettai a leccarli subito... Era veramente dolce... Poi, alla fine, ci baciammo ancora.
"Devo capire chi di voi due è più troia... Ha ha..." Disse Massimo.
"Tutti e due, ovviamente..." Rispose Ile guardandomi intensamente.
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