Il primo dogging di Ilenia - seconda parte
di
ex cornuto
genere
corna
I poliziotti si calarono i pantaloni: loro erano decisamente più ben forniti. Stefano si mise dietro a Ile, e le strusciava il cazzo nel solco delle chiappe. Lei cominciò a muovere il culo e a mugolare... Il ragazzo era sveglio, e piegando un po' le gambe la penetrò. Capii che era bagnata, perché subito dopo prese a scoparla con buon ritmo. Intanto il proprietario del tir aveva aperto un rotolo di moquette e l'aveva distesa ripiegandola, formando un giaciglio di fortuna. Ile non perse tempo: fece distendere il poliziotto e si mise a cavalcarlo. "Chi me lo da nel culo?" Disse agli altri tre... Il tipo con un po' di pancia, che aveva il cazzo durissimo, non si fece pregare, e la penetrò da dietro. Lei prese il cazzo degli altri due e avvicinandosi provò a prenderli tutti e due in bocca...
Era caldissimo, e cominciarono tutti a sudare copiosamente mentre l'orgia andava avanti con i quattro che si alternavano nei buchi di Ile.
"C'è qualcuno?' fece una voce da fuori... Altri tre uomini, forse camionisti anche loro, si affacciarono al portellone del tir. "Cazzo!" Esclamò uno dei tre, "Qui si scopa! Guardate che bella troia!" Salirono anche loro. "Dobbiamo pagare te, vero?" Mi fece l'ultimo entrato. "No, è mia moglie...' dissi con un filo di voce... "Bravo cornuto..." Mi rispose.
I tre si avvicinarono al gruppo, aprendo i pantaloni e tirando fuori i loro cazzi. Erano di varie misure, ma Ile li provò in bocca uno a uno... "Adesso scopatemi uno alla volta! Fate vedere a mio marito quanto è cornuto! Oggi sono la vostra puttana. Chi mi riempie per primo?" E si sdraiò sul tappeto di moquette.
L' altro poliziotto prese l'iniziativa: le aprì le cosce e cominciò a pomparla veloce. Gli altri si avvicendavano sulla sua bocca, palpandole le tette e strizzandole i capezzoli, accarezzandola tutta. Il poliziotto intanto diceva: "Ora ti riempio, troia... Ti riempiamo tutti... Vero ragazzi?" "Siii, sborriamola tutta questa vacca..." E gli altri: "Succhia troia, succhia!"
Mi sentivo davvero umiliato. Vedere Ilenia che si faceva scopare come una puttana di strada mi eccitava e annichiliva al tempo stesso. Il fatto di dover stare solo a guardare mi stava uccidendo dentro...
Intanto quei maschi capitati lì per caso la stavano facendo godere, e cominciarono e venirle a turno dentro la fica e nel culo. Ile sembrava posseduta e si contorceva sotto i colpi di cazzo che prendeva dappertutto e in tutte le posizioni, ansimando e gemendo senza sosta. A volte li incitava a scoparla più forte... Quando qualcuno le veniva dentro si alzava e si masturbava per riprendere vigore, e con quello spettacolo non era difficile...
Dopo quasi un'ora di quel trattamento il pesante trucco le era colato tutto, era sudata e scarmigliata e quasi stentavo a riconoscerla...
"Adesso voglio che mi sborrate tutti in faccia! Fate vedere al cornuto come si tratta una vera donna! Riempitemi di sborra, dai!" E si mise in ginocchio.
Gli uomini a turno si misero davanti a lei, masturbandosi furiosamente... I primi schizzi glieli diede uno dei due poliziotti: fiotti abbondanti le finirono sulla bocca, sui capelli, sugli occhi... Seguì l' altro poliziotto, che le venne su una guancia, e vidi lo sperma iniziare a colare dal mento sulle tette. Poi fu la volta, quasi insieme, di due degli ultimi arrivati: uno dei due, che aveva anche un grosso cazzo, la inondò con almeno dieci fiotti. Poi arrivarono gli altri tre... "Vieni cornuto, vieni a vedere da vicino..." Mi disse il tipo più alto proprietario del tir... Praticamente le vennero in piena faccia tutti e tre insieme: mia moglie ormai era una maschera di sperma, e roteava la lingua per raccoglierne il più possibile, spalmandosela con le mani su tutto il viso, sul seno, e ogni tanto arrivando anche al basso ventre... Ero eccitato e umiliato al tempo stesso, ma non potevo che guardare... "Guarda stronzo... Guarda tua moglie piena di sborra... Ti piace? Sei contento ora? Ragazzi, io non sono ancora stanca! Chi ne ha ancora?" Detto questo si mise a pecorina, toccandosi la fica e infilandosi ogni tanto due dita nel culo.
I poliziotti, che erano i più giovani, si ripresero abbastanza in fretta... Uno dei due glielo infilò nel culo quasi subito, mentre l'altro si stese davanti per farsi succhiare. Tutti gli altri continuavano a menarsi gli uccelli, cercando di tornare duri...
Uno alla volta le sborrarono ancora nel culo, che colava copiosamente...
Alla fine Ile si distese sulla moquette ormai intrisa di sperma... "Adesso pisciatemi addosso! Oggi sono il vostro cesso... Dai, bagnatemi tutta!"
Evidentemente non a tutti piaceva l'idea... Ma uno degli ultimi arrivati e i due camionisti si misero sopra di lei, e cominciarono a riversarle addosso tutto il piscio che avevano, mentre lei si infilava le dita nella fica fradicia e mugolava ancora eccitata...
Gli uomini uscirono, e rimanemmo soli con il proprietario del tir. "Ragazzi devo andare a dormire... È stato bello ma è ora di andare." Disse con fin troppo tatto. Io mi tolsi la camicia, e la misi addosso a Ile, che cercava in qualche modo di ricomporsi. L'aiutai a scendere, poi le misi un braccio intorno alle spalle, incamminandomi verso l'auto. Ripartiamo, e tornammo a casa senza dire una parola. Erano ormai le 2 di notte e non incontrammo nessuno del palazzo.
Ile andò dritta in bagno, e fece almeno mezz'ora di doccia, per togliersi di dosso tutti i liquidi biologici che aveva ricevuto. Non vedendola tornare entrai, e la trovai accovacciata sotto la doccia. Piangeva silenziosamente, e le sue lacrime si confondevano con l'acqua che le scendeva addosso. Chiusi la doccia e la sollevai con tenerezza, mettendole l'accappatoio sulle spalle, e la condussi in camera. Lei continuò a piangere addosso a me, e la lasciai sfogare a lungo...
"Perché? Perché lo hai fatto?" Disse smettendo di piangere.
"Non lo so, amore... Non lo so... Mi dispiace... Ti amo..."
"Anche io ti amo... Non lo fare mai più! Mai più! Sei mio, e di nessun'altra!"
"Ora lo so... Mi hai dato una bella lezione... Umiliando te stessa hai umiliato soprattutto me, e quello che provo per te... Perdonami amore... Sono e resterò sempre e solo tuo..."
Lei era la mia migliore amica, la mia amante, la mia complice, la mia padrona, la mia serva... Lei era tutto per me.
Era caldissimo, e cominciarono tutti a sudare copiosamente mentre l'orgia andava avanti con i quattro che si alternavano nei buchi di Ile.
"C'è qualcuno?' fece una voce da fuori... Altri tre uomini, forse camionisti anche loro, si affacciarono al portellone del tir. "Cazzo!" Esclamò uno dei tre, "Qui si scopa! Guardate che bella troia!" Salirono anche loro. "Dobbiamo pagare te, vero?" Mi fece l'ultimo entrato. "No, è mia moglie...' dissi con un filo di voce... "Bravo cornuto..." Mi rispose.
I tre si avvicinarono al gruppo, aprendo i pantaloni e tirando fuori i loro cazzi. Erano di varie misure, ma Ile li provò in bocca uno a uno... "Adesso scopatemi uno alla volta! Fate vedere a mio marito quanto è cornuto! Oggi sono la vostra puttana. Chi mi riempie per primo?" E si sdraiò sul tappeto di moquette.
L' altro poliziotto prese l'iniziativa: le aprì le cosce e cominciò a pomparla veloce. Gli altri si avvicendavano sulla sua bocca, palpandole le tette e strizzandole i capezzoli, accarezzandola tutta. Il poliziotto intanto diceva: "Ora ti riempio, troia... Ti riempiamo tutti... Vero ragazzi?" "Siii, sborriamola tutta questa vacca..." E gli altri: "Succhia troia, succhia!"
Mi sentivo davvero umiliato. Vedere Ilenia che si faceva scopare come una puttana di strada mi eccitava e annichiliva al tempo stesso. Il fatto di dover stare solo a guardare mi stava uccidendo dentro...
Intanto quei maschi capitati lì per caso la stavano facendo godere, e cominciarono e venirle a turno dentro la fica e nel culo. Ile sembrava posseduta e si contorceva sotto i colpi di cazzo che prendeva dappertutto e in tutte le posizioni, ansimando e gemendo senza sosta. A volte li incitava a scoparla più forte... Quando qualcuno le veniva dentro si alzava e si masturbava per riprendere vigore, e con quello spettacolo non era difficile...
Dopo quasi un'ora di quel trattamento il pesante trucco le era colato tutto, era sudata e scarmigliata e quasi stentavo a riconoscerla...
"Adesso voglio che mi sborrate tutti in faccia! Fate vedere al cornuto come si tratta una vera donna! Riempitemi di sborra, dai!" E si mise in ginocchio.
Gli uomini a turno si misero davanti a lei, masturbandosi furiosamente... I primi schizzi glieli diede uno dei due poliziotti: fiotti abbondanti le finirono sulla bocca, sui capelli, sugli occhi... Seguì l' altro poliziotto, che le venne su una guancia, e vidi lo sperma iniziare a colare dal mento sulle tette. Poi fu la volta, quasi insieme, di due degli ultimi arrivati: uno dei due, che aveva anche un grosso cazzo, la inondò con almeno dieci fiotti. Poi arrivarono gli altri tre... "Vieni cornuto, vieni a vedere da vicino..." Mi disse il tipo più alto proprietario del tir... Praticamente le vennero in piena faccia tutti e tre insieme: mia moglie ormai era una maschera di sperma, e roteava la lingua per raccoglierne il più possibile, spalmandosela con le mani su tutto il viso, sul seno, e ogni tanto arrivando anche al basso ventre... Ero eccitato e umiliato al tempo stesso, ma non potevo che guardare... "Guarda stronzo... Guarda tua moglie piena di sborra... Ti piace? Sei contento ora? Ragazzi, io non sono ancora stanca! Chi ne ha ancora?" Detto questo si mise a pecorina, toccandosi la fica e infilandosi ogni tanto due dita nel culo.
I poliziotti, che erano i più giovani, si ripresero abbastanza in fretta... Uno dei due glielo infilò nel culo quasi subito, mentre l'altro si stese davanti per farsi succhiare. Tutti gli altri continuavano a menarsi gli uccelli, cercando di tornare duri...
Uno alla volta le sborrarono ancora nel culo, che colava copiosamente...
Alla fine Ile si distese sulla moquette ormai intrisa di sperma... "Adesso pisciatemi addosso! Oggi sono il vostro cesso... Dai, bagnatemi tutta!"
Evidentemente non a tutti piaceva l'idea... Ma uno degli ultimi arrivati e i due camionisti si misero sopra di lei, e cominciarono a riversarle addosso tutto il piscio che avevano, mentre lei si infilava le dita nella fica fradicia e mugolava ancora eccitata...
Gli uomini uscirono, e rimanemmo soli con il proprietario del tir. "Ragazzi devo andare a dormire... È stato bello ma è ora di andare." Disse con fin troppo tatto. Io mi tolsi la camicia, e la misi addosso a Ile, che cercava in qualche modo di ricomporsi. L'aiutai a scendere, poi le misi un braccio intorno alle spalle, incamminandomi verso l'auto. Ripartiamo, e tornammo a casa senza dire una parola. Erano ormai le 2 di notte e non incontrammo nessuno del palazzo.
Ile andò dritta in bagno, e fece almeno mezz'ora di doccia, per togliersi di dosso tutti i liquidi biologici che aveva ricevuto. Non vedendola tornare entrai, e la trovai accovacciata sotto la doccia. Piangeva silenziosamente, e le sue lacrime si confondevano con l'acqua che le scendeva addosso. Chiusi la doccia e la sollevai con tenerezza, mettendole l'accappatoio sulle spalle, e la condussi in camera. Lei continuò a piangere addosso a me, e la lasciai sfogare a lungo...
"Perché? Perché lo hai fatto?" Disse smettendo di piangere.
"Non lo so, amore... Non lo so... Mi dispiace... Ti amo..."
"Anche io ti amo... Non lo fare mai più! Mai più! Sei mio, e di nessun'altra!"
"Ora lo so... Mi hai dato una bella lezione... Umiliando te stessa hai umiliato soprattutto me, e quello che provo per te... Perdonami amore... Sono e resterò sempre e solo tuo..."
Lei era la mia migliore amica, la mia amante, la mia complice, la mia padrona, la mia serva... Lei era tutto per me.
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