A castelvolturno
di
Messalina
genere
confessioni
Durante la crisi bradisismica degli anni ottamta,per calmare le paure di mamma,papà acquista una casa a castelvolturno. Case da villeggiatura estiva essendo ad un passo dal mare
La nostra casa: una villa su due livelli zona giorno in basso , notte in alto. Ampio salone,cucina ,bagno grande e, ripostiglio. Poi ampia scala e,sopra quattro camere con mini bagno ognuna. Avevamo un giardino grande che girava intorno casa. Papà li muni di un paio di gazebi munito di tavoli e sedie. Vi mise die altalene,una singola e una multipla. Fra due alberi di limoni monti un amaca e qualche panchina sparsa qua e là. Non avevamo la piscina ma piu docce sparse per il giardino.
Ho passato molti giorni della mia infanzia li dove ho imparato ad amare il mare
Quante notti passate li sulla spiaggia a rimirarlo.
Intanto crescevano, la scuola,il lavoro e quant'altro d'inverno ci teneva lontani dal "mio angolo di paradiso", cosi lo definivo io. Le estati le passavamo li per la mia felicità.
Anche da sposata passavo le mie estati li
Spesso veniva Rosaria,uma delle mie sorelle. Quell'estate si fidanzo con Andrea, un ragazzo del luogo .
Un giorno mentre eravamo intenti, tutti noi della famiglia,a crogiolarci al sole arrivò Andrea su un motoscafo cabinato. Lo guidava il papà una persona affascinante, di mezzetà con un fisico vhe rasentano la perfezione, forse di faccia non era tanto bello,unico difetto certamente il naso a patata.
Le donne della compagnia vollero fare un giro su quel motoscafo solo io non potei andare causa la bambina. Enzo mi invoglia ad andare, ma troppo tardi gia era partito. Tornarono che era passata un ora le mie sorelle tutte divertite.«Hei bella rossa sr hsi cambiato idea io sono pronto». Non so se fu un caso o uns cosa voluta mentre lo disse si tocco il cazzo.
Guardai speranzoso mio marito, uscendo di assenzo con il capo e gioiosamente dissi vengo.
Con garbo e gentilezza mi aiutò a salire a bordo, mi fece spazio e mi fece accomodare. Non so perché impacciato,oppure ci marciava, ma nellaiutarmi piu volte mi tocco il petto e il culo, comunque io non dissi niente .
Partimmo affine ormai la costa non si vedeva più, dun tratto il motoscafo si fermò. Chiesi cosa succedesse, se cerano problemi,lui mi rispose vhe non c'erano problemi che avrva spento lui i motori perché voleva conversare un po con me.mise die teli uno accanto all'altro, si sdraiato su uno mi invito sull'altro. Mi distesi accanto a lui sapevo già che avrebbe avanzato richieste, stendendomi l'avrei autorizzato.
Comicio col dire di se che si era fatto da solo,poi arrivò al punto.«Ho sempre avuto il desiderio di una gnocca rossa ma è rimasto tale». Lo diceva mentre abbassava le bretelle del mio reggiseno. Non lo fermaianzi,gli diedi una mano, me lo tolsi .«Ti piacr il cazzo ?» chiese «Signor Mario sono sposata» candidamente risposi. Lo cacciò da fuori io calai la testa per non guardare,co..decisione ma non violenza mi prese il mento, mi alzo la testa, vidi quella bestia.Lo guardai negli occhi mentre mi leccavo le labbra . Con.la mano sulla testa mi accompagno al cazzo ,aprii la bocca e lo feci scomparve dentro. « Che bocchinara, nessuno mai l'aveva ingoiato tutto tu ci riesci facilmente.» Lo sbocchinai a lungo, mi piaceva ,aveva un buon sapore e quando sborro ingoiai tutto poi gli pulii il cazzo e mi leccai le labbra. Mi preparai per il secondo atto, ma lui disse «rivestit troia torniamo a riva» giro il motoscafo tra le mie proteste, ero infuocata,ero partita e non volevo piu fermarmi, mi disse «troia ci vediamo giovedì alle 8 mi raccomando vieni sola» annuii anche se non sapevo ancora cosa dire ad Enzo. Quella sera mi feci chiavate slla grande da mio marito. Non era fesso aveva capito volle gli raccontassi l'accaduto poi gli dissi dell'appuntamento «ci vuoi andare» chiese non ebbi il coraggio di dire si non gli risposi. Lui disse« Vacci alla bambina ci penso io». Mi voltsi dall'altro lato non ebbi il coraggio di mostrargli il ghigno di soddisfazione dipinto sul mio viso .
Nei giorni seguenti sembravo una verginella al primo appuntamento ansiosa che venisse il giorno . Ed il giorno venne, arrivai persino in anticipo. Mi venne incontro mi baciò vredebonuscissimo col motoscafo invece invece mi porto bistro una Kawasaki una bestia enorme, non so la cilindrata, ma ruggiva forte.
Mi sentivo euforica ero eccitata non capivo piu nulla . Mi porto im uma caletta isolata, ben protetta dagli scogli, mentre gli scogli ersno visibili a tutti ci baciammo , toccammo dappertutto poi ci spogliarmi. Era gia duro ma lo volli leccare uguale. Poche leccate poi mi prese per i capelli,« la bocca la conosco ora il vszxo.vuole la fessa prendilo in mano e mettilo dentro, muoviti troia»
Io soggiocata ubbidii volevo troppo quel cazzo avevo gia aspettato troppo. Lo accompagnai con la mano ma non riuscii a riceverlo tutto, troppo lungo mi sconquassava l'utero. Lo tenni poco dentro poi lo cacciai mi girai e dissi «rompimento il culo adesso» si appoggio dietro un solo colpo sentii male, ma poi il piacere,riusci a far sbattere pe psĺe sulle natiche
Poi prese a chiavarmi sempre piu forte entrava il mio cilo l'avvolgeva usciva, il culo si dilatava andò avanti così finché non sborrò
Aveva un impegno mi riaccompagno ci rivedremo disse e spero von quella moto
Chissà quanfi ci saremmo rivisti.
La nostra casa: una villa su due livelli zona giorno in basso , notte in alto. Ampio salone,cucina ,bagno grande e, ripostiglio. Poi ampia scala e,sopra quattro camere con mini bagno ognuna. Avevamo un giardino grande che girava intorno casa. Papà li muni di un paio di gazebi munito di tavoli e sedie. Vi mise die altalene,una singola e una multipla. Fra due alberi di limoni monti un amaca e qualche panchina sparsa qua e là. Non avevamo la piscina ma piu docce sparse per il giardino.
Ho passato molti giorni della mia infanzia li dove ho imparato ad amare il mare
Quante notti passate li sulla spiaggia a rimirarlo.
Intanto crescevano, la scuola,il lavoro e quant'altro d'inverno ci teneva lontani dal "mio angolo di paradiso", cosi lo definivo io. Le estati le passavamo li per la mia felicità.
Anche da sposata passavo le mie estati li
Spesso veniva Rosaria,uma delle mie sorelle. Quell'estate si fidanzo con Andrea, un ragazzo del luogo .
Un giorno mentre eravamo intenti, tutti noi della famiglia,a crogiolarci al sole arrivò Andrea su un motoscafo cabinato. Lo guidava il papà una persona affascinante, di mezzetà con un fisico vhe rasentano la perfezione, forse di faccia non era tanto bello,unico difetto certamente il naso a patata.
Le donne della compagnia vollero fare un giro su quel motoscafo solo io non potei andare causa la bambina. Enzo mi invoglia ad andare, ma troppo tardi gia era partito. Tornarono che era passata un ora le mie sorelle tutte divertite.«Hei bella rossa sr hsi cambiato idea io sono pronto». Non so se fu un caso o uns cosa voluta mentre lo disse si tocco il cazzo.
Guardai speranzoso mio marito, uscendo di assenzo con il capo e gioiosamente dissi vengo.
Con garbo e gentilezza mi aiutò a salire a bordo, mi fece spazio e mi fece accomodare. Non so perché impacciato,oppure ci marciava, ma nellaiutarmi piu volte mi tocco il petto e il culo, comunque io non dissi niente .
Partimmo affine ormai la costa non si vedeva più, dun tratto il motoscafo si fermò. Chiesi cosa succedesse, se cerano problemi,lui mi rispose vhe non c'erano problemi che avrva spento lui i motori perché voleva conversare un po con me.mise die teli uno accanto all'altro, si sdraiato su uno mi invito sull'altro. Mi distesi accanto a lui sapevo già che avrebbe avanzato richieste, stendendomi l'avrei autorizzato.
Comicio col dire di se che si era fatto da solo,poi arrivò al punto.«Ho sempre avuto il desiderio di una gnocca rossa ma è rimasto tale». Lo diceva mentre abbassava le bretelle del mio reggiseno. Non lo fermaianzi,gli diedi una mano, me lo tolsi .«Ti piacr il cazzo ?» chiese «Signor Mario sono sposata» candidamente risposi. Lo cacciò da fuori io calai la testa per non guardare,co..decisione ma non violenza mi prese il mento, mi alzo la testa, vidi quella bestia.Lo guardai negli occhi mentre mi leccavo le labbra . Con.la mano sulla testa mi accompagno al cazzo ,aprii la bocca e lo feci scomparve dentro. « Che bocchinara, nessuno mai l'aveva ingoiato tutto tu ci riesci facilmente.» Lo sbocchinai a lungo, mi piaceva ,aveva un buon sapore e quando sborro ingoiai tutto poi gli pulii il cazzo e mi leccai le labbra. Mi preparai per il secondo atto, ma lui disse «rivestit troia torniamo a riva» giro il motoscafo tra le mie proteste, ero infuocata,ero partita e non volevo piu fermarmi, mi disse «troia ci vediamo giovedì alle 8 mi raccomando vieni sola» annuii anche se non sapevo ancora cosa dire ad Enzo. Quella sera mi feci chiavate slla grande da mio marito. Non era fesso aveva capito volle gli raccontassi l'accaduto poi gli dissi dell'appuntamento «ci vuoi andare» chiese non ebbi il coraggio di dire si non gli risposi. Lui disse« Vacci alla bambina ci penso io». Mi voltsi dall'altro lato non ebbi il coraggio di mostrargli il ghigno di soddisfazione dipinto sul mio viso .
Nei giorni seguenti sembravo una verginella al primo appuntamento ansiosa che venisse il giorno . Ed il giorno venne, arrivai persino in anticipo. Mi venne incontro mi baciò vredebonuscissimo col motoscafo invece invece mi porto bistro una Kawasaki una bestia enorme, non so la cilindrata, ma ruggiva forte.
Mi sentivo euforica ero eccitata non capivo piu nulla . Mi porto im uma caletta isolata, ben protetta dagli scogli, mentre gli scogli ersno visibili a tutti ci baciammo , toccammo dappertutto poi ci spogliarmi. Era gia duro ma lo volli leccare uguale. Poche leccate poi mi prese per i capelli,« la bocca la conosco ora il vszxo.vuole la fessa prendilo in mano e mettilo dentro, muoviti troia»
Io soggiocata ubbidii volevo troppo quel cazzo avevo gia aspettato troppo. Lo accompagnai con la mano ma non riuscii a riceverlo tutto, troppo lungo mi sconquassava l'utero. Lo tenni poco dentro poi lo cacciai mi girai e dissi «rompimento il culo adesso» si appoggio dietro un solo colpo sentii male, ma poi il piacere,riusci a far sbattere pe psĺe sulle natiche
Poi prese a chiavarmi sempre piu forte entrava il mio cilo l'avvolgeva usciva, il culo si dilatava andò avanti così finché non sborrò
Aveva un impegno mi riaccompagno ci rivedremo disse e spero von quella moto
Chissà quanfi ci saremmo rivisti.
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