Il burattino
di
IL MICROBO
genere
dominazione
IL BURATTINO
Il Signor Dario è il mio padrone di casa. Mi alloggia gratis nel monolocale che ha ricavato sopra di lui in soffitta e visto che gli sono debitore di tanta non troppo disinteressata ospitalità è mio padrone anche per altri versi. Sua moglie, la Signora Katia, detta Kati, è anche lei la mia padrona di casa e anche lei mi è padrona in un altro senso. Quando l'uno o l'altra o tutti e due, magari insieme a qualche loro amico o amica, mi chiamano devo stare agli ordini. Sono un bel ragazzone, ci so fare sia con le donne sia con gli uomini, da attivo certo ma anche da passivo, di bocca buona e pure di sedere, e come se non bastasse mi hanno abituato ad accettare ogni genere di porcherie. Sono stato selezionato proprio per la mia versatilità e infatti mi chiamano “Passepartout”, o più alla spiccia “PiPì”.
Quella sera avevano due uomini in casa e a fine cena tutti, compresi il Signor Dario e la Signora Katia, hanno compilato il questionario dei desideri proibiti e me lo hanno passato. La Signora Katia come al solito richiedeva una scopatina, il Signor Dario un pompino, Uno dei loro amici mi avrebbe preso per il culo, l'altro invece si offriva per subire la stessa sorte da me, così, tanto per provare. Scendo da loro già nudo, come al solito, e mi piazzo statuario all'impiedi in centro stanza per il rito propiziatorio della palpata. Otto mani addosso sono tante ma ci sono abituato. Si siedono, sorseggiano il caffè e chiacchierano del più e del meno. Finalmente il Signor Dario pronuncia la frase fatidica (Gran caldo oggi) al suono della quale tutti si mettono nudi.
La Katia schiocca le dita. Davanti a tutti mi avvicino, la pomicio un po' e me la scopo lì, a scena aperta, sul tappeto della sala. Gli altri assistono con l'uccello in mano che gli diventa duro durissimo. Finita la prestazione è il Signor Dario che a sua volta schiocca le dita.
Gli entro fra le gambe e mi immergo a fargli un pompino coi fiocchi. I due sono stupefatti. Il primo, che ad occhio e croce è colui che vuole incularmi, schiocca le dita. Mi posiziono e mi monta in groppa. Non l'ha mai fatto da maschio a maschio ed esita un po'. Viene incoraggiato dai miei Signori Padroni (Niente pudori: procedi). Una trivella! Premio finale: il frutto del suo stratosferico orgasmo. Ultimo schiocco di dita e tocca a me far provare il brivido del sesso invertito a quell'altro, che di sicuro non l'aveva mai preso ma è proprio vero che l'occasione fa l'uomo ladro. Gli salgo sopra e rendo il servizio. Una vera cagna!
A quel punto manca solo il Gran Finale. La Signora Katia mi ingiunge: “PiPì” in vasca.
Raggiungo il bagno e mi ci accomodo dentro. Arrivano. Sono ormai fuori controllo. Con la minchia in festa (e Lei a vagina spalancata) mi inondano a svuota vescica. Gocciolo, mi deridono. Si allontano. Faccio doccia. Saluto rispettosamente la brigata e levo il disturbo, appena in tempo per ascoltare una serie di commenti divertiti e il Signor Dario che li rassicura: Quando non avete niente di meglio da fare venite da noi che ripetiamo, anche con varianti.
Infatti qualche sera dopo vengo riconvocato. La Katia mi vuole dentro dietro (che goduria) e quella seconda volta i magnifici tre, all'unanimità e a turno, mi devastano il culo (Un male che non vi dico). Poi subisco la Pioggia comunitaria.
Basta, ho deciso, se succede ancora che mi utilizzano troppo e non solo di tanto in tanto, ci metto un attimo a cambiare alloggio e mi libero dal pagare pegno. Dico sempre così ma poi ci ripenso e resto, non so quanto di malavoglia, in loro potere.
Il Signor Dario è il mio padrone di casa. Mi alloggia gratis nel monolocale che ha ricavato sopra di lui in soffitta e visto che gli sono debitore di tanta non troppo disinteressata ospitalità è mio padrone anche per altri versi. Sua moglie, la Signora Katia, detta Kati, è anche lei la mia padrona di casa e anche lei mi è padrona in un altro senso. Quando l'uno o l'altra o tutti e due, magari insieme a qualche loro amico o amica, mi chiamano devo stare agli ordini. Sono un bel ragazzone, ci so fare sia con le donne sia con gli uomini, da attivo certo ma anche da passivo, di bocca buona e pure di sedere, e come se non bastasse mi hanno abituato ad accettare ogni genere di porcherie. Sono stato selezionato proprio per la mia versatilità e infatti mi chiamano “Passepartout”, o più alla spiccia “PiPì”.
Quella sera avevano due uomini in casa e a fine cena tutti, compresi il Signor Dario e la Signora Katia, hanno compilato il questionario dei desideri proibiti e me lo hanno passato. La Signora Katia come al solito richiedeva una scopatina, il Signor Dario un pompino, Uno dei loro amici mi avrebbe preso per il culo, l'altro invece si offriva per subire la stessa sorte da me, così, tanto per provare. Scendo da loro già nudo, come al solito, e mi piazzo statuario all'impiedi in centro stanza per il rito propiziatorio della palpata. Otto mani addosso sono tante ma ci sono abituato. Si siedono, sorseggiano il caffè e chiacchierano del più e del meno. Finalmente il Signor Dario pronuncia la frase fatidica (Gran caldo oggi) al suono della quale tutti si mettono nudi.
La Katia schiocca le dita. Davanti a tutti mi avvicino, la pomicio un po' e me la scopo lì, a scena aperta, sul tappeto della sala. Gli altri assistono con l'uccello in mano che gli diventa duro durissimo. Finita la prestazione è il Signor Dario che a sua volta schiocca le dita.
Gli entro fra le gambe e mi immergo a fargli un pompino coi fiocchi. I due sono stupefatti. Il primo, che ad occhio e croce è colui che vuole incularmi, schiocca le dita. Mi posiziono e mi monta in groppa. Non l'ha mai fatto da maschio a maschio ed esita un po'. Viene incoraggiato dai miei Signori Padroni (Niente pudori: procedi). Una trivella! Premio finale: il frutto del suo stratosferico orgasmo. Ultimo schiocco di dita e tocca a me far provare il brivido del sesso invertito a quell'altro, che di sicuro non l'aveva mai preso ma è proprio vero che l'occasione fa l'uomo ladro. Gli salgo sopra e rendo il servizio. Una vera cagna!
A quel punto manca solo il Gran Finale. La Signora Katia mi ingiunge: “PiPì” in vasca.
Raggiungo il bagno e mi ci accomodo dentro. Arrivano. Sono ormai fuori controllo. Con la minchia in festa (e Lei a vagina spalancata) mi inondano a svuota vescica. Gocciolo, mi deridono. Si allontano. Faccio doccia. Saluto rispettosamente la brigata e levo il disturbo, appena in tempo per ascoltare una serie di commenti divertiti e il Signor Dario che li rassicura: Quando non avete niente di meglio da fare venite da noi che ripetiamo, anche con varianti.
Infatti qualche sera dopo vengo riconvocato. La Katia mi vuole dentro dietro (che goduria) e quella seconda volta i magnifici tre, all'unanimità e a turno, mi devastano il culo (Un male che non vi dico). Poi subisco la Pioggia comunitaria.
Basta, ho deciso, se succede ancora che mi utilizzano troppo e non solo di tanto in tanto, ci metto un attimo a cambiare alloggio e mi libero dal pagare pegno. Dico sempre così ma poi ci ripenso e resto, non so quanto di malavoglia, in loro potere.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Tutto per caso
Commenti dei lettori al racconto erotico