First time
di
Spidey
genere
gay
Un paio di amici che mi hanno scritto vogliono che racconti della mia prima volta in culo. I nomi sono inventati e come al solito esagero un pochino.
È successo piuttosto tardi, erano già due anni che capitava di tirare seghe e pompini e per un certo periodo andavo a studiare da un amichetto peggio di me che si segava da diventare davvero cieco.
In culo invece è stato nell'estate dopo il mio primo anno di superiori, mamma mi aveva regalato una vespa Lx50 rossa (di seconda mano) e io avevo in testa solo lei. Quell'estate l'ho passata tutta su quella sella!
C'erano però due stronzi che mi avevano preso di mira, due cugini, Raffaele e Ciro, in poche parole mi bullizzavano, mi urlavano frocio, checca, vieni qui a ciucciarmelo. Non mi hanno mai pestato veramente ma capitava di finire sotto loro, mi prendevano davanti ai miei amici mi tiravano sberle sul coppino e mi pizzicavano da lividi.
Avevano solo un anno più di me ma erano già uomini, stavano a torso nudo per far vedere che erano dei duri. Io magrolino, biondino e col culetto tondo, ho sempre dimostrato meno anni. Allora non lo capivo, il problema era che gli piacevo e questo li faceva incazzare perché a loro doveva interessare solo la figa.
Ma il vero problema era che io ero innamorato cotto di Raffaele, ma cotto cotto come lo sei solo in quegli anni, da soffrire ogni volta che lo vedevo. Raffaele mi piaceva da morire, abbronzato, bel viso, fisico snello ma muscoloso, belle spalle rotonde, invece Ciro non mi piaceva per un cazzo, era grosso, fianchi larghi, viso stupido.
Un pomeriggio ero solo in vespa e passando vicino ad una chiesetta di campagna li vedo. Mi urlano di fermarmi. Un brivido e torno indietro. Erano seduti pancia all'aria su una panchina di legno sotto gli alberi. Mi insultano, mi chiedono se sono in giro per cazzi. Qualche pizzicotto e qualche coppino e Ciro mi tira giù per il collo mi spreme il viso contro il pacco. Mi libera. Tira fuori un cazzotto tozzo ma largo. Adesso me lo ciucci. Mi porta più in dentro, lontano dalla stradina. Gli ciuccio il cazzo, me lo spinge in gola, vuole soffocarmi, è un coglione. Raffaele s'è seduto su una panchina e ci guarda. Ciro mi sborra in faccia. Mi chiama frocio. Mi volto verso Raffaele. Allarga le palle e tira fuori un cazzo bellissimo, arcuato verso l'alto, già scappellato. Nessuno deve ordinarmi nulla, ci faccio un pompino innamorato.
Il giorno dopo ci sono passato venti volte, avanti e indietro su quella strada. Niente, ma li ho ribeccati il giorno dopo ed è diventata la consuetudine di quell'estate. Bei pompini pacifici, loro due seduti a gambe larghe e cazzo ritto. Ciucciavo a turno i due cugini, segavo piano, li facevo godere anche per mezz'ora o più, non passava mai nessuno, solo ogni tanto dovevano richiudere i cazzi ed aspettare che se ne andassero.
Io ci andavo solo per Raffaele. E un giorno mi dice: 'Domani vieni all'una.'
Sono stato in calore per un giorno, quella sera ho cercato una carota grossa, l'ho pulita e... cazzo, una carota fredda in culo è la cosa più scema. Sono uscito e ho comprato i preservativi dal distributore. Molto molto meglio le carote e le zucchine scivolavano con l'olio di cucina e mi sono sorpreso che non mi faceva male. Appena sveglio, mamma al lavoro, ho usato ancora una zucchina pensando sempre al cazzo di Raffaele..
Sono arrivato prima di lui. Ero in calore, il culo ancora unto di olio . È successo tutto in un lampo, con la fretta di essere scoperti. Mi ha preso dietro, ho abbassato i calzoncini piegandomi in avanti e il cazzo mi è risalito scivolando in culo. Una cosa fantastica, sentivo dentro il cazzo di Raffaele. E esssere scopati mi uccideva, godevo come non sapevo di potere, e godevo innamorato. Era eccitato, è venuto subito, sulla schiena, ed è corso via.
Per critiche suggerimenti collaborazioni e cazzate
milano3687@proton.me
Ho sofferto due giorni, non era stato come speravo. Era stato fantastico ma io volevo di più da Raffaele.
Poche palle, i due cugini erano proprio stronzi. Ci sono ripassato dopo tre giorni. Mi hanno chiamato. Raffaele rideva ma si vedeva che si vergognava. Ciro era incazzato. 'Vieni qui, puttana, ti inculo anch'io.'
Il mio primo cazzo secco in culo, nemmeno con la saliva mi aprivo, l'ho fermato, ci ho sputato sopra tutta la saliva che avevo, mi ha fatto un male del cazzo, da piangere quasi, piegato in due sulla panchina, e lo stronzo ci dava dentro come un cinghiale fino alla sborrata. Mi ha schizzato in culo lo stronzo.
Ma poi Raffaele, il suo bellissimo cazzo lungo tutto dentro e ho fatto pace col mondo. Piangevo di gioia, gli ho detto di sborrare dentro.
Un'estate scema, ma era l'unico modo di avere raffaele.
È successo piuttosto tardi, erano già due anni che capitava di tirare seghe e pompini e per un certo periodo andavo a studiare da un amichetto peggio di me che si segava da diventare davvero cieco.
In culo invece è stato nell'estate dopo il mio primo anno di superiori, mamma mi aveva regalato una vespa Lx50 rossa (di seconda mano) e io avevo in testa solo lei. Quell'estate l'ho passata tutta su quella sella!
C'erano però due stronzi che mi avevano preso di mira, due cugini, Raffaele e Ciro, in poche parole mi bullizzavano, mi urlavano frocio, checca, vieni qui a ciucciarmelo. Non mi hanno mai pestato veramente ma capitava di finire sotto loro, mi prendevano davanti ai miei amici mi tiravano sberle sul coppino e mi pizzicavano da lividi.
Avevano solo un anno più di me ma erano già uomini, stavano a torso nudo per far vedere che erano dei duri. Io magrolino, biondino e col culetto tondo, ho sempre dimostrato meno anni. Allora non lo capivo, il problema era che gli piacevo e questo li faceva incazzare perché a loro doveva interessare solo la figa.
Ma il vero problema era che io ero innamorato cotto di Raffaele, ma cotto cotto come lo sei solo in quegli anni, da soffrire ogni volta che lo vedevo. Raffaele mi piaceva da morire, abbronzato, bel viso, fisico snello ma muscoloso, belle spalle rotonde, invece Ciro non mi piaceva per un cazzo, era grosso, fianchi larghi, viso stupido.
Un pomeriggio ero solo in vespa e passando vicino ad una chiesetta di campagna li vedo. Mi urlano di fermarmi. Un brivido e torno indietro. Erano seduti pancia all'aria su una panchina di legno sotto gli alberi. Mi insultano, mi chiedono se sono in giro per cazzi. Qualche pizzicotto e qualche coppino e Ciro mi tira giù per il collo mi spreme il viso contro il pacco. Mi libera. Tira fuori un cazzotto tozzo ma largo. Adesso me lo ciucci. Mi porta più in dentro, lontano dalla stradina. Gli ciuccio il cazzo, me lo spinge in gola, vuole soffocarmi, è un coglione. Raffaele s'è seduto su una panchina e ci guarda. Ciro mi sborra in faccia. Mi chiama frocio. Mi volto verso Raffaele. Allarga le palle e tira fuori un cazzo bellissimo, arcuato verso l'alto, già scappellato. Nessuno deve ordinarmi nulla, ci faccio un pompino innamorato.
Il giorno dopo ci sono passato venti volte, avanti e indietro su quella strada. Niente, ma li ho ribeccati il giorno dopo ed è diventata la consuetudine di quell'estate. Bei pompini pacifici, loro due seduti a gambe larghe e cazzo ritto. Ciucciavo a turno i due cugini, segavo piano, li facevo godere anche per mezz'ora o più, non passava mai nessuno, solo ogni tanto dovevano richiudere i cazzi ed aspettare che se ne andassero.
Io ci andavo solo per Raffaele. E un giorno mi dice: 'Domani vieni all'una.'
Sono stato in calore per un giorno, quella sera ho cercato una carota grossa, l'ho pulita e... cazzo, una carota fredda in culo è la cosa più scema. Sono uscito e ho comprato i preservativi dal distributore. Molto molto meglio le carote e le zucchine scivolavano con l'olio di cucina e mi sono sorpreso che non mi faceva male. Appena sveglio, mamma al lavoro, ho usato ancora una zucchina pensando sempre al cazzo di Raffaele..
Sono arrivato prima di lui. Ero in calore, il culo ancora unto di olio . È successo tutto in un lampo, con la fretta di essere scoperti. Mi ha preso dietro, ho abbassato i calzoncini piegandomi in avanti e il cazzo mi è risalito scivolando in culo. Una cosa fantastica, sentivo dentro il cazzo di Raffaele. E esssere scopati mi uccideva, godevo come non sapevo di potere, e godevo innamorato. Era eccitato, è venuto subito, sulla schiena, ed è corso via.
Per critiche suggerimenti collaborazioni e cazzate
milano3687@proton.me
Ho sofferto due giorni, non era stato come speravo. Era stato fantastico ma io volevo di più da Raffaele.
Poche palle, i due cugini erano proprio stronzi. Ci sono ripassato dopo tre giorni. Mi hanno chiamato. Raffaele rideva ma si vedeva che si vergognava. Ciro era incazzato. 'Vieni qui, puttana, ti inculo anch'io.'
Il mio primo cazzo secco in culo, nemmeno con la saliva mi aprivo, l'ho fermato, ci ho sputato sopra tutta la saliva che avevo, mi ha fatto un male del cazzo, da piangere quasi, piegato in due sulla panchina, e lo stronzo ci dava dentro come un cinghiale fino alla sborrata. Mi ha schizzato in culo lo stronzo.
Ma poi Raffaele, il suo bellissimo cazzo lungo tutto dentro e ho fatto pace col mondo. Piangevo di gioia, gli ho detto di sborrare dentro.
Un'estate scema, ma era l'unico modo di avere raffaele.
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