Sul bus
di
Messalina
genere
confessioni
Il rapporto con Enzo era ormai consolidato, trovammo l'intesa perfetta. Papà mi chiavava ogni tanto,Enzo tutti i giorni,o quasi. Si perche quando papà mi chiavava conservava la sua sborra, ma non la condividevo con nessuno,era solo mia. Enzo capiva e ,se pur a malincuore, non mi forzava,sapeva anche che il giorno dopo sarei stata completamente sua.
Un giorno papà si senti male,lo portai al prontosoccorso con l'ambulanza
Gli disgnosticarono una colica,lo dimisero. Quella notte non si dormi. Lo riposto in ospedale, altri dottori era cambiato il turno. Dopo aver ripetuto gli esami gli fu diagnosticata una grossa
perforazione al duodeno.
Fu operato d'urgenza,dicono appena in tempo.
Nom potevo andare da lui con l'auto,non ero patentata ancora ,optai per il bus. Si sa che nelle ore di punta i bus sono affollati, ma non credevo che si affollasse cosi. Io ero nel corridoio del bus la fessa pigiata sul bordo di un sediolino e cazzi che mi strusciavano dietro. Divenne stracolmo quel bus e l'autista incosciente partiva con le porte aperte. Dava colpi di freni per fare ammassare la gente e chiudere le porte. Ci riuscii vero ma io intanto mi eccitai. Immagginate, ogni colpo di freni il mio clito strusciava sul sediolino. Sognai allora un bel cazzo duro tra il solco del culo. Sembrava fosse reale quel sogno, mi girai un tantino per capire. Altro che sogno era un bel nero. Avevo la fessa che quasi inghiottiva il sedillino un cazzo duro, nero dietro wow venni così, impiedi nel bus
Non potei urlare il mio piacere
Dovetti gemere in silenzio,ma fremevo,fremevo forte,fu questo lo sfogo del mio corpo.
Speravo che nessun se ne accorgesse, ma non fu così.
Il nero da dietro mi fa complimenti bella signora se vuoi io scendo. Non so per quale motivo scesi anche io
Lui avanti io indietro, lo seguivo come il cane segue il padrone. Giro l'angolo, entro in una casa semidiroccata lasciò l'uscio aperto io mi fermai a guardare,« entra e chiudi la porta troia» disse mentre si versava un po d'acqua
«Vuoi bere o vuoi succhiare?»
Non risposi mi inginocchiai, glielo cacciai fuori e lo scrutai. Era la prima volta che vedevo un cazzo nero, in fondo mon era diverso da quelli bianchi che avevo conosciuto. Cambiava il colore, non la lunghezza e grossezza.
Cominciai a succhiarlo gli leccavo le palle, l'asta e,la cappella, poi lo presi in bocca fino alla gola.
Ne rimaneva fuori ancora un bel po',una botta secca da dietro gli facilito l'entrata
Qualcuno comincio a chiavarmi la fessa, rimasi sorpresa « e il mio coinquilino ti spiace?» scuotei la testa per rispondere no,anzi era molto gradito.
Lo lavorai parecchio di bocca quel cazzo, era di una resistenza esagerata,memtre l'altro nlla fessa si dava da fare. Lo cacciò fuori e senza chiedere permesso puntò il culo. Era bello grosso ma lo lasciai fare. Senza stuzzicare, ne lubrificare diede un colpo forte, deciso.
Entro ma non fino alle palle, lo tiro fuori, punto di nuovo, stavolta si senti il dolce rumore delle palle sulle natiche. L'altro usci da bocca, si mise sotto comincio a chisvarmi la fessa
Ero piena avanti e dietro, si dettero il cambio io godevo come una troia i miei non erano mugolii, sembravano latrati tanto sembravo una cagna in calore .«Urla troia urla piu forte facci sentire il tuo piacere» diceva uno« che troia che sei l'avevo capito nel bus che lo eri, ma non credevo così , puttana .» poi si inginocchiarono davanti a me due colpetti e mi investirono di sborra
Quel vhe riuscii imgoiai, il resto mi imbratto la faccia . « Vai in bagno e pulisciti zoccola, fa presto e va via e ora che arrivino le nostre mogli». In bagno mi ripulii alla meglio, andai via ora volevo vedere papà.
Un giorno papà si senti male,lo portai al prontosoccorso con l'ambulanza
Gli disgnosticarono una colica,lo dimisero. Quella notte non si dormi. Lo riposto in ospedale, altri dottori era cambiato il turno. Dopo aver ripetuto gli esami gli fu diagnosticata una grossa
perforazione al duodeno.
Fu operato d'urgenza,dicono appena in tempo.
Nom potevo andare da lui con l'auto,non ero patentata ancora ,optai per il bus. Si sa che nelle ore di punta i bus sono affollati, ma non credevo che si affollasse cosi. Io ero nel corridoio del bus la fessa pigiata sul bordo di un sediolino e cazzi che mi strusciavano dietro. Divenne stracolmo quel bus e l'autista incosciente partiva con le porte aperte. Dava colpi di freni per fare ammassare la gente e chiudere le porte. Ci riuscii vero ma io intanto mi eccitai. Immagginate, ogni colpo di freni il mio clito strusciava sul sediolino. Sognai allora un bel cazzo duro tra il solco del culo. Sembrava fosse reale quel sogno, mi girai un tantino per capire. Altro che sogno era un bel nero. Avevo la fessa che quasi inghiottiva il sedillino un cazzo duro, nero dietro wow venni così, impiedi nel bus
Non potei urlare il mio piacere
Dovetti gemere in silenzio,ma fremevo,fremevo forte,fu questo lo sfogo del mio corpo.
Speravo che nessun se ne accorgesse, ma non fu così.
Il nero da dietro mi fa complimenti bella signora se vuoi io scendo. Non so per quale motivo scesi anche io
Lui avanti io indietro, lo seguivo come il cane segue il padrone. Giro l'angolo, entro in una casa semidiroccata lasciò l'uscio aperto io mi fermai a guardare,« entra e chiudi la porta troia» disse mentre si versava un po d'acqua
«Vuoi bere o vuoi succhiare?»
Non risposi mi inginocchiai, glielo cacciai fuori e lo scrutai. Era la prima volta che vedevo un cazzo nero, in fondo mon era diverso da quelli bianchi che avevo conosciuto. Cambiava il colore, non la lunghezza e grossezza.
Cominciai a succhiarlo gli leccavo le palle, l'asta e,la cappella, poi lo presi in bocca fino alla gola.
Ne rimaneva fuori ancora un bel po',una botta secca da dietro gli facilito l'entrata
Qualcuno comincio a chiavarmi la fessa, rimasi sorpresa « e il mio coinquilino ti spiace?» scuotei la testa per rispondere no,anzi era molto gradito.
Lo lavorai parecchio di bocca quel cazzo, era di una resistenza esagerata,memtre l'altro nlla fessa si dava da fare. Lo cacciò fuori e senza chiedere permesso puntò il culo. Era bello grosso ma lo lasciai fare. Senza stuzzicare, ne lubrificare diede un colpo forte, deciso.
Entro ma non fino alle palle, lo tiro fuori, punto di nuovo, stavolta si senti il dolce rumore delle palle sulle natiche. L'altro usci da bocca, si mise sotto comincio a chisvarmi la fessa
Ero piena avanti e dietro, si dettero il cambio io godevo come una troia i miei non erano mugolii, sembravano latrati tanto sembravo una cagna in calore .«Urla troia urla piu forte facci sentire il tuo piacere» diceva uno« che troia che sei l'avevo capito nel bus che lo eri, ma non credevo così , puttana .» poi si inginocchiarono davanti a me due colpetti e mi investirono di sborra
Quel vhe riuscii imgoiai, il resto mi imbratto la faccia . « Vai in bagno e pulisciti zoccola, fa presto e va via e ora che arrivino le nostre mogli». In bagno mi ripulii alla meglio, andai via ora volevo vedere papà.
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