Vacanza in Croazia

di
genere
incesti

Dopo la fine del mio matrimonio con conseguente separazione per un paio di anni avevo fatto vita da eremita, mi ero lasciato andare, non uscivo quasi mai, e non volevo vedere nessuno. Fra le poche persone c’erano mia sorella Marika e mio cognato Alberto. Con mia sorella Marika, nonostante avessimo 10 anni di differenza (io 40 e lei 50) avevamo sempre avuto un rapporto molto stretto. Alberto il marito aveva un paio di anni più di lei e purtroppo negli ultimi anni aveva gravi problemi di salute. Quella estate dopo molte insistenze da parte loro avevo accettato di fare le vacanze insieme a loro, anche perché avendo loro prenotato un bungalow in un campeggio in Croazia gli sarei stato di aiuto a guidare per raggiungerlo.
Il campeggio era molto bello, era molto grande e servito di tutto. Per arrivare al mare si dovevano percorrere un centinaio di metri di sentiero che attraversava la pineta. Anche la spiaggia era molto attrezzata, c’era il bar ed anche il ristorante per chi voleva mangiare in spiaggia. La maggioranza dei clienti del campeggio erano tedeschi o dell’Europa del nord, gli italiani eravamo molto pochi. La prima settimana era passata tranquillamente, Alberto spesso si rilassava andando a pesca con la sua canna, anche se non riusciva mai a prendere più di uno o due pescetti gli piaceva ugualmente stare a pescare.
Sulla spiaggia, molte donne, soprattutto le ragazze giovani stavano in topless, mia sorella Marika, anche se aveva un bel corpo e non dimostrava affatto gli anni che aveva, non aveva mai voluto togliere il reggiseno anche se era Alberto a incitarla a farlo. Per caso un giorno mi ero accorto che un signore tedesco continuava a fissarla e con mia sorpresa avevo scoperto che Marika scambiava gli sguardi sorridendo. Il tedesco non era affatto un bell’uomo, era piuttosto robusto e con un vocione. Col passare dei giorni gli sguardi fra loro due erano frequentissimi e Marika era sempre più sorridente nei confronti dell’uomo, che dopo che una sera ci aveva seguito fino al nostro bungalow, aveva iniziato a passare davanti in modo molto frequente. Avrei voluto chiedere spiegazioni a mia sorella, ma temevo avrei fatto una figura di merda se mi avesse risposto che ero arrivato a conclusioni sbagliate e senza senso.
Un pomeriggio che Alberto era andato presto a mare per pescare, quando anche io dopo una oretta stavo per raggiungerlo a mare, Marika mi aveva detto di incamminarmi che mi avrebbe raggiunto dopo pochi minuti. Stavo incamminandomi quando all’imbocco del sentiero nella pineta avevo visto il tedesco. Era fermo come ad aspettare qualcuno. Ero andato una decina di metri avanti poi mi ero inoltrato nella pineta. Dopo una decina di minuti era passato il tedesco camminava continuando a guardarsi alle spalle, dopo un po' era comparsa mia sorella Marika. Avevo subito sentito che c’era qualcosa di losco, ero rimasto nascosto e dopo che Marika mi aveva superato avevo iniziato a seguirla restando dentro la boscaglia. Ad un certo punto il tedesco che era a una ventina di metri avanti si era inoltrato nella pineta, Marika una volta raggiunto quel posto si era guardata intorno e quando era stata sicura che nessuno l’avrebbe vista anche lei era entrata nella pineta da come presumevo a seguire il Tedesco.
Si erano inoltrati nella pineta che diventava sempre più fitta, essendo dal lato dove ero io non avevo dovuto nemmeno uscire sul sentiero. A distanza riuscivo a vederli, il tedesco avanti e mia sorella dietro. Dopo essersi inoltrato per una cinquantina di metri il tedesco si era fermato dietro a un cespuglio a e era bastato spostarmi leggermente per riuscire a vederlo. Marika era arrivata poco dopo, il tedesco aveva tirato fuori il cazzo, Marika una volta raggiunto il tedesco, si era guardata intorno, poi aveva allungato la mano e gli aveva afferrato il cazzo iniziando a segarlo. Ero rimasto sorpreso non credevo che mia sorella fosse così troia, li avevo osservati per un po' sempre cercando di avvicinarmi senza far rumore. Il tedesco senza parlare, forse consapevole che non si sarebbero capiti aveva spinto la testa di Marika che si era piegata e glielo aveva preso in bocca, iniziando aa fargli un pompino, adesso io ero a non più di 5 metri.
In tutta sincerità, devo ammettere che lo spettacolo mi aveva fatto eccitare. Ero indeciso su cosa fare, non sapevo decidere se fare rumore in modo che si accorgessero e scappassero. Non sapevo se restare a fare il guardone per poi dire a mia sorella che avevo visto tutto. Mentre pensavo al da fasi e sempre più eccitato, il tedesco aveva fatto togliere il costume a mia sorella e dopo averla fatta appoggiare ad un albero aveva iniziato a scoparla, mentre Marika aveva iniziato a gemere. Ad osservare quello spettacolo mi ero eccitato sempre di più, l’astinenza dal sesso si faceva sentire, volevo essere io a scopare Marika, avevo fatto solo un altro paio di passi ed ero arrivato accanto a loro avevo preso il tedesco da un braccio urlando:
- Marika!!!! Ma che cazzo stai combinando?
Il tedesco si era divincolato dalla mia presa ed era subito scappato scambiandomi forse per il marito. Mia sorella aveva girato la testa mi aveva visto, aveva una espressione terrorizzata, era stata scoperta e non aveva ancora capito quale sarebbe stata la mia reazione, temeva anche che forse l’avrei picchiata. Io a quel punto ero stato preso come da un raptus. Prima ancora che Marika potesse ricomporsi con una mano l’avevo spinta in avanti costringendola ad assumere la posizione di prima poi le avevo detto:
- Avevi voglia di scopare? bene adesso ti farai scopare da me e non da sconosciuti.
Era stato un attimo, avevo tirato il cazzo fuori dal costume e l’avevo infilato in figa a Marika. Per lei era stata una sorpresa sentire il mio cazzo dentro, aveva avuto una piccola reazione ma le avevo detto:
- Stai ferma e lasciami fare, se ti fai scopare da sconosciuti, ti scopo anche io.
Avevo iniziato a pomparla e lei aveva di nuovo iniziato a gemere, avevamo goduto insieme ed io gli avevo sborrato in figa. Lei dalla borsa da mare che aveva dietro aveva preso delle salviettine umidificate e me ne aveva passate un paio poi anche lei si era pulita della mia sborra. Ci eravamo sistemati ed eravamo andati in spiaggia. Una volta in spiaggia, da soli, avevamo iniziato con i chiarimenti. Marika mi aveva confidato che da quando aveva avuto i problemi di salute Alberto non riusciva più a fare sesso. Lei cercava di resistere ma testualmente mi aveva detto “non sono di legno” ed anche io ho bisogno di soddisfarmi. Mi aveva detto che non aveva mai voluto relazione con nessuno ma quando la voglia prendeva il sopravvento e capitava qualche sconosciuto lo faceva per soddisfare la sua voglia.
Alle sue giustificazioni non avevo saputo controbattere nulla, ma poi lei mi aveva chiesto
- Come la mettiamo per quello che è successo fra noi?
- Tu sei in astinenza a causa della malattia di Alberto. Io lo ero stato dal giorno della separazione. A vederti prima segare quello poi prenderglielo in bocca ed infine vederlo scoparti inizialmente ero incazzato poi mi sono eccitato ed ho avuto un raptus e non ho capito più nulla.
Eravamo rimasti a lungo in silenzio, quando stavamo per riparlare era arrivato Alberto ed avevamo dovuto cambiare discorso. Il pomeriggio era passato fra continui sguardi fra noi, poi eravamo rientrati per la cena. Dopo cena mentre eravamo seduti nel patio si sentiva la musica provenire dal centro del villaggio, era qualche festa a quel punto era stata Marika a dire:
- Ci sarà sicuramente qualche festa, dai ragazzi andiamo a vedere
- Io non mi sento tanto in forma e tra poco vado a letto. Andate voi se volete.
Aveva parlato Alberto. Marika mi aveva subito invitata a seguirla. Non ci eravamo nemmeno cambiati, lei aveva il costume ed un pareo avvolto intorno al corpo, io il costume ed una camicia. Arrivati in fondo al viale stavo per girare a sinistra per andare da dove proveniva la musica ma Marika mi aveva detto:
- Perché invece non andiamo in spiaggia? A questa ora non dovrebbe esserci nessuno.
L’avevo seguita, in effetti in spiaggia non c’era nessuno. Dopo esserci seduti appoggiando la schiena a una barca lei prendendo per prima la parlo aveva incominciato a parlare dicendo:
- Che abbiamo scopato pur essendo fratello e sorella è ormai un fatto assodato. Il pericolo in un incesto è quello di avere figli che potrebbero essere deformi. Ma per me ormai la possibilità di restare incinta non esiste sono in menopausa. Adesso dobbiamo stabilire soltanto una cosa: Non lo faremo mai più oppure lo faremo ancora e non dovrò più farlo con sconosciuti?
Ero stato in silenzio a pensare a lungo ma non rispondevo nulla. A rompere il ghiaccio era stata Marika, si era avvicinata mi aveva baciato in bocca e mi aveva messo una mano sul cazzo. Era bastato poco ed il cazzo era diventato subito duro, allora lei sorridendomi e guardandomi aveva detto:
- L’ha risposta l’ha data il tuo cazzo. Lui vuole farlo ancora.
In un attimo eravamo tutte e due nudi, lei aveva steso il pareo sulla sabbia e so era stesa sopra. Quando gli ero andato dentro era già bagnatissima mi aveva dato un lungo bacio e poi mi aveva detto:
- Sai la cosa più bella farlo con te qual è? Poterti baciare, agli sconosciuti mi rifiutavo di baciarli.
Eravamo tutte e due eccitatissimi ed avevamo tanti arretrati ma io avevo cercato di trattenermi. Prima che sborrassi io lei aveva goduto un paio di volte poi, infine, gli avevo schizzato in figa la mia sborra.
Nei giorni che seguirono eravamo riusciti a scopare solo un pomeriggio che Alberto era uscito prima, ma in casa non volevamo rischiare Alberto sarebbe potuto tornare prima per qualunque motivo. L’0ccasione inconsapevolmente ce l’aveva fornita Alberto. A pranzo quel giorno ci aveva comunicato che era stato invitato sulla barca di un amico che aveva conosciuto, per fare una battuta di pesca in notturna. Praticamente sarebbe partito quel pomeriggio e sarebbe rientrato il mattino dopo. Con Marika ci eravamo guardati se gli occhi parlassero Alberto avrebbe capito tutto. Marika aveva insistito con Alberto di mandarci messaggio appena partito per non farci stare in pensiero. Era passata una oretta ed avevo ricevuto 2 messaggi da Alberto uno diceva che erano partiti altro era lui in foto sulla barca.
Eravamo subito corsi a letto, per prima cosa avevo fatto sdraiare Marika e gli avevo leccato a lungo la figa, mi aveva perfino goduto in bocca, poi l’avevo scopata ed eravamo venuti di nuovo insieme. Non mi aveva dato pausa iniziando a leccarmi il cazzo per farlo venire duro, eravamo a 69, ed io gli avevo dato anche qualche leccata al buco del culo, che mi era sembrato gradisse, poi gli avevo infilato anche un dito. Quando gli ero andato sopra a scoparla mentre gemeva e mi baciava mi aveva chiesto:
- Ma tu avresti intenzioni di mettermelo nel culo?
- Mi piacerebbe molto, dipende da te se sei disposta a prenderlo.
- Tu puoi chiedermi di fare qualunque cosa. Non lo ho mai preso, ma se lo vuoi ti lascio fare.
- Se è la prima volta ci conviene procurarci vaselina c0sì non ti farà male.
Dopo la seconda scopata eravamo usciti per andare alla farmacia che c’era al villaggio a procurarci la vaselina. Il farmacista era un ragazzo giovane e quando gliela avevo chiesta me l’aveva data facendo un sorriso, parlava bene italiano ed allora con faccia tosta gli avevo chiesto anche una confezione di viagra, si era guardato intorno, il titolare era all’altro bancone mi aveva fatto cenno di stare zitto e mi aveva passato la confezione che avevo subito messo in tasca. Uscito dalla farmacia, avevo raggiunto Marika ed avevamo deciso di andare a cena fuori, anche se era presto avevamo fretta di cenare per poi tornare a casa.
Appena arrivati al bungalow sembrava che quella più ansiosa di prenderlo nel culo fosse Marika e non io a metterglielo. Mi aveva preso il vasetto con la vaselina ed aveva iniziato a spalmarsela sul culo. Io di nascosto da lei avevo ingoiato una pasticca con a speranza facesse subito effetto. Avevamo fatto un 69, Marika me lo aveva fatto diventare subito duro, quando lei era bagnatissima l’avevo fatta mettere a pecorina, gli ero andato dietro e per bagnare il mio cazzo glielo avevo messo in figa lei subito aveva detto:
- Tesoro guarda che hai sbagliato buco. Me lo hai messo in figa e non nel culo.
- Non ho sbagliato, l’ho messo apposta per bagnare anche il mio cazzo.
Quando gli avevo appoggiato la cappella sul buco del culo lei si era come messa in tensione, l’avevo pregata di rilassarsi e gli parlavo mentre spingevo appena la cappella era entrata lei aveva urlato:
- Cazzo fa male lo stesso è brucia. Ma tu non fermarti continua.
Avevo deciso di spingere piano piano e non dargli un colpo secco. Un poco alla volta era entrato tutto.
- Tesoro sei riuscita a prenderlo tutto. Adesso lo hai tutto dentro.
- Si, lo sento, però tu sbrigati fa un male boia e brucia. Pompami e sborrami nel culo.
Mentre la inculavo continuava a lamentarsi, alla fine per evitargli il dolore gli avevo sborrato nel culo. Quando gli avevo sfilato il cazzo dal buco del culo era corsa in bagno a farsi un bidet, anche io ero andato in bagno e mi ero lavato il cazzo nel lavandino. Dopo essersi lavata, aveva voluto stare con in culo immerso nel bidet, in attesa che gli passasse il bruciore io ero in piedi a guardarla e lei mi aveva detto:
- Visto che devi aspettare che passi il bruciore dammelo in bocca che ti faccio un pompino.
La pastiglia aveva fatto effetto perché il cazzo era diventato duro come il marmo. Anche Marika si era meravigliata dalla velocità di recupero ed allora gli avevo confessato della pastiglia. Non aveva voluto stare più con il culo nell’acqua ma aveva voluto andare a letto ed avere il cazzo in figa. Ormai il cazzo era quasi sempre duro, mi trattenevo dallo sborrare, Marika godeva, poi riprendeva fiato e lo voleva di nuovo dentro. Dopo che aveva avuto una decina di orgasmi, aveva voluto provare a prenderlo di nuovo nel culo.
- Stavolta non fa male ed anche il bruciore si sente poco. E una sensazione strana ma mi piace.
Avevamo scopato tutta la notte, poi verso le 3 io ero tornato nella mia camera a dormire, se Alberto fosse rientrato prima non avrebbe trovato nulla di sospetto. La vacanza era finita, di solito quando fai una vacanza con un’avventura del genere rientri dispiaciuto. Noi al contrario eravamo felici di rientrare, avevamo a disposizione il mio appartamento con un bel lettone dove poter scopare.
scritto il
2026-03-11
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