Al funerale di nonna
di
APPARENZA1
genere
incesti
Ero ritornato al mio paese di origine solo per 2 giorni, purtroppo era morta la mia vecchia nonna ed ero tornato per i funerali. Onna abitava in una piccola casa a piano terra di uno stabile, entrando a sinistra c’era l’appartamentino di nonna salendo una ripida scala si saliva al piano superiore dove c’era una camera un cucinino ed un bagno dove stava zia Concetta che da quando era rimasta vedova faceva da badante alla nonna. Dall’ultima volta che ero venuto in paese erano passati una decina di anni ed anche questa volta sarei rimasto poco, il giorno dopo, nel pomeriggio, ci sarebbe stato il funerale ed io la sera avevo il volo di ritorno.
Era stata una giornata pesante, anche solo per il fatto che avevo dovuto ripetere sempre le stesse cose a parenti e conoscenti che a decine erano venuti a salutarmi. Ad una certa ora, quando ormai non c’era più nessuno, zia Concetta mi aveva detto che con il tempo anche in paese era andata in disuso l’abitudine di fare la veglia per il deceduto, aveva chiuso a chiave l’appartamento della nonna e mi aveva invitato a salire da lei a mangiare qualcosa, che come usanza, qualcuno aveva portato.
Dopo cena zia Concetta, aprendo il divano aveva preparato il letto, mi aveva offerto di dormire nella sua camera dove c’era un letto alla francese, ma le avevo risposto che il divano andava benissimo. Zia Concetta era rimasta vedova da 4 o 5 anni e da allora era rimasta ad accudire la nonna. Era la classica casalinga, avrebbe potuto rifarsi una vita poiché non era brutta sarebbe bastato che si fosse curata di più. Avevamo chiacchierato un po', lei era un po' era preoccupata che adesso essendo morta nonna avrebbe dovuto lasciare la casa, ma si era sentita molto sollevata quando gli avevo detto che io non ero affatto interessato all’eredità.
L’appartamentino di zia essendo nel sottotetto sembrava un forno, nonostante le finestre aperte ed un ventilatore il caldo era quasi soffocante. Ad una certa ora zia Concetta era andata a letto, aveva lasciato la porta della sua camera aperta per far girare l’aria. Io mi ero spogliato quasi nudo, ero rimasto solo in slip. E mi ero steso sul divano. Avevo preso sonno, ma dopo una oretta mi ero svegliato di nuovo in un bagno di sudore. Mi ero alzato a fumare una sigaretta, per andare sul balcone ero dovuto passare dalla camera dove dormiva zia Concetta. Sul balcone era abbastanza fresco, anche se non era passata nemmeno mezzanotte, le strade erano deserte e si sentiva solo l’abbaiare di qualche cane in lontananza.
Mi ero girato, ed appoggiato la schiena ala balaustra, osservavo zia Concetta dormire. Gli occhi si erano abituati all’oscurità ed il chiarore della luna la illuminava parzialmente. Aveva indossato una sottoveste, probabilmente di lino, sdraiandosi e nel movimento del sonno gli si era alzata. Mi dava le spalle ed il suo grosso culo era sotto i miei occhi. Fra le gambe avevo notato una massa scusa, era il pelo della sua figa, per me era stata una sorpresa scoprire che zia Concetta dormiva quasi nuda. Era una situazione surreale, io in mutande sul balcone a fumare mentre osservavo la figa esposta di zia Concetta. Senza nemmeno rendermene conto mi ero ritrovato con il cazzo duro e a mia mano in un movimento incontrollato aveva afferrato il cazzo.
Avevo avuto come un raptus, incurante delle possibili conseguenze, ero entrato nella camera e mi ero steso nel letto dietro a zia Concetta. Il cuore mi batteva all’impazzata, ma avevo allungato una mano raggiungendo la figa di mia zia. Avevo iniziato ad accarezzarla, mi ero fermato un attimo, senza ritirare la mano quando lei aveva avuto un piccolo movimento, poi avevo iniziato di nuovo ad accarezzarla. Con il passare dei minuti l’avevo sentita bagnarsi, ed anche il suo respiro adesso era diverso. Mi avevo fatto coraggio e le avevo infilato un dito dentro, avevo avuto la sensazione che avesse emesso un gemito e mi ero fermato.
Ormai non ragionavo più, non mi importava se si fosse svegliata. Mi ero sfilato le mutande, adesso il mio cazzo in piena erezione era appoggiato al suo culo. Lo avevo afferrato ed avevo iniziato a strusciarlo sulla sua figa. Quando avevo cercato di penetrarla aveva avuto un movimento, si era spostata leggermente, avevo avuto la netta sensazione che lo avesse fatto di proposito per facilitarmi nell’intento di metterglielo dentro. Ora la mia capella era riuscita a entrare, avevo spinto fino a quando il mio cazzo non era tutto dentro. Adesso era bagnatissima, mi muovevo lentamente, ed il suo respiro adesso era affannoso. Era una strana situazione, avevo la netta sensazione che zia facesse finta di dormire ma anche se fosse mi andava bene.
Avevo osato di più, avevo allungato la mano afferrandogli le tette ed avevo iniziato a pomparla. Adesso non tratteneva più i gemiti ed io sentivo la sua figa contrarsi regalandomi sensazioni meravigliose. L’avevo sentita godere, il mio cazzo era bagnatissimo dei suoi umori, era troppo bello e mi trattenevo dallo sborrare. Mi fermavo ogni volta che stavo per godere per poi riprendere di nuovo a pomparla. Infine, non ero più riuscito a trattenermi, ero indeciso se sfilare il cazzo e sborrare segandomi oppure sborrargli in figa. La zia aveva continuato a fingere di dormire, ma una volta che si sarebbe ritrovata con la figa piena di sborra non avrebbe potuto negare l’evidenza. Le avevo sborrato in figa, i miei schizzi erano durati a lungo e le avevo tenuto il cazzo dentro fino a quando non si era ammosciato. Lei non si era mossa fingendo sempre di dormire, io mi ero alzato ed ero ritornato sul divano dove mi ero addormentato.
Al risveglio al mattino, avevo trovato la colazione pronta, ma zia Concetta era già scesa dalla nonna. Avevo fatto colazione poi dopo una doccia mi ero vestito ed ero sceso. Conoscenti e parenti erano sempre più numerosi ed il tempo era passato velocemente. A pranzo a turno eravamo andati a casa di una vicina che cortesemente ci aveva invitato. Io per tutta la mattinata avevo cercato di incrociare lo sguardo di zia Concetta, avevo avuto la sensazione che mi osservasse ma ogni volta che io giravo lo sguardo per incrociare il suo, lei guardava altrove, peer tutta la giornata mi aveva ignorato volutamente.
Il funerale era finito, le persone presenti ci avevano fatto condoglianze poi man mano andavano via. Una volta finito per me mancavano ancora un paio di ore prima di andare all’aeroporto. Qualcuno ci aveva accompagnato a casa di nonna e zia Concetta dove io dovevo ritirare una borsa. Arrivati a casa, zia Concetta aveva iniziato a preparare il cafè in silenzio, mentre lo bevevamo si era rivolta a me chiedendomi:
- A che ora devi andare all’aeroporto?
- Ho ancora tempo prima di due ore non parto da qui.
- È stata una giornata pesante, perché non ti fermi e parti domani con calma e riposato.
- Dovrei farmi spostare biglietto ed è complicato. Perché me lo chiedi?
- Mi farebbe molto piacere se restassi, e stavolta non farei finta di dormire.
Aveva detto le ultime frasi abbassando gli occhi ed arrossendo. Probabilmente le era costato molto. Non avevo risposto, mi ero solo alzato ero andato davanti a lei che eri rimasta seduta, avevo aperto la cerniera ed avevo tirato fuori il cazzo. Lei si era buttata in modo famelico sul mio cazzo, lo aveva preso in bocca iniziando a succhiare come se lo volesse mangiare. Dopo pochi miti eravamo a letto tutte e due nudi, avevo iniziato a leccargli la figa mentre lei continuava a succhiarmi il cazzo. Quando gli ero andato sopra e glielo avevo messo dentro, aveva iniziato a gemere ed a pregarmi di farla godere come la sera prima. Quando gli avevo sborrato in figa si era morso un labbro per non urlare, dopo era andata in bagno a lavarsi, io ero rimasto ancora a letto, nudo e con il cazzo semi moscio. Lei mi aveva guardato e mi aveva chiesto:
- Hai ancora tempo per farne un'altra? A fartelo venire duro ci penso io.
- Cero riesco ancora se ti fa piacere e ne hai voglia.
- Con te ne avrò sempre piacere e la voglia l’avevo già da stamattina appena sveglia.
Aveva iniziato a succhiarmi il cazzo, ed era stata bravissima a farlo venire subito duro. L’avevo scopata in varie posizioni e quando l’avevo scopata a pecorina era stata lei ad un certo punto che mi aveva detto:
- Se hai voglia di mettermelo nel culo puoi farlo, con mio marito lo facevo spesso.
Ne avevo approfittato, ed in effetti il cazzo gli era scivolato nel culo facilmente. Avevo alternato figa e culo per un po', infine quando stavo per venire ero stato io a chiedergli di sborrargli in bocca. Aveva accettato ed aveva anche gradito aveva ingoiato tutto ed aveva continuato a succhiare fino a quando il cazzo si era ammosciato. Era arrivata l’ora di prepararmi ed andare all’aeroporto. Un amico a momenti sarebbe passato a prendermi.
- Era dalla morte di mio marito che non scopavo. Con te è stato bellissimo. Spero che avrai altre occasioni per ritornare in paese, ti aspetterò con tanta voglia.
- Adesso che non hai più impegno di nonna, se hai tanta voglia qualche volta puoi venire anche tu.
- Dici davvero? Secondo me scherzi chissà quante donne hai.
- Non vuol dire nulla se ho altre donne, scopare con te è stato fantastico ed anche a me farebbe piacere poter scopare ancora senza altro impegno.
Ero partito, sull’aereo non avevo fatto che pensare alla libidine che ci aveva travolto. Sicuramente, anche se era stato molto bello, non sarei ritornato ma se zia concetta fosse venuta a trovarmi l’avrei scopata volentieri.
Era stata una giornata pesante, anche solo per il fatto che avevo dovuto ripetere sempre le stesse cose a parenti e conoscenti che a decine erano venuti a salutarmi. Ad una certa ora, quando ormai non c’era più nessuno, zia Concetta mi aveva detto che con il tempo anche in paese era andata in disuso l’abitudine di fare la veglia per il deceduto, aveva chiuso a chiave l’appartamento della nonna e mi aveva invitato a salire da lei a mangiare qualcosa, che come usanza, qualcuno aveva portato.
Dopo cena zia Concetta, aprendo il divano aveva preparato il letto, mi aveva offerto di dormire nella sua camera dove c’era un letto alla francese, ma le avevo risposto che il divano andava benissimo. Zia Concetta era rimasta vedova da 4 o 5 anni e da allora era rimasta ad accudire la nonna. Era la classica casalinga, avrebbe potuto rifarsi una vita poiché non era brutta sarebbe bastato che si fosse curata di più. Avevamo chiacchierato un po', lei era un po' era preoccupata che adesso essendo morta nonna avrebbe dovuto lasciare la casa, ma si era sentita molto sollevata quando gli avevo detto che io non ero affatto interessato all’eredità.
L’appartamentino di zia essendo nel sottotetto sembrava un forno, nonostante le finestre aperte ed un ventilatore il caldo era quasi soffocante. Ad una certa ora zia Concetta era andata a letto, aveva lasciato la porta della sua camera aperta per far girare l’aria. Io mi ero spogliato quasi nudo, ero rimasto solo in slip. E mi ero steso sul divano. Avevo preso sonno, ma dopo una oretta mi ero svegliato di nuovo in un bagno di sudore. Mi ero alzato a fumare una sigaretta, per andare sul balcone ero dovuto passare dalla camera dove dormiva zia Concetta. Sul balcone era abbastanza fresco, anche se non era passata nemmeno mezzanotte, le strade erano deserte e si sentiva solo l’abbaiare di qualche cane in lontananza.
Mi ero girato, ed appoggiato la schiena ala balaustra, osservavo zia Concetta dormire. Gli occhi si erano abituati all’oscurità ed il chiarore della luna la illuminava parzialmente. Aveva indossato una sottoveste, probabilmente di lino, sdraiandosi e nel movimento del sonno gli si era alzata. Mi dava le spalle ed il suo grosso culo era sotto i miei occhi. Fra le gambe avevo notato una massa scusa, era il pelo della sua figa, per me era stata una sorpresa scoprire che zia Concetta dormiva quasi nuda. Era una situazione surreale, io in mutande sul balcone a fumare mentre osservavo la figa esposta di zia Concetta. Senza nemmeno rendermene conto mi ero ritrovato con il cazzo duro e a mia mano in un movimento incontrollato aveva afferrato il cazzo.
Avevo avuto come un raptus, incurante delle possibili conseguenze, ero entrato nella camera e mi ero steso nel letto dietro a zia Concetta. Il cuore mi batteva all’impazzata, ma avevo allungato una mano raggiungendo la figa di mia zia. Avevo iniziato ad accarezzarla, mi ero fermato un attimo, senza ritirare la mano quando lei aveva avuto un piccolo movimento, poi avevo iniziato di nuovo ad accarezzarla. Con il passare dei minuti l’avevo sentita bagnarsi, ed anche il suo respiro adesso era diverso. Mi avevo fatto coraggio e le avevo infilato un dito dentro, avevo avuto la sensazione che avesse emesso un gemito e mi ero fermato.
Ormai non ragionavo più, non mi importava se si fosse svegliata. Mi ero sfilato le mutande, adesso il mio cazzo in piena erezione era appoggiato al suo culo. Lo avevo afferrato ed avevo iniziato a strusciarlo sulla sua figa. Quando avevo cercato di penetrarla aveva avuto un movimento, si era spostata leggermente, avevo avuto la netta sensazione che lo avesse fatto di proposito per facilitarmi nell’intento di metterglielo dentro. Ora la mia capella era riuscita a entrare, avevo spinto fino a quando il mio cazzo non era tutto dentro. Adesso era bagnatissima, mi muovevo lentamente, ed il suo respiro adesso era affannoso. Era una strana situazione, avevo la netta sensazione che zia facesse finta di dormire ma anche se fosse mi andava bene.
Avevo osato di più, avevo allungato la mano afferrandogli le tette ed avevo iniziato a pomparla. Adesso non tratteneva più i gemiti ed io sentivo la sua figa contrarsi regalandomi sensazioni meravigliose. L’avevo sentita godere, il mio cazzo era bagnatissimo dei suoi umori, era troppo bello e mi trattenevo dallo sborrare. Mi fermavo ogni volta che stavo per godere per poi riprendere di nuovo a pomparla. Infine, non ero più riuscito a trattenermi, ero indeciso se sfilare il cazzo e sborrare segandomi oppure sborrargli in figa. La zia aveva continuato a fingere di dormire, ma una volta che si sarebbe ritrovata con la figa piena di sborra non avrebbe potuto negare l’evidenza. Le avevo sborrato in figa, i miei schizzi erano durati a lungo e le avevo tenuto il cazzo dentro fino a quando non si era ammosciato. Lei non si era mossa fingendo sempre di dormire, io mi ero alzato ed ero ritornato sul divano dove mi ero addormentato.
Al risveglio al mattino, avevo trovato la colazione pronta, ma zia Concetta era già scesa dalla nonna. Avevo fatto colazione poi dopo una doccia mi ero vestito ed ero sceso. Conoscenti e parenti erano sempre più numerosi ed il tempo era passato velocemente. A pranzo a turno eravamo andati a casa di una vicina che cortesemente ci aveva invitato. Io per tutta la mattinata avevo cercato di incrociare lo sguardo di zia Concetta, avevo avuto la sensazione che mi osservasse ma ogni volta che io giravo lo sguardo per incrociare il suo, lei guardava altrove, peer tutta la giornata mi aveva ignorato volutamente.
Il funerale era finito, le persone presenti ci avevano fatto condoglianze poi man mano andavano via. Una volta finito per me mancavano ancora un paio di ore prima di andare all’aeroporto. Qualcuno ci aveva accompagnato a casa di nonna e zia Concetta dove io dovevo ritirare una borsa. Arrivati a casa, zia Concetta aveva iniziato a preparare il cafè in silenzio, mentre lo bevevamo si era rivolta a me chiedendomi:
- A che ora devi andare all’aeroporto?
- Ho ancora tempo prima di due ore non parto da qui.
- È stata una giornata pesante, perché non ti fermi e parti domani con calma e riposato.
- Dovrei farmi spostare biglietto ed è complicato. Perché me lo chiedi?
- Mi farebbe molto piacere se restassi, e stavolta non farei finta di dormire.
Aveva detto le ultime frasi abbassando gli occhi ed arrossendo. Probabilmente le era costato molto. Non avevo risposto, mi ero solo alzato ero andato davanti a lei che eri rimasta seduta, avevo aperto la cerniera ed avevo tirato fuori il cazzo. Lei si era buttata in modo famelico sul mio cazzo, lo aveva preso in bocca iniziando a succhiare come se lo volesse mangiare. Dopo pochi miti eravamo a letto tutte e due nudi, avevo iniziato a leccargli la figa mentre lei continuava a succhiarmi il cazzo. Quando gli ero andato sopra e glielo avevo messo dentro, aveva iniziato a gemere ed a pregarmi di farla godere come la sera prima. Quando gli avevo sborrato in figa si era morso un labbro per non urlare, dopo era andata in bagno a lavarsi, io ero rimasto ancora a letto, nudo e con il cazzo semi moscio. Lei mi aveva guardato e mi aveva chiesto:
- Hai ancora tempo per farne un'altra? A fartelo venire duro ci penso io.
- Cero riesco ancora se ti fa piacere e ne hai voglia.
- Con te ne avrò sempre piacere e la voglia l’avevo già da stamattina appena sveglia.
Aveva iniziato a succhiarmi il cazzo, ed era stata bravissima a farlo venire subito duro. L’avevo scopata in varie posizioni e quando l’avevo scopata a pecorina era stata lei ad un certo punto che mi aveva detto:
- Se hai voglia di mettermelo nel culo puoi farlo, con mio marito lo facevo spesso.
Ne avevo approfittato, ed in effetti il cazzo gli era scivolato nel culo facilmente. Avevo alternato figa e culo per un po', infine quando stavo per venire ero stato io a chiedergli di sborrargli in bocca. Aveva accettato ed aveva anche gradito aveva ingoiato tutto ed aveva continuato a succhiare fino a quando il cazzo si era ammosciato. Era arrivata l’ora di prepararmi ed andare all’aeroporto. Un amico a momenti sarebbe passato a prendermi.
- Era dalla morte di mio marito che non scopavo. Con te è stato bellissimo. Spero che avrai altre occasioni per ritornare in paese, ti aspetterò con tanta voglia.
- Adesso che non hai più impegno di nonna, se hai tanta voglia qualche volta puoi venire anche tu.
- Dici davvero? Secondo me scherzi chissà quante donne hai.
- Non vuol dire nulla se ho altre donne, scopare con te è stato fantastico ed anche a me farebbe piacere poter scopare ancora senza altro impegno.
Ero partito, sull’aereo non avevo fatto che pensare alla libidine che ci aveva travolto. Sicuramente, anche se era stato molto bello, non sarei ritornato ma se zia concetta fosse venuta a trovarmi l’avrei scopata volentieri.
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