L'otto marzo di una masochista

di
genere
sadomaso

E' arrivato il fatidico giorno della festa della donna, l'otto marzo.
Per un uomo è necessario omaggiare la donna con mimose e regali.
Ma cosa si può offrire ad una masochista per farle piacere?
Qualcosa che stimoli contemporaneamente la sua mentalità femminile e le sue necessità masochistiche.
Giulio, il padrone di Irene, riflettendo su questi temi comprende cosa potrà dare gioia alla sua schiava.
Acquista un magnifico mazzo di splendide mimose odorose; poi in campagna con i guanti raccoglie dei terribili ed urticanti fasci di ortiche.
Riconpone il mazzo mettendo le ortiche sotto le mimose, molto sapientemente in modo che siano quasi completamente nascoste.
Poi si reca da Irene che alla porta lo accoglie con un sorriso entusiasta per vedere un magnifico ampio mazzo di mimose.
Lei affonda il suo viso tra i fiori odorosi per annussarle il piacevole odore.
E con un largo sorriso ringrazia Giulio per quel'omaggio, baciandolo profondamente.
Giulio, contento della reazione di Irene, le dice che l'omaggio floreale non è finito ma che c'è molto di più.
Irene incuriosita chiede cosa c'è di più.
Giulio ordina ad Irene di spogliarsi nuda; lei sempre più incuriosità esegue immediatamente sia per rispettare l'ordine del padrone, sia perchè così potrà soddisfare la sua curiosità.
Una volta nuda, Giulio chiese ad Irene di sollevare il mazzo di mimose per mostrarle la sorpresa.
Lei tolse il mazzo dei fiori giallastri per scoprire le verdi ed urticanti foglie di ortica.
La sua espressione di contentezza non fù molto diversa da quando aveva visto il mazzo di mimose; aveva capito che l'omaggio non era solo sentimentale ma che avrebbe avuto anche una funzione corporale.
Giulio obbligo Irene, che esprimeva degli occhi luminosi pieni di desiderio perverso, intuendo ciò che avrebbe subito, di raccogliere l'ortica.
Lei lo fece felice ben sapendo che quell'omaggio floreale sarebbe stato la sua dolce sofferenza.
Lei prese le ortiche e secondo gli ordini di Giulio le appallottolò e sempre secondo le istruzioni cominciò ad infilarsele nella figa gemendo mentre le punte urticanti le straziavano le delicate mucose della figa.
Mentre procedeva a massacrarsi la figa in quella maniera i suoi occhi entusiasti per la dolorosa degradazione a cui si stava sottoponendo incontravano amorevelmente quelli di Giulio.
Lui si masturbava vedendo la sua schiava che massacrava la sua figa, gemendo continuamente per il dolore.
Giulio continuò a costringere la sua schiava a martoriarsi finchè non arrivò schizzandola in faccia per umiliarla ulteriormente.
Poi mentre lui contento si mise comodo sul divano a riprendesi, Irene umilmente gli chiese il permesso di masturbarsi a sua volta.
Lui glielo concesse.
Lei si tolse dalla figa straziata la maggior parte delle ortiche e cominciò a masturbarsi furiosamente manipolando la sua vagina infimmata e sanguinante.
Arrivò più volte e poi non ancora esausta si gettò sul cazzo di Giulio per spompinarlo devotamente per ringranziarlo del fantastico omaggio che le aveva fatto per la festa della donna.

Per chi vuole commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".



scritto il
2026-03-11
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