Dominato da mia moglie. La storia di Karen e Mike Ventesimo episodio

di
genere
dominazione

Andrea mi guardava con la sua solita aria professionale. Mi aveva fatto parlare e, come al suo solito, mi aveva interrotto pochissime volte per chiedere delucidazioni su alcune situazioni.
Lo riguardai a mia volta. “Insomma? Dimmi qualcosa.”
“Guarda il lato positivo della faccenda. Ti ha fatto smettere di fumare perché tiene alla tua salute.”
“Vai a fare in culo, Andrea. Cerca di essere serio e professionale. Sono quattro giorni che ho praticamente smesso di fumare, e vorrei dare le testate contro il muro.”
“Tranquillo, Mike, volevo stemperare la tensione con una battuta. Ok, torno professionale e ti dico però che ho poco da aggiungere a ciò che ci siamo detti in passato. Nemmeno Karen sa fin dove vuole spingersi. Per il momento sta valutando le tue reazioni, aumentando sempre di più la sua dominazione. Vedi, amico mio, la sua promozione è stata come il cacio sui maccheroni. E’ arrivata al momento giusto, e adesso lei ha il pieno dominio economico su di te. E, a proposito di questo, vorrei sapere da te come vivi questa situazione.”
Riflettei qualche secondo. “E’ difficile da spiegare.”
“Ti aiuto io. Ti senti inutile?”
“Beh, non lo so. Non proprio. Anzi, direi di no. In fondo, mi dedico alla casa e la faccio brillare come fosse uno specchio.”
Lo vidi sorridere. “Esattamente le sensazioni che avevano le nostre nonne che stavano a casa aspettando i nonni che tornavano dal lavoro. E... dimmi, come funziona? Le chiedi i soldi per qualsiasi evenienza?”
“Ho una carta di credito ricaricabile che uso anche come bancomat. A volte faccio dei prelievi per i piccoli pagamenti, e a volte uso direttamente la carta. Quando stanno per terminare i soldi le chiedo di fare una ricarica.”
“Controlla le tue spese?”
“Sinceramente non lo so, ma presumo di sì. Io metto tutti gli scontrini dentro una scatola, e la mattina seguente quella scatola è vuota, segno che forse li controlla con calma. Finora non mi ha mai detto niente, anche perché non faccio spese extra. Quella carta deve essere usata soltanto per le spese che riguardano la casa. Per tutto il resto devo chiedere a lei.”
“Lo hai mia fatto finora?”
“Sono solo quattro giorni che non ho più alcuna disponibilità economica personale. Prima avevo i soldi delle ripetizioni, e me li facevo bastare se avevo voglia di comprarmi una camicia o un pantalone.”
“La situazione mi sembra molto chiara. Karen è arrivata a farti diventare completamente dipendente da lei. E, nello stesso tempo, ti dà delle imposizioni che servono per mantenere alta la tua sottomissione nei suoi confronti. Il divieto di fumare rientra appunto in questo ambito. Non è fastidio del fumo. Del resto, lei è una fumatrice. Se tu fossi appassionato di calcio, probabilmente ti avrebbe impedito di vedere le partite in televisione. Ma questo divieto ha una valenza psicologica maggiore, in un certo senso. Lei fuma dinanzi a te, e tu, ogni volta che la vedi fumare, ti rendi conto della situazione che esiste tra voi due. Lei può fare tutto quello che vuole e tu no, tu devi sottostare alle sue decisioni altrimenti ti prendi una dose di schiaffoni. Cosa che ovviamente tu vuoi evitare, Comunque, lei è stata chiara. Ha esposto la situazione in modo coerente. Tua moglie ha preso il predominio e non lo lascerà, e tu accetterai le sue imposizioni perché in fondo ti piace. Ogni tanto nicchierai, ma poi, proprio come Karen ha detto, metabolizzerai le novità, le accetterai, e alla fine ti piaceranno. Tua moglie avrebbe potuto studiare psicologia perché ha inquadrato perfettamente la situazione. Ha capito tutto di te. Sa che può farti qualsiasi cosa e la farà.”
“Continuo a essere confuso. Vorrei fumarmi un pacchetto intero, ma so anche che le devo obbedire.”
Lui mi guardò riducendo gli occhi a due piccole fessure. “Beh, visto che in questo momento lei non ti vede, posso darti io i soldi per le sigarette e potrai fumartene un paio senza che lei lo sappia.”
Lo guardai sgranando gli occhi. “Ma sei impazzito? Karen mi ha dato un ordine e…” Mi fermai di botto e vidi Andrea che sorrideva sotto i baffi.
“Prosegui, per favore. Karen ti ha dato un ordine e…”
Deglutii nervosamente. “E io devo fare ciò che mi ha ordinato.”
“Non del tutto esatto. Tu non devi solo fare ciò che ti ordina. Tu vuoi farlo. Ti ho detto apposta che ti avrei dato i soldi per le sigarette perché volevo testare la tua reazione. E ho avuto la conferma. Non è così Mike?”
Annuii, consapevole che era proprio così. “Io… Non riesco a capire, Andrea. Sì, mi piace e non so perché. E soprattutto lo trovo giusto e sacrosanto.”
“Proprio così. E’ inutile che ci giriamo intorno, Mike. A te piace avere una moglie bellissima e dominante. Ti piace sapere che lei è talmente superiore a te da poterti costringere con la forza. Anzi, direi che quello della sua forza fisica è stato il fatto scatenante da un punto di vista psicologico. Dopo la prima volta, ce l’avevi con lei, ma comunque sei rimasto a casa. Dopo la seconda lotta ti sei reso conto della sua superiorità e l’hai accettata. La terza volta, quando praticamente ti ha violentato, ti sei arreso e ti sei consegnato a lei. Dopo ogni step, tu adori Karen in modo maggiore. Sono sicuro che troverai eccitante anche il divieto di fumare. Per essere felice, tu dovrai abbandonare le tue ultime remore.”
“Io non capisco. Io ho paura di mia moglie, non voglio prendermi le botte e cerco in tutti i modi di evitarle. Come può essere che io abbia voglia di sottomettermi a lei?”
Andrea abbozzò un sorriso e scosse la testa. “Andiamo, Mike, possibile che tu non ci arrivi? Tu non sei un masochista e non vuoi essere picchiato. E’ la sua dominazione che ti intriga, il suo potere, sapere di non poter far nulla senza il suo consenso. Il fatto che te la imponga con la forza rende tutto molto reale e più facile da accettare. Capisci?”
“Vuoi dire che se lei non fosse più forte di me, io avrei più remore?”
“Penso addirittura che forse tu non accetteresti la sua dominazione. Come ha detto Karen, ti sembrerebbe tutto falso, una messa in scena. Mentre così è vita reale. Non è un gioco dove dici stop e tutto si blocca. L’unico modo per fermare tutto è andartene via. Ma se resti, devi obbedire, zitto e buono, altrimenti sai che non la passerai liscia. Ed è questo a eccitare la tua fantasia. In sintesi, tu le riconosci la sua assoluta superiorità, e trovi intrigante il fatto di stare a fianco a una donna con doti assolutamente inusuali. Ne sei fiero e, a quel punto, accettare la sua dominazione è consequenziale.”
E già, aveva pienamente ragione. Io ero fiero e orgoglioso che una donna con quelle capacità fosse mia moglie. Solo da una come lei avrei potuto accettare quel tipo di vita, ordini e sganassoni compresi. “E il fatto che io non abbia più voglia di scrivere come lo spieghi? Avevo sempre sognato di diventare uno scrittore e invece...”
“E’ semplice. Tu adesso la vedi come una donna superiore e meritevole della tua sottomissione anche se, come abbiamo visto, hai ancora delle remore. Se tu completassi il tuo manoscritto, e avessi quel successo che sognavi da ragazzo, probabilmente quella sua superiorità scemerebbe notevolmente ai tuoi occhi. Saresti ricco e famoso, e la vedresti probabilmente con occhi diversi. E, inconsciamente, non vuoi che questo accada. Tu hai bisogno che Karen si dimostri realmente superiore in tutto. Adesso lo è. E, come abbiamo visto, è questo che eccita la tua fantasia. Se tu fossi più ricco di lei, questa superiorità scenderebbe notevolmente ai tuoi occhi.”
Mi fermai alcuni secondi a riflettere. Aveva ragione Andrea anche su questo? “Quindi, vuoi dire che se io fossi superiore a mia moglie in qualcosa, io non riuscirei a vederla dominante?”
“Avresti più difficoltà. Ascolta, Mike, tu non avevi istinti sottomessi, ma hai accettato la sua dominazione. L’hai accettata perché è vera, reale. Lo so che mi dici che ti faccio notare i tuoi difetti, ma tua moglie è nettamente superiore a te in tutto. Abbiamo appurato della sua forza fisica. Mi hai detto che il suo braccio sinistro, quello in teoria più debole, è molto più forte del tuo braccio destro. E non usa la sua bravura nelle arti marziali. Se lo facesse, tu passeresti un brutto momento. Lo ha detto lei stessa che potrebbe mandarti all’ospedale con tutte le ossa rotte.”
“Se è per questo, ha aggiunto che potrebbe uccidermi a mani nude, pur edulcorando la frase. Tu non ti rendi conto, Andrea, ma Karen ha una forza fisica davvero fuori dall’ordinario. E non solo con me che sono fuori forma. E’ davvero un portento.”
“Me ne rendo conto invece. Ciò che mi racconti di lei mi fa avere un quadro molto preciso della situazione. E la cosa bella è che questa sua superiorità fisica non esce fuori attraverso un fisico mascolino che, probabilmente, te la farebbe apparire in modo diverso ai tuoi occhi. Karen possiede invece un fisico estremamente femminile che mescola in modo perfetto forza fisica e bellezza esteriore. Ma continuiamo il discorso. Abbiamo appurato anche che è superiore a te nel campo economico. Soprattutto dopo questa promozione, il suo guadagno è diventato molto elevato. Vogliamo parlare poi dell’aspetto fisico? La differenza è abissale. Karen è bella davvero e tu sei uno…”
“Mediocre?”
“Direi discreto, ma la differenza tra voi due è davvero notevole, non puoi negarlo.”
“Se è per questo la differenza è diventata ancora più marcata. Tu te la ricordi come una bellissima ragazza semplice nei modi e nell’abbigliamento, ma adesso si veste sensualmente, si trucca in modo appariscente, ed è diventata stupenda.”
“A maggior ragione. E infine l’aspetto intellettivo. Ecco, su questo forse la partita diventa più complicata. Tu non sei uno stupido, ma tua moglie ha usato la sua intelligenza in modo più produttivo, dimostrandosi una professionista di valore, malgrado la giovane età. Tu percepisci tutto questo e amplifichi questa sua superiorità per far sì che tu possa sottometterti a lei accettando tutto, anche ciò che, per tutti gli altri, sarebbero soprusi, ma che, ai tuoi occhi, diventano un mezzo per sottometterti ai suoi voleri. Azioni che tu però accetti e addirittura gradisci. Insomma, tu ti rendi conto perfettamente della situazione, e siccome inconsciamente vuoi rimanere lo schiavo di Karen, hai abbandonato la fantasia di diventare scrittore perché hai questo bisogno che un tuo eventuale successo in qualche modo inquinerebbe.”
“Pertanto, io avrei bisogno di vedere Karen superiore a me per accettare la sua dominazione? E siccome non voglio rinunciarci, avrei smesso di inseguire il successo in modo da essere sempre in una posizione subordinata rispetto a mia moglie?”
“Esatto! Anche questa sensazione è di solito tipicamente femminile. La donna cerca spesso protezione, vuole l’uomo forte e tende a innamorarsi proprio del maschio che ha queste caratteristiche e, spesso, soprattutto in passato, sacrifica la sua vita professionale per la famiglia. Voi due avete invertito tutto, e questa è secondo me una novità assoluta in un rapporto di coppia. Ci sono tante donne che comandano, ma lo fanno in modo diverso, più sottile. Credo che voi due siate unici.”
“Quindi, lei fa l’uomo e io la donna.”
“Semplicistico e forse anche sbagliato. Ne abbiamo già parlato la settimana scorsa. Però è anche vero che ci sono sensazioni tipicamente femminili e altre tipicamente maschili che voi due avete capovolto. A cominciare dal sesso dove è lei a scopare te e in tutto il resto.”
Annuii anche se con poca convinzione. Sì, forse era semplicistico, ma per me Karen si comportava da uomo e io da femminuccia. E il bello era che mi piaceva. Persino la mia sensibilità che era diventata così sviluppata, mi faceva star bene. Piangevo per un nonnulla? Sì, ma poi mi sentivo meglio. Lei mi faceva tremare con uno sguardo? Sì ma era maledettamente eccitante avere una compagna del genere. E avrei potuto proseguire all’infinito. Come aveva detto Andrea, dovevo solo abbandonare le mie ultime remore. Il cambiamento era stato troppo repentino, e ancora trovavo alcune difficoltà, soprattutto per ogni cosa nuova che Karen mi propinava. Smettere quasi del tutto di fumare era stato, ad esempio, difficile da accettare. E non perché non volessi. Avrei voluto accettare più serenamente quella sua decisione. Ma soltanto perché era uno stramaledetto vizio. Ma quando poi la sera tornava a casa e mi fumava davanti agli occhi, non provavo rabbia o altri sentimenti negativi nei suoi confronti. Io l’ammiravo. Lei poteva fare ciò che voleva, e io dovevo ritenermi fortunato di poter stare accanto a una donna del genere. E chi se ne fregava se le mie sensazioni erano diventate quasi del tutto femminili. Già, sensazioni maschili e femminili. L’importante era che nel sesso io fossi la parte attiva. Anche se Karen sottolineava sempre il fatto che fosse lei a scopare me e non viceversa, e in fondo aveva ragione. Lei mi prendeva e mi possedeva secondo le sue voglie, secondo il bisogno che aveva, mi dirigeva, mi diceva ciò che potevo o non potevo fare, ma avevo scoperto come fosse meraviglioso sottostare ai suoi ordini. E, da un punto di vista sessuale, era sesso straordinario. Il fatto che comandasse lei non cambiava certo le mie sensazioni e tutto ciò che provavo al momento della penetrazione. Anzi, il piacere era diventato di gran lunga superiore. E se per tutto quanto il resto cominciavo ad avere sensazioni tipicamente femminili, almeno nel sesso mi sentivo un maschio doc, orgoglioso di soddisfare la propria donna con erezioni continue ben al di sopra della media senza prendere alcun farmaco. E mi riappropriavo quindi in parte della mia identità maschile. Ma anche in questo, stava per giungere il terremoto.
scritto il
2026-02-25
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