Fratelli e sorella
di
Mind
genere
incesti
A vent’anni, studiare per gli esami universitari non è mai piacevole. Farlo d’estate potrebbe essere anche peggio, soprattutto se devi stare in casa.
Sì perché quell’estate stavo preparandomi agli esami mentre mia sorella Alice, finita la maturità se ne stava sdraiata al sole in giardino… naturalmente in costume e diciamo che studiare in giardino diventava difficoltoso anche per colpa di Alice e della sua terza abbondante.
Me ne stavo in camera, con indosso solo i pantaloncini da calcio, leggeri e larghi da non dar troppo fastidio. Quel pomeriggio era talmente caldo che faticavo a concentrarmi ma il tempo stringeva e dovevo studiare per quell’ultimo esame prima delle vacanze.
Come ho detto prima, io chiuso in camera e Alice in giardino, sul lettino a preparare la sua abbronzatura prima di partire per il mare. Alle 16:00 pausa!
Chiudo i libri e vado in cucina, avrei mangiato volentieri del gelato. Passando per il soggiorno intravvedo Alice, la mia sorellina, sdraiata a pancia in giù, senza la parte alta del costume (che avrebbe lasciato degli antiestetici segni bianchi) e con il piccolo slip praticamente infilato tra le natiche.
Be, non riuscii a non guardarla con altri occhi! Che figa! Effettivamente aveva un gran bel corpo ed era difficile non guardarla. Nei miei pantaloncini qualcosa cominciava a svegliarsi, ma il gelato mi attirava di più.
- Marco sei tu? Non mi porteresti dell’acqua fredda?
- sto prendendo del gelato, lo vuoi?
- Acqua, acqua… sto muovendo di caldo.
- non sia mai che la mia sorellina muoia disidratata…. Visto che sei al sole da più di due ore.
Presi il mio gelato, la bottiglietta d’acqua fredda per Alice e passando dal giardino gliela appoggiai sulla schiena.
Facendo un mezzo salto
- sei pazzo! È freddissima!!!
Si alzò quel che bastava a farmi intravvedere il suo seno e il suo capezzolo turgido.
Erano anni che non vedevo mia sorella nella sua nudità e penso che fino ad allora non l’avevo vista mai nella sua femminilità.
Ridendo mi allontanai da lei rintanandomi ancora nella mia camera con il bicchiere del gelato in mano e il cazzo che si era gonfiato nei pantaloncini.
Non mi misi subito a studiare, mangiai il gelato facendo uscire il cazzo dalla gamba dei pantaloncini e poggiandoci sopra il bicchiere freddo nella speranza, vana, di dargli tregua.
Tornai in cucina per posare bicchiere e cucchiaino e passando silenzioso dal soggiorno buttai l’occhio ad Alice, sdraiata a pancia in su, tette al vento mentre si sfiorava il sesso con una mano tenendo gli occhi chiusi.
Mi fermai a guardarla, non poteva vedermi, io però la stavo praticamente radiografando.
- Alice! Vuoi altra acqua?
La vidi saltare in alto, girarsi di scatto ricomponendosi
- no! No! Grazie.
- Torno a studiare. Non esagerare con il sole.
- Tra poco vado a far la doccia e poi esco. Ho un aperitivo con le mie amiche
- Bella vita!
Tornai in camera e mi rimisi a studiare. Quella era la priorità del giorno, la rompiballe di mia sorella.. ecco, era la rompiballe.
Una mezz’ora dopo sentii Alice aggirarsi per casa, entrare in bagno e….. partire la musica modello discoteca!
- Alice, cazzo! Sto studiando!!!
Nulla! Nessun segno di vita oltre la porta!
- porca miseria non hai il minimo rispetto! Abbassa quella musica di merda!
Mentre urlavo questa frase mi alzai come una furia, raggiunsi la fonte del caos globale (il bagno) e spalancai la porta nell’intento di raggiungere la cassa di Alice che sparava decibel di musica inascoltabile.
- cazzo fai! Esci da qui!
Riuscii ad agguantare la cassa, la spensi mentre uscivo dal bagno ma non mi era sfuggita alla vista Alice che si stava sfregando contro il muro della doccia tenendo una mano tra le gambe.
Ero incazzatissimo ma allo stesso tempo mi veniva da ridere.
Non avevo mai visto Alice nella sua femminilità e tutto d’un colpo mi accorgevo che era donna e che gli ormoni stavano prendendo il sopravvento anche su di lei.
Una mezz’ora dopo, si spalancò la porta della mia camera
- e comunque devi imparare ad avere rispetto, non entri in bagno mentre mi faccio la doccia! Sarò anche tua sorella ma rispetta la mia privacy!
Non nascondo che mi prese di sorpresa, che mi fece spaventare e che ….. mentre studiavo mi stavo segando piano piano e che quindi mi trovò con il cazzo in mano.
- ma vaffanculo!
In un nano secondo la gamba dei pantaloncini copri (più o meno) il mio cazzo.
- vale la stessa cosa per te! Fuori di qui, stronzetta!
Era il solito copione di casa nostra.
Alice uscì, io finii di studiare, mi feci una doccia ed a mia volta uscii per raggiungere gli amici.
Passando davanti al bar dove Alice e le amiche di erano date appuntamento, le vidi belle e sorridenti…. Ma soprattutto che gran gruppo di gnocche!
La sera, quando rientrai a casa i nostri genitori erano in giardino e Alice, rientrata da poco stava cambiandosi in camera sua.
- ciao, vi ho viste al bar, avete fatto danni? Certo che le tue amiche sono diventate delle belle gnocche, quando mi organizzi qualche uscita??
- Sparisci stronzo! Non vorrei mai rovinarmi le amicizie.
Raggiunsi la famiglia in giardino, e i miei mi comunicarono che nel week end sarebbero andati al mare dalla zia, io avrei potuto stare a casa a studiare o andare con loro. Ovviamente optai per la prima ipotesi perché di andare a fare un week end da baraccato in casa di zia non era nelle mie corde e poi, non aver nessuno tra i piedi era sempre cosa piacevole.
- però non è giusto che Marco può scegliere e io devo venire per forza!
- Alice tu sei piccola
- Un corno, sono maggiorenne anche io. Diventerò grande prima o poi?
Presi a canzonarla:
- piccola e rompiballe! Vai al mare a fare i castelli di sabbia
Ne nacque una mezza discussione tanto che alla fine i miei genitori sentenziarono con il famoso “vedremo”…. E la mattina successiva prima di andare al lavoro mia madre mi svegliò e mi chiese se potessi gestire Alice per il week end, se me la sentivo di tenerla a casa e soprattutto se fossimo riusciti a non litigare per due giorni.
- ne parliamo questa sera, buona giornata.
Oramai che ero sveglio, tanto valeva alzarsi a studiare, la mattina con il fresco rendevo di più.
Pantaloncini e maglietta, libri sotto mano e presi la strada della cucina. Passando davanti alla porta della camera di Alice buttai un occhio. Stava ancora dormendo, girata su un fianco, spalle alla porta e con il culo in bella mostra, mal celato dal pantaloncino del pigiama.
Un paio d’ore dopo appare Alice. Pigiama mini, capelli arruffati e faccia da sonno profondo.
- buongiorno, piccola rompiballe! Ti sei svegliata??
- Vaffanculo stronzo! Devo fare colazione.
Era il suo modo migliore per augurare il buongiorno, ma mi misi a ridere. Staccai dai libri e restai a guardarla mentre si preparava la colazione a base di yogurt e non so che altro. Certo che le era venuto un fisico impressionante, probabilmente anche grazie alle ore di palestra che oramai da tempo faceva.
- senti stronzetta, se vuoi diventare grande e stare a casa nel week end dobbiamo fare qualche patto
Subito si girò sorridente e piena d’attenzione.
- convinci mamma e papà a non farmi andare nel lager e accetto qualsiasi cosa.
Anche ad Alice non faceva impazzire l’idea di andare al mare baraccati, ma fino ad ora non aveva potuto evitare il supplizio.
- prima cosa se vuoi stare a casa, devi sbrigare tutte le faccende. Letti, preparare e a preparare per mangiare e riordinare casa. Questo è tassativo!
- Aggiudicato!
- Secondo punto io devo studiare, martedì ho l’esame e non voglio rotture di palle! La tua musica di merda e le tue amiche stronze, benché gnocche, sono bandite dalla casa.
- Aggiudicato.
- Terzo punto…. Io comando e tu esegui! Tu sei la piccola e io il grande. Quindi nessuna storia o sarà l’unica volta che stai a casa!
Alice sapeva benissimo che si stava giocando una fetta di libertà che doveva vincere i dubbi dei genitori e dimostrare anche a loro di essere grande.
- aggiudicato! Ma solo a patto non mi rompi le balle
- Alice…. Io comando e tu esegui. Senza esitazione! Se vuoi è così altrimenti vai al mare dalla zia. Comincia a portarmi un bicchiere d’acqua che ho sete.
- ok ti porto l’acqua
Prese l’acqua da frigo e mi portò il bicchiere restando a un metro da me aspettando che lo vuotassi.
- ora posso portarlo via, signore?
Mi misi a ridere e dandole una pacca sul culo
- sparisci stronzetta, prima che ci ripensi!
Alla fine volevo bene alla mia sorellina, soprattutto adesso che non era più così piccola.
Pranzammo insieme, Alice aveva preparato insalata per tutti e due e apparecchiato in giardino.
- Brava la mia sorellina, sto stai allenando? Oggi Cosa fai? Ti levi dalle balle o stai ancora a casa a fare la lucertola?
- Scemo! Come se fosse la prima volta che ti preparo da mangiare. Oggi prendo ancora un po’ di sole, verso le cinque dovrebbe passare Carla, volevamo andare al centro commerciale a comprare un paio di costumi per il mare.
- Carla è la tua amica con i capelli rossi? Quella con le tette grosse?
- Cretino! Sì è lei.
Dopo pranzo Alice prepara anche il caffè, e me lo porta prima di spreparare. Io ringrazio e mi rintano in camera. Devo ammettere di sentirmi già ben preparato ma vorrei togliermi dai piedi questo esame e iniziare le vacanze.
Alice si mette al sole, il nostro giardino è ben schermato e come già avevo visto ieri, resta in topless. Cuffiette nelle orecchie e probabilmente si addormenta perché quando passo per andare a prendere da bere non si accorge della mia presenza. Mi fermo ad ammirare il suo seno, ad ammirarla completamente. Porca miseria! Non fosse mia sorella ci farei veramente un pensiero.
Sono in piedi a due metri da lei, la sto osservando per bene e noto anche la sua completa depilazione.
La poca stoffa del costume non lascia dubbi, soprattutto perché leggermente largo tanto che non nasconde nulla.
Mi sposto davanti a lei facendole ombra pensando di farle aprire gli occhi ma probabilmente stava veramente dormendo.
Lascio la bottiglietta d’acqua fredda vicino a lei e torno a studiare….. ancora con il cazzo in mano! Me lo sego ma non voglio venire, è solo un accompagnamento…
Suonano al campanello! Una seconda volta!
- Alice cazzo! Sveglia! Vai ad aprire sarà quella stordita della tua amica.
- Scusa, scusa vado io scusa. Mi ero addormentata.
Poco dopo mi chiama e mi chiede se mentre si fa una doccia al volo non posso fare compagnia a Carla.
- Alice non si era detto fuori dalle palle le tue amiche?
- Nel week end, non oggi. Scusa scusa.. cinque minuti e sono pronta e ci leviamo dai piedi.
- Muoviti!
Prendo una maglietta e raggiungo Carla in giardino.
- ciao, vuoi qualcosa da bere? Acqua, coca? Un succo di frutta?
- Ciao! Se posso un goccio d’acqua volentieri.
Prendo l’acqua e la raggiungo in giardino. Scambiando qualche parola di circostanza. Le amiche di Alice erano sempre le “sue amiche cretine”, ma la minigonna di Carla e la sua maglietta stretta senza reggiseno con esaltazione delle forme, me la stavano facendo diventare simpatica.
- allora andate a comprare i costumi per il mare? Poi me li fate vedere? Non troppo piccoli!
- Ma certo, cosa credi! Prendiamo solo costumi interi, modello burka.
Carla ride. Si vede che vuole fare la splendida ma davanti a me è un po in imbarazzo. Non sono molto più grande di loro ma non le ho mai calcolate e loro (anche Alice) vedono in me il grande, il ragazzo “figo”.
Cinque minuti e anche Alice è pronta. Sembrano fatte con lo stampino. Tanto che vedo anche mia sorella che non indossa il reggiseno, e i suoi capezzoli sono molto evidenti.
- Alice …. Tutto bene? Ci vediamo dopo
Coprendosi il seno saluta e sparisce nell’auto di Carla.
Una mezz’ora dopo mi arriva un messaggio sul cellulare.
- mi ha detto Carla che volevi avere l’anteprima.
E mi manda la foto di Carla nel camerino del negozio con un costume intero più simile ad una muta da sub…
- mi pare vada bene!
Subito dopo un’altra foto di Carla con un micro costume brasiliano che lasciava poco all’immaginazione.
- o è meglio questo?
Non rispondo ma smetto di studiare. L’immagine dell’amica di mia sorella, “la rossa con le tette grosse” in quel micro costume è da togliere il fiato.
Cinque minuti e arrivano altre tre foto, due di Carla con dei costumi “normali” e una che riprende Alice e Carla con due costumi uguali a fascia.
- non divertitevi troppo e scartate gli eccessi. Il primo è orribile
Alice torna euforica, la cena in famiglia è un momento di discussione in cui accetto di tenere a casa la sorellina a patto che si comportasse bene nei prossimi due giorni. E che fosse chiaro che i genitori mi investivano dell’autorità che mi competeva come fratello maggiore.
Ridendo tutti acconsentono.
Anche Alice sembra felice tanto che mi abbraccia e mi stampa un bacio sulla guancia stringendosi a me.
(Traduco: Mi sbatte le tette sul braccio sfregandosi mentre mi stampa un bacio).
L’indomani….
Se volete commentare, mentre preparo il seguito…
Sì perché quell’estate stavo preparandomi agli esami mentre mia sorella Alice, finita la maturità se ne stava sdraiata al sole in giardino… naturalmente in costume e diciamo che studiare in giardino diventava difficoltoso anche per colpa di Alice e della sua terza abbondante.
Me ne stavo in camera, con indosso solo i pantaloncini da calcio, leggeri e larghi da non dar troppo fastidio. Quel pomeriggio era talmente caldo che faticavo a concentrarmi ma il tempo stringeva e dovevo studiare per quell’ultimo esame prima delle vacanze.
Come ho detto prima, io chiuso in camera e Alice in giardino, sul lettino a preparare la sua abbronzatura prima di partire per il mare. Alle 16:00 pausa!
Chiudo i libri e vado in cucina, avrei mangiato volentieri del gelato. Passando per il soggiorno intravvedo Alice, la mia sorellina, sdraiata a pancia in giù, senza la parte alta del costume (che avrebbe lasciato degli antiestetici segni bianchi) e con il piccolo slip praticamente infilato tra le natiche.
Be, non riuscii a non guardarla con altri occhi! Che figa! Effettivamente aveva un gran bel corpo ed era difficile non guardarla. Nei miei pantaloncini qualcosa cominciava a svegliarsi, ma il gelato mi attirava di più.
- Marco sei tu? Non mi porteresti dell’acqua fredda?
- sto prendendo del gelato, lo vuoi?
- Acqua, acqua… sto muovendo di caldo.
- non sia mai che la mia sorellina muoia disidratata…. Visto che sei al sole da più di due ore.
Presi il mio gelato, la bottiglietta d’acqua fredda per Alice e passando dal giardino gliela appoggiai sulla schiena.
Facendo un mezzo salto
- sei pazzo! È freddissima!!!
Si alzò quel che bastava a farmi intravvedere il suo seno e il suo capezzolo turgido.
Erano anni che non vedevo mia sorella nella sua nudità e penso che fino ad allora non l’avevo vista mai nella sua femminilità.
Ridendo mi allontanai da lei rintanandomi ancora nella mia camera con il bicchiere del gelato in mano e il cazzo che si era gonfiato nei pantaloncini.
Non mi misi subito a studiare, mangiai il gelato facendo uscire il cazzo dalla gamba dei pantaloncini e poggiandoci sopra il bicchiere freddo nella speranza, vana, di dargli tregua.
Tornai in cucina per posare bicchiere e cucchiaino e passando silenzioso dal soggiorno buttai l’occhio ad Alice, sdraiata a pancia in su, tette al vento mentre si sfiorava il sesso con una mano tenendo gli occhi chiusi.
Mi fermai a guardarla, non poteva vedermi, io però la stavo praticamente radiografando.
- Alice! Vuoi altra acqua?
La vidi saltare in alto, girarsi di scatto ricomponendosi
- no! No! Grazie.
- Torno a studiare. Non esagerare con il sole.
- Tra poco vado a far la doccia e poi esco. Ho un aperitivo con le mie amiche
- Bella vita!
Tornai in camera e mi rimisi a studiare. Quella era la priorità del giorno, la rompiballe di mia sorella.. ecco, era la rompiballe.
Una mezz’ora dopo sentii Alice aggirarsi per casa, entrare in bagno e….. partire la musica modello discoteca!
- Alice, cazzo! Sto studiando!!!
Nulla! Nessun segno di vita oltre la porta!
- porca miseria non hai il minimo rispetto! Abbassa quella musica di merda!
Mentre urlavo questa frase mi alzai come una furia, raggiunsi la fonte del caos globale (il bagno) e spalancai la porta nell’intento di raggiungere la cassa di Alice che sparava decibel di musica inascoltabile.
- cazzo fai! Esci da qui!
Riuscii ad agguantare la cassa, la spensi mentre uscivo dal bagno ma non mi era sfuggita alla vista Alice che si stava sfregando contro il muro della doccia tenendo una mano tra le gambe.
Ero incazzatissimo ma allo stesso tempo mi veniva da ridere.
Non avevo mai visto Alice nella sua femminilità e tutto d’un colpo mi accorgevo che era donna e che gli ormoni stavano prendendo il sopravvento anche su di lei.
Una mezz’ora dopo, si spalancò la porta della mia camera
- e comunque devi imparare ad avere rispetto, non entri in bagno mentre mi faccio la doccia! Sarò anche tua sorella ma rispetta la mia privacy!
Non nascondo che mi prese di sorpresa, che mi fece spaventare e che ….. mentre studiavo mi stavo segando piano piano e che quindi mi trovò con il cazzo in mano.
- ma vaffanculo!
In un nano secondo la gamba dei pantaloncini copri (più o meno) il mio cazzo.
- vale la stessa cosa per te! Fuori di qui, stronzetta!
Era il solito copione di casa nostra.
Alice uscì, io finii di studiare, mi feci una doccia ed a mia volta uscii per raggiungere gli amici.
Passando davanti al bar dove Alice e le amiche di erano date appuntamento, le vidi belle e sorridenti…. Ma soprattutto che gran gruppo di gnocche!
La sera, quando rientrai a casa i nostri genitori erano in giardino e Alice, rientrata da poco stava cambiandosi in camera sua.
- ciao, vi ho viste al bar, avete fatto danni? Certo che le tue amiche sono diventate delle belle gnocche, quando mi organizzi qualche uscita??
- Sparisci stronzo! Non vorrei mai rovinarmi le amicizie.
Raggiunsi la famiglia in giardino, e i miei mi comunicarono che nel week end sarebbero andati al mare dalla zia, io avrei potuto stare a casa a studiare o andare con loro. Ovviamente optai per la prima ipotesi perché di andare a fare un week end da baraccato in casa di zia non era nelle mie corde e poi, non aver nessuno tra i piedi era sempre cosa piacevole.
- però non è giusto che Marco può scegliere e io devo venire per forza!
- Alice tu sei piccola
- Un corno, sono maggiorenne anche io. Diventerò grande prima o poi?
Presi a canzonarla:
- piccola e rompiballe! Vai al mare a fare i castelli di sabbia
Ne nacque una mezza discussione tanto che alla fine i miei genitori sentenziarono con il famoso “vedremo”…. E la mattina successiva prima di andare al lavoro mia madre mi svegliò e mi chiese se potessi gestire Alice per il week end, se me la sentivo di tenerla a casa e soprattutto se fossimo riusciti a non litigare per due giorni.
- ne parliamo questa sera, buona giornata.
Oramai che ero sveglio, tanto valeva alzarsi a studiare, la mattina con il fresco rendevo di più.
Pantaloncini e maglietta, libri sotto mano e presi la strada della cucina. Passando davanti alla porta della camera di Alice buttai un occhio. Stava ancora dormendo, girata su un fianco, spalle alla porta e con il culo in bella mostra, mal celato dal pantaloncino del pigiama.
Un paio d’ore dopo appare Alice. Pigiama mini, capelli arruffati e faccia da sonno profondo.
- buongiorno, piccola rompiballe! Ti sei svegliata??
- Vaffanculo stronzo! Devo fare colazione.
Era il suo modo migliore per augurare il buongiorno, ma mi misi a ridere. Staccai dai libri e restai a guardarla mentre si preparava la colazione a base di yogurt e non so che altro. Certo che le era venuto un fisico impressionante, probabilmente anche grazie alle ore di palestra che oramai da tempo faceva.
- senti stronzetta, se vuoi diventare grande e stare a casa nel week end dobbiamo fare qualche patto
Subito si girò sorridente e piena d’attenzione.
- convinci mamma e papà a non farmi andare nel lager e accetto qualsiasi cosa.
Anche ad Alice non faceva impazzire l’idea di andare al mare baraccati, ma fino ad ora non aveva potuto evitare il supplizio.
- prima cosa se vuoi stare a casa, devi sbrigare tutte le faccende. Letti, preparare e a preparare per mangiare e riordinare casa. Questo è tassativo!
- Aggiudicato!
- Secondo punto io devo studiare, martedì ho l’esame e non voglio rotture di palle! La tua musica di merda e le tue amiche stronze, benché gnocche, sono bandite dalla casa.
- Aggiudicato.
- Terzo punto…. Io comando e tu esegui! Tu sei la piccola e io il grande. Quindi nessuna storia o sarà l’unica volta che stai a casa!
Alice sapeva benissimo che si stava giocando una fetta di libertà che doveva vincere i dubbi dei genitori e dimostrare anche a loro di essere grande.
- aggiudicato! Ma solo a patto non mi rompi le balle
- Alice…. Io comando e tu esegui. Senza esitazione! Se vuoi è così altrimenti vai al mare dalla zia. Comincia a portarmi un bicchiere d’acqua che ho sete.
- ok ti porto l’acqua
Prese l’acqua da frigo e mi portò il bicchiere restando a un metro da me aspettando che lo vuotassi.
- ora posso portarlo via, signore?
Mi misi a ridere e dandole una pacca sul culo
- sparisci stronzetta, prima che ci ripensi!
Alla fine volevo bene alla mia sorellina, soprattutto adesso che non era più così piccola.
Pranzammo insieme, Alice aveva preparato insalata per tutti e due e apparecchiato in giardino.
- Brava la mia sorellina, sto stai allenando? Oggi Cosa fai? Ti levi dalle balle o stai ancora a casa a fare la lucertola?
- Scemo! Come se fosse la prima volta che ti preparo da mangiare. Oggi prendo ancora un po’ di sole, verso le cinque dovrebbe passare Carla, volevamo andare al centro commerciale a comprare un paio di costumi per il mare.
- Carla è la tua amica con i capelli rossi? Quella con le tette grosse?
- Cretino! Sì è lei.
Dopo pranzo Alice prepara anche il caffè, e me lo porta prima di spreparare. Io ringrazio e mi rintano in camera. Devo ammettere di sentirmi già ben preparato ma vorrei togliermi dai piedi questo esame e iniziare le vacanze.
Alice si mette al sole, il nostro giardino è ben schermato e come già avevo visto ieri, resta in topless. Cuffiette nelle orecchie e probabilmente si addormenta perché quando passo per andare a prendere da bere non si accorge della mia presenza. Mi fermo ad ammirare il suo seno, ad ammirarla completamente. Porca miseria! Non fosse mia sorella ci farei veramente un pensiero.
Sono in piedi a due metri da lei, la sto osservando per bene e noto anche la sua completa depilazione.
La poca stoffa del costume non lascia dubbi, soprattutto perché leggermente largo tanto che non nasconde nulla.
Mi sposto davanti a lei facendole ombra pensando di farle aprire gli occhi ma probabilmente stava veramente dormendo.
Lascio la bottiglietta d’acqua fredda vicino a lei e torno a studiare….. ancora con il cazzo in mano! Me lo sego ma non voglio venire, è solo un accompagnamento…
Suonano al campanello! Una seconda volta!
- Alice cazzo! Sveglia! Vai ad aprire sarà quella stordita della tua amica.
- Scusa, scusa vado io scusa. Mi ero addormentata.
Poco dopo mi chiama e mi chiede se mentre si fa una doccia al volo non posso fare compagnia a Carla.
- Alice non si era detto fuori dalle palle le tue amiche?
- Nel week end, non oggi. Scusa scusa.. cinque minuti e sono pronta e ci leviamo dai piedi.
- Muoviti!
Prendo una maglietta e raggiungo Carla in giardino.
- ciao, vuoi qualcosa da bere? Acqua, coca? Un succo di frutta?
- Ciao! Se posso un goccio d’acqua volentieri.
Prendo l’acqua e la raggiungo in giardino. Scambiando qualche parola di circostanza. Le amiche di Alice erano sempre le “sue amiche cretine”, ma la minigonna di Carla e la sua maglietta stretta senza reggiseno con esaltazione delle forme, me la stavano facendo diventare simpatica.
- allora andate a comprare i costumi per il mare? Poi me li fate vedere? Non troppo piccoli!
- Ma certo, cosa credi! Prendiamo solo costumi interi, modello burka.
Carla ride. Si vede che vuole fare la splendida ma davanti a me è un po in imbarazzo. Non sono molto più grande di loro ma non le ho mai calcolate e loro (anche Alice) vedono in me il grande, il ragazzo “figo”.
Cinque minuti e anche Alice è pronta. Sembrano fatte con lo stampino. Tanto che vedo anche mia sorella che non indossa il reggiseno, e i suoi capezzoli sono molto evidenti.
- Alice …. Tutto bene? Ci vediamo dopo
Coprendosi il seno saluta e sparisce nell’auto di Carla.
Una mezz’ora dopo mi arriva un messaggio sul cellulare.
- mi ha detto Carla che volevi avere l’anteprima.
E mi manda la foto di Carla nel camerino del negozio con un costume intero più simile ad una muta da sub…
- mi pare vada bene!
Subito dopo un’altra foto di Carla con un micro costume brasiliano che lasciava poco all’immaginazione.
- o è meglio questo?
Non rispondo ma smetto di studiare. L’immagine dell’amica di mia sorella, “la rossa con le tette grosse” in quel micro costume è da togliere il fiato.
Cinque minuti e arrivano altre tre foto, due di Carla con dei costumi “normali” e una che riprende Alice e Carla con due costumi uguali a fascia.
- non divertitevi troppo e scartate gli eccessi. Il primo è orribile
Alice torna euforica, la cena in famiglia è un momento di discussione in cui accetto di tenere a casa la sorellina a patto che si comportasse bene nei prossimi due giorni. E che fosse chiaro che i genitori mi investivano dell’autorità che mi competeva come fratello maggiore.
Ridendo tutti acconsentono.
Anche Alice sembra felice tanto che mi abbraccia e mi stampa un bacio sulla guancia stringendosi a me.
(Traduco: Mi sbatte le tette sul braccio sfregandosi mentre mi stampa un bacio).
L’indomani….
Se volete commentare, mentre preparo il seguito…
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