Titolo: La notte del tormento negato

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Titolo: La notte del tormento negato

Era una calda sera d'estate quando Laura e Marco ospitarono Anna e Paolo per una cena che tutti sapevano sarebbe finita in modo diverso. Le due coppie si conoscevano da anni, ma l'aria era sempre stata carica di sguardi rubati tra Laura e Anna. I mariti fingevano di non notare, ma quella sera il piano era diverso. Dopo il dessert e diverse bottiglie di vino, Laura si alzò con un sorriso lento e si avvicinò ad Anna. Le due donne si baciarono piano davanti ai mariti, lingue che si intrecciavano in un bacio profondo e umido, mani che accarezzavano i corpi l'una dell'altra. Poi, senza staccarsi, iniziarono a spogliarsi lentamente, togliendosi i vestiti fino a rimanere in intimo: Laura in un reggiseno di pizzo nero e mutandine coordinate, Anna in un perizoma rosso e reggiseno che a malapena conteneva le sue tette sode.
Si avvicinarono ai mariti, che sedevano al tavolo con gli occhi spalancati e i cazzi già duri nei pantaloni. Laura si chinò su Marco, sfregando il seno contro il suo petto, mentre Anna fece lo stesso con Paolo, strofinando il culo contro la sua coscia. "Guardate quanto siete patetici, già eccitati solo a vederci baciare", sussurrò Laura con un ghigno. Le donne li provocarono sensualmente, accarezzando i loro petti attraverso le camicie, sfiorando i cazzi gonfi senza mai toccarli davvero, facendoli gemere di frustrazione. Poi, con movimenti deliberati, li spogliarono: slacciarono le camicie, abbassarono i pantaloni e i boxer, lasciando i mariti nudi e esposti, con i cazzetti duri che puntavano verso l'alto. "Siete solo due cazzi inutili, buoni solo a guardare", li insultò Anna ridendo, mentre legavano i mariti alle sedie con cinture e corde prese dal cassetto, mani dietro la schiena, gambe divaricate. "Se vi muovete o provate a toccarvi, vi lasciamo così tutta la notte senza venire."
Le donne entrarono in camera da letto, porta socchiusa quel tanto da permettere ai mariti di sentire e vedere ogni cosa. "Vogliamo che guardiate tutto, cornuti."
Ora in intimo, si avvicinarono sul letto. Si baciarono di nuovo, mani che accarezzavano seni, sfioravano clitoridi attraverso il tessuto sottile. Laura spinse Anna sul letto, le aprì le gambe e si mise sopra di lei in posizione di tribbing. Le loro fighe, ancora coperte dalle mutandine, si sfregarono piano: clitoride contro clitoride, labbra bagnate che inzuppavano il tessuto. Laura muoveva i fianchi in cerchi lenti, strofinando forte abbastanza da far gemere Anna. "Senti quanto sei bagnata per me?", sussurrò guardando il marito negli occhi. Anna rispose spingendo i fianchi in su, aumentando la frizione, ma senza accelerare. Ogni movimento era calcolato per tormentare i mariti: si fermavano appena prima del picco, respirando affannate, poi riprendevano piano. I gemiti riempivano la stanza, il suono bagnato delle loro fighe in perizoma che si sfregavano era osceno, e i mariti legati ascoltavano tutto, cazzi che pulsavano inutilmente.
Alle 23:30 suonò il campanello. Laura, ancora in intimo e lucida di sudore, andò ad aprire. Erano Jamal e Tyron, alti, muscolosi, pelle nera che contrastava con la luce calda dell’ingresso. Anna, dalla camera, spalancò gli occhi per la sorpresa coprendosi con le mani il reggiseno. "Chi sono? Perché li hai invitati?", esclamò Anna, arrossendo per l'imbarazzo e l'eccitazione improvvisa. Laura sorrise maliziosamente, chiudendo la porta dietro di sé. "Tranquilla, tesoro, sono Jamal e Tyron, amici speciali che ho invitato per ravvivare la serata. Sai bene che i nostri mariti non bastano più... vogliamo cazzi veri, grossi e resistenti, che ci facciano urlare come meritiamo. Fidati, sarà indimenticabile per tutte noi – e per loro, in modo diverso." Anna esitò un attimo, poi annuì con un sorriso complice, mentre i mariti in salotto protestarono ad alta voce: "Chi cazzo sono questi? Laura, che significa?", gridò Marco, cercando di divincolarsi dalla sedia. Paolo annuì furioso: "Non era questo il piano! Mandali via!"
Laura rise, portando i due uomini in camera. "Calmatevi, cornuti. Questi sono Jamal e Tyron, li ho invitati io perché voi due non siete abbastanza. Voglio cazzi veri che mi riempiano come si deve, non i vostri patetici pisellini che durano due minuti." I mariti continuarono a protestare, agitandosi sulle sedie. Laura si avvicinò a Marco, gli diede uno schiaffo leggero sul viso e gli afferrò le palle nude, stringendo quel tanto da fargli male ma non troppo: "Zitto, o ti lego anche la bocca e ti lascio qui a marcire senza venire." Anna fece lo stesso con Paolo: gli tappò la bocca con una mano, mentre con l'altra gli diede uno schiaffetto sulle palle, facendolo gemere di dolore misto a eccitazione. "Obbedite, o finite la serata soli e frustrati. È il nostro gioco, e voi siete solo gli spettatori." I mariti, intimiditi dalle parole taglienti e dal dolore, si zittirono, respirando affannati, cazzi ancora duri nonostante la rabbia.
Jamal e Tyron risero e guardarono i due maschietti si spogliarono davanti a tutti. Prima le camicie: bottoni slacciati uno a uno, rivelando pettorali scolpiti e addominali definiti. Poi i pantaloni: zip giù. Le donne, eccitate, si avvicinarono e presero l'iniziativa: mentre li baciavano Laura afferrò i boxer di Jamal e li tirò giù lentamente, facendoli scivolare lungo le cosce muscolose, mentre Anna fece lo stesso con Tyron, abbassandoli con un movimento sensuale che fece balzare fuori dai boxer i cazzi enormi. Subito dopo, le donne si inginocchiarono: Laura prese il cazzo di Jamal in bocca, succhiando piano la cappella gonfia, lingua che girava intorno mentre lo ingoiava a metà, gemendo per il sapore salato; Anna fece lo stesso con Tyron, labbra che avvolgevano il grosso membro nero, succhiando con avidità mentre lo accarezzava alla base, facendolo pulsare in bocca. I cazzi enormi, neri, venosi, cappelle gonfie e lucide. Tyron era leggermente più lungo, Jamal più spesso. Si misero in piedi accanto al letto, cazzi duri che puntavano verso le donne.
L’orgia iniziò con tormento spietato verso i mariti. Le donne si tolsero l'intimo con movimenti lenti e provocatori: Laura si chinò leggermente, abbassando le mutandine nere lungo le cosce, rivelando la figa lucida e pulsante di eccitazione, poi slacciò il reggiseno di pizzo, lasciando cadere le tette piene con capezzoli eretti; Anna girò su se stessa, tirando giù il perizoma rosso che lasciò intravedere il culo sodo prima di cadere, e slacciò il reggiseno, liberando le tette sode che rimbalzarono libere, figa rasata e umida che gocciolava lunghi filamenti. Jamal prese Laura da dietro, Laura si chinò su Anna, baciandola mentre Jamal le apriva le gambe e la penetrava lentamente da dietro, il cazzo che scivolava piano piano dentro la figa, facendola gemere; intanto, Anna accarezzava il clitoride di Laura, aumentando il piacere condiviso. Ma presto spostarono l'azione: Tyron scopò Anna sopra Paolo, che fu slegato parzialmente e fatto sdraiare a terra nudo, mani legate dietro. Paolo vedeva tutto da vicino: la figa di Anna, gonfia e bagnata, proprio davanti al suo viso, con il cazzo nero di Tyron che entrava e usciva ritmicamente, labbra che si aprivano intorno al grosso membro, umori che colavano sul suo naso e bocca, costringendolo a inalare l'odore misto di eccitazione. Jamal scopò Laura direttamente sopra Marco sulla sedia: Laura si sedette sulle ginocchia di Marco, premendo il cazzetto duro del marito fra la sua pancia e la schiena di lei, schiacciandolo dolorosamente mentre Jamal la penetrava da davanti, il cazzo che affondava nella figa di Laura, facendola urlare di piacere e il cazzo di Marco che schizzava umori sul suo petto. Le spinte erano lente, profonde, poi stop: cazzi fermi dentro, pulsanti, senza muoversi. Le donne si dimenavano, gemendo forte per far sentire ai mariti ogni dettaglio. "Senti come mi allarga, cornuto? Il tuo cazzo non mi ha mai fatto così", urlava Laura a Marco, mentre Jamal la teneva ferma. Tyron faceva lo stesso con Anna sopra Paolo: "Guardalo, troia bianca, come ti riempio meglio di tuo marito." I mariti soffrivano con le palle piene e vogliosi di sborrare: Anna sfregava la figa bagnata sul viso di Paolo mentre il nero la scopava, costringendolo a leccare gli umori misti; Anna calpestava leggermente le palle di Paolo con un piede, facendolo gemere di dolore mentre Tyron la penetrava.
Le donne si spostarono sul letto e si girarono in 69, leccandosi mentre i neri le scopavano Laura sopra Anna, figa contro bocca, le lingue che lambivano i clitoridi gonfi e umidi, succhiando le labbra bagnate mentre Jamal penetrava Laura e Tyron faceva lo stesso con Anna, i cazzi che affondavano ritmicamente, facendole gemere in bocca l'una dell'altra, umori che colavano sulle facce e si mescolavano con la saliva. Le donne si leccavano a vicenda in quel 69 infuocato, lingue che esploravano ogni piega, succhiando clitoridi e labbra mentre i neri le penetravano con spinte potenti, i corpi che si inarcavano per il doppio piacere, gemiti soffocati dalle fighe premute sulle bocche. Il tormento dei mariti, che guardavano impotenti, cazzi bagnati con i filamenti di pre-sborra che colavano sul pavimento.
Poi, una scena crudele: i due neri si concentrarono solo su Anna, scopandola insieme sul letto – uno nella figa, l'altro in bocca – facendola urlare di piacere. Laura, intanto, andò dai mariti: si chinò su Paolo, gli sputò sul cazzo duro e lo schiaffeggiò leggermente sulle palle, ridendo: "Guarda tua moglie che si fa riempire da veri uomini, mentre tu sei qui legato come un cane." Poi passò a Marco: gli montò sul viso, sfregando la figa umida sulla sua bocca, costringendolo a leccare mentre lo insultava: "Lecca, cornuto, assaggia quanto sono bagnata per loro, non per te. Il tuo cazzo è inutile, buono solo a pulsare invano."
L’orgasmo finale arrivò crudele. I neri accelerarono, scopando forte, profondo. Laura e Anna
vennero insieme, squirting sulle lenzuola, urlando mentre i cazzi le riempivano di sborra calda, densa, che colava fuori. I neri uscirono, sborra che gocciolava dalle fighe aperte.
Solo allora slegarono i mariti. Marco, fissando Laura che squirtava per l'ultima volta, sentì il suo cazzo pulsare violentemente: senza toccarsi, venne in schizzi potenti sul pavimento, gemendo di frustrazione mentre il piacere lo travolgeva in modo incompleto e umiliante. "Cazzo… sto venendo… solo guardandoti…", balbettò.
Laura e Anna risero. Laura iniziò ad insultarlo sessualmente: "Guarda che patetico cornuto che sei, venire senza nemmeno un tocco come un ragazzino arrapato. Il tuo cazzetto inutile non merita di più, buono solo a schizzare invano mentre i veri maschi ci riempiono."
Paolo, invece, fu costretto da Anna: lei gli montò sul viso, figa piena di sborra nera che colava nella sua bocca, obbligandolo a leccare e ingoiare ogni goccia calda e salata. Mentre lui leccava, Anna gli afferrò il cazzo e lo masturbò piano, stringendo alla base per far durare il tormento. Quando lui fu sul punto, lei accelerò appena, ma al momento del picco lo lasciò andare di colpo, facendolo eiaculare in schizzi deboli e rovinati, piacere interrotto che lo lasciò tremare di insoddisfazione. Una volta venuto gli prese nuovamente il cazzo in mano e iniziò a masturbarlo forte in modo da fargli male, non aveva avuto il tempo di recuperare, causando un misto di dolore e piacere insopportabile; Paolo urlò per il bruciore acuto, il membro ipersensibile che pulsava dolorosamente sotto le dita di Anna, lacrime agli occhi mentre lei rideva, continuando a segarlo senza pietà, facendolo contorcersi a terra. "Lecca tutto, cornuto, e vieni così, patetico come sei", gli ordinò lei.
Laura e Anna si guardarono, sorridenti. “La prossima volta li leghiamo prima e li facciamo aspettare ore”, sussurrò Laura.
I mariti annuirono, esausti, coperti di sborra propria. La notte era finita, ma il loro tormento era solo all’inizio.
Sessione 2
Le donne ripresero a spompinare i due stalloni, inginocchiandosi di nuovo davanti a loro con avidità rinnovata. Laura e Anna si dedicarono minuziosamente prima al cazzo di Tyron: lingue che si intrecciavano intorno al grosso membro nero, succhiando la cappella gonfia alternandosi, labbra che scivolavano lungo l’asta mentre le mani accarezzavano la base e le palle pesanti, facendolo pulsare violentemente e colare pre-sborra che le due dividevano con baci umidi e profondi, passandosela da una bocca all’altra. Poi passarono a Jamal, ripetendo lo stesso trattamento lento e osceno: bocche che avvolgevano il cazzo spesso, saliva che colava copiosa lungo le vene in rilievo, ingoiandolo a turno fino in gola, gemendo per il sapore salato e muschiato che le faceva impazzire. Nel frattempo si voltavano spesso verso i mariti esausti, ancora legati alle sedie, e li baciavano con forza brutale, sputando nella loro bocca la saliva mista a pre-sborra dei neri, obbligandoli a ingoiare ogni goccia con la lingua.
"Guardate questi poveri cornuti, già sfiniti dopo un round patetico," rise Laura, sputando un filo denso direttamente in bocca a Marco, che tossì ma ingoiò obbediente. Anna aggiunse, spingendo la lingua sporca in gola a Paolo: "Esatto, voi due siete già a pezzi, con i cazzetti flosci e coperti di sborra vostra, mentre noi e questi stalloni siamo pronti per il secondo round – cazzi duri come il marmo, pronti a riempirci di nuovo fino a farci urlare." Jamal ridacchiò, accarezzando la testa di Laura mentre lei lo succhiava: "Questi bianchi deboli durano niente, noi possiamo scoparvi tutta la notte senza stancarci." Tyron annuì, spingendo il cazzo più a fondo nella bocca di Anna: "Già, guardateli: esausti come cagnolini, mentre le vostre troie bianche implorano di più da noi veri maschi."
Le donne si sdraiarono sul letto a gambe aperte, corpi nudi e lucidi di sudore: Laura con le tette piene che tremolavano leggermente a ogni respiro, figa gonfia e ancora gocciolante di umori misti, capezzoli rosa duri come sassolini; Anna con le tette sode e capezzoli scuri eretti, figa rasata che colava filamenti trasparenti, culo rotondo premuto contro le lenzuola bagnate. Jamal si posizionò sopra Laura in missionario, il suo corpo muscoloso e nero che contrastava violentemente con la pelle chiara di lei, pettorali scolpiti che sfregavano contro i seni, addominali definiti che si contraevano a ogni spinta mentre il cazzo spesso entrava piano, allargando le labbra bagnate, spingendo profondo fino a toccare il fondo e farla inarcare con un urlo strozzato. Tyron fece lo stesso con Anna, il corpo atletico e alto che la copriva completamente, mani forti che afferravano le cosce per aprirle al massimo, cazzo lungo che scivolava dentro con spinte ritmiche e precise, facendola gemere e inarcare il bacino per prenderlo tutto.
I mariti, nudi e legati alle sedie ai piedi del letto, vedevano ogni dettaglio osceno: i cazzi neri che entravano e uscivano dalle fighe fradice, umori che schizzavano a ogni affondo violento, corpi sudati che si scontravano con schiocchi bagnati, tette che ballavano selvaggiamente, gemiti alti e gutturali delle donne che riempivano la stanza. "Guardate, cornuti, come questi cazzi veri ci riempiono meglio dei vostri pisellini mosci," urlò Laura, fissando Marco dritto negli occhi mentre Jamal la scopava con forza crescente. "Esatto, sentite come urliamo per loro, non per voi patetici falliti," aggiunse Anna a Paolo, ridendo tra un gemito e l’altro mentre Tyron accelerava il ritmo. Jamal rise rauco: "I vostri mariti sono lì a pulsare invano, palle piene ma inutili, mentre noi vi spacchiamo le fighe come meritate." Tyron annuì, affondando più a fondo: "Guardateli, poveri stronzi, costretti a vedere le vostre troie squirtare per cazzi neri – il vostro tormento non finisce qui."
A quel punto Laura e Anna si scambiarono un’occhiata complice. Con un cenno, ordinarono ai "Liberateli," ordinò ad Anna, che sciolse rapidamente le corde. Marco e Paolo crollarono in ginocchio, deboli, ma le donne li afferrarono per i capelli e li trascinarono ai lati del letto.
"Ora prendete le gambe delle vostre mogli e tenetele ben aperte," comandò Anna, indicando le cosce di entrambe. "Allargatele al massimo, così le nostre fighe sono belle larghe e pronte per queste matranghe nere. Dovete aiutarci a goderci meglio, visto che voi non servite a nient’altro."
Laura rise, afferrando le caviglie di se stessa e spingendole verso l’alto mentre Marco, tremante, obbediva e le teneva aperte con mani deboli. "Tenete aperte le gambe e guardate bene," continuò Laura, la voce carica di scherno. "Siete talmente esausti e rotti che ora non solo non protestate più, ma ci aiutate pure. Patetici. Aprite di più, cornuti, fate vedere quanto siete inutili mentre questi cazzi veri ci sfondano."
Anna fece lo stesso con Paolo, costringendolo a tenere le sue cosce spalancate: "Bravi ragazzi, così ci sentiamo ancora più piene. Guardate come entrano profondi… sentite gli schiocchi? Questo è il suono che non avete mai saputo fare."
Le spinte si fecero sempre più veloci, selvagge. Laura e Anna si afferrarono le mani, intrecciando le dita mentre venivano scopate senza pietà, i corpi che tremavano violentemente, le urla che si fondevano in un unico suono di piacere estremo. I neri accelerarono ancora, affondando fino in fondo con forza brutale, e le donne esplosero di nuovo: squirting potente che bagnò lenzuola, addominali scolpiti, visi dei mariti vicinissimi e cosce spalancate. Jamal e Tyron vennero quasi insieme, riempiendole con fiotti caldi e densi che traboccarono fuori, colando lungo le cosce tenute aperte e gocciolando sul pavimento e sui visi dei mariti umiliati.
Quando finalmente si ritrassero, i cazzi ancora duri e lucidi di umori e sborra, le donne rimasero sdraiate un momento, ansimanti, sorridenti, fighe spalancate e colme che pulsavano lente. Laura si sollevò sui gomiti, guardò i mariti esausti – Marco con il cazzo floscio che gocciolava ancora la sua ultima eiaculazione patetica, Paolo contorto dal dolore dell’overstimulation, lacrime e saliva mista a sborra sul viso – e rise piano.
"Guardateci bene, cornuti. Questa è la vostra nuova realtà: noi che godiamo come non avete mai saputo farci godere, e voi che guardate, aiutate, umiliati, con le palle vuote e il cuore spezzato. Avete visto abbastanza per stasera?"
Anna si alzò dal letto, si avvicinò ai due e passò un dito tra le labbra della sua figa piena, raccogliendo un misto denso di sborra e umori. Lo portò prima alla bocca di Paolo, facendoglielo leccare avidamente, poi a quella di Marco. "Assaggiate l’ultima lezione della serata. La prossima volta vi legheremo prima di cena, vi faremo aspettare ore, e magari vi lasceremo solo ascoltare… senza nemmeno venire."
Le donne si baciarono un’ultima volta, lente e profonde, davanti ai mariti immobili. Poi spensero la luce della camera principale, lasciando solo il bagliore fioco del corridoio a illuminare le sagome nude e tremanti dei due uomini.
Laura e Anna si voltarono verso i mariti, li afferrarono per il cazzo floscio e dolorante – Laura Marco, Anna Paolo – e li trascinarono fuori dalla camera da letto, nudi, barcollanti, come trofei sconfitti. Arrivati in corridoio, si fermarono davanti alla porta della camera degli ospiti. Jamal e Tyron erano già lì, sdraiati sul grande letto king-size, corpi neri e muscolosi ancora lucidi, cazzi semi-eretti in attesa.
“Questa non è più la vostra stanza per dormire,” disse Laura, spingendo Marco contro il muro e costringendolo a guardare dentro. Anna fece lo stesso con Paolo.
"Voi due dormirete sul divano in salotto," sussurrò Anna all’orecchio del marito. "Nudi, e abbiamo una sorpresa per voi." Si inginocchiarono, aprirono una scatola nascosta sotto il letto e ne estrassero due cinture di castità in acciaio lucido, complete di lucchetto. Le infilarono rapidamente sui cazzi flosci e sensibili dei mariti, chiudendo i lucchetti con un clic secco. "Così non potete nemmeno sfregarvi il cazzetto mentre ci sentite gemere tutta la notte. Domani mattina, se sarete bravi, magari vi lasciamo guardare di nuovo… da lontano."
Le donne entrarono nella camera degli ospiti senza voltarsi indietro. Chiusero la porta con un clic deciso.
Più tardi, dopo aver lasciato i mariti legati sul divano con polsi e cinture di castità, Laura e Anna tornarono in bagno con Jamal e Tyron. Si infilarono prima nella grande jacuzzi idromassaggio, l’acqua calda che avvolgeva i corpi nudi. Le donne si sedettero a cavalcioni sui due stalloni, lasciando che l’acqua bollente e le bolle massaggiassero le fighe ancora sensibili mentre si baciavano e si facevano scopare lentamente sott’acqua, gemiti che echeggiavano nel vapore. Poi passarono alla doccia multi-getto: corpi insaponati che scivolavano l’uno sull’altro, mani nere che lavavano e accarezzavano tette, culi e clitoridi, mentre le donne si inginocchiavano di nuovo per succhiare i cazzi sotto il getto caldo, ridendo e gemendo fino a venire ancora una volta contro le piastrelle.
Dopo la doccia, Laura e Anna si infilarono nel letto king-size, nude, calde, ancora profumate di sesso, sapone e sborra. Si accoccolarono una contro l’altra, poi si girarono verso i due stalloni. Jamal prese Laura tra le braccia, Tyron strinse Anna contro il petto scolpito. Le mani grandi e nere accarezzarono pigramente tette, fianchi, cosce, mentre le donne sospiravano di contentezza assoluta.
“Buonanotte, cornuti,” mormorò Laura verso la porta chiusa, abbastanza forte da farsi sentire attraverso il legno. “Sognateci… se ci riuscite, con quelle gabbiette che vi stringono.”
Anna rise piano, già con le labbra sul collo di Tyron.
“Dormite bene… o male. A noi non importa.”
Le luci si spensero.
Dal salotto arrivò solo silenzio, rotto ogni tanto da un singhiozzo soffocato
o dal rumore metallico dei lucchetti che sfregavano contro il divano. Nella camera da letto, la notte continuò per le donne e i loro amanti: corpi intrecciati, baci lenti, scopate pigre e profonde che durarono fino all’alba.
Per Marco e Paolo, invece, la notte fu solo buio, frustrazione, dolore pulsante nelle gabbie di castità e l’eco incessante di ciò che non avrebbero mai più potuto avere.
Il tormento non era finito.
Era diventato routine.

Scritto da me e Grok, ne ho preparati altri se piacciono.
scritto il
2026-02-02
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