Il vero uomo di Veronica
di
b_bull_and_master
genere
dominazione
Questa è una storia vera, basata su fatti realmente accaduti. Un marito che sogna di vedere la sua donna tra le braccia di un vero uomo, una moglie curiosa di scoprire piaceri proibiti.
Tutto è iniziato con una mail sull'indirizzo che ho lega a questo sito. Era una sera d'autunno, stavo controllando la casella quando ho visto il suo nome: un username anonimo, "marito_curioso_85". Il messaggio era timido, ma tradiva un'eccitazione palpabile: "I tuoi racconti mi hanno fatto impazzire. L'idea di un bull che prende il controllo... mi eccita da morire. Mia moglie Veronica è bellissima, ma non sa niente di tutto questo. Dimmi di più su come fai a trasformare una coppia normale." Ho sorriso tra me e me. Ecco un altro aspirante cuck, uno di quelli che si masturbano di nascosto pensando alla moglie con un altro, ma non hanno il coraggio di fare il primo passo. Sapevo già come giocarmela: piano piano, lo avrei portato dove volevo io.
Ho risposto subito, con il mio tono autoritario ma intrigante: "Dimmi di te, piccolo. Perché ti ecciti? Cos'è che ti fa indurire pensando a me con tua moglie?" Non ho dovuto aspettare molto. Mi ha raccontato tutto: si chiamava Marco, 38 anni, sposato da dieci con Veronica, 35 anni, una brunetta con curve perfette, occhi verdi e un sorriso innocente. Lavorava come impiegato, vita monotona, sesso routine. Ma di notte, fantasticava di essere umiliato, di vedere Veronica gemere per un uomo alpha. "Ho paura di dirglielo," ha confessato. "Ma i tuoi racconti... mi fanno venire voglia di provarci." Perfetto. Gli ho chiesto dettagli: "Descrivimi Veronica. Mandami una foto sfocata, per iniziare. E dimmi le tue paure più profonde." Ha obbedito, inviandomi un'immagine di lei in bikini al mare, il corpo tonico, i seni pieni che spingevano contro il tessuto. "È fedele, una brava moglie," ha aggiunto. "Ma io... non la soddisfo più come prima."
Da lì, ho iniziato a scavare nelle sue voglie. Ogni sera, scambi di messaggi. "Raccontami i tuoi desideri, Marco. Vuoi che la prenda davanti a te? Che ti leghi mentre la faccio urlare?" Lui si apriva sempre di più: "Sì, mi eccita l'idea di essere escluso, di pulire dopo... ma ho paura che lei mi lasci." Lo umiliavo con garbo, all'inizio: "Sei un beta, Marco. Un uomo vero non ha queste paure. Io la farei bagnare solo con uno sguardo." Lui rispondeva eccitato, confessando che si masturbava leggendo i miei messaggi. Gli ho imposto la prima regola: "Niente seghe senza permesso. Devi imparare l'astinenza, cuck." Ha protestato debolmente, ma ha obbedito. Era già mio.
Nel frattempo, ho iniziato il corteggiamento di Veronica. Gli ho chiesto il suo numero, fingendo di voler solo consigli da "amico". "Dille che sono un conoscente online, appassionato di fitness come lei." Marco, il povero illuso, le ha parlato di me: "Ho incontrato questo tipo su un forum, è un trainer, potresti chattare con lui per consigli." Veronica, curiosa e innocente, ha accettato. Il primo messaggio da lei: "Ciao, Marco mi ha detto che sei esperto di allenamenti. Mi dai qualche tip?" Ho risposto elegante, charmant: "Certo, Veronica. Ma prima dimmi di te. Sembri una donna che merita il meglio." L'ho corteggiata piano, con complimenti sottili: "Hai un'energia magnetica, si vede dalle foto che Marco mi ha mostrato." Lei arrossiva virtualmente, rispondendo con emoji timide. Non era una troia, no: era una brava moglie, fedele, che cucinava per il marito e andava in chiesa la domenica. Ma io sentivo il potenziale.
I messaggi con Marco continuavano paralleli. "Dimmi le sue fantasie segrete," gli ordinavo. Lui confessava: "Le piace essere dominata un po', ma niente di estremo. Ha paura del dolore." Lo sminuivo: "Vedi? Tu non sei abbastanza uomo per dominarla. Io sì." Gli facevo descrivere i loro amplessi: "Duravo poco, lei fingeva orgasmi." Ridevo: "Patetico. Presto le darò veri orgasmi." Dopo due settimane, gli ho imposto la gabbietta: "Ordina una chastity cage. Mettila e mandami la foto. È il tuo primo passo da cuck." Ha esitato, ma l'eccitazione ha vinto. Mi ha inviato l'immagine: il suo pisello rinchiuso nel metallo, piccolo e umiliato. "Bravo, beta. Ora sei in astinenza vera. Veronica è mia da corteggiare."
Con lei, il corteggiamento si è fatto serrato. Passavamo dalle chat ai vocali: "La tua voce è sensuale," le dicevo. "Marco è fortunato." Lei rideva: "È un bravo marito." Ma io insinuavo dubbi: "Meriti passione, Veronica. Qualcuno che ti faccia sentire viva." Le mandavo foto mie: torso scolpito, sorriso da predatore. "Wow," rispondeva lei. "Sei in forma." Piano piano, la facevo aprire: "Raccontami i tuoi sogni." Confessava desideri repressi: "Vorrei viaggiare, sentirmi libera." Io: "Con me, saresti libera davvero." Marco, meanwhile, mi aggiornava: "Sta chattando tanto con te. Mi eccita, ma ho paura." Lo umiliavo: "Bene, cuck. Presto le tue corna cresceranno."
Dopo un mese, il primo incontro. Ho convinto Marco a organizzare una "cena amichevole". "Vieni a casa nostra," ha detto lui, tremando. Io ho accettato: "Perfetto. Porterò vino." Arrivai elegante, camicia attillata, profumo muschiato. Veronica aprì la porta: gonna corta, trucco leggero, nervosa ma curiosa. "Piacere, b_bull_and_master... o chiamami solo Bull." Marco era lì, goffo, servendo aperitivi. Durante la cena, flirtavo apertamente: "Veronica, i tuoi occhi sono ipnotici." Lei arrossiva, Marco sudava. Dopo il vino, lo mandai via: "Marco, vai a lavare i piatti. Lasciaci chiacchierare." Obbedì, umiliato. Con lei sola, le presi la mano: "Senti l'energia?" La baciai piano, lei resistette un attimo, poi cedette. "Non dovrei..." mormorò. Io: "Ma lo vuoi." La portai in salotto, Marco spiava dalla cucina. La spogliai lentamente, baciando ogni curva. "Sei una dea," le dissi. La penetrai piano, facendola gemere come mai. "Oh Dio..." ansimava. Marco entrò, vide, e si eccitò nella gabbietta. "Guardalo, il tuo cuck," le sussurrai. Lei, persa nel piacere, non protestò.
Quella notte fu la sua "sverginatura" da troia. Non era più la brava moglie: urlava il mio nome, artigliandomi la schiena. Marco pulì dopo, leccando il mio seme da lei, come gli avevo ordinato via messaggio. "Bravo, beta. Ora sai il tuo posto." Veronica, sazia, mi baciò: "Non ho mai provato niente del genere."
Gli incontri successivi la resero schiava. Il secondo: la invitai in hotel, sola. "Dì a Marco che esci con amiche." Arrivò vestita da puttana, come le avevo suggerito: tacchi alti, lingerie sotto. La legai al letto, la stuzzicai ore: baci, leccate, dita ovunque. "Implorami," le dissi. "Ti prego, Bull... scopami." La presi forte, facendola squirtare per la prima volta. "Sei mia ora," le sussurrai. Dopo, telefonata a Marco: "Ascolta la tua troia gemere." Lui, in gabbietta, piangeva e si eccitava. "Umilialo," le ordinai. Lei: "Marco, Bull è il mio uomo vero. Tu sei solo un cornuto."
Terzo incontro: a casa loro, con Marco presente. "Guardaci, cuck." Veronica mi cavalcava, urlando: "È enorme, Marco! Tu non sei niente." Lo umiliavamo insieme: "Puliscimi i piedi mentre scopo tua moglie." Lui obbediva, lacrime agli occhi, gabbietta stretta. La facevo venire multipli, insegnandole posizioni dopo posizione. "Schiava del mio cazzo," le dicevo. Lei annuiva: "Sì, padrone."
Quarto: una telefonata erotica prima. "Descrivimi cosa vuoi," le dissi. "Voglio essere la tua troia, Bull. Umiliare Marco con te." La incontrai in un parco, la scopai in auto, rischiando. "Senti l'adrenalina?" Lei: "Sì! Marco non oserebbe." Tornata a casa, glielo raccontò: "Bull mi ha fatta sua in macchina. Tu? Astinenza eterna." Marco mi scrisse: "Grazie, padrone. Le mie paure sono realtà, e mi eccita."
Piano piano, la trasformai. Dal corteggiamento elegante – fiori, poesie sporche, cene – al sesso animale: bondage, sculacciate, roleplay. "Sei nata per questo," le dicevo. Lei, da fedele, divenne insaziabile: "Voglio di più, Bull." Incontri settimanali: in hotel, la facevo urlare; a casa, con Marco legato; al telefono, masturbandosi per me. "Umilia il cuck," ordinavo. Lei: "Marco, tocca la gabbietta. Senti quanto sei inutile?" Lui confessava paure: "Temo di perderti." Io: "L'hai già persa, beta."
Dopo sei mesi, ero il vero uomo. Veronica mi chiamava "padrone", Marco "cuck". Vivevano per me: astinenza per lui, orgasmi per lei. Una sera, finale umiliazione: li invitai da me. Veronica in ginocchio, mi succhiava mentre Marco guardava. "Dille quanto sei patetico," gli dissi. Lui: "Sono un cornuto, Bull è l'uomo di casa." La scopai davanti a lui, lei urlava: "Ti amo, Bull!" Lui pulì, gabbietta perenne. Ora, sono la coppia perfetta: io il bull, lei la troia, lui il sottomesso.
Tutto è iniziato con una mail sull'indirizzo che ho lega a questo sito. Era una sera d'autunno, stavo controllando la casella quando ho visto il suo nome: un username anonimo, "marito_curioso_85". Il messaggio era timido, ma tradiva un'eccitazione palpabile: "I tuoi racconti mi hanno fatto impazzire. L'idea di un bull che prende il controllo... mi eccita da morire. Mia moglie Veronica è bellissima, ma non sa niente di tutto questo. Dimmi di più su come fai a trasformare una coppia normale." Ho sorriso tra me e me. Ecco un altro aspirante cuck, uno di quelli che si masturbano di nascosto pensando alla moglie con un altro, ma non hanno il coraggio di fare il primo passo. Sapevo già come giocarmela: piano piano, lo avrei portato dove volevo io.
Ho risposto subito, con il mio tono autoritario ma intrigante: "Dimmi di te, piccolo. Perché ti ecciti? Cos'è che ti fa indurire pensando a me con tua moglie?" Non ho dovuto aspettare molto. Mi ha raccontato tutto: si chiamava Marco, 38 anni, sposato da dieci con Veronica, 35 anni, una brunetta con curve perfette, occhi verdi e un sorriso innocente. Lavorava come impiegato, vita monotona, sesso routine. Ma di notte, fantasticava di essere umiliato, di vedere Veronica gemere per un uomo alpha. "Ho paura di dirglielo," ha confessato. "Ma i tuoi racconti... mi fanno venire voglia di provarci." Perfetto. Gli ho chiesto dettagli: "Descrivimi Veronica. Mandami una foto sfocata, per iniziare. E dimmi le tue paure più profonde." Ha obbedito, inviandomi un'immagine di lei in bikini al mare, il corpo tonico, i seni pieni che spingevano contro il tessuto. "È fedele, una brava moglie," ha aggiunto. "Ma io... non la soddisfo più come prima."
Da lì, ho iniziato a scavare nelle sue voglie. Ogni sera, scambi di messaggi. "Raccontami i tuoi desideri, Marco. Vuoi che la prenda davanti a te? Che ti leghi mentre la faccio urlare?" Lui si apriva sempre di più: "Sì, mi eccita l'idea di essere escluso, di pulire dopo... ma ho paura che lei mi lasci." Lo umiliavo con garbo, all'inizio: "Sei un beta, Marco. Un uomo vero non ha queste paure. Io la farei bagnare solo con uno sguardo." Lui rispondeva eccitato, confessando che si masturbava leggendo i miei messaggi. Gli ho imposto la prima regola: "Niente seghe senza permesso. Devi imparare l'astinenza, cuck." Ha protestato debolmente, ma ha obbedito. Era già mio.
Nel frattempo, ho iniziato il corteggiamento di Veronica. Gli ho chiesto il suo numero, fingendo di voler solo consigli da "amico". "Dille che sono un conoscente online, appassionato di fitness come lei." Marco, il povero illuso, le ha parlato di me: "Ho incontrato questo tipo su un forum, è un trainer, potresti chattare con lui per consigli." Veronica, curiosa e innocente, ha accettato. Il primo messaggio da lei: "Ciao, Marco mi ha detto che sei esperto di allenamenti. Mi dai qualche tip?" Ho risposto elegante, charmant: "Certo, Veronica. Ma prima dimmi di te. Sembri una donna che merita il meglio." L'ho corteggiata piano, con complimenti sottili: "Hai un'energia magnetica, si vede dalle foto che Marco mi ha mostrato." Lei arrossiva virtualmente, rispondendo con emoji timide. Non era una troia, no: era una brava moglie, fedele, che cucinava per il marito e andava in chiesa la domenica. Ma io sentivo il potenziale.
I messaggi con Marco continuavano paralleli. "Dimmi le sue fantasie segrete," gli ordinavo. Lui confessava: "Le piace essere dominata un po', ma niente di estremo. Ha paura del dolore." Lo sminuivo: "Vedi? Tu non sei abbastanza uomo per dominarla. Io sì." Gli facevo descrivere i loro amplessi: "Duravo poco, lei fingeva orgasmi." Ridevo: "Patetico. Presto le darò veri orgasmi." Dopo due settimane, gli ho imposto la gabbietta: "Ordina una chastity cage. Mettila e mandami la foto. È il tuo primo passo da cuck." Ha esitato, ma l'eccitazione ha vinto. Mi ha inviato l'immagine: il suo pisello rinchiuso nel metallo, piccolo e umiliato. "Bravo, beta. Ora sei in astinenza vera. Veronica è mia da corteggiare."
Con lei, il corteggiamento si è fatto serrato. Passavamo dalle chat ai vocali: "La tua voce è sensuale," le dicevo. "Marco è fortunato." Lei rideva: "È un bravo marito." Ma io insinuavo dubbi: "Meriti passione, Veronica. Qualcuno che ti faccia sentire viva." Le mandavo foto mie: torso scolpito, sorriso da predatore. "Wow," rispondeva lei. "Sei in forma." Piano piano, la facevo aprire: "Raccontami i tuoi sogni." Confessava desideri repressi: "Vorrei viaggiare, sentirmi libera." Io: "Con me, saresti libera davvero." Marco, meanwhile, mi aggiornava: "Sta chattando tanto con te. Mi eccita, ma ho paura." Lo umiliavo: "Bene, cuck. Presto le tue corna cresceranno."
Dopo un mese, il primo incontro. Ho convinto Marco a organizzare una "cena amichevole". "Vieni a casa nostra," ha detto lui, tremando. Io ho accettato: "Perfetto. Porterò vino." Arrivai elegante, camicia attillata, profumo muschiato. Veronica aprì la porta: gonna corta, trucco leggero, nervosa ma curiosa. "Piacere, b_bull_and_master... o chiamami solo Bull." Marco era lì, goffo, servendo aperitivi. Durante la cena, flirtavo apertamente: "Veronica, i tuoi occhi sono ipnotici." Lei arrossiva, Marco sudava. Dopo il vino, lo mandai via: "Marco, vai a lavare i piatti. Lasciaci chiacchierare." Obbedì, umiliato. Con lei sola, le presi la mano: "Senti l'energia?" La baciai piano, lei resistette un attimo, poi cedette. "Non dovrei..." mormorò. Io: "Ma lo vuoi." La portai in salotto, Marco spiava dalla cucina. La spogliai lentamente, baciando ogni curva. "Sei una dea," le dissi. La penetrai piano, facendola gemere come mai. "Oh Dio..." ansimava. Marco entrò, vide, e si eccitò nella gabbietta. "Guardalo, il tuo cuck," le sussurrai. Lei, persa nel piacere, non protestò.
Quella notte fu la sua "sverginatura" da troia. Non era più la brava moglie: urlava il mio nome, artigliandomi la schiena. Marco pulì dopo, leccando il mio seme da lei, come gli avevo ordinato via messaggio. "Bravo, beta. Ora sai il tuo posto." Veronica, sazia, mi baciò: "Non ho mai provato niente del genere."
Gli incontri successivi la resero schiava. Il secondo: la invitai in hotel, sola. "Dì a Marco che esci con amiche." Arrivò vestita da puttana, come le avevo suggerito: tacchi alti, lingerie sotto. La legai al letto, la stuzzicai ore: baci, leccate, dita ovunque. "Implorami," le dissi. "Ti prego, Bull... scopami." La presi forte, facendola squirtare per la prima volta. "Sei mia ora," le sussurrai. Dopo, telefonata a Marco: "Ascolta la tua troia gemere." Lui, in gabbietta, piangeva e si eccitava. "Umilialo," le ordinai. Lei: "Marco, Bull è il mio uomo vero. Tu sei solo un cornuto."
Terzo incontro: a casa loro, con Marco presente. "Guardaci, cuck." Veronica mi cavalcava, urlando: "È enorme, Marco! Tu non sei niente." Lo umiliavamo insieme: "Puliscimi i piedi mentre scopo tua moglie." Lui obbediva, lacrime agli occhi, gabbietta stretta. La facevo venire multipli, insegnandole posizioni dopo posizione. "Schiava del mio cazzo," le dicevo. Lei annuiva: "Sì, padrone."
Quarto: una telefonata erotica prima. "Descrivimi cosa vuoi," le dissi. "Voglio essere la tua troia, Bull. Umiliare Marco con te." La incontrai in un parco, la scopai in auto, rischiando. "Senti l'adrenalina?" Lei: "Sì! Marco non oserebbe." Tornata a casa, glielo raccontò: "Bull mi ha fatta sua in macchina. Tu? Astinenza eterna." Marco mi scrisse: "Grazie, padrone. Le mie paure sono realtà, e mi eccita."
Piano piano, la trasformai. Dal corteggiamento elegante – fiori, poesie sporche, cene – al sesso animale: bondage, sculacciate, roleplay. "Sei nata per questo," le dicevo. Lei, da fedele, divenne insaziabile: "Voglio di più, Bull." Incontri settimanali: in hotel, la facevo urlare; a casa, con Marco legato; al telefono, masturbandosi per me. "Umilia il cuck," ordinavo. Lei: "Marco, tocca la gabbietta. Senti quanto sei inutile?" Lui confessava paure: "Temo di perderti." Io: "L'hai già persa, beta."
Dopo sei mesi, ero il vero uomo. Veronica mi chiamava "padrone", Marco "cuck". Vivevano per me: astinenza per lui, orgasmi per lei. Una sera, finale umiliazione: li invitai da me. Veronica in ginocchio, mi succhiava mentre Marco guardava. "Dille quanto sei patetico," gli dissi. Lui: "Sono un cornuto, Bull è l'uomo di casa." La scopai davanti a lui, lei urlava: "Ti amo, Bull!" Lui pulì, gabbietta perenne. Ora, sono la coppia perfetta: io il bull, lei la troia, lui il sottomesso.
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