ShadowLust

di
genere
esibizionismo

Milena aveva venticinque anni, un viso angelico con occhi verdi che sembravano sempre nascondere un segreto, capelli castani ondulati che le arrivavano a metà schiena, e un corpo che era un invito costante al peccato. Snella ma con curve generose: seni pieni e sodi che tendevano qualunque maglietta, una vita stretta, fianchi larghi e un culo rotondo che ondeggiava ipnotico quando camminava. Viveva a Torino con Luca, il suo ragazzo da quattro anni: un tipo normale, carino, con un lavoro in ufficio e una passione per i videogiochi. Il loro sesso era buono, regolare – missionario sotto le coperte, qualche pompino frettoloso – ma ultimamente Milena sentiva un vuoto. Un prurito che non riusciva a grattare.
Tutto iniziò per scherzo, una sera di noia assoluta.
Luca era fuori con amici per una birra post-lavoro. Milena era sola in casa, in pigiama – shorts di cotone che le lasciavano scoperte le cosce lisce e una canottiera senza reggiseno che metteva in evidenza i capezzoli già duri per l’aria fresca. Scorse Instagram, come sempre: ragazze perfette in bikini, pose provocanti, migliaia di like. “Io sono più bella di metà di queste,” pensò, ridendo tra sé. Si guardò allo specchio del bagno: il riflesso la eccitava un po’. Quei seni che premevano contro il tessuto sottile, il perizoma che si intravedeva sotto gli shorts.
“E se…?” mormorò. Prese il telefono, aprì la camera. Si tolse la canottiera, restando a seno nudo. I capezzoli rosa si indurirono all’istante per l’eccitazione improvvisa. Si coprì il viso con i capelli lunghi, lasciando solo la bocca socchiusa visibile – labbra carnose, rossetto naturale. Scattò una foto: mani che reggevano i seni da sotto, spingendoli in su, capezzoli pizzicati tra pollice e indice. Il cuore le batteva forte. “È solo per me,” si disse.
Ma non lo cancellò. Creò un account nuovo: @ShadowLust. Bio: “Ombre di desiderio. Viso nascosto, corpo esposto. 😈” Postò la foto con caption: “Prima volta… chi osa commentare?”
Tornò sul divano, il telefono in mano. Dieci minuti e arrivarono i primi like. Venti. Cinquanta. Commenti: “Cazzo, seni perfetti 🔥”, “Togli tutto, per favore”, “Sei una dea”. Milena sentì un calore tra le gambe. Si toccò sopra gli shorts, piano. “È solo uno scherzo,” ripeté. Ma lesse ogni commento due volte, arrossendo, bagnandosi.
Quella notte, quando Luca tornò, lo scopò con una foga che lui non si aspettava. Lo spinse sul letto, gli salì sopra, cavalcandolo forte mentre pensava a quegli sconosciuti che la desideravano. Venne urlando, ma nella mente c’erano i like.
Il giorno dopo, non resistette. Nuova foto: in ginocchio sul letto, di schiena, culo in aria, perizoma infilato tra le chiappe, capelli che coprivano il viso girato di lato. Solo la bocca visibile, lingua che leccava le labbra. Caption: “Da dietro… vi piace?”
I follower schizzarono a centinaia in ore. DM: “Vorrei scoparti quel culo fino a farti urlare”, “Mandami una foto privata, ti prego”, “Sei la mia fantasia notturna”. Milena lesse tutto in bagno al lavoro, chiusa in un cubicolo, la mano sotto la gonna. Si toccò fino a venire piano, mordendosi il labbro per non gemere.
Diventò una routine. Ogni sera, sola o mentre Luca dormiva, postava. Contenuti sempre più audaci: video di lei che si toccava sopra le mutandine, gemiti soffocati; foto con vibratore che spuntava tra le cosce, viso sempre nascosto – maschera veneziana nera comprata apposta, o capelli, o mani. L’account @ShadowLust esplose: migliaia di follower in settimane. Uomini da tutto il mondo, ma tanti italiani. Commenti bollenti, DM espliciti con foto di cazzi duri, video di seghe dedicate a lei.
Milena era dipendente. L’eccitazione era costante: al lavoro fantasticava sui DM, a casa si masturbava leggendoli, postava sempre di più. Il corpo reagiva: capezzoli sempre duri, figa sempre bagnata. Con Luca il sesso era meccanico – lo usava per sfogarsi, ma pensava agli sconosciuti.
Una sera, mentre scorrevano i DM, ne arrivò uno che la gelò.
Da @LucaGamer92 – l’account di Luca, che lei seguiva in segreto per ridere dei suoi post nerd. “Cazzo, sei incredibile. Quel video di ieri mi ha fatto venire due volte. Immagino di scoparti con la maschera, senza sapere chi sei. Mandami qualcosa privato? 🍆”
Allegata una foto: il cazzo di Luca, duro, in mano, proprio quello che lei succhiava da anni.
Milena fissò lo schermo. Il cuore esplose. Luca… il suo Luca… che si segava guardandola, senza sapere che era lei. Che la desiderava come una sconosciuta troia, non come la fidanzata dolce.
Si toccò all’istante, furiosamente. Venne in secondi, immaginando lui che la scopava pensando a ShadowLust. “Non sa che sono io,” pensò, eccitata da morire. Rispose? No, non ancora. Ma postò un video apposta: lei con la maschera nera, vibratore dentro, gemendo “Per te… chiunque tu sia”.
Luca commentò pubblicamente: “Perfetta 🔥”.
Da quel momento, l’ossessione raddoppiò. Milena postava pensando a lui tra i follower. Contenuti estremi: video di squirting con dildo enorme, culo oliato che ingoiava plug, seni strizzati fino a far colare latte finto (trucco con crema). DM di Luca sempre più hot: “Vorrei venire su quella maschera”, “Immagino di scoparti anonimo, senza sapere il tuo nome”.
Milena rispondeva anonima, stuzzicandolo: “Dimmi cosa mi faresti…”. Lui descriveva scene sporche – la scopava in un parcheggio, le veniva in bocca senza baci – cose che non faceva mai con la “vera” Milena.
Lei veniva leggendo, ogni volta. La tensione era insostenibile: scopava Luca la sera, pensando ai suoi DM a ShadowLust. Lui era più eccitato ultimamente – grazie a lei, senza saperlo.
Un mese dopo, @ShadowLust aveva cinquantamila follower. Milena guadagnava con sponsor lingerie, ma il vero brivido erano i DM. E quello di Luca, sempre più frequente.
Una notte, lui le mandò un video: si segava guardando un suo post, gemendo “Shadow… cazzo, sei una troia perfetta”.
Milena venne tre volte guardandolo. Poi rispose: “Vieni a Torino… ti do quello che vuoi. Anonimi.”
Luca: “Dio, sì. Dimmi quando.”
Milena sorrise nel buio. Il gioco era iniziato. Non poteva più farne a meno.
scritto il
2026-01-25
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