Papi
di
Spidey93
genere
incesti
In vita mia ho avuto solo un papi ed avevo già ventun anni, ma è stato un vero papi severo ed autoritario e soprattutto con un cazzone più grosso del mio. Uscivo con Gemma, una tipetta niente male che mi piaceva, poche tette, bel culetto e tanta voglia di porcate, le avevo dato otto per la dedizione con cui mi faceva pompini. Per scopare solo sveltine furiose in auto, aveva terrore di farlo in camporella, quando spegnevo le luci dell'auto andava in ansia per guardoni e serial killer. Una paura che le aveva passato la mamma che non voleva assolutamente che andasse in camporella.
'Dai, vieni a dormire da me, mamma mi lascia portare i ragazzi.'
'No, non mi va.'
Non ero proprio un ragazzo anche se dalla mia c'era la faccenda dell'età del consenso. Non mi andava di conoscere i suoi.
'Dai, se fai piano possiamo provare dietro.'
Okay, ho una fissa per l'anale e l'idea di sverginarle il culetto mi ha spento il cervello. Mi ha spiegato che la sua famiglia era incasinata, mamma e papà erano divorziati in casa, una villetta due piani, lei abitava sopra col fratello e la mamma che aveva un nuovo compagno, e papà abitava al piano terra, era sua la casa.
'Sono separati ma vanno d'accordo e così io e Matteo abbiamo sempre avuti vicino mamma e papà.'
Mi fregava un cazzo, volevo solo incularla e mi sono sorbito le conoscenze. Prima il papà che mi ha fissato male e poi di sopra la mamma che mi ha fatto mille domande su me, la mia famiglia, gli studi eccetera. Venti minuti dopo era nella cameretta.
Abbiamo fatto pianissimo e per fortuna non c'era il fratello che dormiva nella camera vicina. Una bella ciulata sulle lenzuola con una gattina eccitata. Roba da luna di miele, il mio cazzone era tutto suo. Quando s'è sciolta per benino ed era un pulcino bagnato ho cominciato la terapia anale. Dita e lingua in culo e Gemma fremeva in mezzi orgasmi. Per toglierle l'ansia ho messo il condom, me l'ha bagnato e unto lei. A cucchiaio, un centimetro per volta le ho spinto diciotto centimetri di cazzo in culo. Whoww!
Gemeva e piangeva appena, le cosce le tremavano, tra i denti bestemmiava. Tutto con la massima calma e poi ha voluto fare lei, cavalcioni sul mio bacino se lo prendeva da sola, su e giù, pianissimo, ondeggiava e mi bagnava il volto di baci. La poesia se n'era andata, di ribaltarla e violentarla in culo non se ne parlava.
Okay, è comunque stata una gran bella ciulata. Erano ormai le due, dovevo andarmene, l'ho salutata con un bacio svegliandola e lei mi ha lasciato andare dopo un'ultima bagnata di cazzo fino in gola, ma aveva troppo sonno, s'è riaddormentata subito.
Io ero ben sveglio e, come mi capita spesso dopo una scopata regolare, avrei voluto un bel cazzo deciso. Guardo il cell e scopro che non avevo chiuso l'app gay. Tra i soliti messaggi c'è uno che mi colpisce: 'Noi due dobbiamo parlare.'
cazzo, guardo il profio, è ha venti metri, 46 anni senza foto, solo attivo. Mi viene male, è il papa di Gemma o il compagno di sua mamma. Esco di casa, scendo le scale, non c'è nessuno. Devo solo attraversare il cortiletto e poi non mi vedranno più. Ma c'è un ombra su uno sdraio al buio. È giugno ma fa freddino, io sono ancora mezzo sudato, ho addosso il calore di Gemma, non mi sono fatto la doccia. 'Vieni.'
Mi avvicino. È un tipo massiccio, maschio da paura con un cazzone in mano. 'Leccami i coglioni, frocio.'
Figa, lecco bacio e mi snocciolo in bocca due coglioni da toro che odorano di maschio. Li succhio come la fighetta di Gemma ma è tutta un'altra cosa. Piano comincio a leccargli l'asta, mi aspetto un ceffone, ho inculato la sua figlioletta. Niente, spompino come nemmeno Gemma ci sa fare. Papi viene in fretta, schizza secchiate di sborra densa. Ingoio dopo averla assaporata in bocca, è qui seduto da ore, s'è caricato i coglioni aspettando che finissi di scoparle Gemma.
Mi afferra il ciuffo dei capelli. 'Sposta la macchina e torna, ti lascio il cancello aperto.' Mi stringe le palle e infila la mano dietro, fra le cosce sotto le palle, e mi palpa il culo. Mi si tagliano le gambe per l'eccitazione.
'No scusa, io non potevo sapere che Gemma è...'
Mi tira contro per la nuca e mi ficca la lingua in bocca. Un bacio rabbioso, lui maschio, io femmina. 'Togli quella cazzo di macchina da lì davanti, tu dormi con me.'
Ho una fifa nera, è un casino galattico. Parcheggio due strade più in là e torno indietro a piedi. Strada deserta, cerco di trovare una soluzione, cosa fare e cosa dire, ma penso solo ai suoi coglioni grossi, a come mi teneva per i capelli, alla mano sul culo, al suo cazzo nodoso, al culetto di Gemma, a come ho limonato con lei e ho baciato suo padre. Mi aspetta, chiude il cancello senza far rumore, cammino davanti a lui al buio, verso la porta di casa.
Mi stringe da dietro, le mani mi cercano, sento il cazzo duro contro, mi abbasso nella stretta i pantaloni della tuta e in un secondo ho il suo manganello su per il culo. Giro il collo per baciarlo in bocca. Mi solleva da terra, mi tiene sotto per le cosce, io rannicchiato col cazzo in culo. È forte il mio papi, mi porta cosi in camera e mi fa cadere in avanti lanciandomi su materasso. Atterro pancia in giù, ho appena il tempo di allargare le gambe che mi violenta in culo con tutto il peso. Un'inculata furiosa che mi devasta, non allargo abbastanza le gambe da tanto è grosso. È un toro il mio papi e io piango di felicità.
Dormicchio nudo sul suo corpo fino al mattino, mi vuole fidanzata, faccio la gattina col suo cazzo come faceva Gemma. È bellissimo dormire cazzo piantato in culo. Sono sua, mi prende tutto, mi pesta le palle con manate pesanti e mi spinge il cazzone in profondità, devo raccontargli come ha goduto Gemma. S'incazza che le ho inculato la figlia, ma in realt è solo eccitato perso.
Alle otto fa colazione seduto in cucina, caffè e biscotti, io inginocchiato nudo che gli lecco l'uccello stanco e i coglioni grossi. 'Quando rivedi Gemma?
È sabato. 'Stasera credo, ma siamo solo amici, non so se...'
'Tu vieni lo stesso. Ti aspetto all'una.'
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