La signora : sentimento ed erotismo
di
Mauro Virgilio Marone
genere
sentimentali
I
La solita ressa del sabato sera. Frenetica, chiassosa, la musica che si mescola in un’assordante cacofonia senza senso. I camerieri e le cameriere del Blu night, passano veloci tra un tavolo e la’ltro, prendendo le ordinazioni, consegnando cocktail e stuzzichini, ritirando i vuoti.
Marta arriva al bancone con l’aria contrariata e arrabbiata “Stasera mi sa che voleranno ceffoni” commenta “Sai quante mano morte ho ricevuto?”
“Anche Carlo ha avuto lo stesso problema” commento ridendo “E non tutte erano donne”
Marta fa una smorfia “Un paio di quelli che mi hanno palpato, hanno la fidanzata al seguito” scuote la testa e si ributta nella mischia
“Uh, che casino” fa Carlo tornando con alcuni vuoti “Ho rimediato un posto allo Scoglio con Deborah” sorride soddisfatto “Si fa fiesta”
“Mancavi solo tu” dico “Non c’è maschio che non sia passata”
“Anche tu?”
“Ci ha provato ma, all’epoca ero ancora occupato”
“Ma ora sei libero”
Scuoto le spalle “Non mi va di bruciare tutto in una notte”
“beh, io non sono di quest’avviso. Si approfitta dell’occasione” afferra il vassoio nuovamente pieno e si butta nella mischia
Chiedo a Misha di sostituirmi un attimo al bar. Pausa bagno. Ressa anche lì. Torno al bancone e prendo l’ordinazione per un cliente seduto sulla balconata.
Il cliente è una cliente e ha ordinato spumante. Seduta ad un tavolino vicino alla balaustra, a contemplare il mare. Un tempo doveva essere una bella donna. Il viso di una bellezza non del tutto sfiorita, lineamenti fini, per nulla volgari, qualche ruga sotto gli occhi e una pelle sorprendentemente liscia. I suoi capelli arrivano fino alle spalle e sono di colore grigio. Indossa un maglione bianco a collo alto e dei pantaloni di tela.
Ai piedi dei mocassini. In generale, una bellezza di altri tempi “Grazie” mi dice con un sorriso a labbra strette
Saluto e faccio per andarmene “Ti ha soddisfatto quello che hai visto?”
“Prego?”
“Ho notato lo sguardo che mi hai lanciato quando mi hai servito lo spumante”
“Oh, pensavo di non aver fatto nulla che mi facesse notare”
“Oh, sei stato abbastanza discreto. Non ti preoccupare. Certi uomini sono molto più invadenti con lo sguardo” sorseggia “Un’altra non se ne sarebbe accorta. Sai, deformazione professionale”
“Cosa faceva per avere l’occhio così allenato?”
“Ero uno sbirro” sorride “Sono in pensione da cinque anni”
“Ah, ecco perché mi ha scoperto così facilmente” faccio per andarmene “Se vuole altro spumante, sa dove trovarmi”
“Non hai risposto” dice diventando confidenziale “Ti ha soddisfatto quello che hai visto?”
“Sinceramente sì” ammetto “E’ raro vedere una donna della.. così..” auch, mi impantano nell’imbarazzo
“Della mia età?” scoppia a ridere “Ah, non essere timido. Non mi arrabbio per la verità”
“Io.. beh” arrossisco “E’ una donna notevole”
“E lo deduci da cosa?”
“Dal viso, da come si muove, i suoi occhi”
Lei si alza in piedi. Alla luce di un lampione, la parte alta dei pantaloni, delinea un sedere ben delineato e, scommetto, anche bello sodo “Faccio molta ginnastica, mi mantengo in forma. Prima di entrare in polizia ho fatto qualche anno in passerella” mi strizza l’occhio “Posso avere altro spumante?”
“Subito, signora”
“Nadia.. chiamami Nadia”
Esito, sorrido “Nadia” corro giù. Il locale ancora ammassato di gente. Carlo mi vede e si dirige verso di me “Dove te ne sei sparito?
“Di sopra, con una cliente”
“Uh.. e la politica, mai sul posto di lavoro?” ammicca
“La signora è in vena di chiacchiere. Sono rimasto ad ascoltare. A proposito, sai chi è?”
“Non ho visto chi ha preso la terrazza. Quando sono arrivato c’era già il cartello che diceva privacy. Chiedi a Misha”
Afferro altro spumante e un secchiello per il ghiaccio. Misha appare con un paio di cocktail sul vassoio “Sesso, droga e rock & roll” sbuffa
“Misha, tu sai chi è la signora che ha preso il terrazzino?”
“Ah, la signora Rosetta.. Nadia Rosetta. Di solito viene qui durante la settimana”
“Una signora di una certa classe, da quello che ho potuto vedere” commento
“Notevole sì. Il marito possedeva metà degli yacht ancorati nella baia. Morto tre anni fa di un brutto male. Lei era in polizia, ispettore o qualcosa del genere”
E salgo nuovamente verso la terrazzina. Nadia è seduta, intenta a contemplare il mare illuminato. “Eccomi qui” secchiello del ghiaccio, spumante dentro, un calice riempito quasi all’orlo
“Grazie, caro” risponde lei afferrando il calice “Vuoi farmi compagnia?”
“Veramente, dovrei aiutare i ragazzi giù. Come ben sa, c’è ressa stasera”
“Sì” sembra quasi delusa
“Ma posso tornare dopo, se si trattiene fino alla chiusura”
“Mi trattengo fino alla chiusura se la smetti di darmi del lei, Stephan”
Bene, conosce il mio nome. Va beh, il locale è mio, non è un grande sforzo “Va’ bene, Nadia” sorrido
LA signora è in vene di chiacchiere. Deve sentirsi tremendamente sola e posso capirlo.
Deborah esce dal bagno del personale aggiustandosi la gonna. Alza lo sguardo e incrocia il mio. Bocca a O, se arrossisce non riesco a capirlo. Non ho mai approvato il sesso tra colleghi sul posto di lavoro, specie se lo fai quando il locale è stracolmo e il personale è quello che è
“Vai da quache parte?” mi chiede Misha affiancandosi
“No, perché?”
“E’ già la terza volta che guardi l’orologio”
“Riflesso incondizionato” la verità è che sto aspettando il momento in cui potrò parlare con Nadia
“Voglio un aumento” dice Carlo stravolto “E un indennizzo sui danni morali”
“Ti hanno toccato il culo” ride Misha
“Peggio” mi guarda male “Mi hanno strizzato le palle come maracas. Pensavo fosse una ragazza, invece…E no, quivi cliente non ha sempre ragione”
Scoppio a ridere “Mettiti una conchiglia nelle mtande. Credo che abbiamo ancora delle capesante in frigo”
“Ah ah, ma che spiritosoni”
Le due. Il locale si svuota poco a poco. Noi, come soldati su un campo di battaglia, stravolti, sudati e, alcuni, feriti nell’orgoglio
“Beh, credo che me ne andrò a casa” dice Deborah sbadigliando
“Come, niente scoglio?” chiede Carlo
“No..sonno” si stiracchi, inarcando la schiena e mettendo più in evidenza le grosse tette sotto la t shirt. E Carlo con la faccia di uno che si vede portare l’occasione di un pompino rubato, come un salvagente lanciato ad un naufrago
“Io vado allo scoglio” mi sussurra all’orecchio “Ma non dirlo a Carlo”
“Ok” scuoto la testa. Povero Carlo. Pompino mancato, almeno per lui.
“Ma la signora è ancora su?” chiede Carlo con faccia avvilita
“Sì”
“Rimani a far compagnia alla vecchia?”
“Perché vecchia, detta da te, sembra dispregiativo?”
Carlo scuote le spalle “Vado a casa. Vista la sfumata con Deborah..sigh, mi accontenterò di Federica la mano amica”
Che tristezza
Che poi, tanto tristezza non lo è. Se penso che fino al mese prima ero con Ambra, una ragazza coi fiocchi, grandi tette, grande culo, grande fica.Sparita, andata, dopo un anno di frequentazione. Senza una spiegazione, senza un perché. A lungo l’ho cercata. Ho chiamato, ho mandato messaggi, sono andato a casa sua. Nulla. Aveva traslocato una settimana prima e se n’era andata così, senza nessuna spiegazione
Salgo sul terrazzino. Nadia è nella stessa posizione “Dunque hai deciso di fare compagnia a questa signora?”
“Non sei vecchia”
“Ho 61 anni”
“Non li dimostri”
“Non lusingare Stephan e sii sincero”
“Ok” mi vado a sedere di fronte a lei. La osservo meglio e sono convinto sempre più del fascino speciale che questa donna emana. Qualche ruga sotto gli occhi e i capelli che sembrano ali d’argento “Ancora quello sguardo, Steph”
Steph. Anche Ambra mi chiamava così “Vuoi sincerità? In te c’è qualcosa che mi attrae” credevo di trovarmi in imbarazzo ma, le parole mi sono uscite così
Lei sorride “Dimmi Steph, hai mai amato una donna matura?”
“No”
“Io amavo mio marito. Lo amavo davvero. Purtroppo, la Natura, il Destino, sono spesso crudeli e..” scuote la testa “Io e lui ci siamo sposati presto. Avevamo vent’anni e la spensieratezza di quegli anni. Abbiamo avuto tre figli che ora vivono un po’ sparsi nella nostra penisola” sospira “E ho dei nipoti, perché i miei figli, come facemmo noi,si sposarono giovani” si sporge verso di me e seria mi chiede “Sai cosa manca più di tutto?”
Scuoto la testa
“Sembrerò banale ma, sento la mancanza del sesso. DA quando è morto mio marito, mi sono chiusa dentro una stadio di torpore quasi assoluto, allontanando da me gli uomini. MA sapevo che, non potevo tenerli lontani da me a lungo. Sono una signora di 61 anni ma” si tocca i fianchi “Qui sotto c’è ancora un corpo che farebbe venire l’affanno anche ad un giovane”
“Non ne dubito” sorrido. Perché ho come l’impressione che la cosa, stia per prendere una piega diversa?
“Avevo un sacco di pretendenti che giravano attorno a me, come squali in una vasca” si alza lentamente in piedi e si dirige verso la balaustra che si affaccia sul panorama della baia illuminata “Ma io li tenevo lontani perché.. Perché avevo bisogno di qualcosa di diverso” si gira verso di me, la schiena appoggiata alla ringhiera, il suo sguardo è magnetico e sento un brivido che mi attraversa la spina dorsale “Conoscevo Ambra”
Ecco una cosa che mi ha colto di sorpresa “Ambra?”
“Vicini di casa. La sentivo spesso parlare di te. Ti ho visto un paio di volte mentre venivi a prenderla. E.. sì, devo essere sincera, mi sono presa una cotta per te”
Manco un battito. Nadia come una stalker? Mi ha seguito, mi ha studiato, frequenta lo stesso bar che io dirigo “Devo preoccuparmi?”
“Ambra è sulle alpi svizzere. Prima di partire mi ha dato questa lettera per te” mi porge una busta bianca con scritto sopra il mio nome. Dentro un foglio bianco e una frase ambigua MI SPIACE MA, HO CONOSCIUTO UN ALTRO UOMO. MI SPIACE DAVVERO MA, NON POSSO PIU’ STARE CON TE. IO AMO LUI E.. TI PREGO, NON VENIRMI A CERCARE. Un pugno nello stomaco, una doccia fredda, un calcio nei coglioni. Lo sconforto mi grava sulle spalle come un macigno. Un altro. Lei è scappata con un altro. Maledizione. Lo grido “Maledizione!” afferrò il calice di vino e lo scaglio contro il muro “Maledizione”
Una mano si posa sulla mia spalla. Sussulto, quasi mi ero dimenticato della presenza di Nadia “Com’è potuto succedere? Perché questo tizio è riuscito a portarmela via?”
“Mi spiace che sia stata messaggera di questo dolore”
“No, non ti preoccupare” d’istinto afferro la sua mano e, come una scossa, un brivido intenso, mi attraversa le ossa fno al cervello
“Lo so che non è il momento giusto ma..” io sono in piedi, davanti a lei, le mani nelle sue, gli occhi dentro i suoi “Mi giudicheresti un’illusa se ti dicessi che provo qualcosa di te?”
“No, perché è la stessa cosa che ho pensato la prima volta che ti ho vista”
“Lo faresti?”
“Cosa?”
“Faresti sesso con una vecchia signora?”
“Non sei vecchia, Nadia”
Lei sorride, arretra. Con un movimento fluido si libera della maglia collo alto, rimanendo in reggiseno. Pizzo rosso con dei nastrini blu tra le coppe. Magra, asciutta, ventre piatto e perfetto e le tette sembrano sode. Piccole e sode. Pelle bianchissima come latte, sembra che la luna venga assorbita da essa.
Mi slaccia i bottoni della camicia, le mani si muovo sul mio petto, sui fianchi. Lei si avvicina, sento il suo calore, avverto le ossa vibrare. Le nostre labbra si toccano, lei delicata, la lingua che tocca la mia. Le mie mani sui fianchi, sembra di toccare seta. Una sensazione meravigliosa.
Lei si discosta un attimo. I pantaloni scivolano veloci. Rimane un attimo ferma, quasi timida, lasciando che indugiassi sul suo corpo perfetto. Indossa un paio di slip in pizzo, un nastrino in rilievo altezza vagina.
Anche i miei pantaloni calano giù. Ora i nostri occhi allacciati, come le dita delle nostre mani. Ora premuti, pelle contro pelle, a sentire l’amore che fa vibrare le nostre anime.
Ora lei che si siede sul tavolo, discosta le gambe, la mano che si abbassa sulla farfallina. Un movimento veloce, un rumore di velcro, visione della sua vagina piena e piena di umido.
Allunga le mani verso i boxer, sbottona l’unico bottone presente, affonda la mano all’interno, mi stringe il sesso e lo estrae. Lo accarezza, ma senza masturbarlo. Scopre la punta, allarga di più le gambe. Non ci sono bisogno di parole.
Entro, con la massima delicatezza. Lei si aggrappa, le unghie che affondano nelle spalle, le gambe che cingono i fianchi e i piedi che s’intrecciano dietro la schiena. Lei che ansima e poggia la bocca sul mio collo, lei che mi prega di non smettere. Io che seguo un andamento armonioso guidato dalla risacca del mare. Nessuna foga, nessuna passione selvaggia. Solo sesso, quieto e dolce, come dovrebbe essere.
Solo alla fine, la foga passionale ha il sopravvento. Lei ansima e prende a muovere maggiormente il bacino contro il mio. Più frenetico, più passionale, poi l’orgasmo.. “Sublime” ansima lei afferrando lo spumante dal secchiello. Riempie l’unico calice e me lo porge. Accetto l’offerta. Poi, lei lo afferra e beve a sua volta “E’ come se avessi ripreso almeno ventanni” mi tiene ancora agganciato con le sue gambe
Afferro il calice, lo riempio e, piano, lo verso nel nostro punto di congiunzione. Lascio che lo spumante avvolga i nostri sessi e scivoli sopra e dentro di lei “Cosa hai intenzione di fare?” chiede lei
Piano la scosto e mi inginocchio. Poggio le labbra sulla sua fica, ancora così morbida e succosa. Piano prendo a muovere la lingua, a baciare le sue labbra, ad assaporare alcool e sperma.
Lei, ha un altro orgasmo. Si lascia andare all’indietro sul tavolo, i gomiti appoggiati al ripiano. La lingua fino in fondo, lei che inarca la schiena ed emette un gemito prolungato.
Poi è lei, con insospettata agilità, a scivolare giù dal tavolo, inginocchiarsi davanti a me, afferrarmi il sesso e ingoiarlo in un sol colpo.
E rimaniamo così, appagati l’uno dell’altro, fino a che l’alba non sopraggiunge a salutare i nostri corpi nudi intrecciati.
=Fine=
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