Da marito a sissy del bull (ultima parte)

di
genere
corna

Giorgio si abbassò sul corpo tremante di Luciana, la bocca che le sfiorò l'orecchio mentre ancora le colava dal culo. "Lo vuoi anche tu, vero?" sussurrò, la voce roca e calda contro la sua pelle. Paolo non rispose subito, troppo concentrato a osservare il modo in cui Luciana si stava già muovendo verso di lui, le dita che gli sfioravano il petto mentre passava la lingua sulle labbra ancora umide.

"Ora devo andare, come vi avevo accennato domani parto per Parigi ma ...non è un addio," disse Giorgio mentre si alzava dal divano, il corpo ancora lucido di sudore mentre raccoglieva i vestiti sparsi per il salotto. Paolo lo osservò mentre si infilava i boxer con movimenti lenti, ogni muscolo che si tendeva sotto la pelle mentre si piegava a prendere la maglietta. "Tornerò presto," promise, gli occhi che passavano da Paolo a Luciana mentre si abbottonava i jeans con calcolata lentezza.
Luciana si avvicinò a Paolo, le braccia che gli si avvolgevano intorno alla vita mentre osservava Giorgio prepararsi. "Ti abbiamo rovinato," sussurrò con un sorriso malizioso mentre Giorgio infilava la maglietta sopra la testa, il tessuto che si aderiva al torso ancora umido. "Ora non potrai più fare a meno di noi."

Giorgio annodò le stringhe dei jeans con movimenti deliberatamente lenti, gli occhi che non smettevano di scorrere tra Paolo e Luciana. "Vado." sospirò, ma le sue dita indugiarono sul pulsante della porta, come se quel gesto banale richiedesse tutta la sua concentrazione.

Luciana si staccò da Paolo con un sorriso malizioso, avvicinandosi a Giorgio con movimenti felini. "Non ancora," sussurrò, afferrandolo per la cintura e tirandolo di nuovo verso il centro del salotto. Paolo osservò, il respiro che gli si incagliava in gola quando vide Giorgio lasciarsi guidare senza resistenza, come se fosse già abituato a obbedire a quell'ordine silenzioso.

"Un ultimo gioco," propose Luciana, le dita che già scivolavano sotto la maglietta di Giorgio appena indossata. "Un ricordo da portarti via." Sentì Giorgio irrigidirsi sotto il suo tocco, il respiro che diventava più affannoso mentre lei gli sfiorava i capezzoli con le unghie. "Ti piacerebbe, vero? Sentirti ancora nostro per qualche minuto."

Paolo si avvicinò senza fretta, le mani che già si posavano sulle spalle di Giorgio mentre Luciana gli sfilava di nuovo la maglietta. "Abbiamo visto come ti piace essere toccato," sussurrò all'orecchio di Giorgio, sentendolo tremare tra le loro braccia. "Abbiamo imparato ogni tuo punto sensibile."

Giorgio lasciò che la maglietta gli scivolasse di nuovo lungo il corpo, il tessuto che sfiorava la pelle ancora sensibile mentre Luciana lo spingeva indietro sul divano. Paolo gli si avvicinò da dietro, le mani che gli accarezzavano le spalle con una familiarità che ormai sembrava naturale. "Ti piacerebbe essere nostro ancora per un po', vero?" sussurrò Paolo, il respiro caldo contro la nuca di Giorgio mentre le dita gli disegnavano cerchi lungo la schiena. Giorgio annuì, la gola troppo stretta per parlare mentre Luciana gli sfilava i jeans con movimenti esperti, lasciandolo esposto tra loro due.

"Allora facciamo una cosa," continuò Luciana, le labbra che sfioravano il collo di Giorgio mentre una mano gli scendeva lungo il ventre. "Ci darai un ultimo regalo." Le sue dita si chiusero attorno all'erezione di Giorgio, già dura nonostante l'orgasmo precedente, e lo guidarono verso Paolo che si era inginocchiato davanti a lui. Giorgio trattenne il respiro quando Paolo gli avvolse le labbra attorno alla punta, la lingua che scivolava con una lentezza torturante mentre Luciana lo osservava con occhi ardenti.

"Così," sussurrò Luciana, le dita che si intrecciarono tra i capelli di Paolo mentre guardava la bocca di suo marito scivolare lungo la lunghezza di Giorgio. "Assaggialo ancora, amore. Assaggia quanto siamo stati bravi insieme." Paolo obbedì con un gemito roco, le labbra che si chiudevano più strette mentre la lingua massaggiava la punta sensibile. Giorgio sbuffò, le mani che si aggrappavano ai braccioli del divano mentre il corpo gli si tendeva sotto il doppio stimolo delle loro attenzioni.

Luciana osservò ogni dettaglio - il modo in cui i muscoli addominali di Giorgio si contraevano, il sudore che gli colava lungo il collo mentre Paolo lo succhiava con una devozione che la fece fremere. Si chinò verso Giorgio, le labbra che sfiorarono il suo orecchio. "Vuoi venire nella sua bocca?" sussurrò, la voce un filo di tentazione. "Vuoi che ti succhi fino all'ultima goccia come la troia che è?"

Giorgio annuì freneticamente, il respiro che gli usciva a fiotti corti mentre Paolo aumentava il ritmo, le mani che gli stringevano i fianchi per guidarlo più in profondità. Luciana sorrise, soddisfatta, mentre si spostava dietro Paolo, le braccia che gli si avvolgevano intorno al petto mentre osservava il suo marito servire Giorgio con una dedizione che le accelerò il battito. "Sei così bello così," gli sussurrò all'orecchio, le dita che gli accarezzavano il petto mentre guardava Giorgio perdere il controllo.

Luciana si inginocchiò accanto a Paolo, le ginocchia che affondavano nel tappeto mentre si posizionava di fronte a Giorgio. Il suo respiro era caldo e affannoso, le labbra socchiuse mentre osservava Paolo succhiare con devozione. Senza esitazione, si chinò in avanti e avvolse le labbra attorno alla base del cazzo di Giorgio, lasciando che Paolo si occupasse della punta. Le loro lingue si incontrarono a metà strada, scivolando una contro l'altra lungo la lunghezza calda e pulsante.

Giorgio emise un suono roco, le dita che si intrecciarono nei capelli di entrambi mentre il suo corpo si tendeva come un arco. "Sto per..." riuscì a dire prima che l'orgasmo lo travolgesse. Luciana sentì il primo getto caldo schizzarle sulla guancia mentre Paolo prendeva il resto direttamente in bocca, ingoiando con un gemito profondo.

Quando Giorgio si ritrasse tremante, il suo seme colava dalle labbra di Paolo e gocciolava lungo il mento di Luciana. Lei sorrise, la lingua che usciva per raccogliere una goccia mentre guardava Paolo. "Condividi?" sussurrò, avvicinandosi a lui. Paolo rispose avvicinando il viso, le loro labbra che si incontrarono in un bacio lento e lascivo, mescolando il gusto di Giorgio tra loro.

Giorgio osservò la scena mentre si infilava di nuovo la maglietta, questa volta con movimenti più decisi. "Domani Parigi," disse, la voce ancora roca, "ma tornerò presto." Si avvicinò alla porta mentre Luciana e Paolo continuavano a leccarsi il viso a vicenda, raccogliendo ogni traccia del suo passaggio.

Luciana si staccò per guardarlo mentre girava la maniglia. "Aspetta," disse improvvisamente, alzandosi a malapena dalle ginocchia tremanti. Si avvicinò a Giorgio con movimenti felini, le dita che gli si attorcigliavano nella cintura mentre lo tirava verso di sé per un ultimo bacio. Paolo osservò da terra mentre Luciana divorava la bocca di Giorgio con una passione che li lasciò entrambi senza fiato.

Quando finalmente si separarono, Giorgio annuì, gli occhi ardenti. "Due settimane," promise prima di aprirsi la porta e sparire nel corridoio. Luciana rimase immobile per un istante, il respiro ancora affannoso, prima di voltarsi verso Paolo che si era alzato.

"Vieni qui," ordinò, afferrandolo per i capelli e tirandolo verso di sé. Le loro bocche si scontrarono di nuovo, le lingue che si intrecciavano avidamente mentre cercavano ogni traccia rimasta di Giorgio. Paolo la sollevò con facilità, le sue gambe che si avvolgevano automaticamente intorno alla sua vita mentre la portava verso il divano.

"Ti piace il suo sapore su di me?" sussurrò Luciana contro le labbra di Paolo mentre si lasciava cadere sul divano, tirandolo sopra di sé. Paolo rispose con un morso al collo, le mani che le afferravano i polsi mentre si sistemava tra le sue cosce.

Giorgio chiuse la porta alle spalle con un clic sommesso, lasciando Paolo e Luciana avvolti in un silenzio elettrico. La casa sembrava trattenere il respiro, l'aria ancora carica del loro odore misto a sudore e desiderio. Luciana si staccò dalle labbra di Paolo, lasciando scivolare le gambe lungo i suoi fianchi fino a toccare terra. Giorgio si stese accanto a lei e insieme si addormentarono in attesero l'alba del nuovo giorno.
scritto il
2026-03-11
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