Il contagio di pollicino 3 fine
di
AleXxX
genere
incesti
il contagio di pollicino 3 fine
Mi scuso per gli eventuali errori e per il mio modo di scrivere
I giorni si succedevano e a parte sabato e domenica che i nostri erano a casa il nostro rituale pomeridiano era fatto di coccole e tisana, con Chiara appiattolata su di me che a tratti sembrava fare della fusa, quel pomeriggio, si stiracchiò e sembrava finalmente felice, -preparati domani credo che tornerò ad impossessarmi della tua play, grazie cmq per la tisana sei il fratello unico migliore- mi stampò un bacio sulla guancia e sparì in camera sua.
La mattina dopo mentre giocavo alla play, la porta si aprì scricchiolando lei entrò col solito succo e cracker, mentre mi osservava aspettando che mi spostassi per crearle lo spazio, posata la spremuta la osservavo mentre era stesa impegnata a giocare, i vestiti si erano ulteriormente ridotti tracciando una siluette che di certo non mi lasciava di certo indifferente, addentai il cracker come se volessi addentare lei, e la mia fame fece scadere delle briciole sul suo petto come la volta prima.
Il mio sguardo famelico si posò sul suo petto, lei per vedere dove erano finiti si alzo un istante facendo addentrare un po' di più nella sua scollatura, ne afferrò uno mi imboccò e disse -fattelo bastare e non osare a prenderlo con quelle manacce-lanciandomi uno sguardo malizioso -cos’è una sfida- risposi salendo sopra di lei immobilizzando il suo bacino col mio, le bloccai leggermente le mani con la mia, Chiara rimaneva ferma ad osservarmi, mentre mi abbassavo sul suo seno mi soffermai davanti sul suo volto e le dissi –adesso vedi come si fa senza mani-
Seguì il suo sguardo col mio, mi osservava divertita leggermente rossa in volto, in attesa di capire cosa avrei fatto. Arrivato all’altezza del suo petto, mi avvicinai con viso inalando quel profumo che mi aveva contagiato da tempo diedi un’ultima occhiata al decolté, e poi ad intuito, non riuscendo a vedere bene andai ad addentare il pezzo più grande, lambendo leggermente con le labbra a e coi denti un suo seno. Sgranocchiavo felice osservandola paonazza, ma ancora indomita –com’è mi chiese- -caldo molto caldo e buono molto buono, ma aspetta te lo faccio assaggiare- risposi.
Riosservai il suo seno ce n’era un alto pezzettino più nascosto, mi avvicinai come prima, per aiutarmi nell’intento le afferrai un seno spostandolo a un po’ per darmi modo di raggiungerlo meglio, allungai la lingua e premetti la briciola tra i suoi seni una volta che la senti ancorata ad essa la trascinai al di fuori di quel paradiso, la portai a lei che mi osservava incredula, le accarezzai il capezzolo col pollice che ancora teneva salda una sua tetta, lei lanciò un gemito, in cui mi tuffai con la lingua dandole un bacio in piena regola.
Ci staccammo dopo un po' – allora com’è le chiesi- lei sorrise e rispose- avevi ragione caldo molto caldo- un altro bacio poi le andai a cercare i lobi e il collo, che sempre mi aveva attratto –che fai vai a vedere se ci sono altre briciole- mi chiese Chiara –beh sai che non amo sprecare la roba- afferrai il top e lo feci scivolare, Chiara era senza reggiseno e subito i capezzoli vennero fuori pimpanti e vivaci, li catturai una con la bocca e l’altro con le dita andando a leccare poi tutto il suo seno le sfilai il top mentre lei alzava il bacino.
Baciai e accarezzai il suo ventre che avevo coccolato e bramato quei giorni, una mano di Chiara, ansante e silente con uno sguardo che diceva tutto, mi invitava a scendere ancora. Presi i pantaloncini e il tanga mentre lei rialzava il bacino per facilitarmi, le baciai l’interno coscia mentre le mie mani andavano dove neanche io sapevo, a suon di baci raggiunsi il suo tesoro, le sue mani mi imprigionarono lì mentre la lingua i baci e qualche succhiotto al clitoride la portarono all’orgasmo.
Risalii e ci baciammo teneramente, mentre il mio cazzo premeva su di lei, la mano di Chiara lo raggiunse potandolo alla luce e lo portò all’ingresso della sua fica, si stacco dal bacio – ti prego ti voglio, non voglio più aspettare-, strusciai lento lungo la sua fessura ancora gocciolante, e lentamente entrai in lei, -piano per favore- riuscì a dire nei suoi lamenti, stretta e calda entravo in lei cauto mentre giocavo coi suoi seni, mi bloccai quando pensai di aver urtato l’imene incredulo, e lei con un piccolo colpo di reni, portò alla sua rottura, la baciai accarezzandola sino a quando non arrivai alla radice, ci concedevamo a fuoco lento divampando nell’ardore del momento, fino ad arrivare ad un ritmo abbastanza sostenuto, grazie anche all’eccitazione di prima lei mi serrò tra le gambe nelle sue convulsioni, dovetti tirami fuori sborrando giusto in tempo sulla sua pancia mentre ansanti riposavamo l’uno sull’altro.
La pandemia aveva fatto contagiare le nostre anime e grazie a delle molliche come pollicino riuscimmo a trovare la strada che portava verso il nostro destino, fratelli amanti, custodi riparo conforto tutto condividevamo e tutto davamo l’un l’altro.
Mi scuso per gli eventuali errori e per il mio modo di scrivere
I giorni si succedevano e a parte sabato e domenica che i nostri erano a casa il nostro rituale pomeridiano era fatto di coccole e tisana, con Chiara appiattolata su di me che a tratti sembrava fare della fusa, quel pomeriggio, si stiracchiò e sembrava finalmente felice, -preparati domani credo che tornerò ad impossessarmi della tua play, grazie cmq per la tisana sei il fratello unico migliore- mi stampò un bacio sulla guancia e sparì in camera sua.
La mattina dopo mentre giocavo alla play, la porta si aprì scricchiolando lei entrò col solito succo e cracker, mentre mi osservava aspettando che mi spostassi per crearle lo spazio, posata la spremuta la osservavo mentre era stesa impegnata a giocare, i vestiti si erano ulteriormente ridotti tracciando una siluette che di certo non mi lasciava di certo indifferente, addentai il cracker come se volessi addentare lei, e la mia fame fece scadere delle briciole sul suo petto come la volta prima.
Il mio sguardo famelico si posò sul suo petto, lei per vedere dove erano finiti si alzo un istante facendo addentrare un po' di più nella sua scollatura, ne afferrò uno mi imboccò e disse -fattelo bastare e non osare a prenderlo con quelle manacce-lanciandomi uno sguardo malizioso -cos’è una sfida- risposi salendo sopra di lei immobilizzando il suo bacino col mio, le bloccai leggermente le mani con la mia, Chiara rimaneva ferma ad osservarmi, mentre mi abbassavo sul suo seno mi soffermai davanti sul suo volto e le dissi –adesso vedi come si fa senza mani-
Seguì il suo sguardo col mio, mi osservava divertita leggermente rossa in volto, in attesa di capire cosa avrei fatto. Arrivato all’altezza del suo petto, mi avvicinai con viso inalando quel profumo che mi aveva contagiato da tempo diedi un’ultima occhiata al decolté, e poi ad intuito, non riuscendo a vedere bene andai ad addentare il pezzo più grande, lambendo leggermente con le labbra a e coi denti un suo seno. Sgranocchiavo felice osservandola paonazza, ma ancora indomita –com’è mi chiese- -caldo molto caldo e buono molto buono, ma aspetta te lo faccio assaggiare- risposi.
Riosservai il suo seno ce n’era un alto pezzettino più nascosto, mi avvicinai come prima, per aiutarmi nell’intento le afferrai un seno spostandolo a un po’ per darmi modo di raggiungerlo meglio, allungai la lingua e premetti la briciola tra i suoi seni una volta che la senti ancorata ad essa la trascinai al di fuori di quel paradiso, la portai a lei che mi osservava incredula, le accarezzai il capezzolo col pollice che ancora teneva salda una sua tetta, lei lanciò un gemito, in cui mi tuffai con la lingua dandole un bacio in piena regola.
Ci staccammo dopo un po' – allora com’è le chiesi- lei sorrise e rispose- avevi ragione caldo molto caldo- un altro bacio poi le andai a cercare i lobi e il collo, che sempre mi aveva attratto –che fai vai a vedere se ci sono altre briciole- mi chiese Chiara –beh sai che non amo sprecare la roba- afferrai il top e lo feci scivolare, Chiara era senza reggiseno e subito i capezzoli vennero fuori pimpanti e vivaci, li catturai una con la bocca e l’altro con le dita andando a leccare poi tutto il suo seno le sfilai il top mentre lei alzava il bacino.
Baciai e accarezzai il suo ventre che avevo coccolato e bramato quei giorni, una mano di Chiara, ansante e silente con uno sguardo che diceva tutto, mi invitava a scendere ancora. Presi i pantaloncini e il tanga mentre lei rialzava il bacino per facilitarmi, le baciai l’interno coscia mentre le mie mani andavano dove neanche io sapevo, a suon di baci raggiunsi il suo tesoro, le sue mani mi imprigionarono lì mentre la lingua i baci e qualche succhiotto al clitoride la portarono all’orgasmo.
Risalii e ci baciammo teneramente, mentre il mio cazzo premeva su di lei, la mano di Chiara lo raggiunse potandolo alla luce e lo portò all’ingresso della sua fica, si stacco dal bacio – ti prego ti voglio, non voglio più aspettare-, strusciai lento lungo la sua fessura ancora gocciolante, e lentamente entrai in lei, -piano per favore- riuscì a dire nei suoi lamenti, stretta e calda entravo in lei cauto mentre giocavo coi suoi seni, mi bloccai quando pensai di aver urtato l’imene incredulo, e lei con un piccolo colpo di reni, portò alla sua rottura, la baciai accarezzandola sino a quando non arrivai alla radice, ci concedevamo a fuoco lento divampando nell’ardore del momento, fino ad arrivare ad un ritmo abbastanza sostenuto, grazie anche all’eccitazione di prima lei mi serrò tra le gambe nelle sue convulsioni, dovetti tirami fuori sborrando giusto in tempo sulla sua pancia mentre ansanti riposavamo l’uno sull’altro.
La pandemia aveva fatto contagiare le nostre anime e grazie a delle molliche come pollicino riuscimmo a trovare la strada che portava verso il nostro destino, fratelli amanti, custodi riparo conforto tutto condividevamo e tutto davamo l’un l’altro.
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