Il contagio di pollicino 2

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genere
incesti

Il contagio di pollicino 2
Mi scuso per gli eventuali errori e per il mio modo di scrivere
Il giorno dopo, Chiara non si fece vedere, e anche durante il giorno sembrava distante, sicuramente avevo fatto una cazzata, per cercare di recuperare il recuperabile organizzai una consegna a domicilio con la sua colazione preferita che era in una pasticceria al centro, e dopo l’arrivo del fattorino, mi diressi trionfante in camera di Chiara avvolta ancora dalla penombra, il suo odore mi arrivò pungente portando a cercare le sue forme nascoste tra le lenzuola, mi avvicinai a lei e accarezzandole il viso le dissi –ehi piattola ti ho ordinato la tua colazione preferita, visto che ieri mi sembravi un po' giù- Chiara mi dono un sorriso seguito da una smorfia –Uomini…..Alex scusa ma ieri mi è arrivato il ciclo e sai mi stordisce sempre, e… non sono cose di cui mi piace parlare-
Cavolo ed io che mi ro fatto cento seghe mentali (e non solo) al pensiero di quello che ero successo, Chiara deve averlo letto nel mio rimuginare- e dandomi un colpetto col pugno in testa disse, -stupido, ti avevo detto che era tutto ok, cmq apprezzo il pensiero- disse mettendosi a gambe incrociate gustandosi la sua colazione preferita, -questi giorno purtroppo non sarò di gran compagnia, mi concederò la mia tisana il pomeriggio sperando mi allievi un po' dei miei soliti dolori-, diceva accarezzandosi il ventre piatto, -allora lascia che te lo prepari io così ti sbatti di meno, te lo faccio per le 16, 30 quando c’è quel programma che ti piace, almeno ti distrai un po'-
Chiara mi guardava perplessa, m mi lanciò uno sguardo felice e disse –sei il miglior fratello unico che ho- gli sorrisi di rimando e me ne andai. Il pomeriggio cominciai a preparare tutto come promesso il tempo di appoggiare tutto sul tavolo del salottto che Chiara si presentò stanca e silente, le accesi la tivù mentre sorseggiava il suo infuso, come finì si distese come sulle mie gambe come quando guardavamo i cartoni, e come allora mi ritrovai a giocare e accarezzare i suoi capelli e i suoi lobi, per poi solleticarle leggermente il collo, che si chiudeva a intrappolare le me dita mentre ci perdevamo nelle nostre risate.
Chiara inerme e sorridente si godeva quelle carezze, mentre conteneva con le mani l stomaco, come a proteggerlo, coccolarlo, osservandola raggiunsi con una mano le sue e accarezzandole le tempie chiesi – fa così male? - un suo sospiro… -uomini…di certo non fa piacere- per un attimo mi strinse la mano per poi portarsela sullo stomaco, come per poter trasmettere il suo stato, in quel momento mi ritrovai il palmo sul suo ventre mentre il mignolo inerme lambiva l’elastico dei pantalononi e il pollice cercava di dipingere cerchi magici atti a rinfrancarla, mentre i miei pensieri si perdevano su di lei che lentamente si abbandonava ad un pisolino ristoratore, nel suo petto che si sollevava dolcemente, quel calore sotto le mie dita e dentro il mio petto mentre non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. La sigla del programma la destò e si arrampicò su di me sbofonchiando qualche tipo di ringraziamento, le diedi un bacio sulla nuca e le dissi –questi giorni permettimi di preparartelo, per tutte le volte che mi hai portato la colazione- Chiara mi guardo felice e rispose – grazie sei il fratello unico migliore, ma voglio il trattamento completo, non so come ma sei riuscita a rilassarmi, provo a vedere se riesco a concentrami un po' coi compiti grazie ancora a domani-
Si alzo e si diresse verso la sua camera, osservandomi all’ultimo trovandomi a guardare la sua bellezza che si allontanava da me, che portava via da me il suo profumo, e quel senso di calore che mi stava sciogliendo in quel pomeriggio qualsiasi
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2026-01-18
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