Cambio generazionale 2

di
genere
incesti

Cambio generazionale 2
Mi scuso per gli eventuali errori e per il mio modo di scrivere

Eravamo chiusi nel bagno in attesa che Lia si spiegasse, -innanzitutto ho chiesto a mamma se posso dormire da te, sai non vorrei che mi veda così ubriaca, se ti sta bene mandale un messaggio- disse, presi il cellulare scattai una foto con lo sfondo bianco della porta per non far capire che eravamo in un bagno e dopo aver digitato il testo prima di inviarlo lo feci vedere a Lia. –fino a qui tutto a posto, qual è la nuova sfida? - le dissi, Lia fece un sospiro profondo, e mi spinse sul Wc per poi sedersi sulle mie ginocchia, - vedi la prima parte è sfilarmi le mutande davanti a te- -ok da dove sei ora non vedrei nulla e non mi sembra nulla di indecente- risposi.
Chiara barcollante arriccio il suo vestitino sui fianchi, vedendola instabile la cinsi sui suoi fianchi per evitale di cadere, lei lentamente si accovaccio per sfilarsi lo slip, portando il suo culo ad aderire contro il mio inguine. Per un attimo si sbilanciò troppo, la cinsi ancora più forte serrandola a me, era come quando martellavo le mie partner di turno, portando il suo culo a sbattere sino alla base dee mie palle. Solo che lei era mia nipote e mentre smorzava un gridolino la mia asta ormai desta le aderiva lungo il solco delle natiche, lei sistemo un attimo e quel contatto fu elettrizzante, quel tenerla stretta così in quella posizione mentre lei appoggiava la sua schiena su di me portandone il profumo.
Lia sventolava il suo slip nero come se fosse un trofeo, poi si rialzo in piedi e poi giocando con esso come se fosse un antistress, mi guardava titubante –è così grave? Io le tue mutande non le metto! - dissi scherzando Lia per un secondo sorrise per la battuta e rispose –è importante, se non lo faccio dovrò farmi palpare da quegli avvoltoi il fuori, vedi per provare che me lo sono tolto davanti a te devo…riportalo coperto col tuo succo, per favore! - - col mio cosa? – risposi, poi notai che mentre lo diceva fisava il mio inguine e capì. Sbofonchiando come un treno a vapore cominciai a slacciare i pantaloni, liberando dalla sua prigionia il mio pene, Lia osservava attentamente tutto, ponendomi lo slip.
Lo avevo a pochi centimetri da me, portando con sé quel suo profumo intimo, avrei voluto portarlo al naso ma non ne ebbi il coraggio, afferrai la mia sta ma la situazione mi bloccava un po', Lia se ne accorse e abbassandosi le bretelline mise in mostra quel suo seno, una buna terza soda coi capezzoli sporgenti segnati dall’eccitazione, si risedette su me – questo è per aiutarti- il mio sguardo fu calamitato su quel seno, mentre la mia mano era partita come un treno, Lia si coprì un seno inizialmente pensai che fosse per la vergogna, ma stava spezzando quel caldo intenso che stava sciogliendo le nostre remore, ansimanti ognuno era alla ricerca di soddisfare la propri bisogni, se io ero calamitato dal suo seno Lia era ancora ferma col suo sguardo la mia verga, e come un automa lenta e inesorabile la sua mano si avvicino sino a posare un dito sulla cappella come per sentirne la consistenza.
Fu come se accese un interruttore, liberai il mio godimento facendo appena in temo a portare lo slip sulla cappella riempiendolo del mio seno, mi accasciai un attimo sul suo petto, riempiendomi del profumo della sua pelle per lasciare un bacio sul suo seno, ci ricomponemmo, e vidi Lia asciugarsi con la carta igienica il suo interno cosce, anche lei era arrivata all’orgasmo. Imbarazzata ma felice per aver raggiunto il suo intento stava finendo i suoi ripetuti ringraziamenti, mentre prima di uscire si soffermo alla porta e girando di poco il volto, con lo sguardo fisso sul mio, si sollevò l’abitino portando alla luce le sue dolci pesche, a cui avrei dato volentieri un morso –questo prendilo come ringraziamento- si risistemò uscendo, io mi sciacquai mentre cercavo di osservarmi allo specchio ma avevo solo quell’ultima immagine in mente, per fortuna non mancava molto alla chiusura della discoteca.
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2025-11-16
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