Il contagio di pollicino 1
di
AleXxX
genere
incesti
contagio 1
Mi scuso per gli eventuali errori e per il mio modo di scrivere
Salve mi chiamo Alex e vorrei parlarvi di quello che accadde nel2020, io ero un apprendista, non avevo voglia né intenzione di andare all’università, sicché dopo il diploma trovai un lavoro in una fabbrica, 19 anni e quel periodo ero in pieno lockdown, prigioniero con me mia sorella Chiara 18 anni al l’ultimo di scientifico il cervello della famiglia, timida e intelligente quel periodo di convivenza ci avvicinò parecchio forse troppo.
I nostri genitori mamma lavorava in una farmacia, e nostro padre scaffalistata e magazziniere in un supermercato, non avevano mai avuto col problema del lavoro, che in quel periodo era pure aumentato, lasciandoci durante il giorno soli in casa. Chiara quando si annoiava veniva a rompere in camera e si era appassionata a guardarmi giocare ad Assassins Creed, l’affascinava la risoluzione degli enigmi e respirare l’aria retrò di epoche ormai remote, e per farsi tollerare, mi veniva a trovare portandomi colazione o merenda, appropriandosi del controller mentre mangiavo osservandola.
Quella mattina era come da poco capitava in uno dei suoi top un po' più leggeri, visto anche le temperature che stavano cominciando ad alzarsi, e mentre mi stavo sgranocchiando dei cracker, guardavo l’andamento della partita di Chiara sotto di me, involontariamente un pezzettino le andò a finire proprio vicino la scollatura, senza pensaci andai a recuperarlo afferrandolo con le dita e sfiorandole leggermente i seni.
Chiara non era più la piatta piattola di casa, come la prendevo prima in giro io, oltre a crescere in altezza aveva una terza di seno piena e un bel fondoschiena, dovuto anche agli allenamenti di pallavolo che amava e praticava, portando a me il cracker, portai a me il suo profumo, il suo aroma ricolmò le mie narici, prima che il gusto salato e ricco di un sapore che non riuscivo a capire si impossessò del mio stomaco e della mia mente. Con Chiara siamo in confidenza giochiamo scherziamo, ma quel gesto spontaneo, poi m arrivò in un modo che non avevo pensato.
Con la mia ex ci eravamo lasciati poco prima del lockdown, lei voleva pensare solo ai suoi preparativi per la maturità e non voleva sentirsi legata nei suoi programmi, il sesso ormai un ricordo, e il mio piacere onanistico ora che mia sorella poteva entrare a sorpresa, le avevo delegate alla sera tardi quando ero quasi certo che tutti dormissero, ora il mio sguardo era momentaneamente perso tra i seni di Chiara, che aveva stoppato il gioco e mi guardava incredula, mentre la mia erezione stava piantando un tenda nei miei pantaloncini, -scusami piccola piattola l’ho preso sovrappensiero, lo sai che detesto sprecare il cibo- le dissi provando ad abbozzare un sorriso –lo so lo so…- disse rossa in volto mentre per un secondo osservava i miei pantaloncini –cmq ho giocato abbastanza è ora che mi metta a fare le mie ricerche, ci vediamo dopo- continuò.
La fermai per un polso e le chiesi sincero, -sicuro che è tutto ok? - lei annui con un sorriso dolce perso nel rossore delle sue gote e portò con sé quel suo profumo e quel sapore che mi avevano scombussolato, ognuno abbandonato alla propria ricerca, che fosse scolastica o del senso di quello che era appena successo, sperando non portasse problemi.
Mi scuso per gli eventuali errori e per il mio modo di scrivere
Salve mi chiamo Alex e vorrei parlarvi di quello che accadde nel2020, io ero un apprendista, non avevo voglia né intenzione di andare all’università, sicché dopo il diploma trovai un lavoro in una fabbrica, 19 anni e quel periodo ero in pieno lockdown, prigioniero con me mia sorella Chiara 18 anni al l’ultimo di scientifico il cervello della famiglia, timida e intelligente quel periodo di convivenza ci avvicinò parecchio forse troppo.
I nostri genitori mamma lavorava in una farmacia, e nostro padre scaffalistata e magazziniere in un supermercato, non avevano mai avuto col problema del lavoro, che in quel periodo era pure aumentato, lasciandoci durante il giorno soli in casa. Chiara quando si annoiava veniva a rompere in camera e si era appassionata a guardarmi giocare ad Assassins Creed, l’affascinava la risoluzione degli enigmi e respirare l’aria retrò di epoche ormai remote, e per farsi tollerare, mi veniva a trovare portandomi colazione o merenda, appropriandosi del controller mentre mangiavo osservandola.
Quella mattina era come da poco capitava in uno dei suoi top un po' più leggeri, visto anche le temperature che stavano cominciando ad alzarsi, e mentre mi stavo sgranocchiando dei cracker, guardavo l’andamento della partita di Chiara sotto di me, involontariamente un pezzettino le andò a finire proprio vicino la scollatura, senza pensaci andai a recuperarlo afferrandolo con le dita e sfiorandole leggermente i seni.
Chiara non era più la piatta piattola di casa, come la prendevo prima in giro io, oltre a crescere in altezza aveva una terza di seno piena e un bel fondoschiena, dovuto anche agli allenamenti di pallavolo che amava e praticava, portando a me il cracker, portai a me il suo profumo, il suo aroma ricolmò le mie narici, prima che il gusto salato e ricco di un sapore che non riuscivo a capire si impossessò del mio stomaco e della mia mente. Con Chiara siamo in confidenza giochiamo scherziamo, ma quel gesto spontaneo, poi m arrivò in un modo che non avevo pensato.
Con la mia ex ci eravamo lasciati poco prima del lockdown, lei voleva pensare solo ai suoi preparativi per la maturità e non voleva sentirsi legata nei suoi programmi, il sesso ormai un ricordo, e il mio piacere onanistico ora che mia sorella poteva entrare a sorpresa, le avevo delegate alla sera tardi quando ero quasi certo che tutti dormissero, ora il mio sguardo era momentaneamente perso tra i seni di Chiara, che aveva stoppato il gioco e mi guardava incredula, mentre la mia erezione stava piantando un tenda nei miei pantaloncini, -scusami piccola piattola l’ho preso sovrappensiero, lo sai che detesto sprecare il cibo- le dissi provando ad abbozzare un sorriso –lo so lo so…- disse rossa in volto mentre per un secondo osservava i miei pantaloncini –cmq ho giocato abbastanza è ora che mi metta a fare le mie ricerche, ci vediamo dopo- continuò.
La fermai per un polso e le chiesi sincero, -sicuro che è tutto ok? - lei annui con un sorriso dolce perso nel rossore delle sue gote e portò con sé quel suo profumo e quel sapore che mi avevano scombussolato, ognuno abbandonato alla propria ricerca, che fosse scolastica o del senso di quello che era appena successo, sperando non portasse problemi.
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