Sempione Hard
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Ho scoperto i cinema hard forse troppo tardi, ho fatto la conoscenza di questi posti solo nel loro ultimo periodo di vita prima della chiusura e prima che fossero in gran parte di Milano eliminati e serrati. Sentivo spesso parlare di questi posti ma non avevo mai trovato il coraggio di metterci piede, anche perché abbastanza distanti da dove abitavo. La curiosità alla fine ebbe ragione di me, mi decisi a provare ad entrare in quello piu vicino che avevo scovato tra le varie zone. Si chiamava Cinema Sempione Hard, distava solo poco piu di una mezz'oretta dal mio quartiere, e potevo raggiungerlo tranquillamente prendendo il Tram.
Scelsi un sabato sera dopo aver passato un'intera settimana appostato (non senza attirare qualche extracomunitario dei paraggi), nei dintorni del cinema. Il posto sopratutto la sera dopo le ore venti, era frequentato da uomini di un certa età. Sicuramente gente che abitava nei dintorni, oltre a ragazzi di colore che vedevo entrare e uscire spesso dal portone in vetro del cinema. Come detto scelsi un sabato sera per il mio battesimo all'interno del Sempione Hard, mi ero preparata con cura doveva essere il mio battesimo in quel posto, e volevo lasciare il segno in tutto e per tutto. Ad una come me con aspetto femminile non avrebbe occorso molta preparazione per apparire una bella figa. Avevo voluto calcare un po troppo la mano, e così rischiai di dare troppo nell'occhio, dove invece dovevo passare inosservata.
Era estate, faceva caldo, ma decisi per un paio di leggins neri lucidi elasticizzati aderentissimi, che mettessero in risalto le mie forme, una t shirt nera abbinata ai leggins con virtuosa scollatura a V davanti, e un disegno di un cuore rosso al centro. La maglietta era senza maniche stile canotta, indossai un completino intimo nero, calze a rete autoreggenti, perizomino che poco o nulla copriva delle mie intimità un corpetto nero infilato a tubo senza spalline, stivaloni camperos neri da cowboy sopra i leggins, e un giubottino nero in pelle chiodo, taglia da donna, lungo dietro, e corto davanti.
A dire il vero sembravo più Madonna nei primi anni ottanta, se non fosse che io ho sempre avuto i capelli biondi lunghissimi, mentre lei era scura. Ma il look era molto molto simile. Sciolsi i lunghissimi capelli, inforcai un paio di occhiali Rayban a lente scura, le poche cose che mi occorrevano le misi nelle tasche interne ed esterne del giubbotto, e sono uscita di casa per dirigermi al cinema. Come previsto mi feci subito notare, non mancarono i colpi di clacson durante il mio tragitto a piedi verso il Tram. Il mio aspetto femminile non passava mai inosservato, qualunque cosa indossassi.
Arrivata finalmente al Sempione Hard, indulgiai un istante prima di entrare. Aspettai forse troppo, avevo timore lo confesso, le gambe mi tremavano, ma non potevo rimanere davanti a quella porta di vetro per tutta la serata, si stava già facendo tardi, e il buio calava. Presi coraggio, spinsi la grande porta di vetro che per una settimana avevo contemplato costantemente come un investigatore. Un mini corridoio dritto illuminato da luci al neon azzurrine mi separava dalla cassa. Il bigliettaio, un'uomo anzianotto con la faccia da maiale e grassoccio, mi squadrò da testa a piedi, ma non fece difficoltà a passarmi dalla fessura del banco diviso da una vetrata il biglietto. Dopo che gli avevo allungato una banconota da dieci mila lire.
Lasciai il maiale grassoccio che continuava a fissarmi mentre mi allontanavo, e mi chiesi per un istante cosa potesse aver pensato in quella sua testona grossa e sformata dal grasso in eccesso. Passai oltre un drappo pesante di velluto nero, tipo quelli usati dalle imprese di pompe funebri per addobbare i palazzi durante i funerali. L'ambiente era tutt'altro che piacevole, mi guardai un po intorno, sembrava un vecchio enorme garage adibito a cinema, e non aveva ne son convinto pure oggi, nemmeno le norme di sicurezza più blande. L'ambiente non era poi grandissimo, e varcata la soglia nascosta dal pesante drappo, mi trovai nella saletta immersa nel buio, mentre sullo schermo il film porno era già in proiezione.
Ci misi un po ad abituarmi all'oscurità del posto, infondo alla mia destra vedevo una porta chiusa da cui sotto filtrava una luce e la scritta WC in alto su una targhetta elettronica illuminata. Almeno ora sapevo dove si trovasse il bagno. Appena i miei occhi si abituarono al buio, rimasi pietrificata. La saletta seppur piccola che fosse, era piena fino all'orlo di uomini, sia seduti sulle poltroncile in fila, che in piedi da ogni lato. Mi chiesi come un posto del genere potesse contenere tanta gente. Mi feci coraggio, e scusandomi continuamente, facendomi largo tra gli uomini, arrivai infondo sulla sinistra, al muro della sala.
Mi ero appoggiata al muro in piedi, e scrutandomi attorno, vidi che avevo gli occhi di tutti puntati addosso. Alla mia destra un'uomo che avrà avuto sui sessant'anni circa fumava e mi squadrava da testa a piedi, al lato sinisto un'altro simile al precedente che mi continuava a fissare sorridendo, gli ricambiai il sorriso, poi guardai altrove. Nessuno pareva interessato al Film, almeno cosi' lo percepii io, che continuavo ad essere l'attrazione principale e destare l'interesse di tutti i presenti. Mi scostai da un lato i capelli dal viso, e nel riportare la mano apposto, notai che qualcuno stava già prendendo l'iniziativa.
Potevo sentire delle leggerissime mani provare ad accarezzarmi le gambe e il sedere. Non dissi nulla e lasciai fare, ben presto le mani da leggere divennero piu marcate, e a quelle se ne aggiunsero altre e altre ancora. Ben presto fui attorniata da molti uomini. Tutto successe cosi in fretta che nemmeno me ne resi conto, stordita dal fumo che aleggiava nella saletta e dal buio, mi sono ritrovata in Intimo, con tutte le mani addosso, e senza nemmeno sapere come avessero fatto i miei vestiti a volar via dal mio corpo. Mi trovai in mano da un istante all'altro grossi cazzi duri da masturbare, che masturbai senza pensarci un istante. Qualcuno mi fece accucciare spingendomi in basso dalle spallebe mi trovai il viso attorniato da cazzi duri che iniziai a succhiare e masturbare con le mani.
Non potendo alzare ne la testa ne lo sguardo, non vedevo chi fosse intorno a me, avevo davanti solo cazzi, tanti bei cazzi di ogni misura e vari pantaloni abbassati. Iniziai a ricevere schizzi sui capelli e sul visetto come premio del mio lavoro di labbra. Fui rimessa in piedi non so da chi, mi sono sentita prendere per un braccio, e tirare nuovamente in piedi. Finalmente ho potuto vedere in viso i miei adorati uomini di quella sera. Ne contavo forse troppi, piu del dovuto, ne vedevo di ogni tipo, per lo piu bianchi di mezza età, signori dai capelli corti e brizzolati, ma anche qualche ragazzo di colore. Uno di questi mi colpì particolarmente perchè aveva i rasta alla Bob Marley lunghi, ed era nero come il Cinema in cui mi trovavo.
Cercando di muovermi mi son accorta che almeno i leggins non mi erano stati tolti ma abbassati semplicemente, dato avevo sopra gli stivali. Fui io a quel punto a completare l'opera iniziata da altri, mi appoggiai alle spalle di un signore, e fui aiutata a toglierli in modo da essere piu libera nei movimenti. Libera e in intimo, con solo addosso le calze a rete, a piedi scalzi, tanga, e corpetto, mi scostai i lunghi capelli dal viso, cercando di riprendere fiato, il fumo aveva fatto diventare il cinema una vera ciminiera, e la sola ventola di areazione che era accesa non bastava certo a disperdere il lezzo tremendo di sigarette.
Avendo tutti addosso mi sentii soffocare, ma non ebbi tempo di prendere aria nei polmoni, qualcuno ne aprofitto' per infilarmi la sua lingua in bocca. Dietro di me qualcun'altro mi stava scostando il perizomino per infilarci il suo bel cazzo. Lo agevolai allargando le gambe, sempre con le braccia al collo di quello che stavo baciando. Ho sentito delle mani calde spalancarmi le natiche, e un grosso cazzo bagnato scivolarmi dentro poco alla volta, sicuramente doveva avere un preservativo, l'attrito nel momento dell'entrata nel mio culetto non proprio oliatovera evidente. Qualcuno cercò di insalivare sputandoci sopra, chiaramente non potevo vedere nulla di tutto ciò, quello che avevo davanti non mi mollava un istante, tenendo la mia bocca incollata alla sua senza darmi respiro.
Il primo dei tanti cazzi che avrei preso quella sera mi entrò dentro a metà, chiusi gli occhi e mugolai con la bocca occupata dalla lingua dell'uomo davanti a me. Uno lo scansò bruscamente da un lato, e prese immediatamente il suo posto senza nemmeno darmi il tempo di voltare la testa per vedere chi avevo dietro. Proprio quello dietro iniziò a stantuffarmi a dovere dentro e fuori prendendo velocità e facendomi gemere sempre più forte. Anche se il livello del sonoro del film superava di gran lunga i miei gemiti. Con le mani ero tornata a masturbare altri cazzi, cercavo di godere ma avevo la bocca tappata, era abbastanza frustrante non poter urlare tutto il mio piacere, zittita dalle molte bocche che mi baciavano in continuazione. Troia ero, e Troia mi sentivo. Rompetemi tutta cercavo di urlare, mentre li avevo addosso in un gorgo di piacere infinito e continuo. Sentivo il mio corpo vibrare sotto i colpi del cazzo di quello che mi aveva dentro, o forse erano i miei nervi tesi che non controllavo piu.
Un piacere così non lo avevo mai ancora provato, fu indescrivibile davvero, mani addosso a tastarmi da ogni parte, cento bocche a baciarmi da ogni lato, il mio cazzo succhiato da chissà chi, sbrodolai a ripetizione, una, due, tre, quattro volte, godevo troppo. Mai provato nulla di simile, e di uomini ne avevo avuti già molti prima di allora. Il Film sullo schermo continuava la sua proiezione, e l'audio era assordante, ma nessuno era interessato a ciò che lo schermo trasmetteva, tutta la saletta strapiena era concentrata adesso su chi mi stava sfondando il culo con la forza di un Toro da monta.
Ci furono vari cambi nel frattempo, perché mi entravano e uscivano dal culo cazzi diversi di varie dimensioni che mi spaccavano a forza di spinte. Dio che meraviglia essere la puttana di tutti. I primi poi lasciavano il posto ad altri, tutti senza litigare. Ordinatamente in fila attendevano il loro turno, e io usata e violentata da quei maschi, morivo di piacere aggrappata ad altri che mi sorreggevano appoggiati al muro. Intravidi con la coda dell'occhio un ragazzone di colore, era il ragazzo che avevo visto poco prima con i Rasta alla Bob Marley, fu lui a scoparmi adesso.
La dimensione del suo cazzo ben diversa da quelli precedenti si fece sentire subito. Le mie mani erano diventate una broda di sperma appiccicosa. Anche il rasta lasciò posto ad altri, la situazione a Turnover andò avanti a lungo. Via un cazzo dentro un'altro, e un'altro, e un'altro ancora. Avevo anche perso la voce a forza di urlare e godere. Quanto durò tutto questo? non saprei dirvelo, ma sono certa che quella sera molti uomini in saletta si sono fatti un bel giro dentro al mio culo rotto. Il lezzo di sigaretta si era fatto davvero insopportabile, conati di vomito mi salivano a tratti per quel terribile odore. Un tempo fumavo, ma a forza di sentirne l'acre lezzo ho smesso ben presto. Quell'esperienza al cinema se non altro, mi ha tolto il vizio del fumo ma accentuò al contrario la mia fame di cazzo.
Credo si fosse fatto ormai tardi, non avevo l'orologio ma immaginavo fossero passate alcune ore, la saletta iniziò a svuotarsi poco alla volta ad un certo punto, il cinema chiudeva alla mezza, immaginai fosse già arrivata l'ora di sloggiare. Rimasero i più accaniti non piu di dieci persone, ero ormai ridotta uno straccio, stanca, il culo mi doleva maledettamente, le gambe non mi reggevano, dalla vita in giu ero un bagno di sperma, solo dalla vita in su ero ancora decentemente apposto. il trucco quasi colato sul visetto da vacca. A darmi gli ultimi colpi di grazia furono proprio quelli rimasti, che sembravano non volermi mollare piu. Mi aiutarono a sedere su una delle poltroncine ormai vuote vicine all'ultima fila, e li mi diedero i loro cazzi da succhiare fino a riempirmi viso, collo, petto, e braccia. Mi risparmiarono i capelli, ma per il resto era una lavata di sperma ovunque. Non avevo nemmeno la forza di sollevarmi dalla poltroncina per andare in bagno, ero una bambola inerme senza forze e dolorante in ogni parte del corpo per lo sforzo.
Chiesi con la voce ormai in cantina, tanto che dovetti aiutarmi a gesti, di essere accompagnata in bagno a rigenerarmi. La proiezione del Film era stata interrotta, ma le luci rimasero ancora spente. Fui aiutata da due uomini a sistemarmi, mi lavai alla buona, e recuperati i vestiti me li infilai a fatica, ero un bagno di sudore e la roba mi scivolava a stento addosso. Una volta tornata nella saletta con un aspetto piu decoroso, ecco apparire il bigliettaio con la faccia da maiale dalla porta principale. Mi guardò malissimo mentre venivo portata fuori accompagnata dai due uomini. Era mezzanotte passata da poco, uno dei due si offrì di darmi un passaggio fino a casa, mentre l'altro a malincuore andò nella direzione opposta. Mi accomodai a fatica nella macchina del mio accompagnatore, piu volte l'uomo si preoccupò delle mie condizioni, e facendomi i conplimenti per quello che avevo appena fatto li dentro. Nemmeno una vera donna aveva fatto tanto osò dirmi l'uomo. Lo presi come il piu bel complimento della nottata. Arrivati al cancello del mio palazzo, chiesi all'uomo se volesse salire qualche minuto da me. Lui nonostante l'ora accettò. Gli mostrai la mia piccola casetta, un appartamento di due locali, ma lo diressi piu che altro nella mia camera da letto, seduti sul lettone matrimoniale, e come se non avessi slinguato e baciato abbastanza quella notte, concedetti il Bis. Posso concludere con il fatto che da quella sera, quel signore gentile e premuroso che mi aveva sfondata insieme a tanti altri nel cinema, diventò il mio uomo e io la sua donna. Fu un'esperienza che mi cambiò dentro sotto un certo aspetto. Da quella volta frequentai altri cinema nelle zone Milanesi, magari non sempre con lo stesso risultato della prima avventura, ma ebbi molto successo in varie parti, sopratutto tra gli uomini di colore che aprofittarono in gran parte di me e del mio culetto sfondato.
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