Un Viaggio Inaspettato - Capitolo IX: Quasi cuck

di
genere
dominazione

“Piacere io sono Dario!” esclamò sorridendomi. La maglietta che avevo ancora in bocca non mi permetteva di rispondergli così come le corde che mi legavano alla poltrona non mi diedero modo di stringergli la mano. I miei occhi studiavano il suo corpo e le sue forme. Era più alto di Silvia e Piero, capelli neri e folti che decoravano un viso squadrato. Aveva una corporatura non allenata, niente di particolare se non un paio di tatuaggi sul braccio destro. Il mio sguardo scese poi sul suo pube, era nella norma, ma nulla a che vedere con quello di cui era stato fornito Piero da madre natura. Silvia gli prese la mano e si rivolse a me “Ti piace il nostro nuovo amico?” Notai che Piero alle loro spalle sorrideva divertito dalla scena. Feci cenno con la testa per rispondere alla mia compagna. “Bravo!” disse posando la sua mano sulla mia testa, poi la lasciò scorrere sui miei capelli fino ad arrivare alla nuca “Adesso ti libero la bocca, ma dovrai parlare poco. Altrimenti torni come ora” avvicinò il suo viso al mio “Ci siamo intesi?” mi chiese poggiando la mano sulla fibia della cintura. Sbarrai gli occhi e annuì. Lei fece come promesso. Estratta la t-shirt dalla mia bocca iniziai ad accusare il dolore provocato dalla mascella ferma e cercai di sedarlo con dello stretching.
“Bene” riprese Silvia “Continuiamo?” disse guardandomi negli occhi e inginocchiandosi di fronte a me. Rimasi in silenzio mentre voltatasi verso i ragazzi fece cenno di venire verso di lei. Con le mani afferrò i sederi di entrambi e avvicinò i loro bacini per poi sfregare il suo viso su di loro. “Mi piace avere l’odore del cazzo addosso!” esclamò mentre entrambi compiaciuti la osservavano. Il pene di Dario cominciò a ingrossarsi e sul mio si manifestò un’erezione consistente.
Afferrò con la destra il cazzo duro di Piero, mentre accolse in bocca quello di Dario per dargli vigore. Quando anche il nuovo arrivato fu pronto si tirò su, si voltò verso di me e come aveva fatto prima, si posizionò a novanta poggiando le mani sulle mie ginocchia. “Se prima ti è piaciuto vedermi scopata da uno, adesso che sono due impazzirai?” mi chiese con voce sadica mentre ridacchiava maliziosamente. I ragazzi presero a toccarsi dietro la mia ragazza che li bramava. “Non avrei mai pensato di poterti vedere così” risposi sospirando. “Beh, neanch’io” disse prendendo il mio cazzo in mano e agitandolo “ma oltre a farti godere come un porco, voglio vendicarmi… su ragazzi, scopatemi!” arricciai il viso al suono delle sue parole mentre Piero lasciava a Dario la possibilità di entrare. “E di cosa dovresti vendicarti?” Le chiesi mentre il suo viso si rilassava alla sensazione di pienezza provocatale dallo spesso pene che entrava in lei. Non mi rispose ma cominciò a gemere mentre il padrone di casa, sistematosi accanto a noi offrì il suo cazzo alla bocca della mia compagna.
Le spinte di Dario si facevano sempre più forti e i versi del pompino di Silvia, mischiati ai gemiti dei ragazzi riempivano l’aria della stanza. Mi godevo la scena, sembrava di essere sul set di un film porno, con l’unica differenza che la protagonista era la mia ragazza e che le corde non mi permettevano di darmi piacere. “Sei bellissima amore” dissi sospirando. Il suo respiro si fece più intenso e venne. “Oh si! ragazzi siete fantastici” si alzò il piedi e diede ad entrambi lunghi baci umidi. Poi baciò anche me “Ti piacciono i nostri nuovi amici?” “Sono simpatici” risposi sorridendo.
Silvia esausta si gettò sul letto ed ordinò ai nostri amici di liberarmi. Il mio corpo era arrossato dai segni della corda che aveva sfregato sulla mia pelle, lo notai quando vidi il mio riflesso sullo specchio accanto alla poltrona. Mi diressi verso la mia compagna che mi tirò a sé e mi stampò un lungo bacio erotico. “Sei un pervertito, volevo torturarti ma sapevo che ti sarebbe piaciuto” disse prendendo il mio cazzo in mano. Con la coda dell’occhio vidi che i ragazzi erano ai piedi del letto e si stavano masturbando guardando la mia ragazza che continuava a provocarli mettendo la sua intimità in mostra mentre si dedicava a me. Chi avrebbe mai pensato fino a tre giorni fa che saremmo finiti così?
“Adesso ho bisogno di rilassarmi un po’” disse sistemandosi supina con gambe e braccai divaricate. Piero si sedette ai piedi del letto, afferrò una sua gamba e cominciò a massaggiarle il piede. Silvia emise un sospiro dolce e sensuale che provocò una forte scossa di piacere in me. Dario si concentrò sulla sua mano e sul polso. Io osservavo la scena, la mia ragazza veniva trattata come una divinità e non riuscivo a stare fermo. Decisi di lavorare sul suo busto. Cominciai dalle clavicole, scesi dolcemente e mi fermai sui suoi seni che massaggiai con cura. La scena che si era venuta a creare aveva una forte carica erotica. Tre ragazzi con le loro aste dure si preoccupavano di adorare la mia dolce metà. Il silenzio era riempito solo dai suoi sospiri e dai nostri respiri profondi. Darle piacere faceva godere anche noi. D’un tratto Dario prese l’iniziativa di usare il suo membro per continuare il massaggio. Silvia rimaneva sulle sue, rilassata, godente, lasciando massima libertà a tutti noi. Anch’io feci lo stesso. Sfregavo la mia cappella sui suoi capezzoli e lubrificavo il tutto col liquido emesso dalla mia eccitazione. Piero invece avvicinò la bocca ai piedi della mia compagna e prese a leccare la pianta del piede mentre teneva salda la caviglia tra le mani. Mi godevo la scena apprezzando le espressioni di piacere che si manifestavano sul viso della mia donna. Quando Dario cominciò a emettere gemiti bassi e rauchi la mano di Silvia prese vigore e afferrato il suo cazzo lo masturbò velocemente. Un verso liberatorio accompagnò diversi getti di sperma, alcuni dei quali arrivarono a colpirle il petto sfiorando il mio cazzo. Poi fu il turno di Piero avvicinatosi a me si segò riempiendo il suo busto di seme bianco. Silvia posò una mano sul mio culo e cominciò ad accarezzandosi facendosi strada tra i miei glutei. Arrivò in prossimità del mio ano “Tocca a te amore” disse sussurrando, poi fece una leggera pressione sul mio ano. L’elettricità del momento si scaricò tutta su un lungo bacio che le stampai sulle labbra. Silvia fece un breve scatto all’indietro. Si sistemò sollevando parte del corpo e poggiando la testa sullo schienale del letto. Chiese ai nostri amici di uscire dalla camera e soddisfatti di quanto accaduto non esitarono a rispettare la richiesta.
Fece una leggera pressione sulla mia testa, con la mano ancora piena dello sperma di Dario, guidandomi sul suo petto “Ripuliscimi!” mi ordinò con voce bassa. Quel comando non mi dispiacque, avrei rifiutato in qualsiasi occasione ma in quel momento eravamo solo noi e volevo fare qualsiasi cosa le potesse piacere.
Seguì le sue indicazioni, estrassi la lingua e assaggiai i semi ancora caldi dei due ragazzi che scivolavano sui suoi seni. “Sei stato proprio bravo oggi!” disse compiaciuta “Vorrei che lo rifacessimo. Ti andrebbe?” Sollevai la testa “Tu mi farai mi impazzire” dissi iniziando a segarmi, mentre il sapore di sperma si diffondeva nella mia bocca. Silvia raccolse del liquido che si era posato ai lati delle mie labbra con un dito e lo assaggiò. “Voglio che prendi tutta la sborra che ho addosso e me la passi in bocca” disse mentre la pressione fatta sul mio ano si faceva più forte. Sentii il suo polpastrello entrare in me ed emisi un gemito rauco. Feci subito come mi aveva chiesto. Raccolsi tutto, facendo attenzione di ripulire anche il suo braccio. Poi salì sul suo petto a cavalcioni e chinatomi sul suo viso, spalancò la bocca e sputai tutto quello che avevo raccolto per lei. Lo ingoiò di gusto e mi mostrò la sua cavità orale vuota. “Silvia io…” “Zitto e scopami la faccia!” mi interruppe. Afferrai la sua testa e feci come aveva richiesto. Più le mie spinte si facevano forti, più il suo medio entrava nel mio culo. “Sei la mia cazzo di troia” dissi venendo e rilasciando fiotti di sperma direttamente nella sua gola. Lei ingoiò tutto e tirato fuori il cazzo dalla sua bocca ribatté “Ti sbagli, sei tu ad esserlo!”
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scritto il
2026-07-29
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