Fine anno tra i camionisti
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Sinceramente delle feste non me ne è mai fregato nulla. Credo che si sia perso lo spirito di un tempo, oggi il natale il fine anno e altre feste comandate, sono feste consumistiche per far business e null'altro. In questi periodi ho sempre preferito defilarmi e trascorrere da eremita le festività fino alla loro conclusione. Se la memoria non mi inganna, passai un solo capodanno fuori da casa da quando ho abbracciato questa mentalità dell'eremitaggio, e fu un fine anno che non si dimentica affatto.
A quel tempo ero fidanzata con un cinquantenne che faceva il camionista. Ho sempre amato i camionisti, rozzi ma buoni, maiali ma generosi, avventurosi e pronti a dividere tutto con i loro colleghi. Piu di una volta ero stata sfondata su un bel Tir da trasporto, in cabina o dietro il rimorchio. Lucio era uno di quelli, non bello ma porco al punto giusto, mi aveva fatto conoscere qualche suo collega, con cui avevo anche scopato insieme a lui. A Lucio piaceva condividermi con altri uomini, allora non c'erano termini per definizioni simili, oggi credo si dica Cuckold.
Adoravo cornificare Lucio, ha sempre fatto parte dei miei desideri avere degli uomini da cornificare al momento giusto. Verso fine anno, luciano, così si chiamava il mio uomo, per tutti era Lucio, decise di farmi il regalo piu bello che potessi immaginare. Con la complicità dei suoi colleghi di lavoro, aveva organizzato una festa tutta per me in una trattoria chiamata neanche farlo apposta "Il Camionista", il che diceva tutto su chi frequentava quel posto. Era la sera di fine anno, e voleva che fosse una serata indimenticabile per entrambi, infondo me lo meritavo mi disse, per la mia bellezza e per il mio essere così puttana al naturale. Beh credeteci o meno, lo fu davvero indimenticabile. Come ho accennato poc'anzi, sono sempre stata restia ad uscire le sere di fine anno, troppa confusione, troppo freddo, troppo tutto, ma Lucio mi convinse con il suo modo da camionista un po rozzo e un po dolce, a prendere parte a quella festa organizzata apposta per me.
Odiavo le feste, figurarsi poi una organizzata in mio onore, immaginavo la noia di dover conoscere uomini che avranno passato la nottata a raccontarsi barzellette porno, a parlare dei loro lavori, e delle loro famiglie. Una noia mortale, ma visto che Lucio ci teneva, per non fargli fare brutta figura davanti ai colleghi, decisi di assecondarlo. Tutto sommato, se la festa avrebbe iniziato ad annoiarmi, avrei sempre chiesto le chiavi della macchina, e mi sarei rintanata li dentro ad aspettare la fine della nottata.
Cercai di mettermi in tiro come una vera regina per quell’occasione, ben truccata, unghie di rosso smaltate, addosso un lungo spolverino nero che copriva le mie nudita', sotto avevo un completino regalatomi dal Lucio per l'occasione, e ha insistito perché lo indossassi alla festa, e così feci. Il completino intimo era total black, consisteva in perizoma, calze a rete autoreggenti, corpetto nero in raso lucido, stivaloni lucidi neri lunghi fino a metà coscia. Non ho mai portato gonne, non sono nei miei gusti, ma per quell’occasione indossai una minigonna in pelle nera
I miei lunghissimi capelli biondi sciolti sulla schiena e un girocollo in perle ovviamente finte. Ero un incanto, forse un po troppo Dark per una festa di fine anno, ma andava bene ugualmente. Arrivati dopo quasi mezz ora di viaggio in auto, scesi dalla macchina di Lucio, ed entrammo in questo strano posto addobbato ad arte. Un grosso capannone che pareva una lunga piu che larga stanza tutta in legno stile Country. Sparsi ovunque c’erano delle tavolate, alcune imbandite di cibo e dolciumi, altre totalmente spoglie e coperte solo da un tovaglione a quadri. Tutto l’ambiente era ovviamente addobbato a festa con ghirlande che pendevano dal soffitto, e c’era pure un grosso e alto albero di natale ad intermittenza con l’addobbo luccicante in Led.
Il posto era ben riscaldato, e gli uomini che vidi all'interno, dovevano essere piu di una cinquantina in tutto. Pronta a qualsiasi situazione si fosse presentata entrammo. Mi tolsi lo spolverino, che diedi a Lucio, e lasciai che il mio uomo mi presentò a tutti i suoi colleghi che ancora non mi conoscevano, a parte chi mi aveva già scopata ovviamente. Inutile dire che i complimenti per la mia bellezza si sprecarono quella sera. Non immaginai come fecero ad organizzare tutto così in fretta, ma fecero devo riconoscerglielo, un grandissimo lavoro. Lucio sembrava di casa, scherzava con tutti e sembrava in confidenza pure con il gestore del posto.
Forse era una sua vecchia conoscenza mi dissi, dato il locale era frequentato da camionisti, Lucio ne faceva parte. Il mio uomo ad ogni occasione non perdeva l'abitudine di scherzare e ribadire che gran puttanella fosse la sua donna, e che cavallerizza fossi a scopare. Normalmente non mi dava fastidio, e pur vero che sono una gran puttana, ma detto a quel modo c'era qualcosa che mi imbarazzava, anche se non lo dissi apertamente, avrei preferito che Lucio mi presentasse alla gente con il mio nome, e non come la sua puttana.
Essendo l'ospite d'onore, ovviamente ero al centro dell’attenzione. Le pacche sul culo che ho ricevuto in tutta la serata non le conto nemmeno. C’era una regola da seguire mi disse Lucio. nessuno poteva sfiorarmi prima della mezzanotte, solo allora si sarebbe festeggiato l’anno nuovo con una mega gang tutta in mio onore. La cosa mi sorprese molto, e quella che avevo immaginato come una festa noiosa e monotona, si rivelò al contrario essere una festa davvero eccitante ed interessante. C'è da dire che un po tutti cercarono subito di infrangere la regola imposta da Lucio, provandoci ad ogni occasione.
Non fu affatto facile arrivare alla mezzanotte senza che qualcuno mi ficcasse la lingua in bocca o il suo cazzo duro in mano. Se mi aveva presentata a tutti come la sua puttana, ovvio che tutti cercarono di provarci con la puttana della festa. Finalmente in un modo o nell'altro, arrivò l'ora fatidica. Si stappo' la classica bottiglia di spumante con tanto di botto e applausi a calici alzati. Ci si scambio' baci per gli auguri di rito, e qualcuno ne approfitto' per infilarmi la lingua in bocca staccandosi con difficoltà. Complice l’alcol che scaldava l’ambiente, molti avevano già iniziato a darsi da fare addosso a me, fui denudata in pochi istanti non so nemmeno da chi. Ricordo solo che ad un certo punto mi ritrovai con addosso solo lingerie circondata e abbracciata da tutti.
A quel punto si aprirono le danze, e iniziava la vera festa dove le donne eccetto me, erano bandite. il primo fu ovviamente il mio uomo. Non poteva essere altrimenti del resto. Mi prese per un braccio, togliendomi dalla folla che si era fatta attorno, mi fece mettere su un lungo tavolo libero da oggetti, sdraiata a gambe divaricate e pancia sotto, mentre lui messo sopra di me, puntando la sua grossa e turgida cappella dritta tra le mie natiche burrose, spinse dentro lentamente fino alle palle davanti a tutti senza problemi. Ho lasciato che la puttana della festa che tutti volevano, iniziasse il suo spettacolo. Ho chiuso gli occhi e sospirato mentre lui iniziava a stantuffarmi su e giù facendo flessioni sulla mia schiena. Un boato di applausi e frasi tipiche da camionisti ci sono piovuti addosso, tra le tante frasi, la piu' ricorrente era - spaccale il culo... Falla urlare.
Devo aver detto qualcosa che fu coperto dal fracasso dei botti e dalla musica che era stata messa in diffusione nel frattempo. Forse dissi ‘Ti Amo’ o qualcosa del genere, era pur sempre il mio uomo e glielo volevo ricordare. Intanto che Lucio faceva il suo dovere di maschio a sfondarmi il culo davanti agli occhi di tutti i presenti, tra giri di calici di spumante e birra che girava tra i tavoli, anche gli altri iniziarono a darsi da fare. Mi arrivarono davanti alla bocca molti cazzi grossi e duri, che con orgoglio da vacca, succhia con passione scostandomi i lunghissimi capelli dal viso. Volevo far fare bella figura al mio uomo, e dimostrare ai presenti alla mia festa, la mia fama di puttana.
Lucio aveva nel frattempo lasciato il posto ad altri. Non potendo voltare la testa e vedere chi mi sfondava, mi lasciai completamente nelle mani di tutti i presenti. Potei così sentire entrarmi tanti bei cazzi diversi di grandezza e lunghezza, mentre godevo e urlavo di piacere coperta dal frastuono di botti e musica. Gemevo, sospiravo godevo come la troia che ero, e avrei ringraziato a lungo il mio Lucio per quel magnifico regalo di fine anno che mi aveva organizzato. Fui riempita e sfondata un po da tutti a turno senza problemi, i Camionisti sanno come far godere e rompere il culo alle puttane. Si misero in fila ordinatamente senza sgomitare, attendendo pazientemente il loro turno, e incitando quelli prima di loro. Perfino il gestore della trattoria ebbe modo di infilarmelo e sborrare subito dentro in pochi istanti.
Era un uomo un po cicciotto, ma con un bel cazzo tosto, peccato non lo abbia saputo usare a dovere. I botti dei petardi coprivano tutto assordandomi, e le mie urla di piacere furono coperte da tutto il resto. Via un cazzo, dentro l'altro, senza preservativi e tutto senza problemi di pudore o vergogna. Chissà dove aveva trovato quel locale mi chiesi mentre godevo scopata da tutti. Se qualcuno mi sborrava dentro ingravidandomi, si prendeva un fazzoletto o un tovagliolo di carta, mi si puliva, e poi via a infilarmi dentro altri cazzi grossi. Medi, lunghi, corti, ne presi di ogni misura quella sera, sia in culo che in bocca. I miei lunghissimi capelli furono lavati da molta sperma insieme al mio visetto truccato, che perse la maggior parte del mascara e le mie labbra carnose fecero il pieno di liquido caldo.
Ricordo tante, troppe mani addosso che mi palpavano da ogni lato masturbandomi, sarò venuta almeno cinque o sei volte sborrando come una fontana, mentre mi trivellavano il culetto da ogni lato. Vi lascio immaginarmi godere come una cagna, sfondata a turno da quei camionisti dalle mani callose, mentre i loro cazzi pieni e duri mi aprivano in due le chiappe in tempi abbastanza lunghi, lasciando poi il posto agli altri come giusto che fosse.
La maggior parte di quegli uomini pensai, avevano lasciato a casa mogli e figli per passare la serata con me. Mi chiesi distrattamente come avessero fatto a trovare una scusa plausibile con le loro famiglie. Ma ero troppo occupata a godere come una vaccona per farmi domande assai complicate. Pensai anche a mia Mamma, a casa da sola magari davanti la TV, mi chiesi come l’avrebbe presa se mi avesse vista in quel momento. Sicuramente mi avrebbe cazziata a morte, ma mia madre ormai mi conosceva bene, sapeva che ero una troia, e le troie come me non si tengono lontane dal cazzo a lungo tempo. Del resto chiamarla era impossibile anche avendo voluto. C’era un tale fracasso assordante li dentro, che non avrei potuto nemmeno parlarle. Meglio rimandare gli auguri al mattino dopo. Le avrei raccontato tutto l’indomani con calma e scegliendo le parole adatte. Alla fine della nottata ero nuda con addosso solo le calze autoreggenti bucate in vari punti, senza il perizoma, ma con i lunghi stivaloni sempre addosso, sdraiata sul tavolone ormai ridotto ad un cesso imbrattato di sperma.
Sono stata riempita completmente da testa a piedi. Ho faticato non poco a sollevarmi, i muscoli del corpo non mi assecondavano essendo stati sottoposti a ore di posizioni scomode, e le gambe non erano stabili. Alla fine dovetti farmi aiutare da qualcuno a mettermi in piedi, e a trascinarmi fino alla vicina Toilette, dove in un modo o nell'altro, cercai di rimettermi in sesto e darmi un aspetto decoroso. Passai più di mezz'ora li dentro, tra acqua e sapone e rotoli di carta staccati per lavarmi e asciugarmi.
Una volta ricomposta e con un aspetto quasi normale, tornai nel salone ormai mezzo vuoto, si era fatta una certa, i botti erano lontani e terminati, la musica era stata spenta, il mio Lucio stava parlando e scambiando gli auguri con qualcuno al cellulare, non lo disturbai. Qualche rimasto si fermo' a congratularsi con me dicendo che ero davvero una grandissima puttana da montare per ore. Ringraziai e tornai a cercare con lo sguardo il mio uomo, che nel frattempo aveva terminato la sua chiacchierata al cellulare. Mi venne incontro baciandomi e portandomi lo spolverino da indossare per uscire e tornare alla sua auto parcheggiata all'esterno del locale. Ringraziai il gestore del locale che baciai e abbracciai per la bellissima festa che aveva organizzato in mio onore. Abbracciata al mio uomo, varcai la porta per tornare a casa. Fu un capodanno indimenticabile per me, ma sopratutto per chi mi aveva conosciuta quella sera.
chrisbabyface@libero.it
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