Violentata in Metropolitana

di
genere
trans






Sono sempre stata esibizionista lo ammetto, d'altra parte come diceva qualcuno, se hai qualcosa di bello da mostrare, mostralo con fierezza. E modestamente faccio invidia a molte vere donne per il mio aspetto. Ero e rimango ancora oggi a distanza di anni, una figura che quando passa per la strada si fa notare, sopratutto d'estate.



L'episodio che vi racconterò risale a molti anni fa quando ero ancora un adolescente, oggi ho la bellezza di 37 anni anche se il mio aspetto femminile non li dimostra affatto. Era una notte d'estate quando decisi di farmi un giro sotto la metropolitana di Milano. Di solito le notti calde in cui non riuscivo a prendere sonno, le passavo fuori casa passeggiando per i miei quartieri magari a farmi qualche scatto piccante con il cellulare. Quella notte avevo indossato un bel completino intimo, corpetto nero, un pezzo unico a tubo che si infilava da sotto e si tirava fino a sotto le ascelle, senza spalline stretto ed elestico, un paio di calze a rete nere autoreggenti, un perizomino stretto nero che poco o nulla conteneva del mio cazzo abbondante, e lasciava scoperte le chiappe tonde sode e belle gonfie. Il tutto nascosto sotto un lungo spolverino in pelle lucida che mi copriva fino ai piedi. Un paio di stivali camperos neri con tacco medio, i capelli biondi lunghissimi sciolti, e un trucco leggero sul viso.



Presi i mezzi pubblici per arrivare alla metropolitana Linea Rossa M1 Lotto. Chi frequenta Milano certamente conosce il percorso che ho descritto. Fortunatamente a quell'ora non trovai gente a disturbare il mio cammino, fui notata però da un gruppetto di extracomunitari, i soliti a girare di notte e di giorno a rompere le palle alla gente sui mezzi pubblici. Il gruppetto era formato da cinque ragazzi neri, forse africani, senegalesi o roba del genere che mi seguirono per tutto il tragitto. Tanto da temere per la mia impresa. Evidentemente mi avevano scambiato per una vera donna e forse un po ubriachi volevano cercare un approccio. Più volte nel tragitto alla metro mi disturbarono con fischi, risatine e complimenti un po pesanti.



Lasciai correre e fui anche divertita dal fatto che fossi diciamo corteggiata da quei cinque ragazzotti di colore. Mentre percorrevo il tratto che porta alle banchine della metropolitana, li tenevo d'occhio con lo sguardo. Erano piu o meno tutti alti magri e con i capelli corti, vestiti con magliette e pantaloni malconci e con in mano delle lattine di birra. Arrivata alla banchina del treno, il convoglio non tardò ad arrivare e sperai che una volta dentro ai vagoni i cinque balordi mi mollassero una volta per tutte.



Purtroppo le mie speranze furono vane, prima che le porte del vagone si richiudessero i cinque con un balzo e facendo un chiasso da stadio, sgusciarono dentro il mio stesso scomparto facendo baccano. Notai con dispiacere che oltre a me e ai balordi, il vagone della metropolitana in cui stavamo, conteneva solo tre persone, tutti uomini che ben presto scesero a varie fermate lasciandomi sola in balia dei cinque energumeni di colore.



Era chiaro che per quella sera vista l'ora tarda, il mio piano di farmi qualche scatto era fallito. Cercavo di capire dove poter scendere e a quale fermata per prendere la coincidenza in direzione opposta e tornarmene nel mio quartiere se non a casa direttamente. Avevo deciso di scendere alla prossima fermata per fare il percorso inverso, quand'ecco uno dei cinque energumeni di colore farsi avanti per infastidirmi.

Cercai di allontanarlo, ma il ragazzo in evidente stato di ubriachezza iniziò a mettermi le mani addosso tirandomi da un lembo dello spolverino. tanto si era aggrappato, e tanto avvo cercato di divincolarmi da lui che i bottoni si aprirono lasciando che lo spolverino rivelasse ai suoi occhi e allo sguardo dei presenti che sotto all'impermeabile ero praticamente nuda con solo la lingerie nera. Cosa che dovette eccitare molto i ragazzi rimasti distanti e che fece avvicinare nuovamente quello che mi infastidiva.



La fermata non arrivava mai, la metro adesso avanzava sotto il tunnel ma molto lentamente, tenevo lo sguardo fisso alle porte nel buio, mentre il tizio continuava ad infastidirmi mettendomi le mani addosso toccandomi il culo le coscie e cercando di spostarmi i lunghi capelli per baciarmi. Lo spinsi via con entrambe le mani, gesto che al ragazzo evidentemente non piacque affatto. Mi si avvicinò tirandomi una sberla per fortuna attutita da uno strappone della metro che frenava, o mi avrebbe fatta sbattere contro le porte del vagone con la testa.



A quel punto anche gli altri quattro si avvicinarono fui circondata e spintonata a sedere controvoglia sul sedile del vagone. Tentai di rialzarmi e tentai di tirare l'allarme che avrebbe fermato del tutto il treno e avrebbe aperto le porte del vagone, ma non ci riuscii. Quello che mi aveva dato un ceffone poco prima si sedette accanto a me, poi mi disse in un italiano abbastanza comprensibile che se non stavo ferma e non li lasciavo divertire un po, mi avrebbero pestata. Cercai di spiegare che non ero Trans, ma loro lo avevano capito benissimo chi ero solo volevano scoparmi lo stesso. Quello seduto acanto a me mi prese il cazzo moscio estraendolo e tirandomi un'altro schiaffo sul pene stavolta. Gli altri negri ridevano come ebeti.



Un'altro dei quattro si sedette dall'altro lato accanto a me, li avevo entrambi a bloccarmi la fuga, con i tre rimasti davanti a coprirmi la visuale delle porte. Finalmente la metro uscì dalla galleria fermandosi davanti la banchina dove avrei dovuto teoricamente scendere. le porte si aprirono ma nessuno salì. Non osai muovermi, sapendo che se avessi fatto una mossa, quelli che avevo accanto mi avrebbero bloccata all'istante e poi malmentata. rimasi inerme attendendo che le porte si richiudessero e il treno riprendesse la sua corsa.



Ero in un bel casino, ma non mi disperai, rimanere calmi e necessario in situazioni del genere, dove il panico e la disperazione aumenta il fattore pericolo. I due che avevo ai lati iniziarono a mettermi le loro mani addosso togliendomi lo spolverino in malo modo e facendolo sparire, rimasi a quel punto solo in lingerie nelle loro mani. Si abbassarono i pantaloni e le mutande, mettendomi in mano i loro cazzi neri già duri e mi ordinarono di masturbarli. Cosa che feci senza fiatare, mentre gli altri tre in pedi davanti mi misero i loro davanti alla bocca. Non aspettai che parlassero e presi in gola uno alla volta i tre grossi cazzi neri che avevo davanti mentre segavo quelli ai lati seduti accanto.



Cercai di farmi piacere la situazione, altro non potevo fare, il mio cazzo mentre suchhiavo i cazzi neri e masturbavo gli altri si indurì. Quello alla mia destra lo noto', me lo prese in mano segandomi a sua volta, sborrai nel giro di pochi istanti mentre gli altri guardavano. Finito di sbrodolare mi arriò un'altro schiaffo sul cazzo da parte di quello che me lo aveva segato. Fatto il giro di pompe a quelli in piedi, fui spinta a testa in basso a succhiare quello alla mia destra, mentre quello alla mia sinistra frugava il mio culo per aprirmelo con le dita. Soffocata dai miei capelli sul viso e dal cazzo in gola del nero, gemetti di piacere mentre l'altro mi sputava sul buco e mi frugava dentro con la mano intera facendomi anche mele.



Senza nemmeno prendersi la briga di usare un eventuale preservativo, sentii la grossa cappella del nero strofinarsi tra le mie natiche, i tre in piedi baccanavano tra di loro gridando non so cosa nella loro lingua a me sconosciuta, mentre quello a sinistra cercò senza riuscirci per due volte di penetrarmi. Al terzo tentativo fallito il tizio forse incazzato, mi tiro' a forza su di lui, togliendomi il cazzo di bocca dell'altro e mi trascinò di peso sulle sue gambe nude riuscendo stavolta nell'intento di penetrarmi. Mi son sentita riempire all'improvviso dal suo cazzo grosso e lungo che mi entrava senza fatica tutto in culo.



Instintivamente iniziai a saltellare su e giù dal cazzo del ragazzo che mi aiutava con le sue grosse mani nere sui miei fianchi, gli altri rimasti davanti e quello seduto accanto mi mettevano i cazzo nuovamente in bocca e in mano da segare. Ci stavo prendendo gusto e mi lasciai scopare a ritmo del vagone che adesso si fermava nuovamente mentre le porte si riaprivano. Forse qualcuno salì ma ero accerchiata dagli altri tre e avevo la visuale bloccata. Uno dei tre si scostò leggermente, tanto che vidi un paio di uomini passeggeri osservavare la scena, i neri non sembravano preoccuparsi molto dei nuovi entrati e continuavano come se non ci fossero affatto, godendo insieme a me che saltellavo sul cazzo del nero seduto e con quelli in mano e in bocca degli altri.



Quello seduto a destra mi riprese il cazzo segandomi nuovamente e sborrai ancora per la seconda volta, stavolta il getto non fu lungo come il primo e gli sporcai solo la mano che il nero si puli' sui miei capelli. Cercai di ansimare ma emettevo solo versi con la bocca piena dei loro cazzi neri e grossi. Quello seduto a destra era il piu stronzo ma con il passare del tempo diventò più tenero degli altri, mi tirava indietro i capelli dal viso mi accarezzava mi teneva il cazzo e mi amava. Le porte si riaprirono per l'ennesima volta, facendo scendere suppongo i passeggeri di poco prima che non vedevo.



Alla richiusura delle porte, il nero che mi scopava venne riempiendomi il culo di calda sperma. sentii degli schizzi caldi riempirmi il culo e lui si fermo' gemendo. Fui subito presa da uno di quelli in piedi e tirata su facendomi uscire il cazzo dov'ero seduta abbastanza bruscamente. Fui messa in piedi e spinta addosso alle porte del vagone a gambe allargate, avevo il culo bello aperto e ancora un rivolo di sperma che mi usciva scendendo dalle coscie dietro. Ero bellissima e sconvolta allo stesso tempo, i capelli mi coprivano schiena e volto, ed ecco nuovamente il ragazzo a scostarmeli e baciarmi sulle labbra. Ricambiai a mia volta il suo bacio e mi attaccai al suo collo con passione.



Mentre ero con le braccia al collo del ragazzo, uno di loro da dietro mi penetrò all'improvviso, si mise dietro e senza tanti complimenti mi infilò il suo cazzo tutto d'un colpo facendomi sobbalzare in avanti tenuta dal ragazzo. allargai le gambe con le calze a rete per agevolare la scopata e lasciai che anche quello mi sfondasse nuovamente il culo aggrappata al collo del tizio davanti che baciai di continuo e mi stringeva. Credo fossimo arrivati ormai all'ultima fermata perché non ho piu visto le porte del vagone aprirsi, ne il mezzo fermarsi, probabilmente data l'ora tarda, si avviava al capolinea per la sosta prima di riprendere il servizio.



La mia unica preoccupazione in tutto quel tempo, fu soltando di godere il piu possibile e far svuotare tutti i cinque neri dentro e sopra di me. Pensare che all'inizio mi avevano terrorizzata e mi avevano fatto temere il peggio. Ora li stavo benedicendo, e speravo che quella scopata benedetta durasse tutta la notte. Li soddisfai tutti, non so come non so in che modo, ma ci riuscii. Inutile dire che ne sono uscita abbastanza malconcia, ma tremendamente felice. avevo sborrato a fontanella a tratti durante tutto il tragitto, e il mio culo ormai ridotto ad una voragine slargata piena si sperma gocciolante mi doleva e bruciava. I cinque negri mi lasciarono poco prima che il vigilante di turno facendo il solito giro di ronda a porte ormai aperte dei vagoni, li vedesse. I cinque scapparono correndo per i corridoi della metropolitana fino all'uscita, mentre io ero ancora in stato confusionale mezza nuda e con lo spolverino ormai sparito.



Insieme allo spolverino era sparito anche il mio cellulare, sicuramente rubato dai ragazzi. Fortunatamente non avevo portato dietro ne soldi ne chiavi di casa. Quando il metronotte mi trovò in quello stato nel vagone, mi soccorse chiedendo se volevo chiamasse i carabinieri o un'ambulanza, lo pregai di non chiamare nessuno, meno notizie uscivano su quell'episodio, meglio era per tutti. Cercai di spiegargli che ero stata consenziente, anche se mi avevano violentata. E per la roba rubata dissi avrei sporto denuncia il mattino seguente. Pregai l'uomo di procurarmi almeno dei vestiti per uscire e tornare a casa. Il vigilante mi portò in guardiola dove mi offrì dei pantaloni, una camicia, e una giacca per coprirmi alla meglio. risposi glieli avrei ricondsegnati una volta rientrata a casa. Fu un'esperienza in se molto eccitante anche se un po' traumatica. Ci rimisi il telefonino e lo spolverino, ma ne valse davvero la pena. Avevo goduto come la puttana che sono sempre stata, ed ero stata sfondata a dovere.

chrisbabyface@libero.it
scritto il
2023-04-05
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