I tre moschettieri
di
IL MICROBO
genere
gay
I TRE MOSCHETTIERI
Vado a trovare il mio amico Amilcare come d'accordo. Suono, salgo, gli entro in casa. È in compagnia di tre scimmioni neri come pece già nudi e molto ben equipaggiati. Me li presenta e alla nostra maniera ci scambiamo io a loro una stretta di cazzo loro a me una palpata sul culo.
-”Piacere Jhonni”.
-”Tom”.
-”Max”.
-”Cosa ci fanno qui Ami?”
-”Stanno facendo dei lavori nel condominio. Desiderano conoscerti un po'. Spogliati dai”.
Facciamo un brindisi diventiamo allegri. Il primo mi spiana sul tavolo della cucina e mi scopa senza tante storie. Fuori uno dentro il secondo ancora più grosso. Mi scopa e mi feconda. La strada è aperta per il terzo. Meno frettoloso e molto insistente. Si fa avanti Ami piuttosto su di giri. È il suo turno.
-”Cavolo come lo avete aperto bene”.
Finita la strage mi alzo. Non ci sono più.
-”Se ne sono andati?”
-”Volevi il secondo giro?”
-”No. Ma spiegami bene cosa ti è saltato in testa”.
-”Hanno tanto insistito”.
-”Mi hai fatto fare una figura da cagna”.
-”Perché non lo sei?”
-”Cosa ti hanno detto di me?”
-”Che ti vogliono ancora”.
-”Quanto ci restano qui?”
-”Per tutto il mese. Pronti per altre Svelte”.
-”No dai”.
-”Come li hai trovati?”
-”Dei veri Tori”.
-”E allora di cosa ti lamenti?”
-”Che mi brucia il sedere”.
Vado a trovare il mio amico Amilcare come d'accordo. Suono, salgo, gli entro in casa. È in compagnia di tre scimmioni neri come pece già nudi e molto ben equipaggiati. Me li presenta e alla nostra maniera ci scambiamo io a loro una stretta di cazzo loro a me una palpata sul culo.
-”Piacere Jhonni”.
-”Tom”.
-”Max”.
-”Cosa ci fanno qui Ami?”
-”Stanno facendo dei lavori nel condominio. Desiderano conoscerti un po'. Spogliati dai”.
Facciamo un brindisi diventiamo allegri. Il primo mi spiana sul tavolo della cucina e mi scopa senza tante storie. Fuori uno dentro il secondo ancora più grosso. Mi scopa e mi feconda. La strada è aperta per il terzo. Meno frettoloso e molto insistente. Si fa avanti Ami piuttosto su di giri. È il suo turno.
-”Cavolo come lo avete aperto bene”.
Finita la strage mi alzo. Non ci sono più.
-”Se ne sono andati?”
-”Volevi il secondo giro?”
-”No. Ma spiegami bene cosa ti è saltato in testa”.
-”Hanno tanto insistito”.
-”Mi hai fatto fare una figura da cagna”.
-”Perché non lo sei?”
-”Cosa ti hanno detto di me?”
-”Che ti vogliono ancora”.
-”Quanto ci restano qui?”
-”Per tutto il mese. Pronti per altre Svelte”.
-”No dai”.
-”Come li hai trovati?”
-”Dei veri Tori”.
-”E allora di cosa ti lamenti?”
-”Che mi brucia il sedere”.
1
voti
voti
valutazione
1
1
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
L'inferno dei sensi
Commenti dei lettori al racconto erotico