L'appuntamento

scritto il 2026-11-07 tempo di lettura 6 min

di
genere
Confessioni
cura
B

Seduta al tavolino sorseggio un caffè, sono arrivata in anticipo , forse troppo,ma se avessi atteso ancora non sarei venuta,lo so ci avrei ripensato. Mio marito è una brava persona , mi accudisce, non mi fa mancare nulla mi lascia loibera ,ha fiducia in me. Mi ritengo una donna onesta anzi a volte fin troppo moralista,critico chi gira in minigonna o in abiti succinti . Eppure quella sera ero li, la moralista quella che predica fedelta e amore, aspettava un'altro uomo. Un uomo che le faceva una corte spietata che da qualche tempo le mandava fasci di rose, poi tra le rose qualche gioiello ed il clou quando tra le rose trovai un collare ed un biglietto « alle diciotto al bar del museo,indossa questo e non mancare». Aveva capito male, la rabbia sprizzava da ogni poro, potevo ignorarlo e non andare ma ci andai solo perchè volevo dirgli di smetterla e di sbattergli in faccia il suo collare . Presa dalla furia cieca, sapevo che se cincischiavo non ci andavo ,mi presentai con mezz'ora danticipo, ovviamente non indossai il collare. Nell'attesa ordinai un caffe, i pochi avventori ogni tanto mi guardavano,nel corridoi antistante passavano visitatori non curanti,attratti solo dalle opere d'arte. L'attesa era snervante, la tazzina ormai vuota girava e rigirava tra le mie dita,era la prima volta dopo il matrimonio che avevo un appuntamento con un uomo che non fosse mio marito. Non so perche lo tenni mascosto a mio marito, forse era più approriato che risolvesse tutto lui, ma mi trattenni. Lo chiamai per dirglielo,ma quando mi rispose non so cosa mi prese« amore volevo avvisarti che stasera rientrerò tardi ho incontrate alcune amiche d'infanzia, faremo una rimpatriata». Avevo appena detto una bugia a mio marito, forse ero impazzita,oppure la rabbia cieca mi spinse a ciò.
Un vecchio cuculo ed una pendola
scandirono le diciotto d'istinto mi voltai verso l'entrata in quel momento un uomo fece il suo ingresso nel bar,a passo veloce si avvicino a me miprese la mano mentre si inginocchiava e me la bacio chiedendo scusa del ritardo di rqualche secondo. Quel tocco,il contatto delle sue mani e il caore di quel bacio sulla mia pelle mi fece partire brividi di piacere che giungevano come scosse elettriche al mio cervello. Alto 1,90 spalle larghe fisico asciutto indovssava un vestito grigio con un panciotto su una camicia bianca, una cravatta che pareva gli stringresse il collo. Si sedette di fronte a me con un gesto chiamo il cameriere ordino con fare autoritario una bottiglia del miglior champagne che avessero il cameriere disse che erano sprovvisti di champagne ma avevano il miglior spumante della franciacorta. Si rivolse a me chiedendo se andasse bene io non risposi si alzo disse «andiamo via allora» Gli presi la mano lo fermai« no va bene vada per la franciacorta». Già era imbarazzanteli in quel bar quasi deserto figuriamoci se andavamo altrove. Si sedette mentre gli tenevo ancora la mano tra le mani, mi incantava quell'uomo. Ero sicura di non averlo mai visto eppure aveva un'aria familiare mi ricordava qualcuno conosciuto ai tempi di ischia quando i miei cugini mi fecero dare il culo a mezza isola per la loro e la mia gioia. Mi accorsi che svevo ancora la sua mano tra le mie e le ritrassi imbarazzata. Tutta la rabbia che avevo in corpo era sparita come d'incanto ad essa subentro imbarazzo ed eccitazione allo stesso tempo. Imbarazzo perché poteva vederci qualcuno che mi conosce visto che faccio molta beneficenza e proprio questo rischio insieme all'aspetto di questo signore mi procuravano eccitazione. Sotto il tavolino il suo piede cerca il mio , lo trova ,quel contatto mi fa trasalire,pensieri torbidi affollano la mia mente. Non è bene che una signora faccia di questi pensieri, ma in quel momento la ragione soccombeva sotto la pressione di un istinto animalesco . Versò nei flute lo spumante me ne porse uno , le lnostre dite si sfiorarono una scarica di emozioni mi colpi, cosa stava succedendo? Sul tavolino accanto a me avevo poggiato il collare da restituirgli « Non l'hai messo? Lascia che ci pensi io». Non risposi abbassai gli occhi e mentre me lo metteva al collo sentivo forte un'attrazione verso di lui. Quale rito magico aveva usato?, quale incantesimo mi pervadeva il corpo?.Chinò il capo per baciarmi,le due bocche erano a pochi centimetri orma si toccavano quasi « non qui ti prego» dissi anche se si capiva che ero super eccitata . Si alzò dal portafoglio estrasse 50 euri li lascio sul tavolo chiamando il cameriere , poi mi prese per mano «seguimi» disse, corremmo mano nella mano come due adolescenti innamorati. Ci dirigemmo alla sala delle statue. di solito era semideserta , sembrava una foresta di marmo con tante varietà di alberi e piante. Restsi ammirata da quelle sculture ne guardavo i particolari le osservavo con attenzione, ce ne era una che srmbrava viva .la toccai e rimasi iobile ad osservarla , lui appoggio il suo petto alla mia schiena, con una mano mi spostò i capelli e con le labbra mi bacio il collo poi mi strinse i fianchi e mi tiro a se, il suo fiato mi giungeva sullla nuca mentre le sue labbbra giocavano con il lobo dell'orecchio. Gettai le mani indietro bloccandolo al mio corpo mentrd le sue mi accarezzando le costole salirono fono alle spalle poi si spostarono sotto la camicetta accarezzado quel lembo di pelle nuda,. Fremevo sotto le sue mani che si muovevano sapienti, mentre la luce del giorno calava e nella stanza le ombre delle statue si allungarono. Strani giochi di luci multicolori si formarono in quella foresta marmificata. Dimprovviso si sentivano passi in avvicinamento era il custode che avvisava i visatori di avviarsi all'uscita il museo era in chiusura . Andai nel panico ,lui capi e prendendomi per mano sgattaiolammo fuori da un uscita di sicurezza , appena in tempo l'uomo entrò nella sala proprio.mentrd noi uscivamo. Andammo in macchina, comincio a piovere , i vetri si appannarono ci baciammo , ci toccammo poi facemmo l'atto tanto atteso, ci ricomponemmo ci scambiammo la promessa di rivederci . Poi ognuno di noi andò via in direzioni diverse. Ero andata per scacciarlo via ora speravo di rivederlo presto , al solo pensarlo sentivo brividi di gioia attraversarmi il corpo
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