Il mio migliore amico Luca

scritto il 2026-11-06 tempo di lettura 6 min

di
genere
Gay, Pissing
cura
A

Il mio migliore amico Luca
Io e Luca ci conosciamo da quando ne ho memoria, siamo stati sempre insieme, dal primo all’ultimo banco di scuola ed anche ora che studiamo due cose diverse all’università ci vediamo quasi tutti i giorni.
Luca non aveva chissà quale talento speciale, era bello nella media, forte nella media ed intelligente nella media, ma c’era una cosa per cui spiccava e che faceva innamorare tutti di lui. Un pacco e conseguentemente un cazzo enorme, fin dai primi spogliatoi si capiva che lo aveva fuori dalla media, tutti persino i ragazzi più grandi si inbarazzavano a fare la doccia con lui. Con gli anni capì l’importanza della sua dotazione e divenne fin da giovane un toro prestante e forte, si divertiva a farlo con chiunque: ragazzi e ragazze come lui, ma anche maturi e mature. Lo status non lo fermava single fidanzati sposati andava con chiunque. Negli anni poi il suo corpo divenne muscoloso e con la giusta pancetta da piacere a tutti, costruendo proprio l’immagine da maschio alfa che gli si addiceva.
Differentemente da lui io invece crebbi molto femminile, un pene più piccolo della media, pochi peli, voce abbastanza stridula e culo molto bello sodo e tondo. Questo mi permise di attirare l’attenzione di molti uomini, a cui non ho mai disdegnato di divertirsi.
Io e Luca preferivamo non andare a letto insieme per non rovinare la nostra amicizia e la fratellanza che si era creata negli anni, ma ben presto questo non andò bene ad uno dei due.
Una domenica come spesso capita Luca era a pranzo con me e la mia famiglia. Una volta sparecchiato mentre mia madre rimase in cucina a pulire e mio padre si spostò in giardino a lavorare, io e Luca salimmo in camera mia per giocare alla play.
“A che vogliamo giocare?” Mi chiese sorridendo e con il pacco che saltellava nella tuta

“Non lo so, ti va bene fifa?” Non avevamo gli stessi gusti in fatto di giochi e quindi preferivo sempre andargli incontro.

“A me va benissimo, però rendiamolo più divertente” mi guardò con un sorriso mutato, non era più solo felice e sorridente, ma anche audace e perverso

“Che cosa intendi lu?” Chiesi interrogativo

“Che ne dici di fare delle penitenze ad ogni goal subito? Così per divertirci” capì subito dove volle andare a parare

“Non mi sembra il caso Lu” cercai di svagare

“Dai su rendimi felice giochiamo un po’” mi supplicò scherzosamente, ma a gambe aperte con il pacco enorme in mostra, come a preannunciare quello che sarebbe successo

“Ufh e va bene giochiamo, ma niente cose esagerate” lo ammonì e promise di no, ma come mi aspettavo al primo goal subito da me arrivò anche la prima penitenza

“Spogliati completamente e gioca da adesso fino alla fine del gioco nudo” mentre parlava si toccava il pacco, potevo solo immaginare cosa ci fosse lì dentro, erano un po’ di anni che non vedevo più Luca nudo, ma già da più piccoli era il più grande che avessi mai visto, feci come ordinò e mi ritrovai a nudo con i suoi occhi che puntavano solo al culo

Arrivò anche poco dopo il secondo goal e mi guardò ridendo “allora cosa potrei farti fare? Uhm sì spogliami come se fossi un servetto” mentre sorrideva vedevo qualcosa muoversi tra le sue gambe, mi avvicinai a lui e ci alzammo entrambi, inizia dalla maglietta, una volta tolta potei ammirare un petto enorme ricoperto di peli ed una pancetta ben costruita in palestra. Fu la volta delle scarpe, mi colpí prepotentemente l’odore dei suoi piedi, che aumentò togliendo i calzini. Per ultimo tolsi i pantaloni e mi dovetti inginocchiare per muovere bene la stoffa da quel pacco che stava per esplodere; le mutande erano nere ma ricoperte di macchie bianche incrostate, un fortissimo odore di sperma e piscio mi colpì in pieno volto.
Una volta tolte le mutande il cazzone mi arrivò dritto in faccia colpendomi, sentivo tutti gli odori di prima amplificati.
Rimasi a bocca aperta, quelli che erano 23cm di pura virilità, venoso puzzolente e pieno di pelo, due palle da tiro enormi e penzolanti anche quelle ricoperte di peluria.
Mi guardava dall’alto sorridendo “ti piace?” Mi chiese “sarei ipocrita a dire di no” “allora prendilo dai, voglio divertirmi con te” ero titubante e vista la mia indecisione si scappellò mostrando una cappella gigante e rosa, gli odori erano più forti che mai ed iniziarono ad assuefarmi, avvicinò il pene alla mia bocca ed inizia lentamente a succhiare.

Il sapore era indescrivibile, piscio, sborra, umori, sudore tutto era presente e mi fece sentire ancora più piccolo al suo sguardo.

“Uhm bravo così prendilo in bocca frocetto” senza dire nulla mi ficcò subito il cazzo in gola facendomi lacrimare e tossire, ma a lui non interessava, voleva soltanto godere, mi scopò la bocca con violenza inaudita e mi fece sentire sempre più Troia.

“Oh si cazzo finalmente ho la tua bocca, amico mio io ti ho sempre voluto come schiavetto, uno sborratoio che stava sempre con me, oggi è il giorno di trasformarti” A quelle parole cercai di staccarmi, ma mi tenne la testa per finire il lavoro. “No non ti ribellare accetta che ho deciso io il tuo futuro per te, dopo tutto cercavi un uomo che ti sapesse sopraffare e l’hai sempre avuto al tuo fianco, ti voglio per sempre disponibile ed usabile”

Mi mise a novanta e vorrei dire contro la mia volontà, ma anche io lo desideravo, mi lecchò il culo facendomi gemere come un matto, urlai senza pensare a chi ci fosse in casa e lui con un ghigno di soddisfazione inserì tutti e 23cm nel mio culo aprendolo di forza e facendomi urlare di dolore. Ignorò le mie urla e iniziò a scoparmi senza sosta, gemevo tra dolore e piacere mentre mi sussurrava all’orecchio cosa sarei diventato.

“Ogni volta che saremo insieme mi farai da cameriere, ordinerò ed eseguirai, dipendentemente dal mio umore sarai nudo, in intimo o con un completino, ti userò tutte le volte che vorrò, anche con altri, o ti lascerò solo guardare mentre fremi per unirti”

Mentre mi sfondava il suo ritmo rallento e contestualmente il cazzo inizio a pulsare, fiotti di sborra che smisi di contare dopo il sesto mi riempirono il culo, mentre lui gemeva come un animale
Continuammo così per ore, non accennava a fermarsi, ogni volta una posizione diversa, l’unica cosa che non cambiava era la quantità di sborr che riusciva a spararmi dentro.
Una volta finito sorridevamo entrambi
“Hai capito il tuo ruolo?” “Sì, signore” “allora vieni qui” si alzò in piedi ed io mi misi in ginocchio davanti a lui “apri la bocca e bevi tutto” non riuscì neanche a chiedere cosa che un getto giallo finì nella mia bocca, il sapore era acre e mi veniva da vomitare, ma lui voleva che lo bevi sai tutto e così feci.
“Bravo, ora si che sei perfetto”
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