Capodanno

di
genere
confessioni

La motte era agli sgoccioli,io non scesi più nel salone avevo sonno ed andai a letto. Mia figlia dormiva beatamente ,gli rimboccai le coperte un bacio leggero sulla tempia e mi distesi sul lettone. Non so se era stanchezza o lo spummante da me bevuto che mi fece addormentare quasi subito. Dormii circa die ore, mi svegliò il cigolio della porta mentre Enzo si accingeva ad entrare. Aveva il viso cupo, lo sguardo accigliato,era arrabbiato, aveva perso a carte. Cercai di consolarlo ,mi disse « la colpa è tua perché sei andata via ,lo sai che sei il mio portafortuna». Certo che lo ero la mia presenza li distraeva , accavallavo e scavallavo le gambe continuamente, mi palpavo il seno. Quando ero presente anche se nom vicino a lui ma nella stessa stanza ben visibile dai suoi avversari vinceva ma appena mi allontanavo perdeva tutto figuratevi quanto perse quella notte. Poggiai la sua testa sul mio seno ,mentre la mia mano spaziava tra i suoi capelli dissi« non preoccuparti quando ci svegliamo in un modo o un'altro li recupero io» chinai la testa per baciarlo ma si era addormentato. Rimasi un po delusa e anche un po eccitata, avrei voluto cominciare la giornata con una bella chiavata. Mi alzai quasi stizzita mi feci una doccia fredda e un ditale ma non risolsi granché .allora uscii per comprare qualche cornetto e qualche brioche per quando si sarebbero svegliati. Biagio stava sull'uscio di casa ,fumava una sigaretta mentre quardava sparuti fiocchi di neve posarsi al suolo per squagliarsi subito « Dove vai non vedi che fra poco nevica?».« Devo trovare dei cornetti, c'è un bar aperto nella piazza.» risposi e gli passai dinanzi. Mi mise una mamo sul culetto
«Aspetta ti accompagnò». Salii in macchina con lui la gonna sali fino all'inguine si intravedeva il pelo rosso non resistette allungò una mano,lo lasciai accarezzare per un po poi gliela tolsi. Dalla patta dei pantaloni si vedeva il suo cazzo ingrossato, lui mi prese la mano e la porto sopra, la ritirai subito.« Cos'hai stamattina chiese? Non è da te rifiutarmi.» «Quanto ti deve Enzo?» gli domando fredda.« trecento» risponde« se ti faccio un pompino gli abbuoni il debito?» « solo un pompino? No grazie troppo cara,per quella cifra voglio chiavarti tutta» inquesto caso dissi non mi sarei piu fatta toccare da lui. Restò muto per un po, poi disse« gli abbuono il debito e in più ti do le 200 che ho vinto, va bene?». Acconsentii scese lui dall'auto comprò i cornetti e via verso casa. Scendemmo con la macchina giù al garage ci fermammo nel posto a noi assegnato e cominciò a toccarmi il suo cazzo si raddrizza subito, ma volle ugualmente che glielo prendessi in bocca lo succhiai per un po' poi scendemmo dall'auto e mi misi con la schiena sul cofano e gambe divaricate sulle sue spalle . Mi penetro facile, cominciai a gemere ansimare mugolavo forte pensavo che sarebbe potuto venire anche qualcuno e ci avrebbe scoperti. Quando mi girò per chiavarmi il culo io avevo gia squirtato, probabilmente furono quelle le urla che attirarono il custode. Restava malcelato dietro un'auto che si masturbava gustandosi la scena. Mi disse« ti do altre cento euro se gli fai un pompino» ne chiesi centocinquanta ,acconsenti. Lo chiamai per nome « Genni avvicinati», lui rosso in viso con la testa bassa ma ancora col cazzo in mano timidamente si avvicinò. Biagio gli parlò all'orecchio ed il suo viso si illuminò. Si avvicino col cazzo alla mia bocca che intanto mi ero messa a quattro zampe, nel momento esatto che mi entro in bocca Biagio mi penetro il culo con una botta che mi spinse in avanti facendomi ingoiare tutto il cazzo di Genni. Non fu um pompino lui mi chiavava proprio la bocca mentre mio fratello dava colpi poderosi nel culo. Poi mi venne in gola quasi mi faceva affogare talmente ne fece. Mentre ancora cacciava fiotti lo tolse e mi punto la faccia impiastricciandomi tutta. Poi venne anche mio fratello un po sulla pancia un po suil petto . Non volle che mi pulissi per quello che mi pagava mi stava bene tanto ero sicura enzo dormisse ancora. La mia previsione era esatta Enzo dormiva beatamente, ignaro che avevo recuperato parte del debito, restavano Franco e Pasquale . Mentre mi facevo la doccia mi sparai un ditale pensando al cazzo del custode. Al fine ero pronta per un'altro recupero credito perché di questo si trattava e non erano certo corna.
scritto il
2026-09-28
441
visite
16
voti
valutazione
5.5
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Il vicino

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.