Come tutto ebbe inizio... Cap 62

scritto il 2026-11-02 tempo di lettura 66 min

di
genere
Confessioni, Corna, Esibizionismo
cura
A−

Prima o poi...




Fortuna che non c'era nulla tra di loro. Senti come é sdolcinata con lui.

Vabbè, é una cosa che sapevo e non devo meravigliarmi.
So benissimo che tra i due c'è qualcosa in più di una semplice amicizia e che non é un semplice rapporto tra datore di lavoro e una sua... diciamo, dipendente.
Non si fa del sesso solo perché bisogna dare al capo un po' di relax.
Vero che Fede é Fede, e appena vede un cazzo gli ormoni partono, però si capiva lontano un miglio che il rapporto tra i due non era proprio come mia moglie diceva.
Forse mi prende per un deficiente o forse vuole che sia io a chiedergli qualcosa e se cosi fosse, casomai si presentasse l' occasione, lo farò.

Clicco sull' icona del play e la riproduzione riparte.

"Amore mio, mi manchi tantissimo."

Silenzio.

"No, é a lavoro. Ieri mi ha fatto veramente arrabbiare e non é stato dolce come te.
Mi ha sculacciata e mi ha sodomizzato con violenza."

Silenzio.

"Si, mi piace, ma quando lo voglio io e non contro la mia volontà."

Silenzio.

"E certo! Cosa potevo fare? Mi ha bloccata e con il suo affare dentro, dimmi te cosa potevo fare?"

Silenzio.

"Ecco, é arrivato Superman. Luke, Mauro ti stende solo con il mignolo, lascia stare. Tu hai i muscoli, lui oltre a quelli ha la tecnica del karate.
Non ci provare per niente.
Con me ha utilizzato una sola mano, capito? Mi teneva ferma con solo una mano."

Silenzio

"No Luke. Ma quale polizia! Sta vivendo un momento particolarmente difficile e devo stargli vicino.
Sono molto legata a lui e non solo perché sono sua moglie. É nervoso e in questo momento sfoga il suo nervosismo anche con me e questo a me non importa.
Mauro può anche prendermi a schiaffi, ma non lo ha mai fatto e credimi, non lo ha fatto neanche quando li avrei meritati.
Non mi ha mai picchiata, al contrario di te, e sono sicurissima che lui non lo farebbe mai, per nessun motivo.
Io gli starò sempre vicino, specialmente ora. Sai benissimo che lo amo."

Silenzio.

"Ok. Mi hai trovata in stanza a fare la model e non lo hai sopportato e mi hai dato due schiaffi, ma nonera quello il modo di agire. Hai fatto scappare quel tizio mezzo nudo."

Silenzio.

"No, non stavamo ancora insieme. Non ci provare piu perché non li ho dimenticati ed é pure per questo motivo che non ho preso l'anello, ma tanto non l' avrei preso lo stesso."

Silenzio.

"Bene! Forse un giorno, ma ora no."

Silenzio.

"Non ci riesco Luke, non ci riesco. Amo tutti e due e non dirmi che devo scegliere. Lui non mi lascia e menomale, ma potresti farlo tu.
Se lo desideri, fallo!"

Silenzio.

"Aaahhh! Vedi che non ci riesci manco te. Lo so che sei innamorato di me e lo sono anche io di te. Per ora dividetemi e stai tranquillo che Mauro con tutti i pensieri che ha, ora al sesso pensa pochissimo."

Silenzio.

"Va bene. Ieri lo ha fatto, ma manco mi é piaciuto."

Silenzio

"Si Luke, lui partirà per un paio di settimane ad ottobre, ma io ho i ragazzi e a meno che loro non vogliano partire per andare a Roma il fine settimana, sono impegnata.
Ho la scuola e loro. Se vuoi posso dirti i giorni che ho la possibilità di incontrarti al mattino, ma al massimo un paio di ore, non di più."

Silenzio.

"Si, eventualnente ci vediamo al solito posto."

Silenzio.

"Vorresti affittare una casa per due settimane?
Sarebbe fantastico!
In albergo é troppo pericoloso. Potrebbero riconoscermi, mentre in una casa non ci vedrebbe nessuno e potremmo divertirci un po'."

Silenzio.

"Mi manca si. Mi manca il tuo cazzo. Ne ho proprio bisogno. Mi manca la tua dolcezza, mi mancano i tuoi baci, mi mancano le tue carezze. Mi manca tutto di te Luke.
Quanto ti amo non lo puoi capire."

Silenzio.

"Tesoro che sei! Grazie amore mio, ora devo lasciarti. Devo sistemare la casa e mi devo dar da fare."

Silenzio.

"Lo so che con te avrei chi fa questi lavori, ma non ne ho bisogno. Mi piace farlo e Mauro mi aiuta sempre. Poi quando non arrivo, prendiamo una signora che viene a sistemare. Questo per farti capire che sto bene pure con mio marito. Sai benissimo che per me Mauro, é un pezzo del mio cuore e lo amo. C'è un qualcosa di unico che mi lega a lui e tu cerca di non essere geloso, altrimenti potrei stancarmi di te."

Silenzio.

"Si, di te si, di Mauro no! Falla finita con questa gelosia e non stressarmi."

Silenzio

"Anche quest' anno? Va bene, se tu desideri che lo faccia anche quest' anno non ci sono problemi, ma lo faccio solo per te e con te. Lo sai che Diana non vuole che mi esponga. Non mandarli all' estero, manco a Berlino."

Silenzio.

"Non lo so, non so il programma. Credo a novembre o i primi di dicembre, devo sentire la scuola."

Silenzio.

"Va bene. Se sono andati a ruba, va bene. The teacher sarà presente.
La mia quota sai a chi mandarla sempre in forma anonima.
Ah, devo dirti questa: non lo sai ma a Capodanno andremo tutti in crociera nel Mediterraneo."

Silenzio.

"Con quale nave ancora non lo so. Perché?"

Silenzio.

"Ma sei pazzo! E poi? Ci sono i miei amici, i loro figli e i miei figli. Dimmi che stai scherzando?"

Silenzio.

"Pazzo! Mi stai facendo eccitare a morte. Ti faccio sapere il nome della nave.
Ora devo andare, ti saluto.
Le 8.00. Cavolo é tardissimo.
Chi lo sa Mauro come sta. Non mi ha neanche salutata stamattina.
Niente bacio del mattino. Spero non sia ancora arrabbiato con me.
Poverino, ha ragione! Ieri ho fatto una gran cazzata e un' altra cazzata l' ho fatta facendo venire Jelami stamattina.
Cazzo! Ero talmente incazzata... mmmmmmhhh, che nervi m' hai fatto venire maritozzo.
Ikenna, la colpa é di ikenna.
Se e quando lo incontrerò lo farò cantare come un usignolo.
Voglio sapere cosa fa Mauro quando va in trasferta.
Caro Ikenna, vedrai come parlerai. Quando prenderò il tuo flauto...
Flauto... Ha un trombone, altro che un flauto. Non credo gli si addrizzi per bene, però ha un bel salsicciotto e sborra... cavolo se sborra. Sembra una fontana come Stefano.
Sulla cam del pc é arrivata una valanga di sperma, per quanta ce ne era non si vedeva più nulla.
Bah! Basta pensarci, prepariamoci per Jelami. Ormai l' ho fatto venire.
Spero solo mi venga voglia perché ora non ne ho tanta.
Uuhhff! Ho pure questo bruciore dietro che mi da fastidio, devo farmi vedere."

Sento i rumori di lei che sta riassettando la stanza poi un suono di un clacson. Sembra quello di una moto e la voce di mia moglie che abbastanza incazzata grida: "Scendoooo"!

Deve essere arrivato Jelami.
A prescindere dal fatto che lui sia arrivato, a me piacerebbe sapere che cazzo si sta inventando.
Vuole far venire il biondo in crociera con noi. É pazza!
L' avrei accettato se fossimo stati soli cazzo, ma ci sono gli tutti gli altri e ci sono i ragazzi.
Accetto tutto quello che ha detto di me, ma questa pazza idea non mi va giù.
Quindi aspettache io parta per incontrarlo e poi cosa deve fare pure quest' anno.
Cosa é andato a ruba. Perché Diana non vuole che si esponga.
Ecco perchéio sto diventando matto. Non ci sto capendo più nulla.
Mi viene da ridere: si lamenta per un bacio non dato, per un paio di sculacciate e a Luke non dice nulla per i due schiaffi.
Però gli ha detto che non deve riprovarci mentre di me ha detto che potrei darglieli ma che non ne sono capace.
Beh, cosa importante. Sono in vantaggio sul biondo anche se la incula pure lui e con un cazzo più grande del mio.
Questa donna, anche se porca in una maniera incredibile, mi piace e mi vuole bene, molto bene.

Do il play al file seguente.

Sento le voci che si stanno avvicinando.

"Mi mancherai Federica. Al mio paese le donne non sono come te.
Se facessero quello che fai te, sarebbero problemi seri."

"Vivi proprio in un bel paese. Comunque, vorrà dire che ritornerai e continueremo da dove abbiamo interrotto."

"Federica, devo andare in bagno. È sempre questa la porta?"

"Come se non sapessi dov' é. Muoviti, ti aspetto in camera."

C'è silenzio, poi...

"Eccomi! "

"Era ora, vieni, dammi un bacio."

Non vola una mosca. Credo che le loro lingue si stiano intrecciando dentro le loro bocche.

"Ehi, come sei focoso. Peccato questa barba che ti sei fatto crescere."

"Al mio paese gli uomini vanno cosi. Ehi, già parti con la mano."

"Certo, fammelo sentire. Wow! Sei già quasi in tiro."

"Per forza! Sei vestita come una puttana che aspetta di fare la sua marchetta. Questa vestaglietta tutta trasparente e questi tacchi, mi piacciono.
Dai, togli tutto che voglio riempire tutti i tuoi buchi. Vieni qui."

"Ehi, che impeto! Aaahhh, siii, succhiami i capezzoli.
Oohhh, che bravo! Siii, cosiii, bravo bravo. Ooohhh, come la leecchi bene. Con la barba, con la barba, ooohhhh cazzo, cazzo! Aaahhhh! Basta, basta.
Ti voglio. Spogliati! Voglio vederti nudo."

Sento dei rumori come se Jelami si stesse togliendo i vestiti.

"Cazzo, sei veramente un toro. Muscoli dappertutto. Tua mamma ti ha fatto bene. Devo dirle grazie e ringraziarla soprattutto per questo affare in mezzo alle gambe e questo odore di maschio."

"Ti piace? Fammi un bocchino allora."

"Subito! Vuoi fotografarmi mentre te lo faccio?"

"Se lo desideri, perché no! Dammi le usa e getta."

Sento aprire un cassetto.

"Tieni, sono due da 24 pose. Hanno pure il flash.
Se vuoi possiamo farne pure sulla terrazza?"

"Dopo, ora succhiamelo."

"Ti sei lavato?"

"Perché? Hai detto che ti piace l' odore maschio. Forza, comincia."

"Piano... fai piano, mi abbasso da sola. Non c'è bisogno che mi obblighi a farlo."

"Hai ragione! Alle troie come te piace il cazzo africano e lo vai a prendere da uuuhhhh! Brava, brava. Che linguaaaaahh! "

Si sentono i rumori del classico pompino e Jelami che contento continua a dirle: "Aaahhhh! Brava, brava. Cazzo se sei brava. Il cornuto dove sta? Non fa più le foto"?

Dopo uno slurp di risucchio durato una vita: "Se non glielo dico che ci siamo rivisti come poteva farle".

"Potevi dirglielo."

"Se glielo avessi detto non sarebbe cornuto. A me piace cosi e... cazzo però, una sciacquata potevi dargliela. È salato!"

"Era salato, ormai lo hai lavato."

"Già, ho fatto un prelavaggio e poi lo metteremo in lavatrice."

"Hai detto a Pascal che ci siamo incontrati ancora dopo quel giorno?"

"No! E tu gli hai detto qualcosa di sua moglie?"

"Se glielo avessi detto, saresti ancora vivo?"

"No, credo proprio di no. Ma non é colpa mia. Aaahhhh, brava brava!"

Metto in pausa e inizio a pensare.

Forse, se potessi tornare indietro, queste microspie non le rimetterei.
Registrano troppe cose non piacevoli da sentire.
Quindi, Fede si é incontrata altre volte pure con Jelami e da quel che ho capito, tra lui e la moglie di Pascal, c'èqualcosa di particolare.
Per me se la fotte e se cosi fosse gli altri si fottono le mogli degli amici e io non mi fotto le loro.

Perfetto! Sono un perfetto coglione.

Però... no! Brown! Con Brown ho ricambiato pan per focaccia e Marco... vabbè, Marco non lo calcolo, ma Piero si. Sara é una bella milfona, anche se sono sicuro che ci abbia notevolmente guadagnato suo marito.

Clio! Potevo scoparmi Clio. Invece il marito si scopera' la mia e io lo prendo nel culo perché non mi sono scopato la sua.
Con Corinne è andata buca, ma con lei ho un conto aperto e si vedrà.
Intanto suo marito però, ha fatto di tutto con la mia.
Ah, Rose! Mi avevano detto che era sposata con prole, ma mica ci credo. Laggiù, per pochi soldi, si inventerebbero di tutto e tornando a Pascal, hai capito la moglie.
Le piace il cetriolo di Jelami e la cosa non mi sorprende.
Da come mi ha detto Pascal, da loro spesso i matrimoni sono organizzati sin dalla tenera età.
Quando la signora lo ha sposato, non rammento come si chiama, aveva diciotto anni e Pascal é subito partito, dopo un mese che si era sposato.
Non é rimasta incinta e quando lui, dopo tre anni é ritornato, l' ha messa incinta. Cosi a ventidue anni aveva un figlio.
Pascal manco lo ha visto nascere. Non c' era. È ritornato dopo tre anni e gliene ha fatto fare un altro e poi li ha portati in Italia. L' ha rimessa subito incinta appena arrivata e ora hanno pure una bimba di tre anni, ma sentendo i discorsi tra Fede e Jelami potrebbe anche uscire fuori che il padre non é Pascal.
Pascal é un gran lavoratore, non fa mancare nulla alla sua famiglia, ma come dice spesso, non é stato un matrimonio d' amore.
Lei fa sesso solo perché costretta e Pascal é convinto che abbia un altro uomo.
A questo punto, se ho capito bene, quest'altro uomo é Jelami.

Caro Pascal, sono proprio gli amici quelli che te lo mettono al culo.

Se non sbaglio ora, dovrebbe avere 32 anni e... Abena, ora ricordo, si chiama Abena.
Si, Abena ora dovrebbe avere 32 anni, una pella color nocciola, al contrario del marito che é molto scuro di carnagione.
Scuro... dico scuro, ma é nero.
Abena ha occhi neri, capelli corti riccioluti. Quando la vidi io era avvolta da un vestito colorato e aveva un copricapo in testa.
Mia moglie l' ha vista al mare in bikini e mi ha detto che a me piacerebbe molto fotografarla perché ha due bocce da fantascienza.
Il top del bikini faticava a contenerle e per il resto fisicamente sta anche bene, nonostante abbia un po' di pancetta e forse il culo un po' largo con le natiche prominenti.

Potrei pure... però, si potrebbe... Noooo!

É inutile che io ci pensi, é cosa impossibile da fare anche se... Già, anche se potrei farlo, ma poi mi sentirei...
Si, mi sentirei un verme.
Non é da me. Io non ricatto nessuna donna.

Clicco nuovamente sul play e subito la voce di Jelami continua a manifestare il piacere che sta provando dal lavoro della bocca di Fede.

"Aaahhh! Brava, brava. Siiiii, oh cazzo siiii. Con la lingua, proprio li sotto. Basta, basta che mi fai sborrare.
Guardami con il cazzo in bocca."

"Ma che hai oggi? Non l'ho mai vista cosi grossa questa cappella."

"Eheheh. Ti piace eh?! Mettilo in bocca e guardami."

Sento scattare quattro volte.

"Brava la mia troia. Ora stenditi sul letto."

Altri scatti.

"Allarga le gambe e apritela."

Altri scatti.

"Basta Jelami, vieni, montami!"

"Ti piace il mio cazzo, vacca?"

"Siii, dai, vieni, oraaaahhhh! Oh cazzo, oh cazzo. É grande, é veramente grande. Scopami scopami, ma non venire dentro, non devi venire dentro."

"Aaahhh! E perché? L' ho sempre fatto."

"Oggi nooohh! Oggi nooohh, cazzo, che bello. Sta zitto e scopami."

Il letto fa un po' di rumore. Forse é il caso di cambiare la rete, ma il rumore fa capire che Jelami si sta dando da fare.

E tra il rumore del letto e quello che esce dalla bocca di Fede, finalmente, dopo circa quindici minuti...

"Aaaahhhh!"

"No cazzo! Ma che hai sborrato dentro?"

"Si, perché?"

"Cazzo, ti avevo detto di non farlo. Fffffhhhh. Ormai é fatta, cazzo. Te lo avevo pure detto di non sborrarmi dentro. Mi sento piena. Ma quanto me ne hai scaricato, mi sento proprio piena.
Vabbè, ormai é fatta ed é inutile pensarci.
Tiralo fuori, fammelo sentire se ha sempre lo stesso sapore."

Sento i movimenti del letto, poi...

"Mmmhhhh! Hai sempre lo stesso sapore. Il tuo cazzo mi piace e anche la tua sborra.
Mmmhhhh, slurp.
Ok, finito. Vado a lavarmi prima che esca e vada sul letto."

"Aspetta, fatti fotografare con la mia sborra che esce. Apri le gambe."

"Dai, muoviti, scatta che esce."

Sento diversi scatti.

"Sbrigati, che sta uscendo. Oh cavolo! Che spreco.
Guarda che casino che ho fatto. Ma quanta ne avevi?"

"Eheheh! Ti piace? Dopo te la sparo in bocca.
Vai a lavarti. Dopo facciamo le foto in terrazza e poi ripartiamo. Voglio il tuo culo e ti sborro in bocca per farti contenta."

"Mmmhhh, in bocca! Anche tu vuoi il mio culo. Ma cosa avrà di così bello?"

"Non lo so! Mi piace incularti e Pascal mi ha detto che anche a lui piace farlo."

"Te lo ha detto lui?"

"Certo! Mica me lo invento io."

"Chissà cosa vi direte di me, voi due?"

"Dai, non perdiamo tempo. Vengo in bagno pure io a pulirlo un po' di tutto questa crema bianca che mi hai lasciato."

Finisce l' audio.

Queste microspie sono una bomba. Con quello che le ho pagate devono esserlo per forza. Hanno una sensibilità incredibile.

Via con il prossimo audio.

Sento il rumore della porta finestra che si apre.

"Eccomi Jelami."

"Federica, sei sicura che posso fotografarti fuori? Se ti vedessero?"

"Non c'è nessuno. I miei vicini non ci sono e se vengono altri a correre o a passeggiare, lo fanno di mattino presto o il pomeriggio. Controlla, guarda se c'è qualcuno?"

"No, ora no. Mettiti le scarpe con il tacco e esci. A casa li mando tutti in crisi con queste foto."

Passano 4 o 5 minuti.

"Vieni, mettiti sul letto a quattro zampe che ne faccio un po' a pecorina."

Sento altri scatti.

"Sei uno stronzo! Potevi dirmelo che c' era quel gruppetto di ragazzi a guardare."

"Lasciali crescere, gli fa bene e non mi sembra fossero dispiaciuti. Vieni, prendimelo in bocca."

"Stavano proprio qui sotto, coglione!"

"Vieni e zitta! Giù!"

"Fai piano che mi fai male."

"Ooh si, cazzo. Sei più brava di Abena.
Oohh cazzo, brava brava!"

"Di bocca si, ma hai detto che Abena ti fa delle stupende spagnole con le bocce?"

"Spagnole cosa?"

"Seghe Jelami, seghe con le tette."

"Non smettere, succhia. E le spagnole anche tu me le fai, ma il mio cazzo in mezzo a quelle di Abena, sparisce. Aahhh!
Comunque io preferisco le tue e non solo sulle tette, anche su tutto il resto."

"E perché preferisci me?"

"Perché sei una troia, una gran troia."

"Una troia! Chissà quante ne direte sul mio conto te e Pascal?"

"Nulla di particolare."

"Si, ti credo di sicuro. Wow! Ma guarda Che cappellona che hai. Grossa e dura. Bellissima!"

"Smetti di accarezzarla. Girati, voglio il culo."

"Fai piano. Entra delicatamente."

"Delicatamente?! Ahahah! Non preoccuparti, vieni. Abbassati di più."

"Piano, fai piano."

"Così, ferma ora. E apri le gambe vacca!"

"Vacca sarà tua sorella. Pianooooo, pianoooo."

"Te lo sfondoooo!"

"Aaaahhhh, cazzo che male. Stronzo, sei uno stronzo!"

"Ferma, stai ferma troia. Non muovere il culo, che non riesco ad... "

"Fai piano, piano pianooooo. No, fermo no! Mi fa maleee, basta."

"Faccio piano, stai tranquillaaaaaahh!"

"Aaaaahhhhh! Cazzooooo! Oh cazzo, che dolore. Ti ho detto di fare piano stronzo! Cazzo che male.
Lasciami, non tenermi per i fianchi. ormai stai dentro cazzo!"

"Ahahah! Ce lo hai sempre preso, ma oggi é più grosso! Te l' ho rotto?"

"Vai a fare in culo, coglione. Quelli grossi tu non li hai visti mai. Sei soltanto entrato veloce e basta. Non parlare e fai il tuo lavoro.
Aaahhh! Dai, inculami delicatamente. Così, cosi."

Si sentono i rumori di Jelami che la sta inculando sul letto e i gemiti di Fede che sta gradendo il trattamento.

Quelli grossi lui non li ha visti mai. Gli ha detto così.
Ma quanto cazzo li hai presi grossi e soprattutto dove.

Uno squillo del cellulare.

"Aahh, il telefono. Fermati!"

"Cazzo, proprio ora. Non rispondere."

"Non posso. Potrebbe essere mio marito."

La sento scendere dal letto.

"Cazzo, é clara. Proprio ora dovevi chiamare amica mia.
Stai zitto Jelami. Pronto! Ciao Clara."

Silenzio.

"Mi stavo facendo inculare. Ahahah!"

Silenzio.

"E dai, lo sai che mi piace scherzare."

Silenzio.

"Quando?"

Silenzio.

"Ok, dammi mezz' ora."

Silenzio.

"Si, cosi finisco di farmi inculare. Ma stai zitta, dai. Mi faccio un bagno e poi puoi portarmeli. Alle 14.15 però, devo andare via.
Vado dalla parrucchiera. Ho appuntamento alle 15.00."

Silenzio.

"Se torni alle 13.00, non ci sono problemi. Ci vediamo tra mezz'ora. A dopo, ciao Clara.
Jelami, rivestiti. Devi andare via."

"Eh no, bella! Sto cosi e ora mi fai sborrare."

"Piano, fai piano. Mi fai male. Lasciami il braccio."

"Il culo! Voglio il tuo culo. Ti voglio inculare da troia."

"Ahi, cazzo! Mi piego da sola. Aspetta... e aspetta, mi chino io. Lasciami il braccio e fai piano quando lo rimetti."

"Ma quale piano."

"Aaahhh! Cazzo! Mi hai fatto male stronzo."

"Lo stronzo ti sta inculando."

"Cazzo! Fa male, porca troia. Sbrigati cazzo, sbrigati. Mmmmmhhhh!"

Sento dei rumori strani e poi un rumore di vetri rotti e di qualcos' altro che cade in terra.
Ma dove la stava inculando.
Sul comò! I vetri rotti. Il profumo e forse il portagioie... si, manca il portagioie.
Continuo ad ascoltare.

"Ti piace ora troia?"

"Ssiiii! Zitto e inculami, bravo cosi, cosi! Non sento più il dolore. Aaahhhh!"

Sei o sette minuti di mugolii da parte di Fede e poi un rumore soffocato di voce maschile.

Sento un ceffone.

"Aaahhhh! Oh cazzo!"

Ne sento un altro.

"Aaahhh! Oh cielo, oh cielo. Cazzo! No, nooo! Non la reggo, non la reggo. aaahhhh siiiii, cazzo."

"Ma... cazzo fai troia?"

Un altro ceffone. Credo le stia schiaffeggiando le natiche.

"Aaahhhh! Basta basta, ti prego! Non schiaffeggiarmi più."

"Non schiaffeggiarti più ?! Ma guarda come ti piace, te la sei fatta addirittura, sotto.
Che troia che sei.
Dammi un asciugamano."

"Cazzo, cazzo, cazzo!
Che casino, ho fatto un casino. Devo pulire. Ho rotto tutto, cazzo!
Hai finito? Ho sentito che sei venuto."

"Certo! Ti ho riempito il culo."

"Tiralo fuori. Che cazzo, che
cazzo di casino.
Aahh, piano. Non stai stappando una bottiglia di vino.
Vestiti e vattene, prima che arrivi la mia amica."

"Senti che buon odore."

"Grazie! Sai quanto costa quella bottiglietta che ho rotto?"

"Colpa tua. Sembravi una piovra con il mio cazzo nel culo."

"Cazzo nel culo... Vestiti e vattene, muoviti."

"Va bene, ma prima ti faccio le ultime foto."

"Muoviti cazzo! Devo ripulire tutto."

Sento una decina di scatti e poi i rumori di chi si sta vestendo.

"Dai, ti accompagno al cancelletto."

"Prima dammi un bacio, troia."

"E basta conquesta troia. Muoviti, vieni qui."

C'è un po' di silenzio.

"Che buon sapore ha la tua bocca."

"Sarà la tua sborra, ahahah! E ora Jelami, andiamo."

Non sento piu nulla. Lo ha accompagnato al piano di sotto per farlo uscire.
Brava Fede! Ti sei fatta rettificare il culo stamattina, hai sopportato il dolore e a me hai rotto il cazzo.
E comunque, anche se hai detto che non ti andava, anche oggi hai avuto la tua razione di cazzo quotidiana con tanto di pipi sotto.
E io che non ti ho dato neanche il bacio per non svegliarti. Che coglione.

Faccio partire un altro audio.

Sento Fede in stanza. Sembra stia spazzando e pulendo il pavimento dalla sua urina e dai vetri rotti della bottiglia del suo profumo.
L' inculata con Jelami deve esserle piaciuta anche se inizialmente ha sentito dolore.

É cambiata!

Se la è fatta sotto per il godimento.
Non lo fa solo con me, lo ha fatto pure con Jelami e forse pure con altri.
Lei mi ha detto che le è successo pure al...
..., ma poi che ne so se le é capitato altre volte, magari con Luke.

Pensare che una volta mi sarei arrabbiato, oggi invece, non me ne puo fregare nulla.
Fino a ieri pensava a me, a Luna e poi stamattina é tornata la classica troia di sempre.
Mi consola sapere che come marito sono un gran cornuto, ma pure Luke lo é come amante.
Se lei gli dice che non la scopo più o che lo faccio pochissimo vuol dire che lui non vuole che Fede faccia sesso con altri uomini.
Caro Luke, a me la gelosia che avevo di Fede é calata e forse me l' hai fatta calare proprio tu.
Abbiamo una moglie e un' amante troia, che ci vuoi fare.
É talmente troia che vuole portarti in crociera con noi a Capodanno.
É proprio senza ritegno ed é la troia delle troie.

Continuo ad ascoltare.

"Guarda cosa ho fatto, cazzo!
Non ho tempo per la doccia. Mi metto la tuta al volo, fa nulla se sotto sono nuda.
Cazzo! Pure quei cinque ragazzi non sapevano cosa fare. Proprio qui sotto dovevano stare. Credo abbiano visto solo me nuda e non Jelami. Che sfiga! Come se non bastasse, porca puttana, ho rotto il portagioie e la bottiglietta di profumo.
Cosa gli dico a Mauro.
Mauro!"

Sembra stia piagnucolando.

"Amore mio, cosa sono diventata. Perché non riesco a resistere a questa dannata voglia di sesso.
Non ce la faccio. Mi piace troppo e non riesco a fermarmi.
É come una droga.
Credo che mi cornifichi anche te e fai bene, me lo merito.
Non me lo far mai capire, ti prego. Non farmi mai capire che vai con altre.
Sei l' unico vero amore della mia vita. Io non riesco a fermarmi e tu fai pure quello che devi fare, ma ti prego, non farmelo capire se vai con altre.
É una punizione che merito.
Il citofono. Clara.
Eccomiiiii, arrivo."

Un altro audio di lei che si prepara per andare, credo dalla parrucchiera.
Ha rotto il portagioie e la bottiglietta con il suo profumo preferito. Ha buttato, se non sbaglio, centocinquanta euro.
Ora ho capito il perché in casa c'è questo forte odore. Ha rotto la bottiglietta.
E ora pure i ragazzi che l' avranno vista nuda nella speranza non abbiano visto Jelami che la stava fotografando.
Che palle Fede. Scopa senza farti fotografare. Ora avremo sempre il pubblico qua sotto. Poi tutte queste parolacce... non é da lei.

Finiti gli audio della camera da letto.
Ora vado su quelli del salone.

Bypasso i file che non mi interessano.

Faccio andare anche quello di Pascal che se la fotte nel salone per lo spettacolo online.

Un altro paio cortissimi, di lei che si stava lamentando e di me che la stavo maltrattando in cucina. La sensibilità di queste microspie é impressionante, nonostante fossimo distanti, si sentono.

Bypasso altri di poco conto e poi...

"Mauro, non fare pazzie. Mauro per favore.
Non ci voleva, non ci voleva. Perdonami amore mio, perdonami.
Sbrigati stronza, sbrigati. Tutta colpa mia. Questa cazzo di scogliera. Una bomba ci devo mettere.
Al suolo cazzo! Al suolo la devo radere."

La porta che va in garage sbatte. Credo proprio che l' abbia chiusa.

C'è quello di quando siamo rientrati e qualcuno che non mi interessa e poi, questo... questo di stamattina.

Credo dal rumore, che stia scendendo le scale. I tacchi, si sente il rumore dei tacchi...
La porta che si apre del garage e che si richiude.
Passa meno di un minuto e sento che si riapre.

"Spero non ti abbia visto nessuno?"

"No no! Avevo il casco, sono subito venuto qua dietro e ti ho già detto che ho suonato per sbaglio."

"Per sbaglio! Menomale che i vicini non ci sono."

"Ti lamenti di me. Sei venuta ad aprirmi quasi nuda."

"Dovresti essere contento di come sono venuta ad aprirti. Allora ti aspettavi questa chiamata?"

"No! Quando Pascal mercoledì mi ha detto che stamattina avresti voluto vedermi alle 9.00, non ci credevo."

"Non penso ti spiaccia, visto che sono le 8.45?"

"Assolutamente no! Sono contento. Avevo una gran voglia di vederti e tu é un bel po' che non mi cerchi."

"Non ci sei solo tu. Pascal mi ha detto che parti per tornare a casa?"

"Si! Dopo quello che sta succedendo è meglio che parta finché é ancora tutto tranquillo.
Non vedo l' ora di tornare. Quando gli racconterò le mie avventure di sesso, al paese non mi crederanno."

"Portagli le prove."

"Certo, ti incarto e ti spedisco."

"No, portagli delle foto."

"Foto! E come faccio, non ho la macchina fotografica."

"Sopra dovrei averne un paio usa e getta. Se vuoi te le regalo, ma mi raccomando, stampa le foto al tuo paese."

"Certo, cosi mi arrestano. Sei pazza!"

"Jelami, qui potrebbero riconoscermi."

"Qui si, ma io parto da Malpensa. Posso svilupparle a Milano."

"Che porco che sei."

"Non dirmi che sono un porco. E poi... io secondo te sono quello che haidetto e tu... tu che ti fai sbattere come una puttana, che mi proponi di fotografarti per mostrarti ai miei amici, cosa sei?"

"Una puttana! Lo hai detto te. Una gran puttana e troia. Andiamo di sopra. Devi sfondarmi per bene la micia."

"Ahahah! Ti piace il mio cazzo, troia. Voglio sfondarti il culo. É un bel po' che non lo faccio."

"Anche quello, sfonderai anche quello, ma devi fare piano. Mi fa un po' male. Andiamo di sopra. Sul letto stiamo più comodi."

"Se ti fa male vuol dire che Pascal l' altroieri, te lo ha rotto?"

"Non dire cazzate! Ci vuole ben altro che il cazzo di Pascal per rompermelo."

"Se non te lo ha rotto lui, provvedo io."

"Ahahah! Ho qualche problemino, non so. Tu lo hai più grande del normale, ma non così grande da potermelo rompere. Mi raccomando, mettimelo piano, capito? Devi fare piano."

"Ma certo!"

Sento le loro voci che si stanno allontanando, credo in direzione della scala che li porta al piano superiore.

"Mi mancherai Federica. Al mio paese le donne non sono come te."

"Certo, se continuate a farle nascondere sotto quei vestiti é normale. Guarda Abela come é cambiata e tu, quando ritornerai, continueremo da dove abbiamo interrotto."

"Abela, un' altra troia! Il cornuto dov' é?"

"Ancora con questo termine. É a lavoro."

"Meglio. "

Finito.

Grazie Jelami per il complimento, ma non ho capito se parlava di me o di Pascal.
Faccio partire il secondo.

Rumore che qualcuno sta scendendo le scale abbastanza velocemente.

"Dammi un altro bacio?"

"Ancoraaa! Vieni."

Passano cinque o sei secondi.

"Questa barbaccia. Quando torni via la barba sopra e i peli sotto. Sono cortissimi ma non mi piacciono sul cazzo."

"Sempre se torno e sempre se Pascal non scopre nulla."

"Vedremo! Le foto... Sviluppale a Milano. Non farmi cazzate come prima con i ragazzi che ti ritrovo e ti taglio i testicoli."

"Che paura! Tranquilla e salutami il cornuto."

"E dai, basta con questo cornuto. Dovresti dirgli grazie. Andiamo, ti apro."

Ecco, perfetto! Il cornuto ero io. Un consiglio Jelami... non tornare.

Continuo ad ascoltare.

"Esci nuda?"

"Si, non c'è nessuno ora e non mi vedono, c'è il muretto che copre."

Sento Fede che rientra. Deve averci messo meno di un minuto altrimenti la microspia andava in standby.

"Ciao dottore."

Silenzio.

"Credo di aver fatto una cazzata e ho bisogno della pillola del giorno dopo."

Silenzio.

"Lo so, appena posso vengo, ma oggi mi serve la pillola.
Se l' hai te, passo dopo a prenderla. Se non l' hai, mi fai la ricetta. Fammi questo favore che se dovesse accadere sono una donna morta."

Silenzio.

"No, non sono sicura, ma non ho trovato più i filetti e ho la sensazione che si sia spostata."

Silenzio.

"Si, l'altroieri si. Anche ieri pomeriggio sono stata con un uomo e me lo ha lasciato dentro e... ed é successo anche oggi. Oggi mi ha proprio riempita."

Silenzio.

"No, da ieri non li trovo."

Silenzio.

"Ma quale Angelo. Mi sono semplicemente divertita. Lo sai che mi piace fare sesso."

Silenzio.

"Non mi basta. Mio marito non mi basta. Quando gliele metto sono altre sensazioni e mi piace. Dai, cavolo, aiutami."

Silenzio.

"Ah, se sei ad Ancona cambia tutto. Vengo da te e controlliamo se é tutto a posto."

Silenzio.

"Vado di fretta. Un pompino, se ti accontenti ti faccio un pompino. Poi la prossima volta farai altro. Ah, già che ci siamo, dovresti controllarmi l'ano. Ultimamente sento dolore con la penetrazione."

Silenzio.

"Non ne ho mai avute, però..."

Silenzio.

"Ok, ti ringrazio. Ci vediamo da te alle 14.15.
A dopo.
E anche questa è fatta. Stronza che sono.
Vado a pulire il casino che ho combinato."

La sento prendere qualcosa e salire le scale.
Finito il file, apro l'altro.

Il videocitofono che suona e Fede che grida da lontano: arrivoooo.
Poi le piccole pesti con Clara che entrano.

Ha il timore di rimanere incinta. Ha la spirale e che sono i filetti.
Ora ho capito il perché non vuole che le se sborri in fica.
Pure ieri pomeriggio Pascal le ha sborrato dentro e a me ha detto di averlo fatto fuori.
Però sulla schiena di Fede c'era sperma.
Ma che cazzo hanno combinato.
In più, da quel che ho capito, le fa male il buco del culo.
Ci mancherebbe: se continua a far entrare cose in un buco da dove dovrebbero uscire, é normale che faccia un poco male.
Però a me il suo culo piace e poi io non ho visto niente di strano a meno che non abbia un emorroide interna, ma non ho visto sangue.

Vabbè, si sarà già fatta visitare e ha pagato la visita con un pompino. Bah!

Non vedo l' ora che tornino i ragazzi e che io parta per andare da Andrea.
Serve una troia anche a me e Andrea in questo momento é la persona giusta.
Bene, visto che ci siamo e che devo tirarmi un po' su dagli ultimi eventi accaduti, non sapendo cosa fare, vado sulla mail di Fede.

O affosso e mi sotterro del tutto, oppure me la prendo a ridere.

Apro la sua casella di posta e stranamente é vuota.
Non c'è nulla. Manco le mail dei locali che la cercano.
Ormai é talmente entrata nella parte che sono sicuro si faccia telefonare dai suoi amici più intimi o almeno da quelli che io conosco.
Dovrei incazzarmi e invece sono quasi contento.
Bah! Cosa sono diventato pure io.

Domani sera abbiamo la cena con Anna e Isabella e stasera che facciamo.

E che facciamo.

Per curiosità apro il sito dovesonopostate le sue foto. Ci sono tanti commenti e una decina di messaggi che non apro perché dobbiamo farlo insieme.
Guardo le immagini pubblicate.
Sono foto da puttana e non abbiamo ancora messo quelle da vera troia.
Ti credo che ci sono tutti questi commenti, con queste immagini che vedono.

Potrei ripubblicarla sull'altro sito, ma generalmente chi va su uno sbircia pure sugli altri, e non vorrei che magari vadano a dirle che l' hanno già vista.

Comunque i messaggi ci sono. Dobbiamo solo aprirli e vedere cosa vogliono.
Pensa se Luke sapesse di questo sito e che lei fa spettacolini online.
Li farei litigare e molto probabilmente si lascerebbero oppure partirebbero altri due schiaffoni dal biondo che la rimetterebbero sulla retta via o addirittura farlo lasciare dalla mia mogliettina.
Forse avrei dovuto darglieli pure io, ma non posso colpevolizzarla di una colpa che non é solo sua.
Comunque io la carta spia a Luke, la metto nel portafogli e casomai la signora decidesse di cambiare uomo una piccola soffiata sul link di questo sito, la invierei al suo amante...

Nella mia testa i neuroni, se ancora ci sono, vanno a duemila e cosi nella bagarre totale tornano loro due a rompere...

"Al suo amante... ma che dici Mauro. Non ne sei capace. Se lei se ne andasse é perché non ti ama più e non é giusto che tu li faccia discutere e litigare tra di loro.
Magari Fede, senza di te che la spingi a fare tutte queste porcate, cambierebbe. Luke non é come te e l' aiuterebbe."

"Seeee... Ancora a dare la colpa a Mauro.
Mauro non c' entra nulla. É Federica che é una poco di buono e Luke l'ha pure picchiata."

"Picchiata! I due schiaffoni che le ha dato Luke le hanno fatto bene, almeno ha smesso di darla in quella squallida stanza. E Mauro... a lui piacciono le corna e se lei gliele mette, fa bene.
D'altronde gliele mette pure lui."

"Mauro lo ha fatto perché lo ha fatto Federica."

"No mia cara. Mauro lo ha fatto perché é un porco.
Gli piace esibire la moglie e gli piace che la scopino gli altri.
É un cornuto e basta. Federica si comporta cosi perche lui lo vuole, quindi la colpa è di Mauro.
Federica una donnaccia, una prostituta e come tale deve essere trattata.
Fosse stato per me, l' avrei lasciata dentro quella stanza e se Mauro lo avesse saputo prima ce l' avrebbe lasciata pure lui."

"No, non é vero."

"Zitta! Sai benissimo che é cosi. Federica é una puttana. Aveva le mance del locale che bisogno aveva di prostituirsi per dare i soldi alla suora.
A Federica piace il cazzo perché é una troia e fare la modella era un modo per averne di più."

"Mauro, non dargli retta. Federica é tua moglie. Aiutala!"

"Aiutala! Si Mauro, aiutala ad essere più puttana e ti ringrazierà.
Ha scopato con Pascal, Jelami e tanti altri senza dirti nulla. Lei si è divertita, ora divertiti te.
Prima che tornino i ragazzi, vai al ristorante da Angelo e poi al ritorno, sull' Adriatica, mostrala ai camionisti alla stazione di servizio, alla Metauro Ovest, dove si fermano tutti.
La fai spogliare e girare tra i vari tir e se qualcuno le chiedesse di salire, tu lasciala andare.
É una troia e vediamo se sale per farsi scopare. Sono convinta di si e se non volesse salire, le dai due schiaffi e ce la mandi obbligandola.
É una troia e da troia la devi trattare."

"Ma cosa gli stai dicendo. Mauro non ti fare... "

Zitte! Cazzo, state zitte.

Sotto! Il sangue é sceso sotto.

L'idea non é male e la cosa mi sta prendendo di brutto.
Ma dai, non posso.
Forse glielo avrei fatto fare se avesse perso la scommessa con Lilly...
Si, se avesse perso avrebbe dovuto andare a spasso tra i tir nuda o prenderlo in culo da Samir.
Parto dal concetto che troia com' é, prima o poi in culo da Samir ce lo prenderà e scommessa o non scommessa, potrei provare a farle fare quest' altra cosa.
Se non vuole farlo non fa nulla, però io ci provo e così vediamo se e quanto é troia.

Va bene così, stronze? Così vediamo chi delle due ha ragione.

Quell' area di servizio e sempre piena di camionisti parcheggiati uno vicino all' altro. Se noi passassimo verso le 23.00, sai in quanti sarebbero dentro le loro cabine pronti a trombarsela.

Le mando un messaggio.
Le chiedo se stasera vogliamo andare al ristorante di Angelo a cena.
Se dice di si, la faccio vestire come una puttana.
Anzi no! Visto che le piace scommettere, le metto due vestiti.
Uno da vera puttana con le scarpe adeguate e l' altro da vera signora. In base a quello che lei sceglierà, io mi comporterò di conseguenza.

Se sceglie quello da troia, la troia farà.
Se sceglie quello da brava signora, allora farò il bravo marito.

Chiudo il pc e le invio il messaggio.

' Ti andrebbe di andare a mangiare al ristorante da Angelo? '

Dopo quindici minuti squilla il mio cellulare.

"Pronto."

"Mauro si, mi andrebbe molto volentieri. Il loro cuoco fa un risotto stupendo."

"Bene, allora a te quanto manca?"

"Penso un' oretta. Prenoti te o ci penso io?"

"Non credo ci sia bisogno di prenotare, ma alla peggio andiamo nella saletta posteriore."

"Nella saletta posteriore? Non credo che oggi funzioni."

"E perché no?"

"É venerdi, potrebbe essere occupata?"

"Un buco per due persone lo trovano lo stesso da qualche parte.
Speriamo ci serva Ayanna."

"Ayanna?! Come sai che Ayanna lavora da Angelo?"

"Me lo ha detto lei. E mi ha anche detto che glielo hai trovato tu.
Piuttosto come è possibile che tu riesca a trovare da Angelo, un ristorante dove saremo stati una decina di volte, un posto di lavoro per Ayanna?
Non abbiamo tutta questa amicizia con il titolare."

"Ci ho mandato delle amiche e avevano sentito che Angelo stava cercando cameriere e così li ho chiamati. Lei é andata e l' hanno presa."

"Fa la cameriera e poi vuoi mandarla a scopare con me?"

"Voleva ringraziarmi. Le ho chiesto di farmi questa cortesia e lei ha accettato."

"Bene! Allora rivedremo la nostra supercarrozzata negretta vestita da cameriera."

"Mauro, non capisco! Ma tu vuoi andare per stare a cena con me o per vedere Ayanna?"

"Troppe cose non capisco di te eppure sto zitto."

"Di me?! Aspetta, esco un attimo."

Passano una quindicina di secondi.

"Eccomi! Mauro, non mi sembra che tu stia zitto. Ultimamente ti sei abbastanza arrabbiato con me per come mi comporto.
Io ho sempre pensato di farlo perché a te facesse piacere, ma se hai qualche problema dimmelo, cercherò di non creartene.
Per esempio, io non ho ancora capito se ti piace veramente essere corn... no, sto zitta. Te lo dico dopo a casa, ora devo rientrare.
Dai, ci vediamo dopo amore mio."

"A dopo ciao."

"Amore mio! Mi ha detto: amore mio.
Lei non capisce e figuriamoci io.
Effettivamente sotto un certo punto di vista, non posso darle torto: lei me lo ha sempre detto di essere gelosa, io credo di non averglielo mai detto.
In più le ho detto che mi piace sapere che va a letto con altri uomini, addirittura l' ho mandata a farsi fottere alle Canarie per una macchina e se non sbaglio, non le ho detto di non andarci.
A lei piacerà pure farsi fottere, ma io non gliel' ho mai impedito.
Forse tutto quello che ha fatto con Samir lo ha fatto per me, per aiutarmi dopo la botta di Luna.
Forse si o forse no; a lei il cazzo piace, di qualsiasi forma e colore. Se di dimensioni giuste, le piace più in culo che in fica.
Adora lo sperma e lo beve come se fosse un Dom Perignon...
Beve! Forse è meglio dire mangia e... e niente... si va avanti.
Io già la vedo nuda in mezzo ai camionisti nell' area di servizio.
Le fanno il pieno e anche stavolta le mettono la carta di credito dentro il suo pos.

La mia troia! La mia moglie troia.

Vado a sceglierle i vestiti.

Salgo sopra, apro il suo armadio e tiro fuori un bel vestito lungo da brava signora. Niente di puttanesco.
Ci metto un paio di scarpe col tacco e via.

Poi mi volto verso l' armadio e il colore acquamarina del vestito che indossava al ristorante a Roma mi fa tornare in mente Ludovico e la sua banda.

Si questo, scelgo questo. Facevi la troia con loro, stasera la farai per me.

Dalla sua scarpiera, che non ho mai aperto ma che oggi ho fatto, dei sandali.
Li prendo guardandoli meravigliato. Non gliel' ho mai visti calzare.
Completamente aperti con dei cordini che li bloccano alle caviglie.
Guardo il tacco. A spillo, credo da 12 cm. La fine del tacco é sottilissima, argentata e metallica.
Questo è un tacco da vera troia.
Questi, la voglio con questi calzati.

Già la immagino vestita da troia in mezzo ai camionisti a farsi fottere, con la mini del vestito alzata sopra la schiena e le coppe abbassate a farsi mungere come una vacca, poggiata ad un tir in bilico su questi cazzo di tacchi mentre ne prende uno in bocca e un altro dove gradisce di piu, ma conoscendola sarà sicuramente in culo.

I condom! Devo portare i condom. Stasera fica e culo faranno scintille nell'area di servizio.
Spero che il culo nonnle faccia male.
Chissà oggi cosa le ha detto il ginecologo.
Al cellulare l' ho sentita tranquilla quindi non credo ci siano problemi particolari.
Avrà fatto merenda con la sborrata deldottore e poi via, a farsi i capelli.
Tre, ne voglio tre di camionisti.
Anche quattro e se non volesse andare, con due schiaffi ce la mando per forza.

Li aiuterò a farla salire in cabina.

Vuoi essere e fare la troia, allora falla per bene.
Mi auguro non si sia fatta mettere incinta dai suoi tori.
Spero proprio di no, ma se ci penso non mi incazzo neanche più.
Capirai... faremo il totoscommesse per sapere chi è il padre.
Caro Luke, mi spiace per te, ma la nostra Fede ha scelto altro seme da seminare nel suo giardino.

Altro seme... il giardino... Ma che cazzo dico! E cosa dice ai ragazzi: é nero perché ero abbronzata.
No, non credo lo tenga se dovesse essere e vedrai che abortira' di nuovo.

Poggio i sandali ai piedi del letto, sotto al vestito acquamarina.

Scendo di sotto e attendo pazientemente che lei torni, cosa che si verifica alle 18.10.

Entra dalla porta principale.

"Ciao amore."

"Ciao a te..."

"Ciao a te?! É questo il modo di salutarmi?
Che c'è? Perché mi fissi così?"

Cazzo! Questa non me l'aspettavo proprio. Non ero convinto che lo facesse realmente.

"Mauro, che hai fatto?"

I capelli. Sembra Farrah Fawcett. Sono profondamente colpito e non smetto di fissarla con gli occhi.

"Mauro!"

"Sei bellissima! Cazzo, se sei bellissima."

"Grazie Mauro. Sono come li volevi te?"

"Si, li volevo cosi, grazie!"

"Sono felice che ti piacciano e visto che mi hai riempita di complimenti, che ne pensi se questa moglie con il nuovo look ti suonasse un pochino il piffero?"

"Penso che sarebbe stupendo!"

"E allora preparami un caffe. Salgo un attimo a prendere lo spartito e scendo per iniziare il concerto."

"Va bene! Ci metto il miele. Ti aspetto."

"Il miele! Lascialo fuori il vasetto."

Lei sale di sopra mentre io vado in cucina a prepararle il caffè.

Sta veramente bene così. Dovrei mandare una foto a Luke per sapere cosa ne pensa della nostra troia condivisa.
Quasi quasi, mi porto la reflex per stasera.

E mentre penso a questo.

"Eccomi Mauro!"

"Si, il caffè é pronto!"

"Ehi, ma... sei nuda!"

"Ho visto che hai tirato fuori un po' di cose dall' armadio.
Cosi non posso venire, ma se vuoi il miniabito acquamarina posso metterlo?
Ti piacciono questi sandali?"

"Si, mi piacciono molto. Riesci a camminarci bene?"

"Mauro, ormai con tutte le scarpe con tacchi altissimi che ho messo nel locale, camminerei anche su uno stuzzicadenti."

"Anche questi sandali sono un regalo?"

"No! Questi li ha comprati Federica espressamente per il marito, perché so che gli piace vedermi con i tacchi.
Oggi sono in rodaggio. È la prima volta che li calzo, logicamente da dopo averli provati.
Comprati a Londra e nascosti per bene.
Sappi che in famiglia i tacchi alti non piacciono solo a te, pure tua figlia e tuo figlio li apprezzano, mentre io li adoro."

"Pensare che una volta li odiavi."

"No Mauro! Non c'erano soldi e quelli disponibili li dirottavo tutti su altre spese e per i ragazzi.
A me le scarpe con i tacchi sono sempre piaciute e appena la situazione economica é cambiata, ho cominciato ad acquistarle.
Mi fanno più alta e altezza é mezza bellezza, diceva mia mamma.
Io devo ringraziarti Mauro.
Ringraziarti per quello che mi concedi di fare, ringraziarti per tutto."

"Mettiti seduta e bevi il caffè."

"Si, grazie. Dopo la caffeina ti suono il piffero."

"Mi hai lasciato pieno da Pascal, poi la botta di Wei mi ha sconquassato e vorrei vedere se la mosceria avuta, vedendo te con Samir, é cosa passeggera."

"Sei preoccupato che non funzioni?"

"Un poco!"

"Vedermi cosi ti fa effetto? Nuda con questi tacchi, ti eccita?"

"Si, mi piace vederti cosi, però..."

"Però ti piace di più che mi scopino gli altri? Se ti piace vedermi scopare ora organizziamo gli incontri. Ognuno ha il suo di vizio e se me lo concedessi a me piacerebbe cornificarti. A te piacciono le corna?"

"Le corna! Non lo so Fede. Vederti scopare, ecco... mi da un'altra sensazione, un altro tipo di eccitazione perché ci sono, sono presente. Le corna vere e proprie non saprei. Sapere che mia moglie va con altri uomini a mia insaputa, non saprei proprio. Non mi spiacerebbe, questo é sicuro,altrimenti non ti avrei mandato con gli altri, però...
Credo proprio di essere malato."

"E allora lo siamo in due. A me piacerebbe cornifIcarti e ti confesso che fino ad oggi l' ho fatto con Brown e agli inizi con Luke."

"E con nessun altro Fede? E i vari Ludovico e company? Il marito di Corinne? Lo scambio di coppia con Luke?"

"Noooo! Non lo farei mai. Con Ludovico ero costretta. Corinne: scambio di favori. E con Luke, era lavoro. Comunque, se dovessi fartele, forse potrei andare la prima volta, ma poi te lo direi.
So che piace pure che io ti racconti l' avventura e cosi narro cosa ho fatto al fortunato del momento, ma se non racconto vuol dire che non ho scopato con nessuno."

"Beh, al locale di Luke hai fatto pure sesso con uomini. Lascia stare lo spogliarello, quello non conta, ma scopare, hai scopato."

"Eh no! Quella é arte."

"Arte! Se lo dici te."

"E dai... é arte. Eppoi il problema é risolto: Luke mi fa solo spogliare e non più fare sesso."

"Non capisco a lui cosa possa importare se tu scopi sul palco. Non siete fidanzati, non siete sposati, tu non hai alcun legame con lui. Dovresti incazzarti e dirglielo, anzi sai che faccio: quando torno a Londra glielo dico io."

"Nononoooo! Ci penso io, non preoccuparti. Piuttosto, oggi sono stata dal ginecologo, prima di andare dalla parrucchiera."

""Che è successo? Niente di preoccupante, spero?"

"No no, tranquillo! Ho dolore, un poco di dolore nel canale posteriore. Era solo per questo motivo che non volevo me lo mettessi nel culo e non per altro.
Comunque dalla visita é risultato tutto a posto."

"Cosa intendi per tutto a posto? Cosa hai Fede, non farmi preoccupare?"

"Nulla, nulla, tranquillo. Credevo si fosse spostata la spirale e invece é tutto a posto anche quella e il dolore che ho al didietro é dovuto ad una piccola emorroide con un piccolo trombo interno che dovrebbe riassorbirsi nel giro di due o tre settimane.
Quindi amore mio, niente culo fino a quando non guarisco."

"Fede, il problema non c'è, tanto con me ho visto che ultimamente non fai nulla e preferisci gli altri."

"Mauro credimi, credevo di aiutarti a passare questo brutto momento facendoti reagire e invece non ha funzionato. Marisa mi ha..."

"Marisa! Ma da quando Marisa sa che vai con altri?"

"Non le dire nulla Mauro. Marisa lo sa da quattro anni.
Siamo amiche e ci diciamo tutto, come con Diana."

Cazzo! Spero non le abbia detto della nostra storia.

"E brava Marisa! Magari anche lei ha i suoi scheletri nell'armadio. É una bella donna, molto prosperosa. Vive in svizzera e che cazzo ci é andata a fare non lo so proprio, visto che suo marito è qui. Forse avrà un amante a Bellinzona e lo ha raggiunto?"

"No Mauro! Lo aveva qui e se ne è andata per non far del male a Marco e alla famiglia del suo amante."

"Ah! E suppongo che quel sant' uomo di Marco non sappia nulla?"

"Mauro ti prego, non dirle che te l'ho detto, né a lei e né a Marco. Te ne prego?"

"Stai tranquilla. Non vi farò di certo litigare per una scopata che ha fatto Marisa.
Mi spiace per Marco, ma la vita é questa e io e lui, siamo cornuti insieme, da bravi amici, perché Marco è veramente un amico, un grande amico. Non mi tradirebbe mai."

"Hai ragione. Marco é proprio un sant' uomo. Lui non farebbe mai un torto ad un amico.
Bene, ora sono più tranquilla. Ti ho detto quello che dovevo dirti e mi sento rilassata.
Ora posso suonarti il piffero, così poi possiamo andare al ristorante di Angelo per andare a cena e..."

"Ok, ma prima della cena devo chiederti di Pascal.
Con Lui lo hai preso nel culo e non hai detto nulla.
E con me?"

"Ti avevo detto di non farlo, ma non potevo insistere più di tanto e con Pascal ho sopportato per il bene dello spettacolo.
Non potevo di certo dare un' altra buca al tuo amico Ikenna."

"Spettacolo?! Se non sbaglio con lui hai fatto anche il dopo spettacolo."

"Hai ragione! Ma ormai mi ero abituata e poi Pascal lo ha abbastanza normale."

"É normale?!"

"Beh, direi di si."

"Ah, ok! Comunque tu stai così e volevi metterci quello di Samir?"

"Mi ero impasticcata, anche se credo sarebbe stato ugualmente doloroso.
Comunque non abbiamo proseguito visto che tu eri da un' altra parte e menomale."

"Che vuol dire che non ci proverai più?"

"Vedremo. Tira giù il pantalone che la suonatrice prova il tuo piffero e vediamo se funziona ancora."

Abbasso il pantalone con la mutanda. Nonostante lei sia nuda con questi sandali, non sto in tiro.
C'è solo la cappella lucida per il liquido pre eiaculatorio che é già uscito.
C'è l' eccitazione, ma non il resto.

"Ehi, piccolino, hai bisogno di un piccolo aiuto per svegliarti. Vieni da mamma Teacher."

"Fede, lo pulisco un attimo dal..."

"Scherzi! Mi piace questo luccichio sulla punta e mi piace anche il resto. Aspetta. "
Prende il cucchiaino con il miele e lo spalma sul glande.

"Bene! Ora mi piace di più."

Ed eccola partire leccando la punta, scende sotto al prepuzio e roteandola, come se fosse un cornetto Algida, se la fa tutta.
Apre la bocca iniziando un gran bel bocchino facendo sparire tutto il miele che c'era sopra.
É un' artista. L' artista del bocchino.
Per me oltre che essere un'artista é anche una professionista.
Una di quelle serie. Una di quelle che sa far rizzare il cazzo ad un uomo solo con lo sguardo.

Mentre lei lavora tutto il mio cazzo massaggiandomi pure i testicoli, penso che non dovrei affatto mostrarla.
Questa sera ce ne andiamo solo al ristorante, mangiamo e poi si torna a casa.
Niente area di servizio. Niente camionisti. Si torna a casa e basta.
Cazzo! Ma perché non sale, cazzo, perché!

Nonostante l'impegno di Fede non si addrizza come i vecchi tempi.
Cosa cazzo mi sta succedendo.
Se sto cosi, lei ne cercherà sempre di più da altre parti e potrebbe, anche se ha detto che non lo farebbe, scappare da chi invece ha il cazzo sempre dritto e duro.
Luke vincerebbe su di me e a questo punto credo proprio di dovermi fare aiutare dalla chimica.

Prima ne parleròcon il dottore e poi si vedrà il da farsi.

Quello che mi sta facendo mi piace molto, ma non funziona come dovrebbe.
Forse sono i pensieri.
Ricordo che pure con Alina non venne su, nonostante avessi quella topa romena davanti ai miei occhi.
E ora... ora che ho questa troia a spompinarlo non viene su lo stesso.
Pensa Mauro, pensa.
Pensa a Luke e a lei che gli fa un bocchino sotto al tavolo oppure pensa... ma si, pensa ai camionisti! Si, pensa ai camionisti.

Parto con la fantasia, chiudo gli occhi e nella mia testa sto girando il film che a me piacerebbe vedere.

Scendiamo dall' auto nel parcheggio dei tir e la porto davanti a tre camionisti che stanno parlando tra di loro.

Mi guardano e senza dirgli nulla, metto avanti a me Fede, le abbasso la lampo del vestito, facendolo cadere ai suoi piedi e lasciandola nuda in mezzo a loro.
Capiscono subito.
Cominciano a palpeggiarla dappertutto e si abbassano i pantaloncini, invitando Fede a prenderglielo in mano.
Non sono belli. Due sono tarchiatelli, hanno una bella pancia e sono rudi, con le mani callose.
Sono attaccati a lei, stringendola e leccandogli i capezzoli.

Mia moglie mi guarda terrorizzata e mi chiama: "Mauro"!

"Che c'è? Vuoi fare la troia, falla per bene. Fai quello che ti riesce meglio, puttana."

Oscilla la testa a destra e sinistra. Non vuole farlo. Le dico di fare la cosa che sa fare e che ha sempre fatto.

Due lacrime le scendono sulle gote. Si volta, cominciando a segarli.
Non conta la bellezza, deve soddisfarli e basta, come fanno le puttane.

Il più tarchiato, la abbassa abbastanza violentemente davanti a lui, sbattendoglielo in faccia.
Prova, forzandola con la mano, ad avvicinare la testa di mia moglie che cerca invece di allontanarsi.
Sembra disgustata dal farlo, forse non ha un gradevole odore, ma il camionista la forza, sbattendogli in continuazione, la cappella sulle labbra.
Non le apre e voltandosi ancora verso di me: Mauro, Mauro!

Il camionista é incazzato. Vede me che sto zitto e allora la solleva, prendendola sulle spalle, la porta davanti a quello che credo essere il suo tir. La posa in terra e mentre gli altri due la tengono ferma, lui sale sui gradini per entrare in cabina.
L' afferra per un braccio e aiutato dagli altri due che la spingono dal sedere, tirata forzatamente, entra in cabina.
Sta con il volto rivolto verso il vetro anteriore, le bocce poggiate sulla plancia del tir e mentre il camionista le sta leccando i buchi, lei mi guarda smarrita, forse disperata, ma é quello che sa fare meglio: la puttana.
Mi metto al loro fianco e dalla portiera aperta mi godo tutta la scena.
Eccitato dalla situazione, il camionista ha il cazzo dritto. É seduto sul sedile del passeggero e prendendo Fede per i fianchi la forza, facendola cadere di culo, violentemente sopra di lui.
Fede non ci sta. Sembra non voglia. Cerca di rialzarsi, afferrando la maniglia e continua a chiamarmi in cerca del mio aiuto, cosa che io non le sto dando.
Non ci sta, non vuole farsi scopare dal camionista che stanco della situazione, la trascina dietro la cuccetta.
Gli altri due che sono insieme a me salgono entrando in cabina.
Si accende una luce al suo interno e la cabina é illuminata a giorno.
Si mettono a ridere e mi chiamano, invitandomi a salire.
Salgo i gradini, dalla parte opposta, entrando dal lato guidatore.
Mia moglie é sdraiata in cuccetta a gambe aperte con il camionista che la sta scopando.
Non piange più. Il suo sguardo é di sottomissione.
Ha le guance rosse, forse per il pianto.
Gli altri due si stanno segando e nella mia testa ciò che avrebbe dovuto accadere in cinque, dieci o più minuti, si svolge in pochi secondi.
Vedo togliersi chi la stava scopando.
Il suo cazzo esce dalla vagina di Fede. Dalla sua cappella esce ancora un po' di sperma e invita il suo amico a prendere il suo posto.
Non se lo fa ripetere. Si getta in mezzo alle sue gambe e con il cazzo già in tiro, la penetra iniziando a scoparla.
Continuo a guardarli e sento gli altri due parlare tra loro.

"Non voleva! Come l' hai convinta?"

"Con due schiaffi. Ne capitassero di fiche così. "

Mentre osservo la scena sto... sto... "Oh si, eccolo, si Fede, cosi cosi! Aaahhhh!"

Sto sborrando!
Ero talmente immerso nella scena che pensavo quasi stesse accadendo realmente.

Riapro gli occhi. Fede é davanti a me che sta ancora seduta, succhiandolo.
É dritto, cazzo. É dritto e non me ne sono accorto, talmente preso dalla fantasia erotica avuta su di lei che non mi sono reso conto.

Si alza.

"Beh, ho faticato un pochino, ma alla fine é venuto su, caro maritozzo.
Eri pieno! Mi hai letteralmente riempita la bocca.
Meglio! Vuol dire che non hai svuotato e che Ikenna, Pascal e Samir ti hanno fatto eccitare e riempire di più il serbatoio."

"Grazie Fede."

"Non devi ringraziarmi. Sono io che ringrazio te."

"Ci ringraziamo a vicenda e comunque ho avuto un po' di difficoltà."

"Si, all' inizio, ma poi..."

Le sorrido.

Non le dico che la stavo immaginando tra i camionisti e questo secondo me ha influito sul fatto di farlo rizzare.

"Poi é venuto su, però..."

"Però?! Però cosa? Mauro, ma tu credi che questo capiti solo a te.
Posso garantirti che non sei l' unico uomo al quale a volte non si rizza.
Mio papà diceva sempre, perché lo sentivo parlare con gli amici, che il cazzo non vuole problemi.
Sai, all'epoca non capivo il perché lo dicesse, poi me ne sono resa conto.
Alle Canarie a quattro non gli si é rizzato manco se gli mettevi la fiamma sotto.
Al locale di Luke a volte é accaduto lo stesso con chi vinceva.
Per timore, per ansia da prestazione, per stress o per altri problemi, può accadere che non venga su.
Una volta Corinne, é stata venti minuti con un ragazzo.
Niente da fare, non ce l' ha fatta a farglielo rizzare ed era un ragazzo.
Può accadere... togli questo muso lungo e ricorda che la parte più difficile é la vostra. Si, noi dobbiamo sapervi eccitare, ma poi apriamo le gambe e aspettiamo. Per noi é più semplice e ricorda che anche noi donne non siamo tutte uguali. C'è la donna che lo farebbe tutti i giorni, a tutte le ore. C'è la donna che non lo farebbe mai e c'è la donna che si accontenta."

"Dici? Al locale di Luke accadeva anche ai giovani?"

"E non solo Mauro."

"É successo pure a Luke?"

Ride.

"Si Mauro, é successo pure a Luke con me. Aveva troppi pensieri in testa. Io avevo voglia perché stressata. Sono andata da lui, ma non c'è stato nulla da fare."

"E come hai risolto? Con un altro uomo?"

"Ma noo, quale altro uomo. Ho risolto con la sex machine. A volte serve anche quella."

"Fede, prima parlavi delle donne. Tu a quale categoria appartieni?"

"Non credo ci sia bisogno che io te lo dica. Vado a vestirmi."

"Ok, ti aspetto. Io sono già vestito."

"Vestito?! Cambiati solo la camicia, non mi piace quella."

"Va bene Fede, salgo con te."

In stanza, lei guarda i vestiti e mi chiede: "Quale vuoi che indossi"?

Ormai sono vuoto. Ho goduto e con la voglia passata tutti i miei progetti sono andati a farsi friggere, ma sono sicuro che passata la cena la voglia cuck uscirà di nuovo e allora faccio scegliere al destino.

"A tua scelta, per me va bene tutto."

"Sei sicuro che vada tutto bene o vuoi che mi vesta come piace a te?"

"In che senso Fede?"

"Ti piace mostrarmi; metto quello della cena al ristorante al mare?
O se preferisci, c'è anche quello giallo degli arabi o quello della prima volta che mi hai portata da Angelo?
Se ti piace mostrarmi, sceglilo te Mauro?"

La guardo. Ci sto ripensando come i bravi cornuti. Non penso al fatto della voglia cuck che potrebbe tornare e il solo guardarla con questi capelli mi fa tornare il Mauro dei vecchi tempi. Quello di quando eravamo fidanzati, geloso di tutto e innamorato cotto.

"Metti il lungo. Stai coperta, non c'è bisogno che tu faccia sempre la put..... Scusami. L'esibizionista quando sei con me."

"Mauro, che cosa c'è che non va?
Ho dato retta a Marisa, ma non sembra che la cosa abbia funzionato.
Comprendo il fatto di Luna, ma non puoi vivere con questo dilemma tutto il resto della nostra vita."

"Nostra vita, Fede?"

Mi guarda intimorita.

"Perché vuoi lasciarmi?"

"Perché dovrei. Dove la trova un marito come me, una moglie come te?"

"A te non serve una moglie come me. A te serviva un altro tipo di moglie. Una donna meno esibizionista e puttana di me e cazzo... l' avevi trovata. Perché non sei andato con lei, perché?"

Si avvicina a me. Ha gli occhi pieni di liquido lacrimale e credo che stiano per scendere.
Eccole uscire, scorrere lungo le guance e continuando a piangere...

"Con lei dovevi andare. Dovevi prendere i ragazzi e portarli con te e Shuli. Ora avresti abbracciato pure la piccolina.
Si.. io insisto... per me Luna é vostra figlia. Non credo al Dna che ci hanno fatto vedere. Si può falsificare, si può fare tutto."

Le lacrime continuano a scendere copiose mentre continua a gridare.

"Shuli ha soldi, può farlo e io sono ancora certissima che Luna é tua figlia."

L'abbraccio, stringendola a me. Provo a calmarla asciugandole le lacrime, poi: "Perché vuoi farmi del male, Fede? Perché insisti su questa storia"?

"Perché dovevi andartene da me. Io devo rimanere sola, lontano dai miei amici e parenti che potrei portare alla rovina e fargli solo del male.
Devo stare sola, lontana da tutti, ma soprattutto lontana da mio marito e dai miei figli."

Si inginocchia sul pavimento continuando a piangere.

"Vi faccio solo del male, solo del male."

"Alzati Fede."

L' aiuto a mettersi in piedi, l' abbraccio e le asciugo gli occhi e le gote dalle lacrime.

"Perché ci faresti del male?"

"Sono malata Mauro. Penso solo al sesso e a niente altro."

"Beh, come hai detto prima, se sei malata te, allora lo sono pure io.
Ci penso anche io al sesso e credo sia una cosa normale.
Mettiti seduta sul letto."

Prendo la bottiglietta di acqua che ho sul comodino.

"Mauro, con Pascal provavo piacere a vederti mentre mi guardavi farlo.
Con Samir la stessa cosa.
Mi piace fare sesso mentre mi guardi, ma soprattutto, mi piacerebbe cornificarti.
Mi eccita, mi eccita decuplicando il mio piacere.
Il sabato che ero a Roma, sono andata dalla parrucchiera dopo che ho incontrato Fuffy.
Ti chiedo scusa, ma non ci riesco, é più forte di me. Ho bisogno di fare sesso, devo farlo.
É come una droga, non posso farne a meno.
Starei sempre a gambe aperte, a farmi scopare.
Non so come fare a smettere, non ci riesco."

La osservo mentre le allungo la bottiglietta, poi...

"Fede, il DNA di nostra figlia, é falso?"

"No Mauro, no! É vero, é tutto regolare, lei é tua figlia e te lo giuro su di loro che sono la cosa più importante che ho.
Però so che si può falsificare e poi ci vuole poco a fare un copia e incolla delle immagini e creare un foglio con un falso DNA.
Il mio non é falso, non ti farei mai una cosa simile.
Se non mi credi lo rifacciamo qui. Prendi te il materiale biologico, scegli il laboratorio e senza dirmi nulla, lo porti e lo fai analizzare. "

"No Fede, non ce ne é bisogno. Mi fido di te."

"Grazie Mauro. Perché mi fissi cosi?"

"Perché sei bella, sei veramente bella."

"Shuli lo é più di me."

"Per me siete uguali. Due bellezze diverse. Fede, ma da quando fai sesso?"

"Tanto, veramente da tanto tempo Mauro, ho iniziato che av..."

Il suo cellulare squilla.

"Rispondi Fede."

"É Manuela.
Pronto Manuela. Buongiono bella, cosa é successo?"

Silenzio.

"Ah! Mi sono preoccupata. Sei sicura di quello che mi dici? Io non ho avuto comunicazioni, ma é anche vero che non più visto le mail. Chiedo alla sua prof. Ti richiamo, ciao Manu."

"Cosa c'è Fede?"

"Sembra che le scuole medie aprano il 14. Strano! Di giovedi.
Sento un secondo la prof di lettere di nostro figlio."

"E se aprono il 14, qual é il problema?"

"Indovina? E che li puoi separare! Fammi sentire la collega perché io sapevo il 12."

Telefona alla sua collega e dopo aver chiuso il cellulare...

"Allora?"

"Anche lei conferma che aprono il 14. Richiamo Manuela."

Fede richiama Manuela e gli dice che torna solo nostra figlia con il nonno. Lei si é stancata di stare al mare. Mentre nostro figlio lo riportano loro il 13 mattino.

Fede chiude la linea, ci guardiamo e poi insieme: "Si é stancata di stare al mare"?!

"Mauro, qualcosa non va. Te lo avevo detto che c' era qualcosa che non andava.
La chiamo."

"No, lascia stare Fede, meglio di no. Sono cose che capitano e se il destino ha deciso così, così sia."

"Forse hai ragione. Lascio stare ma controllo la posta della scuola se c'è stata qualche novità. Ultimamente non le ho più aperte le mail di lavoro."

"E se non aprivi le mail di lavoro che cosa stavi facendo spesso sul portatile? Aprivi un' altra mail?"

Alza lo sguardo verso di me.

"Non ho altre mail e stavo guardando le nostre foto, Mauro."

"Le nostre foto?!"

"Si Mauro. Le nostre foto."

"Va bene Fede. Controlla la mail."

Scendiamo di sotto, accende il portatile e controlla le mail con me dietro di lei come supervisore.

Effettivamente ha conferma che la scuola apre il 14.
La mail era arrivata parecchi giorni prima, ma lei talmente incasinata che non se ne é resa conto.

Saliamo nuovamente in camera. Mentre lei va in bagno, io mi metto un completo decente per non farla sfigurare con il suo vestito lungo.

Entra in stanza.

"Fede, non te l' ho chiesto prima, ma questo forte odore del tuo profumo che mi sta uccidendo, cosa è successo?"

"Hai ragione Mauro, stasera forse è meglio dormire al salone. So che ti fastidio scusami, ma si é impigliato un filo della maglietta e ho rotto la bottiglietta con il portagioie."

"Ah! Mi spiace."

"Pure a me. Era nuova e ho profumato la stanza con centotrenta sterline di fragranza."

"Centotrenta sterline per quel profumo? Chi te lo ha regalato? Lo stesso della vestaglietta?"

"No Mauro. Lo ha comprato Federica con i soldi del suo stipendio."

Mi rendo conto di aver esagerato.

"Scusa Fede. Per riparare alla gaffe, vorrà dire che quel coglione di tuo marito te lo ricomprera' insieme al portagioie.
Intanto io scendo, ti aspetto in auto."

Quest' anno non va a Londra a settembre.
So soltanto che il discorso iniziato prima che squillasse il suo cellulare, non é stato più ripreso e pazienza. Forse è meglio cosi.

Mentre l'aspetto in auto, ripenso a tutto quello che mi ero detto. Al fatto di far scegliere al destino quello che sarebbe successo dopo la cena in base alla scelta del vestito.
Pensavo che la voglia cuck tornasse soltanto dopo la cena e invece ora che sono in macchina ad aspettarla, mi piacerebbe fermarmi alla stazione di servizio e fare proprio come ho immaginato mentre mi stava facendo il pompino.
Non credo ci sia bisogno di darle i due schiaffi per farle aprire le gambe. Porca é porca. Lo ha succhiato a Jelami dopo che aveva fatto la pipi in bagno.
Se gli ha detto che era salato il motivo poteva essere solo questo.

"Sono pronta Mauro."

La vedo mentre entra in auto.

Il vestito acquarina con i sandali.
Porca troia che figa che é !
Vestito acquamarina addosso, quindi stasera al ritorno, le tocca.
Fortunati i camionisti che usufruiranno delle sue grazie e delle sue qualità.
Io ce la metto, ma se lei non vuole, niente schiaffi, si risale in auto e si torna a casa.

"Sei bellissima Fede e come fai a non capirlo non lo comprendo proprio.
Perché hai scelto questo vestito?"

"Per te Mauro. So che ti piace mostrarmi e con questo abito puoi dare sfogo a tutte le tue fantasie."

"Bene, allora se posso dare sfogo a tutte le mie fantasie stasera, quando torniamo, mi fermo alla stazione di servizio e ti lascio nuda in mezzo ai camionisti.
Se ti va, puoi salire a bordo di un tir e ti lascio a loro disposizione tutta la notte."

"Mauro, stai scherzando spero?"

"No!"

"E tu saresti quello che si é incazzato perché dopo Pascal non ho chiamato te a scopare con me.
Quello che non vuole gli metta le corna e..."

"Dai, sto scherzando!"

"Mi hai messa paura Mauro. Ho sentito a Londra, di alcuni mariti che cedono le mogli ad altri e... beh, povere donne costrette a subire certi abusi."

"Troviamo dei camionisti buoni. Ahahah!"

"Mauro, non capisco se stai scherzando o dici sul serio?"

"Cambiamo la tua domanda. Se avessi persa la tua scommessa a Londra e io avessi scelto questa di penitenza, tu l' avresti fatto?"

"Lo sai che per te lo avrei fatto. Ma dovevo solo passeggiare tra i tir e non fare altro. Tu avresti dovuto starmi vicino perché girare nuda in mezzo ad autisti non solo italiani, non é tanto sicuro e di essere abusata, a me non piace. "

"Abusata?! Tu non ne hai mai subiti di abusi a Londra, al locale?"

"Al locale se qualcosa non va, ci sono i bodyguard che provvedono."

"E da escort?"

"L' ho fatta solo tre volte a Londra, ma da escort si. Poverino, l' ho rimesso subito a posto. I tuoi insegnamenti sono stati molto utili e so difendermi, nei limiti del possibile, ma so difendermi."

"E in trasferta, come alle Canarie?"

"Io non vado in trasferta e mio marito non mi lascerebbe mai nuda insieme a dei camionisti.
Alle Canarie ci sono stata per l'auto, altrimenti non sarei mai andata."

Forse ha ragione... non ce la lascerei, ma se il sangue scendesse...

Arriviamo al ristorante. Appena entriamo gli sguardi maschili dirottano su mia moglie.
Faceva effetto prima con i capelli lisci, figuriamoci ora con questa capigliatura e il vestito che in aggiunta ai tacchi la rendono impossibile da non guardare.

Ci vede Piero che subito corre a farle i complimenti col baciamano.
Sono convinto che il suo uccello sotto stia già avendo la giusta reazione alla vista di Fede.
Angelo e Sara non ci sono e pertanto provvede Piero a tutto.

Ci da un tavolo non vicino a tutti gli altri. Credo che sia un posto di quelli riservati a persone particolari poiché c'è un piccolo separè che non lo mostra agli altri.
Meglio così. Meno uomini la guardano e meglio sto.

Cinque minuti di dialogo con Fede e sento: "Buonasera signori".

Fede, che già stava sorridendo, ricambia il saluto: "Buonasera a te, piccola mia".

La voce l' ho riconosciuta subito.

Mi alzo in piedi e: "Buonasera Ayanna, come va"?

"Signor Mauro grazie. Va tutto bene. Il signor Piero mi ha detto che devo pensare a voi."

"Signor Mauro?"

"Sto lavorando."

"E allora é giusto che anche io mi comporti di conseguenza: signorina la ringrazio e buonasera anche a lei."

"Grazie! Vi porto gli antipasti che avete scelto."

É vestita da cameriera, ma nonostante tutto il suo fisico esce fuori e si nota anche da sotto la divisa che indossa.

"Mauro, faccio un salto in bagno."

"Va bene Fede. Prende la pochette, ma dimentica il telefono.
Sto sorseggiando un bicchiere di acqua minerale e sento un bip bip provenire dal suo cellulare con il display che si accende.
Lo prendo per guardare chi lo ha mandato: forse é nostra figlia.

Un sms da un numero sconosciuto.

Non resisto. Lo apro, so la pass del telefono come lei sa la mia.

' Amore mio, devo chiamarti urgentemente. Problemi con mia figlia. '

Luke! É Luke.

Lo rimetto a posto e aspetto che lei torni.

Arriva. Si rimette seduta, poggia la pochette sul tavolo e io...

"Ti è arrivato un messaggio."

Prende il cellulare e lo guarda.

"Mauro, vado in bagno. É una collega che devo sentire urgentemente."

"Puoi farlo qui, non credo che io possa crearvi problemi."

Mi guarda come se si fosse smarrita, persa in qualche luogo che non conosce. Non sa cosa fare. La vedo preoccupata e non sa che pesci prendere.

"Mauro, non voglio disturbare."

"Chi? Ci siamo solo io e te. Al tavolo più vicino ci sono due signori anziani e siamo nascosti da questo separè. Mica devi urlare. Se il problema sono io, esco e vado via. Non hai che da dirmelo."

Cambia espressione, come se sapesse che sta per accadere una cosa che...

"Va bene! Prima o poi avrebbe dovuto accadere e forse é meglio farlo oggi, prima che tornino i ragazzi a casa.
Non ce la faccio più ad andare avanti così e forse tu potrai aiutarmi.
Sono stressata, troppo stressata da questa storia e non vivo più.
Non ce la faccio ad andare avanti così.
É Luke che ha scritto. Un problema urgente con la figlia."

La guardo sorridendole. Forse lei non se l' aspettava e il suo volto manifesta un'espressione perplessa.
Non riesce a capire e quindi: "Mauro"!

"Si, ho capito! Vai a sentire cosa c'è di così urgente. Non gli basta l' altro tipo di aiuto, ora si rivolge a te come se fossi una tata."

Il suo sguardo é ancora perplesso, prende il cellulare e va in bagno mentre Ayanna porta gli antipasti seguita da Piero con una bottiglia di vino bianco.

Fede torna dopo tre minuti, guardandomi. Io non le dico nulla, soltanto: "Inizia a mangiare che l' ostrica sennò torna in vita".

Prende la forchetta. La sua mano trema vistosamente.
Le verso un bicchiere d' acqua e mentre lo faccio, sorrido.
É notevolmente agitata e la sua mano non smette il tremolio.

Sono stanco pure io. Non é colpa sua e dopo quello che ha fatto per me e che mi ha detto a casa, forse ha ragione lei: prima o poi avrebbe dovuto accadere.

Allungo la mia mano destra e le prendo la sua mano sinistra che sta ferma sul tavolo e stringendogliela: "Fede, stai tranquilla e mangia. Non ci sono problemi.
Cosa è successo alla figlia di Luke"?

Mi guarda e con uno sguardo dolce, quello di una persona che sta ringraziandomi con gli occhi: "Ha litigato di brutto con la mamma e vuole andare a vivere con il padre".

"Si risolverà! Si risolverà anche questa e se volesse una mano da te, puoi andare a Londra a dargliela."

"Finiamo di mangiare, poi ne parliamo. Mangia tranquilla."

Ayanna continua a portare piatti e alla fine arriva Piero con una bottiglia di Brachetto.
Sa che piace a Fede e lo stappa.
Ayanna che é li, chiede se deve portare i bicchieri.
Piero le dice di si e io le dico di portarne quattro.
Ayanna mi guarda e Piero non dice nulla: sa che tipo sono.
Ayanna porta i bicchieri e mentre sta per andarsene Piero le dice: "Ayanna, aspetta! Credo che qui qualcuno voglia che ci sia anche te a brindare".
Ayanna, guarda Fede che le sorride mentre Piero versa il Brachetto.
Porgo un bicchiere ad Ayanna.
Lei mi guarda, guarda Piero che le risponde: "Tanto ti accompagnano a casa e al cliente non si dice mai di no".

La ragazza prende il bicchiere e con le movenze da principessa lo beve sorseggiandolo delicatamente.

Fede mi guarda sorridente.

Finito il Brachetto, Ayanna ci ringrazia e va a dare una mano in cucina, Piero rimane con noi una decina di minuti e poi va a salutare degli amici.

E così, io e Fede siamo soli al tavolo, uno di fronte all' altro.

Lei mi guarda. Si vede che non ce la fa a parlare e allora sorridendole: "Va bene Fede. Luke! Che cosa c'è tra te e Luke"?

Abbassa gli occhi.





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