Come tutto ebbe inizio... Cap 54

di
genere
corna

Un' altra volta.



"Ero dai miei parenti in Scozia. Anzi, in realtà, dai parenti del mio quasi ex marito.
É giusto che anche i nonni vedano i nipoti."

"Giustissimo Lilly, giustissimo.
É un grande piacere anche per me rivederti e noto che ti sei fatta più bella.
Forse la separazione ti ha fatto bene e spero che tutto proceda per il verso giusto anche sul nuovo lato sentimentale?"

"Sempre il solito galantuomo Mauro!
Aveva ragione quel vostro grande attore comico.
Signori si nasce e tu ci sei nato."

"Toto', Lilly. Era Toto'! "

"Giusto, Toto'! E comunque si, va bene. Non si é ancora apertamente dichiarato ed io, come da te suggerito, mi diverto. Almeno fino a quando non mi chiede ufficialmente di fare una cosa seria, allora a quel punto, se me lo chiedesse, diventerei seria, serissima.
Va molto d'accordo con i bimbi e loro gli vogliono bene. Staremo a vedere."

"Bene Lilly, parlando di divertimento, vorrei chiederti una cosa? "

"Ehi, cosa state confabulando voi due?"

"Non stiamo confabulando nulla, Fede. Stiamo solo chiacchierando."

"Esatto Federica. Cosa volevi chiedermi Mauro? "

"C'è tempo Lilly, c'è tempo. "

Si chiudono le prove e dopo i vari saluti, vado in hotel.
Doccia, mi vesto e appuntamento con Fede e Diana in un ristorantino a mangiare qualcosa.
Non si parla di quello che dovrebbe accadere, ma di altre cose e nonostante questo vedo Fede nervosa.
Le cadono sempre le posate in continuazione.
Versa l' acqua fuori dal bicchiere o le cade il tovagliolo.
Mangia svogliata ed é strano perché lei va pazza per questo pesce fritto.
Quando parla a volte balbetta e credo sia dovuto al fatto del mio incontro con Corinne.
Penso voglia che io le dica che non fa nulla, che va bene così e che non voglio più incontrare la mulatta, ma oggi no!
Non me ne può fregare nulla.
Non posso sempre stare zitto io mentre lei si diverte a scopare con gli altri.
Oggi anche lei diventerà finalmente, una moglie cuck consenziente.
É questa la mia speranza.

Finita la cena Fede non parla. Mi da un bacio dicendomi a bassa voce: "Spero che questo mio sacrificio ti faccia divertire e capire quanto io ti ami".

La sua stilettata nei miei confronti, deve darla sempre.
Non le bastava dirmi un semplice, divertiti.
Visto che siamo sul far pesare le cose al proprio partner, allora pure io le dico la mia: "Ok, Fede. Tu falli rimanere tutti a cazzo dritto".

Fede fa una smorfia che sembra un mezzo sorriso. Diana le prende la mano e salutandomi se la porta via.

Mi spiace, ma per una volta, anzi, per la seconda volta, tu devi essere a conoscenza che io sono a letto con un' altra donna.
Mi sembra impossibile e ancora non ci credo che Fede abbia organizzato tutto.

E cosi vado verso il luogo dell' incontro e dopo le dovute formalità alla reception, a dir la verità ho dovuto dire solo il nome perché per il resto era già stato fatto tutto da mia moglie, salgo al piano indicatomi ed entro nella camera, aspettando l' orario previsto per l' appuntamento.

Le 10.00 PM.

Fede mi ha detto che sentirò bussare a questa porta alle 10.00 PM.

Non so se farmi trovare già nudo oppure rimanere vestito e quando penso a questo mi torna in mente quel verme di Ludovico.
Lui stava nudo, in vestaglia, ad aspettare la vittima sacrificale. Verme che non é altro.
Devo ancora chiedere a Fede se sua moglie... Virginia, se non sbaglio, Virginia. Ecco, devo chiederle se l' ha chiamata per quel famoso incontro con Nino e Roberto.
Ma tu guarda dove mi va la testa.
Stasera ho altro da pensare e spero che Corinne mi piaccia.

Vestito!

Io non starò nudo! Rimarrò vestito. Faccio sempre in tempo a spogliarmi.

E la testa comincia a pensare. Penso a Fede, a Luke, a Shuli e Luna, ai miei figli e travolto dai miei mille pensieri non mi rendo conto che sono già le 10.30 PM e alla porta di questa camera non ha ancora bussato nessuno.

Forse ho capito male io.

L' incontro non era alle 10.00 PM, ma alle 11.00 PM, e se fosse così tra mezz' ora Corinne dovrebbe essere in stanza.

Almeno lo spero perché non credo proprio di aver capito male. Sono sicuro che l' appuntamento era per le 10.00 PM.

Fede, per favore, non puoi avermi preso per il culo un' altra volta.
Fede, ti prego, non farmi questo un' altra volta, non lo sopporterei.

Prendo il cellulare e telefono a mia moglie.
Il cellulare é spento.
É normale, sta facendo lo spettacolo e... e mi aveva detto che lo avrebbe spento.
Non può essere. Non credo l' abbia fatto apposta.

Ok, se il suo é spento, chiamo Diana.

E che la chiamo a fare.
Per dirle che la sua amica, la sua cara amica, mi ha preso per il culo un' altra volta.
No, non la chiamo.

Fede, ti prego, fa che non l' hai fatto di nuovo, ti prego.

Il tempo scorre e io rimango solo in camera.

Sono le 11.00 PM.

Cominincio a rendermi conto che mia moglie mi ha nuovamente preso per i fondelli.
Che la sua recita al ristorante e tutte le belle parole che mi ha detto sono state solo il prepararmi alla nuova presa per il culo.

Sono stanco di stare in camera.
Fede ha spento il cellulare e Diana non voglio chiamarla.

No! La chiamo.
Voglio proprio vedere che cazzo di scusa mi spara questa volta.

E mentre sto per chiamarla l' orgoglio me lo impedisce.

Sono incazzato, incazzatissimo.

Glielo avevo detto: non prendermi per il culo un' altra volta. Non lo sopporterei e potrei reagire in maniera spropositata.
E lei...

"Non lo farei mai, Mauro. Una promessa è una promessa. Stai tranquillo, questa volta non accadrà ."

Vado a casa di Diana.
Le butto giù dal letto e faccio il diavolo a quattro.
Prendo mia moglie e le faccio capire che questa è l' ultima volta che mi prende in giro e che deve smettere tutto anche lei. Tutto!
Non dovrà più venire a Londra.
Le dico che so di Angelo e che dovrà smettere pure con lui.
Basta con tutto, ma che sopratutto non voglio più corna e che se dovessi scoprire che continua a mettermele, allora stavolta sono io che la lascerò.
Potrei anche dirle che per farsi perdonare di questa presa per culo, stasera devono fare sesso con me, in coppia e... e no! Sono troppo incazzato. Non voglio fare sesso. Voglio solo darle una lezione per farle entrare in testa che non sono un burattino con cui giocare.

Esco come un razzo da questo cazzo di albergo e mi dirigo verso casa di Diana.
Passa un taxi, alzo la mano, si ferma.
Salgo a bordo e gli do l' indirizzo di casa di Diana.

Sono talmente incazzato che non ho neanche salutato il tassista.
Mi scuso con lui che mi dice di non preoccuparmi.

Mi vede agitato.

Non sono il solito Mauro e ti credo. Dopo l' ennesima presa per il culo di mia moglie, non posso di certo essere il solito Mauro.

Forse stavolta due schiaffi glieli do e... ma no Mauro.
Due schiaffi ad una donna no. Non picchierei mai una donna anche se stavolta forse a Fede farebbero bene.

Arrivo a destinazione.

Il tassista mi chiede se deve aspettarmi.

"Dieci minuti, solo dieci minuti, sempre se può?"

Gli allungo trenta sterline. C'è il prezzo della corsa più una buona mancia e il tempo di attesa.

Lui guarda le banconote e mi dice che mi attenderà per 20 minuti.

"Dieci bastano. Grazie!"

Vado a suonare al campanello.

Spingo il tasto del campanello una, due, tre, quattro, cinque volte.
Non si accende nessuna luce e non viene nessuno ad aprirmi.

O non ci sono o hanno paura di aprire questa cazzo di porta ed hanno ragione ad averne.

Forse Fede ha capito che stavolta l' ha fatta grossa e la sua amica, anzi no, sorella, ha capito pure lei che Federica é uscita fuori dal binario.

Ma poi sono proprio sicuro che Diana lo sapesse e che... ma che cazzo dico!
Che cazzo dicooo! Porca puttana. Lo sapeva si.

Dovevano fare l' orgia con i suoi amici. Chissà in quale cazzo di albergo si sono andate a fare inculare e io... già, io che come un coglione aspettavo Corinne, sto qui davanti a questa porta ad umiliarmi.

No! Stavolta no! Basta cosi.

Torno al taxi e chiedo gentilmente al tassista di portarmi in hotel e una volta a destinazione, ringraziandolo, gli allungo altre 20 sterline.

Vado in stanza. Mi metto sul letto a guardare il soffitto come uno psicopatico in cerca di qualcosa che non sa manco lui cosa sia.

La mia scogliera!

Oggi ne avrei proprio bisogno. Potrebbe calmarmi.
Shuli, Luna, i miei ragazzi.
Oh cazzo, quanto mi mancate.
Penso all' ennesima botta che mi ha dato mia moglie.
Penso che forse avrei dovuto accettare quello che voleva lei e chiedere il divorzio.

E pensando un po' a loro, a tutto il resto e forse stanco, stanco di essere preso per il culo da mia moglie, mi addormento.

Il sonno leggero e l' abitudine ormai, mi fanno aprire gli occhi alle 5.15 am.

Mi alzo e senza farmi una doccia, apro la valigia e rimetto tutto dentro.

Parto!

Torno a casa e finisco questi giorni di ferie al mare, insieme ai miei figli.
Cara Federica, stavolta mi hai proprio ucciso.
Ero convinto che per una volta mi avessi detto la verità e invece... un'altra volta.
Un' altra volta mi hai preso per il culo.

Bene! Me ne vado. Non faccio il saggio ed é la prima volta che non mantengo una promessa e tutto questo grazie a te.
Al tuo comportamento ridicolo.
Avrei preferito che mi avessi detto che non ci riesci.
Che non riesci a mandarmi con un' altra donna invece di mettere in scena tutta questa farsa.

Scendo dal piano della mia camera facendo le scale anziché prendere l' ascensore e quando sono nella hall, do il buongiorno al receptionist.

Senza chiedermi nulla mi guarda come se non si aspettasse di vedermi con la valigia, e risponde cortesemente al mio saluto.

Chiedo di chiamarmi un taxi per andare in aeroporto.

Il primo aereo... il primo aereo che trovo per Roma, lo prendo e riparto.
Via da questa città di merda.
Da questa città che non sopporto.

E lei... Se mi vuole ancora deve smettere tutto e se non vuole, allora deve scegliere: o me e i ragazzi o Londra e Luke.

Ha rotto il cazzo!

Il taxi é arrivato.

Salgo a bordo e salutandolo chiedo al tassista di portarmi a Heathrow, ma appena parte, abbassando lo sguardo, una brochure mi colpisce.

Dover!
Visita le bianche scogliere di Dover.

Chiedo informazioni al tassista e mi dice che ci sono sia il treno e anche i bus che vanno a Dover.
Mi dice che lui è nato a Dover ed é un posto bellissimo da visitare.
Dalle scogliere si vedono le coste della Francia.

Mi metto a pensare e poi...

Ma perche dargliela vinta.
Cambio idea e chiedo al tassista di portarmi in stazione.
Prendo il primo treno per Dover.

Lui anziché incazzarsi, sorride, e con la mano destra mi da il biglietto di una pensione in città .

"Signore, é una pensioncina dove si sta benissimo. La gestisce mia cugina Grace e da li, a piedi, con 20 minuti si trova sulle scogliere."

Lo ringrazio.

Voglio proprio vederle. Io ho la mia di scogliera che mi calma, ma forse pure queste hanno lo stesso effetto su di me.

Sul treno, mentre sono in viaggio, comincia a squillare il cellulare.

Fede e Diana stanno telefonando in continuazione.

Non rispondo e spengo.

Arrivo a Dover e vado direttamente alla pensione.

Un' anziana signora mi accoglie con calore.
Mi chiede se sono il signore che é stato nel taxi di suo cugino Oliver.

Gli rispondo che non so se il tassista si chiamasse Oliver, ma lui mi ha detto che qui c'è sua cugina Grace.

"Se lei é la signora Grace, allora sono nel posto giusto?"

"Bene, per lei trattamento di riguardo. Oliver si é raccomandato con me. Venga signore, la registro."

Mi piace questa signora. Parla un inglese pulito. Non tronca le parole e la comprendo perfettanente.
E poi é simpatica e nonostante siano due minuti che sono qui, mi sembra come di essere a casa.

Mi consegna le chiavi della camera e una volta lasciata la valigia, scendo di nuovo e chiedo alla signora la direzione per andare verso le scogliere.

Lei mi guarda.

"Ma non pranza?"

"No signora, la ringrazio. Preferisco andare alle scogliere. Magari, se ne ho voglia, ceno soltanto."

"Mi aspetti qui."

Torna dopo 5 minuti. In mano ha una borsa di tela.

"Ragazzo mio, posso essere tua mamma, quindi prendi questa borsa. Ci sono due sandwich, due frutti e tre bottigliette di acqua.
Ora puoi andare e ricorda che nessuna donna vale un gesto estremo.
Per le scogliere segui i cartelli o il rumore delle onde."

La guardo stupito.

Come cazzo ha fatto a sapere che ho problemi con Federica e questa frase... questa frase non mi é nuova.

La ringrazio. Prendo la borsa e parto seguendo le sue indicazioni e dopo circa una ventina di minuti arrivo sulle scogliere.

È bello! É veramente bello, ma il caldo oggi é micidiale e mi sono già bevuto una bottiglietta di acqua.

Allungo lo sguardo e... cavolo! Si vedono realmente le coste francesi.

Mi metto seduto a sentire il rumore delle acque della manica e non so se é la vista o il gorgoglio del liquido oceanico, ma funziona.
Mi sto calmando. Nella mia testa non ho piùmia moglie, non ho nulla e finalmente torno a ragionare...

Penso alla promessa, alla promessa fatta. Io non sono come lei, una promessa per me è una promessa.
Quando la si fa deve essere mantenuta.
Ho promesso ai ragazzi, agli allievi di Federica e Diana che sarei stato con loro al saggio.
Non posso non farlo.
Farei un torto a loro e ai loro genitori.
Si sono impegnati, hanno fatto degli sforzi per arrivare ad esibirsi venerdì e io non posso deluderli.
Accendo il cellulare e attendo che torni a squillare, cosa che si verifica dopo dieci minuti.

É la stronza!

"Pronto!"

"Mauro, finalmente, dove sei?"

"Dove vuoi che sia. In un posto che mi aiuta a rilassarmi dopo l' ennesima presa per il culo da parte tua."

"No Mauro, non é come tu pensi."

"E certo! Non é mai come io penso.
Chissa perché non é mai come penso io. Federica, lasciami stare.
Ora un paio di giorni rimarrò qua, poi se mi va, tornerò a Londra per il saggio, ma solo se mi va.
Inoltre, se per sbaglio mi andasse, non ballerò."

"Mauro no! Non puoi farmi questo."

"Io non posso farti questo, però tu hai potuto farmi quello che hai fatto?
Ma certo, alla signora Federica é tutto permesso, mentre a Mauro no.
No Federica, non funziona cosi."

"Mauro per favore sono Fede, non Federica.
Perché non vuoi ascoltarmi: ti ripeto che c'è stato un problema con Corinne, non è stato poss..."

"Già, con me e per me, ci sono sempre dei problemi con tutti.
Sembra ci sia un accanimento nei miei confronti.
Federica, avevi studiato tutto per bene, complimenti."

"Mauro non ho studiato nulla. Ti prego, fammi spiegare e capirai che..."

"Che mi hai preso per il culo un' altra volta.
Ma ti eccita tanto prendermi per i fondelli così?
Ti provoca tutto questo grande piacere?
Fai la stessa cosa pure con Luke o sono sempre e solo io il cerchio da colpire al centro?
No, così non va! A casa parleremo di tutto e allora, visto che cercavi il divorzio, la separazione da me con la scusa di Shuli, cosa che secondo me era una scusa bella e buona, orbene, visto che volevi il divorzio deciderai te cosa fare.
Se vorrai continuare la tua vita londinese con il tuo biondo amante, allora dovrai andartene da Ancona.
I ragazzi sceglieranno se venire con te o stare con me, ma visto l' affetto che nutrono per chi éa Roma, non credo abbiamo dubbi sul con chi stare.
Se invece deciderai di stare con me, allora stop, stop a tutto, perché questo assurdo comportamento sempre a tuo favore, a me non sta bene. "

"Mauro, per favore, fammi parlare e i ragazzi no! Loro non c' entrano nulla.
Sono tutto per me e io voglio stare con te, lo sai."

"Se veramente vorrai stare con me, allora stop a tutto.
Ma sappi che anche se fermerai tutto, per me non sarà più come prima.
Ho accettato troppo, ho subito troppo e sono sempre stato zitto.
Si, io ti ho incoraggiato a farlo, ma mai credevo di avere una moglie così troia.
Una vera e propria puttana con la P maiuscola."

"Perché mi tratti così... Mauro, io..."

La sento piagnucolare.

"Non ti faccio parlare. Stop!"

"No, devi farmi parlare, per favore."

"Va bene, parla. Così sentiamo quali altre bugie avete da dirmi te e la tua cara sorellina complice londinese."

"Quali bugie Mauro, non ci sono bugie."

"Noooo! Attenta che ti si allunga il naso fino in Italia.
Come puoi dire che non ci sono bugie.
Ma secondo te, io posso credere alla cazzata che mi hai detto di Karl? Mi piacerebbe proprio sapere con chi cazzo stavi a Berlino. Sicuramente con Luke.
Ma se ti piace cosi tanto, perché non ti trasferisci a Londra? "

"Mauro ero con Diana. Stavo con lei veramente e la, come la chiami te, bugia di Karl, non é stata una bugia.
Era la verità!
Tu piuttosto, quando non hai visto arrivare Corinne ieri sera, perché non mi hai telefonato? "

"Non ti ho telefonato!
Ahahah! Ridicolo.
Perché non ti ho telefonato, mi chiedi.
L' ho fatto, ma il tuo cellulare era spento.
Ti dirò di più, sono stato, dopo due ore che ero in quella stanza di albergo ad attendere questa Corinne, pure a casa di Diana, ma non mi ha aperto nessuno.
Mi piacerebbe proprio sapere dove cazzo eravate?
Anzi no! Non dove eravate, ma dove eri te? Diana non é mia moglie e può fare quello che vuole, ma te... te dove cazzo stavi?
A farti rompere il culo da qualche tuo amichetto inglese oppure, ma no... che dico... di certo eri con Luke.
Ah no! Ho dimenticato che Luke non c'è e quindi stavi con qualcun altro.
Luke, sei un gran cornuto pure te."

Silenzio dall' altra parte.

"Che fai, ora stai zitta? Ho detto la verità, vero?
Ti stavi facendo sfondare da quanti cazzi? Due, tre o quattro maschi o magari ne cerchi di piu, vero?
Ma come cazzo fai ad essere cosi troia? "

Sento i singhiozzi del pianto e balbettando...

"No Mauro. Non stavo, come mi dici tu, facendo la troia con tutti quegli uomini. Ero... ero con Luke! Sono stata con lui fino a stamattina alle 6.00 AM."

"Eri con Luke. Ah bene, eri con lui. Ma non era partito? Altra cazzata!
Avrei preferito che mi avessi detto che stavi facendoti sbattere da diversi uomini.
Non ho proprio parole. Sono deluso, molto deluso."

"É tornato Mauro e io stavo sola, pensando a te... a te che eri in albergo con Corinne e..."

"E giustamente avevi bisogno che qualcuno ti tirasse su il morale e visto che il biondo stava li, a tua disposizione, ne hai approfittato.
E la tua cara sorellina, dove stava? Non era con te a consolarti?
No cara Federica, ti dico io come sono andate le cose.
Hai organizzato tutto per bene.
Sei cinica e spietata. Godi nel vedermi soffrire e allora hai detto: ce lo faccio credere. Gli faccio credere che lo mando a letto con Corinne e mentre lui si sta sparando una sega perche la mulatta non si è presentata, io mi scopo Luke pensando a Mauro che l' ho fregato di nuovo.
Tanto poi gli basta una suonata di piffero e torna ai miei piedi.
Questo è il mio concetto e l' unica cosa da cambiare sul mio pensiero e il Mauro.
Va sostituito il Mauro con cornuto e coglione."

"Mauro per favore, non è come pensi, te lo giuro."

"Non giurare Federica, che é meglio.
Voglio farti, da bravo cornuto, un favore. Cambio idea.
Al saggio, venerdì ci sarò.
Comincia alle 5.30 PM e io ci sarò, ma solo per i ragazzi.
Ti confermo che non ballero' con te e non provare a fare nulla perché ti farei fare una figura di merda.
Mi alzerei da dove sono seduto e me ne andrei.
E inoltre, mi sono ricordato che ho una scommessa da vincere.
Mi vedrai andare via la sera con Lilly e ci passerò tutta la notte.
Cara mia, la vendetta é un piatto che va servito freddo.
Mi auguro che tu abbia capito?"

"Se é questo che desideri senza ascoltare cosa ho da dire, allora va bene, fai quel che vuoi."

Chiude il cellulare.
Il suo tono era incazzatissimo.

Incazzata lei. Figurati io.

Luke non c'è, é partito!
E lei con chi scopa.
Con Luke che improvvisamente é tornato.

É tornato!

E si, é tornato.

Mi ha veramente stancato. Questa donna mi ha stancato.

Evito di pensarci e per farlo chiamo i ragazzi. Dopo una lunga chiacchierata chiudo, dicendogli di salutarmi tutti.

Poi, per non avere rotture, spengo il cellulare e mi metto ad osservare le coste francesi.
Alle 7.50 PM torno verso la pensioncina e alle 8.10 PM entro, varcando la porta scorrevole.

La signora Grace mi saluta e io ricambio.

"Hai fatto tardi ragazzo, ma la cosa importante é che tu sia qui.
Dai, vatti a mettere seduto che ti porto la cena."

Mi piace la signora Grace. Dal tono iniziale con il voi é passata improvvisamente al tu, come se avesse capito che mi serviva una mano affettuosa che mi accarezzasse le guance.

Entro nella piccola saletta adibita a sala da colazione, pranzo e cena.
Mi guardo intorno.
Ci sono solo io, ma tutti i tavoli sono pronti per la colazione.

Arriva la signora con il carrellino.

"Signora, ma tutti gli altri ospiti, non credo di essere il solo? "

"Ragazzo mio, qui si cena dalle 6.30 PM alle 8.00 PM e gli altri dieci ospiti hanno già fatto e sono chi in giardino o chi a spasso per la città."

"Signora mi scusi, non ci ho proprio pensato. Lasci stare, esco e mangio qualcosa fuori."

"E certo, così ti perdi il famoso pollo al curry di nonna Grace.
Siediti e stai zitto.
Per me vederti qui é una grande gioia. Ero convinta non saresti tornato."

La guardo e sorridendole...

"No signora. Le sue sono state sagge parole, ma non avrei mai fatto nulla di estremo.
Ormai sono abituato a certe situazioni."

Mangio tranquillamente il pollo che é buonissimo.
Qualcosa del genere me lo aveva cucinato pure Lilly, ma questo é tutt' altra cosa.
Le mani sapienti ed esperte della signora Grace si vedono e soprattutto si sentono sul gusto.

E cosi il mattino seguente, dopo la colazione, saluti la signora Grace ringraziandola per il trattamento ricevuto.
Voglio visitare un po' la città prima di ripartire per Londra.
E dopo aver girovagato per tre ore, torno in stazione per riprendere il treno per Londra.

Arrivo alla stazione, prendo un taxi e vado alla scuola.

Sono circa le 4.00 PM.

Entro e quando i ragazzi mi vedono corrono tutti a salutarmi.
Da lontano vedo Fede guardarmi.

Mi dicono che manca un ragazzo perché ha avuto un problema e dico alla ragazza che io ballerò con lei.

"Signor Mauro, lei ballerà con la professoressa e io con Jack."

"No, Jack ballerà con la vostra professoressa e io ballerò con te. "

Comincio a prepararmi per lo spettacolo. Siamo gli ultimi nella scaletta e chiudiamo la serata prima del maxi rinfresco.
Per quanto ci riguarda, prima ci sono i ragazzi meno esperti, quelli del primo anno, e poi noi.
Ci hanno messi in chiusura perché il nostro é, a giudicare dall' entusiamo dell' anno passato, lo spettacolo più bello.

Mentre mi sto allacciando le scarpe, mia moglie si avvicina a me per darmi un bacio su una guancia e quando lo ricevo le dico: "Anche Giuda lo baciò e poi lo tradi'. Devo aspettarmi un' altra sorpresa"?

L' espressione triste e dispiaciuta, con una lacrima che le scende, sta quasi per farmi crollare di nuovo.

No, stavolta no!

"Mauro, io devo spiegarti. Ti ripeto che... "

"Niente Mauro. Stavolta faccio come ho detto. Non posso essere sempre il tuo giocattolo da usare e rompere come vuoi. Basta così!"
Voglio fare questo saggio e dopo averlo terminato spizzico qualcosa per cena e poi come ti ho detto, vado da Lilly.
Lo farò, e mentre lo faccio dovrai guardarmu. Voglio vedere la tua faccia quando Lilly mi dirà di si.
E una volta ricevuto il suo si, tornerò da te e ti dirò il nome dell' albergo dove andremo a fare sesso.
Ahahah! Sesso Fede, é solo sesso. Non c'è amore.
Così mi hai sempre detto te, giusto?
Però, ora che ci penso, potremmo pure andare a casa di Lilly. Tanto credo che i figli stiano con il marito.
Finita la notte, dopo un' altra bella scopata mattutina con la rossa, partirò per Roma e da li a casa, ad Ancona.
Quando tornerai metteremo le carte in tavola e deciderai quello che vuoi fare."

"Se é questo quello che vuoi, cosi sia."

"Non lo voglio io, l' hai voluto te.
Non vedo Diana. É sparita pure lei da qualche Luke di piacere?"

"Sta tornando. Sarà qui tra poco, sempre che non accada nulla pure a lei. Ha passato la notte dalla mamma e poi é stata in ospedale a trovare Corinne. Ha avuto un malore ieri sera ed é uscita fuori strada con la macchina. "

"Certo, come no! Io sono stato sulla luna a fare un happy hour e sono tornato. "

"Tanto sapevo che non mi avresti creduto ecco perché non ti ho detto nulla."

"Beh, a forza di gridare al lupo al lupo, cosa pretendi?
Terminiamo questo saggio. Io vincerò la scommessa, perché sono sicuro di vincerla. Tu inghiottirai il boccone e poi come ti ho detto pure al telefono, a casa, deciderai se chiedere o no il divorzio.
Io sono stanco, ma stanco veramente."

Si asciuga le due lacrime che scendono dai suoi occhi, si volta indispettita e senza dire nulla va verso i suoi allievi mentre vedo entrare nella grande palestra Diana.

Va direttamente da Fede. Le vedo chiacchierare tra loro e poi Diana dirigersi verso me.
E una volta vicino...

"Mauro, Fede ha..."

"Diana, non ti ci mettere pure te. Basta cosi! Se la tua amica ti ha detto tutto allora ti avrà anche detto che una volta a casa dovrà decidere: o me o il resto.
Io sono stanco delle sue bugie, anzi no, ormai a quelle mi ci ero pure abituato.
Sono stanco delle sue continue prese per il culo. Non la sopporto più."

"Non credo che tu non la sopporti. Sei innamorato di lei e lei lo é di te.
Credimi ha fatto un grande sacrificio ad organizzare l' incontro con Corinne, ma purtroppo é successo che..."

"Non mi interessa Diana. Non mi interessa. Non accadrà più, questo è sicuro. Puoi anche andare a dirle che aspettiamo il nostro turno e poi iniziamo. Vai a cambiarti che Spencer ti aspetta.
Tranquillizzate i ragazzi, sono tutti nervosi."

Diana sospira, si volta e va a cambiarsi.

E cosi anche questo saggio passa.
Tra gli applausi di tutti i presenti si é concluso con un grande successo.
Fila tutto liscio e io e Fede abbiamo ballato scoppiati.

Lei in quel cazzo di vestito da gara era stupenda.
Ha ragione Diana; sono stramaledettamente innamorato di mia moglie.
Sto cominciando a pentirmi di averle detto che è una puttana e anche una grande troia, ma non ce l' ho fatta. Non ho retto più e la rabbia mi ha fatto uscire dalla bocca quelle parole dette con cattiveria.

E mentre penso a quello che le ho detto, si apre il rinfresco.

Lascio passare tutti, anche perché su questo, anche gli inglesi sembrano essere italiani.
Si buttano sul cibo come le locuste e si riempiono i piatti come se non avessero mai mangiato.

Dopo un venti minuti riesco a trovare un piccolo spazio e mi avvicino, prendo un piatto di carta, cominciando a metterci un po di cibo, quando alle mie spalle...

"Tua moglie ésola. Posso andare tranquillamente a prendermela e portarmela a letto, come ho sempre fatto a Londra e anche a casa tua."

Lo stronzo. Lo stronzo é qui. Ha trovato il coraggio o forse sa che qui non posso far nulla.

Mi volto.

"Spero di aver sentito male coglione."

"Ahahah! Non farai niente qui in mezzo a tutta questa gente. Posso tranquillamente dirti di tutto perché so che il tuo animo nobile, ma da cornuto, non farà casini.
E si, la bella Federica apriva le gambe molto bene con me.
E non solo quelle.
Le piaceva la mia sborra. Inghiottiva tutto e non ne lasciava neanche una goccia e tu... tu da bravo cornuto eri a lavoro.
E il suo culo. Oh, sapessi quante volte l' ho visitato e riempito.
Hai veramente una brava moglie. Una gran troia, ma brava moglie. "

C'è dell' astio nelle sue parole. Si vede mentre parla, dalle labbra tremolanti, che ce l' ha a morte con Fede e con me.

Mi avvicino a lui e all' orecchio: "Ascolta deficiente malato di mente; io non so che problemi tu abbia, ma se stai provando a farmi incazzare per spezzarti le gambe qui... beh, non funziona.
Certo é, che io devo ancora capire cosa hai di speciale per aver fatto si che mia moglie scopasse con te, ma quando se ne é resa conto ti ha subito detto di andartene a fare in culo."

"Sarà pure come dici te, ma intanto questi giorni è venuta nuovamente a letto con me. Che donna! Una troia stupenda."

"Bene per te. Questo vuol dire allora, che oltre ad essere malato te, é malata pure lei, perché tra malati vi capite.
Comunque sappi che potrei incontrarti di nuovo e probabilmente non in una situazione del genere e allora stanne certo, non camminerai per tanto tempo."

"Questo e da vedere se non camminerò. Dillo che sei andato a letto con mia moglie?"

"Prima cosa, da quel che so io, non é più tua moglie. Vi state separando.
Finalmente Lilly ha capito qualcosa.
Per seconda cosa, Lilly non é cretina come mia moglie.
Se deve darla, la da a qualcuno che valga la pena dargliela.
Certo io sono meglio di te, ma Lilly non apre le gambe a tutti gli sfigati come fa Federica.
E per ultimo, se vedo bene, Lilly sta parlando con quel signore alto forse 2 metri.
Credo che sia il suo nuovo uomo e sai, visto che si sta separando da un coglione come te, non credo che quando stanno insieme guardino solo la tv.
Sei proprio un coglione, professorucolo del cazzo."

"Io sarò pure un professorucolo del cazzo, ma tu sei un gran cornuto."

Sto per partirgli con un pugno quando una voce mi blocca.

"Che sta succedendo? Richard tu non dovresti essere qui. Dovresti stare a casa. Vedi di andartene e anche velocemente.
O lo fai da solo o provvedo in altra maniera."

"Me ne vado, me ne vado. Ti lascio lo stronzo italiano. "

Si volta e mentre si allontana...

"Mauro, non rispondere alle sue provocazioni. É un uomo ferito che vuole solo attaccare briga. Hai sentito come puzzava di alcol.
Probabilmente era su di giri.
Che ti ha detto?"

Comincio a raccontargli tutto e lei...

"Mauro mi scuso per lui e non pensarci. Provvederò di conseguenza. "

"Non é semplice Lilly non pensarci e in fondo non posso dargli torto."

"Beh, potevi anche dirgli che io sono stata a letto con te."

"Lilly, ci ho pensato. Avrei voluto dirgli del tuo neo, proprio li dietro, ma non potevo farlo. Dovevo salvaguardare il tuo onore."

"Sei un grande uomo Mauro. Grazie!"

"Tranquilla e... ah proposito Lilly, non é che vorresti..."

"No Mauro aspetta, devo dirti una cosa importantissima, dopo parli te."

La sua espressione denota una certa euforia.

"Jack! Jack si é dichiarato. Ha detto che in settimana mi porterà l' anello e ci fidanzeremo ufficialmente e appena avrò il divorzio, ci sposeremo.
Sono felicissima."

"Lo sono anche io per te Lilly. Sono veramente molto felice per te. "

"Oh Mauro, grazie. Allora, cosa volevi dirmi?"

"Niente Lilly, niente di particolare.
Volevo solo dirti che vado via. Ho un gran mal di testa.
Salutami tutti. Domani parto e ancora congratulazioni."

Ci diamo la mano e dopo il consueto bacio sulla guancia prendo la direzione dell' uscita e mentre sto uscendo arriva Fede.

"Dove stai andando?"

"In hotel, non sto bene."

"Vogliono vederci ballare insieme."

"Balla con il tuo Richard visto che si sei stata ancora a letto."

"Chi te l' ha detta questa cazzata? Lui?"

"E chi, sennò! Il problema e che gli credo. Come ha detto lui, stai sempre a gambe aperte e quindi come faccio a non crederci.
Vado a dormire o almeno ci provo.
Non seguitemi. Non voglio vedere nessuno e voglio stare solo.
Non telefonate e domattina non venire a prendermi per andare in aeroporto, vado da solo."

"Stai andando in albergo perché Lilly ti ha detti di si, vero? E ieri... ieri dove sei stato?"

"Di dove sono stato ieri é una cosa che non ti deve interessare e per quanto riguarda il resto, hai vinto te.
Hai vinto in tutto e su tutto. Sarai contenta.
Mi hai distrutto.
Non hai vinto solo una battaglia, hai vinto la guerra.
Hai iniziato prendendomi per il culo con Corinne, così, mentre io ero ad aspettare una donna che non é mai arrivata, tu stavi facendo, prima lo spettacolo al ............, e poi notte di sesso con Luke che é ritornato all' ovile.
Chissà perché!
Come se non bastasse, giustamente il destino mi ha messo sul mio cammino il tuo ex amante e da lui mi sono sentito dire di tutto. Poi perché ho detto ex non capisco, visto che ha detto che sei stata nuovamente a letto con lui.
Ma Luke, lo sa che lo cornifichi come fai con me?
E per finire, dulcis in fundo: Lilly ha detto di no!
Complimenti! Sei sul podio più alto.
Lo sapevo io che non dovevo venire in questa cazzo di città.
Buon proseguimento di serata. Accetto la sconfitta e pagherò pegno, sempre se staremo ancora insieme."

"Mauro io..."

"Basta, non parlare. É meglio tu stia zitta. Te l' ho detto: a casa farai la tua scelta."

Mi giro cominciando ad allontanarmi da lei che a voce un poco alta...

"Va bene! Faremo come tu vuoi. Se non vuoi ascoltarmi, faremo come tu vuoi. Sei testardo come un mulo."

Non l' ascolto più e torno con un taxi, in hotel.

Che brutta settimana ho passato. Non vedo l' ora di tornare in Italia. Sono stanco!

Mi butto sul letto pensando a tutto. Alle parole del professorucolo, a Fede, ma soprattutto a Shuli.
Lei mi avrebbe stretto tra le sue braccia e invece Fede va in crociera.
In crociera con il suo boss, amante, amico. Non so più come chiamarlo.
Mi spoglio per mettermi a letto, ma rimango sveglio a guardare il soffitto.
Non riesco ad addormentarmi ed é quasi la mezzanotte.

Sento bussare alla porta.

Se é Fede, le sbatto la porta in faccia. Le avevo detto che volevo stare solo, di non rompermi le palle.

Mi alzo per andare ad aprire e mentre lo sto facendo penso al fatto o no che sia Fede a bussare.
Vuole nuovamente utilizzare il suo metodo, ma stavolta no, stavolta non funziona.

Apro la porta.

"Diana!"

"Mauro, hai rotto le palle con questa cazzo di gelosia. Fede non ha colpe e l' ho lasciata che stava ancora piangendo.
Perché non l' hai ascoltata? Solo questo devi dirmi: perché non hai ascoltato cosa aveva da dirti?
Forza! Se vuoi scopare sono qui a tua completa disposizione.
Mi stai facendo fare una cosa che non avrei mai voluto fare a Fede. "

La guardo stupito.

Lo stanno facendo apposta. Appena mi metto a letto con Diana, Fede apre e ci sorprende.
É un loro giochetto e forse come con Clio...
Cazzo! Con Clio avevo capito male io e stavolta non vorrei che fosse reale.

"Ti ha mandata Fede, di la verità? "

"Certo che mi ha mandato lei. Mi ha detto che vorresti fare sesso con me e anche te al telefono me lo hai confermato.
Quindi, datti da fare, forza! "

"Volete incularmi in qualche maniera. Ma non capisco mia moglie. Non le è bastato quello che ha fatto, deve infierire ancora."

"Mauro, ma che dici? Mi ha mandata Fede. Vuole rimediare all' increscioso malinteso e l' unico modo per poterlo fare, per lei, é stato mandarti me. "

Comincia a spogliarsi e appena sta sfilandosi la gonna...

"Diana, non ti spogliare. Rivestiti ed esci da questa stanza. Non voglio fare sesso con nessuno. Sto bene cosi. Voglio soltanto stare solo. Lasciatemi solo, vi prego. "

Incredula mi guarda mentre comincia a rimettersi la camicetta.

"Mauro, stai sbagliando."

"Si, ma chissà perché sbaglio sempre io e mai la tua amica.
Ti saluto Diana, buonanotte."

"Ciao Mauro, fai buon viaggio e pensa bene a quello che stai facendo.
Fede non ha colpe. Corinne é veramente in ospedale ed io sono stata da lei a trovarla. Caviglia e polso fratturati."

"Non difenderla Diana. Fede ha le sue colpe. Tante!
Io avrò le mie, ma lei pure...
Buonanotte di nuovo. "

Annuisce con il capo e si chiude la porta dietro di se.

Io mi butto sul letto e ci penso.
Anche se Diana l' avesse mandata realmente Fede, non ho proprio voglia di far sesso.
Non ne ho proprio voglia. Però che bombe che ha Diana.
E menomale che non ho voglia.
Vado in bagno, pentendomi di non essermi buttato nel letto insieme a Diana, e col pensiero delle sue bocce mi masturbo, tornando a quella notte nel bagno del locale.

Un mio amico diceva sempre che con una bella sega ti scopi chi ti pare, ma la realtà é un' altra. Cento seghe non hanno lo stesso effetto di una scopata con una donna che ti piace.

Ho fatto bene comunque a non fare sesso con Diana. Ho visto il suo volto mentre si spogliava e non era affatto contenta di farlo.
Penso proprio che abbia un amore viscerale per Fede.
Se lo faceva, l' avrebbe fatto solo per lei.

Mi ributto sul letto e dopo un po', finalmente mi addormento.
Quando apro gli occhi, sono quasi le 6.00 AM.
Doccia, colazione veloce e via, in aeroporto con il treno.
E una volta in aeroporto, mentre mi sto imbarcando, con la coda dell' occhio, di sfuggita, noto Fede, in fondo al salone.
Gli occhiali, il cappello a falde larghe e il nascondersi, non possono non farmi riconoscere la donna con la quale vivo da oltre 14 anni.
Forse é venuta a controllare che io partissi. Mi esce un risolino leggero che sa più di smorfia. La signora non si fidava.
Le mando un messaggio così la tranquillizzo.

' Tranquilla, parto davvero. Puoi fare quello che cazzo ti pare. '

Invio e spengo il cellulare dirigendomi verso l' area di imbarco.

Atterro a Fiumicino.

Prima di partire, avevo già avvertito mio suocero che insieme a mia figlia e al fidanzato, sono venuti a prendermi.

I soliti baci e abbracci e poi in auto...

"Fa caldo qui, vero papà. A Londra era più fresco? "

"No ragazzi. Strano a dirsi, ma faceva caldo pure a Londra."

"Ah però, non pensavo fosse cosi caldo anche a Londra.
Beata mamma!"

"Perché mamma è beata?"

"Beh, va in crociera nei paesi nordici con zia Diana.
Ci ha chiesto se volevamo che tornasse con te, ma noi le abbiamo detto di stare con zia Diana e di divertirsi in crociera.
Ma non te l' ha detto la mamma?"

"Certo che me l' ha detto, ma non ci stavo pensando."

Che cazzo di scusa si é inventata stavolta. Va in crociera con Luke e ha detto ai ragazzi che invece va con Diana. Che gran figlia di.........

"E quando ve lo avrebbe detto? "

"Pa', se non sbaglio circa due settimane fa. Lei avrebbe voluto tornare con te e stare al mare con noi. Pure zia Diana le aveva detto di tornare, ma poi tre giorni fa ha detto che c' era stato un problema. Che zia era stanca e che nonna Doris si era rimessa e che quindi, se a noi non spiacesse, avrebbe potuto accompagnare la zia per riposarsi.
Scusa, ma tu con mamma, ci hai parlato questi giorni?
Sembra come se foste stati su due pianeti diversi. "

"Può darsi! "

Oh cazzo! Ho toppato tutto un' altra volta. Sta a vedere che Corinne si é fatta male realmente.
Mi ha mandato Diana per scusarsi e per dimostrarmi quanto mi ama.
E a questo punto, lo stronzo del professorucolo ha detto solo cazzate.
Va bene! Quando tornerà chiariremo tutto e se io ho sbagliato le chiederò scusa, anche se non credo bastino solo le scuse.
Le ho detto di tutto, cazzo!
Le ho detto che é una puttana, che é una troia, ma stavolta gliel' ho detto con cattiveria e non per gioco come le altre volte.
Lei dovrebbe partire domani e, un momento... e se avesse detto ai ragazzi di stare con Diana o di voler partire con Diana e invece si sta facendo montare da Luke.
Potrebbe anche darsi sia cosi anche se a loro lo ha chiesto circa due settimane fa e sapeva che non doveva tornare con me.
Non ci sto capendo un cazzo, ma la signora é capace di tutto.

Passo il sabato con i ragazzi e gli amici e anche tutta la mattinata della domenica, poi riparto, dopo pranzo, per tornare a casa, dicendo ai ragazzi che ci saremmo visti i primi di agosto.

Stamattina, sul presto, Fede li ha contattati e gli ha detto che si stava imbarcando.
I ragazzi le hanno chiesto se volesse parlare con me, ma lei probabilmente gli ha detto di no e di salutarmi.

E dopo il viaggio eccomi di nuovo nella mia abitazione.
Non si parte più, hanno risolto la situazione e io me ne sto tranquillo a casa.

Controllo varie cose, ma più che altro il sistema di irrigazione e poi mangio un boccone, doccia e a letto.

Nonostante i tanti pensieri la testa mi va su Fede. Ho sbagliato, non ho sbagliato, non riesco a capirlo.
Ho aggiunto altri dubbi a quelli che già avevo.
É vero o non è vero di Corinne.
Sta in crociera con Diana o no.

Dieci secondi cazzo! Mi bastavano dieci secondi per poter controllare il secondo biglietto.
Quello che non capisco é perché i biglietti erano doppi. Generalmente é un biglietto singolo con i doppi nominativi e invece ce ne era uno singolo a nome di Fede.

Non so proprio capirne il motivo.
E poi se non sbaglio mi ha detto pure che un dubbio me lo avrebbe tolto.
Ma quale.

Al mattino, mi sveglio alle 4.45 e per tener occupata la testa, vado a correre.
La famosa pancetta che tanto non mi faceva somigliare a Luke è quasi sparita.
Strano che Fede non l' abbia notato a Londra e forse se non l' ha fatto è perché non gliene é fregato nulla.

Non gliene é fregato nulla o forse non gli interessava perché sa che dall' altra parte, dopo che sarei ripartito, ci sarebbe stato il palestrato biondo muscoloso ad attenderla.

Continuo a correre.

Quaranta minuti, non di più. Oggi non faccio di più.
Spesso mi volto o rallento come se ci fosse Miriana per farmi superare.
Quel culetto era una bellezza vederlo davanti a me.
Peccato! Perché femmine cosi quando rimangono single, sono una fregatura, una fregatura per il sesso.

Uno di questi giorni voglio chiamarla e oggi pomeriggio vado dalle ragazze per sapere se hanno bisogno di qualcosa.

Vado a lavoro, ma alle 11.00 mi cercano in segreteria e mi dicono di andare in direzione.
Salgo e la segretaria, la signora Anna, una signora piacente di cinquant' anni tutta in tiro, mi dice di attendere.

"Mauro, l' ingegnere é al telefono con Roma. Dagli cinque minuti e poi ti faccio entrare."

"Va bene Anna, non ci sono problemi."

A guardarla bene Anna, non é male. Sono dieci anni che lavora qui e sono convinto che un po' di botte dai dipendenti se le sia fatte dare.
Ha una gran faccia da porca e il trucco che ha sul viso almeno così me la fa vedere.
La gonna avana, la camicetta leggermente trasparente e le maxi bocce davanti trattenute a stento dal reggiseno, me lo stanno facendo rizzare.
Secondo me pure l' ingegnere ogni tanto se la tromba e alcune chiacchiere che girano qua dentro dicono faccia delle spagnole con bocchino fantastiche.
Ma sono chiacchiere e si sa le chiacchiere a volte sono il frutto della fantasia o dell' invidia, e se non ci sono i fatti, rimangono solo chiacchiere.

"Anna, vado un secondo in bagno."

"Si Mauro."

Vado in bagno a mettermi bene il cazzo.
Spero non si noti nulla, non é al massimo però se continuo a vedere Anna a pecora mentre magari la inculo, credo che diventi un paletto.
Mi rinfresco e torno indietro nel tempo quando feci la stessa cosa a Roma. Nel bagno, prima della riunione con Shuli.
Pensare che credevo si fosse dimenticata di me, invece...
Shuli, bambolina mia, perché non mi dici se Luna é mia figlia. Perché non me lo dici.

Esco dal bagno...

"Mauro, l' ingegnere ti aspetta. Entra pure."

"Grazie Anna."

Apro la porta e l' ingegnere appena mi vede...

"Mauro, entra! Entra pure. Ti faccio portare qualcosa? Un the freddo o un caffè? "

"Ingegnere visto che me lo chiede, se fosse possibile gradirei il caffè, ma freddo."

"Subito, anzi lo prendo anche io. "

Alza il telefono e chiede ad Anna di portare due caffè freddi.

"Bene, e ora torniamo a noi. Come stai Mauro?"

"Bene ingegnere, perché? Mi preoccupa questa sua domanda e ho il dubbio che vogliate spedirmi in qualche posto lontano da qui."

"Ahahah! Non ti posso nascondere nulla. Ormai mi leggi nel pensiero e io so già che non mi dirai di no.
Non ti mando lontano, ma vicino. Dai tuoi figlioli e moglie, che credo siano al mare."

"Si, i ragazzi si, con i nonni. Mia moglie invece, é in crociera nei paesi nordici con un' amica.
É partita direttamente dall' Inghilterra."

"I paesi nordici! Devono essere bellissimi, specialmente quando qui fa questo caldo.
Mauro, ascoltami. Se ti sta bene perché poi l' ultima parola l' hai sempre te e..."

"E sa già, come ha detto prima, che non posso dirle di no, mi scusi se l' ho interrotta."

"Ahahah! No, Mauro! Se non vuoi andare, puoi dirmi di no tranquillamente, ma io e chi sai tu a Roma, preferiremmo andasse il nostro miglior uomo."

"Ingegnere, non mi dica che é un altra volta per..."

"No no! Ti interrompo subito. Non c' entra nulla.
Ho sentito delle voci in merito a questa storia, ma credo siano voci non vere e sono cose vostre private anche se dovessero corrispondere alla realtà.
So che con la loro società hai fatto un lavoro stupendo e vorremmo che tu faccia la stessa cosa a Roma, con una società emergente.
Servi te nuovamente come istruttore teorico e sarai affiancato da un loro ingegnere.
Partirai, sempre se dirai di si, domani mattino e starai a Roma una decina di giorni."

"Ingegnere, avevo chiesto le ferie."

"So tutto e non ci sono problemi. Ho visto che hai preso dal 4 agosto. Se a te stesse bene, lavoreresti fino al 5 che é sabato.
Loro finiscono e andrai in ferie dal 6 agosto fino a quando vorrai te.
Che ne dici?"

"Ingegnere é sicuro di quello che mi sta dicendo?"

"Sicurissimo. Hai una valanga di giorni di ferie e tre o quattro te li regalo io. Allora, ti esce dalla bocca questo si?"

"Si! Non posso rifiutare questa proposta. Accetto, perdinci se accetto."

"Bene!
Si avanti Anna. Grazie per i caffè.
Bevi Mauro, bevi tranquillo.
Anna, avverta gentilmente l' ufficio di competenza e gli dica che Mauro ha accettato l' incarico.
Lui sarà in trasferta da domani fino al 5 incluso e dal 6 agosto sarà in ferie fino a quando vorrà lui.
Ha tre giorni, anzi no, 4 di permesso premio. Avverta la societa ........... ehm, no, forse è meglio lo faccia io. A posto così, grazie Anna."

"Prego ingegnere."

"Mauro grazie, ci hai tolto le castagne dal fuoco."

"Ingegnere solo un problema."

"Dimmi Mauro."

"A parte il fatto che sembra lei fosse sicuro del mio si, ma il corso é in inglese?"

"Eheheh! Sicuro al 100% no, ma al 99.9 si.
E comunque il corso é in inglese, ma non preoccuparti, tu lo parli, da quel che so, abbastastanza bene e l' ingegnere Andrea F......... ti aiuterà per eventuali spiegazioni."

"Bene, se sono affiancato da un ingegnere sono contento."

"Dai Mauro. Grazie ancora."

"Ingegnere, sa benissimo che con lei sarò sempre in debito e avrei accettato senza aggiungere i giorni premio."

"No Mauro. Il debito lo hai abbondantemente saldato. Ora siamo noi ad essere in debito con te. Grazie ancora.
Vai tranquillo. Puoi tranquillamente andartene a casa a prepararti, così oggi pomeriggio potrai partire.
Anna ti darà la busta con tutte le istruzioni e ci vedremo quando vorrai tornare.
Buon lavoro e buona vacanza con la famiglia."

"Grazie ingegnere, altrettanto a lei."

Esco e Anna é già con la busta in mano.

"Non so perché Anna, ma qualcosa, come già detto all' ingegnere, mi fa capire che già conoscevate la mia risposta e che i giorni premio servono a farmi digerire qualcosa.
Quel teorico mi preoccupa, ma non potevo dire di no all' ingegnere. "

Sorridendo mi strizza l' occhio.

Guardandola meglio, visto che quassù non ci salgo spesso, una botta gliela darei volentieri.
Di sicuro é meglio di Gabriella e se mi sono scopato lei, Anna mi starebbe bene, specialmente in un momento di magra come questo e visto che è un momento di magra, stasera potrei festeggiare con la bionda ucraina.
Ho sentito da alcuni che ci sono stati, che si chiama Svetlana e che ti fa resuscitare.

Però festeggiare che cosa non saprei proprio.
Ho detto a mia moglie che quando tornerà a casa dovrà decidere.
Decidere se andarsene o rimanere.
E se decidesse di andarsene.

Cornuto, mazziato e single di nuovo.
Se accadesse me ne servirebbero dieci di Svetlana per farmi resuscitare.

Rido, ma dentro di me ho un profondo senso di amarezza.
Ho fatto tanto per non perderla e ora invece, con molta probabilità la perderò.
Pensavo che a Londra andasse diversamente e invece... invece le uniche cose belle del viaggio sono stati i ragazzi del saggio.
Vedere il loro attaccamento e l' affetto che nutrono per le loro insegnanti e qualcosa di unico.
Vedere questo anche per Lilly, potrebbe aiutare Fede a scegliere di trasferirsi alla corte della sua scuola, senza contare il fatto che a Londra c'è Luke.
Ma giustamente se andasse a vivere a Londra, Fede non avrebbe proprio bisogno di lavorare.
Luke la riempirebbe di carte di credito.
Cazzo! Non capisco proprio. Sto tizio ha soldi a palate e sceglie proprio di innamorarsi di mia moglie.
Perché.
Ho proprio paura di perderla.

Spero che non accada e che se dovesse stare ancora con me, prometto che tornerò a Londra con lei il prossimo anno, farò il saggio e andremo un paio di giorni insieme a vedere le scogliere di Dover.
Sono veramente fantastiche e credo proprio che piaceranno pure a lei.

Arrivo a casa e vado dalle ragazze.
Le saluto e mi danno un the fresco. Donatella sta parlando con la mamma.
Me la passa.
Miriana mi dice che ha già trovato una scuola, ma non sa se fare salsa in linea o casino cubano e vuole un consiglio da me.
Le dico che se vuole divertirsi soltanto deve fare il casino e se vuole fare spettacolo la linea, ma nell' insieme la soluzione migliore é provarle ambedue e poi diventa una scelta sua.

Mi ringrazia e mi manda un bacio telefonico dicendomi di salutarle Fede.

Ben volentieri, le dico, ma dentro di me penso che gliela saluterò se Fede vorrà rimanere con me.

Non ho più, dopo le ultime mazzate prese, quella sicurezza che avevo prima.
É vero che a Lilly non ho detto nulla, ma non mi sento più tanto sicuro come ero una volta.
E poi era talmente felice della notizia che di certo io non potevo rovinarle la giornata, anche perché me lo aveva detto prima che quando lui si sarebbe dichiarato avrebbe fatto la brava mamma.

Saluto le ragazze e gli dico che dovrò andare a Roma e che probabilmente a casa torneremo a fine agosto o a settembre addirittura.

"Mauro, allora ci salutiamo. É stato un piacere averti conosciuto e probabilmente ci vedremo anche il prossimo anno. Siamo state benissimo qui.
Grazie Mauro, grazie."

Mi abbracciano tutte e la loro stretta mi da un senso di benessere tanto che mi escono due lacrimucce.

Si staccano e anche loro si asciugano gli occhi.

"Ragazze, l' importante è esserci e noi ci siamo. Ci si può sempre incontrare."

"Hai ragione Mauro. Fa buon viaggio e buone vacanze."

"Grazie, altrettanto a voi e il prossimo anno voglio vedervi tutte laureate.
In bocca al lupo, ragazze.
Avverto Aldo che io non ci sono e se vi servisse qualcosa deve darvi una mano. Di nuovo, ciao a tutte."

Mi allontano da loro mentre continuano a guardarmi. Brave ragazze, sono tutte brave ragazze.
Faccio un salto da Aldo. Devo dirgli che io riparto e se é possibile, in caso di bisogno, di provvedere alle ragazze.

Mentre sto andando verso il suo villino, lo vedo che sta venendomi incontro.
Spero non mi chieda di vedere le foto di Fede. Non mi va proprio di mostrargliele nuovamente.

E invece Aldo mi sorprende.
Non mi chiede nulla e mi consegna un pacchetto dicendomi che lo ha preso lui perché a casa da me non c' era nessuno. Mi conferma che alle ragazze provvede lui in caso di necessità e stringendomi la mano mi saluta.

Torno a casa canticchiando la canzone di Shuli. Ormai ce l' ho in testa e non me la toglie più nessuno.
Voglio rivederle. Ho un' incredibile voglia di vederle di nuovo.
Se fossi sicuro che Shuli mi incontrasse, partirei subito.
Vorrei abbracciarle tutte e due.

Scarto il pacco. Grande Wei! Quattro flaconcini delle pillolette per dormire e un foglietto scritto in inglese.

' Fai pace dentro di te, amico mio, solo questo potrà aiutarti a dormire. Ciao. Wei. '

Penso a questo scritto e penso proprio che Wei abbia ragione, ma non é facile.
Le mando una mail per ringraziarla.

Salgo sopra, accendo il pc e invio la mail a Wei, poi riguardo le foto della mia bambolina orientale e di Luna.

Sto a rimirarle una decina di minuti e poi, via di corsa, bagaglione al volo e senza aspettare un minuto di più, parto per il mare.

Fede nulla. Ne' un messaggio, una telefonata. Niente di niente.

Spero soltanto che chiami i ragazzi.
Lo ha sempre fatto e sono sicuro lo farà anche ora.

Arrivo verso le 17.00 a Passoscuro e vado in spiaggia.
I miei figli, i miei suoceri e tutti gli altri, mi guardano stupiti.

"Papà, che ci fai qui?"

"Storia lunga, poi spiego. La mamma l'avete sentita?"

"Si, ci ha chiamati stamattina. É tutto a posto."

"Perfetto!"

Spiego tutto a loro e l' indomani mattino, di buon' ora, torno a Roma e vado in sede.
Subito mi accoglie un ingegnere di mia conoscenza e ci mettiamo a parlare del programna e poi...

"Capito Mauro, aspettiamo il loro ingegnere e vediamo come... ah, ecco, é qui.
Ingegnere buongiorno."

E mentre sto per girarmi in un inglese non di lingua madre...

"Buongiorno a voi."

Rimango stupito da chi ho davanti.

L' ingegnere si accorge del mio stupore e con un italiano un po' strampalato dal chiaro accento campano, ma comprensibile...

"Cosa é successo? Non l' avevano avvertita? Voi driller siete tutti così. Siete solo capaci a fare buchi e appena vedete una donna nel vostro lavoro sembra come se abbiate visto un troll."

Mi metto a ridere.

"Non so se devo parlarle in inglese o in italiano, ma non è come pensa lei.
É soltanto che mi avevano detto che si sarebbe presentato l' ingegnere Andrea F....... e io ho pensato, forse stupidamente, di trovarmi davanti un uomo ed éper questo che mi ha visto stupito."

"Quindi non é dispiaciuto che io sia una donna?"

"Assolutamente no, anzi, sono meravigliato per la sorpresa e sinceramente ne sono felice.
In società sanno della mia collaborazione con un altro ingegnere donna e da quello che dicono sembra abbia dato ottimi frutti.
Il mio stupore, più che altro, é dovuto al fatto che non riesco a capire come possa ad una donna, piacere questo lavoro, ma é una scelta vostra e non mia."

"A lei piace fare buchi e a me piace vederli fare.
Vedere uscire e far uscire quello che c'è sotto come se fosse una fontana. Ad ognuno il suo."

"Ho capito ingegnere, colpito e affondato. Mi scuso con lei e le do il mio benvenuto a Roma."

Allungo la mano e lei sorridendomi...

"Grazie, sig D.........., molto gentile."

"Mauro, ingegnere, solo Mauro."

"No signor D..... Non mi piace il confidenziale."

"Non si preoccupi. Io la chiamerò sempre ingegnere F....., ma lei, per favore, mi chiami Mauro."

"Non ci penso proprio sig D......, preferisco rimanere in una situazione di lavoro chiamandoci per cognome, pertanto ci diamo del lei e per quanto riguarda la lingua, preferirei mi parlasse in inglese, ma se le crea problemi, mi parli pure in italiano.
Sappia però che in inglese non ho problemi, con l' italiano ho difficoltà, e a volte non lo comprendo.
Mio papà si arrabbia sempre. A casa parliamo in norvegese e in inglese, poco in italiano, ma é una lingua che a me piace e vorrei impararla meglio."

"Se mi permette ingegnere, il suo problema non é l' italiano, ma il dialetto. Se vuole imparare, forse è meglio che io le parli in italiano, ma questo sarà lei a deciderlo."

Cazzo! Che rosicona rompiballe che é arrivata. Dieci giorni e poi fanculo lei, i troll e quest' aria altezzosa che ha.
A lei piace vedere fare i buchi e vedere uscire quello che c'è sotto come una fontana.
Te lo farei io il buco e ti innaffierei con la mia di fontana.
Ti farei passare la presunzione di superiorità che pensi di avere.

Proseguiamo tutto il discorso seduti ad un tavolo insieme all' ingegnere della mia società e dopo una mezz' ora, lui se ne va, salutandoci e una volta soli...

"Bene sig D......, ora mi dica che cosa le da più fastidio?"

La guardo stupito dalla domanda e dopo averci parlato questa mezz' ora mi stavo quasi ricredendo su quello che avevo detto prima, ma ora...

"Non capisco! Cosa dovrebbe darmi fastidio?"

"Beh, vorrei sapere se le da più fastidio il fatto che io sia una donna o il fatto che abbia la pelle scura?
Io penso sia più la seconda, ma é meglio chiarirci subito. "

"Ah, é questo il suo problema?"

Comincio a ridere.

Lei mi osserva e stavolta é lei a rimanere stupita dal mio comportamento.

"Perche ride?"

"Perché come le dicevo, sono rimasto stupito inizialmente dal nome, ma per il resto le assicuro che è fuori strada.
Pensi che mia moglie è sempre abbronzata perché mi piace la pelle scura ed ho avuto, diciamo, qualcosa di più di una semplice amicizia, con donne di varie etnie, pensi quindi quanto possa interessarmi il fatto che lei sia abbronzata naturalmente."

Sorride.

"Sua moglie! É sposato sig D..... ? Non vedo la fede."

"Si, sono sposato. Non indosso la Fede per motivi di lavoro.
Non é piacevole rimanere attaccato per un dito a qualche gancio.
Lei invece non é sposata. Vedo che non porta l' anello o meglio ce l' ha ma sulla mano sbagliata."

"Errato! Sono sposata e in Norvegia la fede o anello, si indossa sulla mano destra."

"Ah! Non lo sapevo. É questo il bello della vita: non si finisce mai di imparare.
Comunque vorrei invitarla a cena stasera, sempre se a lei va di uscire con un driller, un uomo capace solo a fare buchi.
Noi siamo i ginecologi del nostro pianeta."

Comincia a ridere e non la smette più.

"Mi avevano detto che era un uomo molto bravo nel suo lavoro. Molto attento nel farlo, ma che fosse così spiritoso no!
Scusi, alla prima battuta, sull' abbronzatura naturale ho resistito, ma alla seconda non ce l' ho fatta. Ahahah!
Tremenda... i ginecologi del pianeta. Ahahah!
Bene, Mauro. Io sono Andrea e vorrei che tu mi chiamassi cosi.
Volevo solo vedere che tipo fossi e ora che l' ho capito, va bene il tu."

Sorrido.

Andrea é mulatta. Ha i capelli raccolti dietro la testa che le rimangono dritti, facendo si che sembrino le setole di un pennello.
Suppongo che se li sciogliesse, la sua testa diventerebbe una valanga di capelli riccioluta stile afro.
Di altezza forse arriva ai 170 cm.
Fianchi larghi e se non sbaglio, perché non lo vedo bene, una seconda o terza di seno.
Ha un viso carino, forse l' unica pecca è il naso un po' schiacciato, ma facilmente e ottimamente compensato dalle sue labbra.
Gonfie, carnose, come se si fosse fatta delle iniezioni di botulino e purtroppo dentro la mia testa, con la fame di sesso che ho, la immagino mentre mi sta facendo un bocchino ingoiando pure i testicoli.
Non é una gran fica, ma da maschio la vedo a pecorina, dopo il bocchino, mentre me la sto scopando.
Avrà credo, intorno ai 40 anni ed é sposata con un suo conterraneo, un vichingo norvegese di nome Jan.
Lei, madre maliana e padre italiano di origini campane.
Si sente lo spiccato accento, come detto prima, nel poco italiano che lei parla, ma ha un inglese che comprendo benissimo, essendo un inglese di livello superiore si, ma pulito, e non come quello che parlano a volte Fede, Diana, Lilly o i ragazzi, troncando le parole.
In conclusione, si, se ci stesse, mi piacerebbe provare queste labbra infilandoci la mia piccola trivella e scavare nella sua vagina cosi che lei possa vedere sgorgare il liquido dal mio buco.
Come dice Fede: é sesso, solo sesso! Non c'è amore, quindi se ci stesse io me la scoperei volentieri, ma ci credo poco.

"Ok Andrea, allora se per te andasse bene, stasera alle 19.30, usciamo e ti porto a cena fuori.
Se me lo consenti? "

"Per me va molto bene.
Stasera la cena la paghi te e il pranzo ora lo pago io.
In Norvegia siamo abituati così e poi da domani si parte con questi corsi.
Ti ripeto che mi hanno detto che sei molto bravo nel tuo lavoro e da domani potrò verificarlo.
Oggi dobbiamo solo chiarire alcune cose e controllare il programma che abbiamo. "

"Va bene, accetto l' invito a pranzo e stasera abbiamo una cena per conoscerci meglio, ma ora, andiamo in camera mia o in camera tua?"

Mi guarda con una strana espressione e ha ragione; ho fatto una gaffe pazzesca.

"Forse hai capito male signor Mauro. Non sono quel tipo di donna.
É vero che da noi c'è una certa libertà, ma tu sei partito molto male cosi."

Mi viene da ridere mentre cerco di spiegarle che non era mia intenzione dirle quelle parole.

"Andrea, scusami, forse mi sono espresso male io o hai capito male te e... anzi no! Ripensandoci bene, mi sono espresso male io.
Intendevo in camera tua o mia per mettersi a tavolino a discutere sulla programmazione del corso e vedere tutte le varie scartoffie che abbiamo.
Ti prego ancora di scusarmi.
A volte mi confondo tra italiano, inglese e mi esce un concetto completamente sballato."

"Ahahah! Scusami Mauro. Ho capito male io. Ahahah! So che voi italiani ci provate sempre, ma in una maniera cosi sfacciata e diretta come hai fatto te, mi sembrava troppo.
Ahahah! Mi sono detta: é anche sposato e va subito al sodo.
Almeno conosciamoci prima. Ahahah!"

"Ahahah! Sicuramente, te l' ho detto, mi sono espresso male io. Scusami."

Conosciamoci prima! Ha detto conosciamoci prima.
Che senso ha dire conosciamoci prima se anche te non vuoi fare nulla.
Devo stare attento, non vorrei aver capito male pure io o che magari anche lei si è espressa in maniera errata.

E cosi dopo il pranzo la porto un po' in giro per il centro della città.
Per Andrea é la prima volta che viene a Roma. Non c'è mai stata, un po' per il lavoro e per altre situazioni che l' hanno si fatta viaggiare, ma mai in Italia.
É stata a Caserta, anzi in un paesino vicino Caserta, dove è nato il papà per purtroppo, i funerali dei nonni morti in un incidente.
É stata una toccata e fuga ed era piccola. Poi non avendo parenti in Italia, non é più tornata, un po' per il lavoro e poi perché a Jan non piacciono gli italiani.


Capito, al vichingo non piacciono gli italiani.
Non so perché, ma in questo momento nella mia testa lo vedo con l' elmo cornuto in testa.
Mi auguro sia di buon presagio anche perché da dopo Fede di sesso non se ne é più fatto.

E continuando a chiacchierare, Andrea mi conferma che é sposata da otto anni e che non hanno figli.
Mi dice che é stata una scelta comune non volerne, tutti e due per il lavoro.
La carriera aveva ed ha la priorità.

Anche lei é un' altra Marika.

Ma fanculo voi e la carriera. Una famiglia senza figli, secondo me non é completa, ma ognuno ha il suo pensiero e pertanto non apro neanche il discorso.

Finito il giro che le ho promesso di continuare la sera, andiamo in camera sua a programmare tutto.
Credevo peggio e invece abbiamo lo stesso punto di vista.
Accetta i miei consigli e io approvo i suoi perché tutti e due abbiamo un unico scopo; la sicurezza di chi lavora.

E cosi dopo il classico squillo ai ragazzi, con un piccolo cicchetto da parte di mia figlia, doccia, mi vesto, scendo nella hall, e mettendomi seduto, aspetto Andrea.

Si apre la porta dell' ascensore e non posso fare a meno di tirare fuori un alla Fede.

Ritiro il non é una gran fica.
O meglio, si, forse non lo é, ma ci passerei volentieri tre, quattro anche cinque notti a letto con lei.

I capelli sciolti come pensavo, le fanno una testa riccioluta e gonfia.
Ha un completo bianco corto con uno spacco vertigonoso sulla gamba sinistra.
Le scarpe bianche ai piedi e un rossetto bordeaux sulle labbra che considero sempre un lusso per fare bocchini.
Le unghie delle mani sono smaltate dello, più o meno, stesso colore del rossetto.

"Mauro a posto? Scusami se ti ho fatto attendere."

"Non preoccuparti Andrea. Complimenti! Sei veramente molto carina e questo vestito ti dona. Dove è finita l' ingegnere in pantaloni e scarpe da ginnastica di oggi pomeriggio? "

"Eccolo che cominci a provarci. Forza, portami a cena che ho fame e l' Andrea di oggi era la versione lavoro sporco. Quella di adesso é la versione lusso, di quando esco a cena con un uomo."

Mi faccio chiamare un taxi e la porto in un ristorante vicino piazza Barberini, consigliatomi dal portiere dell' hotel.

Tutta la giornata, a parte il cicchetto ricevuto da mia figlia perché probabilmente la madre gli ha detto che abbiamo litigato, non ho mai pensato a lei.

Forse perché occupato nei vari impegni di lavoro o perché, cazzo, mentre mangiamo continuo a vedere le labbra di Andrea intorno alla mia cappella, ma a Fede non ho mai pensato.

Non c' ho mai pensato. A lei no, ma a Shuli...
Durante la cena, ho pensato a Shuli. Ho rammentato l' incontro qui a Roma, in hotel. L' incontro a casa di Wei con il bacio che ci siamo scambiati e per non peggiorare la situazione sono tornato sessualmente su Andrea.
I suoi fianchi larghi sarebbero un' ottima presa per le mie manone e sicuramente avrà due belle labbrone anche sotto.

"Mauro, mi ascolti?"

"Si, scusa Andrea, sono un po' stanco e stavo pensando a diverse cose."

"Tranquillo. Capisco che stai pensando a tua moglie e ai tuoi figli."

Già, proprio a mia moglie penso.
Con tutte le corna che mi ha messo e le sorprese che ogni tanto mi fa, penso di sicuro a lei.

Almeno ora a lei non penso proprio. Il problema subentra quando rimango solo.
Ed é per questo che sono indeciso sul fatto di andare al mare a dormire o di stare in hotel.
La valigia l' ho portata e la camera ce l' ho.
Vedremo dopo il da farsi, ma vista l' ora di inizio corsi forse conviene che io dorma in hotel.

La serata termina tranquillamente e a bordo di un taxi le faccio girare il centro di Roma e poi, alle 23.00, si torna in albergo perché da domani si parte.
Inizia il corso e fino al sabato mattino tutto procede per il meglio.
Alla fine ho deciso di dormire in hotel e di andare al mare dai ragazzi, il sabato per il fine settimana.
Andrea ha detto che prenderà in affitto un'auto e andrà a Caserta a visitare i luoghi natii del papà, andando ad ammirare la famosa reggia.

E dopo il saluto, ci lasciamo dicendoci che ci saremmo rivisti la domenica sera, a cena.
Le ho promesso che l' avrei portata a mangiare la pizza a Trastevere e per me ogni promessa è debito.

Arrivo al mare e mia figlia mi tiene il broncio.

E lo sapevo io. Solidarietà tra donne. Ma lei non sa nulla della mamma e lungi da me dall' informarla.
So che Fede non lo fa per mettermela contro, ma semplicemente per cercare un appoggio per riunirci insieme.
Se non sbaglio, mia moglie dovrebbe tornare e potrebbe farmi una sorpresa in hotel.
Se dovesse farmela, come devo comportarmi.
So già che ora, passata la sfuriata iniziale, poi mi calmo.
Divento più malleabile e se si presentasse in albergo come una puttana non riuscirei a dirle di no.

Cazzo, cazzo, cazzo!

Ma come cazzo fa questa donna ammaliatrice a tenermi in pugno così.
Non ho mai aperto la sua casella di posta in questo periodo.
Pensare che ho dormito poco e quindi di tempo ne avevo, ma non volevo leggere qualche altra brutta sorpresa.
Lei ha fatto la sua prima crociera e se le é piaciuta, scommetto che Luke gliene farà fare altre.
Con me e gli altri la faremo, se tutto va bene, a gennaio, sempre se noi due staremo ancora insieme.

Torno in hotel e come detto, Andrea e già nella hall che mi aspetta.

Le dico che salgo in camera per posare il portatile e la valigia, roba di 5 minuti.

Stasera voglio andare sulla casella di Fede. Se devo farmi male, voglio farlo stasera. Forse, riesco a capire, se ha già deciso cosa fare.

In camera poso tutto e riscendo.

Andrea é seduta su un divanetto
Che labbra! Chi lo sa se fa bocchini. Chi lo sa se lo prende nel culo.
Mistero!

Con un taxi andiamo a mangiarci una pizza a Trastevere, litigando alla fine per pagare il conto e poi torniamo in hotel.

"Ci vediamo domattina Andrea. Buonanotte. "

"Buonanotte a te, Mauro. Sogni d'oro. "






Continua...



























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2026-06-25
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