Come tutto ebbe inizio... Cap 55
di
Maurox
genere
corna
Momenti di...
Apro gli occhi dopo una notte ristoratrice. Allungo un braccio per prendere il cellulare per vedere che ore sono.
Le 5.43.
Avevo detto che avrei guardato la casella di posta di Fede, ma ieri sera non l' ho più fatto.
Non mi andava. Siamo tornati tardi e non volevo farmi nuovamente male.
Ah, Fede, Fede!
Se non sbaglio oggi dovresti tornare.
Credo di si, perché potresti sempre aver cambiato idea.
Magari la signora preferisce stare a Londra con il biondo palestrato.
Ma che cazzo dico.
No, non credo rimanga a Londra. Anche se non fosse più attratta da me qui ci sono i figli e lei, da brava mamma, per loro si farebbe uccidere.
Questa settimana ho smesso pure di correre, ma sto attento a mangiare e quindi la famosa pancetta é quasi sparita del tutto.
Fede sarà contenta ora che...
Contenta! Qui non deve essere contenta lei, ma io, e forse potrei esserlo sempre e solo se rimarrà con me.
É inutile negarlo.
Le voglio un bene dell' anima e ho il terrore che lei mi molli realmente.
Cazzo! Se dovesse dirmi che mi lascia, non so proprio cosa farei senza di lei.
Shuli non c'è e se mi mollasse pure Fede non so proprio cosa cazzo farei.
Fanculo all' orgoglio!
Se mi dicesse che mi lascia, la supplico in ginocchio di non farlo.
Il sesso è sesso, ma con lei non é solo sesso.
Sono stramaledettamente innamorato di mia moglie.
Mi alzo, vado a farmi una doccia fredda nella speranza che tutti questi pensieri rimangano tali.
"Mmmhhhhh, buongiorno! "
"Buongiorno panterona! Ti sei svegliata, era ora. "
"Si, ora. Mi sento benissimo e forse è meglio che io torni in camera mia, prima che l' albergo torni ad animarsi."
"Come preferisci Andrea."
Si mette a ridere.
"Perche ridi?"
"Sto pensando alla tua faccia di ieri sera quando hai aperto la porta. Cosa hai pensato?"
"Inizialmente ho pensato che fosse mia moglie poi mi sono detto che era impossibile perché lei sarebbe tornata oggi.
Ti confesso che a tutto pensavo tranne che a te."
"Ti è dispiaciuto fossi io?"
"Andrea, non mi hai dato neanche il tempo di parlare. Mi hai subito tappato la bocca con la tua."
"Spero ti sia piaciuto, mio driller. A me tanto e la tua trivella va una meraviglia."
"Se é per questo, anche il tuo cantiere è stupendamente aperto, Andrea."
"Ahahah! Mauro, vado nella mia camera. Ci vediamo dopo a colazione."
"Sei proprio sicura che vuoi tornare in camera ora?
Non ti andrebbe di fare un altro carotaggio, ingegnere?"
"Ancora!? Non hai già perforato abbastanza questa notte?"
"Ti è dispiaciuto?"
"Assolutamente no!"
"E allora che male c'è a fare un nuovo carotaggio. "
Mi bacia appassionatamente.
Siamo ancora nudi dopo la nottata passata insieme e mi sono accorto che Andrea é di poche parole sul sesso, agisce e basta.
Si sposta con la testa leccandomi con la lingua il petto e scendendo verso le mie parti intime, lo prende in bocca.
Si, ieri sera ho avuto la risposta alla mia domanda.
Andrea fa i bocchini e non ho avuto neanche bisogno di chiederglielo.
Si è avventata sul mio cazzo con le sue labbrone e vederla succhiare, inginocchiata davanti a me, come se io fossi il suo re, é stata una bella cosa da guardare e soprattutto da sentire.
D'altronde si sta ripetendo anche ora. Lei é sdraiata al mio fianco e con la testa ad altezza bacino, sta ripetendo il pompino di ieri sera, solo che stavolta sono sdraiato anziché in piedi.
Le piace! Prenderlo in bocca le piace e in questo momento, cazzo, sta piacendo molto anche a me.
Mi rimane il dubbio del culo. Non so se da il culo. Non me lo ha fatto capire e neanche io ho provato ad incularmela, perché mi dava la sensazione che nel culo non lo volesse.
Non credo proprio sia vergine analmente, ma non ho forzato la mia voglia di incularmela, anche perché con tutte quelle parole in norvegese che diceva durante la scopata, tanto sensuale come lingua non é.
Comunque Andrea, per quanto riguarda il resto, è stato tutto come avevo immaginato.
Le Labbra sono carnose, fatte apposta per i bocchini.
Sembra come di avere una guarnizione intorno al cazzo e succhia come la pompa della mia trivella.
In mezzo alle gambe, ha due chili di figa.
Le sue labbrone dal doppio colore, scure fuori, rosse dentro, sono caldissime e hanno accolto la mia cappella e l' asta con molto ardore come se non facesse sesso da una vita.
I fianchi me l' hanno fatta prendere a pecora stupendamente e infatti le ultime due sborrate le ho fatte con lei a 90 gradi mentre la prima si é conclusa alla maniera classica, alla missionaria.
Non perché mi piacesse, ma perché Andrea aveva accavallato le sue gambe sopra di me non facendomi neanche muovere bene e in piùcontinuava insistentemente a baciarmi.
É depilata e, anche se si vede poco, ha un tatuaggio dietro la schiena.
Che devo dire: era quello che volevo, magari poteva farmelo capire prima perche' domani tornerà mia moglie e c'è il rischio che si presenti in hotel.
I ragazzi le hanno detto che non sono più partito, quindi questa probabilità potrebbe accadere.
"Andreaaaaa, oh cazzo! Porca putt.... aaahhh! "
Che succhio che ha. Mi ha tirato su pure la prostata e se continua cosi mi fa sborrare.
"Ti piace? Dimmi che ti piace farti fare i bocchini dal tuo ingegnere, driller? "
"Siii! Oh cazzo, che brava che sei Andrea. Sei un ingegnere stupendo."
Toglie il cazzo dalla sua bocca, sfodera un sorriso con i suoi denti bianchissimi e torna a fare quello che aveva interrotto, riprendendolo in bocca.
Me lo ha fatto tornare come il marmo.
Duro, ma non freddo.
Caro Jan, anche tu, con una moglie del genere, le corna dall' elmo le puoi togliere tranquillamente perché le hai già belle che piantate in testa.
Una donna che va in giro con le scatole dei preservativi e con la crema vaginale é propensa ad utilizzarli.
Chi lo sa se Jan é a conoscenza che la moglie si porta i condom.
Vero che pure Fede c'è partita con le scatole piene per andare alle Canarie, ma Andrea non fa la escort come mia moglie.
É un ingegnere e se si porta dietro le scatole di condom é solo per un motivo: usarli!
Dopo averlo infilato tutto in bocca, mentre mi guarda se lo toglie piano piano con le guance infossate verso l' interno per il forte risucchio e poi...
"Prendimi Mauro, prendimi da dietro."
Si posiziona sul letto a gattoni, aspettando che io la penetri, cosa che dopo aver indossato il condom faccio molto velocemente.
Ha la fica caldissima e le sue labbrone sembra quasi facciano entrare pure i testicoli risucchiandoli.
Ce l' ha molto usata, su questo non ho dubbi, ma mica me la devo sposare.
Mi piacerebbe incularla!
Ha questa rosellina scura invitante e potrei provarci.
Non so però se chiederglielo o fare come con Marika.
Esco dalla fica, alzo e infilo dentro.
Faccio così.
E se magari non vuole perché non le piace.
Sculetta un po', ma una volta che sta dentro la blocco per i fianchi e se strilla...
Fermo, cazzo! Se strillasse che figura di merda farei.
Meglio lasciare stare. Si si, é meglio.
Se avesse voluto me lo avrebbe chiesto, invece non mi ha detto o fatto capire nulla.
Lascio stare. É già tanto quello che è successo ieri sera e sta accadendo stamattina.
Andrea mia. Che panterona! L' unica fregatura sono le tette!
Le tette sono calanti, ma non me ne può fregare nulla.
Su questi fianchi mi sono aggrappato e le sto piantando dentro la mia trivella come se stessi perforando il granito.
"Fuck me, fuck me."
"Zitta! Pianooo!"
"Ooohhh! Ooohhhh! Jaaaa! Jaaaaaaahhh."
"Zitta Andrea, ti sentono."
"Ooohhh! Ooohh! Ja, ja, ja. "
Inizia a dire parole incomprensibili per me, poi ad un certo punto...
"Ooohhhh, jaaaaa."
Mollo la presa ai fianchi e lei si accascia sul letto, lasciandomi a cazzo dritto.
"Andrea, Andrea."
"Ja, ja!"
Si volta e mi sfila il preservativo iniziando a segarmelo.
"Andrea, sporco il letto."
Pronuncia delle parole in norvegese. La guardo con il viso che le sta chiedendo cosa cazzo abbia detto.
"Si, scusa. Vieni in bagno."
Che cazzo di lingua. Immagino una canzone cantata in norvegese. Se i bocchini di Andrea fossero cantati nella sua lingua, scapperei di sicuro
Mi porta in bagno e comincia a farmi una sega massaggiandomi le palle.
É abile, molto abile con la mano e mentre io le infilo la mano sinistra tra le natiche, infilandole il mio dito indice nel buco posteriore, lei aumenta la velocità della sega.
Muove il culo, dando l' impressione che ce lo voglia far entrare tutto.
Non le chiedo nulla, ma si inginocchia davanti a me e continuando a segarmelo lo prende in bocca, succhiandolo.
Forse un minuto, non di più, ma sto per venire, e oh cazzo!
Ero convinto di essere scarico e invece... Le mie tre o quattro schizzate gliele scarico dentro mentre lei continua a segarmi con la bocca.
"Oohhh! Grazie Andrea, grazie. Ho finito. Scusami se non ti ho detto nulla."
Si alza e sputa dentro il lavandino la sborra che ha in bocca. Se la sciacqua con un po' di acqua e poi con un sorriso smagliante...
"Cosa dovevi dirmi Mauro. Sapevo che stavi venendo, me ne sono accorta. Se avessi voluto togliermi, lo avrei fatto.
Vado in camera Mauro. Ci vediamo dopo a colazione. Ciao."
"Ok, A dopo. Ciao. "
Chi cazzo se l' aspettava che Andrea ieri sera venisse da me.
Ero già pronto a farmi una sega su qualche sito.
Non ce la facevo più e dovevo scaricare quello che avevo dentro.
Che sorpresa cazzo! Ho aperto la porta e mi é saltata addosso come una pantera.
Ahahah! Quando le ho detto che dovevo uscire a comprare i preservativi, ne ha tirate fuori due scatole dalla sua borsa.
Pensa tu le corna che avrà messo al marito.
Poi corna... loro vivono e vedono il sesso in maniera diversa da noi, o meglio, diversa da me, perché Fede la vede forse come loro e lo vive anche piu intensamente.
Già, Fede!
Oggi torna a Roma e da stasera stop di nuovo. Come detto prima, non vorrei che lei venisse in hotel e come é accaduto con Shuli, mi vedesse con l' ingegnere.
Penso che accadrebbe un casino.
Una pantera contro una leonessa e...
E un cazzo! A pensarci bene sono uno stronzo!
Ho ancora queste remore, il timore di essere scoperto.
Incredibile! Non so neanche se lei dira di si, che vorra lasciarmi e io mi sto preoccupando perche ho paura che lei mi veda.
Ma cosa cavolo mi hai fatto Fede.
Vado a lavoro, almeno non ci penso.
La giornata scorre tranquilla, poi la sera chiamo i ragazzi e mi dicono che Fede non é tornata perché ci sono problemi con la mamma di Diana e mia moglie non vuole lasciarla sola per il momento.
Così ha spostato il ritorno a giovedi.
Non mi telefona, non torna. Non mi invia un sms.
Continua, in parole povere, forse con Diana che le sta reggendo il gioco, a farsi i cazzi suoi.
Non le sono bastati i giorni in crociera per prendere il cazzo del suo amante e questo vuol dire soltanto che lei ha già fatto la sua scelta.
Io non posso fare altro, per il bene che le voglio, di accettare la sua decisione e al suo ritorno si metterà nero su bianco.
Colpa mia! É stata tutta colpa mia.
La sera, Andrea mi vede strano e mi porta fuori a mangiare una pizza.
Poi, al nostro ritorno in albergo...
"Mauro, vuoi stare solo o preferisci passare la notte con me?"
Penso che ormai non serve a nulla piangersi addosso.
Fede si sta divertendo con il suo boss e io lo faccio con la panterona.
Posso continuare a scopare e cosi le dico di entrare in camera, almeno cerco di scordare tutti questi problemi accumulati, facendo sesso.
Dopo esserci divertiti per una buona mezz' ora, le chiedo che cosa stesse dicendo in norvegese.
Si mette a ridere.
"Mi stavo semplicemente chiedendo il perché non me lo avessi messo nell' altro buco, ma ho pensato, visto che non l' hai fatto, che non ti piacesse.
A me piace prendercelo e cosi mi sono detta: chiediglielo te.
E allora te l' ho chiesto, ma nell' eccitazione te l' ho chiesto nella mia lingua madre, ma tu non parli norvegese e non hai capito nulla.
Mauro, comunque se a te non piace avere questo tipo di rapporti, non preoccuparti, se non vuoi, a me sta bene anche cosi."
"Non mi piace! Mi stavo chiedendo se potevo mettercelo e ora che mi hai dato il consenso, succhiamelo panterona.
Voglio incularti per bene. Fammelo drizzare con le tue labbra. "
Finalmente il culo. Le ho fatto pure il culo!
Andrea la sa lunga. Fa sesso in tutte le maniere possibili, da il culo, la figa, fa i bocchini, non inghiotte lo sperma, ma si fa sborrare in bocca, eppure c'è qualcosa che non va in me.
Nonostante tutto, non sono soddisfatto.
Forse é il preservativo. L' uso del condom mi manda in crisi.
Non credo, l' ho utilizzato pure con Mizuki e a Londra con una model. Con Andrea, a parte il rapporto orale, per il resto il preservativo é d' obbligo.
Non é proprio una donna, da quel che ho capito, almeno a me ha dato questa impressione, dalle abitudini sessuali sane, e forse sto rischiando anche col rapporto orale, ma ormai la cazzata l' ho fatta.
Vorrà dire che anche io farò delle analisi al mio ritorno a casa per stare tranquillo, tanto non credo che con Fede si scopi al mare.
E visto che al mare si andrà in bianco, mi sto uccidendo di sesso con Andrea.
Così per mia fortuna, la sera seguente, dopo la classica scopata con inculata e sborrata...
"Mauro, quante volte hai tradito tua moglie?"
Azz! E ora che cosa le dico.
"Compresa questa, Andrea?"
"Fai te."
Devo spararle una cazzata.
"Quattro volte! Quattro volte! Ti confesso che se non avessimo litigato due settimane fa, forse non sarei manco venuto a letto con te."
"Ah, grazie! E io che pensavo ti piacesse fare sesso con l' ingegnere super abbronzato."
"Ci mancherebbe, certo che mi piace. Poi tu mi dai quello che mia moglie non mi da. Bocca e sedere mi piacciono tanto, sono fondamentali per me. Hai delle labbra fatte apposta per... vabbè, hai capito no?"
"Ahahah! Si, ho capito e sono naturali, senza botulino."
"Sei la fortuna di tuo marito con quelle labbra lo farai morire e sei pure brava."
"Si, me lo dicono in tanti, tranne Jan."
"In tanti! Cavolo, ma a tuo marito, quante..."
"Corna! Quante corna ho messo? Così dite in Italia quando si tradisce l' altro partner. Mauro, io ero abituata a fare sesso con chi mi piaceva e di certo, quando hai queste abitudini, non é il matrimonio a togliertele.
Se un uomo mi piace, non ci metto tanto a farglielo capire che può provarci e se non lo fa lui, gli salto addosso io come ho fatto con te.
Male che vada, l' altro mi dice di no.
Non pensare però, che mio marito sia uno tranquillo.
Lui fa sesso meno di me, però se una donna gli piace, ci prova in tutte le maniere possibili."
"Beh, voi donne siete avvantaggiate su questo. Basta che apriate le gambe e l'uomo non vede l' ora di mettersi in mezzo per piantare l' arnese nel buco.
E con la salute... che tipo di attenzioni utilizzate tu e tuo marito? "
"Non siamo stupidi. I condom sono obbligatori. La salute é salute e di certo non vado a rischiare per una notte di sesso. Nel rapporto orale, difficilmente inghiotto, ma ora che mi hai detto che non hai, diciamo quasi mai tradito tua moglie, penso...
Un momento, mi hai detto una bugia?"
"Perché Andrea?"
"Mi hai detto che hai fatto sesso con donne di diversa etnia e a meno che le tre volte..."
"Si, Andrea. Dopo il matrimonio ho fatto sesso con un' altra pantera, una forse, marocchina e un' orientale.
Anzi, credo che l' orientale sia pure rimasta incinta e sai qual é il bello?
Che se così fosse, l' abbiamo concepita in questo hotel."
"Concepita! É una femmina?"
Mentre ne parlo, Andrea si rende conto che qualcosa in me è cambiato.
"Si Andrea, é una femmina. La mia piccola ragazza! Pensa la amo senza averla mai presa in braccio. "
"Mauro, com' era questa ragazza? Bella?"
"Donna, non ragazza. Ha oltre i trent' anni e io... io sono innamoratissimo di lei. Molto! Avrei lasciato mia moglie per lei.
É di una bellezza travolgente e se non lo fosse per gli altri, per me lo é, ma in lei, era e credo lo sia ancora, tutto bello.
Sappi che adoro mia moglie, ma per lei... ecco per lei l' avrei lasciata.
Qualcosa però, oltre a lei, mi ha impedito di farlo.
Lei non voleva lasciassi mia moglie ed i miei figli ed io, forse cercando di rompere questo amore, l' ho spinta a sposarsi.
Forse ho fatto la più grande stupidaggine della vita e ho questo dubbio in testa che mi sta divorando. Lei si é allontanata, cerca di evitarmi e non vuole piu dialogare con me e mi ritrovo forse padre di una bambina che non ho mai preso in braccio. "
"Devi fare qualcosa, potrebbero avere bisogno di soldi! "
"Noooo! É l' unica cosa che non le manca. É ricca, molto ricca!
Forse ora, quello che non ha, é solo l' amore.
Ha quello della figlia, ma non dell' uomo che lei ama e che non ha avuto forse, il coraggio di mollare tutto per lei.
Ho soltanto cercato di fare la cosa giusta e in quel momento, anche su sua indicazione, quella mi sembrava la cosa giusta da fare e non perché io non volessi, ma solo perché lei non voleva rovinare la mia famiglia.
Forse ho sbagliato, non lo so, ma non sto facendo una vita serena, Andrea.
Ho sempre dubbi, problemi che cerco di risolvere.
Non dormo o se lo faccio, chiudo gli occhi per quattro o cinque ore, non di piùe se dormissi di più é solo perché sto male oppure ho una delle mie due donne vicino."
"Due donne! Ma ami anche tua moglie?
"Che domanda mi fai? Certo!
Ma la mia bambolina é un' esplosione di amore.
Non mi ci far pensare Andrea.
Amare due persone é una cosa tremenda. "
"Hai ragione, scusami. Un' ultima domanda Mauro."
"Basta che non sia..."
"No no! Ho capito, tranquillo. Tu pensi che io sia bella?"
"Brutta non sei di sicuro. Per l' età che hai non sei affatto male, poi prendendoti per i fianchi, quando ti metto la trivella nei due buchi... wow! Sei una bomba."
"Ah, menomale. Pensavo che scopassi con me solo per scopare.
E in merito alla salute, mi hai ricordato che devo nuovamente rifare le analisi perché alla fine di agosto dovrò fare un intervento."
"Oh cavolo! Spero nulla di serio?"
"No no! Intervento estetico. Il seno! Queste tette cadenti non mi piacciono proprio."
"Ma dai! Ti rifai il seno! E che misura, se lecito chiedere?"
"Jan, vorrebbe una sesta, ma a me sembra troppo. Una quinta, io opterei per una quinta."
"Wow! Diventeresti super. Una vera attira uomini.
Mi piacerebbe proprio vederle."
"Perché cosi non vado bene?"
"Vai benissimo, ma con il paraurti nuovo e il cofano che hai, stai tranquilla che l' auto é più bella."
"Non ho capito cosa hai detto, ma va bene.
Se vuoi, dopo l' intervento, ti mando una foto della nuova Andrea? "
"Magari! A me piace moltissimo fare le foto di nudo e tu saresti perfetta.
Buonanotte panterona."
"Non chiedere troppo. Oltre a farti usare la trivella vorresti pure farmi le foto nuda. Ahahah! Però...
Buonanotte Mauro. "
Tra il corso e lo svago sessuale, non ho mai avuto tempo di controllare le varie caselle di posta.
Ormai la sera, o io da Andrea o lei da me, ci diamo sotto. Sono veramente prosciugato e sessualmente non posso lamentarmi anche perché la norvegese é una vera vichinga del sesso.
Andrea é il mio Luke!
Fede, sotto un certo punto di vista, ha ragione.
Solo che io di Andrea non sono innamorato e neanche Andrea lo é di me, mentre Luke lo è, e nonostante continui mia moglie a dire che tra lei e il capo non ci sia nulla, non ne sono assolutamente convinto.
Credo, perché non posso esserne sicuro, che anche mia moglie provi qualcosa per lui ma per esserne sicuri mi servono le prove. Vero che lei in alcune mail lo ha chiamato amore, però Fede é bugiarda. Bugiarda e furba.
E così, finalmente, arriva il giovedì.
É una ninfomane anche la panterona. Ho dovuto io dirle stop ieri sera. Ero veramente arrivato.
In compenso, ho aumentato la durata, forse perché in questi giorni abbiamo fatto solo questo.
Sera e mattina stavo sempre con la mia trivella in uno dei suoi buchi.
Eppure, nonostante Andrea, che in fatto di sesso credo proprio che anche lei sia come 'The teacher', inutile negarlo, mi manca Fede.
Con l' assenza di Shuli ormai non dico di averci fatto l' abitudine perché non ce la faro' mai, ma Fede...
Oh cazzo! Il solo fatto di sapere che mi dirà che andrà via da casa per trasferirsi a Londra, alla corte di re Luke, mi mette un angoscia pazzesca.
Il solo fatto di sapere che Fede/Ginevra sarà la compagna di Luke/Artù e che lui le farà bere dal Santo Graal il suo nettare, mi sta facendo impazzire.
Ma Ginevra non aveva trombato con sir Lancillotto.
Perché con me tutte le storie cambiano.
Ma no! Non può essere e secondo me sto facendo i conti senza l' oste.
Non c'è la certezza che quello che penso sia il desiderio di mia moglie e la speranza é l' ultima a morire.
La sera chiamo sul fisso di casa al mare e mi risponde mia figlia.
Le chiedo se la mamma é tornata e mi dice di si e che sta disfando le valigie.
"Papà, vuoi parlare con lei?"
Non so cosa fare. Se dico di si, torno debole, ma potrei recuperare il rapporto.
Se le dico di no, faccio il duro, ma un duro di burro.
Basta un po' di caldo per sciogliermi.
Alla fine...
"Se lei lo desidera?"
"Mamma ha detto papà se vuoi parlare con lui?"
Da lontano sento un secco e deciso no.
"Pa', hai sentito?"
"Si, ho sentito. Va bene cosi. Ci vediamo sabato pomeriggio, domani non chiamo. Salutami tutti."
Mentre sto per chiudere sento la voce di mia figlia dire alla madre: "Siete testardi tutti e due, non vi..." e si chiude la linea.
Comincio a temere che stavolta non sia come le altre.
Per consolarmi passo ancora la notte con Andrea anche se una volta finito il momento di sesso, nella testa cominciano a girare nuovamente la paura, il timore, l'angoscia di un suo probabile abbandono per fuggire verso lidi migliori.
Speravo che dicesse a mia figlia di voler parlare con me e invece il suo secco no, probabilmente mi ha fatto capire che la nostra storia sarebbe finita.
Il venerdi scorre tranquillo. Mangiamo in hotel, ma per il timore che mia moglie possa farmi una bella e brutta sorpresa, decido di stare da solo in camera.
E visto che stasera voglio farmi del male, ne approfitto per aprire la sua casella di posta.
Tanto ormai una frustata in più o in meno, cosa può farmi.
Cosi, in tarda serata, quando so che più o meno lei é a parlare con le amiche, la apro.
Oltre a quelle dei locali ce ne una di Luke, ma é chiusa.
Delle vecchie, non c'è più nulla.
Ne in posta in arrivo, ne' in inviate e ne' nel cestino.
Sono nuovamente arrivato tardi, ma neanche me ne frega piùnulla, almeno é quello che voglio credere.
Sta di fatto che con questo pensiero in testa in attesa che lei bussi alla porta della mia camera, riesco a dormire forse quattro ore.
Non é venuta. Non é venuta.
E visto che lei non é venuta, alle 5.40, vado a bussare alla porta della camera di Andrea.
Un' ora di sesso sfrenato con la panterona norvegese per cercare ancora di dimenticare l' amara realtà.
Poi doccia e ultimo giorno di lavoro. Oggi pomeriggio tutto termina e vado a casa al mare.
E cosi, il corso finisce.
Dico ad Andrea che il pomeriggio l' accompagnero' io a Fiumicino a prendere l' aereo.
Durante il tragitto che ci separa dall' albergo all' aeroporto, divento multitasking.
Parlo con lei, penso a Luna, ai ragazzi e a quello che sarebbe potuto accadere a Passoscuro.
Spero che Fede mi prenda da una parte oppure magari mi dica di andare a cena fuori, solo io e lei, e che stavolta parli chiaro.
Fede che parla chiaro è utopia.
Arriviamo in aeroporto. Lascio Andrea e lei salutandomi...
"Ciao Mauro. Ci rivediamo a ottobre."
"A ottobre! Come ad ottobre?"
"Si! Non ti hanno detto nulla?"
"Dipende da cosa avrebbero dovuto dirmi?"
"Abbiamo le due settimane di addestramento pratico. Ma non sappiamo ancora se farlo qui o da noi, in Norvegia."
"No, non lo sapevo proprio."
"Vedrai un Andrea modificata. Tette nuove, ma campi di lavoro vecchi.
Ti mando un paio di foto appena sono in forma. Non le far girare e a proposito di quelle foto di nudo, quasi quasi... "
"Ahahah! Ti eccita l' idea, vero? Tranquilla, quelle che mi invierai le metto come sfondo del desktop e i tuoi campi, anche se vecchi, sono perfettamente funzionanti. Grazie per tutto Andrea, sono stato bene con te anche professionalmente parlando.
Buon viaggio."
"Ahahah! Grazie a te Mauro. Idem anche per me, driller."
Le sorrido, un bacio sulle guance e la guardo mentre si allontana...
Eccola l' inculata!
Ora ho capito il perché dei quattro giorni premio. Non sono mai stati tanto generosi e a me é sembrato proprio che sotto sotto qualcosa che non andasse...
L' ingegnere me lo ha messo nel culo.
E vabbè, vorrà dire che Jan si beccherà ancora un po' di corna e io le metterò a Fede, ma tanto per pareggiare quelle che fino ad oggi mi ha messo lei, troppe ne ho di ore di sesso da fare.
E continuo a fare i cinti senza l' oste. Tutta questa tiritera e manco é detto che ad ottobre io sia ancora insieme a mia moglie.
Che palle! Sesso, sesso e sesso. Si pensa solo a scopare e anche io sto diventando peggio di Fede.
Se ci penso però, questa settimana non posso proprio lamentarmi.
Andrea é veramente una gran porca.
Le piace il sesso.
Mi ha detto che di corna al marito ne ha messe tantissime e non disdegna andare a letto con chi gli piace.
É bisex e alcune volte se la spassa con coppie disponibili a farlo in tre.
Adora il cazzo. Le piace far eccitare gli uomini e non disdegna le gang.
Ne ha fatte pure con quattro uomini, con lei al centro dell' attenzione.
Cazzo! Andrea é peggio di Fede, mia moglie al massimo, almeno da quello che so, si é fermata a tre uomini.
Ahahah! Forse l' unica cosa che è rimasta vergine ad Andrea, sono gli occhi.
E dopo l' ultimo saluto con la mano alzata all' ingegnere, dirigendomi verso la macchina, penso a quello che mi aspetta a casa.
Arrivo a Passoscuro, suono il campanello e mi apre mia suocera.
Mi dice che i ragazzi sono in spiaggia con tutti gli altri e mio suocero è al bar a giocare a carte.
Non le chiedo di mia moglie.
Entro in camera, poso la valigia e non resistendo, le chiedo: "Federica?! Dov' è mia moglie? "
"Mauro, Fefe é andata a Roma."
"A Roma! A che fare?"
"Non lo so! Ha detto che aveva un impegno."
"Ah! Un impegno."
"Mauro, perdonami se te lo chiedo, so che non sono fatti miei, ma c'è un po' di maretta?"
"Ve ne siete accorti, eh!?"
"Si, ma passerà. Ogni tanto una litigata fa bene alla coppia, altrimenti sarebbe troppo monotona la vita."
"Oh, se é per questo, stai pure tranquilla che con tua figlia la vita non é monotona."
Mi guarda con un' espressione di stupore.
"Come Mauro? Perché la vita non é monotona con Fefe'?"
Cazzo! Che mi invento.
"Perché abbiamo due miliardi di cose da fare e andiamo sempre a 200 all' ora."
Disfo il bagaglio, mettendo a lavare quello che é sporco e vado in spiaggia.
Ci sono tutti e appena mi vedono vengono a salutarmi.
Addirittura mia figlia mi salta addosso, abbracciandomi e sbaciucchiandomi.
"Che é successo? Non mi tieni più il broncio?"
"Papà, lo sai che quando litighi con la mamma mi da fastidio, ma tanto so già che poi alla fine fate pace."
Le sorrido, poi voltandomi verso gli altri...
"Ragazzi, ciao a tutti. Luca, ti hanno sciolto?"
"Si, ce l' ho fatta. Credo e almeno spero, di stare tranquillo fino al 25 agosto."
"Bene! Ale pure é tornato, quindi ci siamo tutti. "
"Si Mauro ed é un piacere averti con noi tutto il mese.
Io ho alcuni servizi da fare, se vuoi, puoi venire con me?"
"Ben volentieri Ale, ma non ho la reflex."
"Ti mancassero le macchine. Tanto dovresti utilizzare le mie per forza.
Mi servi come secondo scatto per il cambio posa."
"Ci sono! Lo sai che mi piace fare le foto. E queste stupende signorine?
Piccole mie, venite dallo zio."
Mi prendo in braccio le figlie di Manu e Stefy.
Sono cresciute e si stanno facendo carine.
"Ciao Manu! Ciao Stefy! Manca solo mia moglie."
"É andata a farsi bella anche se non ne ha bisogno. "
Guardo Stefania.
"Bella! In che senso Stefania?"
Manu lancia un' occhiataccia a Stefania.
Stefania comprende di aver fatto una cazzata e cerca di rimediare.
"Nel senso che é andata a comprare dei trucchi."
"Voi non me la raccontate giusta."
"Ciao Pa'."
"Oh, guarda chi c'è. Mai una volta al telefono con me e voi due, sempre inseparabili, vero? No, non rispondere. Prima saluto questa bella signorina mora."
Si avvicina sorridente la figlia di Manuela.
Porca miseria, quanto é bella.
Ti credo che mio figlio non si stacca mai da lei e viceversa perché anche lui é un gran bel ragazzo.
Mi abbraccia lei dandomi due baci sulle guance.
"Ciao Mauro, bentornato."
"Grazie, piccola mia. Dove siete stati a far danni bricconcelli?"
"Siamo stati da Luca, al bar, a prendere un gelato."
"Spero te lo abbia offerto questo ragazzo vicino a te?"
"No pa', l' ho messo sul conto tuo."
Risata generale.
"Hai fatto bene. Non vedo una persona.
Ah, no sta arrivando."
"Signor Mauro, buon pomeriggio."
"Luca, se non dici a tuo figlio di togliere sto signore non faccio uscire mia figlia da casa per una settimana. "
"No no, Mauro. Ho capito. Ti chiamo Mauro."
"Bene, bravo!"
"Grazie sig... Mauro. No, scusami!"
"Tu sei troppo ben educato, ragazzo mio e se non sbaglio ti sei pure alzato.
Cavolo due mesi che non ti vedo e ti sei alzato.
Vabbè! Luca, Ale, ho bisogno di un caffè. Venite? E voi, belle signore che vi portiamo?"
"Niente, grazie Mauro."
"Alle bimbe?"
"Nulla, grazie."
"OK!"
Ci incamminiamo verso il bar e intanto Luca ci dice che si farà tutto a Ferragosto.
L' anello é pronto ed é soltanto da andare a ritirare.
"Mauro, tu non parti, vero?"
"No Luca! Sono in vacanza fino a quando voglio io, ma credo che per gli ultimi di agosto o i primi di settembre io torni a lavoro.
Bene! Domani sera che ne dite di andare a mangiare una bella pizza?"
"Non puoi!"
"Perché non posso Ale?"
"Tua moglie ci ha detto che dovete andare fuori a cena. Tu e lei, come due piccioncini."
"Ah! Non sapevo nulla."
"Te lo dirà dopo, quando torna."
Ecco, perfetto. Cosa avevo detto: spero si vada fuori a cena e mi dica che vuole mollarmi. Cazzo, che tristezza!
"Mauro, che c'è. Sei sbiancato."
"Nulla ragazzi! Sono semplicemente un po' stanco. Non ho dormito molto questi giorni.
Scusate, vado a sdraiarmi un poco. Ci vediamo dopo.
Salutatemi gli altri."
"Ciao Mauro."
Torno a casa e mi sdraio sul letto.
Sono stanco veramente, ma dopo che Ale mi ha detto che andrò domani sera fuori a cena con Fede, ho avuto come un calo di pressione.
Molto probabilmente, la notizia non mi è piaciuta.
Cazzo, sta accadendo quello che avevo previsto. Sono un mago! Leggo il futuro e cosi mi faccio male due volte: quando lo prevedo e quando si verifica.
Fede ancora non é tornata. Sono quasi le 18.00 e chissà dove cazzo è andata.
Forse da Andrea, ma quello bianco e connil cazzo da culo.
No, da Andrea, no! Stefano sta ancora in America e Andrea sta con lui.
Rocco non si è visto e Ale non miha detto nulla di lui. Meglio! Mi sta sulle balle.
Allora... chi ha la troia a Roma con il quale può divertirsi.
Ah, ma certo! L' autosalone.
Il proprietario, il nipote e magari qualche meccanico dell' officina.
Alt! Stop! Mi ero scordato di Fuffy.
Sta, tutto sommato, qua vicino e che ci vuole ad arrivare.
C'è pure Atsushi. Magari una visitina a Roma con toccata e fuga dentro i buchi di mia moglie al cinese non credo proprio farebbe schifo.
Ne ha di cazzi con cui divertirsi sta puttana.
Puttana, troia, ma quante cavolo gliene ho dette.
Caro Mauro, stai rosicando, come si dice a Roma.Sto proprio rosicando e non va bene.
Devo cambiare atteggiamento perché così continuo a farmi del male.
E al suo comportamento o al suo modo di fare e cercare sesso, se ancora non mi ci sono abituato, é ora che io cominci a farlo.
Poi, se sara', la solitudine in qualche maniera la si riempie.
C'è Angelo!
In qualche modo il sesso si fa.
Non sono da buttare. Schifo non faccio e qualche donna per giocare, la trovo di sicuro.
In sala!
Posso andare in sala a ballare. Con la scuola di Giacomo.
Di certo anche li non mi mancano o mancheranno le donne per fare sesso.
Il sesso! Che bella parola.
Bene! Appurato che per il sesso non ci sono problemi, mi mancherebbe soltanto una persona al mio fianco da amare e per me oggi, ci sono solo due donne in grado di farmelo fare.
Purtroppo una è sposata ed é a 7000 km di distanza e l' altra sta per mollarmi.
Non mi sento bene.
Credo di essere febbricitante e tra i brividi di freddo e la testa che mi scoppia, strano a dirsi, mi addormento.
Riapro gli occhi.
Guardo l' orario sulla radiosveglia.
Le 21.15.
Cavolo, ho dormito tre ore!
Stanotte, tra il fatto che ho dormito ora e con tutti i pensieri in testa, credo proprio che la passerò in bianco in giardino o in spiaggia.
Mi alzo, ma mi sento strano. Non sto bene.
Non lo credo più, sono sicuro di aver la febbre. Che palle!
La porta della camera si apre.
É Fede.
Mi guarda e poi...
"Mangi o rimani a letto?"
Né un ciao, un come stai, un piccolo bacio.
Nulla che mi abbia fatto capire che lei voglia fare pace ed io, nella forse, mia stupidità, mi inchino al destino rispondendo alla sua domanda con un tono tranquillo e pacato.
"Un pezzo di pane, mangio un pezzo di pane solo per prendermi un' aspirina."
"Stai male?"
"Non sto bene, questo é sicuro."
"Va bene! Ce la fai a reggerti in piedi per domani sera?"
"Non ho problemi. Mi tengo in piedi per domani sera. Cosa vuoi fare?"
"Andiamo a cena fuori, io e te da soli. Dobbiamo parlare."
Faccio un profondo respiro e poi le dico: "Va bene. Dove sei stata"?
"Non sono problemi che ti riguardano. Cosi mi hai risposto a Londra e cosi ti rispondo ora io."
"I ragazzi dove sono? Questo puoi dirmelo?"
"In gelateria, con i nonni e tutti gli altri."
"E tu... perché te non sei andata?"
Non dice nulla, si gira e torna al salone, chiudendo la porta della camera dietro di lei.
Mi ristendo sul letto e mi rendo conto che é finita veramente.
Stavolta è finita veramente.
Non ho neanche la forza di controbattere alle sue sferzate per quanto sono demoralizzato.
Colpa sua, colpa mia, non ha importanza di chi é la colpa, so soltanto che io appena l' ho vista mi sono squagliato nuovamente, mentre lei è stata fredda.
Forse me lo merito, avrei dovuto farla parlare e non l' ho fatto, ma anche se glielo avessi concesso come avrei potuto crederle dopo tutte le bugie che mi ha sempre detto.
Mentre sto elucubrando questi concetti, sento la porta riaprirsi.
É lei.
Ha un vassoio con sopra dei biscotti, un bicchiere di latte, una scatola di aspirine e il termometro.
"Dai Mauro, mettiti seduto. Hai gli occhi lucidi, forse per la febbre. Mettiti il termometro. "
Il tono della sua voce è cambiato e se non sono lucidi per la febbre, forse lo sono per le lacrime che stanno per uscirmi.
Mi sta parlando amorevolmente e questo per me vuol dire tanto.
Aspetto un paio di minuti con lei che mi fissa. Tolgo il termometro da sotto l' ascella e glielo do in mano.
Lo guarda e...
"Però! Hai 38.2."
Deve essere stata Andrea. Martedi mi aveva detto di non sentirsi tanto bene, ma pure lei ha preso un' aspirina in bocca e un cazzo in culo e il giorno seguente stava bene.
"Dai, mangia e prenditi l' aspirina."
Mi da due biscotti e mentre li sgranocchio, mi sorride.
Forse non é tutto perso.
Devo scusarmi con lei, devo farlo. Non posso perderla.
Facesse sesso con chi vuole, ma io non posso perderla.
Mi da il bicchiere di latte con l' aspirina.
Inghiotto.
"Dai spogliati e mettiti a letto."
Con lo sguardo supplichevole le ripeto la domanda: "Fede, dove sei stata"?
Mi guarda sorridente.
"Siamo un pochino gelosi, vero? Va bene, sono stata a farmi le unghie.
Avevo chiesto di poter fare pure i capelli ma non avevano la tinta che volevo io e poi ho anche le mie cose.
Dai, mettiti giù e dormi.
Domani, domani sera a cena, parleremo e forse riusciremo a chiarirci."
"Domani sera?! A cena!?"
"Si, domani sera, a cena. Ce le diremo tutte e alla fine si vedrà, ma c'è poco da vedere.
Dormi Mauro, dormi ora. Forse ora che stai male, ci riesci a dormire."
Mi sento stranamente più rilassato anche se il suo c'è poco da vedere potrebbe avere un doppio senso.
Non resta altro che aspettare domani sera e forse non andrà proprio come avevo pensato o previsto.
Forse il mago ha sbagliato e ne sarei felice.
Certo non ne ho ancora la conferma, ma dal suo modo di parlare e dalle sue parole sembra come mi stesse dicendo di stare tranquillo, che non devo preoccuparmi.
Lo spero! Domattina, domattina dovesse servire, le chiederò scusa in ginocchio.
L' amore é amore e quando sei innamorato non c'è un cazzo da fare. Fai delle cazzate pazzesche!
Ora comprendo Luke.
Mi addormento, ma come sempre, il destino separa e il destino riunisce.
A volte sono le belle notizie a farlo e a volte purtroppo, le brutte.
Le 5.25 AM.
"Fede, il cellulare! Sta squillando. Rispondi."
"Mmhh, si. Non l' ho sentito. Ma dove sta. "
"Ti accendo la luce?"
"No Mauro, accendo la mia. Non preoccuparti.
Pronto!"
Silenzio.
"Diana!"
Si mette seduta sul letto...
"Nooooo! Noooo! Doris noooo!"
Scoppia a piangere.
"Fede! Cosa è successo?"
Piange solo e ha il cellulare in mano poggiato sul letto.
Glielo tolgo dalla mano mentre lei continua a piangere.
I miei figli con i suoceri, hanno sentito Fede gridare e piangere e sono entrati trafelati in camera.
Mi guardano mentre sto portando il cellulare all' orecchio.
"Pronto Diana, cosa è successo?"
Con la voce singhiozzante e rotta dal pianto: "Mauro, mamma! Mamma Doris stavolta non ce l' ha fatta.
L' ultima... l' ultima crisi è stata fatale.
Mamma non c'è più. Il cuore non ha retto."
"Diana, il primo aereo che troviamo stamattina e veniamo."
"Mauro, scusate l' orario, state tranquilli, non fa nulla. Era per sentire una voce amica, un piccolo aiuto, perché sto tanto giu' e sono sola."
"Diana, stamattina partiamo. Dacci il tempo di vedere gli aerei e di arrivare.
Le nostre più sincere e sentite condoglianze per il momento. Diana, stiamo arrivando."
"Va bene Mauro. Stai vicino a Fede."
"Tranquilla Diana. Tranquilla! Veniamo."
"Fede, preparati. Controlliamo i voli e vediamo di trovarne uno o due, anche con lo scalo, per arrivare a londra.
Fede, hai sentito cosa ho detto? Smetti di piagere, Diana ha bisogno di te."
Si asciuga gli occhi e con la voce ancora singhiozzante...
"Vado sola Mauro, tu stai male."
"No, sto una meraviglia e sola non ti mando.
Sto benissimo e non devi preoccuparti. Facciamo due trolley o un bagaglio unico e vediamo di partire. Diana ha bisogno di te."
"No Mauro. Non ha bisogno di me, ha bisogno di noi.
Aspettiamo che apra l' agenzia dove prendiamo i biglietti, vediamo la disponibilità degli aerei."
Si sono svegliati tutti ormai. Sono le 5.40 del mattino.
Nel frattempo Fede ha fatto una valigia e quando é l' orario giusto, chiama l' agenzia di Londra.
Cerca con la massima accortezza di non far capire cose strane ai suoi genitori e ai ragazzi e alla fine: "Mauro, di voli diretti per Londra, oggi e domani, non se ne parla. Tutto pieno.
Se vuoi, andiamo in aeroporto e ci mettiamo in attesa?"
"E voli non diretti, magari facendo due scali?"
"Violet, hai sentito? si, hai ragione, scusami."
Fede ripete in inglese quello che avevo chiesto e allora...
"Sta controllando Mauro."
"Va bene."
Dopo un minuto la sento parlare in inglese.
"Si Violet, dimmi.
Credo vada bene, chiedo, aspetta un attimo.
Mauro, fra due ore c'è un volo per Parigi e da li prendiamo l' eurostar per Londra.
Va bene?!"
"Qualsiasi cosa va bene, purché arriviamo a Londra. Ti do la carta di credito. "
Non mi da il tempo di aprire il portafogli che lei in inglese...
"Violet, fai tutto con la mia carta e mandami per favore i biglietti via mail. Grazie cara.
Mauro, dobbiamo fare veloci.
Come ti senti?"
"Benissimo! Stai tranquilla. Dobbiamo raggiungere Diana velocemente. Ha bisogno di te."
"Di noi Mauro, di noi. "
"Va bene, di noi."
Si avvicina a me, mi abbraccia e scoppia a piangere con un pianto liberatorio.
L' abbraccio stringendola forte e le accarezzo i capelli sopra la testa."
I nostri figli sorridono e mia suocera ci guarda.
"Dai Fede, ci sarà tempo per tutto, te lo prometto."
Annuisce con la testa asciugandosi le lacrime e di corsa ci prepariamo.
Salutiamo tutti quanti dicendogli che in quattro o cinque giorni al massimo, saremo di ritorno e giustamente i ragazzi: "Pensate alla zia. Noi qui stiamo bene e con qualcuno. La zia non ha più nessuno".
Bravi ragazzi! Poi dicono che a volte i più piccoli non sono più intelligenti degli adulti.
Mio suocero ci accompagna a Fiumicino.
Mi accorgo che ho portato con me le chiavi di casa di Ancona per sbaglio e per non creare problemi le metto nel marsupio.
Dopo aver preso l' aereo per Parigi, una volta scesi al De Gaulle, di corsa alla stazione con un taxi per prendere l' eurostar e dopo altre due ore e 20 minuti arriviamo a Londra.
Raggiungiamo casa di Diana in taxi intorno alle 7.00 PM.
L' abbraccio con i pianti tra Fede e Diana mi fanno commuovere e escono i lacrimoni dagli occhi pure a me.
Lacrimoni che scendono copiosi quando Diana si stacca da Fede e viene ad abbracciare me.
"Grazie Mauro, grazie. Entriamo.
Lilly con Dan, sono appena andati via. Il funerale ci sarà domani e vi prego, non vestiti scuri, mamma li voleva colorati. Non vi vestite in nero."
"Lo so Diana, sapevo cosa voleva Doris. Non ho nulla di scuro in valigia, ne' per me e ne' per Mauro.
La sera siamo in casa e mentre parlano ricordando la mamma di Diana, le squilla il cellulare.
Ci guarda.
"É Luke!"
Risponde.
Parla una decina di minuti con lui poi chiude e il suo sguardo va verso Fede.
"Viene anche lui domani al funerale.
É già a Londra. Qualcuno lo ha avvertito ed ha preso il primo aereo disponibile."
Subito Fede e Diana mi guardano.
Capisco la situazione.
Signore, se non volete io non vengo, state tranquille.
Per mia moglie é solo il suo datore di lavoro, così mi ha detto, e se dovessi venire, per rispetto a te Diana, ma soprattutto a tua mamma Doris, per quanto mi riguarda, sarò soltanto uno dei presenti alle esequie di tua mamma."
Insieme si avvicinano e mi baciano le guance e mentre loro lo fanno, io penso...
Fantastico! Dopo aver fatto uno scambio di saluti alzando i bicchieri da palco a palco, domani rivedrò l' amante londinese di mia moglie al funerale della mamma della sua più cara amica.
Sono proprio un santo.
Cosi, sta a vedere, che me lo troverò fianco a fianco di Fede e di Diana.
Forse stanno iniziando le prove generali di: oggi la prendi te, domani la prendo io.
Non so se ridere o piangere.
Dopo una parca cena, andiamo a letto.
Diana ci dice la stanza.
"Fede, te e Mauro andate..."
"No Diana. Fede é più giusto che venga a dormire con te.
Tu hai bisogno di qualcuno che ti dia conforto."
"Ma mauro, dovete..."
"Si lo so, dobbiamo ancora chiarire. Io la amo con tutto il mio cuore e non so se lei ha ancora questo forte sentimento nei miei confronti, ma oggi tu hai bisogno di tua sorella e io se ho sbagliato, sono pronto ad inginocchiarmi al suo cospetto e chiederle non scusa, ma perdono."
Fede sorride mentre gli occhi si riempiono di luce e mettendosi la mano sul cuore: "É solo e tutto tuo Mauro, solo tuo e non devi farti perdonare nulla. C'è stato un qui pro quo dovuto ad un concatenarsi di eventi che hanno portato a questo increscioso equivoco".
"Ne parleremo Fede, ne parleremo di questo. Pensa a Diana."
Si va a letto.
Sento loro parlare in continuazione. Della mamma di Diana, di Lilly, della scuola, del locale, ma mai dire una parola su di me o su Luke.
Queste pareti... si sente tutto ed é come se non ci fossero.
Verso le 1.00 AM non sento più nulla.
Forse si sono addormentate.
Io stento e poi, verso le 2.00 AM chiudo gli occhi.
Li riapro alle 7.40 AM.
Forse ho ancora un po' di febbre.
Fede entra in stanza.
"Buongiorno Mauro."
Si mette sul letto al mio fianco e mi da un bacio sulla fronte dopo avermi accarezzato la guancia con la mano.
"Mettiti il termometro. Hai fame? Scendi, vieni a fare colazione?
Ti ho messa un' aspirina vicino al tuo piatto.
Lo vedo che non stai in forma e secondo me non avresti dovuto venire."
Cazzo! Solo ieri ho detto che mi sarei comportato bene e invece adesso mi sta venendo voglia di dirgli che se non fossi venuto di certo sarebbe andata, dopo il funerale, a spassarsela ancora col suo boss.
Torno lucido e cerco di togliermi dalla testa la gelosia che sta crescendo dentro di me con la paura che mia moglie mi venga tolta, ma non le dico nulla e la ringrazio dicendole che mi faccio una doccia al volo e scendo.
Ho poca febbre, solo un po' di alterazione.
Mi doccio, mi vesto e scendo in cucina.
Diana mi vede e viene ad abbracciarmi.
"Diana, che c'è?"
"Mauro, se non ci foste voi, io sarei sola."
"Tu non sarai mai sola Diana."
Mi guarda e sorridendo mi bacia sulla guancia.
Ci si prepara per il funerale e come da sua richiesta nulla fa vedere che si sta andando a dare l' ultimo saluto alla signora Doris e quando si arriva al cimitero, in una piccola cappella dove si dovrebbe svolgere la funzione funebre, io e Fede entriamo insieme a Diana per andare nella prima fila.
Mentre procediamo mi guardo intorno e vedo volti a me sconosciuti e qualcuno che ho già visto.
Nel secondo banco, dietro a quello dove dovremmo metterci noi, c'è una signora mulatta con il braccio e la gamba destra ingessati.
Una vistosa fasciatura le copre la fronte.
Ha due stampelle sul lato sinistro poggiate al banco e un signore negro sul lato destro.
Cazzo! É Corinne. Allora é vero. Ha avuto realmente un incidente.
Ho fatto una gran figura di merda con Fede e Diana.
Faccio un forte sospiro.
Mia moglie l' ha notato, mi prende la mano e me la stringe, parlandomi ad un orecchio...
"Una volta lo dicesti tu a me, ora sono io che lo dico a te: Non é successo nulla Mauro, è tutto ok."
Annuisco con la testa, sorridendole, ma si vede il mio malessere dovuto forse un po' alla febbre e tanto alla cazzata che ho fatto, pentendomi di non averla fatta parlare.
Una volta seduti inizia il rito funebre.
Non ho visto Luke. Forse ha cambiato idea e non é più venuto.
Mi volto, seguendo con lo sguardo i ragazzi delle pompe funebri che stanno uscendo e in fondo c'è lui.
É venuto! Allora é venuto. Ha ascoltato tutto il rito rimanendo in fondo alla cappella e durante la sepoltura se ne é rimasto sempre in disparte, poi terminato tutto, alla fine, per salutare Diana, si avvicina, le fa le condoglianze abbracciandola calorosamente, dandole un bacio sulla guancia.
Si sposta di mezzo metro e fa la stessa cosa con Fede poi, si avvicina a me, allunga la mano, dandomi le condoglianze e io non posso far altro che stendergli la mia rispondendo alla sua richiesta con un grazie, contraccambiando la stretta di mano.
Una stretta molto vigorosa a dire la verità, ma credo che se abbia voluto dimostrare qualcosa penso ci sia rimasto molto male.
La mia é più forte della sua.
Seguono tutti gli altri partecipanti venuti a dare l' ultimo saluto a Doris.
Ci sono anche la cassiera, quattro belle ragazze, tre ragazzi del locale e diverse persone anziane.
Tutti a dare le condoglianze a Diana e quando buona parte della gente se ne è andata, la mulatta si avvicina a me e in disparte: "Devo scusarmi con te. So che avevamo un appuntamento, ma come vedi purtroppo, non é dipeso dalla mia volontà mancarlo.
Federica mi ha detto che non mancherà occasione per ripeterlo e che la prossima volta che tornerai a Londra, potrò, salvo imprevisti, assolvere all' incarico che mi era stato affidato".
Mi arriva una botta di profumo terrificante. Un' odore di sensualità mi avvolge. Forse l' ha messo ora perché nella chiesetta non si sentiva.
La guardo bene.
É una bella donna veramente. Hanno ragione Fede e Diana. Ci sarebbe stato veramente da divertirsi se il destino beffardo non ci si fosse messo di mezzo.
Le rispondo.
"Non ha importanza! L' importante è che tu guarisca presto e che torni al 100% operativa per abbracciare nuovamente i tuoi bambini."
"Beh, tanto bambini non sono più, però ti ringrazio.
So che i tuoi figli sono orgogliosi di avere un papà come te e che sei un bravo marito."
Cazzo! Che intende per marito.
Non capisco.
Fede mi ha riferito che a parte Diana e Luke, nessuno sa che siamo sposati.
Forse ha detto a Corinne che sono sposato, ma non con lei.
Lo sguardo mi va su Luke che é nella visuale dietro alla mulatta. Sta parlando con Diana e Fede.
Le abbraccia nuovamente e poi lo vedo allontanarsi mentre io rispondo a Corinne.
"Cosi ha detto, Federica? Bene! Mia moglie non sa nulla di questa storia e spero non lo venga a sapere.
Mi auguro che tu..."
"Ssshhhh! So tutto! Federica me lo ha detto. So che siete sposati e che avete due figli. Ho visto le foto.
Federica mi parla sempre di voi.
É molto innamorata e si vede. Quando mi parla di te le brillano gli occhi, ma lei é un' esibizionista, un' artista e non riesce a fare a meno di fare quello che fa.
Lo fa perché le piace e non per farti del male.
Non te ne farebbe mai, su questo puoi esserne certo e qui ha notevolmente limitato il sesso proprio per non crearti problemi.
Però questa è la nostra vita.
Forse avremmo potuto farla più tranquilla, come semplici casalinghe o donne in carriera, ma per passione, per soldi, perché ci piace o per altri motivi, ormai ci risulta difficile cambiarla.
Io lo faccio per soldi.
Mio marito, quando gliel' ho detto non era tanto favorevole, poi alcune ristrettezze economiche, varie difficoltà incontrate, l' hanno convinto a farmelo fare.
Inizialmente solo spogliarelli, poi dopo aver visto che il tenore di vita era diverso, ha messo tutto dietro le spalle e ha accettato che facessi l' hard e altro.
Ormai sono cinque anni che lo faccio e lui dice sempre che tornando indietro avrei dovuto farlo prima.
Sono state Diana e Federica a portarmi nel locale di Luke e ad oggi ne sono contenta.
Pensa che un mio ragazzo va a scuola con tua moglie e con Diana e se non avessi un' altra entrata che mi porta soldi, non avrei mai potuto mandarlo in quella scuola."
"Quindi tuo marito é d'accordo su quel che fai? "
"Certo! Te l' ho detto. All' inizio no, ma poi piaceva anche a lui vedere la moglie sul palco che si mostrava nuda e non solo.
E poi, in questa maniera, ne trae vantaggi anche lui. "
"Che vantaggi? "
"Economici e anche di sesso. Io l' ho sciolto, puo fare quello che vuole."
"Tu l' hai sciolto, mia moglie no!"
"Ti stava mandando a letto con me o sbaglio?"
"Beh, per te é un lavoro."
"Tra di noi non esistono rapporti lavorativi, ma solo scambi di favori. "
"Che vuol dire? "
"Te l' ho detto prima che ne traeva vantaggi anche mio marito o se mi servisse in futuro, Federica lo avrebbe rifatto a me."
"Mi stai dicendo che per mandarmi a letto con te, mia moglie é stata a letto con tuo marito? "
"Non é da tutti andare a letto con 'The teacher' e se si presentasse l' occasione non se la lascia scappare di certo."
Ma porca puttana! Ha dovuto andare a letto con il marito per consentire a me di scoparmi Corinne.
"Mauro, ascoltami: ogni donna ha bisogno di tempo e Federica, innamorata come è di te, ha enormi difficoltà ad effettuare questi scambi. Non sopporta l' idea di sapere che tu sei a letto con un' altra donna. "
"Lei non lo sopporta e io invece dovrei sopportarlo? "
"Da quello che mi ha detto Federica, non é stata lei ad iniziare tutto, ma te. Lei non lo avrebbe mai fatto se tu non avessi insistito. Le stava bene la vita che stava facendo e ci si era abituata. Poi tu le hai chiesto quello che le hai chiesto e se ce l' hai dentro diventa un problema bloccarsi. "
"Ok Corinne, ho capito!"
"Sicuro tu abbia capito? Lo spero! Sig Mauro, io adoro mio marito, eppure per me é stato semplice mandarlo con altre donne, ma non siamo tutte uguali. Dalle tempo, ne ha bisogno e fai attenzione perché se il mio capo mi chiedesse di fare qualcosa in più, lo farei. Ecco, spero tu mi abbia capito realmente. "
La osservo molto perplesso.
"Sinceramente, non tanto."
"Piano piano lo capirai, Mauro. Io ti ho avvertito. Quando entri in questi ambienti é molto difficile poi uscirne. Ci vedremo quando tornerai a Londra perché io sono in debito con te e vedrai che non ti deluderò.
Mi spiace esserci conosciuti in un momento del genere, ma la vita...
Arrivederci a presto, Mauro. "
Oscillo la testa in segno di assenso e la saluto.
La scia di profumo che mi stava stordendo, piano piano comincia a scemare, attenuandosi.
Cazzo, se ha veramente 45 anni é una gran bella fica.
La osservo mentre claudicante raggiunge il marito, che aiutandola, la conduce alla macchina.
Non ho capito la sua ultima frase, quel piano piano lo capirai.
Sembra quasi un avvertimento su qualcosa che dovrà accadere in futuro o che accadrà se io non faccio attenzione con questa voglia scambista.
Diana e Fede mi hanno lasciato parlare con Corinne poi, una volta accortesi che avevamo terminato di parlare, lentamente si sono incamminate verso di me.
Mi sento terribilmente in colpa.
L' ho fatta andare a letto con il marito di Corinne per consentirmi di avere una notte di sesso con la mulatta.
Devo scusarmi, farmi perdonare...
"Fede, io devo... io devo... Corinne mi ha detto alcune cose e sa che sono tuo marito. Glielo hai detto tu? Quando?"
Fede mi guarda e sorridendo...
"Due settimane fa, quando é successo il patatrack, Mauro.
Mi sono sentita talmente in colpa che in ospedale, parlando con Corinne, gliel' ho detto. Non me ne é fregato nulla. Può raccontare tutto a chi vuole, non mi interessa. "
"Cosa Fede? Cosa vi siete dette?"
"Sono andata a trovarla in ospedale sabato pomeriggio, quando tu sei partito.
Lei si è scusata con me per l' accaduto.
Diana le ha detto cosa era successo e Corinne si é sentita responsabile.
Io le ho detto che non é stata colpa sua. Che doveva andare così e che non doveva preoccuparsi perché nella vita é tutto già scritto, ma quando mi ha detto di dire al mio amico di non preoccuparsi perché la prossima volta che lui tornerà a Londra fisseranno un nuovo appuntamento, io non ce l' ho fatta e cosi le ho detto che non eri un mio amico, ma mio marito.
Il mio splendido marito!
Senza esitazione, le ho preso le mani e le ho detto: Corinne, l' uomo con il quale avresti dovuto passare la notte, era mio marito e non un amico.
Poi mentre lei incredula mi guardava le ho detto di stare tranquilla, di pensare a ristabilirsi e di tornare a casa al più presto, dai suoi ragazzi.
Lei mi guardava ancora con un' aria di stupore dopo aver sentito quelle parole. Non se l' aspettava proprio di sapere che fossi mio marito.
Sapeva che non ero sposata, ma in quel momento, dopo tutto quello che era successo, era un segreto che non riuscivo a tenermi dentro e dopo essermi confessata con lei, mi sono sentita meglio anche se il problema con te era ancora esistente e difficilmente riparabile.
É accaduto, doveva accadere e si, ti confesso che dentro di me un poco ero felice per il mancato appuntamento, ma il solo pensare che non ho mantenuto la promessa, mi ha fatto stare male.
Mauro, io ho provato a mantenerla, ma il destino ci ha messo del suo, però appena torni, sempre se Corinne ti piace, possiamo fissare un altro incontro e allora potrò esaudire la tua richiesta, ma io ti giuro, non c' entro nulla.
Maledizione! Quando ci si mette a volte la sfortuna... La sfortuna! Ma quale sfortuna. La colpa é stata della volpe, ma povero animale pure lei ci ha rimesso a vita. "
"Non dirmi che Corinne... "
"Si Mauro. Per cercare di salvare una volpe é finita in un fossato di una strada secondaria.
Lei era svenuta perché la signora ha il maledetto vizio di non indossare la cintura di sicurezza.
Ha sbattuto la testa ed ha perso conoscenza.
L' hanno trovata dei pescatori al mattino, intorno alle 5.00 AM. Hanno casualmente visto la macchina e sono accorsi in suo aiuto con lei che era ancora svenuta.
Vabbè Mauro, è inutile che io stia qui a raccontare, spero soltanto che tu mi creda."
Mi inginocchio e...
"Mauro alzati.
Te l' ho detto prima all' orecchio: va tutto bene."
"Scusami Fede! Devi perdonarmi. "
"Non hai nulla da farti scusare o perdonare. La colpa è mia, come sempre la colpa è mia.
Non dovevo spengere il cellulare.
Devo spiegarti tante cose e hai, come al solito, ragione te.
Ho fatto una serie di cazzate e sono io a dovermi scusare con te."
"Non devi farlo. Ti ho detto delle cattiverie e non dovevo dirtele. Delle parole orribili."
Mi prende le mani e stringendole...
"Mauro, la rabbia o la gelosia, perché non so in quel momento cosa influisse di più dentro di te, fa questo e altro. Tranquillo!"
"Luke dov'è?"
"Perché? Cosa vuoi fare? Mauro, ti prego, non discutete oggi, non mi sembr... "
"No no! L' ho visto e mi ha salutato e ormai che, posso dirlo, condividiamo la stessa donna..."
"No! Fermo. Ti blocco. Non condividete la stessa donna. Io con lui vado solo quando ne sento la necessità e la stessa cosa fa Luke con me.
D'altronde a volte per sfogarsi, quando é incazzato, va pure con altre."
"Va pure con altre? Va bene, ma ora dov'è?"
"É ripartito. Sua moglie stranamente, gli ha detto che poteva andare da loro, prendersi la figlia e portarla dove voleva, ma solo in America.
É tornato oggi solo per i funerali di Doris.
Tu capisci che..."
"Ho capito! Non hai bisogno di dirmi altro. I figli sono figli e avrei fatto la stessa cosa anche io.
Quando era partito? "
"Il venerdì, dopo che era successo il casino.
Ti ringrazia nuovamente per il vino e ha detto che un giorno sarebbe felice di bere con te un bel Bordeaux."
Perfetto! Proprio scambio totale. Vini e donne.
Non faccio in tempo a pensarlo che Diana inizia a piangere.
Fede la consola e io le chiedo il perché piange.
"Ora sono sola, di nuovo sola, Mauro.
Si, tu mi hai detto che non lo sarò, ma la verità é che voi partirete e io sarò sola nuovamente."
"Non sarai sola. Fammi fare una telefonata."
Mi allontano da loro e ne torno dopo due minuti.
"Bene, andiamo."
"Tutte e due insieme, guardandosi, all' unisono: "Dove"?
"Non vi preoccupate. Andiamo a casa. Diana fa un trolley per un paio di giorni e.. ma si, fidatevi di me.
Andiamo dove sono stato quei due giorni che ero sparito da Londra."
Non capendo nulla, eseguono quello che io ho detto loro e poi con un taxi si va direttamente in stazione a prendere il treno.
E una volta in stazione Diana comincia a capire qualcosa.
"Tu sei pazzo Mauro e forse é per questo che ti adoro. "
"Diana, hai capito dove stiamo andando? "
"Si Fefe', ma non te lo dico, é una sorpresa, una bella sorpresa."
Le strizzo l' occhio.
Arriviamo, scendiamo dal treno e Diana, girando la testa a destra e a sinistra, guarda Fede sorridendo.
Si avvicina a me e mi abbraccia forte.
Io ricambio l' abbraccio poi con un tono da finto scocciato...
"Basta con questi abbracci Diana. Potrei anche abituarmici e allora ne vorrei dieci al giorno. Tieni, queste sono tue."
Le allungo il mio mazzo di chiavi.
Fede le guarda e credo abbia capito la mia intenzione.
Diana perplessa, muove la testa come per chiedere spiegazioni.
"Sono le chiavi di casa di Ancona. Le mie personali.
Quando e se avrai bisogno di tua sorella, di tuo fratello o dei tuoi nipoti e non ti basta una semplice telefonata, prendi il primo aereo disponibile e vieni giù, ad Ancona. Tu sei della nostra famiglia, ma per favore non rimetterti a piangere e smettila di abbracciarmi."
Sorride, scoppiando in un nuovo pianto e dopo un altro abbraccio, prendiamo un taxi.
Lungo il breve percorso Fede guardandomi mi dice: "Non ci crederai, ma quando mi hai risposto al cellulare, immaginavo tu fossi qua, anche se non ne ero sicura, ed avevo il terrore che combinassi qualcosa di sbagliato".
"Arrabbiato si, geloso pure, ma stupido no!"
Arriviamo alla pensione.
Avevo avvertito la signora Grace del nostro arrivo che appena vede il taxi esce dalla porta per venire a salutarci.
"Mauro, non pensavo di rivederti così presto?"
"Sono stato talmente bene che ho voluto portare queste due signore a godersi il panorama e soprattutto i piatti che prepara nonna Grace."
Spiego a Grace e lei dopo aver fatto le condoglianze a Diana guarda Fede.
"Menomale che non hai fatto qualcosa di stupido altrimenti questa splendida bionda sarebbe rimasta sola."
Il volto di Fede si incupisce e rivolta a Grace, le chiede: "Stupido! Cosa voleva fare di stupido"?
Volge il suo sguardo verso di me con gli occhi spaventati.
"Nulla signora, nulla. Era solo una mia supposizione completamente errata.
Allora venite, vi assegno le stanze e se mi permettete vorrei chiamarvi per nome.
Federica e Diana, questa è la vostra stanza e questa Mauro é la tua."
Subito Diana...
"Ma Mauro, é giusto che tu stia con tua moglie e io..."
"Tu ora hai bisogno di Fede. Io e lei, sempre se lo vorrà, ne avremo di tempo per stare insieme."
Fede mi abbraccia stringendomi forte, si alza in punta dei piedi e mi bacia.
"Io si, Mauro. Ma non so se le vorrai ancora te. "
Sorrido. Avevo sbagliato tutto e ringraziando il cielo tutte le mie supposizioni erano errate.
"Andate in camera che tra un po' si cena. Qui sono intransigenti sugli orari."
"Mauro, lo dici proprio te!"
"Signora Grace , non dica nulla per favore."
Fede e Diana salgono verso la loro stanza.
Grace mi guarda: "Mauro dai retta ad una vecchia come me.
Tua moglie è innamorata pazza di te. Si vede da tante cose. Se lei ha un altro uomo che le gira intorno, non ci pensare, é roba di poco conto. Una cosa passeggera.
Può accadere nella vita di prendere delle sbandate. "
Il momento con Grace si interrompe quando sento la voce di Fede che mi chiama.
"Mauroooo! Porti le valigie per favore."
"Grazie signora, grazie. Arrivoo! "
Salgo e porto i bagagli alle signore.
E dopo la cena si fa una bella passeggiata per la citta'.
Mi sento ancora un pochino acciaccato, ma sto molto meglio rispetto a ieri e stamattina.
A cena ho inghiottito un' altra aspirina e questa passeggiata non è affatto male.
Si ritorna verso le 11.00 PM e si va a letto.
Non riesco ad addormentarmi e quando finalmente gli occhi stanno per chiudersi, un rumore di serratura elettronica me li fa riaprire.
La porta si apre.
"Fede!"
"Mauro! Pensare che fino a due settimane fa ero Federica e ora sono tornata ad essere Fede mi rende felice. Menomale!
Fammi spazio."
"Fede, prima dobbiamo parlare, poi forse possiamo..."
"Facciamo cosi: prima possiamo e poi parliamo.
Fammi tua Mauro. Voglio essere tua."
"Perché a 'The teacher' non si può dire di no?"
"No Mauro, scusami. Mi sono sentita offesa. Non ho mai ricevuto un rifiuto e quando mi hai detto di no, mi ha dato tanto fastidio. Mi é sembrato un oltraggio.
Mauro Scusami ancora.
Voglio essere tua perché sono tua moglie, voglio fare l' amore con te perché sono tua moglie e non perché sono The teacher."
"Chi ti ha dato la chiave elettronica? "
"La signora Grace mi ha dato la scheda. Mi ha detto che forse verso mezzanotte avrei dovuto venire a controllarti."
"E Diana?"
"Mi ha spedito lei da te e io non vedevo l' ora di venire.
Ho bisogno di te, Mauro. Ho un grande bisogno di te.
Sia per l' affetto, l' amore, il sesso.
Per quello che abbiamo creato insieme e purtroppo, anche per aver fatto rinascere la vecchia Fede.
Ti giuro che non sono mai stata con Brown. Se lui ti ha detto così, ti ha detto una bugia.
E l' hai vista Corinne? É una gran bella donna ed era vestita in più é una super attrice hard."
"Migliore di The teacher?"
"Non credo proprio. Quello che fa The teacher non lo fa nessuna donna al ...........
Nessun altra modella é troia come The theacer, perche The teacher è unica e inimitabile e... oh, cavolo! "
Abbasso lo sguardo: "Fede, ti stai osannando nuovamente.
Perché sei diventata cosi" ?
Mi guarda.
"Non lo so, non lo so. Hai ragione Mauro, scusami!
Forse perché non voglio essere seconda a nessuna. Credo che la mia sia una malattia che non riesco più a gestire.
Devo fare sesso, specialmente quando sono stressata. Se vedo un uomo in mutande, mi eccito. Se lo vedo col cazzo esposto ai miei occhi, impazzisco e devo prenderlo in mano, in bocca e nei miei buchi. Sono una ninfomane! Sino malata di sesso.
Pensare che ero riuscita a controllare quest' impulso sessuale frenetico che ora è tornato dentro di me."
"Come Fede? Come c' eri riuscita e da quando non avevi più bisogno di fare sesso?"
"Ti ricordi quando ero incinta di nostra figlia? Dopo che i tre stronzi mi avevano lasciato in pace é stato un momento molto brutto.
Era finita la tortura dei tre stronzi ma avevo un disperato bisogno di sesso.
Necessitavo di aiuto, da sola non potevo farcela e non volevo rompere le scatole a te.
Rammenti quando i martedi sparivo per un paio di ore e tu pensavi che avessi un altro?
Ero in terapia, Mauro. Mi incontravo con una specialista e con lei sono riuscita a controllarmi.
La voglia era tanta, ma ho resistito.
Ce l' avevo fatta!
Andando avanti ti sono sempre stata fedele, anche quando é apparsa la tentazione Stefano.
Non potevo cornificarti, non l' avrei mai fatto.
E poi... poi mio marito mi ha chiesto di mettergli le corna e allora c'è stato come un risveglio e io ora non riesco più a smettere."
"E se tornassi di nuovo dalla specialista?"
"E secondo te non ci sono stata?
Non ce l' ha fatta più manco lei.
Appena vedo un cazzo mi bagno e non vedo l' ora di prenderlo in bocca per farlo indurire.
Ormai é una voglia che mi assale, un bruciore e un calore sotto che mi invade il corpo e la mia micia sente il bisogno di essere penetrata.
É un bisogno impellente di farmi scopare e anche inculare, perché non te lo nego, mi piace moltissimo prenderlo nel culo, ma questo tu già lo sai.
Mi piace il seme maschile, adoro assaporarlo in bocca e poi inghiottirlo.
Mauro lo so che non sono una buona moglie e forse non sono una brava mamma, ma ti prego non mi dare tutte le colpe.
Sappi che, e non ti sto dicendo una stupidaggine, se Shuli non fosse stata sposata, ti avrei già chiesto di andare da lei, ma purtroppo si è sposata e quando mi hai detto che non mi avresti mai lasciata, mi sono detta: Mauro é un grand' uomo, un bravissimo marito e un padre meraviglioso.
Mi accetta per quello che sono e io non lo lascerò mai perché é l' amore della mia vita.
Ma ora Mauro, se tu avessi cambiato idea, lo capirei e accetterei qualsiasi tua decisione.
Mi rimetto al tuo volere."
"Ti ho offesa io Fede."
"Tu non mi hai offesa. Te l' ho detto: eri soltanto molto arrabbiato e quando é così la testa non ragiona e dalla bocca esce di tutto."
"La crociera Fede... la crociera. Quando hai prenotato la crociera con Diana?"
"Non l' ho prenotata io."
"Ma se non l' hai prenotata te, allora chi lo ha fatto?"
Abbassa lo sguardo...
"Luke, Mauro. Lo ha fatto Luke. Parlando una volta nei camerini, lui ha sentito che non ero mai stata in crociera e cosi mi ha detto: Federica, ti va di fare una crociera con me?
Mauro, non sono mai stata in crociera e sapevo che tu avevi paura di farne e allora mi sono detta: se scopo qui con lui quando ne ha bisogno, posso tranquillamente farlo in crociera, cosa cambia.
Avrei voluto dirtelo, ma poi non l' ho fatto perché avevo il timore che tu mi dicessi di non andare e...
Mauro capiscimi, non sono mai stata in crociera ed é stata la voglia di una bambina a farmi accettare senza dirti nulla.
Poi tu mi hai detto di organizzarne una, ma quella di Luke ormai era programmata e non potevo più dirgli di no.
Mannaggia a te, non potevi dirmelo prima che saremmo andati in crociera insieme.
Avrei tranquillamente rinunciato a quella con Luke e quando stavo trovando una scusa per non andare, il destino, come lo chiami te, é venuto in mio aiuto.
La moglie... la moglie lo ha chiamato e gli ha detto della figlia.
Che aveva voglia di stare con il papà e allora Luke, scusandosi, mi ha detto di cambiare il suo nome con il tuo, ma sapevo che tu dovevi partire e cosi ho pensato a Diana.
Era stanca! Ogni giorno a scuola, casa di cura e altre cose. Aveva e ha bisogno di riposarsi cosi ho detto a Violet di mettere il suo di nome."
"Fede, confessione per confessione. Quando la notte di domenica abbiamo dormito insieme e poi al mattino Diana è andata dalla mamma e tu da suor Margareth, io sono entrato in stanza di Diana per posare delle sue cose.
Ho notato i biglietti sotto ad una cornice e sono andato a sbirciare.
Ho visto solo quello con il tuo nome e non ho fatto in tempo a vedere quello sotto, perché é arrivata la signora Stanford.
Quindi su l' altro biglietto c' era già il nome di Diana?"
"Ah, Diana Diana! No mauro, doveva buttarli. Erano ancora i biglietti vecchi e c' era il nome di Luke. I nuovi erano ancora in agenzia."
"Ma scusa, se erano i vecchi con Luke, non capisco perché due biglietti e non uno. Sembra come se avreste dovuto andare in due cabine separate? "
"Sembra?! Ahahah! Erano due biglietti perché saremmo andati in due cabine separate.
Non dormo insieme a Luke.
Sei pazzo! A meno che non sia mezza brilla e mi addormenti profondamente, io con Luke non dormo."
"Fede, ti giuro, non ci sto capendo nulla. Fate sesso, scopate, ma non dormite insieme. Non comprendo."
"C'è poco da comprendere. Luke ha le sue abitudini. Anche con la moglie dormivano in stanze separate e poi Luke russa. Ma russa veramente di brutto e non si riesce a dormire con lui."
"Ma scusa, mi hai detto che il giorno dell' incidente hai dormito con lui fino alle 6.00 AM."
"Si Mauro, ma lui, dopo aver fatto quello che dovevamo fare, se ne è andato in camera sua.
Capirai, nella sua casa a Londra ha cinque stanze e a volte mi tocca mettere i tappi alle orecchie per non sentirlo.
No, dormire insieme a Luke é impossibile.
É un ottimo amante, ha un gran bel cazzo, ma dormire insieme a lui è impossibile veramente. Se non mi credi, ti ci mando a letto. Ahahah!"
"Oh no, grazie. Non ci tengo proprio e non vorrei che mi scambiasse per te. Piuttosto, russo pure io?"
"Ahahahah! Mi fai morire. Se ti scambiasse per me faresti l' esame della prostata. Mi chiedi se russi? A volte si, a volte no. Tu dormi talmente poco che a volte mi da fastidio pure darti un calcetto per farti smettere di russare e poi... poi tu sei il mio Mauro. Puoi russare quanto vuoi."
"Grazie piccola mia."
"Oh finalmente! Sono tornata ad essere la tua piccola e questo mi rende molto felice."
"Sei sempre stata la mia piccola. Ma non comprendo questo strano rapporto tra te e Luke."
"Che c'èdi strano?! Ci piace scopare insieme. Si forse, anzi no, senza il forse, sicuramente lui vorrebbe qualcosa in più da me, ma io non ci penso proprio e non gli sto dando, come mi hai detto te, false speranze.
D'altronde se gliene avessi date, avrei tranquillamente preso l' anello che mi aveva regalato e non mi sembra che tu lo veda al mio dito."
"Beh, non ci vedo manco il mio."
"Mauro, io so il valore di quell' anello è farmi staccare un dito dalla mano per farmelo togliere non ci penso proprio.
Lo indosso solo quando esco con te e sono sicura che c'è qualcuno pronto a difendermi."
"Va bene, hai ragione. Hai ancora bisogno di fare sesso?"
"No, ora no! A forza di parlare mi hai fatto rilassare e si é spenta la voglia, ma non è detto che fra dieci minuti non mi torni di nuovo. Basta che torni a pensarci e riparto, ma ora per fortuna, parlare con te e pensare a Diana mi toglie il sesso dalla testa."
"Fede, Diana, ora che la mamma non c'è più, cosa ha da fare?"
"Da quel che so io, nulla. E anche se avesse da fare, Lilly le ha detto di tornare a scuola quando lei vuole."
"Ah bene. Ma lo sai che a tutt' oggi io non so cosa insegni Diana."
"Ahahah! Matematica e fisica e in più parla tre lingue e sta imparando l' italiano."
"Non dirmi che..."
"Si, parla e scrive molto bene francese, spagnolo ed é super con il tedesco."
"Ma scusa, non sono tre allora? "
"Vabbè, per lei l' inglese é lingua madre e non lo calcolo.
Diana é una cervellona. Non é solo sesso, ha cervello e tanto. Ecco perché Luke si fida ad occhi chiusi di lei."
"Da quel che ho capito si fida pure di te? "
"Si! Io ancora devo capire perché. Facciamo sesso e niente altro, eppure sembra come che io sia la padrona delle sue case e dei suoi alberghi.
Forse perché mi hanno visto spesso insieme a lui, ma non saprei di preciso.
Sinceramente a me piace e finché va, mi sta bene.
Se ti dicessi che non mi piace che gli altri credano che io sia la padrona, ti direi una stupidaggine e non voglio dirtela."
"Come darti torto. Sempre meglio il Dom Perignon che l' acqua minerale."
"No mauro, qui sbagli. Mi conosci, sono una donna umile e mio marito é mio marito.
Anche l' acqua del rubinetto, ma con te. Sempre e solo con te, in questa vita con te e nell' altra, si vedrà .
Purtroppo tu sei già impegnato per la prossima e magari io troverò qualcuno, che forse potrebbe rendermi felice e perché no, potrebbe essere Luke.
Non si sa mai. Potrebbe essere lui a rendermi felice come lo sono ora con te.
E a proposito di felicità .
Se a te piace vedermi fare sesso con altri o farmi fare tutte le porcate che desideri, non ho problemi, perche' mi piace accontentarti in quello che mi chiedi di fare e se mi piace farlo, che male c'è .
Lo sai che fare sesso mi piace e se a questo metto il fatto che a te piace vedermelo fare, ti ripeto: che male c'è!
Lo scambio di coppia, hai ragione. Su questo hai ragione. Sono dannatamente gelosa, ma vedrai che piano piano, riuscirò, sempre se la sfortuna non si accanisce, a fare questi famosi scambi di coppia e così potrai anche te avere il godimento che meriti."
Sbadiglia!
"Fede, io penso che tu sia la migliore donna, amante, amica, madre di questo mondo.
Mi piaci e ti amo tantissimo e non potrei stare senza di te.
Credo che tu abbia ragione. Andiamo avanti in questa maniera.
Sono io che devo sapermi controllare. Ho cercato e voluto che tu scopassi con altri uomini e tu, per farmi contento, lo hai fatto.
Ti ho fatto riprendere il cammino che eri riuscita a bloccare.
Corinne mi ha detto che per mandarmi con lei sei stata a letto con suo marito.
Mi sento colpevole per avertelo fatto fare e visto che per accontentarmi lo hai fatto e poi la sfortuna ci ha messo del suo, io devo dirti che... che... ecco Fede, devo dirti che sono stato a letto con altre donne.
Non solo con Shuli. L' ultima donna é stata l' ingegnere dell' altra società.
Per carità, nulla a che vedere con The teacher.
The teacher é di un altro pianeta e se ora vorrai arrabbiarti con me, puoi anche farlo. Ti ho fatto una co... Fede... Fede... ehi Fede!
Si é addormentata e probabilmente non ha sentito nulla.
Forse è meglio cosi.
Stamattina, al suo risveglio vedremo se ha sentito qualcosa.
Non ha fatto sesso.
La voglia pazza di sesso parlando, gli è passata.
Casualità o la giusta terapia è quella di parlare.
Domani... domani riprenderemo il discorso sempre se non ha sentito quello che gli ho detto ora, perché se lo avesse sentito credo proprio che ci saranno fulmini e saette a Dover.
Non lo so se ho fatto bene a dirglielo, ma io so soltanto che ho fatto un casino e poi vengo a scoprire che Corinne ha avuto l' incidente realmente.
Fede aveva organizzato tutto e quindi non mi ha preso per il culo.
A volte il caso, la sfortuna o fortuna, il destino, chiamalo come vuoi, ci mette del suo.
E Luke! Scopano solo e non dormono insieme.
No, non credo proprio mi lasci per Luke.
Fa la padrona finché Luke glielo permette. Verrà il giorno che lui si stancherà di lei e le darà il benservito e allora starà soltanto con me a bere acqua e mangiare noccioline.
Tornerà anima e corpo da chi la ama veramente, ma per ora, falla godere di questa finta ricchezza.
Devo pure ricordarle che ha vinto la scommessa e menomale che stasera ha smorzato la sua voglia di sesso perché dopo le giornate passate con la panterona, sono proprio vuoto.
Ihihihi! La panterona. La norvegese fredda!
Fredda un cazzo!
Due scatole di condom e per farselo mettere subito nel culo, ha rubato al ristorante due bustine di olio.
Ahahah! Massaggio sul condom con l' olio e poi perforazione del buco del culo che a dir la verità era già molto perforato. Ahahah!
Non male! Non male proprio e sinceramente farmi le due settimane da loro non mi spiacerebbe proprio.
Anzi, quasi quasi le invio una mail dicendole che approvo pure io l' idea di Jan. Una bella sesta misura ci vuole tutta.
Ahahahah! Da fotografia, mia cara panterona.
Certo, se venissi da voi porto la reflex.
Devo ricordarmi di chiedere a Fede se Virginia l' ha chiamata e voglio sapere di questo Karl.
Certo, la realtà mi dice che non so se si é inventata tutto o dice la verità, però di certo Corinne stava messa male.
I gessi al braccio e alla gamba erano reali come lo era la fasciatura alla testa e penso... penso alle sue bombe.
Pure Corinne, cazzo, che bombe che ha davanti.
La vedo bene a pecora mentre me la inculo.
Tanto suo marito sicuramente, si sarà inculato mia moglie e io mi inculo la sua.
Chi lo sa se ce lo ha grosso.
Ecco, esce fuori il cuck. Poi mi incazzo con Fede se si fa sbattere da altri uomini.
Vabbè, proviamo a dormire.
Ihihihih! Luke russa! Il biondo russa come un trattore.
Ihihihi! Dormono in stanze separate. Ahahah!
E io che credevo che... Ahahah!
Zitto Mauro, non ridere che la svegli.
Continua...
Buone vacanze a tutti. Ci ritroviamo i primi di agosto e spero di avervi lasciati cin meno punti interrogativi.
Un abbraccio a tutti, vostro Maurox.
Apro gli occhi dopo una notte ristoratrice. Allungo un braccio per prendere il cellulare per vedere che ore sono.
Le 5.43.
Avevo detto che avrei guardato la casella di posta di Fede, ma ieri sera non l' ho più fatto.
Non mi andava. Siamo tornati tardi e non volevo farmi nuovamente male.
Ah, Fede, Fede!
Se non sbaglio oggi dovresti tornare.
Credo di si, perché potresti sempre aver cambiato idea.
Magari la signora preferisce stare a Londra con il biondo palestrato.
Ma che cazzo dico.
No, non credo rimanga a Londra. Anche se non fosse più attratta da me qui ci sono i figli e lei, da brava mamma, per loro si farebbe uccidere.
Questa settimana ho smesso pure di correre, ma sto attento a mangiare e quindi la famosa pancetta é quasi sparita del tutto.
Fede sarà contenta ora che...
Contenta! Qui non deve essere contenta lei, ma io, e forse potrei esserlo sempre e solo se rimarrà con me.
É inutile negarlo.
Le voglio un bene dell' anima e ho il terrore che lei mi molli realmente.
Cazzo! Se dovesse dirmi che mi lascia, non so proprio cosa farei senza di lei.
Shuli non c'è e se mi mollasse pure Fede non so proprio cosa cazzo farei.
Fanculo all' orgoglio!
Se mi dicesse che mi lascia, la supplico in ginocchio di non farlo.
Il sesso è sesso, ma con lei non é solo sesso.
Sono stramaledettamente innamorato di mia moglie.
Mi alzo, vado a farmi una doccia fredda nella speranza che tutti questi pensieri rimangano tali.
"Mmmhhhhh, buongiorno! "
"Buongiorno panterona! Ti sei svegliata, era ora. "
"Si, ora. Mi sento benissimo e forse è meglio che io torni in camera mia, prima che l' albergo torni ad animarsi."
"Come preferisci Andrea."
Si mette a ridere.
"Perche ridi?"
"Sto pensando alla tua faccia di ieri sera quando hai aperto la porta. Cosa hai pensato?"
"Inizialmente ho pensato che fosse mia moglie poi mi sono detto che era impossibile perché lei sarebbe tornata oggi.
Ti confesso che a tutto pensavo tranne che a te."
"Ti è dispiaciuto fossi io?"
"Andrea, non mi hai dato neanche il tempo di parlare. Mi hai subito tappato la bocca con la tua."
"Spero ti sia piaciuto, mio driller. A me tanto e la tua trivella va una meraviglia."
"Se é per questo, anche il tuo cantiere è stupendamente aperto, Andrea."
"Ahahah! Mauro, vado nella mia camera. Ci vediamo dopo a colazione."
"Sei proprio sicura che vuoi tornare in camera ora?
Non ti andrebbe di fare un altro carotaggio, ingegnere?"
"Ancora!? Non hai già perforato abbastanza questa notte?"
"Ti è dispiaciuto?"
"Assolutamente no!"
"E allora che male c'è a fare un nuovo carotaggio. "
Mi bacia appassionatamente.
Siamo ancora nudi dopo la nottata passata insieme e mi sono accorto che Andrea é di poche parole sul sesso, agisce e basta.
Si sposta con la testa leccandomi con la lingua il petto e scendendo verso le mie parti intime, lo prende in bocca.
Si, ieri sera ho avuto la risposta alla mia domanda.
Andrea fa i bocchini e non ho avuto neanche bisogno di chiederglielo.
Si è avventata sul mio cazzo con le sue labbrone e vederla succhiare, inginocchiata davanti a me, come se io fossi il suo re, é stata una bella cosa da guardare e soprattutto da sentire.
D'altronde si sta ripetendo anche ora. Lei é sdraiata al mio fianco e con la testa ad altezza bacino, sta ripetendo il pompino di ieri sera, solo che stavolta sono sdraiato anziché in piedi.
Le piace! Prenderlo in bocca le piace e in questo momento, cazzo, sta piacendo molto anche a me.
Mi rimane il dubbio del culo. Non so se da il culo. Non me lo ha fatto capire e neanche io ho provato ad incularmela, perché mi dava la sensazione che nel culo non lo volesse.
Non credo proprio sia vergine analmente, ma non ho forzato la mia voglia di incularmela, anche perché con tutte quelle parole in norvegese che diceva durante la scopata, tanto sensuale come lingua non é.
Comunque Andrea, per quanto riguarda il resto, è stato tutto come avevo immaginato.
Le Labbra sono carnose, fatte apposta per i bocchini.
Sembra come di avere una guarnizione intorno al cazzo e succhia come la pompa della mia trivella.
In mezzo alle gambe, ha due chili di figa.
Le sue labbrone dal doppio colore, scure fuori, rosse dentro, sono caldissime e hanno accolto la mia cappella e l' asta con molto ardore come se non facesse sesso da una vita.
I fianchi me l' hanno fatta prendere a pecora stupendamente e infatti le ultime due sborrate le ho fatte con lei a 90 gradi mentre la prima si é conclusa alla maniera classica, alla missionaria.
Non perché mi piacesse, ma perché Andrea aveva accavallato le sue gambe sopra di me non facendomi neanche muovere bene e in piùcontinuava insistentemente a baciarmi.
É depilata e, anche se si vede poco, ha un tatuaggio dietro la schiena.
Che devo dire: era quello che volevo, magari poteva farmelo capire prima perche' domani tornerà mia moglie e c'è il rischio che si presenti in hotel.
I ragazzi le hanno detto che non sono più partito, quindi questa probabilità potrebbe accadere.
"Andreaaaaa, oh cazzo! Porca putt.... aaahhh! "
Che succhio che ha. Mi ha tirato su pure la prostata e se continua cosi mi fa sborrare.
"Ti piace? Dimmi che ti piace farti fare i bocchini dal tuo ingegnere, driller? "
"Siii! Oh cazzo, che brava che sei Andrea. Sei un ingegnere stupendo."
Toglie il cazzo dalla sua bocca, sfodera un sorriso con i suoi denti bianchissimi e torna a fare quello che aveva interrotto, riprendendolo in bocca.
Me lo ha fatto tornare come il marmo.
Duro, ma non freddo.
Caro Jan, anche tu, con una moglie del genere, le corna dall' elmo le puoi togliere tranquillamente perché le hai già belle che piantate in testa.
Una donna che va in giro con le scatole dei preservativi e con la crema vaginale é propensa ad utilizzarli.
Chi lo sa se Jan é a conoscenza che la moglie si porta i condom.
Vero che pure Fede c'è partita con le scatole piene per andare alle Canarie, ma Andrea non fa la escort come mia moglie.
É un ingegnere e se si porta dietro le scatole di condom é solo per un motivo: usarli!
Dopo averlo infilato tutto in bocca, mentre mi guarda se lo toglie piano piano con le guance infossate verso l' interno per il forte risucchio e poi...
"Prendimi Mauro, prendimi da dietro."
Si posiziona sul letto a gattoni, aspettando che io la penetri, cosa che dopo aver indossato il condom faccio molto velocemente.
Ha la fica caldissima e le sue labbrone sembra quasi facciano entrare pure i testicoli risucchiandoli.
Ce l' ha molto usata, su questo non ho dubbi, ma mica me la devo sposare.
Mi piacerebbe incularla!
Ha questa rosellina scura invitante e potrei provarci.
Non so però se chiederglielo o fare come con Marika.
Esco dalla fica, alzo e infilo dentro.
Faccio così.
E se magari non vuole perché non le piace.
Sculetta un po', ma una volta che sta dentro la blocco per i fianchi e se strilla...
Fermo, cazzo! Se strillasse che figura di merda farei.
Meglio lasciare stare. Si si, é meglio.
Se avesse voluto me lo avrebbe chiesto, invece non mi ha detto o fatto capire nulla.
Lascio stare. É già tanto quello che è successo ieri sera e sta accadendo stamattina.
Andrea mia. Che panterona! L' unica fregatura sono le tette!
Le tette sono calanti, ma non me ne può fregare nulla.
Su questi fianchi mi sono aggrappato e le sto piantando dentro la mia trivella come se stessi perforando il granito.
"Fuck me, fuck me."
"Zitta! Pianooo!"
"Ooohhh! Ooohhhh! Jaaaa! Jaaaaaaahhh."
"Zitta Andrea, ti sentono."
"Ooohhh! Ooohh! Ja, ja, ja. "
Inizia a dire parole incomprensibili per me, poi ad un certo punto...
"Ooohhhh, jaaaaa."
Mollo la presa ai fianchi e lei si accascia sul letto, lasciandomi a cazzo dritto.
"Andrea, Andrea."
"Ja, ja!"
Si volta e mi sfila il preservativo iniziando a segarmelo.
"Andrea, sporco il letto."
Pronuncia delle parole in norvegese. La guardo con il viso che le sta chiedendo cosa cazzo abbia detto.
"Si, scusa. Vieni in bagno."
Che cazzo di lingua. Immagino una canzone cantata in norvegese. Se i bocchini di Andrea fossero cantati nella sua lingua, scapperei di sicuro
Mi porta in bagno e comincia a farmi una sega massaggiandomi le palle.
É abile, molto abile con la mano e mentre io le infilo la mano sinistra tra le natiche, infilandole il mio dito indice nel buco posteriore, lei aumenta la velocità della sega.
Muove il culo, dando l' impressione che ce lo voglia far entrare tutto.
Non le chiedo nulla, ma si inginocchia davanti a me e continuando a segarmelo lo prende in bocca, succhiandolo.
Forse un minuto, non di più, ma sto per venire, e oh cazzo!
Ero convinto di essere scarico e invece... Le mie tre o quattro schizzate gliele scarico dentro mentre lei continua a segarmi con la bocca.
"Oohhh! Grazie Andrea, grazie. Ho finito. Scusami se non ti ho detto nulla."
Si alza e sputa dentro il lavandino la sborra che ha in bocca. Se la sciacqua con un po' di acqua e poi con un sorriso smagliante...
"Cosa dovevi dirmi Mauro. Sapevo che stavi venendo, me ne sono accorta. Se avessi voluto togliermi, lo avrei fatto.
Vado in camera Mauro. Ci vediamo dopo a colazione. Ciao."
"Ok, A dopo. Ciao. "
Chi cazzo se l' aspettava che Andrea ieri sera venisse da me.
Ero già pronto a farmi una sega su qualche sito.
Non ce la facevo più e dovevo scaricare quello che avevo dentro.
Che sorpresa cazzo! Ho aperto la porta e mi é saltata addosso come una pantera.
Ahahah! Quando le ho detto che dovevo uscire a comprare i preservativi, ne ha tirate fuori due scatole dalla sua borsa.
Pensa tu le corna che avrà messo al marito.
Poi corna... loro vivono e vedono il sesso in maniera diversa da noi, o meglio, diversa da me, perché Fede la vede forse come loro e lo vive anche piu intensamente.
Già, Fede!
Oggi torna a Roma e da stasera stop di nuovo. Come detto prima, non vorrei che lei venisse in hotel e come é accaduto con Shuli, mi vedesse con l' ingegnere.
Penso che accadrebbe un casino.
Una pantera contro una leonessa e...
E un cazzo! A pensarci bene sono uno stronzo!
Ho ancora queste remore, il timore di essere scoperto.
Incredibile! Non so neanche se lei dira di si, che vorra lasciarmi e io mi sto preoccupando perche ho paura che lei mi veda.
Ma cosa cavolo mi hai fatto Fede.
Vado a lavoro, almeno non ci penso.
La giornata scorre tranquilla, poi la sera chiamo i ragazzi e mi dicono che Fede non é tornata perché ci sono problemi con la mamma di Diana e mia moglie non vuole lasciarla sola per il momento.
Così ha spostato il ritorno a giovedi.
Non mi telefona, non torna. Non mi invia un sms.
Continua, in parole povere, forse con Diana che le sta reggendo il gioco, a farsi i cazzi suoi.
Non le sono bastati i giorni in crociera per prendere il cazzo del suo amante e questo vuol dire soltanto che lei ha già fatto la sua scelta.
Io non posso fare altro, per il bene che le voglio, di accettare la sua decisione e al suo ritorno si metterà nero su bianco.
Colpa mia! É stata tutta colpa mia.
La sera, Andrea mi vede strano e mi porta fuori a mangiare una pizza.
Poi, al nostro ritorno in albergo...
"Mauro, vuoi stare solo o preferisci passare la notte con me?"
Penso che ormai non serve a nulla piangersi addosso.
Fede si sta divertendo con il suo boss e io lo faccio con la panterona.
Posso continuare a scopare e cosi le dico di entrare in camera, almeno cerco di scordare tutti questi problemi accumulati, facendo sesso.
Dopo esserci divertiti per una buona mezz' ora, le chiedo che cosa stesse dicendo in norvegese.
Si mette a ridere.
"Mi stavo semplicemente chiedendo il perché non me lo avessi messo nell' altro buco, ma ho pensato, visto che non l' hai fatto, che non ti piacesse.
A me piace prendercelo e cosi mi sono detta: chiediglielo te.
E allora te l' ho chiesto, ma nell' eccitazione te l' ho chiesto nella mia lingua madre, ma tu non parli norvegese e non hai capito nulla.
Mauro, comunque se a te non piace avere questo tipo di rapporti, non preoccuparti, se non vuoi, a me sta bene anche cosi."
"Non mi piace! Mi stavo chiedendo se potevo mettercelo e ora che mi hai dato il consenso, succhiamelo panterona.
Voglio incularti per bene. Fammelo drizzare con le tue labbra. "
Finalmente il culo. Le ho fatto pure il culo!
Andrea la sa lunga. Fa sesso in tutte le maniere possibili, da il culo, la figa, fa i bocchini, non inghiotte lo sperma, ma si fa sborrare in bocca, eppure c'è qualcosa che non va in me.
Nonostante tutto, non sono soddisfatto.
Forse é il preservativo. L' uso del condom mi manda in crisi.
Non credo, l' ho utilizzato pure con Mizuki e a Londra con una model. Con Andrea, a parte il rapporto orale, per il resto il preservativo é d' obbligo.
Non é proprio una donna, da quel che ho capito, almeno a me ha dato questa impressione, dalle abitudini sessuali sane, e forse sto rischiando anche col rapporto orale, ma ormai la cazzata l' ho fatta.
Vorrà dire che anche io farò delle analisi al mio ritorno a casa per stare tranquillo, tanto non credo che con Fede si scopi al mare.
E visto che al mare si andrà in bianco, mi sto uccidendo di sesso con Andrea.
Così per mia fortuna, la sera seguente, dopo la classica scopata con inculata e sborrata...
"Mauro, quante volte hai tradito tua moglie?"
Azz! E ora che cosa le dico.
"Compresa questa, Andrea?"
"Fai te."
Devo spararle una cazzata.
"Quattro volte! Quattro volte! Ti confesso che se non avessimo litigato due settimane fa, forse non sarei manco venuto a letto con te."
"Ah, grazie! E io che pensavo ti piacesse fare sesso con l' ingegnere super abbronzato."
"Ci mancherebbe, certo che mi piace. Poi tu mi dai quello che mia moglie non mi da. Bocca e sedere mi piacciono tanto, sono fondamentali per me. Hai delle labbra fatte apposta per... vabbè, hai capito no?"
"Ahahah! Si, ho capito e sono naturali, senza botulino."
"Sei la fortuna di tuo marito con quelle labbra lo farai morire e sei pure brava."
"Si, me lo dicono in tanti, tranne Jan."
"In tanti! Cavolo, ma a tuo marito, quante..."
"Corna! Quante corna ho messo? Così dite in Italia quando si tradisce l' altro partner. Mauro, io ero abituata a fare sesso con chi mi piaceva e di certo, quando hai queste abitudini, non é il matrimonio a togliertele.
Se un uomo mi piace, non ci metto tanto a farglielo capire che può provarci e se non lo fa lui, gli salto addosso io come ho fatto con te.
Male che vada, l' altro mi dice di no.
Non pensare però, che mio marito sia uno tranquillo.
Lui fa sesso meno di me, però se una donna gli piace, ci prova in tutte le maniere possibili."
"Beh, voi donne siete avvantaggiate su questo. Basta che apriate le gambe e l'uomo non vede l' ora di mettersi in mezzo per piantare l' arnese nel buco.
E con la salute... che tipo di attenzioni utilizzate tu e tuo marito? "
"Non siamo stupidi. I condom sono obbligatori. La salute é salute e di certo non vado a rischiare per una notte di sesso. Nel rapporto orale, difficilmente inghiotto, ma ora che mi hai detto che non hai, diciamo quasi mai tradito tua moglie, penso...
Un momento, mi hai detto una bugia?"
"Perché Andrea?"
"Mi hai detto che hai fatto sesso con donne di diversa etnia e a meno che le tre volte..."
"Si, Andrea. Dopo il matrimonio ho fatto sesso con un' altra pantera, una forse, marocchina e un' orientale.
Anzi, credo che l' orientale sia pure rimasta incinta e sai qual é il bello?
Che se così fosse, l' abbiamo concepita in questo hotel."
"Concepita! É una femmina?"
Mentre ne parlo, Andrea si rende conto che qualcosa in me è cambiato.
"Si Andrea, é una femmina. La mia piccola ragazza! Pensa la amo senza averla mai presa in braccio. "
"Mauro, com' era questa ragazza? Bella?"
"Donna, non ragazza. Ha oltre i trent' anni e io... io sono innamoratissimo di lei. Molto! Avrei lasciato mia moglie per lei.
É di una bellezza travolgente e se non lo fosse per gli altri, per me lo é, ma in lei, era e credo lo sia ancora, tutto bello.
Sappi che adoro mia moglie, ma per lei... ecco per lei l' avrei lasciata.
Qualcosa però, oltre a lei, mi ha impedito di farlo.
Lei non voleva lasciassi mia moglie ed i miei figli ed io, forse cercando di rompere questo amore, l' ho spinta a sposarsi.
Forse ho fatto la più grande stupidaggine della vita e ho questo dubbio in testa che mi sta divorando. Lei si é allontanata, cerca di evitarmi e non vuole piu dialogare con me e mi ritrovo forse padre di una bambina che non ho mai preso in braccio. "
"Devi fare qualcosa, potrebbero avere bisogno di soldi! "
"Noooo! É l' unica cosa che non le manca. É ricca, molto ricca!
Forse ora, quello che non ha, é solo l' amore.
Ha quello della figlia, ma non dell' uomo che lei ama e che non ha avuto forse, il coraggio di mollare tutto per lei.
Ho soltanto cercato di fare la cosa giusta e in quel momento, anche su sua indicazione, quella mi sembrava la cosa giusta da fare e non perché io non volessi, ma solo perché lei non voleva rovinare la mia famiglia.
Forse ho sbagliato, non lo so, ma non sto facendo una vita serena, Andrea.
Ho sempre dubbi, problemi che cerco di risolvere.
Non dormo o se lo faccio, chiudo gli occhi per quattro o cinque ore, non di piùe se dormissi di più é solo perché sto male oppure ho una delle mie due donne vicino."
"Due donne! Ma ami anche tua moglie?
"Che domanda mi fai? Certo!
Ma la mia bambolina é un' esplosione di amore.
Non mi ci far pensare Andrea.
Amare due persone é una cosa tremenda. "
"Hai ragione, scusami. Un' ultima domanda Mauro."
"Basta che non sia..."
"No no! Ho capito, tranquillo. Tu pensi che io sia bella?"
"Brutta non sei di sicuro. Per l' età che hai non sei affatto male, poi prendendoti per i fianchi, quando ti metto la trivella nei due buchi... wow! Sei una bomba."
"Ah, menomale. Pensavo che scopassi con me solo per scopare.
E in merito alla salute, mi hai ricordato che devo nuovamente rifare le analisi perché alla fine di agosto dovrò fare un intervento."
"Oh cavolo! Spero nulla di serio?"
"No no! Intervento estetico. Il seno! Queste tette cadenti non mi piacciono proprio."
"Ma dai! Ti rifai il seno! E che misura, se lecito chiedere?"
"Jan, vorrebbe una sesta, ma a me sembra troppo. Una quinta, io opterei per una quinta."
"Wow! Diventeresti super. Una vera attira uomini.
Mi piacerebbe proprio vederle."
"Perché cosi non vado bene?"
"Vai benissimo, ma con il paraurti nuovo e il cofano che hai, stai tranquilla che l' auto é più bella."
"Non ho capito cosa hai detto, ma va bene.
Se vuoi, dopo l' intervento, ti mando una foto della nuova Andrea? "
"Magari! A me piace moltissimo fare le foto di nudo e tu saresti perfetta.
Buonanotte panterona."
"Non chiedere troppo. Oltre a farti usare la trivella vorresti pure farmi le foto nuda. Ahahah! Però...
Buonanotte Mauro. "
Tra il corso e lo svago sessuale, non ho mai avuto tempo di controllare le varie caselle di posta.
Ormai la sera, o io da Andrea o lei da me, ci diamo sotto. Sono veramente prosciugato e sessualmente non posso lamentarmi anche perché la norvegese é una vera vichinga del sesso.
Andrea é il mio Luke!
Fede, sotto un certo punto di vista, ha ragione.
Solo che io di Andrea non sono innamorato e neanche Andrea lo é di me, mentre Luke lo è, e nonostante continui mia moglie a dire che tra lei e il capo non ci sia nulla, non ne sono assolutamente convinto.
Credo, perché non posso esserne sicuro, che anche mia moglie provi qualcosa per lui ma per esserne sicuri mi servono le prove. Vero che lei in alcune mail lo ha chiamato amore, però Fede é bugiarda. Bugiarda e furba.
E così, finalmente, arriva il giovedì.
É una ninfomane anche la panterona. Ho dovuto io dirle stop ieri sera. Ero veramente arrivato.
In compenso, ho aumentato la durata, forse perché in questi giorni abbiamo fatto solo questo.
Sera e mattina stavo sempre con la mia trivella in uno dei suoi buchi.
Eppure, nonostante Andrea, che in fatto di sesso credo proprio che anche lei sia come 'The teacher', inutile negarlo, mi manca Fede.
Con l' assenza di Shuli ormai non dico di averci fatto l' abitudine perché non ce la faro' mai, ma Fede...
Oh cazzo! Il solo fatto di sapere che mi dirà che andrà via da casa per trasferirsi a Londra, alla corte di re Luke, mi mette un angoscia pazzesca.
Il solo fatto di sapere che Fede/Ginevra sarà la compagna di Luke/Artù e che lui le farà bere dal Santo Graal il suo nettare, mi sta facendo impazzire.
Ma Ginevra non aveva trombato con sir Lancillotto.
Perché con me tutte le storie cambiano.
Ma no! Non può essere e secondo me sto facendo i conti senza l' oste.
Non c'è la certezza che quello che penso sia il desiderio di mia moglie e la speranza é l' ultima a morire.
La sera chiamo sul fisso di casa al mare e mi risponde mia figlia.
Le chiedo se la mamma é tornata e mi dice di si e che sta disfando le valigie.
"Papà, vuoi parlare con lei?"
Non so cosa fare. Se dico di si, torno debole, ma potrei recuperare il rapporto.
Se le dico di no, faccio il duro, ma un duro di burro.
Basta un po' di caldo per sciogliermi.
Alla fine...
"Se lei lo desidera?"
"Mamma ha detto papà se vuoi parlare con lui?"
Da lontano sento un secco e deciso no.
"Pa', hai sentito?"
"Si, ho sentito. Va bene cosi. Ci vediamo sabato pomeriggio, domani non chiamo. Salutami tutti."
Mentre sto per chiudere sento la voce di mia figlia dire alla madre: "Siete testardi tutti e due, non vi..." e si chiude la linea.
Comincio a temere che stavolta non sia come le altre.
Per consolarmi passo ancora la notte con Andrea anche se una volta finito il momento di sesso, nella testa cominciano a girare nuovamente la paura, il timore, l'angoscia di un suo probabile abbandono per fuggire verso lidi migliori.
Speravo che dicesse a mia figlia di voler parlare con me e invece il suo secco no, probabilmente mi ha fatto capire che la nostra storia sarebbe finita.
Il venerdi scorre tranquillo. Mangiamo in hotel, ma per il timore che mia moglie possa farmi una bella e brutta sorpresa, decido di stare da solo in camera.
E visto che stasera voglio farmi del male, ne approfitto per aprire la sua casella di posta.
Tanto ormai una frustata in più o in meno, cosa può farmi.
Cosi, in tarda serata, quando so che più o meno lei é a parlare con le amiche, la apro.
Oltre a quelle dei locali ce ne una di Luke, ma é chiusa.
Delle vecchie, non c'è più nulla.
Ne in posta in arrivo, ne' in inviate e ne' nel cestino.
Sono nuovamente arrivato tardi, ma neanche me ne frega piùnulla, almeno é quello che voglio credere.
Sta di fatto che con questo pensiero in testa in attesa che lei bussi alla porta della mia camera, riesco a dormire forse quattro ore.
Non é venuta. Non é venuta.
E visto che lei non é venuta, alle 5.40, vado a bussare alla porta della camera di Andrea.
Un' ora di sesso sfrenato con la panterona norvegese per cercare ancora di dimenticare l' amara realtà.
Poi doccia e ultimo giorno di lavoro. Oggi pomeriggio tutto termina e vado a casa al mare.
E cosi, il corso finisce.
Dico ad Andrea che il pomeriggio l' accompagnero' io a Fiumicino a prendere l' aereo.
Durante il tragitto che ci separa dall' albergo all' aeroporto, divento multitasking.
Parlo con lei, penso a Luna, ai ragazzi e a quello che sarebbe potuto accadere a Passoscuro.
Spero che Fede mi prenda da una parte oppure magari mi dica di andare a cena fuori, solo io e lei, e che stavolta parli chiaro.
Fede che parla chiaro è utopia.
Arriviamo in aeroporto. Lascio Andrea e lei salutandomi...
"Ciao Mauro. Ci rivediamo a ottobre."
"A ottobre! Come ad ottobre?"
"Si! Non ti hanno detto nulla?"
"Dipende da cosa avrebbero dovuto dirmi?"
"Abbiamo le due settimane di addestramento pratico. Ma non sappiamo ancora se farlo qui o da noi, in Norvegia."
"No, non lo sapevo proprio."
"Vedrai un Andrea modificata. Tette nuove, ma campi di lavoro vecchi.
Ti mando un paio di foto appena sono in forma. Non le far girare e a proposito di quelle foto di nudo, quasi quasi... "
"Ahahah! Ti eccita l' idea, vero? Tranquilla, quelle che mi invierai le metto come sfondo del desktop e i tuoi campi, anche se vecchi, sono perfettamente funzionanti. Grazie per tutto Andrea, sono stato bene con te anche professionalmente parlando.
Buon viaggio."
"Ahahah! Grazie a te Mauro. Idem anche per me, driller."
Le sorrido, un bacio sulle guance e la guardo mentre si allontana...
Eccola l' inculata!
Ora ho capito il perché dei quattro giorni premio. Non sono mai stati tanto generosi e a me é sembrato proprio che sotto sotto qualcosa che non andasse...
L' ingegnere me lo ha messo nel culo.
E vabbè, vorrà dire che Jan si beccherà ancora un po' di corna e io le metterò a Fede, ma tanto per pareggiare quelle che fino ad oggi mi ha messo lei, troppe ne ho di ore di sesso da fare.
E continuo a fare i cinti senza l' oste. Tutta questa tiritera e manco é detto che ad ottobre io sia ancora insieme a mia moglie.
Che palle! Sesso, sesso e sesso. Si pensa solo a scopare e anche io sto diventando peggio di Fede.
Se ci penso però, questa settimana non posso proprio lamentarmi.
Andrea é veramente una gran porca.
Le piace il sesso.
Mi ha detto che di corna al marito ne ha messe tantissime e non disdegna andare a letto con chi gli piace.
É bisex e alcune volte se la spassa con coppie disponibili a farlo in tre.
Adora il cazzo. Le piace far eccitare gli uomini e non disdegna le gang.
Ne ha fatte pure con quattro uomini, con lei al centro dell' attenzione.
Cazzo! Andrea é peggio di Fede, mia moglie al massimo, almeno da quello che so, si é fermata a tre uomini.
Ahahah! Forse l' unica cosa che è rimasta vergine ad Andrea, sono gli occhi.
E dopo l' ultimo saluto con la mano alzata all' ingegnere, dirigendomi verso la macchina, penso a quello che mi aspetta a casa.
Arrivo a Passoscuro, suono il campanello e mi apre mia suocera.
Mi dice che i ragazzi sono in spiaggia con tutti gli altri e mio suocero è al bar a giocare a carte.
Non le chiedo di mia moglie.
Entro in camera, poso la valigia e non resistendo, le chiedo: "Federica?! Dov' è mia moglie? "
"Mauro, Fefe é andata a Roma."
"A Roma! A che fare?"
"Non lo so! Ha detto che aveva un impegno."
"Ah! Un impegno."
"Mauro, perdonami se te lo chiedo, so che non sono fatti miei, ma c'è un po' di maretta?"
"Ve ne siete accorti, eh!?"
"Si, ma passerà. Ogni tanto una litigata fa bene alla coppia, altrimenti sarebbe troppo monotona la vita."
"Oh, se é per questo, stai pure tranquilla che con tua figlia la vita non é monotona."
Mi guarda con un' espressione di stupore.
"Come Mauro? Perché la vita non é monotona con Fefe'?"
Cazzo! Che mi invento.
"Perché abbiamo due miliardi di cose da fare e andiamo sempre a 200 all' ora."
Disfo il bagaglio, mettendo a lavare quello che é sporco e vado in spiaggia.
Ci sono tutti e appena mi vedono vengono a salutarmi.
Addirittura mia figlia mi salta addosso, abbracciandomi e sbaciucchiandomi.
"Che é successo? Non mi tieni più il broncio?"
"Papà, lo sai che quando litighi con la mamma mi da fastidio, ma tanto so già che poi alla fine fate pace."
Le sorrido, poi voltandomi verso gli altri...
"Ragazzi, ciao a tutti. Luca, ti hanno sciolto?"
"Si, ce l' ho fatta. Credo e almeno spero, di stare tranquillo fino al 25 agosto."
"Bene! Ale pure é tornato, quindi ci siamo tutti. "
"Si Mauro ed é un piacere averti con noi tutto il mese.
Io ho alcuni servizi da fare, se vuoi, puoi venire con me?"
"Ben volentieri Ale, ma non ho la reflex."
"Ti mancassero le macchine. Tanto dovresti utilizzare le mie per forza.
Mi servi come secondo scatto per il cambio posa."
"Ci sono! Lo sai che mi piace fare le foto. E queste stupende signorine?
Piccole mie, venite dallo zio."
Mi prendo in braccio le figlie di Manu e Stefy.
Sono cresciute e si stanno facendo carine.
"Ciao Manu! Ciao Stefy! Manca solo mia moglie."
"É andata a farsi bella anche se non ne ha bisogno. "
Guardo Stefania.
"Bella! In che senso Stefania?"
Manu lancia un' occhiataccia a Stefania.
Stefania comprende di aver fatto una cazzata e cerca di rimediare.
"Nel senso che é andata a comprare dei trucchi."
"Voi non me la raccontate giusta."
"Ciao Pa'."
"Oh, guarda chi c'è. Mai una volta al telefono con me e voi due, sempre inseparabili, vero? No, non rispondere. Prima saluto questa bella signorina mora."
Si avvicina sorridente la figlia di Manuela.
Porca miseria, quanto é bella.
Ti credo che mio figlio non si stacca mai da lei e viceversa perché anche lui é un gran bel ragazzo.
Mi abbraccia lei dandomi due baci sulle guance.
"Ciao Mauro, bentornato."
"Grazie, piccola mia. Dove siete stati a far danni bricconcelli?"
"Siamo stati da Luca, al bar, a prendere un gelato."
"Spero te lo abbia offerto questo ragazzo vicino a te?"
"No pa', l' ho messo sul conto tuo."
Risata generale.
"Hai fatto bene. Non vedo una persona.
Ah, no sta arrivando."
"Signor Mauro, buon pomeriggio."
"Luca, se non dici a tuo figlio di togliere sto signore non faccio uscire mia figlia da casa per una settimana. "
"No no, Mauro. Ho capito. Ti chiamo Mauro."
"Bene, bravo!"
"Grazie sig... Mauro. No, scusami!"
"Tu sei troppo ben educato, ragazzo mio e se non sbaglio ti sei pure alzato.
Cavolo due mesi che non ti vedo e ti sei alzato.
Vabbè! Luca, Ale, ho bisogno di un caffè. Venite? E voi, belle signore che vi portiamo?"
"Niente, grazie Mauro."
"Alle bimbe?"
"Nulla, grazie."
"OK!"
Ci incamminiamo verso il bar e intanto Luca ci dice che si farà tutto a Ferragosto.
L' anello é pronto ed é soltanto da andare a ritirare.
"Mauro, tu non parti, vero?"
"No Luca! Sono in vacanza fino a quando voglio io, ma credo che per gli ultimi di agosto o i primi di settembre io torni a lavoro.
Bene! Domani sera che ne dite di andare a mangiare una bella pizza?"
"Non puoi!"
"Perché non posso Ale?"
"Tua moglie ci ha detto che dovete andare fuori a cena. Tu e lei, come due piccioncini."
"Ah! Non sapevo nulla."
"Te lo dirà dopo, quando torna."
Ecco, perfetto. Cosa avevo detto: spero si vada fuori a cena e mi dica che vuole mollarmi. Cazzo, che tristezza!
"Mauro, che c'è. Sei sbiancato."
"Nulla ragazzi! Sono semplicemente un po' stanco. Non ho dormito molto questi giorni.
Scusate, vado a sdraiarmi un poco. Ci vediamo dopo.
Salutatemi gli altri."
"Ciao Mauro."
Torno a casa e mi sdraio sul letto.
Sono stanco veramente, ma dopo che Ale mi ha detto che andrò domani sera fuori a cena con Fede, ho avuto come un calo di pressione.
Molto probabilmente, la notizia non mi è piaciuta.
Cazzo, sta accadendo quello che avevo previsto. Sono un mago! Leggo il futuro e cosi mi faccio male due volte: quando lo prevedo e quando si verifica.
Fede ancora non é tornata. Sono quasi le 18.00 e chissà dove cazzo è andata.
Forse da Andrea, ma quello bianco e connil cazzo da culo.
No, da Andrea, no! Stefano sta ancora in America e Andrea sta con lui.
Rocco non si è visto e Ale non miha detto nulla di lui. Meglio! Mi sta sulle balle.
Allora... chi ha la troia a Roma con il quale può divertirsi.
Ah, ma certo! L' autosalone.
Il proprietario, il nipote e magari qualche meccanico dell' officina.
Alt! Stop! Mi ero scordato di Fuffy.
Sta, tutto sommato, qua vicino e che ci vuole ad arrivare.
C'è pure Atsushi. Magari una visitina a Roma con toccata e fuga dentro i buchi di mia moglie al cinese non credo proprio farebbe schifo.
Ne ha di cazzi con cui divertirsi sta puttana.
Puttana, troia, ma quante cavolo gliene ho dette.
Caro Mauro, stai rosicando, come si dice a Roma.Sto proprio rosicando e non va bene.
Devo cambiare atteggiamento perché così continuo a farmi del male.
E al suo comportamento o al suo modo di fare e cercare sesso, se ancora non mi ci sono abituato, é ora che io cominci a farlo.
Poi, se sara', la solitudine in qualche maniera la si riempie.
C'è Angelo!
In qualche modo il sesso si fa.
Non sono da buttare. Schifo non faccio e qualche donna per giocare, la trovo di sicuro.
In sala!
Posso andare in sala a ballare. Con la scuola di Giacomo.
Di certo anche li non mi mancano o mancheranno le donne per fare sesso.
Il sesso! Che bella parola.
Bene! Appurato che per il sesso non ci sono problemi, mi mancherebbe soltanto una persona al mio fianco da amare e per me oggi, ci sono solo due donne in grado di farmelo fare.
Purtroppo una è sposata ed é a 7000 km di distanza e l' altra sta per mollarmi.
Non mi sento bene.
Credo di essere febbricitante e tra i brividi di freddo e la testa che mi scoppia, strano a dirsi, mi addormento.
Riapro gli occhi.
Guardo l' orario sulla radiosveglia.
Le 21.15.
Cavolo, ho dormito tre ore!
Stanotte, tra il fatto che ho dormito ora e con tutti i pensieri in testa, credo proprio che la passerò in bianco in giardino o in spiaggia.
Mi alzo, ma mi sento strano. Non sto bene.
Non lo credo più, sono sicuro di aver la febbre. Che palle!
La porta della camera si apre.
É Fede.
Mi guarda e poi...
"Mangi o rimani a letto?"
Né un ciao, un come stai, un piccolo bacio.
Nulla che mi abbia fatto capire che lei voglia fare pace ed io, nella forse, mia stupidità, mi inchino al destino rispondendo alla sua domanda con un tono tranquillo e pacato.
"Un pezzo di pane, mangio un pezzo di pane solo per prendermi un' aspirina."
"Stai male?"
"Non sto bene, questo é sicuro."
"Va bene! Ce la fai a reggerti in piedi per domani sera?"
"Non ho problemi. Mi tengo in piedi per domani sera. Cosa vuoi fare?"
"Andiamo a cena fuori, io e te da soli. Dobbiamo parlare."
Faccio un profondo respiro e poi le dico: "Va bene. Dove sei stata"?
"Non sono problemi che ti riguardano. Cosi mi hai risposto a Londra e cosi ti rispondo ora io."
"I ragazzi dove sono? Questo puoi dirmelo?"
"In gelateria, con i nonni e tutti gli altri."
"E tu... perché te non sei andata?"
Non dice nulla, si gira e torna al salone, chiudendo la porta della camera dietro di lei.
Mi ristendo sul letto e mi rendo conto che é finita veramente.
Stavolta è finita veramente.
Non ho neanche la forza di controbattere alle sue sferzate per quanto sono demoralizzato.
Colpa sua, colpa mia, non ha importanza di chi é la colpa, so soltanto che io appena l' ho vista mi sono squagliato nuovamente, mentre lei è stata fredda.
Forse me lo merito, avrei dovuto farla parlare e non l' ho fatto, ma anche se glielo avessi concesso come avrei potuto crederle dopo tutte le bugie che mi ha sempre detto.
Mentre sto elucubrando questi concetti, sento la porta riaprirsi.
É lei.
Ha un vassoio con sopra dei biscotti, un bicchiere di latte, una scatola di aspirine e il termometro.
"Dai Mauro, mettiti seduto. Hai gli occhi lucidi, forse per la febbre. Mettiti il termometro. "
Il tono della sua voce è cambiato e se non sono lucidi per la febbre, forse lo sono per le lacrime che stanno per uscirmi.
Mi sta parlando amorevolmente e questo per me vuol dire tanto.
Aspetto un paio di minuti con lei che mi fissa. Tolgo il termometro da sotto l' ascella e glielo do in mano.
Lo guarda e...
"Però! Hai 38.2."
Deve essere stata Andrea. Martedi mi aveva detto di non sentirsi tanto bene, ma pure lei ha preso un' aspirina in bocca e un cazzo in culo e il giorno seguente stava bene.
"Dai, mangia e prenditi l' aspirina."
Mi da due biscotti e mentre li sgranocchio, mi sorride.
Forse non é tutto perso.
Devo scusarmi con lei, devo farlo. Non posso perderla.
Facesse sesso con chi vuole, ma io non posso perderla.
Mi da il bicchiere di latte con l' aspirina.
Inghiotto.
"Dai spogliati e mettiti a letto."
Con lo sguardo supplichevole le ripeto la domanda: "Fede, dove sei stata"?
Mi guarda sorridente.
"Siamo un pochino gelosi, vero? Va bene, sono stata a farmi le unghie.
Avevo chiesto di poter fare pure i capelli ma non avevano la tinta che volevo io e poi ho anche le mie cose.
Dai, mettiti giù e dormi.
Domani, domani sera a cena, parleremo e forse riusciremo a chiarirci."
"Domani sera?! A cena!?"
"Si, domani sera, a cena. Ce le diremo tutte e alla fine si vedrà, ma c'è poco da vedere.
Dormi Mauro, dormi ora. Forse ora che stai male, ci riesci a dormire."
Mi sento stranamente più rilassato anche se il suo c'è poco da vedere potrebbe avere un doppio senso.
Non resta altro che aspettare domani sera e forse non andrà proprio come avevo pensato o previsto.
Forse il mago ha sbagliato e ne sarei felice.
Certo non ne ho ancora la conferma, ma dal suo modo di parlare e dalle sue parole sembra come mi stesse dicendo di stare tranquillo, che non devo preoccuparmi.
Lo spero! Domattina, domattina dovesse servire, le chiederò scusa in ginocchio.
L' amore é amore e quando sei innamorato non c'è un cazzo da fare. Fai delle cazzate pazzesche!
Ora comprendo Luke.
Mi addormento, ma come sempre, il destino separa e il destino riunisce.
A volte sono le belle notizie a farlo e a volte purtroppo, le brutte.
Le 5.25 AM.
"Fede, il cellulare! Sta squillando. Rispondi."
"Mmhh, si. Non l' ho sentito. Ma dove sta. "
"Ti accendo la luce?"
"No Mauro, accendo la mia. Non preoccuparti.
Pronto!"
Silenzio.
"Diana!"
Si mette seduta sul letto...
"Nooooo! Noooo! Doris noooo!"
Scoppia a piangere.
"Fede! Cosa è successo?"
Piange solo e ha il cellulare in mano poggiato sul letto.
Glielo tolgo dalla mano mentre lei continua a piangere.
I miei figli con i suoceri, hanno sentito Fede gridare e piangere e sono entrati trafelati in camera.
Mi guardano mentre sto portando il cellulare all' orecchio.
"Pronto Diana, cosa è successo?"
Con la voce singhiozzante e rotta dal pianto: "Mauro, mamma! Mamma Doris stavolta non ce l' ha fatta.
L' ultima... l' ultima crisi è stata fatale.
Mamma non c'è più. Il cuore non ha retto."
"Diana, il primo aereo che troviamo stamattina e veniamo."
"Mauro, scusate l' orario, state tranquilli, non fa nulla. Era per sentire una voce amica, un piccolo aiuto, perché sto tanto giu' e sono sola."
"Diana, stamattina partiamo. Dacci il tempo di vedere gli aerei e di arrivare.
Le nostre più sincere e sentite condoglianze per il momento. Diana, stiamo arrivando."
"Va bene Mauro. Stai vicino a Fede."
"Tranquilla Diana. Tranquilla! Veniamo."
"Fede, preparati. Controlliamo i voli e vediamo di trovarne uno o due, anche con lo scalo, per arrivare a londra.
Fede, hai sentito cosa ho detto? Smetti di piagere, Diana ha bisogno di te."
Si asciuga gli occhi e con la voce ancora singhiozzante...
"Vado sola Mauro, tu stai male."
"No, sto una meraviglia e sola non ti mando.
Sto benissimo e non devi preoccuparti. Facciamo due trolley o un bagaglio unico e vediamo di partire. Diana ha bisogno di te."
"No Mauro. Non ha bisogno di me, ha bisogno di noi.
Aspettiamo che apra l' agenzia dove prendiamo i biglietti, vediamo la disponibilità degli aerei."
Si sono svegliati tutti ormai. Sono le 5.40 del mattino.
Nel frattempo Fede ha fatto una valigia e quando é l' orario giusto, chiama l' agenzia di Londra.
Cerca con la massima accortezza di non far capire cose strane ai suoi genitori e ai ragazzi e alla fine: "Mauro, di voli diretti per Londra, oggi e domani, non se ne parla. Tutto pieno.
Se vuoi, andiamo in aeroporto e ci mettiamo in attesa?"
"E voli non diretti, magari facendo due scali?"
"Violet, hai sentito? si, hai ragione, scusami."
Fede ripete in inglese quello che avevo chiesto e allora...
"Sta controllando Mauro."
"Va bene."
Dopo un minuto la sento parlare in inglese.
"Si Violet, dimmi.
Credo vada bene, chiedo, aspetta un attimo.
Mauro, fra due ore c'è un volo per Parigi e da li prendiamo l' eurostar per Londra.
Va bene?!"
"Qualsiasi cosa va bene, purché arriviamo a Londra. Ti do la carta di credito. "
Non mi da il tempo di aprire il portafogli che lei in inglese...
"Violet, fai tutto con la mia carta e mandami per favore i biglietti via mail. Grazie cara.
Mauro, dobbiamo fare veloci.
Come ti senti?"
"Benissimo! Stai tranquilla. Dobbiamo raggiungere Diana velocemente. Ha bisogno di te."
"Di noi Mauro, di noi. "
"Va bene, di noi."
Si avvicina a me, mi abbraccia e scoppia a piangere con un pianto liberatorio.
L' abbraccio stringendola forte e le accarezzo i capelli sopra la testa."
I nostri figli sorridono e mia suocera ci guarda.
"Dai Fede, ci sarà tempo per tutto, te lo prometto."
Annuisce con la testa asciugandosi le lacrime e di corsa ci prepariamo.
Salutiamo tutti quanti dicendogli che in quattro o cinque giorni al massimo, saremo di ritorno e giustamente i ragazzi: "Pensate alla zia. Noi qui stiamo bene e con qualcuno. La zia non ha più nessuno".
Bravi ragazzi! Poi dicono che a volte i più piccoli non sono più intelligenti degli adulti.
Mio suocero ci accompagna a Fiumicino.
Mi accorgo che ho portato con me le chiavi di casa di Ancona per sbaglio e per non creare problemi le metto nel marsupio.
Dopo aver preso l' aereo per Parigi, una volta scesi al De Gaulle, di corsa alla stazione con un taxi per prendere l' eurostar e dopo altre due ore e 20 minuti arriviamo a Londra.
Raggiungiamo casa di Diana in taxi intorno alle 7.00 PM.
L' abbraccio con i pianti tra Fede e Diana mi fanno commuovere e escono i lacrimoni dagli occhi pure a me.
Lacrimoni che scendono copiosi quando Diana si stacca da Fede e viene ad abbracciare me.
"Grazie Mauro, grazie. Entriamo.
Lilly con Dan, sono appena andati via. Il funerale ci sarà domani e vi prego, non vestiti scuri, mamma li voleva colorati. Non vi vestite in nero."
"Lo so Diana, sapevo cosa voleva Doris. Non ho nulla di scuro in valigia, ne' per me e ne' per Mauro.
La sera siamo in casa e mentre parlano ricordando la mamma di Diana, le squilla il cellulare.
Ci guarda.
"É Luke!"
Risponde.
Parla una decina di minuti con lui poi chiude e il suo sguardo va verso Fede.
"Viene anche lui domani al funerale.
É già a Londra. Qualcuno lo ha avvertito ed ha preso il primo aereo disponibile."
Subito Fede e Diana mi guardano.
Capisco la situazione.
Signore, se non volete io non vengo, state tranquille.
Per mia moglie é solo il suo datore di lavoro, così mi ha detto, e se dovessi venire, per rispetto a te Diana, ma soprattutto a tua mamma Doris, per quanto mi riguarda, sarò soltanto uno dei presenti alle esequie di tua mamma."
Insieme si avvicinano e mi baciano le guance e mentre loro lo fanno, io penso...
Fantastico! Dopo aver fatto uno scambio di saluti alzando i bicchieri da palco a palco, domani rivedrò l' amante londinese di mia moglie al funerale della mamma della sua più cara amica.
Sono proprio un santo.
Cosi, sta a vedere, che me lo troverò fianco a fianco di Fede e di Diana.
Forse stanno iniziando le prove generali di: oggi la prendi te, domani la prendo io.
Non so se ridere o piangere.
Dopo una parca cena, andiamo a letto.
Diana ci dice la stanza.
"Fede, te e Mauro andate..."
"No Diana. Fede é più giusto che venga a dormire con te.
Tu hai bisogno di qualcuno che ti dia conforto."
"Ma mauro, dovete..."
"Si lo so, dobbiamo ancora chiarire. Io la amo con tutto il mio cuore e non so se lei ha ancora questo forte sentimento nei miei confronti, ma oggi tu hai bisogno di tua sorella e io se ho sbagliato, sono pronto ad inginocchiarmi al suo cospetto e chiederle non scusa, ma perdono."
Fede sorride mentre gli occhi si riempiono di luce e mettendosi la mano sul cuore: "É solo e tutto tuo Mauro, solo tuo e non devi farti perdonare nulla. C'è stato un qui pro quo dovuto ad un concatenarsi di eventi che hanno portato a questo increscioso equivoco".
"Ne parleremo Fede, ne parleremo di questo. Pensa a Diana."
Si va a letto.
Sento loro parlare in continuazione. Della mamma di Diana, di Lilly, della scuola, del locale, ma mai dire una parola su di me o su Luke.
Queste pareti... si sente tutto ed é come se non ci fossero.
Verso le 1.00 AM non sento più nulla.
Forse si sono addormentate.
Io stento e poi, verso le 2.00 AM chiudo gli occhi.
Li riapro alle 7.40 AM.
Forse ho ancora un po' di febbre.
Fede entra in stanza.
"Buongiorno Mauro."
Si mette sul letto al mio fianco e mi da un bacio sulla fronte dopo avermi accarezzato la guancia con la mano.
"Mettiti il termometro. Hai fame? Scendi, vieni a fare colazione?
Ti ho messa un' aspirina vicino al tuo piatto.
Lo vedo che non stai in forma e secondo me non avresti dovuto venire."
Cazzo! Solo ieri ho detto che mi sarei comportato bene e invece adesso mi sta venendo voglia di dirgli che se non fossi venuto di certo sarebbe andata, dopo il funerale, a spassarsela ancora col suo boss.
Torno lucido e cerco di togliermi dalla testa la gelosia che sta crescendo dentro di me con la paura che mia moglie mi venga tolta, ma non le dico nulla e la ringrazio dicendole che mi faccio una doccia al volo e scendo.
Ho poca febbre, solo un po' di alterazione.
Mi doccio, mi vesto e scendo in cucina.
Diana mi vede e viene ad abbracciarmi.
"Diana, che c'è?"
"Mauro, se non ci foste voi, io sarei sola."
"Tu non sarai mai sola Diana."
Mi guarda e sorridendo mi bacia sulla guancia.
Ci si prepara per il funerale e come da sua richiesta nulla fa vedere che si sta andando a dare l' ultimo saluto alla signora Doris e quando si arriva al cimitero, in una piccola cappella dove si dovrebbe svolgere la funzione funebre, io e Fede entriamo insieme a Diana per andare nella prima fila.
Mentre procediamo mi guardo intorno e vedo volti a me sconosciuti e qualcuno che ho già visto.
Nel secondo banco, dietro a quello dove dovremmo metterci noi, c'è una signora mulatta con il braccio e la gamba destra ingessati.
Una vistosa fasciatura le copre la fronte.
Ha due stampelle sul lato sinistro poggiate al banco e un signore negro sul lato destro.
Cazzo! É Corinne. Allora é vero. Ha avuto realmente un incidente.
Ho fatto una gran figura di merda con Fede e Diana.
Faccio un forte sospiro.
Mia moglie l' ha notato, mi prende la mano e me la stringe, parlandomi ad un orecchio...
"Una volta lo dicesti tu a me, ora sono io che lo dico a te: Non é successo nulla Mauro, è tutto ok."
Annuisco con la testa, sorridendole, ma si vede il mio malessere dovuto forse un po' alla febbre e tanto alla cazzata che ho fatto, pentendomi di non averla fatta parlare.
Una volta seduti inizia il rito funebre.
Non ho visto Luke. Forse ha cambiato idea e non é più venuto.
Mi volto, seguendo con lo sguardo i ragazzi delle pompe funebri che stanno uscendo e in fondo c'è lui.
É venuto! Allora é venuto. Ha ascoltato tutto il rito rimanendo in fondo alla cappella e durante la sepoltura se ne é rimasto sempre in disparte, poi terminato tutto, alla fine, per salutare Diana, si avvicina, le fa le condoglianze abbracciandola calorosamente, dandole un bacio sulla guancia.
Si sposta di mezzo metro e fa la stessa cosa con Fede poi, si avvicina a me, allunga la mano, dandomi le condoglianze e io non posso far altro che stendergli la mia rispondendo alla sua richiesta con un grazie, contraccambiando la stretta di mano.
Una stretta molto vigorosa a dire la verità, ma credo che se abbia voluto dimostrare qualcosa penso ci sia rimasto molto male.
La mia é più forte della sua.
Seguono tutti gli altri partecipanti venuti a dare l' ultimo saluto a Doris.
Ci sono anche la cassiera, quattro belle ragazze, tre ragazzi del locale e diverse persone anziane.
Tutti a dare le condoglianze a Diana e quando buona parte della gente se ne è andata, la mulatta si avvicina a me e in disparte: "Devo scusarmi con te. So che avevamo un appuntamento, ma come vedi purtroppo, non é dipeso dalla mia volontà mancarlo.
Federica mi ha detto che non mancherà occasione per ripeterlo e che la prossima volta che tornerai a Londra, potrò, salvo imprevisti, assolvere all' incarico che mi era stato affidato".
Mi arriva una botta di profumo terrificante. Un' odore di sensualità mi avvolge. Forse l' ha messo ora perché nella chiesetta non si sentiva.
La guardo bene.
É una bella donna veramente. Hanno ragione Fede e Diana. Ci sarebbe stato veramente da divertirsi se il destino beffardo non ci si fosse messo di mezzo.
Le rispondo.
"Non ha importanza! L' importante è che tu guarisca presto e che torni al 100% operativa per abbracciare nuovamente i tuoi bambini."
"Beh, tanto bambini non sono più, però ti ringrazio.
So che i tuoi figli sono orgogliosi di avere un papà come te e che sei un bravo marito."
Cazzo! Che intende per marito.
Non capisco.
Fede mi ha riferito che a parte Diana e Luke, nessuno sa che siamo sposati.
Forse ha detto a Corinne che sono sposato, ma non con lei.
Lo sguardo mi va su Luke che é nella visuale dietro alla mulatta. Sta parlando con Diana e Fede.
Le abbraccia nuovamente e poi lo vedo allontanarsi mentre io rispondo a Corinne.
"Cosi ha detto, Federica? Bene! Mia moglie non sa nulla di questa storia e spero non lo venga a sapere.
Mi auguro che tu..."
"Ssshhhh! So tutto! Federica me lo ha detto. So che siete sposati e che avete due figli. Ho visto le foto.
Federica mi parla sempre di voi.
É molto innamorata e si vede. Quando mi parla di te le brillano gli occhi, ma lei é un' esibizionista, un' artista e non riesce a fare a meno di fare quello che fa.
Lo fa perché le piace e non per farti del male.
Non te ne farebbe mai, su questo puoi esserne certo e qui ha notevolmente limitato il sesso proprio per non crearti problemi.
Però questa è la nostra vita.
Forse avremmo potuto farla più tranquilla, come semplici casalinghe o donne in carriera, ma per passione, per soldi, perché ci piace o per altri motivi, ormai ci risulta difficile cambiarla.
Io lo faccio per soldi.
Mio marito, quando gliel' ho detto non era tanto favorevole, poi alcune ristrettezze economiche, varie difficoltà incontrate, l' hanno convinto a farmelo fare.
Inizialmente solo spogliarelli, poi dopo aver visto che il tenore di vita era diverso, ha messo tutto dietro le spalle e ha accettato che facessi l' hard e altro.
Ormai sono cinque anni che lo faccio e lui dice sempre che tornando indietro avrei dovuto farlo prima.
Sono state Diana e Federica a portarmi nel locale di Luke e ad oggi ne sono contenta.
Pensa che un mio ragazzo va a scuola con tua moglie e con Diana e se non avessi un' altra entrata che mi porta soldi, non avrei mai potuto mandarlo in quella scuola."
"Quindi tuo marito é d'accordo su quel che fai? "
"Certo! Te l' ho detto. All' inizio no, ma poi piaceva anche a lui vedere la moglie sul palco che si mostrava nuda e non solo.
E poi, in questa maniera, ne trae vantaggi anche lui. "
"Che vantaggi? "
"Economici e anche di sesso. Io l' ho sciolto, puo fare quello che vuole."
"Tu l' hai sciolto, mia moglie no!"
"Ti stava mandando a letto con me o sbaglio?"
"Beh, per te é un lavoro."
"Tra di noi non esistono rapporti lavorativi, ma solo scambi di favori. "
"Che vuol dire? "
"Te l' ho detto prima che ne traeva vantaggi anche mio marito o se mi servisse in futuro, Federica lo avrebbe rifatto a me."
"Mi stai dicendo che per mandarmi a letto con te, mia moglie é stata a letto con tuo marito? "
"Non é da tutti andare a letto con 'The teacher' e se si presentasse l' occasione non se la lascia scappare di certo."
Ma porca puttana! Ha dovuto andare a letto con il marito per consentire a me di scoparmi Corinne.
"Mauro, ascoltami: ogni donna ha bisogno di tempo e Federica, innamorata come è di te, ha enormi difficoltà ad effettuare questi scambi. Non sopporta l' idea di sapere che tu sei a letto con un' altra donna. "
"Lei non lo sopporta e io invece dovrei sopportarlo? "
"Da quello che mi ha detto Federica, non é stata lei ad iniziare tutto, ma te. Lei non lo avrebbe mai fatto se tu non avessi insistito. Le stava bene la vita che stava facendo e ci si era abituata. Poi tu le hai chiesto quello che le hai chiesto e se ce l' hai dentro diventa un problema bloccarsi. "
"Ok Corinne, ho capito!"
"Sicuro tu abbia capito? Lo spero! Sig Mauro, io adoro mio marito, eppure per me é stato semplice mandarlo con altre donne, ma non siamo tutte uguali. Dalle tempo, ne ha bisogno e fai attenzione perché se il mio capo mi chiedesse di fare qualcosa in più, lo farei. Ecco, spero tu mi abbia capito realmente. "
La osservo molto perplesso.
"Sinceramente, non tanto."
"Piano piano lo capirai, Mauro. Io ti ho avvertito. Quando entri in questi ambienti é molto difficile poi uscirne. Ci vedremo quando tornerai a Londra perché io sono in debito con te e vedrai che non ti deluderò.
Mi spiace esserci conosciuti in un momento del genere, ma la vita...
Arrivederci a presto, Mauro. "
Oscillo la testa in segno di assenso e la saluto.
La scia di profumo che mi stava stordendo, piano piano comincia a scemare, attenuandosi.
Cazzo, se ha veramente 45 anni é una gran bella fica.
La osservo mentre claudicante raggiunge il marito, che aiutandola, la conduce alla macchina.
Non ho capito la sua ultima frase, quel piano piano lo capirai.
Sembra quasi un avvertimento su qualcosa che dovrà accadere in futuro o che accadrà se io non faccio attenzione con questa voglia scambista.
Diana e Fede mi hanno lasciato parlare con Corinne poi, una volta accortesi che avevamo terminato di parlare, lentamente si sono incamminate verso di me.
Mi sento terribilmente in colpa.
L' ho fatta andare a letto con il marito di Corinne per consentirmi di avere una notte di sesso con la mulatta.
Devo scusarmi, farmi perdonare...
"Fede, io devo... io devo... Corinne mi ha detto alcune cose e sa che sono tuo marito. Glielo hai detto tu? Quando?"
Fede mi guarda e sorridendo...
"Due settimane fa, quando é successo il patatrack, Mauro.
Mi sono sentita talmente in colpa che in ospedale, parlando con Corinne, gliel' ho detto. Non me ne é fregato nulla. Può raccontare tutto a chi vuole, non mi interessa. "
"Cosa Fede? Cosa vi siete dette?"
"Sono andata a trovarla in ospedale sabato pomeriggio, quando tu sei partito.
Lei si è scusata con me per l' accaduto.
Diana le ha detto cosa era successo e Corinne si é sentita responsabile.
Io le ho detto che non é stata colpa sua. Che doveva andare così e che non doveva preoccuparsi perché nella vita é tutto già scritto, ma quando mi ha detto di dire al mio amico di non preoccuparsi perché la prossima volta che lui tornerà a Londra fisseranno un nuovo appuntamento, io non ce l' ho fatta e cosi le ho detto che non eri un mio amico, ma mio marito.
Il mio splendido marito!
Senza esitazione, le ho preso le mani e le ho detto: Corinne, l' uomo con il quale avresti dovuto passare la notte, era mio marito e non un amico.
Poi mentre lei incredula mi guardava le ho detto di stare tranquilla, di pensare a ristabilirsi e di tornare a casa al più presto, dai suoi ragazzi.
Lei mi guardava ancora con un' aria di stupore dopo aver sentito quelle parole. Non se l' aspettava proprio di sapere che fossi mio marito.
Sapeva che non ero sposata, ma in quel momento, dopo tutto quello che era successo, era un segreto che non riuscivo a tenermi dentro e dopo essermi confessata con lei, mi sono sentita meglio anche se il problema con te era ancora esistente e difficilmente riparabile.
É accaduto, doveva accadere e si, ti confesso che dentro di me un poco ero felice per il mancato appuntamento, ma il solo pensare che non ho mantenuto la promessa, mi ha fatto stare male.
Mauro, io ho provato a mantenerla, ma il destino ci ha messo del suo, però appena torni, sempre se Corinne ti piace, possiamo fissare un altro incontro e allora potrò esaudire la tua richiesta, ma io ti giuro, non c' entro nulla.
Maledizione! Quando ci si mette a volte la sfortuna... La sfortuna! Ma quale sfortuna. La colpa é stata della volpe, ma povero animale pure lei ci ha rimesso a vita. "
"Non dirmi che Corinne... "
"Si Mauro. Per cercare di salvare una volpe é finita in un fossato di una strada secondaria.
Lei era svenuta perché la signora ha il maledetto vizio di non indossare la cintura di sicurezza.
Ha sbattuto la testa ed ha perso conoscenza.
L' hanno trovata dei pescatori al mattino, intorno alle 5.00 AM. Hanno casualmente visto la macchina e sono accorsi in suo aiuto con lei che era ancora svenuta.
Vabbè Mauro, è inutile che io stia qui a raccontare, spero soltanto che tu mi creda."
Mi inginocchio e...
"Mauro alzati.
Te l' ho detto prima all' orecchio: va tutto bene."
"Scusami Fede! Devi perdonarmi. "
"Non hai nulla da farti scusare o perdonare. La colpa è mia, come sempre la colpa è mia.
Non dovevo spengere il cellulare.
Devo spiegarti tante cose e hai, come al solito, ragione te.
Ho fatto una serie di cazzate e sono io a dovermi scusare con te."
"Non devi farlo. Ti ho detto delle cattiverie e non dovevo dirtele. Delle parole orribili."
Mi prende le mani e stringendole...
"Mauro, la rabbia o la gelosia, perché non so in quel momento cosa influisse di più dentro di te, fa questo e altro. Tranquillo!"
"Luke dov'è?"
"Perché? Cosa vuoi fare? Mauro, ti prego, non discutete oggi, non mi sembr... "
"No no! L' ho visto e mi ha salutato e ormai che, posso dirlo, condividiamo la stessa donna..."
"No! Fermo. Ti blocco. Non condividete la stessa donna. Io con lui vado solo quando ne sento la necessità e la stessa cosa fa Luke con me.
D'altronde a volte per sfogarsi, quando é incazzato, va pure con altre."
"Va pure con altre? Va bene, ma ora dov'è?"
"É ripartito. Sua moglie stranamente, gli ha detto che poteva andare da loro, prendersi la figlia e portarla dove voleva, ma solo in America.
É tornato oggi solo per i funerali di Doris.
Tu capisci che..."
"Ho capito! Non hai bisogno di dirmi altro. I figli sono figli e avrei fatto la stessa cosa anche io.
Quando era partito? "
"Il venerdì, dopo che era successo il casino.
Ti ringrazia nuovamente per il vino e ha detto che un giorno sarebbe felice di bere con te un bel Bordeaux."
Perfetto! Proprio scambio totale. Vini e donne.
Non faccio in tempo a pensarlo che Diana inizia a piangere.
Fede la consola e io le chiedo il perché piange.
"Ora sono sola, di nuovo sola, Mauro.
Si, tu mi hai detto che non lo sarò, ma la verità é che voi partirete e io sarò sola nuovamente."
"Non sarai sola. Fammi fare una telefonata."
Mi allontano da loro e ne torno dopo due minuti.
"Bene, andiamo."
"Tutte e due insieme, guardandosi, all' unisono: "Dove"?
"Non vi preoccupate. Andiamo a casa. Diana fa un trolley per un paio di giorni e.. ma si, fidatevi di me.
Andiamo dove sono stato quei due giorni che ero sparito da Londra."
Non capendo nulla, eseguono quello che io ho detto loro e poi con un taxi si va direttamente in stazione a prendere il treno.
E una volta in stazione Diana comincia a capire qualcosa.
"Tu sei pazzo Mauro e forse é per questo che ti adoro. "
"Diana, hai capito dove stiamo andando? "
"Si Fefe', ma non te lo dico, é una sorpresa, una bella sorpresa."
Le strizzo l' occhio.
Arriviamo, scendiamo dal treno e Diana, girando la testa a destra e a sinistra, guarda Fede sorridendo.
Si avvicina a me e mi abbraccia forte.
Io ricambio l' abbraccio poi con un tono da finto scocciato...
"Basta con questi abbracci Diana. Potrei anche abituarmici e allora ne vorrei dieci al giorno. Tieni, queste sono tue."
Le allungo il mio mazzo di chiavi.
Fede le guarda e credo abbia capito la mia intenzione.
Diana perplessa, muove la testa come per chiedere spiegazioni.
"Sono le chiavi di casa di Ancona. Le mie personali.
Quando e se avrai bisogno di tua sorella, di tuo fratello o dei tuoi nipoti e non ti basta una semplice telefonata, prendi il primo aereo disponibile e vieni giù, ad Ancona. Tu sei della nostra famiglia, ma per favore non rimetterti a piangere e smettila di abbracciarmi."
Sorride, scoppiando in un nuovo pianto e dopo un altro abbraccio, prendiamo un taxi.
Lungo il breve percorso Fede guardandomi mi dice: "Non ci crederai, ma quando mi hai risposto al cellulare, immaginavo tu fossi qua, anche se non ne ero sicura, ed avevo il terrore che combinassi qualcosa di sbagliato".
"Arrabbiato si, geloso pure, ma stupido no!"
Arriviamo alla pensione.
Avevo avvertito la signora Grace del nostro arrivo che appena vede il taxi esce dalla porta per venire a salutarci.
"Mauro, non pensavo di rivederti così presto?"
"Sono stato talmente bene che ho voluto portare queste due signore a godersi il panorama e soprattutto i piatti che prepara nonna Grace."
Spiego a Grace e lei dopo aver fatto le condoglianze a Diana guarda Fede.
"Menomale che non hai fatto qualcosa di stupido altrimenti questa splendida bionda sarebbe rimasta sola."
Il volto di Fede si incupisce e rivolta a Grace, le chiede: "Stupido! Cosa voleva fare di stupido"?
Volge il suo sguardo verso di me con gli occhi spaventati.
"Nulla signora, nulla. Era solo una mia supposizione completamente errata.
Allora venite, vi assegno le stanze e se mi permettete vorrei chiamarvi per nome.
Federica e Diana, questa è la vostra stanza e questa Mauro é la tua."
Subito Diana...
"Ma Mauro, é giusto che tu stia con tua moglie e io..."
"Tu ora hai bisogno di Fede. Io e lei, sempre se lo vorrà, ne avremo di tempo per stare insieme."
Fede mi abbraccia stringendomi forte, si alza in punta dei piedi e mi bacia.
"Io si, Mauro. Ma non so se le vorrai ancora te. "
Sorrido. Avevo sbagliato tutto e ringraziando il cielo tutte le mie supposizioni erano errate.
"Andate in camera che tra un po' si cena. Qui sono intransigenti sugli orari."
"Mauro, lo dici proprio te!"
"Signora Grace , non dica nulla per favore."
Fede e Diana salgono verso la loro stanza.
Grace mi guarda: "Mauro dai retta ad una vecchia come me.
Tua moglie è innamorata pazza di te. Si vede da tante cose. Se lei ha un altro uomo che le gira intorno, non ci pensare, é roba di poco conto. Una cosa passeggera.
Può accadere nella vita di prendere delle sbandate. "
Il momento con Grace si interrompe quando sento la voce di Fede che mi chiama.
"Mauroooo! Porti le valigie per favore."
"Grazie signora, grazie. Arrivoo! "
Salgo e porto i bagagli alle signore.
E dopo la cena si fa una bella passeggiata per la citta'.
Mi sento ancora un pochino acciaccato, ma sto molto meglio rispetto a ieri e stamattina.
A cena ho inghiottito un' altra aspirina e questa passeggiata non è affatto male.
Si ritorna verso le 11.00 PM e si va a letto.
Non riesco ad addormentarmi e quando finalmente gli occhi stanno per chiudersi, un rumore di serratura elettronica me li fa riaprire.
La porta si apre.
"Fede!"
"Mauro! Pensare che fino a due settimane fa ero Federica e ora sono tornata ad essere Fede mi rende felice. Menomale!
Fammi spazio."
"Fede, prima dobbiamo parlare, poi forse possiamo..."
"Facciamo cosi: prima possiamo e poi parliamo.
Fammi tua Mauro. Voglio essere tua."
"Perché a 'The teacher' non si può dire di no?"
"No Mauro, scusami. Mi sono sentita offesa. Non ho mai ricevuto un rifiuto e quando mi hai detto di no, mi ha dato tanto fastidio. Mi é sembrato un oltraggio.
Mauro Scusami ancora.
Voglio essere tua perché sono tua moglie, voglio fare l' amore con te perché sono tua moglie e non perché sono The teacher."
"Chi ti ha dato la chiave elettronica? "
"La signora Grace mi ha dato la scheda. Mi ha detto che forse verso mezzanotte avrei dovuto venire a controllarti."
"E Diana?"
"Mi ha spedito lei da te e io non vedevo l' ora di venire.
Ho bisogno di te, Mauro. Ho un grande bisogno di te.
Sia per l' affetto, l' amore, il sesso.
Per quello che abbiamo creato insieme e purtroppo, anche per aver fatto rinascere la vecchia Fede.
Ti giuro che non sono mai stata con Brown. Se lui ti ha detto così, ti ha detto una bugia.
E l' hai vista Corinne? É una gran bella donna ed era vestita in più é una super attrice hard."
"Migliore di The teacher?"
"Non credo proprio. Quello che fa The teacher non lo fa nessuna donna al ...........
Nessun altra modella é troia come The theacer, perche The teacher è unica e inimitabile e... oh, cavolo! "
Abbasso lo sguardo: "Fede, ti stai osannando nuovamente.
Perché sei diventata cosi" ?
Mi guarda.
"Non lo so, non lo so. Hai ragione Mauro, scusami!
Forse perché non voglio essere seconda a nessuna. Credo che la mia sia una malattia che non riesco più a gestire.
Devo fare sesso, specialmente quando sono stressata. Se vedo un uomo in mutande, mi eccito. Se lo vedo col cazzo esposto ai miei occhi, impazzisco e devo prenderlo in mano, in bocca e nei miei buchi. Sono una ninfomane! Sino malata di sesso.
Pensare che ero riuscita a controllare quest' impulso sessuale frenetico che ora è tornato dentro di me."
"Come Fede? Come c' eri riuscita e da quando non avevi più bisogno di fare sesso?"
"Ti ricordi quando ero incinta di nostra figlia? Dopo che i tre stronzi mi avevano lasciato in pace é stato un momento molto brutto.
Era finita la tortura dei tre stronzi ma avevo un disperato bisogno di sesso.
Necessitavo di aiuto, da sola non potevo farcela e non volevo rompere le scatole a te.
Rammenti quando i martedi sparivo per un paio di ore e tu pensavi che avessi un altro?
Ero in terapia, Mauro. Mi incontravo con una specialista e con lei sono riuscita a controllarmi.
La voglia era tanta, ma ho resistito.
Ce l' avevo fatta!
Andando avanti ti sono sempre stata fedele, anche quando é apparsa la tentazione Stefano.
Non potevo cornificarti, non l' avrei mai fatto.
E poi... poi mio marito mi ha chiesto di mettergli le corna e allora c'è stato come un risveglio e io ora non riesco più a smettere."
"E se tornassi di nuovo dalla specialista?"
"E secondo te non ci sono stata?
Non ce l' ha fatta più manco lei.
Appena vedo un cazzo mi bagno e non vedo l' ora di prenderlo in bocca per farlo indurire.
Ormai é una voglia che mi assale, un bruciore e un calore sotto che mi invade il corpo e la mia micia sente il bisogno di essere penetrata.
É un bisogno impellente di farmi scopare e anche inculare, perché non te lo nego, mi piace moltissimo prenderlo nel culo, ma questo tu già lo sai.
Mi piace il seme maschile, adoro assaporarlo in bocca e poi inghiottirlo.
Mauro lo so che non sono una buona moglie e forse non sono una brava mamma, ma ti prego non mi dare tutte le colpe.
Sappi che, e non ti sto dicendo una stupidaggine, se Shuli non fosse stata sposata, ti avrei già chiesto di andare da lei, ma purtroppo si è sposata e quando mi hai detto che non mi avresti mai lasciata, mi sono detta: Mauro é un grand' uomo, un bravissimo marito e un padre meraviglioso.
Mi accetta per quello che sono e io non lo lascerò mai perché é l' amore della mia vita.
Ma ora Mauro, se tu avessi cambiato idea, lo capirei e accetterei qualsiasi tua decisione.
Mi rimetto al tuo volere."
"Ti ho offesa io Fede."
"Tu non mi hai offesa. Te l' ho detto: eri soltanto molto arrabbiato e quando é così la testa non ragiona e dalla bocca esce di tutto."
"La crociera Fede... la crociera. Quando hai prenotato la crociera con Diana?"
"Non l' ho prenotata io."
"Ma se non l' hai prenotata te, allora chi lo ha fatto?"
Abbassa lo sguardo...
"Luke, Mauro. Lo ha fatto Luke. Parlando una volta nei camerini, lui ha sentito che non ero mai stata in crociera e cosi mi ha detto: Federica, ti va di fare una crociera con me?
Mauro, non sono mai stata in crociera e sapevo che tu avevi paura di farne e allora mi sono detta: se scopo qui con lui quando ne ha bisogno, posso tranquillamente farlo in crociera, cosa cambia.
Avrei voluto dirtelo, ma poi non l' ho fatto perché avevo il timore che tu mi dicessi di non andare e...
Mauro capiscimi, non sono mai stata in crociera ed é stata la voglia di una bambina a farmi accettare senza dirti nulla.
Poi tu mi hai detto di organizzarne una, ma quella di Luke ormai era programmata e non potevo più dirgli di no.
Mannaggia a te, non potevi dirmelo prima che saremmo andati in crociera insieme.
Avrei tranquillamente rinunciato a quella con Luke e quando stavo trovando una scusa per non andare, il destino, come lo chiami te, é venuto in mio aiuto.
La moglie... la moglie lo ha chiamato e gli ha detto della figlia.
Che aveva voglia di stare con il papà e allora Luke, scusandosi, mi ha detto di cambiare il suo nome con il tuo, ma sapevo che tu dovevi partire e cosi ho pensato a Diana.
Era stanca! Ogni giorno a scuola, casa di cura e altre cose. Aveva e ha bisogno di riposarsi cosi ho detto a Violet di mettere il suo di nome."
"Fede, confessione per confessione. Quando la notte di domenica abbiamo dormito insieme e poi al mattino Diana è andata dalla mamma e tu da suor Margareth, io sono entrato in stanza di Diana per posare delle sue cose.
Ho notato i biglietti sotto ad una cornice e sono andato a sbirciare.
Ho visto solo quello con il tuo nome e non ho fatto in tempo a vedere quello sotto, perché é arrivata la signora Stanford.
Quindi su l' altro biglietto c' era già il nome di Diana?"
"Ah, Diana Diana! No mauro, doveva buttarli. Erano ancora i biglietti vecchi e c' era il nome di Luke. I nuovi erano ancora in agenzia."
"Ma scusa, se erano i vecchi con Luke, non capisco perché due biglietti e non uno. Sembra come se avreste dovuto andare in due cabine separate? "
"Sembra?! Ahahah! Erano due biglietti perché saremmo andati in due cabine separate.
Non dormo insieme a Luke.
Sei pazzo! A meno che non sia mezza brilla e mi addormenti profondamente, io con Luke non dormo."
"Fede, ti giuro, non ci sto capendo nulla. Fate sesso, scopate, ma non dormite insieme. Non comprendo."
"C'è poco da comprendere. Luke ha le sue abitudini. Anche con la moglie dormivano in stanze separate e poi Luke russa. Ma russa veramente di brutto e non si riesce a dormire con lui."
"Ma scusa, mi hai detto che il giorno dell' incidente hai dormito con lui fino alle 6.00 AM."
"Si Mauro, ma lui, dopo aver fatto quello che dovevamo fare, se ne è andato in camera sua.
Capirai, nella sua casa a Londra ha cinque stanze e a volte mi tocca mettere i tappi alle orecchie per non sentirlo.
No, dormire insieme a Luke é impossibile.
É un ottimo amante, ha un gran bel cazzo, ma dormire insieme a lui è impossibile veramente. Se non mi credi, ti ci mando a letto. Ahahah!"
"Oh no, grazie. Non ci tengo proprio e non vorrei che mi scambiasse per te. Piuttosto, russo pure io?"
"Ahahahah! Mi fai morire. Se ti scambiasse per me faresti l' esame della prostata. Mi chiedi se russi? A volte si, a volte no. Tu dormi talmente poco che a volte mi da fastidio pure darti un calcetto per farti smettere di russare e poi... poi tu sei il mio Mauro. Puoi russare quanto vuoi."
"Grazie piccola mia."
"Oh finalmente! Sono tornata ad essere la tua piccola e questo mi rende molto felice."
"Sei sempre stata la mia piccola. Ma non comprendo questo strano rapporto tra te e Luke."
"Che c'èdi strano?! Ci piace scopare insieme. Si forse, anzi no, senza il forse, sicuramente lui vorrebbe qualcosa in più da me, ma io non ci penso proprio e non gli sto dando, come mi hai detto te, false speranze.
D'altronde se gliene avessi date, avrei tranquillamente preso l' anello che mi aveva regalato e non mi sembra che tu lo veda al mio dito."
"Beh, non ci vedo manco il mio."
"Mauro, io so il valore di quell' anello è farmi staccare un dito dalla mano per farmelo togliere non ci penso proprio.
Lo indosso solo quando esco con te e sono sicura che c'è qualcuno pronto a difendermi."
"Va bene, hai ragione. Hai ancora bisogno di fare sesso?"
"No, ora no! A forza di parlare mi hai fatto rilassare e si é spenta la voglia, ma non è detto che fra dieci minuti non mi torni di nuovo. Basta che torni a pensarci e riparto, ma ora per fortuna, parlare con te e pensare a Diana mi toglie il sesso dalla testa."
"Fede, Diana, ora che la mamma non c'è più, cosa ha da fare?"
"Da quel che so io, nulla. E anche se avesse da fare, Lilly le ha detto di tornare a scuola quando lei vuole."
"Ah bene. Ma lo sai che a tutt' oggi io non so cosa insegni Diana."
"Ahahah! Matematica e fisica e in più parla tre lingue e sta imparando l' italiano."
"Non dirmi che..."
"Si, parla e scrive molto bene francese, spagnolo ed é super con il tedesco."
"Ma scusa, non sono tre allora? "
"Vabbè, per lei l' inglese é lingua madre e non lo calcolo.
Diana é una cervellona. Non é solo sesso, ha cervello e tanto. Ecco perché Luke si fida ad occhi chiusi di lei."
"Da quel che ho capito si fida pure di te? "
"Si! Io ancora devo capire perché. Facciamo sesso e niente altro, eppure sembra come che io sia la padrona delle sue case e dei suoi alberghi.
Forse perché mi hanno visto spesso insieme a lui, ma non saprei di preciso.
Sinceramente a me piace e finché va, mi sta bene.
Se ti dicessi che non mi piace che gli altri credano che io sia la padrona, ti direi una stupidaggine e non voglio dirtela."
"Come darti torto. Sempre meglio il Dom Perignon che l' acqua minerale."
"No mauro, qui sbagli. Mi conosci, sono una donna umile e mio marito é mio marito.
Anche l' acqua del rubinetto, ma con te. Sempre e solo con te, in questa vita con te e nell' altra, si vedrà .
Purtroppo tu sei già impegnato per la prossima e magari io troverò qualcuno, che forse potrebbe rendermi felice e perché no, potrebbe essere Luke.
Non si sa mai. Potrebbe essere lui a rendermi felice come lo sono ora con te.
E a proposito di felicità .
Se a te piace vedermi fare sesso con altri o farmi fare tutte le porcate che desideri, non ho problemi, perche' mi piace accontentarti in quello che mi chiedi di fare e se mi piace farlo, che male c'è .
Lo sai che fare sesso mi piace e se a questo metto il fatto che a te piace vedermelo fare, ti ripeto: che male c'è!
Lo scambio di coppia, hai ragione. Su questo hai ragione. Sono dannatamente gelosa, ma vedrai che piano piano, riuscirò, sempre se la sfortuna non si accanisce, a fare questi famosi scambi di coppia e così potrai anche te avere il godimento che meriti."
Sbadiglia!
"Fede, io penso che tu sia la migliore donna, amante, amica, madre di questo mondo.
Mi piaci e ti amo tantissimo e non potrei stare senza di te.
Credo che tu abbia ragione. Andiamo avanti in questa maniera.
Sono io che devo sapermi controllare. Ho cercato e voluto che tu scopassi con altri uomini e tu, per farmi contento, lo hai fatto.
Ti ho fatto riprendere il cammino che eri riuscita a bloccare.
Corinne mi ha detto che per mandarmi con lei sei stata a letto con suo marito.
Mi sento colpevole per avertelo fatto fare e visto che per accontentarmi lo hai fatto e poi la sfortuna ci ha messo del suo, io devo dirti che... che... ecco Fede, devo dirti che sono stato a letto con altre donne.
Non solo con Shuli. L' ultima donna é stata l' ingegnere dell' altra società.
Per carità, nulla a che vedere con The teacher.
The teacher é di un altro pianeta e se ora vorrai arrabbiarti con me, puoi anche farlo. Ti ho fatto una co... Fede... Fede... ehi Fede!
Si é addormentata e probabilmente non ha sentito nulla.
Forse è meglio cosi.
Stamattina, al suo risveglio vedremo se ha sentito qualcosa.
Non ha fatto sesso.
La voglia pazza di sesso parlando, gli è passata.
Casualità o la giusta terapia è quella di parlare.
Domani... domani riprenderemo il discorso sempre se non ha sentito quello che gli ho detto ora, perché se lo avesse sentito credo proprio che ci saranno fulmini e saette a Dover.
Non lo so se ho fatto bene a dirglielo, ma io so soltanto che ho fatto un casino e poi vengo a scoprire che Corinne ha avuto l' incidente realmente.
Fede aveva organizzato tutto e quindi non mi ha preso per il culo.
A volte il caso, la sfortuna o fortuna, il destino, chiamalo come vuoi, ci mette del suo.
E Luke! Scopano solo e non dormono insieme.
No, non credo proprio mi lasci per Luke.
Fa la padrona finché Luke glielo permette. Verrà il giorno che lui si stancherà di lei e le darà il benservito e allora starà soltanto con me a bere acqua e mangiare noccioline.
Tornerà anima e corpo da chi la ama veramente, ma per ora, falla godere di questa finta ricchezza.
Devo pure ricordarle che ha vinto la scommessa e menomale che stasera ha smorzato la sua voglia di sesso perché dopo le giornate passate con la panterona, sono proprio vuoto.
Ihihihi! La panterona. La norvegese fredda!
Fredda un cazzo!
Due scatole di condom e per farselo mettere subito nel culo, ha rubato al ristorante due bustine di olio.
Ahahah! Massaggio sul condom con l' olio e poi perforazione del buco del culo che a dir la verità era già molto perforato. Ahahah!
Non male! Non male proprio e sinceramente farmi le due settimane da loro non mi spiacerebbe proprio.
Anzi, quasi quasi le invio una mail dicendole che approvo pure io l' idea di Jan. Una bella sesta misura ci vuole tutta.
Ahahahah! Da fotografia, mia cara panterona.
Certo, se venissi da voi porto la reflex.
Devo ricordarmi di chiedere a Fede se Virginia l' ha chiamata e voglio sapere di questo Karl.
Certo, la realtà mi dice che non so se si é inventata tutto o dice la verità, però di certo Corinne stava messa male.
I gessi al braccio e alla gamba erano reali come lo era la fasciatura alla testa e penso... penso alle sue bombe.
Pure Corinne, cazzo, che bombe che ha davanti.
La vedo bene a pecora mentre me la inculo.
Tanto suo marito sicuramente, si sarà inculato mia moglie e io mi inculo la sua.
Chi lo sa se ce lo ha grosso.
Ecco, esce fuori il cuck. Poi mi incazzo con Fede se si fa sbattere da altri uomini.
Vabbè, proviamo a dormire.
Ihihihih! Luke russa! Il biondo russa come un trattore.
Ihihihi! Dormono in stanze separate. Ahahah!
E io che credevo che... Ahahah!
Zitto Mauro, non ridere che la svegli.
Continua...
Buone vacanze a tutti. Ci ritroviamo i primi di agosto e spero di avervi lasciati cin meno punti interrogativi.
Un abbraccio a tutti, vostro Maurox.
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