Gita in barca

scritto il 2026-10-29 tempo di lettura 9 min

di
genere
trans
cura
A−

'Tratto da fatti realmente accaduti anche se romanzati'

Era da tempo che il mio uomo cercava di convincere mia madre a passare una giornata in barca con noi due. Al tempo stavo insieme ad un sessantenne benestante, che aveva ereditato una modesta imbarcazione a motore. L'aveva ormeggiata al lago di Como, dove aveva anche un modesto appartamento di tre locali che usava come seconda abitazione. Lui viveva e lavorava a Milano, ma spesso nei weekend, mi passava a prendere per fare dei giretti in barca soprattutto vista la stagione estiva

Mia madre a cui avevo varie volte descritto la barca, si era incuriosita molto, ma all'offerta di farci un giretto non volendo essere d'intralcio tra me e il mio uomo, aveva sempre declinato l'invito con scuse banali e poco convincenti. Alla fine però a forza di insistere, finalmente mamma cedette all'invito.

Partimmo un sabato mattina con il suv del mio uomo, che per privacy chiameremo Fabio. Mia madre invece si chiama Maria, e il suo vero nome. Ero nemmeno a dirlo eccitatissima di avere mamma finalmente con noi, e il viaggio fino a Como fu molto piacevole. Mamma doveva essere in giornata buona, perché parlava volentieri con Fabio facendo anche qualche battuta. Una volta arrivati sul post, fu l'uomo a guidarci all'interno dell'imbarcazione e a fare tutte le pratiche per mollare gli ormeggi e avviare il motore. Mentre io e mia madre ci mettemmo in costume pronte per la gita

Mamma si era portata un costume intero nero che suonava decisamente con la sua pelle chiara bianco latte, ma faceva risaltare le sue forme, le tette grandi e le cosce abbondanti. Essendo alta 1'65 rispetto a me che sono 1'70 il costume che indossava, la faceva stonare con le sue forme. Mamma all'epoca aveva la stessa età del mio uomo, donna non appariscente con gli occhiali da vista e i capelli lunghi fin sopra le spalle castani. E sempre stata la classica signora della porta accanto per farvi capire.

Io invece avevo il mio bel bikini nero lucido, regalato proprio da Fabio che indossai con orgoglio. Bikini che metteva in risalto mio fisico e i miei lunghissimi capelli biondi al contrario di mia madre. Nel mentre la barca si allontanava dal molo, mamma decise di sistemarsi su una brandina a prua per approfittare e prendersi un po' di sole, mentre io raggiunsi il mio uomo alla guida in cabina. Era una bellissima giornata e faceva molto caldo

Nel giro di pochi minuti avevamo lasciato già Como per dirigerci a largo più possibile, in modo da stare lontani da occhi indiscreti. Continuavo a stuzzicare il mio uomo alla guida cercando di tirargli fuori il cazzo dal costume e fargli una pompa mentre era seduto. Era più forte di me, avere mia madre con noi sveva stimolato doppiamente la mia troiaggine. Lo scopo di quella gita in barca alla fine era stata solo una scusa per passare una giornata a farmi beccare da mamma mentre mi facevo scopare da Fabio. E lui ovviamente era d'accordo con me. Il fatto che mia madre ci beccasse lo eccitava molto.

Gli presi in bocca il cazzo e glielo succhiai con tutto l'amore che avevo per lui, l'uomo ci mise poco a riempirmi la gola di calda sperma che ingoiai tutta con i capelli scostati da una parte perché mi vedesse ingoiare tutto il suo seme. Feci chiamare da Fabio mia madre con una scusa qualunque, mamma si alzò dalla branda e ci raggiunse il cabina mentre io avevo ancora la testa piegata tra le gambe dell'uomo, lui disse a mamma delle cose inutili di poco conto ma che erano servite per farla venire in cabina. Mi sollevai dalle gambe di Fabio con il mento gocciolante di liquido bianco, fissando mamma con un sorriso beffardo.

Mamma non disse niente e tornò sulla branda a godersi il sole. Era abituata alle situazioni che le facevo assistere, anche se non le ha mai approvate. Io e il mio uomo invece, come due maiali eravamo al massimo dell'eccitazione. E quello fu soltanto l'inizio, la giornata era lunga. La seconda mossa fu gettare l'ancora e fermarci a largo. Non si vedeva più terra ma solo acqua intorno. L'ondeggiare della barca ci cullava e il silenzio assoluto, fatta eccezione per qualche aereo di passaggio, dava al posto un senso di pace e tranquillità.

Verso l'ora di pranzo mangiammo dei panini che mamma aveva preparato la mattina stessa e aprimmo qualche lattina di birra e bottigliette d'acqua. Il clima era sereno, nonostante lei mi avesse vista con la sborra sulle labbra, sembrava abbastanza calma e ci lanciò pure una battuta quando il mio uomo mi versò la birra nel bicchiere di plastica: - hai già preso l'aperitivo prima, non bere troppo mi disse. Fabio ci rise sopra e lo stesso feci io. Mamma invece sembrava seria con uno sguardo ironico dietro le lenti dei suoi occhiali.

Mia madre sa essere spiritosa in un modo tutto suo, ma se le gira male, sa essere molto diretta e acida. Dalla perdita di mio padre ha sempre tenuto un profilo basso e ha cercato di mantenermi sforzandosi di accettare la mia scelta di vivere come donna. Finito il breve ma divertente pranzetto, decidemmo di dedicarci tutti e tre all'abbronzatura. La barca aveva una prua generosamente ampia, e comprensiva di lettini da sole. Mi feci spalmare la crema abbronzante dall'uomo, sdraiata a pancia sotto su uno dei tre lettini. Mamma si mise lì accanto , c'erano delle riviste sparse che avevo fatto mettere da Fabio, camuffate da giornali di moda e mare all'interno c'erano riviste Trans porno.

Mamma ne prese una a caso senza pensarci ne osservarla meglio, si ritrovò così a sfogliare pagine piene di bellissime Trans scopate in culo e in bocca da maschi neri dal cazzo enorme. Osservammo la sua reazione mentre sfogliava le pagine, pronti a farci due risate. Ma fu ancora lei ad asfaltarci entrambi. Sono queste le riviste educative che leggete quando siete soli? Fece mia madre con il solito tono ironico, prima di mollare la rivista dove l'aveva presa immezzo alle altre. Colpiti e affondati.

Sembrava che non volesse darci soddisfazione ad ogni cosa le facessimo passare. Non avrei mai creduto che mia madre fosse una donna così tosta. Di solito in casa era seria e sempre attenta a tutto e saltava come una molla se qualcosa non le andava, quel giorno stavo scoprendo un lato di lei che non avevo mai conosciuto. Ci giocammo la carta più spinta a quel punto. C'era il rischio che mamma non la prendesse bene ma eravamo pronti a rischiare per il nostro piacere di essere scoperti da lei.

La lasciammo sulla branda a godersi il sole del primo pomeriggio e ci mettemmo nuovamente in cabina. Fabio aveva il cazzo che gli scoppiava, e io avevo la figa anale inzuppata che chiedeva solo di essere riempita e rotta dal suo bel cazzo. Ci mettemmo subito all'opera senza perdere altro tempo. Mi tolsi il bikini e restammo nudi entrambi, Fabio si sedette su una poltroncina e io piegando le gambe, salii su di lui sedendomi sul suo bel cazzo dritto che mi aspettava.

La sua cappella turgida scivolò lentamente dentro alle mie natiche fino alle palle facendomi sospirare forte. Buttai le braccia attorno al collo al mio uomo e lo baciai sulla bocca iniziando a saltellare su e giù dal suo cazzo duro come il marmo. Mi staccai dalla sua bocca per chiamare mia madre, con me la chiamò pure l'uomo con insistenza continua. Sospiravamo il suo nome godendo: - Maria.. Maria.. Mariaaaaa... Mamma ovviamente sulle prime decise di ignorarci, poi visto il continuo sospirare e gemere forte il suo nome, si mosse venendo in cabina.

La poltroncina su cui eravamo stava proprio accanto alla porticina d'entrata, non le ci volle molto a mamma per beccarci sul fatto mentre scopavamo come maiali sospirando il suo nome. La guardammo sorridendo come monelli senza fermarci un secondo. Mia madre con le mani sui fianchi e la faccia pronta al rimprovero: - adesso ho capito perché avete insistito che venissi con voi, maiali.

Abbiamo continuato sempre più eccitati dalla presenza di mia madre fino a che Fabio non mi è esploso dentro riempiendomi la figa anale di sperma caldo venendo con un gemito in faccia a mamma. Io buttai indietro la testa con la massa di capelli che mi copriva totalmente la schiena, e guardai mia madre con la testa all'indietro. Quando mi sollevai dal cazzo dell'uomo che lentamente si afflosciava, un piccolo ruscello di liquido bianco e denso, mi colò giù dalle gambe finendo a gocce sul pavimento. Ancora con il buco spanato e senza rimettere il bikini sorrisi a mamma, e mentre Fabio si alzava nudo dalla poltroncina, cercò di sdrammatizzare l'accaduto

Alla fine dovemmo confessare di aver invitato mamma soltanto perché ci vedesse scopare. La cosa ci aveva eccitati parecchio ma non intendevamo offenderla in nessun modo. La sua presenza aveva dato una carica erotica in più al nostro rapporto le dicemmo. Mamma c'è da dire, cercò di prenderla con la sua solita ironia pungente senza fare drammi e senza rovinare la gita con scenate o cazziatoni inutili. Disse semplicemente rivolta all'uomo sempre dandogli del lei: - Mi auguro solo che non me l'abbia messa incinta, o le chiedo di riconoscere il figlio. Scoppiammo a ridere, mia madre le sa tirar fuori giuste sempre e al momento opportuno. Finimmo la giornata tornando a Como per ormeggiare la barca e tornare a Milano con la macchina dell'uomo. Una volta rientrati mamma mi chiese perché volessi sempre coinvolgerla in certe situazioni, le risposi con un bacio sincero sulla guancia dicendo che con lei davanti, potevo esprimere al massimo la mia femminilità. D'altra parte ero o no una femmina mancata come mi diceva sempre?

chrisbabyface@libero.it
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