Il mio matrimonio

di
genere
incesti

Tratto da fatti realmente accaduti. Questo racconto è frutto di ricerche e ricostruzione da testimoni oculari che io stessa ho contattato per ricreare la trama.
Fare L'amore e la cosa più bella del mondo e senza mia madre accanto credo non sarei riuscita mai ad esprimermi al meglio come femmina mancata. Ho amato molti uomini e alla fine ne avevo pure scelto uno per sposarmi seriamente.
Dopo diversi anni passati a prendere cazzi di ogni misura, mi ero alla fine convinta a prendermi un marito fisso. Anche se non nel nostro paese, mi ero rivolta al Canton Ticino, dato in Italia all'epoca non erano ancora concessi matrimoni dello stesso sesso. se invece di sposarmi in svizzera, mi fossi sposata in Italia, prima di annullare il vincolo avrei dovuto mettere di mezzo carte burocratiche e magari anche avvocati mangiasoldi.
Conobbi il mio futuro marito Mauro, - nome reale del soggetto - in una delle mie tante avventure con gente estranea. Non mi sono mai fatta troppi riguardi, se un'uomo mi piaceva e venivo corteggiata nel modo giusto, la scopata con lui non me la toglieva nessuno. La mia troiaggine mi portava sempre a farmi sfondare la figa anale ogni giorno quando mi andava bene, e qualche giorno no se mi andava male. Modestamente con l'aspetto che mi ha donato madre natura, non ho mai avuto problemi a trovare un uomo che mi scopasse a sangue. Posso dire di essermi innamorata una volta al giorno in vent'anni, ma di averne alla fine scelto solo uno per il mio matrimonio.
Cosa trovai in Mauro che negli altri uomini non ho trovato? Onestamente non saprei dirvelo. Mi sono sempre data agli uomini allo stesso modo senza mai far distinzioni di razza religione o bellezza. Su questo punto ho avuto sempre un forte contrasto con mia madre, lei poteva accettare che sfogassi i miei istinti sessuali, anche se non capiva perché proprio con gli uomini e perché gli scegliessi di una certa età. Ciò che invece non tollerava, era che potessi innamorarmi di uno di quelli con cui scopavo. Per lei, donna d'altri tempi educata da genitori puritani, l'amore era e rimane un sentimento serio da condividere con la persona della vita con cui sarei dovuto restare per sempre.
Ovviamente non la ascoltavo, ho sempre agito di testa mia, e se un uomo mi piaceva, che avesse avuto cinquant'anni o settanta, per me non faceva nessuna differenza. L'amore si sa non ha età. Incontrai Mauro un bel sessant'enne con la passione per i ragazzi androgeni e femminili come me, in una delle mie solite uscite notturne. Passeggiate che amavo fare d'estate quando mi era difficile prender sonno. Mentre ero diciamo impegnata a passeggiare sui marciapiedi del mio quartiere, un'uomo accostò per darmi un passaggio e fu amore a prima vista. Dopo avergli svuotato le palle dentro la mia gola, e averne ingoiato la sperma fino all'ultima goccia, parlammo a lungo notando che avevamo molti punti in comune, ci piacevano gli stessi Film, fare le stesse cose, il sesso allo stesso modo, il cibo e altre cosette di poco conto, ma che per quell'incontro furono decisive.
Io e Mauro ci frequentammo per qualche mese lo facevo venire a casa mia e facevamo l'amore per pomeriggi interi sul mio lettone matrimoniale a due piazze. Fu un pomeriggio di quelli - allora vivevo ancora nell'appartamente di famiglia - che scherzosamente e quasi per una battuta, l'uomo mi fece la proposta di sposarlo in svizzera. La presi come una delle sue solite battutine ma vidi non rideva affatto era serissimo. L'idea di avere finalmente un marito mi eccitava da morire, ne parlammo forse non tanto a lungo da capire che un passo come quello richiedeva del tempo. Non avevo esperienza di matrimoni e lui era single da sempre. Col senno di poi avremmo potuto evitare, ma i colpi di testa si fanno nella vita.
Io che ho sempre amato le sfide impossibili, accettai la pazzia di quella proposta. Mamma doveva saperlo subito dissi, e l'uomo concordò di telefonarle per annunciarle il lieto evento. Era una cosa assurda, mai in vita mia avrei pensato di sposarmi con uomo che poteva per l'età esser mio padre. Cosi' verso sera e prima che l'uomo se ne andasse, presi il telefono e chiamai mia madre. Mamma conosceva Mauro, lo aveva conosciuto telefonicamente visto la chiamavamo spesso durante i nostri rapporti e aveva potuto sentire almeno a voce, quanto fosse bravo a farmi godere. Feci il suo numero mentre attendevamo gli squilli in vivavoce, chiesi all'uomo come pensasse l'avrebbe presa. Lui era intenzionato ad andare fino infondo e poco importava se mia madre ci avesse ostacolati. Quando mamma finalmente rispose, la salutammo entrambi, e passammo subito al punto. "Ci sposiamo in Svizzera e stavolta facciamo seriamente" - le ho detto a bruciapelo, senza darle nemmeno il tempo di replicare.
Aggiunsi che qualsiasi cosa avrebbe detto noi ci saremmo comunque sposati, non si tornava indietro. L'uomo le spiegò che il matrimonio aveva momentaneamente effetto solo fuori dal nostro paese, ma che era nostra intenzione legalizzarlo anche in Italia appena possibile. Mamma come sempre dovette accettare la situazione, non poteva far altro. Sperando che almeno il matrimonio mi facesse mettere la testa apposto e avessi accanto un'uomo che mi volesse bene e mi aiutasse a cambiare il mio atteggiamento da eterna troietta. Aggiunse che voleva essere presente. Cosi' sia - le promisi, mi accompagnerai tu davanti al giudice di pace per le firme.
Era deciso, quando il mio uomo se ne andò, passai la serata al telefono con mamma a pianificare tutto, ero così eccitata che sborrai e squirtai dal culetto parecchie volte a telefono con lei sporcando pure il pavimento, ma non me ne fregava nulla. Finalmente anch'io avrei avuto un'uomo tutto mio mio. D'ora in avanti se mi avesse sorpresa a farmi rompere la figa anale da qualcun'altro, avrei potuto dire la famosa frase: CIELO MIO MARITO.
Come da accordi andammo in Svizzera verso il mese di Luglio, esattamente 20 giorni dopo averlo annunciato a mia madre, e credetemi, sono stati i venti giorni più lunghi della mia vita. Non facevo che contare ora dopo ora con l'impazienza di una bambina che aspetta il momento dei regali di natale.
Come da accordi presi in precedenza, mia madre venne a Milano col treno, Mauro la andò a prendere in stazione con la sua auto e la portò a casa da me. Inutile dire che avere mamma vicino, aumentò la mia voglia di fare la puttana, e i pochi giorni che ci dividevano dalla partenza per la svizzera la feci ammattire. Mauro veniva a trovarci ogni santo giorno, avendo le chiavi di casa, non doveva nemmeno annunciarsi, semplicemente saliva ed entrava in casa. Mi ero promessa di fare la brava finchè mamma fosse rimasta con noi, ma anche così non mi lasciai scappare l'occasione di fare un bel servizio e far svuotare le palle ad uno dei soliti ragazzi Extracomunitari delle consegne della pizza a domicilio. Quei ragazzi ormai mi conoscevano alla perfezione, chissà quante volte li avevo chiamati per una consegna speciale. Oltre alla pizza, mi avevano rotta anche due insieme.
Odinai la solita pizza, era un codice, se ordinavo la pizza alla diavola piccante, facevo sempre in modo me la consegnasse il solito ragazzo da solo o a volte in coppia. Quando mia madre mi beccò inginocchiata a gambe aperte in lingerie mentre un mulatto con i calzoni abbassati teneva il suo bel cazzo lungo e duro dentro la mia bocca, andò su tutte le furie, riuscendo a metter in fuga il poveretto spaventato, non prima che questo mi avesse riempita la gola di calda sperma. Tranquillizzai mamma dicendole che conoscevo quella persona, mi facevo sfondare da lui e il suo amico da un bel pezzo ormai.
Erano bravi ragazzi infondo, mia madre ovviamente non accettò quel tipo di spiegazione, e mi ricordò che stavo per sposarmi, dovevo mettere la testa apposto. A quel punto dovetti spiegarle che anche Mauro era d'accordo con me su questo tipo di rapporti, eravamo la classica coppia aperta. Amavo Mauro, e volevo diventasse mio marito ad ogni costo, ma questo non mi avrebbe impedito di continuare a farmi sfondare culo e bocca da chi unque. Mamma sospirò quasi rassegnata ad avere una figlia così puttana. Dopo quell'episodio, cercai di rigare dritta, anche se continuavo a fare la Troietta con Mauro davanti a lei ogni volta che ne avevo l'occasione. A breve dovevamo sposarci, e tra marito e moglie era normale fare l'amore, anche se non davanti alla propria madre o suocera.
Stuzzicavo continuamente il pover'uomo, che da parte sua ce da dirlo, cercava di essere più serio ed educato possibile davanti alla sua futura suocera. Lui e mamma si erano accordati per darsi del tu, infondo stavano per diventare parenti, ed era giusto allentare la tensione e avvicinare le distanze. Una sera Mauro decise di restare a dormire da noi, viveva solo, e il giorno dopo iniziava le ferie lavorative. Quella sera volevo fare l'amore con lui, Mauro dovette leggermi nel pensiero. Eravamo tutti e tre seduti sul divano a guardare la TV in salotto, io e Mauro vicini, mia madre dal lato opposto del divano. Iniziammo ad abbracciarci e baciarci con passione, cose normalissime a cui mia madre si era ben presto abituata. Avevo addosso un completino intimo nero, regalato dal mio futuro marito e che avevo prontamente sfoggiato, calze autoreggenti a rete, perizomino e un corpetto senza spalline sempre nero con le coppe ai seni, i lunghissimi capelli biondi legati a coda alta con delle ciocche sciolte ai lati del viso. Il mio uomo aveva addosso solo un paio di slip neri ed era quasi nudo.
Mamma invece aveva addosso una vestaglia chiusa senza maniche, i suoi soliti occhialoni sul naso, braccia conserte, gambe accavallate. Era Mauro più vicino a mia madre di me, gli misi una manina dentro agli slip ed estrassi il suo cazzo già bello duro, iniziai a masturbarlo piano piano guardandolo dritto negli occhi, mentre l'uomo mi accarezzava i lunghissimi capelli. Mauro estrasse il mio cazzo dal perizomino, e iniziò a masturbarmi a sua volta. Il tutto avendo a fianco mia madre che ovviamente fingeva di non vederci guardando lo schermo del televisore, ma tenendoci d'occhio con lo sguardo di lato in varie occasioni. Averla li vicino mi eccitava oltremodo, e anche al mio uomo la presenza della futura suocera doveva eccitarlo pareccio.
Non lo nego, in quel momento avrei voluto tanto partecipasse pure lei al nostro rapporto. Sapevo non sarebbe mai successo, mia madre non era tipo da fare certe cose purtroppo, già mal sopportava le facessi io. Ben presto passammo a fare sul serio, senza preoccuparci tanto di mia madre li a fianco. Mi alzai in piedi a gambe divaricate, dando la schiena al mio uomo, che a gambe chiuse teneva le braccia allargate per accogliermi. Mi sedetti lentamente sulle sue ginocchia, facendo scivolare la sua grossa e turgida cappella dentro le mie chiappe umide e burrose. Avevo mia madre proprio li a fianco a pochi centimetri, voltai la testa verso di lei scostandomi i lunghissimi capelli da un lato del collo, e facendo un grosso sospiro quando il cazzo dell'uomo scivolò tutto dentro di me.
Le sospirai praticamente in faccia sorridendole, mentre iniziavo a saltellare su e giu dal cazzo del mio uomo aiutata dalle sue mani sui miei fianchi stretti. Sorridevo felice a mia madre, che dopo un primo sguardo volto' la testa dall'altra parte quasi disgustata. L'uomo cercò di darci dentro impegnandosi seriamente eccitato dalla vicinanza di sua suocera, ma venne quasi subito sbrodolandomi nel culo. Rimasi molto delusa, e anche l'uomo ovviamente lo fu. Forse la stanchezza dal lavoro, forse la calura del periodo o la troppa eccitazione, lo avevano fregato. Mi alzai dal suo cazzo mentre la sua sperma colava giu dalle le mie gambe uscendomi dal culo aperto. Mauro dispiaciuto continuava a scusarsi per non aver potuto dare il meglio di se, lo baciai e lo rassicurai che ci avremmo riprovato presto. L'uomo si alzò per andare in bagno a pulirsi e darsi una rinfrescata.
Mia madre con una faccia da strega e un sorrisetto beffardo, mi lanciò una frecciatina velenosa - Non mi sembra che come uomo sia stato granché... Vista l'età era da immaginarselo. Magari dovevi sceglierne uno piu giovane. Mentre mi asciugavo dalla sperma colata con un fazzoletto di carta, le ricordai che quell'uomo lei stessa lo aveva sentito più volte scoparmi per telefono, quindi sapeva come farmi impazzire. Conclusi dicendole - Aspetta il matrimonio cara... Poi sentirai che musica qui dentro..... Mamma fece spallucce brontolando e tornando a godersi il suo programma alla televisione. Un'episodio che mi sarei legata al dito, era evidente che la situazione non le piaceva, e cercava di dimostrarcelo ad ogni occasione.
Finalmente arrivò il giorno tanto atteso del viaggio nel Canton Ticino. Ero ancora offesa dal comportamento di mia madre e del suo perfido commento sulle prestazioni sessuali del mio futuro marito, e non volevo fargliela passare liscia. Era stata troppo cattiva e fino al giorno del matrimonio, l'avevo fatta ammattire per vendicarmi. Il viaggio in svizzera di per se fu abbastanza tranquillo, mamma non aprì bocca per tutto il viaggio, e ne fui contenta. L'unica rimostranza che mi fece, fu per il mio outfit troppo da sgualdrina. Avevo indossato forse qualcosa di troppo appariscente che mi faceva sembrare piu una puttanella da strada che una sposa. Shorts da donna chiari rotti e trucidi in jeans con calze a rete e reggicalze nere, un Top nero corto senza una spallina con la schiena scoperta. Truccata forse un po troppo, i lunghissimi capelli sciolti, occhiali a specchio sul naso, stivali neri a punta lucidi lunghi fino a metà coscia.
Il mio uomo al contrario di mia madre mi trovava terribilmente sexy e provocante, e apprezzava molto. Lui invece piu sobrio di me, si era messo dei semplici pantaloni lunghi beige con una maglietta a maniche corte dello stesso colore, occhiali scuri in viso, e mamma con il suo abito leggero a strisce zebrate. Arrivammo in svizzera prima di mezzogiorno, visto il sindaco che ci attendeva era un amico del mio uomo, ci intrattenemmo con lui. Un'uomo alto, magro, con una faccia poco rassicurante dalla lunga barba nera, e dallo sguardo strano, ci invito' ad entrare in comune per bere un caffè.
Io che non ho mai sopportato il caffè, e solo sentirne l'odore pungente mi fa star male, ho passato la mano. Mia madre in evidente stato di imbarazzo sempre a causa del mio vestito troppo puttanesco, parlò il meno possibile, tenendo lo sguardo basso, e quando il sindaco si complimentò per la mia femminilità, mia madre si voltò dall'altra parte per la vergogna.
Finalmente il sindaco ci condusse nel suo studio, dove svolgemmo il rituale dei documenti e delle firme necessari per il matrimonio, avvisandoci che il tutto era validato attualmente soltanto in quella regione, varcata la quale, il vincolo si interrompeva. Ma tutto questo lo sapevamo già, avevamo solo fretta di concludere la pratica il piu presto possibile. Nel frattempo si era fatta ora di pranzo e speravamo di trovare una pizzeria non distante e a buon prezzo.
Dopo la classica manfrina del - E... per l'onore conferitomi dallo stato... Vi dichiaro marito e moglie... - ci baciammo appassionatamente senza vergogna davanti a mia madre, che se ne sono sicura, avesse potuto sarebbe scappata fuori all'istante. Mauro stava per possedermi li davanti ai presenti se mia madre non ci avesse interrotti per ricordarci che aveva fame, e che si era fatta una certa ora.
Uscimmo abbracciati stretti mano nella mano finalmente eravamo marito e moglie, mentre mia madre se ne stava in disparte indietro di qualche metro rispetto a noi, sempre imbarazzata e forse anche seccata dalla situazione. Era stata lei a voler partecipare al nostro matrinonio alla fine, nessuno l'aveva costretta mi dissi, peggio per lei. Trovammo una pizzeri e ci fermammo per magiare prima di ripartire per Milano e rientrare in Italia. Mamma anche a tavola non mancò di lanciarci le sue velenose frecciatine dicendo che non capiva a cosa serviva un matrimonio in svizzera, se poi in Italia non fosse validato. Le avevamo già spiegato che non appena avessero approvato la legge anche nel nostro paese, avremmo ripetuto il rito, ma lei lo faceva apposta a provocarci. Non raccogliemmo la sua provocazione e ci godemmo la pizzata prima del rientro a casa.
Rincasammo che era ormai pomeriggio inoltrato, stanchi dal viaggio ma felici di esserci sposati. Mio marito, ormai potevo chiamarlo così, volle mantenere la tradizione di portare la sposa in braccio oltre la soglia di casa, e mamma dovette trattenere le risate per la comicità con cui l'uomo mi sollevò da terra quasi ruzzolando al di là della porta. Dopo quella giornata impegnativa ci mettemmo comodi, cambiati d'abito, e stravaccati sul solito divano ci abbracciammo felici. Avevo voglia di mio marito e glielo feci capire al volo prendendogli il cazzo dagli slip e infilandomelo tutto in bocca. Mi scostai i capelli da un lato del viso, guardando mia madre li accanto come per sfidarla. Non mi era ancora andato giùbil suo commento della volta precedente, ed ero intenzionata a farle vedere che toro da monta avevo appena sposato.
Succhiai il duro e grosso cazzo di mio marito con tutto l'amore possibile, come mai avevo fatto con tanti altri fino ad ora. Senza perdere altro tempo lasciai che Mauro si stendesse lungo il divano quasi addosso a mia madre, gli salii sopra per fare un bellissimo sessantanove succhiandoci il cazzo a vicenda. L'uomo stavolta sembrava in ottima forma rispetto alla precedente.
Venimmo subito io nella sua bocca, lui nella mia, ingoiando entrambi il nostro sperma sotto lo sguardo attento e indagarore di mia madre. L'uomo si ricompose, si mise seduto nuovamente sul divano con le gambe chiuse per farmi salire su di lui stavolta con il viso dalla sua parte, piegai le gambe e con le manine mi spalancai le natiche sedendomi a cavalcioni sul suo bel cazzo duro e ancora vigoroso nonostante avesse appena sborrato.
La sua cappella si introdusse tra le mie natiche che la risucchiato o dentro tutta scivolando dentro senza problemi fino infondo. Chiusi gli occhi buttai indietro la testa dai lunghissimi capelli biondi e sospirai fortemente.
L'uomo mi prese per i fianchi, con le mie braccia attorno al suo collo, e' iniziai a saltellare su e giu su e giu sempre piu velocemente godendo come la puttana che sono. Fu allora che voltai la testa per guardare mia madre e farle un sorrisetto ironico a tutta bocca come per dirle - Lo vedi adesso chi è mio marito o no? - Mia madre che di solito a quel punto voltava la testa dall'altra parte stavolta non lo fece. Questo suo gesto inaspettato mi fece tornare seria e continuai a gemere e godere piu seriamente tenendole lo sguardo fisso.
Mi chiesi a cosa stesse pensando e cosa avesse fatto cambiare espressione a mia madre. Sembrava diversa dalla solita sputa sentenze sembrava più attenta nel guardarci, e non vorrei esagerare a dire una fesseria, ma sembrava quasi orgogliosa di assistere da vicino a sua figlia inculata dal marito a pochi centimetri da lei.
Noi dal canto nostro continuammo a scopare come maiali senza curarci di lei. Eravamo marito e moglie adesso, e tutto ci era concesso. Mauro mi fece impazzire per quasi mezz'ora prima di scaricarmi in culo una spruzzata di sperma bello caldo che mi ingravido' del tutto. Ricordo di aver sospirato - mettimi incinta amore mio - mentre il mio uomo con un gemito si svuotava le palle dentro me. Lo baciai con la lingua in bocca e i miei lunghissimi capelli a coprirci entrambi.
Esausta mi accasciai sul suo petto mentre lui mi stringeva con la testa rivolta verso il soffitto. Scostai con una mano i capelli e vidi mia madre porci dei fazzolettini di carta con un espressione soddisfatta. Era un'espressione sincera stavolta non ironica o beffarda, che avesse finalmente capito? Presi dalle sue mani i fazzoletti ricambiandole il sorriso, mentre cercai di alzarmi dal cazzo di mio marito che si stava ormai afflosciando pieno di sperma colante dal mio culo aperto. Prima che sparissimo entrambi in bagno, mamma si tolse gli occhiali e disse abbassando lo sguardo a terra - "Mi dispiace avevo torto... Spero vogliate perdonare il mio comportamento scorbutico, e spero di non avervi arrecato danno. Che questo matrimonio possa durare a lungo." Mauro la ringraziò, io le sorrisi. Il matrimonio con Mauro durò solo pochi mesi, prima che ci separassimo del tutto. Avevamo fatto il famoso passo piu lungo della gamba, e ce ne accorgemmo solo dopo un periodo di estenuante convivenza. Io tornai a fare la Troia con tutti gli uomini che incontravo, e mia madre dovette anche stavolta abbassare la testa ed accettare.
chrisbabyface@libero.it
scritto il
2026-09-01
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